No al carbone Alto Lazio

29 gennaio 2008

26 gennaio 2008

Confronto pubblico "Come evitare l'emergenza campana" - Civitavecchia, sabato 26/01/08


COME EVITARE L'EMERGENZA CAMPANA:
GESTIRE I RIFIUTI TUTELANDO SALUTE E AMBIENTE

Confronto pubblico
Sabato 26 gennaio ore 17.00

Aula Calamatta – Comune di Civitavecchia


Sono invitati a partecipare le cittadine e i cittadini, i movimenti, le associazioni, le forze politiche e sindacali.

clicca sull'imagine per ingrandire il programma dell'evento



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Intanto

"Ribadita da cittadini e politici la netta contrarietà a qualunque ipotesi di incenerimento dei rifiuti" -

Affolata assemblea in IV Circoscrizione

Vedi qui l'articolo di Centumcellae.it



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24 gennaio 2008

Nocoke Brindisi - comunicato


Nocoke Brindisi - Comunicato stampa

Bisogna riconoscere che a Brindisi è arduo tenere testa a tutti i problemi che l’assediano. Non si riesce a risolverne uno che già se ne presenta un altro. Le istituzioni, la politica (quella seria) e la società civile con i suoi movimenti e le sue varie forme di associazionismo sono chiamate a questo difficile compito.


Sino ad alcune settimane fa occupava la scena mediatica l’inquinamento dei terreni agricoli lungo il nastro trasportatore del carbone e nei pressi della centrale Enel di Cerano. Gli agricoltori protestarono a lungo e duramente ma sempre civilmente. Il loro sit-in di protesta fu interrotto per dare il tempo - che fu a loro richiesto - per risolvere tale problema.

Ma sino ad ora nulla è successo, anzi su tutti i tavoli che si sono tenuti con le istituzioni l’Enel, invitata in modo incomprensibile non come controparte, si e' persino concessa la sfrontatezza di sbeffeggiare le istituzioni quando esse sono state assenti.

Non sappiamo se doverosamente qualcuno si sia posto il problema degli agricoltori che, impediti della loro attività (per la giusta ordinanza sindacale che vieta la coltivazione dei terreni inquinati), stanno facendo fronte sicuramente a un momento di seria difficoltà economica. Riteniamo che fare propria questa preoccupazione sia quanto meno doveroso da parte di chi amministra la res pubblica: Comune, Provincia, Regione.

A queste istituzioni chiediamo che si facciano promotori di chiarire con immediatezza tale grave situazione. Posto che i terreni in questione sono inquinati, sono necessarie perizie che in maniera chiara e incontrovertibile indichino la causa dell’inquinamento e, quindi, chi ha inquinato. Noi siamo convinti che non siano stati i contadini. Tutta la città pensa che sia stata l'Enel, ma poiché siamo in uno stato di diritto è giusto che i responsabili siano inchiodati sulla base di evidenze certe.
Queste vanno costruite in fretta, senza tentennamenti, senza per esempio i continui rimandi tra Assessore Regionale all'Agricoltura (che e' arrivato all’assurdo di smentire la presenza dell'inquinamento, negando così la vigenza a Brindisi delle leggi nazionali) e Assessore Regionale all'Ambiente, che di questa cosa sin dall'inizio si è occupato, nel migliore dei casi, con grande distacco.

La Regione investa con prontezza i fondi necessari per tali studi.
Il danno non è solo di qualche decina di agricoltori (meritevoli intanto della solidarietà di tutta la comunità regionale) ma di tutta l’agricoltura brindisina, un gravissimo danno di immagine per il quale qualcuno dovrà pagare.

Ci rifiutiamo di pensare (ma il dubbio ormai ci assale) che la Regione non vada giù duramente contro l'Enel perché ancora coltiva la speranza di avere il loro consenso alla cocombustione del CDR. la Regione ci rinunci. Brindisi non accetterà mai le diossine in cambio di un po' di CO2 in meno.


NO_COKE_BRINDISI

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Storie di italiana follia

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Italia del Malaffare

I politici del malaffare e i mal-affaristi del lucro senza limiti ci chiamano "popolo dei no". Non ce ne stupiamo. Dal momento che quanto state per leggere trova spiegazioni piuttosto semplici e precise, e relative responsabilità.

Vedi questo link

Ringraziamo il Comitato Nocoke Tarquinia per la segnalazione.

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Contraddizioni palesi nel nuovo Emission Trading Scheme europeo

Articolo pubblicato su www.greenreport.it

ROMA. Greenpeace, Legambiente e WWF hanno presentato in questi giorni le osservazioni allo “Schema di Assegnazione” delle quote di CO2 per il periodo 2008-2012 dell’Emission Trading Scheme (ETS).
Lo Schema contiene elementi nuovi e inaccettabili in merito alle quote destinate agli impianti di nuova realizzazione - i cosiddetti “nuovi entranti” - e non risolve alcune criticità pregresse, come l’eccessiva allocazione di quote al carbone e la sottoallocazione agli impianti CIP6.

PAGHEREMO ALTRA CO2: La netta bocciatura da parte degli ambientalisti nasce dal fatto che il nuovo Schema permetterebbe l’acquisto, tramite risorse pubbliche, di quote di CO2 per i nuovi impianti. Questa novità è incompatibile con le norme comunitarie sugli “Aiuti di Stato” e non è mai stata sottoposta al parere della Commissione europea, che aveva chiesto all’Italia di tagliare 13 milioni di tonnellate di CO2, non certo di aprire una falla nel meccanismo, garantendo disponibilità illimitata di quote con spese pubbliche.

Le Associazioni chiedono quindi che l’ammontare e la gestione della riserva rimangano inalterate rispetto alla precedente versione del Piano Nazionale di Allocazione (PNA).

CIP6: L’ANOMALIA MADE IN ITALY: Nel documento ci sono altri grossi punti critici, come la sottoallocazione agli impianti CIP6, uno stratagemma che costerà circa 400 milioni di euro ai consumatori italiani a partire dal 2008. Gli impianti CIP6 possono infatti recuperare i costi per l’acquisto delle quote di CO2 direttamente nella bolletta elettrica, attraverso la componente A3 riservata alle fonti rinnovabili. La sottoallocazione non garantisce alcun vantaggio concreto in termini di riduzione delle emissioni di CO2, e anzi permette di “liberare” quote per gli altri settori.

PREMIO AL CARBONE: Non sfugge neppure come l’acclamata riduzione di quote ai danni del carbone per venire incontro alle richieste della Commissione sia soltanto un elemento di facciata. Le associazioni sottolineano che il carbone è stato ancora privilegiato, in aperta contraddizione con il principio “chi inquina paga”.

ELENCO IMPIANTI: CHI L’HA VISTO? Altra grave infrazione è la mancata comunicazione della lista degli “impianti addizionali” che entreranno a far parte dell’ETS dal 2008. Come da richiesta della Commissione, dovrebbe essere fornito un elenco completo di questi impianti. Il fatto che non sia stato pubblicato rappresenta una grave mancanza di trasparenza.

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23 gennaio 2008

Tarquinia: in azione la pattuglia di Enel.

Riceviamo e pubblichiamo:
I NO-COKE PARLANO CON IL GRUPPETTO DI OPERAI CHE MANIFESTANO A TARQUINIA: DIFENDIAMO INSIEME LA SALUTE DEI CITTADINI E DEI LAVORATORI E CHIEDIAMO ALLE ISTITUZIONI PERCHE’ VICINO ALLE CIMINIERE SI CONTINUA A MORIRE SENZA CONTROLLI.

Dopo il caso delle lettere dall’oltretomba contro i no coke giunte ad alcuni quotidiani online, firmate da persone defunte, una delle quali madre di un dipendente Enel, i fautori del Carbone hanno mandato un gruppetto di operai della centrale a Tarquinia.
I 40 operai hanno inscenato stamani una breve manifestazione a favore del carbone di fronte al palazzo comunale per essere ricevuti dal Sindaco Mazzola, da sempre contrario al Carbone. “Non so cosa siamo venuti a fare qui,- ha detto un giovane operaio, ad una delle mamme che lotta contro il carbone- ci hanno solo detto che due operai per ogni ditta dovevano andare a Tarquinia.” Una cosa molto strana, che ha creato non pochi disagi in città, è stato il black-out elettrico cominciato, casualmente, all’inizio della manifestazione. Al termine dell’ iniziativa, come per magia, la corrente è tornata in tutta la città. Una strana coincidenza, sottolineano. Anche le attività commerciali sono rimaste senza energia elettrica ed ora tutti i cittadini chiedono che su questa grave casualità sia fatta piena luce. Alcune mamme hanno poi parlato con gli operai spiegando loro che in queste zone le patologie monoclonali (leucemie) sono ormai consuete, i tumori invadono l'esistenza delle famiglie e dopo Civitavecchia anche da Montalto arrivano voci tremende a proposito di gravissime patologie nei bambini. I No-Coke chiedono il rispetto della salute degli operai e dei cittadini e vogliono sapere perchè in queste zone non sia rispettata la legge. Dove è finito, tuonano in coro- l’obbligo dello screening periodico per l’arsenicosi cronica in tutti coloro che hanno lavorato, lavorano e lavoreranno vicino ad impianti che bruciano carbone o olio combustibile? L’indagine è indispensabile per le alte emissioni di arsenico, semi-metallo che viene veicolato dalle polveri di un diametro decine/centinaia di volte il milionesimo del metro. Intanto sulla questione attende risposte il Sen. Fernando Rossi che ha presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri. Chiede di emanare con urgenza apposite direttive per salvaguardare la salute dei lavoratori e dei cittadini affinché le persone che hanno lavorato e lavorano nelle centrali a carbone o ad olio combustibile, nonché i cittadini che abitano nella zone di caduta delle micropolveri, siano periodicamente sottoposte ad apposito screening che ricerchi le tracce di arsenico. “Ci voleva un Senatore coraggioso per parlare del problema e lo ringraziamo, ma dove sono le altre istituzioni? Perché non controllano? Perché ci lasciano morire sapendo cosa accade in questi territori?”
Movimento no coke alto Lazio
nocoketarquinia@yahoo.it


Sul medesimo argomento intervengono rispettivamente http://www.maremmaoggi.it/ e http://www.tusciaweb.it/, riportando le dichiarazioni del Sindaco di Tarquinia Mazzola, che ha ricevuto una delegazione della pattuglia ultraprecaria Enel:
"...“Noi siamo contro ogni tipo di inquinamento, non ho mai fatto marcia indietro come ci accusa qualcuno, inoltre trovo riduttivo parlare solo di carbone e della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord quando noi siamo in mezzo tra la centrale di Montalto di Castro da una parte e Tirreno Power dall'altra, noi difendiamo il lavoro, ma rimaniamo comunque contrari all'inquinamento di un territorio che ha dato già molto. Chiediamo pari dignità ai tavoli della Salute e dello Sviluppo e che ci siano concessi poteri istituzionali e autorizzativi per emettere ordinanze sull'inquinamento prodotto dalle centrali, questo perché l'inquinamento non ha confini». Mazzola ha anche parlato di compensazioni economiche. “Tarquinia è contro ogni compensazione economica, se questa equivale a limitare la libertà di espressione, prioritario è l'attivazione e il funzionamento dell'Osservatorio Ambientale per il controllo delle emissioni”."


