No al carbone Alto Lazio

16 marzo 2010

Confronto pubblico con Marzia Marzoli, candidata alla Presidenza della Regione Lazio

La Rete Romana di Mutuo Soccorso incontra le candidate alla Presidenza della Regione Lazio

1° confronto pubblico con Marzia Marzoli

candidata della lista civica RETE DEI CITTADINI (http://retedeicittadini.it/) alla Presidenza della Regione Lazio

MERCOLEDI' 17 MARZO ORE 17.30 - PRESSO LA SEDE DEL X MUNICIPIO - PIAZZA CINECITTA' N. 11
SALA ROSSA - IV PIANO - (METRO A – FERMATA SUBAUGUSTA)


In questa campagna elettorale si parla tanto di liste ammesse e non ammesse troppo poco dei problemi di questa nostra Regione, della qualità della vita nei quartieri della nostra città, delle difficoltà del vivere quotidiano, dei veri e propri drammi con cui i suoi cittadini debbono fare i conti quotidianamente!

Marta Marzoli ha accettato di parlarne con tutti coloro che vorranno partecipare all’incontro, confrontandosi con i punti di vista, le proposte che la Rete Romana di Mutuo Soccorso ha raccolto nel documento allegato e fatto conoscere a tutte le candidate.
TUTTI, COMITATI E ASSOCIAZIONI DI QUARTIERE, CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE

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Leggi qui il programma della candidata Marzoli

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15 marzo 2010

"Ogm, un vantaggio per chi? Non per il clima né per i poveri del mondo"

Riportiamo da Da Equivita.it

"Secondo il nuovo rapporto di Friends of the Earth ("Who Benefits from GM Crops 2010”) le colture geneticamente modificate non solo non servono a combattere i cambiamenti climatici, ma li aggravano perché incrementando l’uso di pesticidi derivati dal petrolio e alimentando il fenomeno della deforestazione in Sud America contribuiscono a incrementare le emissioni di CO2 del pianeta.

Dati recenti del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA) hanno dimostrato che nel 2008 le colture gm coltivate negli Stati Uniti hanno richiesto rispetto alle colture convenzionali un 26% di pesticidi in più per ettaro. In Argentina, oltre 200.000 ettari di foresta originaria sono


cancellati ogni anno, principalmente a causa dell’espansione delle piantagioni di soia gm.

Il rapporto di Friends of the Earth denuncia, inoltre, che a livello mondiale le colture gm sono ancora confinate al solo 3% del territorio coltivabile, e che il 99% degli Ogm vegetali serve a produrre mangimi per animali o agrocarburanti invece che cibo. Ad oggi, inoltre, nonostante le promesse dell’industria, non è stata immessa sul mercato nessuna coltura gm in grado di incrementare il rendimento dei raccolti, resistere alla siccità, o apportare sostanze utili alla nutrizione.

Sul fronte europeo l’estensione dell’area coltivata con Ogm è diminuita per il quinto anno consecutivo registrando una riduzione del 10% rispetto al 2008. Nel 2009 la Germania è diventato il sesto stato europeo a proibire la coltivazione del mais gm portando a meno dello 0,5% la percentuale totale di terra coltivata con Ogm in Europa. Nonostante ciò alcuni governi continuano a investire milioni in Ogm che promossi come una soluzione per i cambiamenti climatici potrebbero persino essere finanziati nell’ambito del Meccanismo di sviluppo pulito (CDM) previsto dal protocollo di Kyoto.
Dichiara la portavoce di Friends of the Earth Kirtana Chandrasekaran: “In Sud America il cocktail di pesticidi applicato alla soia gm avvelena le comunità e contamina l’ambiente. Le colture gm e il controllo sulle sementi esercitato dalle aziende multinazionali rappresentano un ostacolo allo sviluppo di soluzioni reali perché sottraggono fondi preziosi alla ricerca e limitano l’accesso dei contadini alle sementi e al sapere. Studi autorevoli come “Agricoltura biologica e sicurezza alimentare in Africa” dell’UNEP (agenzia per l’ambiente delle Nazioni Unite) e il rapporto IAASTD (International Assessment of Agricutlural Knowledge Science and Technology for Development) hanno individuato nell’agricoltura ecologica, caratterizzata da grande varietà genetica, e nel sapere tradizionale la chiave per rispondere alle emergenze attuali”.

