No al carbone Alto Lazio

22 aprile 2008

Libera Informazione in Libero stato: V2-Day

Aderiamo e invitiamo a firmare le proposte di Beppe Grillo. Anche a Civitavecchia sarà possibile firmare presso il Viale Garibaldi, dalle ore 18,00 alle 23,00.

"Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato "crede" di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l'eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset."
Beppe Grillo

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USA: megainvestimenti nel solare.


" [In California]...nel deserto del Mojave saranno installati impianti per 3 GW nei prossimi 5-8 anni ed è stata avanza richiesta al Bureau of Land Management il diritto di passaggio per 150.000 ettari dove poter installare 34 grandi impianti solari termodinamici per un totale di 24 GW.

Sono tutti segnali molti chiari di dove investire. Se ne accorgeranno anche le aziende italiane?
Il prof. Rubbia dovrebbe organizzare un giro guidato in America e in Spagna per i nostri investitori." Fonte: Energoclub.it

Fantascienza? No. Accade mentre noi lottiamo contro la costruzione di centrali a carbone, fabbriche di morte.


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21 aprile 2008

22 Aprile, EARTH DAY: Stop al carbone per un'economia più verde, subito




Domani, 22 aprile, in tutto il mondo scatta l'EARTH-DAY, il "giorno della Terra". Una giornata dedicata allo sviluppo sostenibile, in cui si chiederà ai rappresentanti politici di lavorare perché vengano messe in atto strategie al fine di ridurre nel minor tempo possibile l'impatto delle attività inquinanti dell'uomo, che stanno compromettendo in modo irreversibile il nostro stesso ambiente di vita.

Tra le richieste che si leggono sul manifesto dell'Earth-Day, leggiamo:
  • Stop alla costruzione di nuovi impianti di produzione energetica a carbone
  • Più energia rinnovabile subito
  • Tecnologie per l'edilizia sostenibile
  • Più eguagliaza sociale: la ridefinizione in senso sostenibile dell'economia deve essere un'occasione per maggiore uguaglianza sociale.
E in Italia?

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"Centrale a carbone di Civitavecchia: chi berrà il vino al carbone?"


Riceviamo e pubblichiamo:


Mia madre abita in uno dei comuni più belli d'Italia, Tarquinia. Città ricca di storia, sita a pochi metri dal mare e nella quale l'agricoltura fornisce prodotti di rara qualità. Uno di essi, il vino Tarquinia, coltivato lungo la fascia costiera, è tra i sei DOC del Viterbese presenti all'importante manifestazione internazionale Vinitaly che si svolge nella città di Verona.

Purtroppo questo vino è in pericolo, insieme agli altri prodotti agricoli della zona.

Chi vorrà acquistarli dopo che sarà attivata la centrale a carbone di Civitavecchia ?

Come insegna la tragedia che si è già consumata nei dintorni della città di Brindisi nella quale sorge una analoga centrale, bruciare carbone per creare energia non solo è criminale per le inevitabili conseguenze sulla salute umana, ma è anche deleterio dal punto di vista economico: turismo e agricoltura non sono assolutamente compatibili con questo combustibile fossile.

Non solo il carbone emette radioattività, ma la sua combustione produce nanoparticelle che producono danni irreparabili alla salute umana. Oltretutto, queste nanopaticelle sono eterne, ovvero, una volta immesse nell'ambiente non c'è modo di liberarsene (http://www.nanodiagnostics.it http://dipna.eu ).

Poiché la nocività della combustione del carbone è una realtà scientifica innegabile, è a mio parere, in malafede, chi difende questa tecnologia obsoleta come propellente per l'economia o come unica risorsa per la produzione energetica.

Perché l'isola di Ventotene, grazie ad un progetto della Regione Lazio, "potrà soddisfare le sue necessità energetiche usando soltanto energia pulita, prodotta in loco", come si apprende dalle pagine del Venerdì di Repubblica, mentre Tarquinia e le altre città limitrofe alla Centrale a carbone di Torre Valdanica Nord sono destinate al collasso economico e ambientale ?

E' dovere di noi cittadini combattere affinché ciò non accada, affinché anche i nostri figli possano vivere in un ambiente non contaminato dalle letali nanoparticelle e affinché possano anche loro, in futuro, gustare prodotti unici come il vino Tarquinia.

Elena Maria Scopelliti

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Alcune lettere al servitore di Sua Emissione Enel

Pubblichiamo alcuni comunicati -provenienti da vari soggetti civili e politici- in risposta all'intervento di uno dei piccoli (s'intende in senso morale) fomentatori di folle dell'Enel, A. Benedetti, che da anni si distingue nel suo caparbio impegno per aizzare a suon di menzogne i precari operai contro la popolazione del comprensorio. Mamma Enel ringrazia, e pensa al momento in cui, terminati i lavori del cantiere, gli operai torneranno a casa, lasciando uno speciale presente per la popolazione del nostro comprensorio, oltre che per il pianeta tutto.

Una lettera di mario Dei Giudici,
coordinatore dei Verdi di Civitavecchia.

Egregio Direttore di "Maremma-Oggi",
la "lettera aperta" pubblicata nella vs. edizione del 19 aprile riferisce una reazione un po' scomposta del sig. Adalberto Benedetti nei confronti del capogruppo dei Verdi Sandro Manuedda e suscita considerazioni un po' tristi sulla controversa questione del carbone e dei soldi che Enel verserà al Comune di Civitavecchia e forse ai Comuni limitrofi.
Manuedda ha espresso senza fronzoli una sensazione condivisa da migliaia di cittadini di tutto l'Alto Lazio: “I soldi vomitati dall’Enel sono un’elemosina elargita per comprare il silenzio e, di più, il turpe consenso del “Comune-servo” sulle malattie e le morti che la centrale di Torrevaldaliga Nord causerà per i prossimi decenni alla popolazione di Civitavecchia e dell’Alto Lazio”.
È la semplice verità. Il fatto stesso che Enel sborsi tanti quattrini al Comune di Civitavecchia è una prova del danno consapevolmente compiuto. Quei soldi possono far felice un Sindaco con il pelo sullo stomaco che a Civitavecchia è probabilmente solo di passaggio e che non ha figli per i quali preoccuparsi. Ma è chiaro che Enel stessa, mentre tira su un altro pericoloso mostro nel nostro territorio e annuncia il "carbone pulito”, prova a “comprare” il silenzio sulla propria bugia. A giudicare dai fatti, ci riesce abbastanza.

In ogni modo, perché mai il signor Benedetti si agita tanto ad ogni stormir di fronda? Gli bastano le parole di un Consigliere comunale per dichiarare il pericolo di morte dell’occupazione locale? Stia tranquillo, se Enel gli ha detto che la centrale si accenderà non c’è ragione di agitarsi. E lui beneficerà insieme ai suoi figli e/o nipoti delle grandi opportunità occupazionali create della nuova centrale. Due-trecento posti all’Enel ci saranno ancora per almeno trent’anni, né occorre mobilitare gente, comitati del SI, cortei di lavoratori e simili per la difesa dell’occupazione. Per fare una centrale, in questa città, basta molto meno.

