No al carbone Alto Lazio

24 ottobre 2007

Ciclo del carbone e morti nere

LETTERA AL PORTAVOCE DEL MINISTRO BERSANI
di Gianni Naggi . responsabile Energia del PRC/SE

Omicidi bianchi. Ma di lavoro si continua a morire.

Caro direttore, ti scrivo in merito alla lettera del portavoce del ministro dello Sviluppo Economico, pubblicata il 20 ottobre, a proposito della mia in merito alla morte dell'operaio cantierista nella centrale di Torrevaldaliga nord. Mi stupisce la necessità di sottolineare che l'operaio è morto in «un incidente in nessun modo riconducibile all'uso di un combustibile piuttosto che un altro». In nessun modo ho addebitato la morte all'uso diretto del carbone, visto che la centrale è ancora in costruzione. Bensì lo collegavo alle altre morti presenti nel ciclo del carbone, richiamando direttamente quelle nelle miniere cinesi, anche là non addebitabili all'uso diretto del carbone. Il portavoce del ministro ricorda l'impegno del governo per aver varato un nuovo testo per la sicurezza, cosa che ritengo utile, ma non sufficiente. Non risolveremo certo il problema delle morti sul lavoro solo con le norme, è fondamentale mettere in discussione i criteri di appalto e l'abuso di subappalti frequentemente in nero, fondamentale per rimuovere le principali cause d'infortuni, altrimenti finiremmo per dire che tutta la colpa della morte di Michele è dell'operaio che ha lasciato cadere il pezzo di tubo che l'ha ucciso. Del resto per quel cantiere sono già state presentate alcune denunce da parte della Fiom locale, a causa della grande quantità di manodopera irregolare e quindi senza tutele, che certamente si guarda bene dal denunciare gli incidenti che accadono. Voglio ricordare che l'Enel è ancora per il 30% proprietà dello Stato. In conclusione, se mi è permesso, ricordo al portavoce del ministro Bersani, che da nessuna parte è scientificamente riconosciuta l'esistenza del "carbone pulito", come egli cita, tanto meno per l'impianto che si sta costruendo a Civitavecchia. Forse sarà la messa in dubbio di questo dogma a infastidire tanto il ministro?

Gianni Naggi


Nessun commento: