No al carbone Alto Lazio

20 marzo 2008

Analisi sull’impatto della conversione a carbone di TVN

Riceviamo e pubblichiamo:

Da sessant’anni i cittadini dell’hinterland civitavecchiese subiscono un impatto ambientale ingravescente tanto da indurre lo Stato ad istituire, col decreto Marzano del 2003, un Osservatorio ambientale finalizzato al controllo costante dei parametri di inquinamento e alla valutazione epidemiologica di patologie correlate al prolungato efflusso di sostanze nocive in atmosfera, nelle falde acquifere, nel ciclo ittico e agro alimentare.

La miopia delle Istituzioni comunali, la commistione di falsi interessi energetici nazionali con disegni economicistici, hanno degradato il tessuto sociale tanto che ormai il “popolo inquinato” non ha più la forza di opporsi alla macchina da guerra targata Enel. E infatti, con pervicacia diabolica e puntualità svizzera, Mamma Enel propaganda in tutto il mondo (ora anche in Russia) la riscoperta del carbone pulito e l’invenzione di tecnologie avveniristiche capaci di trasformare le sostanze tossiche in aerosol salutari o in residui polverosi utili per l’edilizia residenziale!

Sembra che Civitavecchia sia conosciuta nel mondo per due miracoli: quello della Madonnina di Pantano (sulla cui realtà soprannaturale la Chiesa - Istituzione divina senza fini di lucro! - non s’è pronunciata, prendendo le debite distanze) e quello della salubrità del carbone pulito (che, ovviamente, non libera più polveri sottili, NOx, SO2, CO2, microinquinanti metallici e perfino sostanze radioattive). Di questo passo, tra poco, la Benefica Ditta Enel otterrà dal solerte Ministero della Sanità un brevetto per distribuire, a carico del SSN, nelle Farmacie pubbliche, una bomboletta spray contenente un estratto di fumo di ciminiera e barattolini con polveri a basso potenziale radioattivo: una specie di radioterapia tumorale PREVENTIVA!..

I cittadini più avveduti si domandano: “Perché la nostra collettività e il nostro territorio devono subire danni irreversibili agli equilibri ambientali e alla salute psicofisica? E’, forse, stato cancellato l’art. 32 della Costituzione? Non esiste per noi il diritto alla tutela delle minoranze? Siamo cittadini o sudditi? Dobbiamo fungere da cavie senza un nostro consenso informato?

A mio parere esistono responsabilità molteplici, concatenate da un unico sentire subdolamente antidemocratico. So di toccare il punctum dolens di questa nostra repubblica democratica , nata già fragile e ora gravemente ammalata, però non posso tollerare che politologi spocchiosi e saccenti (ospiti fissi di tutte le trasmissioni televisive) continuino a parlare di democrazia ancora troppo giovane e quindi inesperta ma migliorabile con qualche marchingegno elettorale. A mio parere sono gli intellettuali à la page (cioè “alla moda”) che non hanno introiettato l’anima della democrazia che vive di rispetto delle minoranze, di riconoscimento di diritti etici (la vita e la salute, innanzitutto), di sviluppo sostenibile e di assunzione di responsabilità e di rischi equamente distribuiti.

Passerò in rapida rassegna i protagonisti di questo scempio ambientale analogo a quello che fa inorridire tutto il mondo di fronte alla inefficienza colpevole nella gestione dei RSU in Campania.

a) Tutte le figure Istituzionali sono coinvolte nel degrado ambientale del maxipolo energetico Civitavecchia – Montalto: il Presidente della Repubblica, capo dello Stato e padre di tutti gli italiani, ci tratta da figli di secondo letto e ci addita quali egoisti e campanilisti, privi del sentimento di solidarietà; i Ministri delle Attività produttive, della Sanità, delle Politiche agricole, dell’Ambiente, usano il potere per garantirsi reciproci vantaggi di sottogoverno (non esistono soltanto “leggi ad personam”! c’è anche un più raffinato sistema di “equilibrismi extra legem”!); il Presidente della Regione Lazio e gli Assessori all’ambiente non riescono ad attuare un piano di monitoraggio sugli inquinanti perché l’ARPA ha dichiarato, con denuncia agli atti, che il Decreto Marzano è tecnicamente inadeguato a tale scopo; il Presidente della provincia di Roma si limita a dissentire ma, di fatto, non ha mai compiuto un atto amministrativo finalizzato al controllo ambientale; I Sindaci (ultimo baluardo nella difesa della salute dei propri amministrati), invece di subentrare per colmare un vuoto operativo a garanzia degli equilibri ambientali, attendono l’obolo del plutocrate di sempre che permetta alle dilapidate casse comunali di continuare a sperperare danaro pubblico in opere di maquillage o, peggio, di clientelismo diffuso.

b) Il potere giudiziario non ha ancora (dopo sessant’anni dalla nascita della Costituzione!) approntato schemi operativi precauzionali (Essi conoscono meglio di me il “Principio di precauzione” statuito dalla Corte Costituzionale), tesi a bloccare sul nascere ogni tentativo di devastare territori antropici e ogni connivenza tra colletti bianchi e organizzazioni malavitose (Campania docet!) …disegni delittuosi nascosti dentro le raffinate omissioni di atti dovuti o di abusi di potere.

c) il mondo della scuola manifesta carenze educative sul versante dell’insegnamento del civismo, del senso di appartenenza ad una società solidale, ordinata, rispettosa delle autorità per cui si assiste ad una insensibilità delle giovani generazioni ai dettami di una moderna democrazia e una fuga nell’effimero e nell’edonistico.

d) Il mondo sanitario, in tutte le sue componenti, non si impegna a fondo nella difesa dell’ambiente, che è la premessa ineludibile per una promozione della salute. Neanche la cogenza dell’art. 5 del nuovo codice deontologico ha mobilitato le menti più aperte ad una visione integrata del rispetto della vita, di cui lo stato di salute psicofisica è l’aspetto più compiuto e mirabile.

e) Il Magistero della Chiesa Cattolica è, da sempre e per esplicita missione divina, a favore di un Mondo armonioso e rispettoso delle leggi naturali, però, nel nostro hinterland la voce pastorale dei Vescovi non sempre si è espressa con vibrante autorità a favore del diritto alla salute, anzi - talvolta - ha dato l’impressione di essere troppo sbilanciata sulla tutela di sacrosanti diritti al lavoro, spesso soltanto declamati ma quasi mai rispettati e resi concreti da chi detiene le redini dell’economia e persegue fini di lucro.

La mia analisi forse risente del mio impegno diretto nelle battaglie per la difesa del territorio e della salute contro la protervia del binomio politico-imprenditoriale e del mio convincimento che la Magistratura dovrebbe impegnarsi più a fondo nella conoscenza dei meccanismi sotterranei che condizionano, fino ad annullarla, ogni legittima speranza di poter vivere in un ambiente equilibrato e sano.

Dottor Paolo Giardi del Coordinamento dei medici e farmacisti per la didesa dell’ambiente e della salute.

Civitavecchia 16,03,2008

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19 marzo 2008

conferenza dei servizi per AIA centrale a carbone Civitavecchia

Movimento No Coke Alto Lazio - Comunicato Stampa

Davanti al bailamme d’informazioni contrastanti, e alla vera e propria azione di disinformazione posta in essere dall’ENEL e dai suoi accoliti, relativamente a quanto accaduto ieri al Ministero dello Sviluppo Economico circa la centrale di Torre Valdaliga Nord, riteniamo doveroso, fare chiarezza sulla realtà dei fatti.

Con lettera prot. 0004292 del 04/03/2008 il Ministero dello Sviluppo Economico ha indetto “Conferenza dei Servizi” per valutare “la necessità di procedere al riesame dell’autorizzazione unica (della centrale a carbone ndr) per quanto attinente gli aspetti regolati dal D. LGS n. 59/2005” che regola le procedure di rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).

A tale conferenza dei servizi sono state invitate tutte le Amministrazioni e gli enti istituzionalmente competenti in materia di AIA, in altre parole, nella fattispecie, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero della Salute, il Ministero dell’Interno, l’Arpa Lazio, la Regione Lazio, la Provincia di Roma e il Comune di Civitavecchia; quest’ultimo, peraltro, gravemente assente.

In tale riunione il Ministero dello Sviluppo Economico ha preso atto delle posizioni delle amministrazioni sopracitate, di cui, alcune, come noto, avevano già espresso precedentemente, il proprio parere circa la necessità di andare al riesame del Decreto autorizzativo della centrale per evidenti e gravi carenze ed omissioni. e si è riservato di assumere successivamente decisioni in merito.

Nell’ambito di tale discussione, come d’altronde già anticipato dallo stesso Ministero convocante, in fase di preistruttoria, è stata valutata, senza giungere, per ora, a decisione finale, la necessità di andare al primo rinnovo delle autorizzazioni ambientali comprese per legge nelle autorizzazioni già rilasciate tra il 1999 e l’entrata in vigore del decreto in questione, ovvero il 2005 che, come recita la normativa vigente, devono essere rinnovate entro cinque anni.

Inoltre è stata posta questione interpretativa al presidente della Commissione istruttoria per l’autorizzazione integrata IPCC circa i tempi di rinnovo per quelle autorizzazioni relative ad impianti registrati EMAS il cui “provvedimento autorizzativo avente valore di AIA appare determinata in 8 anni per qualunque impianto in possesso di registrazione EMAS all’atto di rilascio dell’autorizzazione”.