"...“La posizione del Comune di Tarquinia è chiara: non siamo solamente contrari al carbone, ma ad ogni forma d’inquinamento che possa danneggiare il territorio e la salute dei cittadini”. Con queste parole il sindaco Mauro Mazzola ha accolto la delegazione degli operai dell’Enel, guidata dal portavoce Alberto Benedetti, che questa mattina (circa 100 persone) hanno manifestato in Piazza Giacomo Matteotti in favore della costruzione della centrale a carbone di Civitavecchia.
“La città di Tarquinia – dichiara il sindaco Mauro Mazzola – ed i comuni del comprensorio devono avere lo stesso potere istituzionale e decisionale di Civitavecchia e Montalto di Castro in materia di scelte energetiche."

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Dott.ssa P. Gentilini, "RIFIUTI: ECCO LA CURA!"

Riceviamo e pubblichiamo (Grazie al Dott. Ghirga):
Spett.li redazioni,
inoltro, con preghiera di massima diffusione, la lettera sotto riportata ed inviata al Commissario Europeo all' Ambiente Dimas Stavros, nonchè, per conoscenza, a tutti i membri dell' UE e ai media internazionali circa la situazione di gestione dei rifiuti non solo in Campania ma in tutto il nostro paese.La lettera è firmata da intellettuali, associazioni, medici , cittadini di ogni parte d' Italia.
Il ciclo dei rifiuti si può chidere al 100%, recuperando tutta la materia, senza portare nulla nè in discarica nè, tanto meno riducendolo ....in fumo.
Domenica 20 gennaio ero a Pianura, invitata a fare un incontro con la polazione nella scuola elementare insieme alla imprenditrice Carla Poli del Centro Riciclo di Vedelago(http://www.centrorciclo.com/) che ho avuto la fortuna di incontrare nel mio pergerinare: davanti ai cumuli di spazzatura che in noi suscitano tanto orrore, lei si fermava incantata dicendo: "ma guarda quanta bela roba che s'è ghè, me ne porteria via un pocheto"
Questa ingegnosa sig.ra. oltre a recupere in modo ottimale carta, lattine, vetro ecc. ha brevettato un metodo per il 20%del " secco non riciclabile" ( i pannolini ad es.) e, tramite un processo finale di estrusione, ottiene da questo residuo (che io per prima non immaginavo potesse avere alcun riutilizzo), una sabbia sintetica grandemente utilizzata in edilizia, che esporta all' estero e che non arriva a produrre stante la grande richiesta che ha!.
Nell' azienda sono in 64, gli operai ricevono 1500 euro al mese con tredicesima e quattordicesima e tutto questo senza camini, senza filtri, senza veleni, ma dando lavoro, occupazione, serenità a tante famiglie. Gli impianti non sono complessi, nè da costruire, nè da gestire, possono essere pronti in pochi mesi, relativamente basso il capitale di partenza.
Ma possibile che in questo paese e soprattutto in questa Romagna, dove ci si vanta di essere industriosi, attivi e pieni di iniziativa a nessun imprenditore venga anche solo la voglia di verificare di persona? Possibile che sappiamo fare solo a bruciare mandando in fumo preziose risorse e soprattutto la nostra salute?
Si sappia che del tutto recentemente il Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici Francese ha chiesto una moratoria sugli inceneritori, esattamente come ha richiesto la Federazione degli Ordini dei Medici dell' Emilia Romagna.
Sono sempre più convinta che il problema dei rifiuti non è affatto una grave malattia come vorrebbero farci credere, che la medicina che vorrebbero darci (inceneritori) è molto peggiore del male e che la cura semplice, immediata, economica, senza controindicazioni esiste ed è: raccolta domiciliare "porta a porta" e riciclo totale.
Credo che sarebbe ora di smettere di fidarsi dei tanti esperti (televisivi e non) che fino ad ora hanno dimostrato di non avere a cuore nè l' ambiente nè la salute e cominciare piuttosto a fidarsi del buon senso delle donne.
Sia ben chiaro a tutti: non alcun interesse personale in questa "promozione" del Centro di Vedelago e il biglietto per Napoli non me lo ha rimborsato nessuno.

Cordiali Saluti
Dott.ssa Patrizia Gentilini
Oncoematologo
Associazione Medici per l' Ambiente
ISDE Italia
Soluzioni razionali, convenienti ed eco-logiche. Una cattiva premessa: siamo in Italia, la politica si rivolgerà altrove nel disinteresse generale.

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Rifiuti a civitavecchia - 6 domande per Moscherini


Il Consigliere comunale Manuedda rivolge a Moscherini 6 domande in forma scritta. Fonte: maremmaoggi.it. Vedi qui per l'intero comunicato.

"...INTERROGA IL SINDACO E L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE PER SAPERE SE

· corrispondano a verità le loro affermazioni riportate dalla stampa secondo le quali avrebbero chiesto di

modificare il progetto inizialmente presentato dalla società BEG S.p.A, richiedendo in particolare un impianto di

“termovalorizzazione” dei rifiuti mediante pirolisi;

· siano in grado, in tale eventualità, di indicare i riferimenti normativi alla base della loro richiesta nei

confronti della BEG S.p.A;

· non ritengano, avendo richiesto un impianto di c.d. termovalizzazione, di avere operato in aperta

contraddizione con l’atto di indirizzo espresso dal Consiglio Comunale con la Deliberazione n. 110 del

2003 e quindi di avere travalicato i limiti del proprio mandato;

· non ritengano, avendo consentito e persino richiesto di modificare, successivamente all’apertura del plico, la

proposta presentata dalla BEG S.p.A, di avere palesemente favorito la società in questione, danneggiando

indirettamente le potenziali concorrenti interessate alla realizzazione di impianti di “termovalorizzazione” che,

essendo tale soluzione impiantistica esclusa, secondo il dettato della Deliberazione n. 110 del 2003, dalle

indicazioni dello “studio di prefattibilità” allegato all’Avviso Indicativo - Anno 2006 prot. 438 del 21.04.2006, non

hanno ritenuto di presentare proposte all’Amministrazione Comunale;

· non considerino, nella proposta presentata dalla BEG S.p.A, la presenza di soluzioni impiantistiche che

prevedano la “termovalorizzazione” o comunque riconducibili alla definizione di “impianto di

incenerimento” come riportata nella normativa vigente, ovvero nel citato Decreto Legislativo 11 maggio 2005,

n. 133, art. 2, comma 1, lettera d), come elemento ostativo, secondo l’art. 154 del Decreto Legislativo 12

aprile 2006, n. 163, alla realizzazione e quindi alla dichiarazione di pubblico interesse della proposta stessa;

· non ritengano doveroso scusarsi di fronte al Consiglio Comunale e alla Cittadinanza di tale loro operato..."

La speranza è ovviamente che queste sollecitazioni non finiscano nell'ampio dimenticatoio del Sindaco Moscherini e della sua compagine.

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22 gennaio 2008

Costi sanitari del carbone a Civitavecchia (pt.II)

Clicca sull'immagine per ingrandire

Finalmente qualche altro media locale decide di dare visibilità alla notizia, risalente alle scorse settimane.

Per saperne di più su queste stime fai click QUI.


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una continua emorragia di vite umane per estrarre il carbone

(ANSA) - PECHINO, 21 GEN - Un'esplosione ha causato la morte di venti persone in una miniera di carbone nel nord della Cina, secondo l'agenzia 'Nuova Cina'. La tragedia e' avvenuto nella provincia settentrionale dello Shanxi, quella che produce piu' carbone della Cina. Le miniere di carbone cinesi, dove vengono trascurate le piu' basilari norme di sicurezza, sono considerate le piu' pericolose del mondo.

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Off Topic: Mastella italiano doc



Proponiamo una raccolta di links significativi per quanto riguarda un caso tutto italiano: Clemente Mastella. Specchiamoci in lui, perché vi troveremo molto di noi. Inutile gridare allo schifo, è un occasione importante per "spurgarci".

Sono benvenute proposte da parte vostra di ulteriori links da aggiungere a questo post. Inseritele nei commenti...

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"GLI AMICI DEL CARBONE SCRIVONO DALL’ ALDILA’"


Riceviamo e pubblichiamo:

Arrivano lettere dall’oltretomba contro i no coke. Scoppia il caso delle lettere ad alcuni quotidiani online ed a qualche giornale. C’è chi usa gli strumenti di informazione per attaccare i comitati che lottano contro la riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia scrivendo lettere firmate da persone defunte.

Incredibile ma vero!!! Che i no coke creino imbarazzo ai poteri forti ed a quella politica serva degli interessi economici lo si poteva capire, ma che destassero l’ira dei morti, questo davvero non lo si sarebbe mai potuto pensare. Eppure è successo: quattro lettere scritte da ipotetici lettori rappresentanti della società civile ed indirizzate ad alcuni quotidiani online e ad alcuni giornali, che avevano per obiettivo le recenti manifestazioni no coke, si rivelano una clamorosa bufala.

Una delle firmatarie risulta infatti defunta, da diverso tempo, e madre di un dipendente Enel di Montalto di Castro. Un altro firmatario è un geometra. Non vorremmo che fosse quel geometra, che noi conosciamo, che lavora anche per la centrale Enel, molto vicino ad un assessore di Montalto. Per giunta, il di lui padre, avrebbe appalti di pulizia, guarda caso, proprio nel cantiere della centrale a carbone.

Resta ora il mistero degli altri due firmatari di missive anti no coke. Non ci stupiremmo se fossero defunti anch’essi, oppure dirigenti della società elettrica o nomi inventati da chi non ha argomenti contro le scomode verità che hanno messo a nudo il carbone ed i suoi gravi danni alla salute, all’agricoltura ed al turismo. Questa storia puzza di marcio: chi c’è dietro questi attacchi? Chi usa disonestamente i defunti per prendersela contro la sacrosanta battaglia dei no coke? Un altro capitolo vergognoso, come vergognosi, patetici e caricaturali sono sempre stati i tentativi di nascondere i danni causati alle persone ed al territorio dall’attività ultradecennale delle centrali.

Ma la vicenda non si chiuderà qui: il movimento No Coke Alto Lazio andrà avanti e episodi simili non fanno altro che aumentare la solidità di chi lotta contro il carbone e contro la monocultura che l’ente energetico vuole imporre a tutto il territorio.

Da queste azioni vigliacche i no coke escono più rafforzati che mai.
Movimento No Coke Alto Lazio

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20 gennaio 2008

"FUMI GRIGI NEL CIELO E NEBBIE NELL’INFORMAZIONE"

Riceviamo e pubblichiamo:


Il destino del popolo civitavecchiese sembra ineluttabile: vivacchiare alla giornata fra una zuppa di pesce e una lamentazione flebile e sottomessa (il pianto è mezzo pane!). Intanto i suoi diritti più elementari vengono calpestati senza risvegliare sussulti di dignità civica.
Due giorni fa, il 18 gennaio, per tutta la giornata, è ricomparsa quella che i giornali hanno definito “una misteriosa cappa di fumo sopra la città”. La cosa è passata nel silenzio più assordante delle Istituzioni di garanzia e controllo: così che a noi non resta che biasimare ancora una volta lo stato di degrado civile della nostra città che ha poco da invidiare alla Napoli immondezzaia, alla Ceppaloni borbonica, alla Cuffaro-sfrontatezza sicula…
L’ingegnere Prelati, referente della Tirreno Power, ci rassicura informandoci che “nel quarto gruppo stiamo bruciando metano che produce vapore”: ancora una volta, l’oste giura di “darci a bere del buon vino”! Eppure quel “vapore” presentava il colore giallognolo tipico di ben altre emissioni che l’esperienza del passato ci ha insegnato a distinguere.
Il panorama che si offre ai nostri occhi è deludente. Ci domandiamo:
- il Dipartimento di prevenzione della ASL è stato forse esonerato dai compiti di vigilanza dell’ambiente e della salute?
- l’Assessorato all’ambiente è forse menomato nelle sue prerogative di monitoraggio dei fenomeni antropici sospettati di nuocere agli equilibri biologici?
- il massimo tutore della nostra salute, il Sindaco, s’è forse rifugiato a pensare nella turris eburnea del Pincio, tutto assorto a rintuzzare gli assalti dell’opposizione marrazziana e verdiana?
- infine, l’Osservatorio ambientale è forse in coma, visto che non produce un solo atto scientifico a vantaggio della città, sebbene alimentato con i milioni di euro elargiti dall’ENEL?
Perdiamo ogni speranza di ottenere soddisfazione del nostro diritto alla salute e all’equilibrio ambientale costituzionalmente garantiti. E ci torna alla mente il verso foscoliano: “Anche la speme, ultima Dea, fugge i sepolcri!”.
Sfortunatamente ci aspettiamo risposte rancorose da parte di quelle Istituzioni che cerchiamo di mettere di fronte a responsabilità pesanti come pietre. E invece servirebbero riscontri credibili…Chiediamo troppo?

Il coordinamento dei medici e farmacisti per la tutela dell’ambiente e della salute .
Civitavecchia, 20 gennaio 2008

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"Il solare che funziona". Alcune novità

Riportiamo una serie di collegamenti a notizie di notevole interesse per quanto riguarda l'immediato futuro dell'energia solare.

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19 gennaio 2008

Marrazzo - Marra-sshole. Commenti alle sue ultime esternazioni circa la possibilità di incenerire i rifiuti a TVN




"Asshole".
Letteralmente si traduce con "buco di culo". In inglese questo termine è usato per indicare un Idiota la cui qualità caratterizzante, appunto l'idiozia, raggiunge una magnitudine considerevole. Un Idiota con la "I" maiuscola, insomma. Ad esempio, George Bush è notoriamente uno tra i politici più colpiti da questo insulto, nel suo Paese d'origine.

Il "buco di culo", da un punto di vista etico-politico, è un oggetto a cui la figura di Piero Marrazzo si è ormai indelebilmente legata, dopo le sue ultime dichiarazioni. (Vedi questo post).
Di qui il nuovo epiteto, che speriamo si diffonda in fretta: "Marrasshole" (pronuncia: "marrasshol")

Riceviamo e pubblichiamo subito sotto alcuni commenti sulle recenti esternazioni di Marrazzo, che oggi si dice favorevole all'incenerimento dei rifiuti nella riconvertenda venefica centrale a carbone TVN - Enel di Civitavecchia.

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NOCOKE TARQUINIA:
"Il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, propone la co-combustione del combustibile da rifiuti assieme al carbone per la centrale di Tvn. Finalmente getta la maschera e dopo le vacue promesse elettorali si rivela per quello che è. Ma il comitato no coke Alto Lazio non si arrende e promette nuove iniziative di lotta.

18 gennaio_Vergogna. Ricordiamo ancora nell’ottobre del 2005 un Marrazzo sudato e in maniche di camicia scendere dal suo ufficio per abbracciare e tranquillizzare i no coke recatisi a Roma per ricordargli le sue promesse elettorali; in quell’occasione ripromise ancora che avrebbe fermato la conversione a carbone della centrale termoelettrica di TVN.
Sono passati più di due anni e dopo aver tenuto atteggiamenti ambigui, il Presidente della Regione Lazio getta la maschera e dichiara che “A Civitavecchia non c'è possibilità che si costruisca un nuovo impianto per i rifiuti, mentre uno scenario possibile è quello della co-combustione. Si può infatti immaginare che nella centrale Enel, appena sarà pronta, sia bruciato oltre al carbone anche il cdr, quando si è pensato di essere portatori di una politica di sviluppo con il carbone pulito non si è fatta una grande scelta mentre la co-combustione è qualcosa che ha un minor impatto ambientale e non si appesantisce la zona di Civitavecchia con altre strutture, l'impianto consentirà la produzione di energia elettrica mediante la combustione combinata di carbone e rifiuti solidi urbani pretrattati: siamo nel solco della massificazione (Ansa)”.
I comitati no coke Alto Lazio non ci stanno e gridano vergogna. Bruciare il Cdr assieme al carbone sarebbe l’ennesimo affronto per questo territorio, divenuto ormai la discarica d’Italia. Marrazzo, con le sue affermazioni, offende i cittadini che lottano contro il carbone ai quali aveva promesso ben altro. Fra le righe delle sue dichiarazioni, si può forse intravedere quella che è la proposta dell’Enel ai comuni del comprensorio per il fantomatico abbattimento del 30% delle emissioni inquinanti : bruciare la “monnezza” assieme al carbone, spacciandola per una sostanza innocua, come il carbone pulito del resto.
La lotta non si ferma, a tutti i livelli. I comitati gridano forte il no alle compensazioni e alle politiche a dir poco distruttive paventate dal Presidente Marrazzo. Non rinnovargli la fiducia alle prossime tornate elettorali sarà semplicemente un atto di salute pubblica.
Contatti:nocoketarquinia.splinder.com"

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Coordinamento dei Medici e dei Farmacisti
Il Governatore Piero Marrazzo come il Generale Bava Beccaris
E’ a tutti noto il triste e luttuoso episodio accaduto a Milano nel maggio 1898 passato alla storia come “la protesta dello stomaco”, quando il Generale Bava Beccaris ordinò, senza alcuno scrupolo, di sparare cannonate sulla folla affamata che chiedeva pane, provocando una strage. L’episodio è stato immortalato in una canzone di dominio pubblico che così recita: “Alle grida straziate e dolenti di una folla che pane chiedeva il feroce e tirannico Bava gli affamati col piombo sfamò”. Così il Governatore Piero Marrazzo vuole compensare l’inquinamento atmosferico inondando di maleodorante “monnezza” una città già annerita dal carbone. Una volta si uccideva sparando, oggi si attua lo stesso misfatto danneggiando la salute e vessando l’ambiente mentre si rinnegano senza vergogna le promesse elettorali fatte ad una popolazione inquinata. 18 gennaio 2008
Coordinamento dei Medici e dei Farmacisti.

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18 gennaio 2008

Senza parole

Veltroni, uno da cui ci si attende molto.
Ahahah!

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Marrazzo è ormai da smaltire



Eccolo, di nuovo, Marrazzo.

Già protagonista della nostra rubrica "Gli Ecobugiardi Vol.I", mai pago, eccolo di nuovo, ormai trasformato (scoperto) in ciò che è. Un uomo portatore di un pensiero residuale, da smaltire. Giusto quindi che sieda dov'è, coerente coi tempi che corrono.
Massì, tanto ci penserà Gasbarra a fare il Robin Hood della situazione, nel solito ruolo di salva-voti dopo le sparate sempre peggiori dell'ex piazzista televisivo. A farci credere che la politica della sinistra governativa è vicina ai cittadini, non all'Enel (decidete voi da chi dipenda il fatto che gli interessi dei cittadini non coincidono mai con quelli di Enel, e viceversa).