Piaccia o no ai fautori del carbone, resta però in piedi la dirimente questione se la centrale a carbone sia o no pericolosa per la salute, per l'ambiente, per la stessa economia, specialmente agricolo-turistica. Ci vorrebbe "un giudice a Berlino". Ma quella del giudice è stata una triste vicenda, forse poco nota ai più. Quando, al termine di un lungo processo civile, si era a un passo dalla sentenza al tribunale di Civitavecchia, Enel ha mosso i suoi "pedoni" ed ha fatto in modo che il Governo Berlusconi avocasse la causa al Tar. Orbene, tutti sanno che il Tar tratta materia amministrativa, non certo i diritti costituzionali. Insomma, in questa materia il giudice se lo è scelto Enel.
Risultato: i cittadini non si fidano ancora. Anche perché i loro dubbi sono scritti non soltanto nella "perizia giurata" prodotta appunto dalla Commissione di Esperti nominati dal tribunale di Civitavecchia, ma anche nelle carte di due ministeri, di una trentina di Istituzioni locali, della stessa Agenzia regionale dell’ambiente e in mille conclusioni di Commissioni medico-scientifiche a livello internazionale. Chiudono le centrali a carbone in Germania, una ad una, dove aprono ben altre strutture energetiche (con ricadute occupazionali enormi!). Negli USA si stracciano a decine i progetti di centrali a carbone, perfino quelle destinate ai deserti, che là non mancano. A Civitavecchia no, va benissimo una megacentrale a carbone “sporco” perché così piovono sulla città trenta denari.
Per favore, si ritrovi un po' di dignità! Quello che si scrive contro i cittadini che, a mani nude, resistono dopo anni di lotta somiglia molto alle accuse infamanti che sotto l’impero austriaco scribacchini tedeschi lanciavano addosso ai patrioti italiani. Ma la storia, ieri come oggi, talvolta ha sviluppi diversi dai nostri desideri e progredisce anche nostro malgrado. Libertà e democrazia sono moneta d’oro, non di argilla: resistono nel tempo, che è galantuomo…

Mario Dei Giudici , 21 aprile 2008


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"Nè fascisti né comunisti, solo ecologisti"
Gabriele Pedrini - Segretario Federale Fiamma Tricolore


Le elezioni sono finite, finita è la corsa sfrenata per una poltrona o un incarico politico, ma non credano né i vinti né i vincitori che, chi si è battuto o continua a battersi contro il polo energetico di questo sfortunato paese, abbia in qualche modo abbassato la guardia.
Non vogliamo cadere nella trappola carbone si o carbone no, diciamo come da sempre, che niente e nessuno ci può o potrà far scegliere, in funzione del combustibile bruciato dalle centrali ENEL, di quale patologia ci dovremmo ammalare.
La nostra città ha dato tanto, sia in termini economici che ambientali, è ora di dire basta, basta sentire i soliti soloni che vogliono farci credere che il carbone o il policombustibile fa più o meno male dell’altro, ecco perché non si può lottare solo contro il carbone, rimarrebbe sempre il petrolio: il no deve essere tassativamente all’ente elettrico a Civitavecchia.
E i tanti servi dell’ENEL che hanno tradito il popolo di Civitavecchia, che si sono fatti campagne elettorali contro il carbone e che se ne sono fregati, della nostra città, una volta seduti davanti alla mangiatoia politica: ora, fuori dalle mura delle istituzioni, vorrebbero ritornare a riprenderci in giro?
Che vengano, siamo pronti a cacciarli, la Nemesi storica non perdona, come non perdonano chi non vuole che questa città diventi il lazzaretto d’Italia.
Quali accuse ci possono fare, forse di non tener conto dei lavoratori del settore, falso: che sappiano tutti i lavoratori che appena la centrale andrà a carbone verranno licenziati 4800 operai.
Ci accuseranno di essere fascisti o comunisti, che ci importa del colore o della tessera di partito, o squadra calcistica, siamo soltanto civitavecchiesi che si battono per tutti, anche per chi ancora non capisce: l’ecologia non ha tessere né colore politico è di tutti, è universale.


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Movimento nocoke Civitavecchia