La centrale di Torre Valdaliga Nord risulta essere in possesso di certificazione EMAS a decorrere dal 4 luglio 2000, periodo in cui non solo non esisteva l’impianto a carbone ma in cui tale realizzazione, lungi dal venire, non era nemmeno autorizzata.
Risulta evidente che tale certificazione è quindi riferita alla preesistente centrale ad olio combustibile che aveva da poco finito i lavori di ambientalizzazione; centrale che non esiste più e che nulla ha a che vedere con l’impianto a carbone.

Questa la verità dei fatti, supportata dagli atti ufficiali; il resto sono chiacchiere create ad hoc per disinformare.

Continueremo nella nostra azione di informazione e, quando necessario, denuncia di quanti, come precedentemente il Ministro Bersani, si renderanno responsabili di omissioni e/o mancato rispetto delle regole.

Per il Movimento No Coke alto Lazio
Simona Ricotti




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V 2 - day: 25 aprile 2008

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Indagine e rischio multa, presunte carenze connessioni impianti Enel - indagine e possibile sanzione

ANSA) - ROMA, 17 MAR - Istruttoria nei confronti di Enel Distribuzione per carenze nelle connessioni degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. L'istruttoria formale e' stata avviata dall'Autorita' per l'energia. In particolare, nel mirino del Garante sono finiti possibili 'ritardi nella realizzazione dei collegamenti e nella fornitura dei necessari preventivi'. Se queste violazioni verranno accertate, l'azienda rischia di vedersi comminata una sanzione.

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18 marzo 2008

Preistruttoria della Conferenza dei Servizi per la centrale a carbone TVN

Oggi si apre a Roma la preistruttoria della Conferenza dei Servizi per la centrale a Carbone di TVN: i No Coke esultano e chiedono al Sottosegretario del Ministero della Salute Gian Paolo Patta di essere presente alla Conferenza.



“Finalmente è arrivata la notizia che aspettavamo da anni: oggi, alle 11, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si svolgerà la preistruttoria ai fini del riesame dell’autorizzazione per la costruenda centrale a carbone di TVN a Civitavecchia, -esultano i No-Coke- questo premia anni ed anni di battaglie di migliaia e migliaia di cittadini, che hanno avuto vicino oltre a molti enti territoriali anche i Ministeri dell’Ambiente e della Salute. E proprio a quest’ultimo si rivolgono i No-Coke auspicando che durante la Conferenza dei servizi, sia presente anche il Sottosegretario Patta. “ Infatti è stato proprio lui, il Sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta, ad averci seguito con particolare attenzione dopo lo sciopero della fame contro il carbone, quando ha incontrato a Roma i Sindaci del comprensorio e la delegazione dei comitati dei cittadini. All’incontro erano presenti anche i rappresentanti dei dicasteri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, della Protezione Civile, dell’Istituto Superiore di Sanità, della ASL Roma F, dell’ARPA Lazio e dell’ISPESL. In quell’occasione il Sottosegretario Patta ha rilevato che i problemi ambientali e di salute a Civitavecchia e nei comuni limitrofi rivestono una serietà epidemiologica che merita la piena attenzione da parte del Governo e delle Amministrazioni locali competenti. Dobbiamo considerare, ha sottolineato Patta, il problema inquinamento nel suo complesso. Il serio dato epidemiologico è il risultato di decenni di attività inquinanti mai seriamente monitorate e limitate.” A conclusione dell’incontro il Sottosegretario annunciò a noi tutti l’adesione del Ministero della Salute alla richiesta di riapertura della Conferenza dei Servizi per l’autorizzazione alla conversione a carbone della centrale di Torrevaldaliga nord, già formulata dal Ministro dell’Ambiente nei confronti del Ministero dello Sviluppo Economico, in relazione a specifiche verifiche tecniche. Recentemente anche la Provincia di Viterbo ha chiesto la riapertura della Conferenza dei Servizi. “Il territorio che si estende nella Tuscia tra Civitavecchia e Montalto di Castro ,-ha scritto la Provincia- rappresenta da decenni il polo energetico a combustibili fossili più grande d'Europa, con oltre 7000 MW di potenza elettrica installata, ridotta a circa 5000 nel 2002 a seguito dello spegnimento della centrale a olio combustibile di Torvaldaliga Nord. Una vasta letteratura scientifica e gli studi epidemiologici compiuti dall’OER (Osservatorio Epidemiologico Regionale) negli anni 1997-2002 hanno messo in evidenza gli alti livelli di mortalità e morbilità per malattie derivanti dall’inquinamento nell’Alto Lazio, con particolare riferimento al comprensorio Civitavecchia-Tarquinia. Uno studio epidemiologico più recente, che ha contemplato il quinquennio 2002-2007 condotto dalla ASL RM “E” sulla popolazione di Civitavecchia, ha evidenziato un' incidenza di patologie riferibili all'inquinamento superiore del 30% rispetto alla media regionale”. Con questa premessa la Provincia di Viterbo si è rivolta al Ministro dello Sviluppo Economico per richiedere una nuova Valutazione d’Impatto Ambientale con una specifica mozione approvata dall’intera assise, senza voti contrari. Anche il Direttore dell’A.R.P.A. Lazio ha avanzato al Ministero dello Sviluppo Economico la richiesta di riesame del decreto autorizzativo della riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Torvaldaliga Nord a Civitavecchia, ai sensi dell’art.9 comma 4 lettere a) e d) del D.Lgs. 59/05, evidenziando che “ ... le prescrizioni stabilite nel decreto autorizzativo M.A.P. Del 24 dicembre 2003 non sono congrue né alle condizioni poste dall'autorizzazione integrata ambientale così come previsto dall'art. 9 della direttiva 96/61/CE del Consiglio del 24 settembre 1996, né conformi a quanto previsto all'art.7 del D. Lgs. 59/05. Conseguentemente ritiene che tale carenza possa pregiudicare i controlli previsti e demandati all' APAT e all' ARPA dal comma 3 dell'art. 11 del D. Lgs. 59/05 e contribuire ad aumentare le problematiche ambientali connesse al progetto di riconversione della Centrale. Non è stato definito, contestualmente all'atto autorizzativo, il piano di monitoraggio e controllo delle emissioni per le matrici ambientali interessate; per i malfunzionamenti, avarie e transitori di varia natura degli impianti della centrale non sono prescritti né la procedura per la gestione di tali eventi né eventuali limiti; non sono stati definiti i punti di controllo, i valori limite alle emissioni per le acque reflue e i valori connessi agli scarichi a mare delle acque industriali e di processo; per le emissioni in atmosfera i valori di flusso di massa prescritti all’intera centrale per gli ossidi di azoto, gli ossidi di zolfo e le polveri non sono congruenti con quanto autorizzato per sezione e inoltre non sono stati stabiliti i valori limite per una serie di macro e micro inquinanti ... ”



Movimento No Coke Alto Lazio








Off-Topic. Parla "L'infame di Bolzaneto"




Articolo apparso su Repubblica.it

MARCO Poggi, infermiere penitenziario, entrò in servizio a Bolzaneto alle 20 di venerdì 20 luglio 2001 e ci rimase fino alle 15, 15.30 di domenica 22 luglio. "Ho visto picchiare con violenza e ripetutamente i detenuti presenti con schiaffi, pugni, calci, testate contro il muro". "Picchiava la polizia di stato ma soprattutto il "gruppo operativo mobile" e il "nucleo traduzioni" della polizia penitenziaria. Ho visto trascinare un detenuto in bagno, da tre o quattro agenti della "penitenziaria". Gli dicevano: "Devi pisciare, vero?". Una volta arrivati nell'androne del bagno, ho sentito che lo sottoponevano a un vero e proprio linciaggio...".

Marco Poggi dice che sa che cos'è la violenza. "Ci sono cresciuto dentro. Ho "rubato" la terza elementare ai corsi serali delle 150 ore e sono andato infermiere in carcere per buscarmi il mio pezzo di pane. Per anni ho lavorato al carcere della Dozza a Bologna. Un posto mica da ridere. Tossici, ladri di galline, mafiosi, trans, stupratori. La violenza la respiravi come aria, ma quel che ho visto a Bolzaneto in quei giorni non l'avrei mai ritenuto possibile, prima. Alcuni detenuti non capivano come fare le flessioni di routine previste dalla perquisizione di primo ingresso in carcere. Meno capivano e più venivano picchiati a pugni e calci dagli agenti della polizia penitenziaria. Gli ufficiali, i sottufficiali guardavano, ridevano e non intervenivano. Ho visto il medico, vestito con tuta mimetica, anfibi, maglietta blu con stampato sopra il distintivo degli agenti della polizia penitenziaria, togliere un piercing dal naso di una ragazza che era in quel momento sottoposta a visita medica e intanto le diceva: "Sei una brigatista?"".

Marco Poggi è "l'infame di Bolzaneto". Così lo chiamavano alcuni agenti della "penitenziaria" e lui, in risposta, per provocazione, per orgoglio, per sfida, proprio in quel modo - Io, l'infame di Bolzaneto - ha voluto titolare il libro che raccoglie la sua testimonianza. Poggi è stato il primo - tra chi era dall'altra parte - a sentire il dovere di rompere il cerchio del silenzio. "Delle violenze nelle strade di Genova - dice - c'erano le immagini, le foto, i filmati. Tutto è avvenuto alla luce del sole. A Bolzaneto, no. Le violenze, le torture si sono consumate dietro le mura di una caserma, in uno spazio chiuso e protetto, in un ambiente che prometteva impunità. Solo chi l'ha visto, poteva raccontarlo. Solo chi c'era poteva confermare che il racconto di quei ragazzi vittime delle violenze era autentico. Io ero tra quelli. Che dovevo fare, allora? Dopo che sono tornato a casa da Genova, per giorni me ne sono stato zitto, anche con i miei. Io sono un pavido, dico sempre. Ma in quei giorni avevo come un dolore al petto, un sapore di amaro nella bocca quando ascoltavo il bla bla bla dei ministri, le menzogne, la noncuranza e infine le accuse contro quei ragazzi. Non ho studiato - l'ho detto - ma la mia famiglia mi ha insegnato il senso della giustizia. Non ho la fortuna di credere in Dio, ho la fortuna di credere in questa cosa - nella giustizia - e allora mi sono ripetuto che non potevo fare anch'io scena muta come stavano facendo tutti gli altri che erano con me, accanto a me e avevano visto che quel che io avevo visto. Ne ho parlato con i miei e loro mi hanno detto che dovevo fare ciò che credevo giusto perché mi sarebbero stati sempre accanto. E l'ho fatta, la cosa giusta. Interrogato dal magistrato, ho detto quel che avevo visto e non ci ho messo coraggio, come mi dicono ora esagerando. Non sono matto. Ci ho messo, credo, soltanto l'ossequio per lo stato, il rispetto per il mio lavoro e per gli agenti della polizia carceraria - e sono la stragrande maggioranza - che non menano le mani".

Marco Poggi ha pagato il prezzo della sua testimonianza. "Beh! - dice - un po' sì, devo dirlo. Dopo la testimonianza, in carcere mi hanno consigliato - vivamente, per dire così - di lasciare il lavoro. Dicevano che quel posto per me non era più sicuro. Qualcuno si è divertito con la mia auto, rovinandomela. Qualche altro mi ha spedito la mia foto con su scritto: "Te la faremo pagare". Il medico con la mimetica e gli anfibi mi ha denunciato per calunnia. Ma il giudice ha archiviato la mia posizione e con il lavoro mi sono arrangiato con contratti part-time in case di riposo per anziani. Oggi, anche se molti continuano a preoccuparsi della mia integrità più di quanto faccia solitamente la mia famiglia, sono tornato a lavorare in carcere, allo psichiatrico di Castelfranco Emilia. Mi faccio 160 chilometri al giorno, ma va bene così. Sono tutti gentili con me, l'infame di Bolzaneto".

Dice Marco Poggi che "se i reati non ci sono - se la tortura non è ancora un reato - non è che te li puoi inventare". Dice che lui "lo sapeva fin dall'inizio che poi le condanne sarebbero state miti e magari cancellate con la prescrizione". Dice Poggi che però "quel che conta non è la vendetta. La vendetta è sempre oscena. Il direttore del carcere di Bologna Chirolli - una gran brava persona che mi ha insegnato molte cose sul mio lavoro - ci ripeteva sempre che lo Stato ha il dovere di punire e mai il diritto di vendicarsi. Mi sembra che sia una frase da tenere sempre a mente. Voglio dire che importanza ha che quelli di Bolzaneto, i picchiatori, non andranno in carcere? Non è che uno voglia vederli per forza in gabbia. La loro detenzione potrebbe apparire oggi soltanto una vendetta, mi pare. Quel che conta è che siano puniti e che la loro punizione sia monito per altri che, come loro, hanno la tentazione di abusare dell'autorità che hanno in quel luogo nascosto e chiuso che è il carcere, la questura, la caserma. Per come la penso io, la debolezza di questa storia non è nel carcere che quelli non faranno, ma nella sanzione amministrativa che non hanno ancora avuto e che non avranno mai. Che ci vuole a sospenderli da servizio? Non dico per molto. Per una settimana. Per segnare con un buco nero la loro carriera professionale. È questa la mia amarezza: vedere i De Gennaro, i Canterini, i Toccafondi al loro posto, spesso più prestigioso del passato, come se a Genova non fosse accaduto nulla. Io credo che bisogna espellere dal corpo sano i virus della malattia e ricordarsi che qualsiasi corpo si può ammalare se non è assistito con attenzione. Quella piccola minoranza di poliziotti, carabinieri, agenti di polizia penitenziaria, medici che è si abbandonata alle torture di Bolzaneto è il virus che minaccia il corpo sano. Sono i loro comportamenti che hanno creato e possono creare, se impuniti, sfiducia nelle istituzioni, diffidenza per lo Stato. Possono trasformare gli uomini in divisa - tutti, i moltissimi buoni e i pochissimi cattivi - in nemici del cittadino. Non ci vuole molto a comprendere - lo capisco anch'io e non ho studiato - che soltanto se si fa giustizia si potrà restituire alle vittime di Genova, ai giovani che vanno in strada per manifestare le loro idee, fiducia nella democrazia e non rancore e frustrazione. I giudici fanno il loro lavoro, ma devono fare i conti con quel che c'è scritto nei codici, con quel che viene fuori dai processi. Non parlo soltanto dei processi, è chiaro. Parlo della responsabilità della politica. Che cosa ha fatto la politica per sanare le ferite di Genova? Gianfranco Fini, che era al governo in quei giorni, disse che, se fossero emerse delle responsabilità, sarebbero state severamente punite. Perché non ne parla più, ora che quelle responsabilità sono alla luce del sole? Perché Luciano Violante si oppose alla commissione parlamentare d'inchiesta? Dopo sette anni questa pagina nera rischia di chiudersi con una notizia di cronaca che dà conto di una sentenza di condanna, peraltro inefficace, senza che la politica abbia fatto alcuno sforzo per riconciliare lo Stato e le istituzioni con i suoi giovani. Ecco quel che penso, e temo".


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16 marzo 2008

No al genocidio culturale tibetano



Links:


"Intenzionalmente o no, assistiamo a una certa forma di genocidio culturale. E' un tipo di discriminazione: i tibetani, nella loro terra, molto spesso sono cittadini di seconda classe. Recentemente le autorità locali hanno addirittura peggiorato la loro attitudine verso il buddismo tibetano. E' una situazione molto negativa, ci sono restrizioni e cosiddette rieducazioni politiche nei monasteri", ha aggiunto il Dalai Lama. E ancora: "Ho notato negli anni recenti che tra i tibetani che vengono qui dal Tibet è cresciuto il risentimento, inclusi alcuni tibetani comunisti, che lavorano in diversi dipartimenti e uffici cinesi. Sebbene siano ideologicamente comunisti, siccome sono tibetani hanno a cuore la causa del loro popolo. Secondo queste persone più del 95 per cento della popolazione tibetana è molto, molto risentita. Questa è la principale ragione delle proteste, che coinvolgono monaci, monache, studenti, persone comuni".

"Per favore indagate da soli, se possibile lo faccia qualche organizzazione rispettata a livello internazionale, indaghi su che cosa è successo, su qual è la situazione e quale la causa. All'esterno tutti vogliono sapere, me compreso. Chi ha davvero creato questi problemi adesso? In realtà credo che tutti sappiano qual è il mio approccio. Ognuno sa qual è il mio principio, completa non violenza, perché la violenza è quasi come un suicidio. Ma che il governo cinese lo ammetta o no, c'è un problema. Il problema è che l'eredità culturale nazionale è in una fase di serio pericolo. La nazione tibetana, la sua antica cultura muore. Tutti lo sanno. Pechino semplicemente si affida all'uso della forza per simulare la pace, ma è una pace creata con l'uso della forza e il governo del terrore. Un'armonia genuina deve venire dal cuore del popolo, sulla base della fiducia, non della paura".

Dalai Lama


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La Puglia non plaude alla faccia di bronzo di Enel

Comunicato stampa:

Quanto letto sulla stampa a proposito del cattivo funzionamento dei dispositivi per l’abbattimento delle polveri della centrale di Cerano è un dato che, incrociato con il drammatico inquinamento da polveri sottili rilevato dalle centraline pubbliche di Torchiarolo (Brindisi), deve indurre il Ministero dell’Ambiente, la Regione e le Istituzioni Locali a obbligare l’ENEL a intervenire immediatamente sui precipitatori elettrostatici.

E’ inaccettabile che si debbano aspettare le fermate dell’impianto programmate per il 2010 per porre rimedio a tale gravissima situazione.
Le fermate si programmano per l’ordinaria manutenzione, ma si impongono nelle emergenze.

D’altro canto aspettiamo in Puglia il Piano Regionale della Qualità dell’Aria proprio perché siano previsti i casi e le modalità di fermo dei grandi impianti di combustione in occasione di inquinamento rilevato dalle centraline oltre i limiti di legge.

ENEL deve immediatamente farsi carico della dotazione dell’impianto di Cerano di dispositivi di contenimento delle emissioni di polveri all’altezza delle garanzie sulla salute e l’ambiente dovute alla comunità brindisina.
E alla luce di ciò è ancora più inaccettabile, e sin anche offensiva, la presunta meraviglia che l’ENEL manifesta pubblicamente quando le istituzioni, in questo caso il Comune di Lecce tramite il suo Presidente del Consiglio Comunale Eugenio Pisanò, si propongono di assumere impegni affinché “diminuiscano i pericolosi scarichi nell’aria del combustibile fossile” e di “intervenire per ridurre le emissioni nocive della centrale a carbone di Cerano, pericolosissime per la salute”. L’ENEL ha anche la presunzione di “suggerire” dove rivolgere l’attenzione per un migliore approfondimento: ovunque, purché lontano dai suoi “affari”.

No Coke Brindisi

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14 marzo 2008

"Per il bene comune"

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Incidente a TVN - gravi condizioni per un operaio

CIVITAVECCHIA - Un incidente senza gravi conseguenze, fortunatamente, questa mattina attorno alle 9 al cantiere Enel di Tvn. Inizialmente la situazione sembrava critica, invece con il passare delle ore le condizioni di salute di S.F. 40enne di Frosinone, sono migliorate. L’uomo, dipendente della ditta Euromar di Bari, stava lavorando su un’impalcatura quando, per cause ancora in corso di accertamento, è caduto da un’altezza di circa sei metri. Subito è stato soccorso dai colleghi e trasferito in ambulanza all’ospedale San Paolo, cosciente. L’operaio è stato sottoposto immediatamente ad una tac. Fortunatamente per lui ha riportato diverse fratture facciali e alla gamba sinistra. A quanto pare l'operaio si trovava nella zona Desox, cioè l'area dove sono in corso i lavori per la realizzazione dei desolforatori a una ventina di metri dalle caldaie. Appena appreso dell’incidente, i sindacati confederali e di categoria hanno predisposto il blocco del lavoro all’interno del cantiere, dalle 11 alle 12. Le indagini sono affidate ai carabinieri.
Fonte: civonline.it

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"Carbone: facciamo pulizia della comunicazione sporca"


LIVORNO. Back to black, non è solo l’ultimo disco della cantautrice inglese Amy Winehouse, ma sembra essere anche la nuova strategia energetica del regno unito, come ha dichiarato il segretario di stato per il business del governo Brown, John Hutton.
Così titola infatti anche il quotidiano londinese Indipendent, per annunciare il proposito di puntare nuovamente al carbone per la produzione elettrica, con la costruzione di una nuova generazione di centrali elettriche a carbone, nel mix previsto di rinnovabili e nucleare per soddisfare la propria domanda energetica.

Ma naturalmente per il futuro non si parla di black coal, ma di clean coal, ovvero carbone pulito.

A parte il fatto che parlare di carbone pulito si rischia di incorrere in un ossimoro, quello che ancora non traspare nelle informazioni che si leggono sui quotidiani è il fatto che le tecnologie per rendere pulito il carbone, esistono solo in parte e per il resto sono ancora in atto ricerche e valutazione dei rischi/benefici.

L’espressione "carbone pulito" può avere un senso infatti solo se si parla di confrontare il rendimento e le emissioni di una vecchia centrale con una nuova.

Clicca qui per leggere l'intero articolo (Greenreport.it)



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"Il Nucleare aumenta rischi di malattie cardiache"

Le radiazioni non causano solo tumori ma sono responsabili anche di gravi danni cardiaci. Uno studio britannico, pubblicato sulla nota rivista International Journal of Epidemiology, mette in evidenza come il rischio di malattie cardiocircolatorie da nucleare sia addirittura maggiore del pericolo di cancro. Lo studio ha preso in considerazione lo stato di salute di 65 mila dipendenti in questo settore fra il 1946 e il 2002 in Gran Bretagna. Gli studiosi hanno scoperto un legame significativo fra le occupazioni con elevata esposizione al nucleare e le patologie cardiovascolari. Il rischio di ammalarsi non è stato dimostrato solo in quei lavoratori impiegati in tempi di norme meno rigide di quelle attuali sui limiti d'esposizione, ma le loro condizioni sono risultate certamente peggiori: le chance di raggiungere i 70 anni erano del 2% in meno rispetto agli altri. Decessi prematuri per problemi cardiocircolatori erano stati evidenziati, da diverse ricerche, nei sopravvissuti alla bomba atomica sganciata sul Giappone durante la seconda guerra mondiale.



IJE Advance Access published online on March 4, 2008
International Journal of Epidemiology, doi:10.1093/ije/dyn018

The non-cancer mortality experience of male workers at British Nuclear Fuels plc, 1946–2005

D Mc Geoghegan, K Binks, M Gillies, S Jones, S Whaley

Conclusions We have found evidence for an association between mortality from non-cancer causes of death, particularly circulatory system disease, and external exposure to ionizing radiation in this cohort.



Coordinamento dei Medici per l’Ambiente e la Salute dell’Alto Lazio

Società Internazionale dei Medici per l’ambiente ISDE – Alto Lazio

dott. G. Ghirga

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Enel, Banca Intesa & il business dei rottami nucleari

Da Greenpeace.it:

Gli attivisti di Greenpeace fanno visita alle agenzie di Banca Intesa Sanpaolo. In tutta Italia hanno informato i clienti sulla decisione del Gruppo di finanziare il completamento di due reattori nucleari anni '70 a Mochovce in Slovacchia. È un progetto in cui è coinvolta Enel. La Banca ha già concesso una linea di credito di circa 100 milioni di euro, senza aver ricevuto alcuna garanzia sulla sicurezza dei reattori.

Per leggere l'intero articolo fai clic qui

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10 marzo 2008

Brindisi - Enel rifiuta di rispettare l'ennesimo accordo




COMUNICATO STAMPA NO COKE BRINDISI

A quasi due anni dalla caratterizzazione dei terreni agricoli tra Brindisi e Cerano, lungo l’asse policombustibile attrezzato e intorno alla centrale, a un anno dalla conferenza di servizi di Roma che ha obbligato alla bonifica degli stessi, a più di sei mesi dall’ordinanza di divieto di coltivazione, tutto quello che Assessore Regionale all’Agricoltura ed ENEL avevano saputo produrre era un protocollo tra ENEL e agricoltori per la riduzione dell’impatto visivo della centrale di Cerano!

Con la grave responsabilità, pure, di aver messo in dubbio l’accertato inquinamento dei terreni dal centro studi di turno, che per fortuna in Italia nulla può contro le definizioni di legge di inquinamento, e le procedure di legge per la sua caratterizzazione.
Eravamo comunque contenti del fatto che gli agricoltori in questione avessero spuntato dall’ENEL qualche spicciolo, perché questo sono 6 milioni di fronte ad un mai reso noto maxiguadagno delle centrali.

Poi abbiamo appreso che l’ENEL non ci sta più, perché alcuni agricoltori hanno prodotto un esposto in Procura che circostanzia morti e malattie tra chi sotto il mostro, esposto alle polveri di carbone, vive da due decenni.

ENEL ha così certificato, per chi avesse ancora dubbi, che non voleva stringere un accordo commerciale, ma ancora per l’ennesima volta comprare il silenzio di chi da ENEL è danneggiato più di chiunque altro. Gli agricoltori hanno solo chiesto, legittimamente, alla Procura di valutare attraverso perizie ambientali ed epidemiologiche di conoscere il responsabile di un accertato inquinamento che potrebbe essere la causa delle malattie che hanno colpito tanti di loro. E noi ci auguriamo e ci aspettiamo che la Procura faccia completa chiarezza, visto che altri non riescono a farla!

Mettiamo dunque tutti in guardia dagli accordi con ENEL e, per questo, ringraziamo il Vescovo di Brindisi per aver involontariamente innescato qualche mese fa una gran polemica per i pubblici ringraziamenti ai regali dell’ENEL, da Lui definiti “segno del forte legame tra l’ENEL e la città”, davanti ai responsabili ENEL accorsi a “pregare” in prima fila.

Da allora tutti sanno che Brindisi quei regali non li vuole perché hanno un prezzo, come minimo il silenzio di fronte all’impatto ambientale gigantesco della più grande centrale a carbone d’Italia.
Di cui effettivamente il Vescovo in tanti anni non ha mai parlato e cogliamo tale occasione per permetterci di ricordare che proprio la Chiesa ha ultimamente “aggiornato” la lista dei peccati mortali e sociali, aggiungendoci quello dell’inquinamento ambientale. Chiediamo anzi alla stampa di verificare se per la visita del Papa la Curia non abbia di nuovo pensato di bussare alla porta dell’ENEL.

Invitiamo tutti, cittadini e istituzioni, a sostenere gli agricoltori brindisini in una battaglia che in realtà non è solo loro, ma di tutta la città.

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MCL denuncia Enel per la centrale a carbone

Comunicato Stampa

Il Movimento Cristiano Lavoratori (M.C.L.)
ha dato mandato ai propri legali di predisporre tutta la documentazione e gli atti necessari a denunciare, in sede penale e civile, i responsabili dell’Enel in merito alla trasformazione della Centrale termoelettrica Torrevaldaliga Nord di Civitavecchia per l’impiego del carbone, fonte fossile a maggiore emissione specifica di anidride carbonica.

Il progetto dell’Enel va rifiutato in coerenza con la strategia perseguita dall’Unione Europea per un impiego accelerato di fonti energetiche pulite e rinnovabili accompagnate dalla sostituzione degli impianti a carbone o ad olio combustibile con impianti a gas.

E’ ormai provato che il carbone uccide, la scienza medica è concorde nel ritenere che l’inquinamento atmosferico produce malattie cancerogene e cardio-respiratorie irreversibili per la popolazione residenziale.

Il diritto alla salute è un bene primario sancito dai principi costituzionali ed il calpestarlo presuppone reato da perseguire.

Urge accertare le responsabilità anche con l’adozione, da parte della magistratura, di quelle misure cautelari necessarie per l’accertamento dei danni alla cittadinanza.

Va verificato, in base agli studi scientifici sinora prodotti, il nesso di causalità fra l’inquinamento atmosferico e il danno alla salute.

La vita non ha prezzo e non può essere comprata.

Nessuna compensazione, nessuna somma, nessuna donazione può compensare il valore della vita.

Senza contare i gravi danni che l’inquinamento atmosferico produrrà, negli anni a venire, sull’economia agricola con conseguente ricaduta su quella commerciale e turistica.

Tarquinia dovrà inesorabilmente pagare un prezzo troppo elevato anche per le generazioni future.

Presidente M.C.L.

Dr. Franco Trippanera


Fonte: maremmaogi.it


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9 marzo 2008

TVS benedice Civitavecchia con una nuova nube nera



Punto e a capo. Come se niente fosse nella giornata di ieri è andata in scena l'ennesima inquietante immagine sopra la testa, e i polmoni, dei civitavecchiesi, ancora una volta costretti ad ammirare il tenebroso spettacolo dell'inquinamento prodotto dalle centrali termoelettriche. Più che eloquente l'immagine scattata e inviataci dal Portavoce dei Verdi Mario Dei Giudici che testimonia, alle ore 17:30 di ieri, il fungo fumoso che fuoriusciva dai camini di Torre Valdaliga Sud.
Domande più che legittime alle quali speriamo che qualcuno possa dare risposta, con l'auspicio che dagli uffici di Tirreno Power qualcuno non ci risponda ancora una volta che il fungo tenebroso che ha oscurato le teste dei civitavecchiesi era dell'innocuo vapore acqueo.

Fonte: centumcellae.it







Inquinamento delle centrali: il Comitato Civico difende la salute insieme ai ciclisti della Tirreno-Adriatica che domattina passerà a Tarquinia.



“Per combattere il carbone e difendere la salute chiederemo la solidarietà dei ciclisti”. Con queste parole il Comitato Civico per la Difesa della Salute e dell’Economia annuncia che domani mattina, alle ore 11.30, le associazioni aderenti al Comitato, i medici ed i cittadini confluiranno a piazza Cavour, a Tarquinia, in occasione del passaggio della corsa ciclistica “Tirreno-Adriatico”. L’intenzione dei cittadini è quella di chiedere solidarietà al mondo sportivo, in questo caso ai ciclisti partecipanti alla gara. “Alle 12,20 è previsto il passaggio della corsa- dicono i cittadini- e noi faremo sentire la nostra voce.” Si tratterà di un breve incontro con gli sportivi. “Vogliamo appellarci anche al mondo dello sport- dicono i cittadini- in questo caso ai ciclisti, perché chi fa sport sa benissimo quali danni provoca l’inquinamento alla salute. Vogliamo uno sport pulito, in un ambiente pulito.” Intanto, arrivano nuove adesioni delle associazioni locali e nazionali al Comitato Civico per la Difesa della Salute e dell’Economia. Insieme alle adesioni delle associazioni agricole, commerciali e turistiche anche l’associazione Fare Verde ha dato la sua decisa partecipazione all’attività del Comitato. Così anche l’associazione culturale “Fontana di Piazza”, il cui direttivo ha deliberato l’adesione all’organismo di partecipazione popolare. Adesso arriva anche il messaggio dell’Associazione “Accademia Kronos” il cui Presidente Nazionale, Ennio La Malfa, ha comunicato l’adesione della storica associazione da lui presieduta. Il fronte comune contro l’inquinamento, che sta uccidendo i cittadini ed il territorio, e contro la riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia si amplia. Ogni giorno- dicono i cittadini- arrivano nuove adesioni, le più disparate, segno evidente che la difesa della salute e dell’economia è al primo posto per la popolazione, le associazioni e le forze produttive della città di Tarquinia. Cambiare si può.”

Comitato Civico per la Difesa della Salute e dell’Economia.


Vi aspettiamo a Tarquinia.

Contatti :335.8272742 329.7924124



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nasce il Comitato Civico per la Difesa della Salute e dell’Economia

Comunicato stampa- riceviamo e pubblichiamo:


"Inquinamento dalle centrali: nasce il Comitato Civico per la Difesa della Salute e dell’Economia

A Tarquinia cresce la paura per la costruzione della centrale a carbone. I cittadini, consapevoli dei danni sanitari ed economici prodotti dal carbone alle comunità locali, temono ora anche il degrado morale dei responsabili della riconversione.

É di giovedì scorso la notizia che l'Amministratore Delegato di ENEL, Fulvio Conti, è indagato con una pesante accusa che ha portato a delicate indagini ed a numerose perquisizioni.

Prima di Conti sono stati al vertice dell'ENEL Franco Tatò e Paolo Scaroni.

Il loro curricolo parla da solo. Franco Tatò è stato condannato per l’inquinamento provocato dalla centrale di Porto Tolle alle popolazioni del comprensorio. Il suo comportamento è stato giudicato “compatibile con un disegno criminoso”. (Sent. Tribunale di Rovigo)

Paolo Scaroni ha patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione per una storia di mazzette legate agli appalti nelle centrali. (Sesta Sezione Penale Trib. di Milano) Digitando il loro nome le note vicende giudiziarie possiamo leggerle anche in internet.

Quei tre galantuomini affermano che il carbone è pulito e innocuo. Un altro galantuomo è Marrazzo. Chi non ricorda Marrazzo a caccia di voti con la promessa di fermare la centrale a carbone ? Da qualche tempo invece il Presidente Marrazzo convoca il Sindaco di Tarquinia per fare accordi con Enel. Perchè si tiene il sacco al galantuomo di turno, proprietario delle mega-ciminiere ? Visto che la Cassazione ha stabilito che è lecito dire buffone ai politici che non mantengono le promesse, sarebbe in questo caso un appellativo appropriato anche per un politicante.

Al Consiglio Comunale aperto che si è svolto a Tarquinia lo spettacolo della resa del Sindaco è stato brutto. Brutto è stato anche lo spettacolo offerto dai medici consiglieri, incapaci di far inserire nel deliberato della resa, votato anche da loro, almeno la richiesta di una nuova valutazione d'impatto ambientale, seguendo con coraggio l'esempio del Ministro della Salute.

Preso atto della rinuncia del Sindaco i cittadini che si oppongono al carbone hanno dato vita al Comitato Civico per la Difesa della Salute e dell'Economia per organizzare azioni concrete contro la centrale a carbone. All'iniziativa, che ha visto gli operatori agricoli fortemente impegnati, hanno già aderito varie organizzazioni del commercio, del turismo, dell’agricoltura e molti medici di famiglia.

Il prossimo appuntamento è previsto per la prossima settimana per organizzare le attività secondo il calendario approvato dall'organismo che raccoglierà denunce, dati e testimonianze. Saranno così intentate azioni legali per il risarcimento a singoli e gruppi dei danni provocati dall'inquinamento da termoelettrico."

Comitato Civico per la Difesa della Salute e dell'Economia

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8 marzo 2008

Tumori by Enel a Cerano

Fai click sull'immagine per ingrandire e leggere l'articolo.

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4 marzo 2008

Tvn. "Bersani risponda sul riesame del decreto autorizzativo"

Riportiamo un comunicato apparso su centumcellae.it:

“Sono trascorsi ormai quasi quattro mesi dalla nota ufficiale con cui l’Agenzia regionale protezione ambiente (Arpa Lazio) segnalava al ministero dello Sviluppo economico serie carenze nelle autorizzazioni per la riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga nord, chiedendo il riesame del decreto autorizzativo. Da allora, tranne una sintetica presa d’atto da parte del ministero, non è arrivata nessun altra notizia. E i lavori proseguono. Un silenzio francamente non giustificabile”. La denuncia è di Enrico Fontana, Capogruppo della Sinistra Arcobaleno (Prc, Verdi, PdCI, Sd) al Consiglio regionale del Lazio. “In particolare l’Arpa - aggiunge Fontana - segnala al Ministro Bersani quattro carenze prescrittive del decreto. La prima riguarda la mancata definizione, contestualmente all’atto autorizzativo, del piano di monitoraggio e controllo delle emissioni degli scarichi. La seconda invece si sofferma sull’assenza di piani per gestire eventuali malfunzionamenti dell’impianto”. “Ma non basta. Non sono stati definiti i punti di controllo, i valori limiti delle emissioni per le acque reflue e i valori connessi agli scarichi a mare delle acque industriali e di processo - prosegue Fontana - mentre le emissioni in atmosfera, i valori di flusso di massa prescritti all’intera centrale per gli ossidi di azoto, di zolfo, e le polveri non sono congrui con quanto autorizzato. Senza dimenticare che non esiste alcun limite imposto per micro e macro inquinanti”. “L’Arpa sottolinea poi al Ministro Bersani – dice Fontana - che nel decreto non esiste una norma legislativa per contestare al gestore le eventuali inadempienze. Non solo. Lo stesso decreto non individua un organo di controllo in grado di far rispettare le prescrizioni alla ditta (l’Arpa Lazio infatti può soltanto concordare con la ditta i protocolli per i monitoraggi ambientali)”. “Dal rapporto dell’Arpa emerge un quadro lacunoso sulla vicenda della riconversione della centrale Enel - conclude Fontana - che mette a rischio i controlli dell’Apat e dell’Arpa stessa per quanto riguarda le questioni ambientali legate al progetto di riconversione a carbone di Civitavecchia. Sono ragioni più che sufficienti per procedere, rapidamente, al riesame del decreto che ha autorizzato i lavori e trarne le dovute conclusioni”.