Ma leggiamo questa Ansa:

"RIFIUTI: MARRAZZO, A CIVITAVECCHIA ENERGIA DA CDR E CARBONE

(ANSA) - ROMA, 17 GEN - ''A Civitavecchia non c'e' possibilita' che si costruisca un nuovo impianto per i rifiuti, mentre uno scenario possibile e' quello della co-combustione. Si puo' infatti immaginare che nella centrale Enel, appena sara' pronta, sia bruciato oltre al carbone anche il cdr''. E' quanto afferma il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, nel corso di una trasmissione radiofonica. ''Quando si e' pensato di essere portatori di una politica di sviluppo con il carbone pulito - spiega Marrazzo - non si e' fatta una grande scelta mentre la co-combustione e' qualcosa che ha un minor impatto ambientale e non si appesantisce la zona di Civitavecchia con altre strutture''. Per Marrazzo, ''l'impianto consentira' la produzione di energia elettrica mediante la combustione combinata di carbone e rifiuti solidi urbani pretrattati: siamo nel solco della gassificazione''. (ANSA). "

"Siamo nel solco della gassificazione".
No. Tu, Marrazzo, sei nel solco delle chiappe, proprio li in mezzo. Un buco di culo, insomma, come dicono gli anglofoni: ASSHOLE!!

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Tarquinia: sit-in contro le compensazioni-vergogna

Riceviamo e pubblichiamo:
Sit-in di fronte al Palazzo Comunale di Tarquinia da parte dei cittadini contro il carbone. Protestano contro le compensazioni elargite nel territorio della centrale.

I rappresentanti dei cittadini contro il carbone, che effettuarono il lungo sciopero della fame, di cui hanno parlato tutti i media italiani ed esteri, stanno effettuando un sit-in difronte al Palazzo Comunale di Tarquinia per protestare contro il carbone e le compensazioni della società elettrica nel territorio. Chiedono al Comune di fare proprio il documento approvato l’altro ieri dal Consiglio Provinciale di Viterbo, senza alcun voto contrario, in merito alla riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia. Il documento della Provincia censura in toto la logica delle compensazioni alla salute umana, invitando quindi i comuni e gli enti locali del territorio (ASL in primis) a rifiutare proposte compensative in denaro, beni o servizi, da parte del soggetto produttore dell’inquinamento. “La ASL, invece, tuonano in coro i cittadini contro il carbone- si accorda con la società elettrica per la donazione di apparecchiature sanitarie all’ospedale di Tarquinia. Ora i cittadini non solo si devono difendere da chi li inquina ed ammala ma anche da chi li inganna. I cittadini sono indignati: come si fa ad accettare che chi emette inquinanti che causano malattie e morte poi “regali” le attrezzature sanitarie per provare a curarci? La ASL ha capito questa grande generosità? I cittadini lo hanno capito e non accettano – riferiscono ancora- che dopo il danno ci sia anche la beffa: prima ci ammalano e poi provano a farci guarire! Questo è troppo! Forse qualcuno è stato “illuminato” dalla società elettrica e non stà più dalla parte dei cittadini? Con quello che costano alle casse pubbliche alcune gravi malattie potremmo costruire nuovi ospedali in tutta la provincia. Ricordiamo che nei 25 anni previsti di funzionamento, la centrale a carbone causerà numerosi morti e malati. La previsione di spesa complessiva per danni all’ambiente e soprattutto per quelli più gravi alla salute umana è di oltre 800 milioni di euro (externeE Commissione Europea). Anziché donazioni caritatevoli – concludono i cittadini- andrebbero risarcite direttamente tutte le famiglie che nelle zone inquinate hanno subito e subiranno la perdita o la malattia per tumore di un proprio caro.” I rappresentanti dei cittadini hanno appena consegnato, al Sindaco di Tarquinia Mazzola, un documento in cui si chiede di far proprio il deliberato del Consiglio Provinciale di Viterbo e di censurare moralmente la ASL nel chiedere o accettare regalie da parte di chi è responsabile di molte delle gravi patologie che colpiscono la popolazione. I cittadini, inoltre, hanno chiesto al Sindaco di farsi promotore di una partecipazione di massa alle manifestazioni che saranno organizzate in modo da fermare per sempre la centrale a carbone e la partecipazione in massa al Consiglio Comunale aperto che si terrà nei prossimi giorni a Tarquinia. Il sit-in si concluderà più tardi.

Contatti : 329.7924124

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17 gennaio 2008

Provincia di Vt -sfiducia a Bersani: comunicato nocoke civitavecchia


Riceviamo e pubblichiamo:

COMUNICATO

La mozione approvata dal consiglio provinciale di Viterbo è un ulteriore atto importante a dimostrazione che la lotta contro il carbone prosegue con determinazione, nonostante i tentativi dell’Enel di invischiare alcuni comuni nella trattativa per le compensazioni, ossia nell’indecente baratto della salute in cambio di soldi, al cosiddetto tavolo dello sviluppo, voluto dal ministro Bersani.
Il consiglio provinciale ribadisce ancora una volta la contrarietà alla conversione di Torrenord e condanna l’ostinato rifiuto del ministro Bersani a riaprire la conferenza di servizi, come gli hanno chiesto i Consigli comunali dell’Alto Lazio, le Province di Roma e Viterbo, la Regione e i Ministri della salute e dell’ambiente. Un atto che invece il ministro dovrebbe responsabilmente compiere poiché l’autorizzazione concessa per la riconversione si basa su una valutazione carente, lacunosa, mancante delle garanzie sufficienti di tutela della salute.
In questi giorni è intervenuta anche l’Arpa Lazio, organo preposto istituzionalmente al monitoraggio ambientale, con la richiesta di riesame del decreto di autorizzazione, che viola la normativa prevista dall’Autorizzazione integrata ambientale perché carente delle prescrizioni necessarie per i controlli sulle emissioni inquinanti e per le procedure di salvaguardia.
Il Coordinamento dei comitati NO al carbone ha denunciato pubblicamente l’irresponsabilità del sindaco Moscherini, destinatario della nota di Arpa Lazio, che non solo non ha preso nessuna iniziativa a sostegno della richiesta, ma ha lasciato volutamente cadere nel silenzio i pesanti rilievi mossi dell’ente di controllo ambientale.
Riguardo alla necessità di controlli sull’inquinamento delle centrali i nostri comitati rivendicano nei confronti del sindaco, quale primo garante della salute dei cittadini, il diritto della popolazione ad avere un monitoraggio efficiente e pubblico, gestito dall’Arpa, svincolato dai soldi e dal tutoraggio dell’Enel, che fornisca risultati affidabili e non manipolati sulle emissioni, la qualità dell’aria e dell’ambiente.
Siamo certi e lo vogliamo dimostrare con dati incontrovertibili che i nostri polmoni già ora sopportano livelli di inquinamento molto alti e che bruciare il carbone produrrebbe una situazione disastrosa.
Abbiamo più volte illustrato pubblicamente la proposta di un Organismo tecnico ambientale locale, previsto dalla legge e non per concessione del sindaco, che sostituisca quel carrozzone inutile e costoso che è stato l’Osservatorio ambientale.
Vogliamo perciò tranquillizzare quanti possano aver prestato incautamente ascolto alle chiacchiere strumentali delle comari dell’Enel: non stiamo conducendo una trattativa riservata col sindaco, ma rivendichiamo un diritto sacrosanto della collettività nei confronti dell’istituzione comunale. Diritto che peraltro rimane disatteso, perché al di là di generiche disponibilità verbali non c’è alcun atto concreto dell’amministrazione.
Lo scopo del nostro impegno e della nostra lotta in questi sette anni è stato e rimane uno solo: fermare il carbone, contrastare il tentativo di comperare il consenso su questo progetto devastante e di colonizzare il territorio con le compensazioni e lo scambio sulla nostra pelle.

Civitavecchia, 17 gennaio 2008

COORDINAMENTO DEI COMITATI NO AL CARBONE DI CIVITAVECCHIA

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Torchiarolo - manifestazione contro il carbone

Riceviamo e pubblichiamo:

Torchiarolo, 16/01/2008

Sabato Manifestazione contro il carbone in difesa dell’ambiente

Il Comitato Promotore, composto da cittadini, associazioni, movimenti, unitamente alla Amministrazione Provinciale di Brindisi, alle Amministrazioni Comunali di Torchiarolo, San Pietro Vernotico e Cellino San Marco invitano i cittadini a partecipare alla manifestazione promossa a Torchiarolo il 19 Gennaio in difesa dell’ambiente e della necessità che siano svolte azione positive per il raggiungimento di tale obiettivo.

L’appuntamento è per le ore 15,00 davanti il Municipio di Torchiarolo da dove partirà il corteo, con i gonfaloni in testa e subito dopo i bambini delle scuole elementari, che attraverserà le strade di Torchiarolo .

Il corteo si concluderà in Piazza Castello dove su di un palco si alterneranno gli interventi dei Promotori e delle Amministrazioni.

Il protagonismo dei cittadini e la massiccia partecipazione che abbiamo visto durante tutte le manifestazioni realizzate sul problema del rigassificatore siamo convinti che ci sarà anche sabato 19 Gennaio a Torchiarolo .

Sarà una conferma al fatto che la volontà di cambiamento espressa in questi anni da parte dei cittadini, che chiedono insistentemente la forte correzione dell’esistente unitamente ad un nuovo modello di sviluppo, è realmente una cosa realizzabile.

L’adesione convinta degli Enti Locali a questa manifestazione è la dimostrazione di un risveglio destinato a costruire migliori condizioni di vita, per una reale difesa del diritto alla salute dei cittadini e dell’ambiente .

Comitato promotore manifestazione di Torchiarolo 19 gennaio
Per informazioni: 340 0407757, 329 9866096, 338 6105312

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16 gennaio 2008

Inceneritore di Brescia. Qualche info per Moscherini

Moscherini prepara il pellegrinaggio presso alcune sedi dove operano le lobbies degli inceneritori. Prime mete Brescia e Germania, per raccogliere "informazioni" in merito. Ovviamente vorrà esser presente di persona. Noi fingiamo di non sapere cosa Moscherini & Co stiano cercando. Di certo è "ALTRO" dalla ricerca di una soluzione per trattare i MATERIALI POST - CONSUMO (come andrebbero in effetti definiti i rifiuti, visto che rappresentano una risorsa e non solo un problema).

Con una velocissima ricerca in rete, riportiamo alcune info sull'inceneritore di Brescia che a Moscherini & co. tanto interessano (va bé, si sa: a lui piace la moda, li chiama termovalorizzatori) sono alla portata di tutti:

  1. http://www.stefanomontanari.net/images/pdf/premioinceneritoreBrescia.pdf
  2. http://www.comitatiscrivia.it/ambiente40.htm
  3. http://alex321.splinder.com/post/12201764
  4. http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/web/W0A20041202.html
  5. http://www.questotrentino.it/2002/14/Lettera_Incener_Cova.htm
  6. http://www.stefanomontanari.net

Vale un solo commento: l'interesse comune può essere, appunto, interessato, SOLO ad UN TRATTAMENTO INTELLIGENTE, CONVENIENTE, NON INQUINANTE: a partire dalla RACCOLTA DIFFERENZIATA!!

