No al carbone Alto Lazio

11 febbraio 2008

CARBONE: RISPOSTA DEI CITTADINI DI TARQUINIA all'ing. FONTECEDRO


(Segni particolari: velenoso)



Lei non vede e non sente la paura di Tarquinia per la centrale a carbone, vuole completarla e accenderla. Noi la vogliamo fermare prima che comprometta la nostra salute e distrugga l'agricoltura e il turismo di questa bella terra. Compromettiamo la sua carriera? Noi non abbiamo comprensione nei suoi confronti: ha scelto di non ascoltare la gente; il nostro Consiglio Comunale non è un “assemblea non qualificata”. L'orgoglio dei Tarquiniesi è stato di nuovo ferito con le regalie all'ospedale. Speriamo almeno che gli oncologi siano riusciti a prendere le distanze dalla brutta storia della cerimonia pubblicitaria concessa dalla ASL a chi rilascia sostanze cancerogene universalmente responsabili di tumori e leucemie.

Lei Fontecedro ha deciso di mostrare i muscoli. Dei poveri operai, padri di famiglia, che si avvicendano con rapido turn over nel cantiere della centrale a carbone, sono stati mandati a manifestare contro di noi, a casa nostra, presso il nostro Sindaco. Il capoccetta delle sceneggiate è sempre lo stesso. Stavolta è stato ammaestrato a ripetere che il carbone a Civitavecchia sarà “pulitissimo”, scimmiottando quella macabra pubblicità dove vengono cancellati i fumi con la gomma. E i morti e i malati come si fa per cancellarli? Venga a dirlo Lei ai suoi concittadini il 14 febbraio al Consiglio Comunale aperto, che il carbone è “pulitissimo”, compia lo sforzo di recarsi in una sede “non qualificata” per confrontarsi con il Prof. Gianni Mattioli che sarà presente. Venga a dirci quanti chilogrammi di arsenico rilascia la centrale a carbone di Fusina nel Veneto, e quanto ne rilascerà la centrale di Civitavecchia quattro volte più grande. Dichiari con quanta premura ENEL provvede a sottoporre ai controlli per l'arsenicosi quanti lavorano – o hanno lavorato – nelle centrali in funzione a olio combustibile denso (OCD) o a carbone. Se non ha provveduto non si preoccupi, le daremo una mano. Venga il 14 e le diciamo come.

Se Tarquinia le fosse veramente a cuore lo avrebbe dimostrato lasciando disintossicare la popolazione dopo anni e anni di OCD (catrame) ad alto tenore di zolfo, bruciato nelle centrali di Civitavecchia e Montalto, inquinando la nostra aria, la nostra terra e la nostra acqua. Per avere un'idea di quello che la società elettrica ha combinato a popolazioni e territorio con il catrame e cioè con le emissioni oleose, è utile leggere, anche in internet, la sentenza penale di condanna di alcuni dirigenti ENEL, responsabili della centrale di Porto Tolle, sia a livello locale che nazionale. Una sentenza che ci fa rabbrividire e che ci parla de “l’esistenza di un disegno criminoso” (Sent. 31.03.2006 Trib. di Adria). Se Tarquinia le fosse stata veramente a cuore avrebbe chiesto Lei di sapere quale effetto produrrà su di noi l'azione congiunta delle tre centrali del polo energetico più grande d'Europa. La sola centrale a carbone rilascerà circa 7.000.000 di metri cubi di fumi ogni ora per 6.000 ore all'anno e dopo 25 anni provocherà, (in base a emissioni simili a quelle prodotte), una spesa sociale, per mortalità, pari a 200.000.000 di euro. Conoscere l'effetto sulla nostra salute provocato dalle tre centrali di Civitavecchia e Montalto possiamo immaginarlo, provando i brividi, ma né Lei né le istituzioni hanno dimostrato di volerci dare una mano per saperlo. Senza affetto,


Comitato dei Cittadini No Coke


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10 febbraio 2008

Ce mancava solo Arvaro. Arvaroo...Arvaroooo!!!

-Alvaro Balloni, candidato al Premio Nobel (ma cosa starà scrivendo...)-



Riceviamo e pubblichiamo (i grassetti sono aggiunti al testo originale, ndr):


"Nell’ascoltare le dichiarazioni rilasciate dal Consigliere comunale Alvaro Balloni si rimane a dir poco sconcertati: Nessuno esclude che si possa arrivare ad una combustione del carbone e dei rifiuti a T.V.N.”. Ora che gli effetti nefasti dell’uso del carbone sono stati imposti a questa martoriata popolazione, calpestando senza vergogna il diritto costituzionale alla salute, avremo in aggiunta diossine, furani, acido cloridrico, acido fluoridrico ed ogni tipo di metalli pesanti prodotti dalla combustione dei rifiuti e disseminati nell’ambiente per la delizia di ogni sorta di malattia. I cittadini possono comunque stare tranquilli perché il Consigliere scienziato, per proporre una ulteriore pesante fonte di inquinamento, come quella derivante dalla combustione di CDR, sarà in grado presto di fornirci copiose e rassicuranti informazioni sull’innocuità dell’operazione che propone. E ci domandiamo, con un malcelato senso di colpa, perché nessuno si sia accorto prima di questo genio della tecnologia ambientalista che, finalmente, ha estratto dal cilindro del suo atenaico cervello una così rivoluzionaria scoperta, forse degna di un premio Nobel?
Sappia il nostro politico scienziato che bruciando i rifiuti si comunica un’illusione e cioè che ciò che entra nell’inceneritore magicamente scompaia: non è così. L’inceneritore non distrugge i rifiuti, ne cambia solamente la composizione chimico/fisica e la tossicità.
In altre parole noi possiamo solo decidere dove distribuire gli inquinanti, se nell’aria, nel suolo o nell’acqua. Questa lapalissiana constatazione ha un nome e si chiama: “legge di Lavoisier o legge della conservazione della massa”. Questo il “roseo” panorama del prossimo futuro per gli equilibri ambientali dell’hinterland di Civitavecchia. Equilibri determinati dagli effetti deleteri di: tre centrali termoelettriche, di uno scalo marittimo, di un mega deposito costiero di idrocarburi, di una discarica con rifiuti speciali tossici, di due discariche di rifiuti urbani, di un centro militare per lo smaltimento delle armi chimiche del conflitto bellico 15/18, dell’Italcementi nel cuore della città, del riscaldamento domestico, del traffico veicolare, della boa petrolifera e ora anche della combustione dei rifiuti urbani.
Quale consiglio dare allora ai nostri concittadini che subiscono scelte così sconsiderate dei politici? A fronte di una totale e colpevole latitanza delle istituzioni deputate al controllo della salute e dell’ambiente vi sono solo tre possibilità: 1) rimuovere dalla mente il problema e diventare fatalisti; 2) scendere in piazza e opporsi alla violenza dello Stato con altrettanta ostinazione e determinazione; 3) abbandonare se possibile il territorio. Questa ultima è da considerare l’opzione migliore per chi ha la forza, il coraggio e le possibilità economiche di poterlo fare. Noi facciamo questa affermazione con grande amarezza ma con convinzione, anche se ciò dovesse portarci di fronte a un Giudice per essere chiamati a rispondere del reato di “procurato allarme”.

Civitavecchia, 10 gennaio 2008

Coordinamento dei medici e dei farmacisti per la tutela dell’ambiente e della salute."


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7 febbraio 2008

L'incenerimento è democratico - la mappa dei veleni



Beppe Grillo dedica ancora attenzione al tema inceneritori. Merita la più grande diffusione possibile. Segue il testo dell'articolo (visibile interamente qui)


Gli inceneritori spuntano nelle Regioni italiane come l’amanita falloide. Svettano da lontano. Oggetti di design. Ci fanno pure le gite scolastiche. Sono i funghi velenosi dei partiti. Non è necessario coglierli per morire. Basta respirarli. Vengono raccomandati in televisione in programmi condotti da presentatori imbelli.
Il partito degli inceneritori è trasversale, ma quello di Casini che ne vuole piazzare quattro nel suo feudo siciliano, è anche ultraterreno, vuole avvicinare all’aldilà tutti i siciliani.
La raccolta differenziata rende inutili gli inceneritori. L’eliminazione degli imballaggi superflui li azzera.
La mappa degli inceneritori sovrapposta alla riduzione dell’aspettativa di vita a causa degli antropogenici PM 2,5 in Italia è illuminante.Più inceneritori, più tumori per tutti.
La mappa permette di fare le "Previsioni del cancro". In Val Padana sono molto alte, diffuse come la nebbia.

In Calabria e nella Sicilia orientale hanno una diffusione intensa, ma cumuliforme. Contenute, invece, al pari di una riduzione del PM 2,5, in Sicilia orientale.

Bel tempo sanitario sulle Alpi orientali e in Valle d’Aosta. Su quest’ultima regione è previsto però un aggravamento a breve grazie a un inceneritore nuovo di zecca.