*Sponsorizzato dall'industria del biotech, lo statunitense ISAAA (Servizio per l'acquisizione delle applicazioni agro-biotecnologiche) promuove gli Ogm come soluzione contro la fame e la povertà mondiali e produce dal 1997 un rapporto annuale intitolato "Global Status of Commercialized Biotech".

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10 marzo 2010

"In Prima Persona" – Lotte e vertenze dei comitati territoriali nel Lazio. In libreria.

E' uscito il libro
"In Prima Persona", di Ylenia Sina Daniele Nalbone, prefazione di Don Roberto Sardelli. Edizioni "Ilmegafonoquotidiano" ISBN 9788889772423
Prezzo 12.00€

Comitati e vertenze territoriali di città, paesi, quartieri. In lotta contro decisioni calate dall’alto, per difendere il “bene comune”, la qualità della vita, il futuro dei figli, le proprie città, i diritti fondamentali. Storie di cittadini e cittadine che non si sentono più rappresentati e che in mancanza di tutele e privati del diritto al futuro scelgono di agire in prima persona. Dalla battaglia contro l’inceneritore di Albano alla NoTurbogas di Aprilia, dai comitati NoFly di Ciampino e Viterbo al NoCoke dell’Alto Lazio; dai No Corridoio Roma-Latina al comitato di quartiere Pigneto-Prenestino; dalla lotta per la casa fino alla difesa dei migranti o al comitato delle Madri per Roma città aperta. Un viaggio nella mobilitazione invisibile di Roma e Lazio, una mappa ragionata e raccontata di lotte esemplari, di persone in carne e ossa, di slogan e parole d’ordine che non trovano spazio nei media ufficiali ma che fondano le ragioni e le speranze di un’altra politica.

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9 marzo 2010

Assalto alla ex centrale nucleare in corso



Greenpeace è salita sul tetto della vecchia centrale nucleare di Montalto di Castro, per un'azione dimostrativa contro la folle scelta di tornare oggi all'atomo.
Vedi
http://qik.com/video/5370824

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Qui il resoconto dell'azione sul tetto della ex centrale nucleare Montalto Di Castro, che il Governo vorrebbe riaprire.

http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/comunicati/montalto-nucleare

http://www.terranews.it/news/2010/03/montalto-di-castro-greenpeace-lancia-il-suo-%E2%80%9Curlo%E2%80%9D-antinucleare

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8 marzo 2010

Welcome to Civitavecchia

Una Civitavecchia coperta e farcita di merda. Niente di nuovo, no?
http://www.civonline.it/index.php?cmd=dettaglio&id_rec=86124

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"Carbon tax minima comunitaria"

Da APCOM via Virgilio notizie

Bruxelles, 5 mar. (Apcom) - Il neo commissario Ue alla fiscalità, Algirdas Semeta, ha intenzione di cominciare il suo mandato con una proposta di 'carbon tax' da introdurre in tutti gli Stati membri. Si tratterebbe, in sostanza, di una modifica dell'attuale legislazione sulla tassazione

dell'energia che prevede un livello minimo di accise.

La proposta dovrebbe prevedere una sorta di 'riparametrazione' delle attuali accise per le fonti di energia come il petrolio, il carbone, il gas naturale usati per alimentare i motori, per il riscaldamento e per la produzione di energia elettrica. Invece di calcolare l'accisa in proporzione al combustibile consumato, nel nuovo sistema il carico fiscale sarebbe direttamente legato alle emissioni di CO2 e inversamente proporzionale all'efficienza energetica.

Questo permetterebbe, tra l'altro, di incentivare con basse accise le energie rinnovabili, come i bio-carburanti, che oggi sono pesantemente tassate in proporzione ai combustibili fossili che sostituiscono; tanto che l'etanolo spesso ha un'accisa maggiore del carbone, altamente inquinante.

Arrivando a Bruxelles, Semeta ha trovato gran parte del lavoro in questo campo già fatto dal suo predecessore, l'ungherese Lasklo Kovacs, che però non ha mai presentato la proposta di 'carbon tax' per via dell'opposizione 'preventiva' di diversi Stati membri, e in particolare della la Gran Bretagna. Kovacs pensava a un'accisa minima di 10 euro per tonnellata di CO2 emesso.