"E' d'ufficio l'intervento che il movimento nocoke dedica al cosiddetto portavoce dei lavoratori del cantiere enel, d'ufficio perché non motivata tanto da passione, quella si riserva ad antagonisti che la meritano, quanto da pena per il servilismo che traspare dalla risposta, quella si incivile e scomposta, che il signor Benedetti manda al consigliere comunale Sandro Manuedda.
Visto che si parla di libero voto che consegnò la città a Moscherini, ricordiamo al sig. Benedetti che intanto dopo la scellerata amministrazione De Sio, ci fu un'altra indicazione di voto, miseramente finita dopo diverse pugnalate inferte da chi ora gravita intorno all'attuale Sindaco, ma soprattutto Civitavecchia seppe esprimere con un voto VERO la propria contrarietà al progetto carbone: migliaia di civitavecchiesi si recarono a votare ad un referendum pur sapendo che anch'esso sarebbe stato ignorato.
Questo ha un valore inestimabile perché portò alle urne persone da destra a sinistra mosse non da cene elettorali o promesse di posti di lavoro per i figli, ma dall'amore per i propri figli, per non vederli morire a causa di scelte di pochi pagate fior di quattrini.
Il sig. benedetti dice "Tutti hanno capito che dire No al carbone, No al nucleare, No al turbogas, No ai rigassificatori, No alla Tav, No a nuovi aereoporti e strade e ferrovie e case e parcheggi vuol dire semplicemente dire No al lavoro, No al progresso, No al benessere.", perché, a Civitavecchia non si poteva parlare d'altro? Di porto, di terme, di turismo, forse con un po' di sforzo si sarebbero raggiunte le stesse (pochine a dir il vero) unità lavorative.
Sul suo sproloquio in merito a falce e martello non replichiamo per due motivi, primo perché sono inutile le puerili strumentalizzazioni su chi si batte per la salute di tutti: il movimento nocoke non è comunista né fascista, è di tutti come dovrebbe essere una buona amministrazione; secondo chi comunista lo è, e ancora porta nel petto falce e martello, lo fa con orgoglio e con orgoglio rivendica propri ideali e diritti e tutele per tutti, pertanto non crediamo debba essere difeso da noi dagli attacchi di chi i propri ideali e valori li mette in vendita per strada al miglior offerente !"



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17 aprile 2008

18 aprile, ore 18,00 - Aula Pucci (Comune), Civitavecchia. "Vivere all’ombra di una centrale a carbone"


PERCHE’ LA STORIA NON SI RIPETA
Proiezione del film dossier:
"Vivere all’ombra di una CENTRALE A CARBONE"

Girato da alcuni cittadini dell’Alto Lazio
recatisi a Brindisi per conoscere da vicino gli effetti
dell’inquinamento da carbone sul territorio ed
ascoltare le testimonianze di chi da anni ne
subisce le conseguenze.

"Non potevamo certo sapere la rabbia, mista a dolore ed
incredulità, che avremmo trovato negli occhi degli agricoltori
...Né il grido di dolore delle madri che ci hanno
incitato a lottare e non mollare per difendere il futuro dei
nostri figli.
...E non potevamo sapere che
il monito unanime lanciatoci da amministratori, medici,
oncologi, semplici cittadini fosse uno solo:
fermate la centrale
."

Vi aspettiamo
VENERDI'

18 aprile 2008, ore 18.00
Civitavecchia, Aula Pucci

Movimento No Coke Alto Lazio,
Coordinamento dei Comitati contro il Carbone Civitavecchia

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"ACCORDO MOSCHERINI-ENEL: SVENDITA DI UNA CITTÀ IN PUTREFAZIONE"

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato del Consigliere Comunale Alessandro Manuedda, Gruppo Verdi - Civitavecchia