La distribuzione tumorale nel Paese nel suo complesso tende a stratificarsi e a diffondersi con una certa continuità. Le previsioni di mortalità diffusa a medio termine sono pressoché certe.
Un tornado elettorale potrebbe spazzare via le cause della bassa attesa di vita se riuscisse a interessasse le formazioni politiche più esposte sul fronte degli inceneritori. Seguiranno dettagli.

Le alternative agli inceneritori: scaricate il pdf e diffondetelo.

Link:
Elenco inceneritori: APAT, rapporto rifiuti 2006
Mappa della diminuzione dell'aspettativa di vita: IIASA

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14/02/08: invito al Consiglio Comunale aperto di Tarquinia

Riceviamo e pubblichiamo:

Oggetto: invito al Consiglio Comunale aperto di Tarquinia del giorno 14 Febbraio 2008, ore 15.00 sulla conversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord/Civitavecchia.

Agire oggi per non piangere domani: con questa volontà, concretamente dimostrata nei fatti, il Movimento No Coke Alto Lazio Vi invita al Consiglio Comunale aperto di Tarquinia contro la centrale a carbone di Civitavecchia, che si terrà l'11 Febbraio 2008 alle ore 16.00 nell'aula consiliare del Comune.

Ad aprile 2007, i cittadini che hanno affrontato lo sciopero della fame hanno trovato la compattezza del No al carbone in tutte le istituzioni competenti a difendere la salute dei cittadini.

I Comuni del comprensorio, le Provincie di Roma e Viterbo, la Regione Lazio, il Ministero dell’Ambiente e il Ministero della Salute, in base a risultanze scientifiche che dimostrano tra l'altro come la situazione sanitaria del comprensorio è stata compromessa dall'inquinamento, hanno chiesto la riapertura della conferenza dei servizi per una nuova Valutazione d’Impatto Ambientale che tenga conto di tutte le emissioni che colpiscono l’Alto Lazio.

Né il decreto autorizzativo, né la V.I.A propedeutica a quest’ultimo, hanno considerato l’impatto della centrale a carbone sul territorio e sulla salute nelle zone circostanti e non hanno valutato gli effetti delle sostanze tossiche sull’agricoltura e sul mare.

Il Ministro Bersani, nonostante le lacune evidenziate e nonostante abbia dovuto ammettere la pericolosità dell’impianto per la salute dei cittadini, ha dichiarato di non avere intenzione di riaprire la conferenza dei servizi.

I cittadini non si sono arresi.

Il 13 novembre scorso l' A.R.P.A. Lazio ha prodotto un documento allarmante, che denuncia in modo dettagliato ulteriori lacune, rischi e pericoli della centrale a carbone di Civitavecchia.

Il 14 gennaio 2008, preso atto del documento A.R.P.A., il Consiglio Provinciale di Viterbo ha riaffermato il proprio sostegno alla popolazione di Tarquinia e ha deliberato che parteciperà alle iniziative che verranno attuate contro la centrale a carbone Enel di Civitavecchia.

Dopo la delibera provinciale il partito del carbone ha compreso che la forza dei cittadini non è diminuita e ha tentato di confondere l'opinione pubblica scrivendo sui media lettere denigranti scritte da defunti.

Alcuni giorni fa inoltre il partito del carbone ha trasportato a Tarquinia un gruppo di operai a manifestare contro i cittadini che si oppongono alla centrale di TVN e in questi giorni molti abitanti di Tarquinia sono stati interpellati al telefono per un sondaggio con domande anche sui No Coke: di nuovo il partito del carbone? su questo punto è auspicabile una smentita da parte di chi ha commissionato l'indagine; resta il fatto che la battaglia contro il carbone si coniuga sempre più con la parola democrazia, evidentemente una parola fastidiosa per il partito del carbone.

Per questo i cittadini del comprensorio, proprio in occasione del consiglio comunale, presenteranno la nascita di un “comitato di salute pubblica”,che avrà il compito di denunciare l’inquinamento provocato dalle centrali elettriche, per il danno pregresso e per quello futuro.

Come a Porto Tolle, per una giustizia che risarcisca, per il danno all’ambiente e alla salute nel nostro comprensorio.

Vi invitiamo a partecipare numerosi a quest’appuntamento per difendere la salute, l'agricoltura, la pesca, il turismo, la laboriosità della Tuscia e la democrazia con la convinzione sempre dimostrata e possibilmente con i gonfaloni delle vostre istituzioni.


http://nocoketarquinia.splinder.com


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6 febbraio 2008

13 febbraio manifestazione a Roma: "licenziare il Parlamento"

Il Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, con:
Padre Alex Zanotelli - Pastorale del Creato, Diocesi di Brescia - Coordinamento Medici dell’Alto Lazio per l’Ambiente e la Salute - Coordinamento dei Comitati di Cittadini dell’Alto Lazio contro il Carbone - Comitato Medici Senza Inceneritore Ivrea - Comitato pro Ambiente Modugno (BA) - Comitato PALO pro Ambiente (BA) - Coordinamento Comitati e Associazioni Ambientaliste Grosseto - Comitato Difesa Lago d’Idro e Fiume Chiese - Decontaminazione Sicilia - Coordinamento Dei Comitati Di Difesa Delle Valli Del Metauro, Cesano e Candigliano (PU) - Associazione ALISEI, Silea - Comitati Riuniti Rifiuti Zero di Treviso e Venezia - Comitato Ferrara Città Sostenibile - Rete Jonica per l’Ambiente - La Mia Italia - Comitato promotore dell’Università popolare della Salute - Tavolo delle Associazioni di Forlì - Taranto Futura - Comitato Cittadinanza Attiva Ambiente e Legalità (PG-PR-TR-SA-NA) - Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia - Comitato Ambientale di Casale (PO) - Comitato Emissioni Zero Val di Susa - Associazione Il Riccio (Castrovillari) - Calabrialibre - Rete per la
Calabria - Movimento per il bene comune (Grosseto) - I Grilli dell’Etna - I Grilli Megaresi - I Grilli Aretusei - Gruppo Meetup Amici di Beppe Grillo di Brescia - Associazione Ricomincio da Grillo - Associazione Grilli Treviso - Meetup Amici di Beppe Grillo di Taranto - Meetup Amici di Beppe Grillo di Roma - Grilli Altoparlanti (Amici di Beppe Grillo di Milano) - Amici di Beppe Grillo Jesi - Meetup Amici di Beppe Grillo di Civitanova Marche

fai click sull'immagine per ingrandirla

L'iniziativa è aperta a tutti, senza limitazioni. I medici, e non soltanto loro, ma i cittadini, scendono in campo perché non possono più tollerare la sordità con cui la classe dirigente risponde ai ripetuti allarmi, alle richieste d'aiuto ed al crescente malessere della popolazione dovuto ad inquinamento, inosservanza delle leggi, spesso inadeguate e interessi personali. Il simbolico licenziamento avrà come scopo quello di denunciare il fallimento di una politica che dura da anni, e nella quale nulla cambia e tutto rimane sempre uguale a sé stesso. Nessun partito politico. Ci muoveremo solo e soltanto come cittadini, per raggiungere Roma da cittadini e per la nostra salute, per il rispetto di noi stessi, per far sentire una voce che è stanca di rimanere inascoltata e che vuole riprendersi il proprio futuro. C’eravamo, ci siamo e ci saremo. Sempre e comunque.


TUTTI A ROMA, quindi, per manifestare PACIFICAMENTE il nostro dissenso, la nostra esasperazione, insieme, senza vincoli di appartenenza, al di fuori delle ideologie e delle divisioni! Per la SALUTE e per il nostro FUTURO!
Per informazioni, contattare Imma (e-mail: ilsteros@libero.it). Portate tanti palloncini colorati!

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Civitavecchia - Dott. M. Di Gennaro: "Bruciare i rifiuti: dannoso e costoso"

Riceviamo e pubblichiamo:

"Bruciare i rifiuti: dannoso e costoso"

Bruciare rifiuti danneggia la salute e l’ambiente ed ha costi economici socialmente insostenibili. Un recente rapporto della Commissione Europea stimava intorno ai 30 -40 milioni di euro l’anno la somma necessaria per curare i danni alla salute causati da un inceneritore di 200.000 mila tonnellate, quante, cioè, se ne vorrebbero bruciare a Civitavecchia.
Le stesse osservazioni erano state fatte dalla Commissione europea per il carbone avendo un studio dimostrato che, considerando i danni alla salute ed all’ambiente ed i relativi costi per ripararli, l’energia prodotta con il carbone si rivelava non solo la più dannosa ma anche la più costosa.
Queste grandi somme danno un’idea precisa della gravità e della diffusione delle malattie che il trattamento termico dei rifiuti può causare. Cancro, infarto cardiaco, ictus cerebrale, mutazioni genetiche, malattie neurologiche come il Parkinson e l’ Alzheimer, sono solo alcune delle patologie nella cui genesi l’inquinamento svolge un importante ruolo. Si deve sapere che un aumento delle polveri fini derivanti dalla combustione (carbone, rifiuti, petrolio) aumenta del 30-40 % la probabilità di una sindrome coronarica acuta sia in chi ha già avuto un infarto sia in chi non l’ha avuto. Cosa dire, poi, dei danni che l’inquinamento provoca nei soggetti più vulnerabili della popolazione umana come il feto ed il bambino i cui delicati sistemi in via di sviluppo sono molto più sensibili ai veleni ambientali. Particolarmente inquietante è, poi, la constatazione della sinergia tra inquinanti che ne aumenta la capacità di provocare danni anche a dosi basse.
Ciò sembra non interessare soprattutto chi vede nell’incenerimento un’occasione di facile guadagno anche perché il prezzo, sia in termini di sofferenza umana che di costo economico, delle malattie e dei danni ambientali è, come al solito, a carico di tutti noi mentre il profitto interessa solo pochi.
Bruciare i rifiuti viola sia il principio di prevenzione che quello di precauzione presenti nella legislazione internazionale e nazionale. In base a tali principi andrebbero presi provvedimenti per la salute pubblica in risposta a conoscenze non solo certe, ma anche limitate, circa i rischi di danno alla salute ed all’ambiente. Le evidenze scientifiche sui danni causati dai prodotti della combustione dei rifiuti, così come per il carbone, sono tali che chiunque proponga, nella nostra città, la costruzione di un inceneritore compie un deliberato attentato contro l’ambiente e la salute nostra, dei nostri figli e dei figli dei nostri figli."