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27 febbraio 2008

Compare una nuova nube su Civitavecchia

comunicato stampa:

Al Sindaco del Comune di Civitavecchia in qualità di Autorità Sanitaria Locale
Alla Dottoressa Nicoletta Pupp responsabile del Dipartimento di Prevenzione AUSL RmF
Al Direttore dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente sede di Roma

e p.c. alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia
e agli Organi locali di informazione

Oggetto: richiesta informazioni.

Premesso che nella giornata di venerdì 18 gennaio 2008 le ciminiere della centrale termoelettrica della Società Tirreno Power denominata “Torre Valdaliga Sud” hanno emesso una densa nube grigia assolutamente inusuale che è stata notata da tutta la popolazione e che ha provocato numerose allarmate telefonate agli organi di stampa da parte dei cittadini; e che l’Ingegner Prelati, referente della Tirreno Power, solo in serata e a nube ormai dissolta, ha dichiarato la inesistenza di motivi di preoccupazione, trattandosi di fenomeno da attribuire a semplice “vapor acqueo”, si chiede a codeste Autorità preposte istituzionalmente alla tutela della salute pubblica di accertare il motivo e la natura di tale anomala emissione. Inoltre si chiede di conoscere la composizione chimico/fisica della nube, in quanto il suo colore e la sua compattezza poco si accordano con le rassicuranti dichiarazioni dell’Ingegnere. Oltretutto ci sembra abbastanza singolare che a tranquillizzare la popolazione sia un rappresentante della Tirreno Power, a fronte di un “silenzio assordante” delle Autorità competenti. Per superare questa situazione paradossale riterremmo necessario che le Autorità in indirizzo mettessero a disposizione della cittadinanza dei “numeri verdi” a cui segnalare l’eventuale ripetersi di episodi analoghi ed ottenere, in tempo reale, risposte che facciano chiarezza sull’accaduto.
Si resta in attesa di conoscere le caratteristiche chimico/fisiche della nube.
Si ricorda inoltre a codeste Amministrazioni l’obbligo di rispondere alla presente richiesta entro i termini previsti dalla legge 241/90 e di comunicare al sottoscritto (come portavoce del coordinamento dei medici e dei farmacisti): a) l'oggetto del procedimento promosso; b) l'ufficio e la persona responsabile del procedimento; c) l'ufficio in cui si può prendere visione degli atti.

27 febbraio 2008

Dott. Paolo Giardi a nome del coordinamento dei medici e dei farmacisti di Civitavecchia.

Si specifica che ogni comunicazione dovrà essere inviata al seguente indirizzo
E-mail: paolo.giardi@email.it

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24 febbraio 2008

scorie ENEL smaltite nelle discariche!

Comunicato stampa:

"La trasmissione ANNOZERO di ieri, 21 febbraio, ha trattato la grave e scottante questione dei rifiuti in Campania. Durante un servizio giornalistico di questa trasmissione si è appreso che, in una delle tante discariche gestite dalla camorra, sarebbero stati “conferiti” ingenti quantitativi di ceneri derivanti dalla “centrale ENEL di Brindisi”.
Ciò, se dovesse corrispondere a vero, sarebbe un fatto di eccezionale gravità ed evidenzierebbe pesanti responsabilità alle quali sarebbe chiamata anche l’ENEL e per le quali non può e non deve sottrarsi.
Rivolgiamo un pressante invito alle autorità preposte e alle forze dell’ordine competenti affinché effettuino con sollecitudine le doverose indagini del caso. Non di meno sollecitiamo le forze politiche tutte ad assumere atti conseguenti alla tutela della salute pubblica."

No Coke Brindisi


(
ancora una volta: meno male che c'è ENEL, l'energia che ti ascolta )

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22 febbraio 2008

"Non pagate la tassa CIP6 nella bolletta dell'ENEL"

Linkiamo un nuovo articolo apparso sul blog di Beppe Grillo, in data 21/02/08.
CIP-6, ovvero la truffa legalizzata di provenienza politica bipartisan, che finanzia profumatamente gli inceneritori con soldi dei cittadini (il 7% della bolletta elettrica) che dovrebbero invece essere destinati alle fonti rinnovabili.

Da leggere: Non pagate la tassa CIP6 nella bolletta dell'ENEL

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15 febbraio 2008

Vedute su Civitavecchia e dintorni, uno scorcio sull'Italia intera.

Seguono alcune vedute, rivolte su Civitavecchia e al comprensorio, a rappresentare il dibattito sulla riconversione a carbone in atto nella centrale Enel TVN (per decenni alimentata a olio combusibile, tuttora affiancata da altri due impianti nello stesso territorio).

Direte: "il tipo di veduta dipende dal punto di osservazione". Appunto. A noi la responsabilità di scegliere le vedute più attendibili. Il punto di partenza è il bene comune, convinti che debba restare il fine di ogni azione politica.



1). Alberto Leopardo, dipendente ENEL

"chi non vuole il carbone non rispetta la democrazia". "Il nostro è un vero e proprio esempio di progresso, sviluppo e tutela della salute e dell'ambiente"
[ma i dati dicono l'opposto. Inoltre, l'Italia è il terzo paese europeo per emissioni di gas serra, che nel 2005 sono aumentate dello 0,3% rispetto all’anno precedente, superando 580 milioni di tonnellate. Il ruolo di Enel in questo scempio? Gravissimo: emette il 50% della Co2 italiana (vedi QUI). Il carbone peggiorerà ancora questo poco inviabile primato]

"Tutti vorremmo vivere senza intaccare l’ambiente. Ma poi consumiamo ogni anno PIU’ elettricita’, piu’ acqua, piu’ benzina, piu’ carta, piu’ plastica, piu’ cibo eccetera."

[mal comune, mezzo gaudio, è questa la logica? Solo chiacchere a buon mercato, come sempre, e tanta voglia di nascondere le proprie responsabilità.]



2). Sandro Fontecedro, dipendente ENEL

"Il carbone è pulitissimo"
"Sarebbe molto più utile ragionare concretamente sulle garanzie per la salute e per l'ambiente, che le istituzioni e i cittadini hanno il diritto di avere"
[Tradotto: intanto beccatevi la centrale, e poi ne riparliamo. Chiedetelo ai brindisini (vedi il film-dossier sulla centrale di Brindisi) a cosa servono gli "osservatori ambientali": a niente! Ma vi pare? La stessa azienda che pur di lucrare col carbone ci distrugge, vuole mostrare di avere a cuore i nostri diritti! Un organismo di controllo serio e indipendente verrebbe subito messo a tacere, le sue segnalazioni verrebbero ignorate]



3). Carlo Rubbia, Premio Nobel per la Fisica

"...Si può sviluppare una vera alternativa tecnologica a tutto quello che c'è da bruciare, per giunta a costi non alti. Abbiamo una tremenda responsabilità verso le generazioni future e questo è un problema che non possiamo trascurare..."
"Intorno al 2030 il petrolio dovrebbe decadere ma indirettamente potrebbe andare avanti in maniera indefinita. Andiamo verso una società futura dominata dal carbone, il peggiore di tutti i materiali" (21/05/2007)

"Occorre puntare invece sulle rinnovabili, e soprattutto il solare, ma per fare questo ancora manca la volonta' politica [...] Non prendere posizione in modo convinto sarebbe un grave errore.'' (19/11/07)

Leggi l'illuminante l'intervista a Rubbia "Soltanto il Sole può darci energia" (Repubblica, 30/03/08) [ma in Italia le parole di un Premio Nobel per la fisica non hanno valore. Voi di chi vi fidate di più, di un Premio Nobel o di un dipendente Enel?]



4.) Giovanni Ghirga, del "Coord. Medici per l'Ambiente e la Salute"
''Che paese è dove non si effettuano controlli sugli operai, dove i valori dell'arsenico nell'aria intorno alle centrali Enel sono dieci volte superiori ai valori normali? Dove smaltiscono i quintali di fango che producono?''