Con ridicolo tempismo, passata la sbornia elettorale, Moscherini e l’Enel annunciano alla città e al mondo il risultato della loro vergognosa trattativa privata sulla centrale a carbone sporco di Torrevaldaliga Nord.
Altri 50 milioni si vanno ad aggiungere ai 37 già iniettati, a partire dal 2003, nella vene ostruite di una città prima moribonda e ora in putrefazione.
Si arriva quasi a 90 milioni. Qualcuno potrebbe pensare ad una cifra considerevole. Penso che, in realtà, sia una cifra insignificante; anzi ritengo estremamente offensivo pensare in termini di cifre, a meno che non si voglia credere che Giuda con i fatidici trenta denari avesse fatto, tutto sommato, un buon affare.
Allo stesso tempo sono incredibilmente troppi per chi vuole nasconderli dietro la foglia di fico dei disagi creati alla città dalla presenza del megacantiere della vergogna e della morte, intesa nel senso figurato della dignità del lavoro e letterale dei lavoratori.
Tutti sanno che i soldi vomitati dall’Enel sono un’elemosina elargita per comprare il silenzio e, di più, il turpe consenso del “Comune-servo” sulle malattie e le morti che la centrale di Torrevaldaliga Nord causerà per i prossimi decenni alla popolazione di Civitavecchia e dell’Alto Lazio. Tutti lo sanno, anche a livello istituzionale, ma nessuno lo dice, perché sanno anche che la compensazione economica per l’installazione delle centrali è, naturalmente, vietata dalla legge. La disgustosa legge Marzano n. 239 del 2004 ha sì reintrodotto questa pratica offensiva della dignità umana, ma in forme e tempi che non coincidono con il caso di Civitavecchia.
Con l’accordo Moscherini-Enel abbiamo assistito all’ennesima svendita di una città in putrefazione e dei suoi abitanti ormai socialmente defunti, o meglio assassinati. È stato definitivamente sancito per Civitavecchia lo status di feudo Enel.
Un Comune che lega indissolubilmente la propria esistenza alle elargizioni di un padrone che riversa ogni anno migliaia di tonnellate di inquinanti nell’aria che i sudditi sono costretti a respirare, non può avere e, infatti, non ha alcuna autonomia nel rapporto con la sorgente di morte.
L’opera di insabbiamento e la vergognosa assenza del Comune di Civitavecchia alla conferenza dei servizi tenutasi un mese fa al Ministero dello Sviluppo Economico in merito al riesame dell’autorizzazione unica di TVN, sono solo l’ultima testimonianza dell’ignobile servitù nella quale è inchiodata Civitaenel.

Mi rivolgerò alla Procura della Repubblica per sapere se nel travaso di milioni di euro da una SpA ad un Ente locale che non trova presupposti di legge né motivazioni pratiche al di fuori della compravendita della salute dei cittadini in cambio del silenzio, ci siano estremi di reato.

Per il mio disprezzo non ho bisogno di una sentenza.

Il Capogruppo
Alessandro Manuedda

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15 aprile 2008

OT - Due Italie (speriamo?)

Berlusconi III

Qualche commento dopo l'esito delle elezioni.

L'Italia non era sazia. L'Italia? 13 milioni di elettori. Il sospetto è che di fatto esistano due Italie, sempre più distanti ad ogni istante che passa. Da un punto di vista quantitativo, distanti quasi quanto i lontani cugini yankees Alabama e New York.
All'estero, in queste ore, la stampa esprime sconcerto, sbigottimento, incredulità, sarcasmo sull'esito delle nostre elezioni 2008. E si interrogano sulle cause che possono trovarsi alla base di una simile anomalia. Leggi in proposito l'articolo del confindustriale Sole24ore.it
L'Italia, almeno una delle due, vive con la testa fuori dall'Europa; stupisce la cristallizzazione, la fedeltà nonostante tutto della quota maggioritaria dell'elettorato del centrodestra italiano: telepersuaso, ignorante, cattolico.
All'opposto, se cos' si può dire, accade qualcosa di davvero interessante: Sinistra Arcobaleno suicidata/vampirizzata? Evidentemente s'era resa inutile e anacronistica, nel ruolo che s'è ritagliata negli ultimi anni. E se per anni si fa politica "uniti contro", è ovvio essere svuotati in favore di Veltroni, se questo è l'unica (apparente?) alternativa a Berlusconi, in termini di possibilità di governo. Era una sinistra spaesata, lenta, che vedeva uno dei pochi motivi di novità nell'esplicito apparentamento coi verdi.

Intanto W interviene sui commenti di SuaEmittenza all'indomani del voto: a quanto pare sente «forte esigenza di una grande offensiva culturale. Troppo a lungo abbiamo accettato passivamente che ci fosse uno spirito del tempo a cui adeguarsi. Dobbiamo sferrare una grande offensiva culturale intorno al tema dei valori». Accidenti! Serviva la discesa di Berlusconi 3, perché qualcuno accendesse il cervello. Vedremo. Per ora non mi pare molto credibile.

Stefano Montanari e "Per il bene comune": 119.420 consensi. Avanti tutta ora, il percorso è solo all'inizio. Per qualche italiano poter esprimere un voto a favore di PBC ha rappresentato la prima volta senza naso turato: in piena condivisione di programma e approccio alla politica.