Dott. Marco Di Gennaro

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5 febbraio 2008

USA: disincentivi alla costruzione di impianti a carbone e inquinanti


Buone notizie dagli USA (articolo apparso su Tgfin, vedi qui)


"Le principali banche d'investimento americane imporranno standard ambientali più rigidi e le aziende faranno più fatica a ottenere finanziamenti per le centrali a carbone. L'annuncio arriva dal "Wall Street Journal", che spiega come Citigroup, Jp Morgan e Morgan Stanlety prevedono che il governo statunitense imporrà un tetto per le emissioni degli impianti nei prossimi anni.

Tempi duri dunque per le aziende che puntano il loro business sul carbone. Se, come sembra, Washington imporrà limiti più severi alle emissioni di carbone, le centrali che utilizzano questo combustibile potrebbero avere gravi difficoltà a trovare i finanziamenti necessari per il loro business.

Prima ancora che arrivi la nuova regolamentazione, le banche d'affari mettono le mani avanti per ritrovarsi coinvolte in guai seri con il governo degli Stati Uniti. Secondo quanto si apprende, le banche avrebbero intenzione di rendere più complesse le procedure di accesso al credito per questi tipi di centrali, in modo da evitare di rimanere coinvolte in eventuali debiti causati dalla futura regolamentazione delle emissioni."


Credo sia solo questione di tempo aspettarsi una forte pressione lobbistica cher scongiurare questa eventualità. Staremo a vedere.


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finanziamenti agli inceneritori coi CIP-6 vergogna: nuovo atto



Colpo di coda velenoso dal dimissionario Prodi, tanto per evitare ogni possibile rimpianto nei confronti del suo governo: riportiamo un articolo comparso su "Il pane e le rose" (vedi qui)

"Insomma, Prodi dimissionario, con un atto autoritario, al limite della legalità e certamente ingiustificato e truffaldino, si è di nuovo piegato alla volontà di petrolieri e di quanti hanno in mano il business dei rifiuti.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, al fine di assicurare la rapida conclusione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti in Campania, ha firmato l’ordinanza che garantisce le agevolazioni tariffarie per la vendita dell’energia elettrica (Cip6). In questo modo - si legge in un comunicato di palazzo Chigi - sara’ possibile procedere piu’ rapidamente alla realizzazione degli impianti di termodistruzione o di gassificazione che saranno realizzati nei territori di Acerra, S.Maria la Fossa e della provincia di Salerno.
Così l'agenzia di stampa AGI del 31 gennaio.

Così Prodi adotta uno dei suoi ultimi provvedimenti da Presidente del Consiglio, forse tra i più indegni che postesse emettere. Perchè? Innanzitutto dobbiamo partire dal significato del CIP6.

Il CIP6 è in sostanza una circolare (la n. 6/1992) del Comitato Interministeriale Prezzi, che stabilisce incentivi e vantaggi per la produzione di energia elettrica senza l'utilizzo di fonti altamente inquinanti, come metano, petrolio o carbone.
Insomma, degli incentivi per la produzione di energia elettrica attraverso le cosidette fonti rinnovabili. Ma, come per magia, a quelle rinnovabili furono aggiunte le fonti assimilate, e cioè: rifiuti, residui di raffinazione, di gas, carbone, molto inquinanti.
Questi incentivi - che fruttano diversi miliardi di euro - sono pagati dai cittadini attraverso la bolletta, tanto che nella stessa bolletta elettrica, è possibile leggere la voce "A3" che costa 60 euro in media in più all'anno.
Sapete fino ad oggi chi ha usufruito degli incentivi CIP6? Queste poduttrici di energia, non proprio conosciuti come accaniti ambientalisti, nè per l'utilizzo di fonti pulite e rinnovabili: Sarlux del Gruppo Saras dei fratelli Moratti (10,8% dei finanziamenti da CIP6); Isap del gruppo ERG (10,2%); Edison (41,2%); Acea-Electrabel (4,3%) Api Energia (3,4%); oltre alla ASM di Brescia, proprietaria del termovalorizzatore della medesima città. Altro che finanziamento ed incentivi alle fonti pulite e rinnovabili. E' stata una lunga presa in giro per tanti anni. Fino ai recenti provvedimenti del governo che, dopo lunghe e dure battaglie e grazie alla pressione costante di gruppi e associazioni ambientalisti, hanno abolito la truffa dei Cip 6.

Ora, in piena crisi rifiuti in Campania, alla quale per porvi definitivamente rimedio sarebbe il caso di pensare ed applicare un ciclo dei rifiuti virtuoso e che, come previsto dalla normativa comunitaria, passi attraverso le fasi di riduzione, riuso, riciclaggio e solo dopo di discariche ed infine incenerimento, proprio ora, dicevo, Prodi ha emesso un'ordinanza di protezione civile per derogare e ammettere ai contributi Cip 6 tre inceneritori. Così, in barba ad una legge approvata dal Parlamento italiano, si consentirà di nuovo la truffa CIP6 per la costruzione degli inceneritori di Acerra, S. Maria di Fossa e Salerno (quest'ultimo tra l'altro neanche ancora progettato). Una truffa portata avanti sotto l'insegna dell'"emergenza". Un'"emergenza" che dura 14 anni.
Si potrà obiettare che un'ordinanza di protezione civile, non potrà che avere una durata circoscritta in un tempo limitato. Certo, sarebbe una giusta osservazione se i finanziamenti da CIP6 non durassero dieci anni. E siccome per la costruzione del cancrovalorizzatore di Acerra occorrono quattro anni, quell'inceneritore potrà godere per sei anni della sua attività di finanziamenti (pagati dai cittadini con le bollette di energia elettrica) che sarebbero dovuti essere destinati a fonti pulite e rinnovabili.
Insomma, Prodi dimissionario, con un atto autoritario, al limite della legalità e certamente ingiustificato e truffaldino, si è di nuovo piegato alla volontà di petrolieri e di quanti hanno in mano il business dei rifiuti.

Ed intanto la Impregilo, società del gruppo Romiti, ieri in borsa ha guadagnato il 4% nelle quotazioni dei propri titoli. E sapete chi fa parte del gruppo Impregilo? La Fibe, cioè la società che finora ha gestito il ciclo dei rifiuti in Campania, attraverso la quale ha incassato milioni di euro e tra i principali responsabili dell'"emergenza rifiuti in Campania.

Complimenti a Prodi!

Crocco1830"


Sul medesimo argomento anche Aprileonline (vedi qui)



M. Pallante su incenerimento dei rifiuti, differenziata, riciclaggio

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Umberto Veronesi, "Cancronesi"

Riportiamo il post del 4 Febbraio dal blog di Beppe Grillo (vedi qui):
(le evidenziazioni in arancio sono del redattore nocoke cv, ndr.)

Cancronesi è stato ospite dallo stuoino Fazio. Ha detto che gli inceneritori non hanno alcun effetto sulla salute. Ne dovrà rendere conto, prima o poi, agli ammalati e ai loro parenti. Sono decenni che questo uomo sandwich si occupa di finanza, di imprese e, saltuariamente, di salute. Non è informato sui fatti e ha qualche piccolo conflitto di interessi. Per lui inceneritori e istituto dei tumori sono un ciclo virtuoso di creazione della malattia. Un business. La provoca e la cura.
La fondazione Veronesi ha come partner:
- ACEA - multiutility con inceneritori
- ENEL - centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare
- VEOLIA Environment - costruzione inceneritori.
(le evidenziazioni in arancio sono del redattore nocoke cv, ndr.)

Molti medici non sono d'accordo con lui e non solo in Italia.
Il "Conseil Nationale de l'ordre des medicins" francese e i principali sindacati dei medici di medicina generale francesi "praticiens" hanno richiesto "una moratoria concernente la costruzione di nuovi inceneritori". L'incenerimento produce centinaia di sostanze tossiche che si liberano nell'atmosfera (articolo da Le Monde).