''Gli impianti che bruciano "carbone pulito", olio combustibile e rifiuti non differenziati, producono, oltre alla diossina, le famigerate (eppure non considerate nella VIA) polveri ultrafini PM02 - PM2,5 (nanopolveri non filtrabili), responsabili dello stesso tipo di patologie neoplastiche che hanno colpito -ad esempio- i militari che hanno operato nelle zone dell'ex-Jugoslavia dove si è fatto uso di proiettili ad uranio impoverito; le stesse nanopolveri sono anche responsabili delle orrende malformazioni manifestatesi in neonati concepiti in zone esposte all'inquinamento di centrali a carbone (vedi il triste pluridocumentato esempio del Texas).''

"Un territorio già martoriato dalla vecchia centrale a olio combustibile, con incidenza di tumori molto più alta della media nazionale, che ha subito e continua a subire gli effetti della servitù energetica: veniamo nuovamente aggrediti da un altro mostro d'inquinamento come la centrale a carbone"

[Questi sono alcuni dei dati che Enel e il partito del carbone fanno finta di non conoscere. Si vedano anche gli studi del prof. Stefano Montanari sull'inquinamento da nanoparticelle.]



5). Gli operai impegnati nella costruzione della centrale
"Si al lavoro!" gridano. E hanno ragione.
Ma Enel li usa come carne da macello per i propri interessi, li raccoglie in pattuglie, paga loro la giornata e li spedisce a "manifestare" contro le popolazioni che subiscono l'impatto della centrale! E' così che, accanto a "Sì al lavoro", sui loro striscioni appare anche "Si al carbone pulito", "Carbone 10% pulito". Precari e ricattati, strumentalizzati. Niente di nuovo.

Proprio loro che subiscono un triplo danno da tutto questo: il danno alla città, il danno alla loro stessa salute, il danno ai loro stessi figli. Ma anche ai loro nipoti, alle loro famiglie, che come tutto il comprensorio patiscono le conseguenze sanitarie di questo ricatto. Tonnellate di veleni si accumluleranno nelle nostre terre, nell'acqua, nel mare, in noi. E negli operai.

Riportiamo stralcio di una testimonianza documentata (dichiarazione rilasciata da un operaio di TVN a Tarquinia, intervistato nel corso di una manifestazione nel gennaio 2008):
“Non so cosa siamo venuti a fare qui, ci hanno solo detto che due operai per ogni ditta dovevano andare a Tarquinia”.

Oggi gli operai impiegati sono circa 3000, a costruzione ultimata saranno circa 300/400.

La tragica morte dell'operaio Cozzolino, causata dalla gestione folle dei turni di lavoro nel cantiere Enel. "Mai visto cantiere più affollato" commentano molti operai.

A loro diciamo; Enel vi usa come carne da macello, vi ricatta e vi fa diventare strumenti di ricatto. TUTELA DELLA SALUTE E LAVORO. POSSIAMO, ANZI DOBBIAMO AVERE ENTRAMBI: L'INVESTIMENTO IN ENERGIA PULITA FORNISCE POSTI DI LAVORO ANCORA PIU' NUMEROSI, E GUARDA AL FUTURO. La rivoluzione è già in atto, e l'Italia sta perdendo l'ennesimo treno.




6.) Arpa Lazio VS. l'omertà di Marrazzo

Arpa dichiara che le autorizzazioni per la conversione a carbone di TVN sono state concesse sulla base di errori grossolani e omissioni.
Carenze e lacune che erano già state poste in evidenza dalla perizia disposta dal Tribunale e sulla base delle quali, già precedentemente, era stata avanzata richiesta di riapertura della Conferenza dei Servizi. (13/12/2007)

[Se il Presidente della Regione Marrazzo volesse, dopo questa dichiarazione dell'ARPA-Lazio, potrebbe fermare la centrale. Ma il Presidente ha ascoltato la popolazione fintantoché il nostro appoggio equivaleva a voti. Ha cavalcato il no, assieme a Gasbarra. Ora ci ha liquidati, e arriva a proporre di bruciare i rifiuti a TVN. Esempio di disonestà e cinismo.]



7.) UE, progetto Externe: il carbone ci costerà 500 milioni di euro

200 milioni di euro per assistere le persone destinate a morire per le emissioni della futura centrale a carbone di Civitavecchia. Il dato sconcertante viene da un software dell'Unione Europea liberamente utilizzabile via internet, sul sito istituzionale www.externe.info

Ipotizzando un periodo di funzionamento di 25 anni, ne risulta l'amaro conto di 200 milioni di euro che verranno spesi per accompagnare alla morte i futuri terminali, ma anche 100 milioni per chi sarà colpito da patologie meno gravi. Risulterebbero poi circa 500 milioni di euro che il popolo italiano dovrà pagare sotto forma di sanzioni, per il relativo sforamento del protocollo di Kyoto.

[Senza parlare dei danni a agricoltura, turismo e patrimonio archologico, questo è il guadagno che la centrale Enel ci promette.]



8.) Popolazione del comprensorio e patrimonio pubblico
"No al carbone"
"Si all'energia pulita, si al risparmio energetico, si al lavoro"
"La nostra economia è essenzialmente basata su turismo, ricchezze archeologiche e ambientali, agricoltura, porto: il nostro futuro è in tutto questo. Abbiamo già sopportato le conseguenze di decenni di servitù enrgetica, ora ci portano il carbone: è un insulto. La centrale distrugge più lavoro di quello che porta, senza contare il costo sanitario".

"Basta tumori, basta ricatti ed elemosine dall'Enel, no alle compensazioni che ci ridicolizzano". "I partiti ci hanno sempre traditi, i nostri rappresentanti politici, dopo averci appoggiato, si sono arresi e mercanteggiano con Enel per le compensazioni. Vendono un bene pubblico, la salute nostra e dei nostri figli".

"Dopo anni di mobilitazioni siamo ancora qui".
Vedi: Lo sciopero della fame dei cittadini Tarquiniesi
Dov'è la democrazia? Continueremo a batterci per i nostri diritti fondamentali.



9) L'esplosione degli investimenti in energie rinnovabili. E l'Italia perde l'ennesimo treno.

Mentre qui si parla di carbone pulito, i tempi cambiano.
  • Negli Usa il business delle “rinnovabili” è già iniziato. Mille miliardi di dollari e un boom di nuove industrie"
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=43&ID_articolo=831&ID_sezione=58&sezione=

  • Solare termodinamico in fermento negli USA
http://www.energoclub.it/doceboCms/news/10_314/243/Solare_termodinamico_in_fermento_negli_USA.html

  • Inghilterra: una sorta di moratoria alle centrali a carbone?
http://qualenergia.it/view.php?id=578&contenuto=Articolo

  • Il priemio Nobel C. Rubbia, intervista (Repubblica) "Né petrolio né carbone,soltanto il sole può darci energia" (che si conclude così: *[energia dal Sole] Se è così semplice, perché allora non si fa?* "Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com'è accaduto del resto per il computer vent'anni fa".)
http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/energie-pulite/rubbia-solare/rubbia-solare.html?ref=search

  • "un pannello solare dotato di un'efficienza dell'80% e capace di catturare l'energia solare anche di notte nel campo dell'infrarosso"
http://nuke.casaeclima.it/Default.aspx?tabid=234



***
Non si può non prendere posizione. I cittadini lo fanno da anni, ma i "rappresentanti" politici si sono arresi. Alcuni hanno cavalcato il no a scopi elettorali, altri per alzare la posta delle compensazioni da chiedere a Enel, altri ancora sono ammutoliti: siamo soli, ma resistiamo, e siamo tanti. Enel fa disinformazione grazie ai suoi tanti servitori, dichiara che la centrale è pulita, e ormai quasi terminata: una grossa balla.
Non cesseremo di diffondere la nostra voce, di batterci per il bene comune.






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14 febbraio 2008

I cittadini invocano la tutela del diritto alla salute

Pubblichiamo un articolo comparso su voceditalia.it (vedi qui)

Tarquinia (Viterbo), 14 feb. – In una breve lettera recapitata nei giorni scorsi al Presidente della sanità della Provincia di Viterbo Giuseppe Antonio Maria Aloisio, i cittadini di Tarquinia, uniti nel fronte “no coke” richiedono la presenza del Presidente in qualità di esperto presso il Consiglio comunale che si terrà oggi pomeriggio alle 15 sulla questione della conversione a carbone della discarica di Civitavecchia.
Questa è stata predisposta dal Consiglio provinciale di Viterbo intorno alla metà di gennaio, quando il fronte no-coke, già protagonista di un lungo sciopero della fame, senza esito, chiese al comune di far proprio il documento che, votato all’unanimità, predisponeva il via ai lavori.
Il documento della Provincia censurava in toto la logica delle compensazioni alla salute umana, invitando quindi i comuni e gli enti locali del territorio (ASL in primis) a rifiutare proposte compensative in denaro, beni o servizi, da parte del soggetto produttore dell’inquinamento.

I cittadini di Tarquinia ora chiedono solo che il loro diritto alla salute, insieme alla tutela del territorio, sia rispettato. Certo questo non può avvenire con l’utilizzo del peggior combustibile fossile, il carbone, che non assicura la salute degli abitanti della zona, deturpando altresì l’ambiente in un’area famosa per il paesaggio e che vive di agricoltura e turismo.