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13 aprile 2008

Civitavecchiesi nuovamente mobilitati per la tutela del diritto alla salute


Invitiamo i cittadini civitavecchiesi alla lettura dell'articolo
"Antenne: i Comitati si uniscono per chiedere tutele"
su www.centumcellae.it, VEDI QUI

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12 aprile 2008

Sul "voto utile"

VEDI:
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per il bene comune
IL BLOG DI STEFANO MONTANARI - venerdì 11 aprile 2008
© IL BLOG DI STEFANO MONTANARI

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(quanto segue NON è da considerarsi rappresentativo del Movimento Nocoke, ma è espresso a titolo personale dal redattore del Blog)

L'espressione "voto utile" non può essere utilizzata solo in relazione alla spendibilità del proprio voto per determinare direttamente la formazione di un governo.
Un dibattito politico dovrebbe essere fondato su proposte chiare, centrato sulla discussione dei problemi e delle sfide di maggior rilevanza. L'opposto di quanto è avvenuto in questa campagna-farsa, dove si è fatto di tutto perché la scelta dei cittadini fosse incanalata in sensi obbligati davvero poco alternativi tra loro: V o B. Davvero l'unico voto utile è quello dato ai due sconci gemellini?
Non lasciamoci infarcire la testa di sciocchezze.

Esiste la possibilità di utilizzare il proprio voto come investimento lungimirante, per far sì che venga introdotta in parlamento una forza portatrice di quelle idee che si vogliono sostenere. Ovvio che una decisione simile trova senso contestualizzata in date circostanze, e cioè io credo che in questo momento votare V o B destìni il Paese a una sorte non tanto diversa, e significa affidarsi a chi finora ha tradito in modo quasi sistematico la fiducia e le aspettative degli elettori.

Secondo questa prospettiva un voto utile può essere indirizzato verso la Lista "Per il bene comune": il suo programma è semplice, chiaro e pragmatico, oltre che del tutto condivisibile per chi scrive. In esso non si trova distanza tra i princìpi ispiratori e i propositi di azione (trasparenti).

I dubbi restano, certo.

Sul blog di Beppe Grillo nel giorno 10 aprile è apparso un post intitolato proprio così, "Il meno peggio" (vedi qui), che pur colmo di slogan facili e semplicismi, contiene anche alcune solide "verità": a forza di andare avanti col "meno peggio" l'Italia affonda.



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10 aprile 2008

Nuovo studio WWF: il sistema Emission Trading 2008-2012 favorisce il CARBONE


Distribuire gratuitamente le quote di CO2 al settore termoelettrico equivale ad incentivare le centrali a carbone.


Un nuovo rapporto di Point Carbon mette in luce come la distribuzione gratuita delle quote di CO2 agli operatori elettrici nel secondo periodo di Emission Trading 2008-2012, garantisce un rendita alle centrali termoelettriche, in soli cinque paesi dell'Unione, equivalente al Pil della Repubblica Ceca. La combustione di carbone nelle centrali termoelettriche da sola è responsabile di circa un miliardo di tonnellate di CO2 di emissioni annue, corrispondente al 20% delle emissioni europee, ed il suo contributo nel settore elettrico europeo sembra volere aumentare.
Un nuovo rapporto, commissionato dal Wwf, mette in luce come il sistema dell'Emission Trading di fatto permetta a questa fonte pesantemente inquinante di guadagnare miliardi di euro da un meccanismo in realtà creato per diminuire le emissioni.
Ci sono ad oggi progetti per 40 nuove centrali a carbone in Europa nei prossimi cinque anni. «Queste centrali se realizzate rimarranno operative per i prossimi 50 anni bloccando le nostre economie in scenari di emissioni insostenibili – fa notare Sanjeev Kumar, Emission Trading Scheme Coordinator per il Wwf –, oggi più che mai è fondamentale che il settore elettrico sia messo di fronte ai reali costi delle emissioni di CO2, anziché scaricarli sull'ambiente e sulla collettività» (SEGUE).