Medici e associazioni italiane hanno scritto una lettera aperta al Commissario Europeo Dimas:
"Egregio Commissario Dimas,
siamo cittadini italiani e siamo costernati per quanto sta capitando nel nostro paese, ormai diventato lo zimbello del mondo per la vicenda dei rifiuti in Campania. Oltre 14 anni di gestione in regime di emergenza non hanno risolto assolutamente nulla, anzi hanno aggravato sempre più un problema che non ha assolutamente nulla di “emergenziale” perché in tutti i paesi del mondo si producono rifiuti.

Le direttive dell’UE forniscono una chiara gerarchia dei trattamenti per il loro smaltimento: riduzione, riciclo, riuso, e solo per la quota residua recupero energetico e non solo tramite incenerimento. Purtroppo la crisi napoletana appare del tutto strumentale al fare passare nel nostro paese l’incenerimento come metodo privilegiato per la soluzione del “problema rifiuti”, ribaltando completamente ciò che la stessa UE suggerisce. In Italia non sono messe in atto, se non in singole virtuose realtà grazie ad amministratori responsabili , quei metodi di raccolta (door to door) che responsabilizzano i cittadini e che possono garantire una buona qualità del prodotto differenziato ed il loro effettivo recupero.

L’incenerimento continua ad essere incentivato, solo nel nostro paese, come fonte di energia rinnovabile, nonostante il minimo rendimento energetico di questi impianti (che sono per la maggior parte impianti di rifiuti tal quali), i gravi danni all’ ambiente e all’ economia che anche di recente si sono registrati( latte contaminato oltre il consentito da diossine a Brescia, territorio già gravemente inquinato, ove funziona il più grande inceneritore d’ Italia) e nonostante il fatto che il kilowattora ottenuto bruciando rifiuti, sia quello gravato dalla massima emissione di CO2.

Numerosissimi sono gli studi che hanno evidenziato danni alla salute sulle popolazioni esposte, danni che nessuno può escludere anche con i “nuovi” impianti e che hanno indotto migliaia e migliaia di medici, di cittadini, di intellettuali, di associazioni ambientaliste a prendere posizioni anche con esposti e denunce alla Magistratura, affinché venga semplicemente fatto ciò che in tutto il mondo civile si fa, mettendo al primo posto la salvaguardia dell’ ambiente per la tutela nostra e di chi verrà dopo di noi.

Commissario Dimas, La supplichiamo, ci ascolti, faccia tutto quanto è in suo potere affinché si scongiuri questo ennesimo disastro, affinché si facciano scelte che guardano avanti e non indietro, all’ età del fuoco."

Firmato, tra gli altri, da: Prof. Angelo Gino Levis - genetista, Dr.Patrizia Gentilini - oncologo, Prof. Gianni Tamino - biologo, Dr. Giovanni Ghirga - pediatra e potavoce dei Medici per l’ Ambiente e la Salute Alto Lazio, Dr. Luigi Carpentiero - Medico del Lavoro, Dr. Stefano Montanari – Direttore Scientifico Laboratorio nanodiagnostics



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Lettera a Sandro Fontecedro - invito per un confronto pubblico

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che i cittadini di Tarquinia contro il carbone hanno trasmesso a Sandro Fontecedro, Direttore della Divisione Generazione ed Energy Management dell’Enel:

Al Sig. Sandro Fontecedro

Il Movimento dei Cittadini no coke di Tarquinia, in occasione del Consiglio Comunale aperto sul tema del “carbone” che si terrà il prossimo 11 Febbraio,alle ore 16 , invita il sig. Sandro Fontecedro, nostro concittadino, a partecipare e a prendere voce come rappresentante della società elettrica che ha scelto il carbone come combustibile.

Dato l’alto livello scientifico e tecnico dei relatori invitati dal movimento per dimostrare la pericolosità del carbone e la non economicità dell’uso di questo combustibile per il territorio, che si esprimerà in termini di perdita di posti di lavoro, saremmo lieti se Lei venisse e invitasse a parlare i migliori tecnici che hanno partecipato al progetto, affinché si possano mettere a confronto i dati che emergono come un pericolo per la salute, e quelli propugnati dall’ente elettrico.

Quello che vorremmo realizzare è essenzialmente un contradditorio, come quello che si è svolto il 17 Luglio 2007 presso il Ministero della Salute, dal quale è scaturita la richiesta di riapertura della conferenza dei servizi per i forti dubbi sulla pericolosità per la salute dell’uso del carbone in un territorio che ancora deve essere bonificato e risarcito per l’inquinamento di 50 anni di servitù energetiche.

L’esempio più doloroso per Tarquinia è Sant’Agostino, un tratto di costa a dune naturali, distante due km da TVN, che ha ormai il terreno compromesso dalla quantità di arsenico, metallo pericoloso per l’ambiente e per l’uomo, proveniente dall’uso di combustibili fossili.

L’arsenico ormai è arrivato alle falde acquifere; le analisi degli enti preposti al controllo sono incontrovertibili, nulla è valso andare in deroga ai limiti di legge, l’arsenico non è tollerato dall’organismo umano e dall’ambiente, neanche se la legge decide che si possa rendere potabile l’acqua.

Questo per dimostrare alla cittadinanza che la nostra lotta si basa sulla forza dei migliori scienziati e dei migliori medici che coscienziosamente analizzano i dati allarmanti dell’inquinamento e delle loro fonti.

Dal Nord al Sud dell’Europa si è ormai estesa la pandemia “silenziosa”, quella delle persone malate a causa dell’inquinamento; oggi quelle persone non possono più non essere ascoltate, così come non possono rimanere inascoltati i tantissimi medici coraggiosi che hanno fatto luce sulle cause di tante malattie e non sono disposti a piegarsi ai poteri forti, colpevoli di “uccidere a norma di legge”.

Con questo invito ci auguriamo che Lei possa venire, anche soltanto per leggerLe la lettera di risposta a quella che Lei stesso inviò al Movimento no coke durante lo sciopero della fame del mese di Aprile.

Ricordiamo che scelse il Vescovo come ambasciatore per consegnare la lettera a noi indirizzata; non abbiamo testimonial di eccezione, non abbiamo spot miliardari da esibire, per risponderLe utilizzeremo solo la scienza e la ragione.

Come è ragionevole pensare, non è ammissibile che la sua posizione possa rimanere così distante dai confronti pubblici; è così orgoglioso di farsi fotografare alla consegna di elemosine agli ospedali, magari, chissà, così pieni di patologie cardio-vascolari proprio a causa dell’inquinamento; eppure, sino ad oggi, Lei si è sempre sottratto ad un confronto con i suoi concittadini. Strano, data l’ostentata sicurezza delle sue ragioni. Ora, però, non può più tirarsi indietro. Se vuole dialogare con il territorio, spiegare i suoi perché, deve venire a parlare il prossimo 11 febbraio, al Consiglio Comunale aperto. Noi saremmo lì ad aspettarla, con la forza della nostra ragione e la lucidità del nostro senso di civiltà.

Movimento dei cittadini no coke Tarquinia



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2 febbraio 2008

Civitavecchia - 5 FEBBRAIO: TUTTI AL CONSIGLIO COMUNALE!

Il 5 febbraio alle ore 10.00 si terrà a Civitavecchia il primo dei consigli comunali che si dovrebbe svolgere sull'inceneritore.

Il Sindaco non ha voluto fosse un consiglio comunale aperto e lo ha messo di mattina per evitare la partecipazione dei cittadini.

E' invece importante partecipare in massa.
Chiunque possa, quindi, cerchi di essere presente.

Siamo stati ricattati beffati ridicolizzati vessati con la servitù Enel. Anche stavolta resteremo proni affinché l'interesse di pochi soverchi quello pubblico?




Vedi anche:


I CIP6 risuscitati, ovvero C'è trippa per gatti
IL BLOG DI STEFANO MONTANARI - sabato 02 febbraio 2008


Sveglia!
IL BLOG DI STEFANO MONTANARI - sabato 02 febbraio 2008


marcia funebre per trombone solo
IL BLOG DI STEFANO MONTANARI - sabato 02 febbraio 2008

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Demenza politica e salute pubblica

Riceviamo e pubblichiamo:

Lo scandalo del "mercato" assistito dal pubblico, in modo robusto e con i soldi dei consumatori, continua e continuerà.

Dopo che era andata deserta la gara per la gestione dell' inceneritore "patacca" di Acerra (le imprese, ma soprattutto le banche che finanziano, vogliono garanzie e non discorsi ), il già defunto, ed a questo punto assolutamente non rimpianto, governo Prodi ha calato le braghe, le sue e di tutti gli italiani, riconcedendo tutti gli scandalosi "contributi CIP6" agli inceneritori.

Dalla lettura del testo della Presidenza del Consiglio dei ministri non è chiaro se ci si riferisce ai soli impianti campani o anche a tutti gli altri, il vero organo di stampa governativo, "il Sole-24 ore", non è chiaro a tale proposito.