La materia è delicata perché in questo campo la competenza comunitaria ha poteri molti circscritti, e le decisioni in Consiglio Ue si prendono all'unanimità. Inoltre, il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, aveva preferito 'congelare' la proposta fino alla fine del 2009 per non compromettere il sostegno dei paesi membri alle politiche climatiche dell'Ue, alla vigilia del vertice Onu di Copenaghen, poi sostanzialmente fallito.

Oggi molti Stati membri hanno già adottato o stanno pianificando delle forme di 'carbon tax': oltre ai 'pionieri' scandinavi (Svezia, Danimarca e Finlandia), intendono seguire questa strada la Francia e l'Irlanda. Parigi ha qualche difficoltà per via di una forte'opposizione dell'opinione pubblica, mentre Doblino ha intenzione di imporre un'accisa da 15 euro per tonnellata di CO2 emesso. Altri progetti di carbon tax sono in discussione anche in Germania, Slovenia, Olanda e Gran Bretagna.

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"Cinque milioni di danni ad enel"

Riportiamo da Senzacolonne.it

Brindisi – La prescrizione ha azzerato il processo: per le quattro persone che restano imputate per reati ambientali, dirigenti dell’Enel che non avrebbero provveduto ad adottare misure idonee a coprire il carbonile, il dibattimento è ricominciato ieri mattina. Tutto da rifare. A iniziare dalle richieste di costituzione di parte civile e di risarcimento dei danni: gli unici ad essere

ammessi sono stati il Comune di Brindisi e il ministero dell’Ambiente che hanno presentato il loro salatissimo conto per i danni procurati dalla dispersione delle polveri di carbone sul suolo e per le infiltrazioni nel sottosuolo. Il Comune, assistito dall’avvocato Daniela Faggiano, ha ribadito la propria richiesta: cinque milioni di euro di provvisionale come “base” per la sospensione condizionale della pena (in caso di condanna).

Il ministero dell’Ambiente, rappresentato dall’Avvocatura di Stato si è limitato a chiedere la bonifica dei luoghi o, in alternativa, il ristoro dei danni per il ripristino dello stato originario: 300 euro per ogni metro cubo. Non ha presentato istanza di costituzione di parte civile Mariano Antelmi, titolare della concessionaria Volkswagen e non è stato ammesso Riccardo Attore della ditta “Attore autotrasporti”. Si tratta di coloro che si sono rivolti per primi alla procura: le loro rivendicazioni erano riferibili alle altre cinquantatrè persone coinvolte nel processo che sono ora fuori, senza alcuna conseguenza, salvati dal trascorrere del tempo. Se la vedranno in sede civile, loro che lamentarono per primi le conseguenze provocate dalla dispersione del carbone “in quantità non meglio definite”.
(continua sull'ed. cartacea del giornale)

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6 marzo 2010

Piemonte. Nuova legge su energia da combustione di biomasse forestali: un'idea folle

Documento del WWF: "Il grande inganno energetico da biomasse forestali della Regione Piemonte".

Dal Blog BeppeGrillo.it


La Regione Piemonte ha deciso di produrre il 20% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili. Come vuol farlo? Attraverso la distruzione dei boschi. Per produrre energia saranno utilizzati ogni anno 2,2 milioni di metri cubi di legname, secondo le pazzesche norme della nuova Legge forestale regionale (L.R. 4/2009). Una legge in totale conflitto con le disposizioni di sostenibilità delle Risoluzioni approvate nelle Conferenze Ministeriali sulla protezione delle foreste in Europa. La Legge Attila/Bresso è stata approvata in modo bipartisan (e come poteva essere altrimenti?) sia dal PDL che dal PDmenoelle. In pochi anni parte dei boschi del Piemonte scompariranno, sia quelli pubblici che quelli privati. Infatti, secondo un comunicato del WWF: "Attraverso il meccanismo della gestione provvisoria associativa (L.R. 4/2009, art. 18), in Piemonte il taglio del bosco oggi può venir eseguito senza darne comunicazione diretta al proprietario. Se il proprietario vuole conservare il bosco, tocca a lui rincorrere le amministrazioni che ne deliberano il taglio e opporvisi; se non fa nulla si trova il bosco tagliato! La legna gli sarà pagata al valore reale di mercato, ma chi poi la utilizzerà come biomassa ne otterrà la supervalutazione, drogata grazie ai soldi pubblici, di cui si è detto