Vedi anche la categoria "Inceneritori" in questo Blog per saperne di più.

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costi sanitari del carbone a Civitavecchia: milioni di euro




Riceviamo e pubblichiamo:


Gruppo Consiliare del PRC alla Provincia di Viterbo

COMUNICATO STAMPA


200 milioni di euro per “curare” i morti della centrale di Civitavecchia.

200 milioni di euro per assistere le persone destinate a morire per le emissioni della futura centrale a carbone di Civitavecchia. Il dato sconcertante viene da un software dell'Unione Europea liberamente utilizzabile via internet sul sito istituzionale www.externe.info.it.

L'UE infatti mette a disposizione di tutti un programma, nel quale si possono immettere i dati relativi a centrali di varia entità. Il software a questo punto elabora una serie di proiezioni sulle conseguenze economiche e sanitarie a carico delle popolazioni che ospitano tali impianti.

Inserendo i dati ufficiali (certo non sovrastimati) della Valutazione di Impatto Ambientale per la riconversione a carbone di Civitavecchia, ipotizzando un periodo di funzionamento di 25 anni, ne risulta l'amaro conto di 200 milioni di euro che verranno spesi per accompagnare alla morte i futuri terminali, ma anche 100 milioni per chi sarà colpito da patologie meno gravi. Risulterebbero poi circa 500 milioni di euro che il popolo italiano dovrà pagare sotto forma di sanzioni, per il relativo sforamento del protocollo di Kyoto.

Abbiamo una legislazione a “tutela” della salute che consente di mettere in conto un certo numero di morti in nome del profitto. Ciò permette dunque ad una ristretta platea di padroni (politici ed economici) la singolare facoltà di cancellare altri esseri umani per legge di mercato, senza per questo essere riconosciuti come assassini.

Nel caso del carbone a TVN , la Provincia di Viterbo ha dimostrato di essere un istituzione “resistente” alla logica del profitto sopra la salute, un'istituzione della quale stavolta possiamo ben dire di essere orgogliosi.

Sono passate due mozioni che assieme segnano la condanna netta della linea energetica seguita dal centro-destra e dal centro-sinistra, che si alternano alla guida del Paese. La richiesta di dimissioni formulata dal Consiglio di Viterbo farà senz'altro sorridere Bersani, sempre che questi trovi buffo essere un ministro senza popolo, tanto nella Tuscia, quanto a livello nazionale visto che non rispetta il vincolo contratto con gli elettori tramite il famoso programma dell'Unione.

Il Consiglio Provinciale ha ufficialmente condannato la condotta del governo Berlusconi, e del attuale sindaco di Civitavecchia Moscherini (di centro destra), contro i quali si sono espressi unanimemente gli stessi consiglieri del centro-destra a Palazzo Gentili dei quali abbiamo stimato il coraggio. Lo stesso senatore Marini, in veste di consigliere provinciale, ha votato un emendamento di Rifondazione anche contro il suo attuale gruppo nazionale e non ci pare poco.

Di fronte ad un vero attentato alla salute pubblica, dei piccoli amministratori, quali sono i consiglieri di Palazzo Gentili, hanno creato le condizioni perchè sulla vicenda del carbone di Civitavecchia, fosse formalmente respinto il principio di affiliazione/padrinaggio colle coalizioni politiche nazionali. Per una volta degli eletti dai cittadini hanno dimostrato di comprendere bene a chi debbano obbedienza.

Bersani, Prodi, Berlusconi, Matteoli sorridano pure, sorridano anche i vertici dell'ENEL. Noi invece sorrideremo quando la nostra gente sarà al sicuro dalla loro politica energetica.

Difendiamo la nostra terra, difendiamo le nostre vite.


I consiglieri provinciali

Riccardo Fortuna, Massimo Miccini

per contatti: Riccardo Fortuna 333-7221487

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TERNI - INCENERITORE ASM: SEQUESTRO E AVVISI DI GARANZIA



"14 Gennaio 2008
di Massimiliano Mattei - Fonte: Terni in rete - cod.105770

Paralizzato il sistema di trattamento e di smaltimento dei rifiuti della città di Terni.

E' stato posto in essere questa mattina il provvedimento di sequestro dell’inceneritore ASM ubicato a Maratta, della stazione di trasferenza e degli impianti connessi.
Tredici i presunti reati ambientali contestati al Sindaco Paolo Raffaelli, al Consiglio di Amministrazione e ad acluni tecnici dell’ASM, in tutto nove persone, che hanno ricevuto questa mattina dal Pubbblico Ministero Elisabetta Massini una informazione di garanzia."

Clicca qui per il video apparso in merito sul Blog di Beppe Grillo

Vedi anche AGI News "RIFIUTI: MAGISTRATO TERNI, DATI INCENERITORE ALLARMANTI"

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15 gennaio 2008

Torrevaldaliga: la Provincia di Viterbo SFIDUCIA Bersani


Pubblichiamo un articolo apparso su Tusciaweb (vedi qui)

La Provincia sfiducia il ministro Bersani e rispedisce al mittente il carbone.
La Befana non c'entra. Si tratta della riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia, per la quale ieri a palazzo Gentili c'è stata una seduta straordinaria di consiglio, dove con la partecipazione anche in questo caso straordinaria di Rifondazione Comunista, l'opposizione è riuscita a far approvare una mozione di sfiducia al ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani.
Rifondazione non solo ha votato ma addirittura il consigliere provinciale Riccardo Fortuna è entrato gamba tesa dicendo: "Chiedo un'integrazione alla mozione. Che venga sottolineato che la linea portata avanti da Bersani è quella che intraprese Berlusconi".
A presentare la mozione era stato il consigliere Udc Francesco Bigiotti. "C'è un solo responsabile per il carbone a Civitavecchia - ha detto il capogruppo Udc - ed è Bersani".
Il ministro è stato giudicato colpevole di non aver voluto riaprire la conferenza dei servizi.
Una mozione che ha mosso qualche dubbio anche a chi dalle posizioni del ministro è lontano da sempre.
"Non ha effetti concreti - spiega Bengasi Battisti (Pd) - mentre i lavori vanno avanti. Occorre capire come fare per invertire la rotta, tutelando la salute dei cittadini".
Battisti alla fine si è astenuto e la mozione è passata con dodici voti favorevoli (opposizione e Rc) e dieci contrari. Come dire che la maggioranza è andata sotto.
In una sala di consiglio gremita di comitati arrivati non solo da Tarquinia, ma anche da Civitavecchia. Tra i presenti, anche il commissario Arpa Carruba che ha messo in discussione la valutazione d'impatto ambientale dell'opera.

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Sul medesimo argomento interviene anche Civonline.it (vedi qui) con l'articolo

CIVITAVECCHIA - Si è concluso alle 20 il consiglio provinciale che si è svolto oggi a Viterbo sulla riconversione a carbone di Torre Valdaliga Nord. Molti gli assenti e nessun rappresentante del Comune di Civitavecchia pare si sia recato all’incontro. Tema centrale sul tavolo, il polo energetico più grande d’Europa e ovviamente l’atmosfera si è incendiata immediatamente. «La riconversione a carbone di Tvn - hanno commentato i no coke di Tarquinia - è un problema che riguarda la salute dei cittadini che vivono nei comuni dell’Alto Lazio, nella Bassa Toscana, a Roma e provincia». Nei giorni scorsi l’Arpa ha scritto al ministro Bersani, già denunciato dai cittadini, per riaprire la Valutazione di Impatto Ambientale, come ha dichiarato ieri il commissario Carruba: «Marrazzo ha chiesto all’Arpa di monitorare l’area di Civitavecchia, e ad oggi il territorio è sotto controllo. Il progetto è ampio ma c’è un problema di risorse». Ad alzare i toni, l’intervento del dottor Mocci di Medici per l’Ambiente: «Cosa devono fare i cittadini in assenza delle Istituzioni? L’Arpa dice che la centrale non è in regola e che così non funziona. L’ennesima bugia di Bersani è che dobbiamo avere più carbone perché l’Enel ne fa poco. Mi stanno facendo accertamenti sul conto corrente, solo perché mi sono comprato casa, chissà cosa cercavano, pensavano fossi pagato».


di seguito gli interventi della seduta fino a chiusura:

Dottor Gianni Ghirga (No coke). "Quando parliamo in termini di mortalità, si pensa che siano solo numeri. Sul sito della comissione europea ci sono delle schede da riempire: una volta immessi i dati di emissione, tra le risposte c'è la spesa per i danni in euro sulla mortalità. Dopo 25 anni in Italia ammontano a 200 milioni di euro. Non avete idea del dramma di una chemioterapia per un bambino che fugge nella stanza. Siamo responsabili. Che paese è dove non si effettuano controlli sugli operai dove i valori dell'arsenico nell'aria intorno alle centrali Enel sono dieci volte superiori ai valori normali?Dove smaltiscono i quintali di fango che produco? Chi ci dice che non li bruceranno? Difendetevi".
L'architetto
Ernesto Cesarini: "Mi dispiace che sia andato via il nostro sindaco (Mazzola). Siamo il paese dell'ambiguità. Enel sta facendo quella centrale perché non vuole essere soggetta al gas di Eni. Che cosa ha fatto Enel per presentare quella centrale come la migliore possibile? Ci ha presentato, tramite azioni di marketing, la teoria del carbone pulito. L'enel per ammissione diretta di Arrighi non avremmo nemmeno il carbone pulito. Di fronte a questo dobbiamo fare di tutto, ci chiediamo di sostenere le nostre inziative. Non abbiamo avuto paura di mettere 11 firme contro Bersani per omissione dei dati d'ufficio. Si tratta solo di capire se qui ci sono dei cittadini o dei sudditi. I cittadini hanno paura di morire, loro e i loro figli".
Fiorentini Fulvio (Italia nostra): "Abbiamo già sostenuto lo sviluppo di energie sostenibili. Chiediamo che la centrale, alla luce di quanto detto e delle normative europee, ci sia un'immediata riconversione per far nascere un sito multienergetico misti con istallazione di pannelli solari e biogas".
L'avvocato
Corrado Carruba, commissario dell'Arpa: "Devo fare una precisazione. Io prima ho specificato che abbiamo chiesto al ministero di rivedere l'atto del 2003 alla luce della normativa comunitaria del 2005. Di questo siamo convinti che non è esattamente quello che ha riportato il comitato no coke sulla stampa. In una situazione così delicata bisogna essere molto accorti alle parole. Volevo dire anche che è vero: l'attuale autorizzazione non è perfettamente in linea con la normativa successiva rispetto alla data di rilascio. Questo però non porta a dire che la centrale è illegittima".
Il presidente Mazzoli. "Ringrazio tutti quelli che hanno offerto un contributo alla discussione. Abbiamo fatto bene mettere da parte le schermaglie politiche e a tenere il consiglio. Considero la situazione molto seria: al di là delle schermaglie abbiamo sempre condiviso un percorso all'unanimità. Solo stavolta non è accaduto e non è un segnale positivo. Nel tentativo di difendere le persone, saremmo stati più forti con una posizione comune. E' stato detto apertamente che tanto qualunque cosa decidiamo non serve a niente, almeno stiamo sul giornale. E' del tutto irrilevante chiedere le dimissioni: domani staremo sul giornale, dopodomani ci ritroveremo con lo stesso problema, paro paro. Non si farà mezzo passo avanti. Per me le cose concrete sono ribadire una posizione di contrarietà rispetto al progetto della centrale. Non possiamo limitarci a scegliere la strada della propaganda su un problema simile. Dobbiamo proseguire su un percorso che abbia elementi di concretezza, ovvero rendere trasparente un sistema di monitoraggio dell'area, ci sono i dottori e ci spiegano che serve. Il Comune di Civitavecchia ha trattato una cosa molto precisa: se la centrale supera i limiti è il Comune che impone lo stop. La cosa deve riguardare un'area più vasta. L'unica possibilità è riaprire la conferenza dei servizi. Non possiamo accontentarci della pagina sui giornali e poi siamo di nuovo daccapo. Devo dire al governo che voglio risposte sulla base di elementi di controllo: questo è il punto. Poi occorre fare iniziative mirate, mantenendo aperto un rapporto di collaborazione che c'è sempre stato".
Il consigliere
Riccardo Fortuna illustra la seconda mozione, che deriva da un documento dei no-coke. Si richiede al ministero il riesame dell'autorizzazione concessa nel 2003 per la riconversione a carbone, alla luce di quanto illustrato dall'Arpa, ovvero che l'autorizzazione non è in linea con la normativa comunitaria del 2005. Si chiede inoltre la riapertura della conferenza di servizi. Si chiede inoltre un monitoraggio dell'area.
Il consigliere
Bigiotti chiede cosa ha fatto il presidente per dare seguito alla delibera adottata a Roma dai consigli provinciali congiunti. "Lei di concreto non ha fatto niente: non abbia paura dei giornali se ha la coscienza pulita".
I cittadini chiedono di inserire un dispositivo che permetta di tutelare gli stessi rispetto a pressioni che si stanno intensificando nell'ultimo periodo. Chiedono che gli enti locali non accettino la collaborazione e i soldi o i servizi da parte di chi inquina e ammala la gente, né tanto meno nessuna forma di monetizzazione delle malattie e dei morti.
Il consigliere Equitani. "E' assurdo fare battaglie quando nessuno ascolta. Abbiamo fatto anche dibattiti sui rifiuti solidi urbani, abbiamo fatto proposte concreta senza avere riscontri. Purtroppo è un'aula in cui si parla, i risultati però non li avremo mai. Questa distanza tra istituzioni e cittadini cresce sempre di più. Non possiamo riunirci ogni volta che c'è un problema o che ce lo chiede un comitato. Dobbiamo avere le idee chiare sul piano energetico, dobbiamo pianificare un sistema che dia risposte ai cittadini. Tutti sappiamo che Bersani non si dimetterà, è per dimostrare che il territorio si ribella. Abbiamo fatto duemila tavoli senza risolvere niente. Annuncio il voto favorevole di Forza Italia, ma non possiamo essere sempre costretti a subire".
Il consigliere
Gemini: "Gli interventi che si sono succeduti sono stati validi, hanno preso in esame aspetti particolari e denunciano una serie di rischi. Dal punto di vista della funzionalità non è cambiato molto. Su queste posizioni ci siamo tutti incontrati e non ci sono voci diversificate. Era quindi un po' scontato quello che si sarebbe detto. Oggi a cosa è servito? Secondo un certo punto di vista è scontato anche l'odg di Fortuna che io voterò. E' mancata l'illustrazione del percorso che dovrebbe metterà in campo la Provincia per risolvere il problema".
Il consigliere
Miccini: "Qui sta succedendo qualcosa di forte e il messaggio va colto. Si stanno gettando le basi per discutere il futuro della nostra società. SI sta creando una condizione per guardare olte. Non bisogna aver paura allora di prendere decisioni contro il ministro. Perché è giusta che i responsabili si prendano le giuste responsabilità. Quindi ben vengano queste discussioni e questi ordini del giorno. Perché stiamo parlando di cose che fino a poco tempo fa passano sopra la testa dei cittadini. Oggi quello che è stato sancito qui dentro avrà ripercussioni serie".
Un cittadino: "Mi risulta che è stata defalcata la presenza della Provincia a una eventuale manifestazione di protesta dei no coke. Chiediamo quindi che la Provincia ci dia la sua disponibilità alla presenza".
Il consigliere
Gidari: "Chiedo se sono stati recepiti gli emendamenti dei comitati".
Il consigliere
Fortuna: "Sì sono stati accolti tutti, anche l'ultimo basta che arrivi un invito".
Il presidente
Mazzoli: "In riferimento alle responsabilità non è generico, ma al consigliere Bruni. I pronunciamenti che sono venuti dai consiglieri di maggioranza e minoranza che prospettano l'unanimità mi sembrano un buon punto di partenza. Sull'adesione alla manifestazione mi sembra sia difficile partecipare a una proposta che non si sa ne dove si farà ne quando. Noi partecipiamo alle iniziative di questo movimento".
Un
cittadino del movimento no coke: "Non è deleterio finire sui giornali, perché per noi da sette anni è l'unica cosa che cerchiamo di fare per far uscire fuori la notizia di questo mostro. Se fare una mozione per chiedere le dimissioni di Bersani è ridicolo ma qualcuno dovrà prendere le proprio responsabilità".
Il consigliere
Palozzi: "Non è che il presidete nel suo intervento ha messo in discussione il succo di questo consiglio. A nessuno è mai venuto in mente di esprimerci a favore della centrale di Civitavecchia. La preoccupazione del presidente è che in questo problema si vuol fare politica. Noi dovremmo andare sul giornale con la sostanza. Siamo tutti disponibili a fare qualcosa di sostanzioso come andare sotto palazzo chigi a protestare con le fasce tricolore. Io se fosse stato possibile avrei chiesto le dimissioni di Rossi".
Il consigliere
Zezza: "Possiamo chiedere di fare una cosa a un'istituzione per cui ha le competenze".
Si vota la mozione: il consiglio approva
La seduta è sciolta.

"

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14 gennaio 2008

Sen. Rossi - Interrogazione al Senato: "Emissioni inquinanti annuali simili a quelle della centrale a carbone di Civitavecchia..."

Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01105 Atto n. 3-01105



Pubblicato il 5 dicembre 2007

Seduta n. 261



ROSSI - Ai Ministri dello sviluppo economico, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute. - Premesso che:

la Commissione europea ha dedicato un apposito software EcoSenseLE (http://www.externe.info) per la quantificazione economica dei danni alle persone ed all’ambiente , per una qualunque fonte di emissione, attraverso l’indicazione di dati quali NOx (ossidi di azoto), SO2 (diossidi di zolfo), PM 10 (polveri), NMVOC (composti organici volatili non metanici, benzene, toluene, xylene, 1-3 butadiene), la CO2, il metano ed il protossido di azoto;

i dati sulle emissioni relativi alle fonti inquinanti non mobili possono essere ricavati consultando l’Inventario delle emissioni e delle loro sorgenti (APAT: INES – EPER, sul sito www.eper.sinanet.apat.it/site/it-IT/);

ad esempio, per un caso tipo, come quello della centrale a Carbone di Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia, il costo annuale per la società è, in Italia, di circa 8.390.000 euro per la mortalità e di 4.180.000 euro per la morbilità; dopo 25 anni di attività il prezzo per la perdita di vite umane sarà stato di oltre 200 milioni di euro; a queste spese vanno poi aggiunte quelle per le emissioni annuali di oltre 10.730.000 di tonnellate di anidride carbonica che, nel 2001 e 2002, erano state invece rispettivamente di 5.621.111 e 7.338.833 (ENEL Dichiarazione ambientale anno 2002-2004). A fronte di una previsione di spesa sanitaria (2008) di oltre 100 miliardi di euro all’anno, va rilevato che, nonostante l'impiego del combustibile fossile porti ad una maggiore produzione di polveri e sostanze tossiche, si stia addirittura cercando di implementare l’utilizzo del carbone quale fonte di produzione di energia,



si chiede di sapere:



se il Governo non intenda avviare, per gli impianti autorizzati dopo il recepimento della direttiva europea 77/CE/2001, le opportune procedure di richiesta di risarcimento danni a carico delle società proprietarie e dei responsabili del rilascio delle autorizzazioni per la costruzione di centrali turbogas, a carbone, di termovalorizzatori e di tutte quelle strutture volte alla produzione di energia attraverso fonti che non siano integralmente rinnovabili (beneficiando all’uopo di consistenti contributi pubblici come stabilito nella citata direttiva europea);

se il Governo non ritenga opportuno sospendere l’iter per l’avviamento di centrali come quelle di Modugno (Bari), Napoli, Ferrara, Civitavecchia (Roma) o le autorizzazioni al potenziamento di numerosi inceneritori sul territorio nazionale, per compiere le opportune valutazioni, nel bilancio “costi/benefici”, circa la “convenienza” derivante dall’attivazione di tali strutture;

se il Governo non intenda valutare, per il futuro, con maggiore attenzione le possibili autorizzazioni e il rilascio di finanziamenti pubblici per impianti di produzione energetica non completamente imputabili a fonti rinnovabili, alla luce dei dati derivanti dalla spesa per la mortalità, per la morbilità e per i danni derivanti dall’inquinamento all’ambiente.