Questo comunque è il testo ufficiale:

"Il Presidente del Consiglio dei Ministri, al fine di assicurare la rapida conclusione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti in Campania, ha firmato l'ordinanza che garantisce le agevolazioni tariffarie per la vendita dell'energia elettrica (Cip 6). In questo modo sarà possibile procedee più rapidamente alla realizzazione degli impianti di termodistruzione o digassificazione che saranno realizzati nei territori del comune di Acerra, S.
Maria la Fossa e della provincia di Salerno"
Il contenuto è ovviamente allucinante, come possano dei contributi pubblici dati ad impianti che entreranno in funzione tra anni, risolvere immediatamente il problema dei rifiuti sulle strade, di lascia alla logica stravolta deiprofessionisti politici dell'inganno, ed alle robuste lobbies inceneritoristiche, presenti e maggioritarie, nei fatti, in tutte le forzepartitiche italiane.
A tale proposito il silenzio degli "amici del popolo" e degli "amici dell'ambiente", impegnati nelle "fondamentali" alchimie delle leggi elettorali, è emblematico.

Che fare?

Bisognerebbe tornare alla logica d opo una robusta iniezione di informazione vera, sulla demenzialità, prima che della dannosità, di impianti nocivi ed >energivori quali i "termovalorizzatori", sarà possibile?

Intanto appaiono più chiari gli scopi dell'emergenza campana.

Salute, ce n'è bisogno .

Michelangiolo Bolognini

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Comitato per la salvaguardia dell'Ambiente e della Salute Pubblica di Gualdo Cattaneo e Giano dell'Umbria (PG)
ID Skype: comitatoambientegualdocattaneo
E-mail: comitato.ambiente.gualdo.cattaneo@gmail.com
Blog: http://comitatoambientegualdocattaneo.blogspot.com

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29 gennaio 2008

26 gennaio 2008

Confronto pubblico "Come evitare l'emergenza campana" - Civitavecchia, sabato 26/01/08


COME EVITARE L'EMERGENZA CAMPANA:
GESTIRE I RIFIUTI TUTELANDO SALUTE E AMBIENTE

Confronto pubblico
Sabato 26 gennaio ore 17.00

Aula Calamatta – Comune di Civitavecchia


Sono invitati a partecipare le cittadine e i cittadini, i movimenti, le associazioni, le forze politiche e sindacali.

clicca sull'imagine per ingrandire il programma dell'evento



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Intanto

"Ribadita da cittadini e politici la netta contrarietà a qualunque ipotesi di incenerimento dei rifiuti" -

Affolata assemblea in IV Circoscrizione

Vedi qui l'articolo di Centumcellae.it



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24 gennaio 2008

Nocoke Brindisi - comunicato


Nocoke Brindisi - Comunicato stampa

Bisogna riconoscere che a Brindisi è arduo tenere testa a tutti i problemi che l’assediano. Non si riesce a risolverne uno che già se ne presenta un altro. Le istituzioni, la politica (quella seria) e la società civile con i suoi movimenti e le sue varie forme di associazionismo sono chiamate a questo difficile compito.


Sino ad alcune settimane fa occupava la scena mediatica l’inquinamento dei terreni agricoli lungo il nastro trasportatore del carbone e nei pressi della centrale Enel di Cerano. Gli agricoltori protestarono a lungo e duramente ma sempre civilmente. Il loro sit-in di protesta fu interrotto per dare il tempo - che fu a loro richiesto - per risolvere tale problema.

Ma sino ad ora nulla è successo, anzi su tutti i tavoli che si sono tenuti con le istituzioni l’Enel, invitata in modo incomprensibile non come controparte, si e' persino concessa la sfrontatezza di sbeffeggiare le istituzioni quando esse sono state assenti.

Non sappiamo se doverosamente qualcuno si sia posto il problema degli agricoltori che, impediti della loro attività (per la giusta ordinanza sindacale che vieta la coltivazione dei terreni inquinati), stanno facendo fronte sicuramente a un momento di seria difficoltà economica. Riteniamo che fare propria questa preoccupazione sia quanto meno doveroso da parte di chi amministra la res pubblica: Comune, Provincia, Regione.

A queste istituzioni chiediamo che si facciano promotori di chiarire con immediatezza tale grave situazione. Posto che i terreni in questione sono inquinati, sono necessarie perizie che in maniera chiara e incontrovertibile indichino la causa dell’inquinamento e, quindi, chi ha inquinato. Noi siamo convinti che non siano stati i contadini. Tutta la città pensa che sia stata l'Enel, ma poiché siamo in uno stato di diritto è giusto che i responsabili siano inchiodati sulla base di evidenze certe.
Queste vanno costruite in fretta, senza tentennamenti, senza per esempio i continui rimandi tra Assessore Regionale all'Agricoltura (che e' arrivato all’assurdo di smentire la presenza dell'inquinamento, negando così la vigenza a Brindisi delle leggi nazionali) e Assessore Regionale all'Ambiente, che di questa cosa sin dall'inizio si è occupato, nel migliore dei casi, con grande distacco.

La Regione investa con prontezza i fondi necessari per tali studi.
Il danno non è solo di qualche decina di agricoltori (meritevoli intanto della solidarietà di tutta la comunità regionale) ma di tutta l’agricoltura brindisina, un gravissimo danno di immagine per il quale qualcuno dovrà pagare.

Ci rifiutiamo di pensare (ma il dubbio ormai ci assale) che la Regione non vada giù duramente contro l'Enel perché ancora coltiva la speranza di avere il loro consenso alla cocombustione del CDR. la Regione ci rinunci. Brindisi non accetterà mai le diossine in cambio di un po' di CO2 in meno.


NO_COKE_BRINDISI

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Storie di italiana follia

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Italia del Malaffare

I politici del malaffare e i mal-affaristi del lucro senza limiti ci chiamano "popolo dei no". Non ce ne stupiamo. Dal momento che quanto state per leggere trova spiegazioni piuttosto semplici e precise, e relative responsabilità.

Vedi questo link

Ringraziamo il Comitato Nocoke Tarquinia per la segnalazione.

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Contraddizioni palesi nel nuovo Emission Trading Scheme europeo

Articolo pubblicato su www.greenreport.it

ROMA. Greenpeace, Legambiente e WWF hanno presentato in questi giorni le osservazioni allo “Schema di Assegnazione” delle quote di CO2 per il periodo 2008-2012 dell’Emission Trading Scheme (ETS).
Lo Schema contiene elementi nuovi e inaccettabili in merito alle quote destinate agli impianti di nuova realizzazione - i cosiddetti “nuovi entranti” - e non risolve alcune criticità pregresse, come l’eccessiva allocazione di quote al carbone e la sottoallocazione agli impianti CIP6.

PAGHEREMO ALTRA CO2: La netta bocciatura da parte degli ambientalisti nasce dal fatto che il nuovo Schema permetterebbe l’acquisto, tramite risorse pubbliche, di quote di CO2 per i nuovi impianti. Questa novità è incompatibile con le norme comunitarie sugli “Aiuti di Stato” e non è mai stata sottoposta al parere della Commissione europea, che aveva chiesto all’Italia di tagliare 13 milioni di tonnellate di CO2, non certo di aprire una falla nel meccanismo, garantendo disponibilità illimitata di quote con spese pubbliche.

Le Associazioni chiedono quindi che l’ammontare e la gestione della riserva rimangano inalterate rispetto alla precedente versione del Piano Nazionale di Allocazione (PNA).

CIP6: L’ANOMALIA MADE IN ITALY: Nel documento ci sono altri grossi punti critici, come la sottoallocazione agli impianti CIP6, uno stratagemma che costerà circa 400 milioni di euro ai consumatori italiani a partire dal 2008. Gli impianti CIP6 possono infatti recuperare i costi per l’acquisto delle quote di CO2 direttamente nella bolletta elettrica, attraverso la componente A3 riservata alle fonti rinnovabili. La sottoallocazione non garantisce alcun vantaggio concreto in termini di riduzione delle emissioni di CO2, e anzi permette di “liberare” quote per gli altri settori.

PREMIO AL CARBONE: Non sfugge neppure come l’acclamata riduzione di quote ai danni del carbone per venire incontro alle richieste della Commissione sia soltanto un elemento di facciata. Le associazioni sottolineano che il carbone è stato ancora privilegiato, in aperta contraddizione con il principio “chi inquina paga”.

ELENCO IMPIANTI: CHI L’HA VISTO? Altra grave infrazione è la mancata comunicazione della lista degli “impianti addizionali” che entreranno a far parte dell’ETS dal 2008. Come da richiesta della Commissione, dovrebbe essere fornito un elenco completo di questi impianti. Il fatto che non sia stato pubblicato rappresenta una grave mancanza di trasparenza.

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23 gennaio 2008

Tarquinia: in azione la pattuglia di Enel.

Riceviamo e pubblichiamo:
I NO-COKE PARLANO CON IL GRUPPETTO DI OPERAI CHE MANIFESTANO A TARQUINIA: DIFENDIAMO INSIEME LA SALUTE DEI CITTADINI E DEI LAVORATORI E CHIEDIAMO ALLE ISTITUZIONI PERCHE’ VICINO ALLE CIMINIERE SI CONTINUA A MORIRE SENZA CONTROLLI.