sopra".
I boschi sono un bene prezioso e sempre più raro, la quota pro capite di boschi dal 1861, anno della nascita dell'Italia, è dimezzata. I boschi dovrebbero essere trasmessi alle generazioni future. Distruggere i boschi per produrre energia elettrica è diseconomico, oltre che criminale. Il legno infatti ha un basso contenuto energetico CE, pari a circa un quarto di quello del gasolio.
Perché la Regione Piemonte ha approvato una legge CONTRO la proprietà privata, CONTRO l'ambiente e CONTRO l'economia? Secondo il WWF: "La risposta sta in un sistema di incentivi eccessivi, che non ha eguali in altre Nazioni europee e non è accompagnato da un adeguato corollario di limitazioni. Manca la valutazione dei costi ambientali dell’attività, che dovrebbe essere, al contrario, vincolante nei processi decisionali. Ciò che ci si prepara a fare è una grossa speculazione economica, con effetti ambientali devastanti. Francesi, svizzeri e austriaci, nostri vicini lungo l’arco alpino, pur utilizzando i boschi regolarmente, non si sognano di produrre corrente elettrica da biomasse forestali, ma si limitano a sfruttare intelligentemente i residui di lavorazione del legno a fini termici. Se strapagassimo, al prezzo attuale del legname da opera, il legno che si progetta di bruciare in Piemonte in un anno, arriveremmo alla cifra di 58 milioni di euro. Nell’attuale mercato “drogato”, per utilizzare quello stesso legno e produrre energia, l’Amministrazione Pubblica verrà a spendere una cifra estremamente più elevata, che nessuno ha calcolato (o reso noto), ma di cui possiamo aver percezione se consideriamo le dichiarazioni rese dalla Regione: negli ultimi 5 anni sono stati destinati 300 milioni di euro per promuovere l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili e, entro il 2013, sono previsti investimenti nel settore che raggiungeranno il miliardo di euro. Il dato è riferito alla generalità delle fonti rinnovabili, ma considerato che la Regione vuole ottenere il 60% dell’energia da biomasse forestali, è automatico che il grosso degli investimenti vada a finire in tale comparto. Per citare solo un esempio di voce di spesa correlata, si consideri che per le pratiche forestali in Piemonte è prevista la realizzazione di 2.000 chilometri di NUOVE STRADE FORESTALI e altrettanti Km necessitano di opere di manutenzione. Sono i soldi del cittadino, che sborsa per il kWh da biomasse circa il triplo del suo valore reale e che paga gli investimenti pubblici che sostengono la cosiddetta filiera del legno attraverso vari canali e organismi competenti: FESR, FAS, Fondo Sociale, Piano di Sviluppo Rurale (che finanzia agli agricoltori le centraline) Consorzi forestali, IPLA, UNCEM, Assessorati alla montagna e foreste, ecc..".
Ci stiamo autodistruggendo in silenzio. Siamo una razza in estinzione. Chi avesse ancora cuore e voce scriva una mail alla presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso: presidente@regione.piemonte.it.

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4 marzo 2010

Dedicata alle ultime disavventure di Alvaro Balloni con IdV

Alvaro Balloni: le sue "larghe intese" sembrano in crisi

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3 marzo 2010

6 marzo, Roma: MANIFESTAZIONE UNITARIA DEI MOVIMENTI CONTRO LE NOCIVITA´ E LE DEVASTAZIONI AMBIENTALI DEL LAZIO

Sabato 6 Marzo ore 15:00 in Piazza Santi Apostoli a Roma

COMITATI UNITI DEL LAZIO PER LA DIFESA DELLA SALUTE, DELL´AMBIENTE E L´ AUTOGOVERNO DEI NOSTRI TERRITORI. PARTECIPIAMO TUTTI/E AL PRESIDIO