Senatore Fernando Rossi

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Alternative alla follia degli Inceneritori

Riceviamo e pubblichiamo:

"ERRONEAMENTE la stampa oppressa ci fa credere che...

"Anche se si facesse la raccolta differenziata la necessità di un trattamento non scomparirebbe del tutto e qualche inceneritore, magari di nuova generazione, si dovrebbe pur fare e da qualche parte dovrebbe pur stare..."

In realtà la corretta filiera normata in Europa ed in italia in modo abbastanza chiaro prevedrebbe in effetti (a valle di norme precise per una diversa produzione di molti materiali) una raccolta differenziata dei cosiddetti materiali post-consumo, recupero/riuso di taluni materiali e, al limite, recupero energetico del residuo. Ma se si separassero realmente le varie frazioni (a valle di una raccolta differenziata spinta: l'unica efficiente e conveniente per tutti) e si riciclassero carta, cartone, materiali lignei e vetro, si recupererebbero ed utilizzerebbero a freddo le plastiche e si separerebbe ed utilizzerebbe l'umido per il compostaggio,
rimarrebbe solamente un residuo minimale che non potrebbe essere riutilizzato e che NON BRUCIA.

Dunque gli INCENERITORI funzionano essenzialmente bruciando i prodotti dell'ipotetico ricilaggio (che per questo NON deve essere fatto in modo serio e corretto se si vogliono fare gli inceneritori: impianti costosissimi e poco redditizi anche sul piano energetico.

Dr. Giovanni Ghirga

in nome dei

Medici per l'Ambiente Alto Lazio




Inoltre per solidarietà e condivisione totale del contenuto:

"Le Ragioni di un Misfatto Storico"
lettera della prof.ssa Floriana Viggiano ai Rappresentanti delle Istituzioni Nazionali e Campane e agli Organi di Stampa


Mi capita spesso di pensare agli avvenimenti dei nostri giorni vedendoli proiettati nel futuro, nei libri di storia dei nostri pronipoti e analizzati da storici ed esperti.


Ebbene, immagino come sarà finalmente letta, la questione dei rifiuti campani quando tutti i misfatti saranno compiuti e sulla "Santa Croce" sarà stato immolato il nostro territorio, mentre il sangue avvelenato dei suoi abitanti presenti e futuri sarà stato versato ed i profitti del malaffare già incassati. Sono anni che la buona società civile del Sud Italia si batte per una soluzione al problema.Inoltre le ragioni del bene comune purtroppo ignorate, sottovalutate e dimenticate da tutta la nostra classe politica e anche dai media sono oggi il soggetto di una guerra mediatica che ancora non vuole far luce sul problema analizzandolo in modo complessivo ed onesto.

Hanno ragione gli abitanti di Pianura ? Pianura è una discarica già avvelenata, le promesse sono state tante, troppe. Rinnegare il degrado ambientale e le patologie connesse già in atto e quelle che si stanno innescando subdolamente, è trattare i cittadini da bestie. Hanno ragione ad opporsi gli abitanti delle varie zone requisite per diventare discariche? Io credo di sì, come anche credo che abbiano ragione gli abitanti di Caserta (vedi quello che è successo a Lo Uttaro che da discarica illegale e tossica è diventata, con un falso in atto pubblico, legale e innocua) quelli di Santa Maria C.V. e Caivano (vedi il funzionamento pessimo dei "falsi"CDR) di Acerra e S.Maria la Fossa ( che accoglieranno inceneritori con mille problemi tecnici e gestionali appetiti da una spregiudicata imprenditoria che aspira più al contributo statale del CIP6 che alla massima tutela della salute pubblica)

La salute (in questo caso del suolo e dell' aria) è un bene primario!

Hanno ragione i Veneti, i Sardi, i Pugliesi,i Siciliani quando non vogliono accettare rifiuti indifferenziati e dare solidarietà alla Campania? Tutto sommato sì, perché chi ha buon senso sa che esistono soluzioni civili al problema e che questa cosiddetta emergenza non finisce così. Ma allora, direbbero in buona o in cattiva fede i nostri opinionisti della TV, quelli che hanno il diritto alla parola tutte le sere e che ci inondano di tendenziose verità (velenose falsità) : come mai in altri luoghi il problema è stato già risolto oppure semplicemente non esiste?

Ebbene vorrei umilmente, proprio io, da semplice cittadina tentare di dare una risposta al problema. In questi giorni è stato dato un segnale"forte" da parte dello Stato ai cittadini, che il problema verrà risolto dal capo della polizia De Gennaro in 120 giorni. Niente di più falso! Di "forte" c'è solo l' intimidazione a stare zitti e a non esprimere opinioni perché a parlare siano ancora e sempre "loro" quelli della TV: politici e giornalisti in buona o cattiva fede,ma sicuramente molto poco preparati da un punto di vista scientifico. Anche una parte vitale della Chiesa è stata vergognosamente fatta zittire stravolgendo il messaggio che ha provato a lanciare alle istituzioni. (Vedi Zanotelli e Nogaro)

Ormai è una corsa contro il tempo, l'ha detto anche Bassolino: Quanto prima vengano ultimati e accesi gli inceneritori con o senza riciclaggio.

Nel frattempo bisogna "infrattare" la spazzatura dovunque: in vecchie e nuove discariche all' estero o in altre regioni e poi tra 120 giorni che tutto bruci:" Ahimè in modo indifferenziato".

Il cittadino Campano si sa ha tanti difetti, ma ha l' occhio lungo ed ha imparato ad essere diffidente; sa che i controlli in Campania non sono sempre veritieri, sa che esiste da sempre uno scollamento disastroso tra le Autorità soprattutto sanitarie e la realtà vera, quella dei veleni nei terreni coltivati, della malformazioni congenite e dei tumori, che vive sulla sua pelle; sa che la Campania è già da anni la pattumiera dei rifiuti speciali, quelli che nessuno vuole e di cui tutti vogliono sbarazzarsi. Perché dargli torto. Dov'è lo Stato? E perché in parlamento non si varano immediatamente leggi che incentivino ancor di più la raccolta differenziata, premiando direttamente quei cittadini che hanno i comportamenti virtuosi prevedendo serie multe e punizioni per quelli che sbagliano. A tutti farebbe comodo risparmiare qualche euro di Tasse (semplici cittadini, imprese industriali e commerciali, condomini, comuni..ecc.)

Perché non si prevedono premi tra gli imprenditori che nella catena di produzione sappiano includere la chiusura (..vera) del ciclo di produzione col ciclo di smaltimento e recupero, adottando per esempio una politica di imballaggio ecocompatibile ed il vuoto a rendere? Ma soprattutto, perché non è stata fatta e anche ora non si fa una seria ed economica pubblicità progresso che comunichi correttamente anche a chi non ha studiato cosa significa un ciclo della materia per indurlo a comportamenti virtuosi, perché da noi vergognosamente, il cittadino per bene " da anni" deve vedere vanificato il proprio operato vedendo la propria spazzatura accuratamente differenziata che viene ignobilmente mescolata. Ne sono esempio quintali di carta e plastica raccolta da alcune scolaresche ignobilmente messe in discariche dai Consorzi di gestione rifiuti!

Ma soprattutto perché un provvedimento così speciale non prevede una raccolta differenziata che parta non tra 120 giorni, ma da subito,da stasera.

Forse perché con altri 120 giorni di immondizia indifferenziata possano ancora di più alzarsi i cumuli di rifiuti che ci sommergono, e possano meglio scoppiare malattie da incenerimento selvaggio o che le popolazioni delle altre regioni possano odiarci ancora di più pensando che non vogliamo collaborare ?

Forse perché finalmente si possano chiudere completamente gli occhi e tapparsi il naso sulla tipologia di CDR (acronimo di combustibile da rifiuto) che dovrà invece essere bruciato necessariamente "tal quale" insieme alle lucrosissime tonnellate di ecoballe per un disastro ambientale regionale senza precedenza? A questo punto vorrei ricordare anche ai nostri più colti tra giornalisti e politici, che forse hanno fatto solo studi classici, ma che avrebbero necessità di approfondire tematiche di tipo scientifico, il principio basilare di Lavoisier che insegna che "nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma" e quindi che bruciare significa solo trasformare spazzatura solida in spazzatura gassosa.

Diceva mia nonna, ottima cuoca, quando parlava di buona cucina: "Quello che ci metti, ci trovi." Io lo ripeto adesso per gli inceneritori : quello che ci metti ci ricavi fumo e ancora rifiuto solido ( 1/3 del peso totale, tanto più tossico, quanto più tossico è in partenza).

Ed allora mi rivolgo direttamente al Presidente Napolitano, al Presidente del Consiglio Prodi e al commissario straordinario De Gennaro, uomini che entreranno nella Storia del nostro Paese per i loro meriti o demeriti, affinché abbiano un po' d' amore per il loro buon nome, che studino a fondo la situazione, che concertino come non hanno mai veramente fatto le istanze di tutti, che parlino con la loro coscienza e che immediatamente attuino e facciano attuare la raccolta differenziata obbligatoria e spinta, unica vera soluzione al problema servendosi della comunicazione pubblica e dell' esercito non per punire i cittadini dimostranti ma per punire i comportamenti sbagliati.

S.Maria.C.V.

12/01/2008

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nuovi morti per il carbone

Appena segnalati da RaiNews24 (vedi qui)
nuovi incidenti mortali nelle miniere di carbone cinesi. Si parte da 11 morti, ma come al solito la cifra è destinata a salire nelle prossime ore.
Per le stime ufficiali nel 2007, solo considerando le miniere cinesi, il carbone ha portato quasi 4000 cadaveri. Che sia una forma di controllo demografico? Tuttavia la stime non governative (quindi non ufficiali) parlano di cifre di molto superiori e ben più gravi. Ma non stiamo affatto considerando le conseguenze sanitarie dell'inquinamento derivante dal business energetico del carbone.
Un carbone che è sempre più pulito, come dice l'Enel.