Dopo il caso delle lettere dall’oltretomba contro i no coke giunte ad alcuni quotidiani online, firmate da persone defunte, una delle quali madre di un dipendente Enel, i fautori del Carbone hanno mandato un gruppetto di operai della centrale a Tarquinia.
I 40 operai hanno inscenato stamani una breve manifestazione a favore del carbone di fronte al palazzo comunale per essere ricevuti dal Sindaco Mazzola, da sempre contrario al Carbone. “Non so cosa siamo venuti a fare qui,- ha detto un giovane operaio, ad una delle mamme che lotta contro il carbone- ci hanno solo detto che due operai per ogni ditta dovevano andare a Tarquinia.” Una cosa molto strana, che ha creato non pochi disagi in città, è stato il black-out elettrico cominciato, casualmente, all’inizio della manifestazione. Al termine dell’ iniziativa, come per magia, la corrente è tornata in tutta la città. Una strana coincidenza, sottolineano. Anche le attività commerciali sono rimaste senza energia elettrica ed ora tutti i cittadini chiedono che su questa grave casualità sia fatta piena luce. Alcune mamme hanno poi parlato con gli operai spiegando loro che in queste zone le patologie monoclonali (leucemie) sono ormai consuete, i tumori invadono l'esistenza delle famiglie e dopo Civitavecchia anche da Montalto arrivano voci tremende a proposito di gravissime patologie nei bambini. I No-Coke chiedono il rispetto della salute degli operai e dei cittadini e vogliono sapere perchè in queste zone non sia rispettata la legge. Dove è finito, tuonano in coro- l’obbligo dello screening periodico per l’arsenicosi cronica in tutti coloro che hanno lavorato, lavorano e lavoreranno vicino ad impianti che bruciano carbone o olio combustibile? L’indagine è indispensabile per le alte emissioni di arsenico, semi-metallo che viene veicolato dalle polveri di un diametro decine/centinaia di volte il milionesimo del metro. Intanto sulla questione attende risposte il Sen. Fernando Rossi che ha presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri. Chiede di emanare con urgenza apposite direttive per salvaguardare la salute dei lavoratori e dei cittadini affinché le persone che hanno lavorato e lavorano nelle centrali a carbone o ad olio combustibile, nonché i cittadini che abitano nella zone di caduta delle micropolveri, siano periodicamente sottoposte ad apposito screening che ricerchi le tracce di arsenico. “Ci voleva un Senatore coraggioso per parlare del problema e lo ringraziamo, ma dove sono le altre istituzioni? Perché non controllano? Perché ci lasciano morire sapendo cosa accade in questi territori?”
Movimento no coke alto Lazio
nocoketarquinia@yahoo.it


Sul medesimo argomento intervengono rispettivamente http://www.maremmaoggi.it/ e http://www.tusciaweb.it/, riportando le dichiarazioni del Sindaco di Tarquinia Mazzola, che ha ricevuto una delegazione della pattuglia ultraprecaria Enel:
"...“Noi siamo contro ogni tipo di inquinamento, non ho mai fatto marcia indietro come ci accusa qualcuno, inoltre trovo riduttivo parlare solo di carbone e della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord quando noi siamo in mezzo tra la centrale di Montalto di Castro da una parte e Tirreno Power dall'altra, noi difendiamo il lavoro, ma rimaniamo comunque contrari all'inquinamento di un territorio che ha dato già molto. Chiediamo pari dignità ai tavoli della Salute e dello Sviluppo e che ci siano concessi poteri istituzionali e autorizzativi per emettere ordinanze sull'inquinamento prodotto dalle centrali, questo perché l'inquinamento non ha confini». Mazzola ha anche parlato di compensazioni economiche. “Tarquinia è contro ogni compensazione economica, se questa equivale a limitare la libertà di espressione, prioritario è l'attivazione e il funzionamento dell'Osservatorio Ambientale per il controllo delle emissioni”."


"...“La posizione del Comune di Tarquinia è chiara: non siamo solamente contrari al carbone, ma ad ogni forma d’inquinamento che possa danneggiare il territorio e la salute dei cittadini”. Con queste parole il sindaco Mauro Mazzola ha accolto la delegazione degli operai dell’Enel, guidata dal portavoce Alberto Benedetti, che questa mattina (circa 100 persone) hanno manifestato in Piazza Giacomo Matteotti in favore della costruzione della centrale a carbone di Civitavecchia.
“La città di Tarquinia – dichiara il sindaco Mauro Mazzola – ed i comuni del comprensorio devono avere lo stesso potere istituzionale e decisionale di Civitavecchia e Montalto di Castro in materia di scelte energetiche."

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Dott.ssa P. Gentilini, "RIFIUTI: ECCO LA CURA!"

Riceviamo e pubblichiamo (Grazie al Dott. Ghirga):
Spett.li redazioni,
inoltro, con preghiera di massima diffusione, la lettera sotto riportata ed inviata al Commissario Europeo all' Ambiente Dimas Stavros, nonchè, per conoscenza, a tutti i membri dell' UE e ai media internazionali circa la situazione di gestione dei rifiuti non solo in Campania ma in tutto il nostro paese.La lettera è firmata da intellettuali, associazioni, medici , cittadini di ogni parte d' Italia.
Il ciclo dei rifiuti si può chidere al 100%, recuperando tutta la materia, senza portare nulla nè in discarica nè, tanto meno riducendolo ....in fumo.
Domenica 20 gennaio ero a Pianura, invitata a fare un incontro con la polazione nella scuola elementare insieme alla imprenditrice Carla Poli del Centro Riciclo di Vedelago(http://www.centrorciclo.com/) che ho avuto la fortuna di incontrare nel mio pergerinare: davanti ai cumuli di spazzatura che in noi suscitano tanto orrore, lei si fermava incantata dicendo: "ma guarda quanta bela roba che s'è ghè, me ne porteria via un pocheto"
Questa ingegnosa sig.ra. oltre a recupere in modo ottimale carta, lattine, vetro ecc. ha brevettato un metodo per il 20%del " secco non riciclabile" ( i pannolini ad es.) e, tramite un processo finale di estrusione, ottiene da questo residuo (che io per prima non immaginavo potesse avere alcun riutilizzo), una sabbia sintetica grandemente utilizzata in edilizia, che esporta all' estero e che non arriva a produrre stante la grande richiesta che ha!.
Nell' azienda sono in 64, gli operai ricevono 1500 euro al mese con tredicesima e quattordicesima e tutto questo senza camini, senza filtri, senza veleni, ma dando lavoro, occupazione, serenità a tante famiglie. Gli impianti non sono complessi, nè da costruire, nè da gestire, possono essere pronti in pochi mesi, relativamente basso il capitale di partenza.
Ma possibile che in questo paese e soprattutto in questa Romagna, dove ci si vanta di essere industriosi, attivi e pieni di iniziativa a nessun imprenditore venga anche solo la voglia di verificare di persona? Possibile che sappiamo fare solo a bruciare mandando in fumo preziose risorse e soprattutto la nostra salute?
Si sappia che del tutto recentemente il Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici Francese ha chiesto una moratoria sugli inceneritori, esattamente come ha richiesto la Federazione degli Ordini dei Medici dell' Emilia Romagna.
Sono sempre più convinta che il problema dei rifiuti non è affatto una grave malattia come vorrebbero farci credere, che la medicina che vorrebbero darci (inceneritori) è molto peggiore del male e che la cura semplice, immediata, economica, senza controindicazioni esiste ed è: raccolta domiciliare "porta a porta" e riciclo totale.
Credo che sarebbe ora di smettere di fidarsi dei tanti esperti (televisivi e non) che fino ad ora hanno dimostrato di non avere a cuore nè l' ambiente nè la salute e cominciare piuttosto a fidarsi del buon senso delle donne.
Sia ben chiaro a tutti: non alcun interesse personale in questa "promozione" del Centro di Vedelago e il biglietto per Napoli non me lo ha rimborsato nessuno.

Cordiali Saluti
Dott.ssa Patrizia Gentilini
Oncoematologo
Associazione Medici per l' Ambiente
ISDE Italia
Soluzioni razionali, convenienti ed eco-logiche. Una cattiva premessa: siamo in Italia, la politica si rivolgerà altrove nel disinteresse generale.

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Rifiuti a civitavecchia - 6 domande per Moscherini


Il Consigliere comunale Manuedda rivolge a Moscherini 6 domande in forma scritta. Fonte: maremmaoggi.it. Vedi qui per l'intero comunicato.