Vedi qui per l'articolo intero (vglobale.it)

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10 aprile, Allumiere (Rm): proiezione del documentario sulla centrale a carbone di Brindisi

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Comunicato:


Carbone, svegliamoci! E’ il titolo dell’incontro durante il quale i cittadini dell’alto Lazio, asserviti da più di 50 anni di servitù energetiche, sono invitati a vedere la verità raccontata in un film dossier sul carbone. Giovedì 10 Aprile ad Allumiere
.

Giovedì 10 Aprile alle 18.00, presso la SALA STEFANINI di Allumiere, verrà proiettato il documentario “verità” sul carbone, su come si vive vicino ad una centrale a carbone, quella di Brindisi. Il documentario è stato realizzato dalla produzione di Giovanni Leoni e organizzato dal movimento no coke Alto Lazio in collaborazione con il Comitato dei Cittadini Liberi. Il progetto iniziale del documentario era quello di portare a conoscenza di tutti quanto accaduto a Brindisi con la centrale a carbone e ciò che accade qui con l’inganno del “carbone pulito” di TVN. La similitudine con Brindisi è il filo conduttore del film, la storia infatti si ripete anche da noi. Brindisi prima della colonizzazione delle società elettriche era la zona agricola più generosa e famosa del Salento, nota per le colture mediterranee come carciofi, finocchi e meloni. Cosa è accaduto è evidente: nessuna istituzione si è occupata di verificare i danni che avrebbe procurato la combustione del carbone, delle ricadute sulla salute umana e sull’ambiente. Semplicemente la verità, raccontata da cittadini, da agricoltori derubati del proprio territorio, del proprio lavoro, per i profitti delle lobby che producono energia per venderla all’estero. Le testimonianze più forti, contenute nel racconto, sono a cura di medici ed oncologi dell’area Brindisina e del Presidente della Provincia di Brindisi che dà letteralmente lezioni di politica onesta agli amministratori del nostro comprensorio. Il messaggio finale che danno tutte le testimonianze è unanime “non fatela accendere, la centrale a carbone”, qui a Brindisi potete vedere le lacrime del popolo e della terra, fermatela, prima che sia troppo tardi”. Il documentario prossimamente verrà proposto anche a Civitavecchia, sollecitando alla visione il sindaco Moscherini, così affaccendato a firmare convenzioni con l’ente elettrico. Nell’Alto Lazio, si ripete la storia di Brindisi: sono tanti i sindaci che sono stati addomesticati dalle compensazioni e dai famigerati tavoli dello sviluppo, dopo Civitavecchia anche Tarquinia ed Allumiere, per non parlare poi di Montalto di Castro, tutti sindaci di città condannate alla povertà e alle alte percentuali di morte per tumore. Nel film ci sono molti messaggi per i nostri sindaci, quelli che per miopia bilaterale non vedono i danni irreversibili che procura la combustione del carbone su un territorio meraviglioso come il nostro, generoso di agricoltura e di risorse naturali.

La proiezione del film sarà introdotta dal Dott. Mauro Mocci, medico di base di Allumiere e portavoce dei medici del comprensorio, impegnati da sempre in difesa della salute e contro la riconversione a carbone di TVN.

Movimento no-coke Alto Lazio

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9 aprile 2008

Fotovoltaico anche di notte con le nanoantenne



"Ricercatori americani hanno sviluppato un pannello solare dotato di un'efficienza dell'80% e capace di catturare l'energia solare anche di notte nel campo dell'infrarosso. Il segreto sta in milioni di micro-antenne più sottili di un capello umano"

Vedi qui per l'articolo intero
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inoltre:

APPROVATO IL “CONTO ENERGIA” PER IL TERMODINAMICO
L'Italia prende esempio dalla Spagna. Finalmente è incentivata la produzione di energia elettrica da impianti solari termodinamici, un progetto a suo tempo ideato da Carlo Rubbia e successivamente “incubato” nella penisola Iberica in attesa di una legge ad hoc. L'incentivo va dai 0,22 ai 0,28 euro per kWh prodotto, a seconda della percentuale di frazione solare, ed è concesso anche nel caso di impianti ibridi

Vedi qui per l'articolo intero

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infine, direttamente dal...Presente!