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12 gennaio 2008

Civitavecchia, provincia di Napoli

Per saperne di più su rifiuti, inceneritori, energia, clicca sull'immagine


Riceviamo e pubblichiamo:

Civitavecchia (Napoli)

Anche se non ci sono montagne di rifiuti ai bordi delle strade e neppure roghi e blocchi stradali, la questione dei rifiuti della nostra città assomiglia terribilmente a quella dei Comuni campani. La pulizia della città è, a dir poco, scadente; il contributo dei cittadini minimo; la raccolta differenziata è praticamente nulla. In compenso si continua a conferire i rifiuti in discarica e si delega ad operatori economici di individuare soluzioni per il futuro. Sul “famoso” progetto della BEG per l’impianto di pirolisi occorre almeno fare una doverosa premessa: una società per azioni non si occupa del benessere di una comunità ma ha come unico scopo quello di massimizzare i profitti per i suoi azionisti. Pertanto questa è l’ottica entro la quale va considerato ed analizzato il progetto di cui si sta parlando. Cioè se il legittimo utile aziendale è funzionale alla risoluzione della complessa questione della gestione dei rifiuti del nostro territorio. Alcuni giorni fa il supermanager Lombardi, messo da Moscherini a capo dell’Etruria Servizi senza che il servizio ne abbia risentito in meglio, ha dichiarato che la raccolta differenziata non potrà decollare fino a che il Comune non deciderà come intende gestire tutto il ciclo dei rifiuti. Lombardi non ha detto, ma lo diciamo noi, che qualsiasi soluzione di termo-combustione (compresa la pirolisi) è sostanzialmente alternativa ad un sistema di raccolta differenziata spinta, sia per motivi economici sia per motivi culturali. Infatti un impianto di combustione dei rifiuti ha bisogno di un conferimento di rifiuti tal quale essendo carta, legno e plastica prodotti ad alto potere energetico. Quindi la raccolta differenziata sarebbe non soltanto inutile ma persino dannosa. Viceversa un progetto serio di raccolta differenziata, effettuata porta a porta, ha bisogno, principalmente, di una capillare informazione (e formazione) dei cittadini e di una ferrea organizzazione dei tempi e delle modalità di conferimento dei diversi tipi di rifiuto da parte della cittadinanza. Tutto questo sarebbe reso vano dalla mancanza di collaborazione (spontanea o coatta) dell’intera città. Si tratta, quindi, di un problema culturale che deve coinvolgere necessariamente scuole, famiglie, associazioni e naturalmente l’intera pubblica amministrazione. Quanto alle frottole che in questi giorni una certa informazione nazionale sta propagando circa la “cosiddetta” marginalità della raccolta differenziata sono gli stessi dati ufficiali che le smentiscono: la quota di rifiuti differenziati del Piemonte è del 40%, quella del Veneto addirittura del 48% e sia la Lombardia che l’Emilia Romagna superano il 40%. Persino la Provincia di Salerno, a pochi chilometri dai roghi di Napoli, ha da tempo superato il 20%. Questo significa che è possibile dimezzare la quantità di rifiuti da conferire in discarica ed anche in tempi relativamente brevi, specie in Comuni non particolarmente vasti, come il nostro. Soltanto che a conferire il rifiuto tal quale e magari a bruciarlo ci si guadagna di più. Questo, magari, può aiutare a spiegare la situazione di Napoli e gli interessi della camorra. Analogamente, però, questa considerazione può aiutarci a mettere nella giusta luce gli interessi dei “professionisti” dei rifiuti nella nostra città e l’appoggio, ormai chiarissimo, del Sindaco Moscherini a progetti, come quello della pirolisi, dannoso per la città ma straordinariamente conveniente per qualcuno. In tal senso diciamo che Civitavecchia è in provincia di Napoli. Con una differenza notevolissima: in fatto di solidarietà nazionale (e regionale), Civitavecchia HA GIÀ DATO E STA DANDO in abbondanza, pertanto nessun promotore di nuove generosità ha titolo valido a sollevare alibi del genere. Anzi: poiché il primo cittadino, offendendo gli “ambientalisti estremisti” che si battono in difesa della salute che spetterebbe a lui tutelare, sembra voler “baipassare” perfino il Consiglio comunale, i VERDI fanno appello sin d’ora all’ennesima OCCUPAZIONE DI POPOLO DI QUELLA SEDE ISTITUZIONALE COLPEVOLMENTE ESAUTORATA DAL NOVELLO PODESTÀ.

I VERDI di CIVITAVECCHIA

12 gennaio 2008

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VITERBO: ASSISE STRAORDINARIA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE SULLA RICONVERSIONE A CARBONE DELLA CENTRALE DI CIVITAVECCHIA

Al consiglio provinciale aperto parteciperanno, oltre ai cittadini, anche i comitati, le associazioni, i sindaci e gli amministratori che vogliono difendere la salute delle popolazioni che rappresentano, evitando una sciagura annunciata su questi territori che hanno ben altre vocazioni.

La riconversione a carbone della centrale di Tor Valdaliga Nord a Civitavecchia sarà al centro di una seduta aperta del Consiglio Provinciale di Viterbo che si riunirà in seduta straordinaria lunedì prossimo, 14 gennaio, alle ore 15.30 nella sede di Via Saffi. Un consiglio tra i più importanti degli ultimi mesi, visto che si parlerà di carbone e quindi della salute dei cittadini che vivono nei comuni della provincia di Viterbo e non solo. Ricordiamo infatti che la Provincia di Viterbo ha ribadito più volte il suo NO al carbone anche in assise congiunta con la Provincia di Roma che soffrirà, come la Tuscia, per le ricadute dei veleni del carbone. Il No al carbone è giunto anche da molti sindaci dei comuni interessati, dal Ministro per i Beni Ambientali e dal Ministro della Salute Livia Turco che comprendendo grazie agli esperti ed ai medici le gravissime malattie che causa l’utilizzo del carbone, ha scritto al collega Bersani chiedendo una nuova e completa Valutazione di Impatto Ambientale. Nei giorni scorsi anche l’ARPA ha scritto a Bersani con inconfutabili e gravi motivazioni, ma il Ministro, già denunciato dai cittadini, nulla ha ancora fatto per riaprire la Valutazione di Impatto Ambientale. La denuncia è ora giunta al Tribunale dei Ministri. Nel frattempo qualche sindaco (alzando perfino il prezzo grazie alle battaglie della popolazione) sta barattando la salute dei cittadini con le compensazioni che arrivano dalla società elettrica. “Il 1° obbligo di un Sindaco è difendere la salute delle popolazioni, è una cosa vergognosa quanto sta accadendo, non si devono accettare soldi da chi ci fa del male e poi ci paga- tuonano in coro i cittadini che si battono contro il carbone- e non ci sono scuse di alcun tipo perché la salute non ha prezzo. Noi, nonostante la stanchezza, continuiamo a batterci con tutte le nostre forze. Lo facciamo soprattutto per i nostri figli. L’eredità che vogliamo lasciargli non sono i veleni prodotti dal carbone.”

P.S. Chi volesse ricevere documentazione sulle gravi malattie causate dal carbone (che pulito non esiste), sulla radioattività prodotta dall’uso del carbone, sull’avvelenamento da arsenico, ecc. può contattarci: nocoketarquinia@yahoo.it

LUNEDI', ALLE 15,30, VI ASPETTIAMO IN PROVINCIA.
http://nocoketarquinia.splinder.com

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11 gennaio 2008

Antonio Bassolino


Da notare lo sguardo costantemente obliquo di Bassolino, che sembra dire al mondo:
"Mica vorrai parlare seriamente?"

Ci allontaniamo brevemente dai temi più specificamente pertinenti a questo blog, per una domanda cogente: come può l'ex commissario straordinario per l'emergenza rifiuti (2000-20004) Antonio Bassolino, negare le sue gravissime responsabilità di fronte all'attuale emergenza in Campania? D'accordo, è una questione da trattare con sguardo ampio: ciò non toglie che in questi anni, Bassolino, pur mobilitando ingenti finanziamenti, abbia fallito a tutto campo nel gestire il problema dei materiali post-consumo (erroneamente definiti "rifiuti"), e questo ci riguarda e coinvolge tutti. Come se non bastasse, Bassolino è tra gli assertori più convinti della costruzione di nuovi "termovalorizzatori", per sbarazzarsi -in apparenza, e a caro costo per salute, territorio ed economia- del problema.

Quello di Bassolino è un esempio estremamente negativo, e merita nient'altro che una condanna senza appello. La cosa più triste è che si riesce con fatica a immaginare qualcuno, tra i candidati politici che hanno concorso alle recenti elezioni campane, che avrebbe saputo far meno peggio di lui. La Mussolini, ad esempio...Per carità.

Dal blog di Stefano Montanari:
...Sull’onda di un’emozione costruita con maestria ben conoscendo l’italica indole, adesso si va a raccogliere un frutto maturo: una bella fungaia d’inceneritori, ribattezzati “termovalorizzatori” grazie all’efficace scuola di marketing di Wanna Marchi, su cui ingozzarsi di tanti bei quattrini pubblici, non solo infischiandosi delle conseguenze economiche e, soprattutto, sanitarie di una strategia così palesemente demenziale e priva di qualunque sostegno scientifico, ma, addirittura, forti di un consenso popolare che stanno guadagnando giorno dopo giorno. E come si fa per finalizzare l’azione, come si dice nel calcio? La palla ormai è in area e per spingerla dentro occorre solo un ultimo sforzo. Si pubblicano un po’ di articoli allestiti per la bisogna firmati da giornalisti sempre pronti ad affittare la penna che saranno sì ignoranti dell’argomento, ma che, in un’Italia dove essere noti equivale ad essere autorevoli non importa in che cosa, sono le persone giuste al posto giusto ed un passaggio smarcante è fatto. Poi si organizza una bella raffica di trasmissioni radio e TV (RAI e Mediaset, ormai lo abbiamo visto, sono pappa e ciccia) in cui si fanno sedere in un salotto politicanti di ogni risma (“dove si manducca Dio mi conducca” si diceva un tempo a Bologna), magistrati, sindacalisti, professori e gl’immancabili tuttologi pennivendoli, e l’arbitro indica il centrocampo: gol convalidato...

BASSOLINO, SANTO SUBITO!
IL BLOG DI STEFANO MONTANARI - venerdì 11 gennaio 2008





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