Per queste ragioni vengono richieste ad Aloisi: l’istituzione di un registro dei tumori, l’avvio dello studio sulla mortalità ospedaliera a livello regionale, non solo comunale, e lo screening a campioni sull’arsenicosi cronica.
A tutto ciò il fronte vuole evitare anche il rischio di speculazioni, che è sempre dietro l’angolo: i cittadini, infatti,non solo si devono difendere da chi li inquina ed ammala ma anche da chi li inganna.

Regna l’indignazione: come è possibile che chi emette inquinanti che causano malattie e morte poi "regali" le attrezzature sanitarie per provare a rimediare?
I consiglieri comunali di Alleanza nazionale, Forza Italia e lista Giulivi, hanno fatto richiesta di convocazione, lunedì, di un consiglio comunale aperto per discutere sulla riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord, in risposta alle continue preoccupazioni della società civile.
“Dobbiamo, tutti insieme, affrontare questa battaglia per la legalità, la salute dei cittadini e lo sviluppo del nostro territorio.”
Il fronte no-coke non si vuole sentire più solo; e, come si dice, l’unione fa la forza.

Andrea Morelli

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13 febbraio 2008

neobarbarie

I N C R E D I B I L E



Ecco perché e come si costruiscono gli inceneritori.
Queste sono le tutele, queste le procedure, questa la politica.
La bocca resta aperta, e non sa più chiudersi.

Diffondete!


se qualcuno se la sente di commentare...
IL BLOG DI STEFANO MONTANARI - mercoledì 13 febbraio 2008

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12 febbraio 2008

merc 13 febbraio 2008, manifestazione a Roma

COMUNICATO STAMPA

Abbiamo sempre più l’impressione di essere trattati come sudditi invece che come cittadini:

sempre più amministrazioni pretendono di progettare grandi opere e grandi impianti che avvelenano l’ambiente con l’immissione di sostanze altamente tossiche, persistenti, cancerogene e mutagene, senza tenere in alcun conto il principio di precauzione.

Beni e risorse essenziali per la vita come l’aria, l’acqua, la terra sono consumate e distrutte senza ritegno, mettendo a rischio non solo la salute dei cittadini e delle generazioni a venire, ma la possibilità stessa della vita su questo pianeta.

Di fatto noi elettori veniamo esclusi da una democrazia partecipativa, che viene enunciata solo a parole: le richieste e le proposte dei cittadini si scontrano con un muro di gomma da parte delle istituzioni e non è possibile in questo modo trovare, ai problemi, soluzioni alternative, realistiche e condivise, che sono sempre possibili.

Proprio questa sordità verso i diritti più elementari dei cittadini ha portato ad un fiorire di comitati in ogni parte del Paese che non hanno come scopo la difesa di interessi di parte ma rivendicano unicamente il diritto alla salute, come sancito dall’art. 32 della Costituzione, diritto che si può realizzare solo se coniugato al rispetto per l’ ambiente.

La Salute dell’ambiente e la Salute dell’uomo sono infatti indissolubilmente legate: il prezzo che stiamo pagando in termini di malattie cronico-degenerative e che soprattutto pagheranno i nostri figli è già troppo alto!

In difesa dell’ambiente, della salute e dei diritti dei cittadini ci troviamo a ROMA, davanti al Parlamento (Montecitorio) il 13 febbraio 2008 ore 12.45 ed una delegazione sarà ricevuta dal Presidente della Camera

per fare capire ai parlamentari presenti e futuri che se questi valori non saranno concretamente rispettati, noi li LICENZIEREMO!

Abbiamo bisogno di aria nuova, di gente nuova, che difenda i BENI COMUNI e faccia finalmente il BENE DI TUTTI

Riteniamo che la classe politica abbia di fatto, perduto il vero senso del dovere, il vero senso del sacrificio ed il vero senso della responsabilità, dimenticandosi di avere l’obbligo, in quanto da noi eletti, di agire per il bene comune!

Con noi ci saranno in prima fila Padre ALEX ZANOTELLI ed i Medici che si battono per la PREVENZIONE PRIMARIA

VOGLIAMO DIFENDERE LA SALUTE NOSTRA, DEI NOSTRI FIGLI E DI CHI VERRA’ DOPO DI NOI, VOGLIAMO PRESERVARE IL NOSTRO AMBIENTE, CHE CI E’ STATO AFFIDATO AFFINCHE’ LO CUSTODISSIMO E NON PERCHE’ LO DISTRUGGESSIMO!

Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia - Padre Alex Zanotelli - Coordinamento Medici dell’Alto Lazio per l’Ambiente e la Salute -Coordinamento dei Comitati di Cittadini dell’Alto Lazio contro il carbone - Comitato Medici Senza Inceneritore Ivrea - Comitato pro Ambiente Modugno (BA) - Comitato PALO pro Ambiente (BA) - Coordinamento Comitati e Associazioni Ambientaliste Grosseto - Comitato Difesa Lago d’Idro e Fiume Chiese - Decontaminazione Sicilia -I Grilli dell’Etna - I Grilli Megaresi - I Grilli Aretusei - Gruppo Meet Up Amici di Beppe Grillo di Brescia – Associazione Ricomincio da Grillo - Coordinamento Dei Comitati Di Difesa Delle Valli Del Metauro, Cesano e Candigliano (PU)- Associazione Grilli Treviso – Associazione ALISEI, Silea –Comitati Riuniti Rifiuti Zero di Treviso e Venezia - Meet Up Amici di Beppe Grillo di Taranto - Comitato Ferrara Città Sostenibile - Rete Jonica per l’Ambiente - Meet Up Amici di Beppe Grillo di Roma - La Mia Italia – Comitato promotore dell’Università popolare della Salute – Tavolo delle Associazioni di Forlì - Amici di Beppe Grillo Jesi – Taranto Futura - Meet Up Amici di Beppe Grillo di Civitanova Marche -- Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia- Comitato Ambientale di Casale (PO) - Comitato Emissioni Zero Val di Susa - Ass.ne Il Riccio (Castrovillari) - Calabrialibre - Rete per la Calabria- Grilli Altoparlanti - Amici Beppe Grillo Milano – Comitato Cittadinanza Attiva Ambiente e Legalità (PG-PR-TR-SA-NA) –Movimento per il bene comune (Grosseto)

Con l’adesione della Pastorale del Creato –Diocesi di Brescia-

Brescia 5 febbraio 2008

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Rubrica post-terrific: Berlusconi - Saccà, intercettazioni, maggioranza in Senato.

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La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici dice "NO" ai "termovalorizzatori"

Riceviamo e pubblichiamo:

E' appena uscito un'importante documento della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, che rappresenta tutti i medici italiani, sul tema della gestione dei rifiuti, con riferimento all'emergenza campana, ma non solo (in http://portale.fnomceo.it/Jcmsfnomceo/cmsfile/attach_6121.pdf ).

Il documento ribadisce la necessità di rispettare quanto prevede la normativa europea, quale buona pratica nella gestione dei rifiuti, che prescrive, preliminarmente, la riduzione, il recupero, il riciclo ed il riuso, auspicando, fin da subito, iniziative per far partire la raccolta differenziata, e riconoscendo come "l'emergenza rifiuti in Campania sia anche nata e sviluppata su strategie in evidente contrasto con tale buona pratica".

Il documento inoltre:

  • sollecita tutti i medici italiani "a ricercare e segnalare ogni possibile connessione " tra malattie e rischi ambientali;

  • richiede il potenziamento quantitativo e qualitativo dei controlli ambientali, ed anche l'incremento dei soggetti pubblici abilitati a questi controlli;

  • ritiene indispensabile per i soggetti preposti alla sorveglianza, oltre alla autorevolezza tecnica e scientifica, la "garanzia di terzietà" e l'obbligo di rendicontazione alla cittadinanza;

  • sollecita un piano straordinario di bonifica delle discariche illegali e la messa a norme di quelle esistenti;

  • sollecita anche la realizzazione di nuove discariche finalmente progettate, realizzate e gestite secondo quanto previsto dalla normativa, in modo tale da poter minimizzare ogni rischio per la salute;

  • propone che tutte le scelte gestionali, in materia di rifiuti, ma anche le altre che comunque hanno riflessi sulla salute, siano oggetto di una regolamentazione omogenea"livelli omogenei di regolamentazione" - anche per ottenere un accesso meno squilibrato ai finanziamenti ed alle facilitazioni finanziarie (CIP 6 e simili);

  • ritiene specificatamente, per quanto riguarda gli impianti di incenerimento, oltre al preliminare rispetto delle buone pratiche di gestione dei rifiuti (dalla riduzione al riuso), alla necessità di un costante miglioramento tecnologico e di un adeguato ed efficace monitoraggio, che questi impianti " vanno inseriti in una politica più generale di incentivazione con altre metodiche di smaltimento efficace dei rifiuti che oggi, rispetto all'incenerimento, appaiono svantaggiate per il minor interesse del mercato

L'importanza di questo documento risulta evidente, specie se si confronta questo testo con quanto viene detto e scritto dalle fonti più svariate, che propongono, in modo monomaniacale, in ogni parte del nostro Paese, soluzioni miracolistiche uniche ed omnicomprensive, come la "termovalorizzazione".

Si ricorda infine che questa presa di posizione unanime, a livello nazionale, segue la richiesta di moratoria per gli impianti di incenerimento degli Ordini dei medici dell'Emilia Romagna che aveva sollevato diverse polemiche anche a livello governativo.

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