"...INTERROGA IL SINDACO E L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE PER SAPERE SE

· corrispondano a verità le loro affermazioni riportate dalla stampa secondo le quali avrebbero chiesto di

modificare il progetto inizialmente presentato dalla società BEG S.p.A, richiedendo in particolare un impianto di

“termovalorizzazione” dei rifiuti mediante pirolisi;

· siano in grado, in tale eventualità, di indicare i riferimenti normativi alla base della loro richiesta nei

confronti della BEG S.p.A;

· non ritengano, avendo richiesto un impianto di c.d. termovalizzazione, di avere operato in aperta

contraddizione con l’atto di indirizzo espresso dal Consiglio Comunale con la Deliberazione n. 110 del

2003 e quindi di avere travalicato i limiti del proprio mandato;

· non ritengano, avendo consentito e persino richiesto di modificare, successivamente all’apertura del plico, la

proposta presentata dalla BEG S.p.A, di avere palesemente favorito la società in questione, danneggiando

indirettamente le potenziali concorrenti interessate alla realizzazione di impianti di “termovalorizzazione” che,

essendo tale soluzione impiantistica esclusa, secondo il dettato della Deliberazione n. 110 del 2003, dalle

indicazioni dello “studio di prefattibilità” allegato all’Avviso Indicativo - Anno 2006 prot. 438 del 21.04.2006, non

hanno ritenuto di presentare proposte all’Amministrazione Comunale;

· non considerino, nella proposta presentata dalla BEG S.p.A, la presenza di soluzioni impiantistiche che

prevedano la “termovalorizzazione” o comunque riconducibili alla definizione di “impianto di

incenerimento” come riportata nella normativa vigente, ovvero nel citato Decreto Legislativo 11 maggio 2005,

n. 133, art. 2, comma 1, lettera d), come elemento ostativo, secondo l’art. 154 del Decreto Legislativo 12

aprile 2006, n. 163, alla realizzazione e quindi alla dichiarazione di pubblico interesse della proposta stessa;

· non ritengano doveroso scusarsi di fronte al Consiglio Comunale e alla Cittadinanza di tale loro operato..."

La speranza è ovviamente che queste sollecitazioni non finiscano nell'ampio dimenticatoio del Sindaco Moscherini e della sua compagine.

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22 gennaio 2008

Costi sanitari del carbone a Civitavecchia (pt.II)

Clicca sull'immagine per ingrandire

Finalmente qualche altro media locale decide di dare visibilità alla notizia, risalente alle scorse settimane.

Per saperne di più su queste stime fai click QUI.


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una continua emorragia di vite umane per estrarre il carbone

(ANSA) - PECHINO, 21 GEN - Un'esplosione ha causato la morte di venti persone in una miniera di carbone nel nord della Cina, secondo l'agenzia 'Nuova Cina'. La tragedia e' avvenuto nella provincia settentrionale dello Shanxi, quella che produce piu' carbone della Cina. Le miniere di carbone cinesi, dove vengono trascurate le piu' basilari norme di sicurezza, sono considerate le piu' pericolose del mondo.

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Off Topic: Mastella italiano doc



Proponiamo una raccolta di links significativi per quanto riguarda un caso tutto italiano: Clemente Mastella. Specchiamoci in lui, perché vi troveremo molto di noi. Inutile gridare allo schifo, è un occasione importante per "spurgarci".

Sono benvenute proposte da parte vostra di ulteriori links da aggiungere a questo post. Inseritele nei commenti...

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"GLI AMICI DEL CARBONE SCRIVONO DALL’ ALDILA’"


Riceviamo e pubblichiamo:

Arrivano lettere dall’oltretomba contro i no coke. Scoppia il caso delle lettere ad alcuni quotidiani online ed a qualche giornale. C’è chi usa gli strumenti di informazione per attaccare i comitati che lottano contro la riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia scrivendo lettere firmate da persone defunte.

Incredibile ma vero!!! Che i no coke creino imbarazzo ai poteri forti ed a quella politica serva degli interessi economici lo si poteva capire, ma che destassero l’ira dei morti, questo davvero non lo si sarebbe mai potuto pensare. Eppure è successo: quattro lettere scritte da ipotetici lettori rappresentanti della società civile ed indirizzate ad alcuni quotidiani online e ad alcuni giornali, che avevano per obiettivo le recenti manifestazioni no coke, si rivelano una clamorosa bufala.

Una delle firmatarie risulta infatti defunta, da diverso tempo, e madre di un dipendente Enel di Montalto di Castro. Un altro firmatario è un geometra. Non vorremmo che fosse quel geometra, che noi conosciamo, che lavora anche per la centrale Enel, molto vicino ad un assessore di Montalto. Per giunta, il di lui padre, avrebbe appalti di pulizia, guarda caso, proprio nel cantiere della centrale a carbone.

Resta ora il mistero degli altri due firmatari di missive anti no coke. Non ci stupiremmo se fossero defunti anch’essi, oppure dirigenti della società elettrica o nomi inventati da chi non ha argomenti contro le scomode verità che hanno messo a nudo il carbone ed i suoi gravi danni alla salute, all’agricoltura ed al turismo. Questa storia puzza di marcio: chi c’è dietro questi attacchi? Chi usa disonestamente i defunti per prendersela contro la sacrosanta battaglia dei no coke? Un altro capitolo vergognoso, come vergognosi, patetici e caricaturali sono sempre stati i tentativi di nascondere i danni causati alle persone ed al territorio dall’attività ultradecennale delle centrali.

Ma la vicenda non si chiuderà qui: il movimento No Coke Alto Lazio andrà avanti e episodi simili non fanno altro che aumentare la solidità di chi lotta contro il carbone e contro la monocultura che l’ente energetico vuole imporre a tutto il territorio.

Da queste azioni vigliacche i no coke escono più rafforzati che mai.
Movimento No Coke Alto Lazio

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20 gennaio 2008

"FUMI GRIGI NEL CIELO E NEBBIE NELL’INFORMAZIONE"

Riceviamo e pubblichiamo:


Il destino del popolo civitavecchiese sembra ineluttabile: vivacchiare alla giornata fra una zuppa di pesce e una lamentazione flebile e sottomessa (il pianto è mezzo pane!). Intanto i suoi diritti più elementari vengono calpestati senza risvegliare sussulti di dignità civica.
Due giorni fa, il 18 gennaio, per tutta la giornata, è ricomparsa quella che i giornali hanno definito “una misteriosa cappa di fumo sopra la città”. La cosa è passata nel silenzio più assordante delle Istituzioni di garanzia e controllo: così che a noi non resta che biasimare ancora una volta lo stato di degrado civile della nostra città che ha poco da invidiare alla Napoli immondezzaia, alla Ceppaloni borbonica, alla Cuffaro-sfrontatezza sicula…
L’ingegnere Prelati, referente della Tirreno Power, ci rassicura informandoci che “nel quarto gruppo stiamo bruciando metano che produce vapore”: ancora una volta, l’oste giura di “darci a bere del buon vino”! Eppure quel “vapore” presentava il colore giallognolo tipico di ben altre emissioni che l’esperienza del passato ci ha insegnato a distinguere.
Il panorama che si offre ai nostri occhi è deludente. Ci domandiamo:
- il Dipartimento di prevenzione della ASL è stato forse esonerato dai compiti di vigilanza dell’ambiente e della salute?
- l’Assessorato all’ambiente è forse menomato nelle sue prerogative di monitoraggio dei fenomeni antropici sospettati di nuocere agli equilibri biologici?
- il massimo tutore della nostra salute, il Sindaco, s’è forse rifugiato a pensare nella turris eburnea del Pincio, tutto assorto a rintuzzare gli assalti dell’opposizione marrazziana e verdiana?
- infine, l’Osservatorio ambientale è forse in coma, visto che non produce un solo atto scientifico a vantaggio della città, sebbene alimentato con i milioni di euro elargiti dall’ENEL?
Perdiamo ogni speranza di ottenere soddisfazione del nostro diritto alla salute e all’equilibrio ambientale costituzionalmente garantiti. E ci torna alla mente il verso foscoliano: “Anche la speme, ultima Dea, fugge i sepolcri!”.
Sfortunatamente ci aspettiamo risposte rancorose da parte di quelle Istituzioni che cerchiamo di mettere di fronte a responsabilità pesanti come pietre. E invece servirebbero riscontri credibili…Chiediamo troppo?

Il coordinamento dei medici e farmacisti per la tutela dell’ambiente e della salute .
Civitavecchia, 20 gennaio 2008

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"Il solare che funziona". Alcune novità

Riportiamo una serie di collegamenti a notizie di notevole interesse per quanto riguarda l'immediato futuro dell'energia solare.

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19 gennaio 2008

Marrazzo - Marra-sshole. Commenti alle sue ultime esternazioni circa la possibilità di incenerire i rifiuti a TVN




"Asshole".
Letteralmente si traduce con "buco di culo". In inglese questo termine è usato per indicare un Idiota la cui qualità caratterizzante, appunto l'idiozia, raggiunge una magnitudine considerevole. Un Idiota con la "I" maiuscola, insomma. Ad esempio, George Bush è notoriamente uno tra i politici più colpiti da questo insulto, nel suo Paese d'origine.

Il "buco di culo", da un punto di vista etico-politico, è un oggetto a cui la figura di Piero Marrazzo si è ormai indelebilmente legata, dopo le sue ultime dichiarazioni. (Vedi questo post).
Di qui il nuovo epiteto, che speriamo si diffonda in fretta: "Marrasshole" (pronuncia: "marrasshol")

Riceviamo e pubblichiamo subito sotto alcuni commenti sulle recenti esternazioni di Marrazzo, che oggi si dice favorevole all'incenerimento dei rifiuti nella riconvertenda venefica centrale a carbone TVN - Enel di Civitavecchia.