Siamo donne e uomini che in questi anni hanno resistito all'aggressione dei loro territori da parte di chi vuole far profitto sulla salute e sull'ambiente. Siamo coloro che si sono opposti alla politica piegata agli interessi dei privati, quella politica che schiaccia i bisogni e le volontà delle popolazioni per favorire industriali e imprenditori che fanno profitto con lo sfruttamento della terra e dell´ambiente.
In questi ultimi anni le istituzioni comunali, regionali e nazionali hanno imposto con arroganza e autorità: centrali turbogas e a carbone, inceneritori e nuove discariche , la privatizzazione dell'acqua , mega aeroporti , mega autostrade , la TAV e come se non bastasse oggi si riparla di energia nucleare e a questo proposito

il Lazio dovrebbe ospitare alcune centrali e siti per lo stoccaggio delle scorie.
Le popolazioni locali hanno risposto a tutto questo autorganizzandosi in Comitati e lottando in prima persona contro le multinazionali che si nascondono dietro ogni grande opera: ENEL, ENI, COLARI, CALTAGIRONE, AMA, ACEA, SORGENIA, IMPREGILO, ANSALDO...
Le nostre non sono solo battaglie in difesa della nostra salute e dell'ambiente, la nostra è una lotta per restituire il potere decisionale sui territori ai cittadini che vi abitano.
Non abbiamo bisogno di nuove centrali, inceneritori, autostrade, discariche, porti, aeroporti, centrali nucleari...
I nostri territori vanno risanati da mondezza e dai veleni, vogliamo una mobilità basata sul ferro, la nostra acqua deve essere pubblica, per questo scenderemo in piazza anche il prossimo 20 Marzo.
La volontà popolare deve essere rispettata, nulla deve essere deciso sulla nostra testa.
Per tutte queste ragioni chiamiamo le reti sociali, i coordinamenti territoriali, le assemblee permanenti, i comitati di quartiere i/le tanti/e cittadini/e che in questi anni si sono mobilitati contro le scelte sbagliate della Regione Lazio ad una

MANIFESTAZIONE UNITARIA DEI MOVIMENTI
CONTRO LE NOCIVITA´
E LE DEVASTAZIONI AMBIENTALI DEL LAZIO
Sabato 6 Marzo ore 15:00 in Piazza Santi Apostoli a Roma



Assemblea permanente NO FLY Ciampino, Comitato Fiumicino Resiste NO AL PORTO, Comitato NO COKE Alto Lazio, Comitato NO CORRIDOIO ROMA-LATINA, Comitato RISANAMENTO AMBIENTALE Guidonia, Coordinamento CONTRO L'INCENERITORE d'Albano, Rete dei Cittadini NO TURBOGAS Aprilia, Rete per la TUTELA della VALLE DEL SACCO

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1 marzo 2010

Ipocrisia nucleare

Da Greenpeace Italia
la “sindrome dell’ipocrita nucleare” - Sì al nucleare ma non nella mia Regione - ha contagiato diversi candidati alle prossime elezioni regionali. Ma abbiamo trovato la cura: un ritocco ai loro manifesti elettorali. E così abbiamo piazzato lungo le strade di Roma alcuni manifesti della Polverini, in tutto simili agli originali, ma con la scritta: “Sicuramente il nucleare. A Montalto di Castro e Latina (ma dopo le elezioni!)”.

Nei giorni scorsi, infatti, la candidata per la carica di governatore del Lazio ha espresso il suo appoggio ai piani nucleari del governo, ma ha dichiarato allo stesso tempo che il Lazio “non ha bisogno” di centrali nucleari.

Troppo comodo dire Sì al nucleare e poi dichiarare che la propria regione ne può fare a meno. Lo hanno fatto anche

Zaia (Veneto) e Formigoni (Lombardia). Nel Lazio la situazione è ancora più grave perché i tecnici dell'EDF hanno già fatto sopralluoghi a Montalto di Castro, che appare un sito certo del ritorno italiano al nucleare.

I cittadini hanno bisogno di risposte chiare sul nucleare e non meritano di essere presi in giro, né ora né dopo le elezioni.

Molti, come te, stanno partecipando attivamente alla nostra campagna sul sito Nuclear lifestyle . L’appello è arrivato quasi a quota 57mila e alla Nuclear Hotline sono stati inviati più di 400 messaggi contro il nucleare. Ascoltali su Radio Attiva e fai sentire anche la tua voce. Chiama subito il numero gratuito 800.864.884.

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