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NOCOKE TARQUINIA:
"Il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, propone la co-combustione del combustibile da rifiuti assieme al carbone per la centrale di Tvn. Finalmente getta la maschera e dopo le vacue promesse elettorali si rivela per quello che è. Ma il comitato no coke Alto Lazio non si arrende e promette nuove iniziative di lotta.

18 gennaio_Vergogna. Ricordiamo ancora nell’ottobre del 2005 un Marrazzo sudato e in maniche di camicia scendere dal suo ufficio per abbracciare e tranquillizzare i no coke recatisi a Roma per ricordargli le sue promesse elettorali; in quell’occasione ripromise ancora che avrebbe fermato la conversione a carbone della centrale termoelettrica di TVN.
Sono passati più di due anni e dopo aver tenuto atteggiamenti ambigui, il Presidente della Regione Lazio getta la maschera e dichiara che “A Civitavecchia non c'è possibilità che si costruisca un nuovo impianto per i rifiuti, mentre uno scenario possibile è quello della co-combustione. Si può infatti immaginare che nella centrale Enel, appena sarà pronta, sia bruciato oltre al carbone anche il cdr, quando si è pensato di essere portatori di una politica di sviluppo con il carbone pulito non si è fatta una grande scelta mentre la co-combustione è qualcosa che ha un minor impatto ambientale e non si appesantisce la zona di Civitavecchia con altre strutture, l'impianto consentirà la produzione di energia elettrica mediante la combustione combinata di carbone e rifiuti solidi urbani pretrattati: siamo nel solco della massificazione (Ansa)”.
I comitati no coke Alto Lazio non ci stanno e gridano vergogna. Bruciare il Cdr assieme al carbone sarebbe l’ennesimo affronto per questo territorio, divenuto ormai la discarica d’Italia. Marrazzo, con le sue affermazioni, offende i cittadini che lottano contro il carbone ai quali aveva promesso ben altro. Fra le righe delle sue dichiarazioni, si può forse intravedere quella che è la proposta dell’Enel ai comuni del comprensorio per il fantomatico abbattimento del 30% delle emissioni inquinanti : bruciare la “monnezza” assieme al carbone, spacciandola per una sostanza innocua, come il carbone pulito del resto.
La lotta non si ferma, a tutti i livelli. I comitati gridano forte il no alle compensazioni e alle politiche a dir poco distruttive paventate dal Presidente Marrazzo. Non rinnovargli la fiducia alle prossime tornate elettorali sarà semplicemente un atto di salute pubblica.
Contatti:nocoketarquinia.splinder.com"

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Coordinamento dei Medici e dei Farmacisti
Il Governatore Piero Marrazzo come il Generale Bava Beccaris
E’ a tutti noto il triste e luttuoso episodio accaduto a Milano nel maggio 1898 passato alla storia come “la protesta dello stomaco”, quando il Generale Bava Beccaris ordinò, senza alcuno scrupolo, di sparare cannonate sulla folla affamata che chiedeva pane, provocando una strage. L’episodio è stato immortalato in una canzone di dominio pubblico che così recita: “Alle grida straziate e dolenti di una folla che pane chiedeva il feroce e tirannico Bava gli affamati col piombo sfamò”. Così il Governatore Piero Marrazzo vuole compensare l’inquinamento atmosferico inondando di maleodorante “monnezza” una città già annerita dal carbone. Una volta si uccideva sparando, oggi si attua lo stesso misfatto danneggiando la salute e vessando l’ambiente mentre si rinnegano senza vergogna le promesse elettorali fatte ad una popolazione inquinata. 18 gennaio 2008
Coordinamento dei Medici e dei Farmacisti.

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18 gennaio 2008

Senza parole

Veltroni, uno da cui ci si attende molto.
Ahahah!

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Marrazzo è ormai da smaltire



Eccolo, di nuovo, Marrazzo.

Già protagonista della nostra rubrica "Gli Ecobugiardi Vol.I", mai pago, eccolo di nuovo, ormai trasformato (scoperto) in ciò che è. Un uomo portatore di un pensiero residuale, da smaltire. Giusto quindi che sieda dov'è, coerente coi tempi che corrono.
Massì, tanto ci penserà Gasbarra a fare il Robin Hood della situazione, nel solito ruolo di salva-voti dopo le sparate sempre peggiori dell'ex piazzista televisivo. A farci credere che la politica della sinistra governativa è vicina ai cittadini, non all'Enel (decidete voi da chi dipenda il fatto che gli interessi dei cittadini non coincidono mai con quelli di Enel, e viceversa).

Ma leggiamo questa Ansa:

"RIFIUTI: MARRAZZO, A CIVITAVECCHIA ENERGIA DA CDR E CARBONE

(ANSA) - ROMA, 17 GEN - ''A Civitavecchia non c'e' possibilita' che si costruisca un nuovo impianto per i rifiuti, mentre uno scenario possibile e' quello della co-combustione. Si puo' infatti immaginare che nella centrale Enel, appena sara' pronta, sia bruciato oltre al carbone anche il cdr''. E' quanto afferma il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, nel corso di una trasmissione radiofonica. ''Quando si e' pensato di essere portatori di una politica di sviluppo con il carbone pulito - spiega Marrazzo - non si e' fatta una grande scelta mentre la co-combustione e' qualcosa che ha un minor impatto ambientale e non si appesantisce la zona di Civitavecchia con altre strutture''. Per Marrazzo, ''l'impianto consentira' la produzione di energia elettrica mediante la combustione combinata di carbone e rifiuti solidi urbani pretrattati: siamo nel solco della gassificazione''. (ANSA). "

"Siamo nel solco della gassificazione".
No. Tu, Marrazzo, sei nel solco delle chiappe, proprio li in mezzo. Un buco di culo, insomma, come dicono gli anglofoni: ASSHOLE!!

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Tarquinia: sit-in contro le compensazioni-vergogna

Riceviamo e pubblichiamo:
Sit-in di fronte al Palazzo Comunale di Tarquinia da parte dei cittadini contro il carbone. Protestano contro le compensazioni elargite nel territorio della centrale.

I rappresentanti dei cittadini contro il carbone, che effettuarono il lungo sciopero della fame, di cui hanno parlato tutti i media italiani ed esteri, stanno effettuando un sit-in difronte al Palazzo Comunale di Tarquinia per protestare contro il carbone e le compensazioni della società elettrica nel territorio. Chiedono al Comune di fare proprio il documento approvato l’altro ieri dal Consiglio Provinciale di Viterbo, senza alcun voto contrario, in merito alla riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia. Il documento della Provincia censura in toto la logica delle compensazioni alla salute umana, invitando quindi i comuni e gli enti locali del territorio (ASL in primis) a rifiutare proposte compensative in denaro, beni o servizi, da parte del soggetto produttore dell’inquinamento. “La ASL, invece, tuonano in coro i cittadini contro il carbone- si accorda con la società elettrica per la donazione di apparecchiature sanitarie all’ospedale di Tarquinia. Ora i cittadini non solo si devono difendere da chi li inquina ed ammala ma anche da chi li inganna. I cittadini sono indignati: come si fa ad accettare che chi emette inquinanti che causano malattie e morte poi “regali” le attrezzature sanitarie per provare a curarci? La ASL ha capito questa grande generosità? I cittadini lo hanno capito e non accettano – riferiscono ancora- che dopo il danno ci sia anche la beffa: prima ci ammalano e poi provano a farci guarire! Questo è troppo! Forse qualcuno è stato “illuminato” dalla società elettrica e non stà più dalla parte dei cittadini? Con quello che costano alle casse pubbliche alcune gravi malattie potremmo costruire nuovi ospedali in tutta la provincia. Ricordiamo che nei 25 anni previsti di funzionamento, la centrale a carbone causerà numerosi morti e malati. La previsione di spesa complessiva per danni all’ambiente e soprattutto per quelli più gravi alla salute umana è di oltre 800 milioni di euro (externeE Commissione Europea). Anziché donazioni caritatevoli – concludono i cittadini- andrebbero risarcite direttamente tutte le famiglie che nelle zone inquinate hanno subito e subiranno la perdita o la malattia per tumore di un proprio caro.” I rappresentanti dei cittadini hanno appena consegnato, al Sindaco di Tarquinia Mazzola, un documento in cui si chiede di far proprio il deliberato del Consiglio Provinciale di Viterbo e di censurare moralmente la ASL nel chiedere o accettare regalie da parte di chi è responsabile di molte delle gravi patologie che colpiscono la popolazione. I cittadini, inoltre, hanno chiesto al Sindaco di farsi promotore di una partecipazione di massa alle manifestazioni che saranno organizzate in modo da fermare per sempre la centrale a carbone e la partecipazione in massa al Consiglio Comunale aperto che si terrà nei prossimi giorni a Tarquinia. Il sit-in si concluderà più tardi.

Contatti : 329.7924124

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