ILLUMINARE CON LA FORZA DI GRAVITÀ
Realizzata, da un designer americano, una lampada da interni dotata di led che si auto-produce l'energia necessaria per illuminare grazie al moto oscillatorio di un peso. E può durare oltre 200 anni

Vedi qui per l'articolo intero

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Greenpeace invita all'azione

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Comunicato stampa Greenpeace

Non lasciamo che Francia e Germania facciano uno “sporco accordo” sulle emissioni di CO2 delle auto! Non svendete il clima!

Germania e Francia stanno concludendo a porte chiuse uno “sporco accordo” sulle emissioni di CO2 delle auto. I due Paesi stanno cercando di indebolire la legislazione europea per permettere alle proprie industrie automobilistiche di sottrarsi agli impegni per proteggere il clima.

Petizione al Presidente del Consiglio Europeo Janez Jansa
Chiediamo al Consiglio Europeo di prendere posizione contro il tentativo di Germania e Francia di indebolire la decisione dell’Ue di ridurre le emissioni di CO2 delle auto. Sulla protezione del clima, l’Unione Europea deve passare dalle parole ai fatti. Difendi l’obiettivo di 120gCO2 per km al 2012, accompagnato da forti multe per chi non lo rispetta, e di 80 gCO2 per km al 2020.
Non lasciare che Germania e Francia vadano avanti con questo “sporco accordo”

Fai CLIC QUI per firmare la petizione

Ricordiamo che sulla colonna destra di questo blog, scorrendo in basso la pagina, è visibile un riquadro dove sono riportate tutte le cyber-azioni che possiamo intraprendere sul web a sostegno delle lotte di Greenpeace.


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7 aprile 2008

Dagli USA la lieta novella: tramonta l'era del carbone!

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Comunicato stampa

Evento storico
Stati Uniti: l’inizio della fine del carbone

La preoccupazione del riscaldamento del pianeta ed il fatto che la combustione del carbone emetta una quantità enorme di anidride carbonica, il più importante gas serra, danno il via negli Stati Uniti all’inizio della fine del suo uso nella produzione di energia.

Un documento del Dipartimento USA dell’Energia, pubblicato i primi mesi del 2007, elencava 151 nuove centrali a carbone in via di autorizzazione.
Tuttavia, nel corso dell’anno, 59 progetti di queste centrali in parte non sono stati approvati o sono stati ritirati dalle aziende che li avevano proposti, altri 50 progetti sono stati contestati presso vari tribunali americani e circa altri 50 saranno probabilmente contestati a vari livelli non appena riceveranno l’approvazione.

L’opposizione al carbone, iniziata dai comitati dei cittadini, si è ormai trasformata in una marea montante. Organizzazioni sanitarie, di agricoltori, i più importanti climatologi e, soprattutto, vari stati americani hanno preso una netta posizione contro il carbone.

I gruppi finanziari più importanti hanno espresso la preoccupazione per le spese accessorie legate alle emissioni di anidride carbonica.

L’11 marzo 2008, la California ed il Massachusetts hanno presentato una proposta di legge per la messa al bando delle centrali a carbone senza meccanismi di interramento della CO2.

Tuttavia, le preoccupazioni economiche legate all’aumento del prezzo del kWh causato dall’enorme spesa per gli interventi di segregazione della CO2 stessa, anche senza ancora una legge dedicata, hanno già segnato negli USA l’inizio della fine del carbone nella produzione di energia.

Con la diffusione della possibilità della valutazione globale del danno causata dalla combustione del carbone, oggi possibile per mezzo della Commissione Europea (CE), i gruppi finanziari si guarderanno bene dal continuare ad investire nel carbone.

Infatti, secondo
Ecosenseweb (http://ecosenseweb.ier.uni-stuttgart.de/index.html) il software specifico della CE, una centrale a carbone di circa 2000 MW ogni anno causa danni legati alle morti premature, alle malattie, all’agricoltura, agli edifici ed i patrimoni archeologici ed all’effetto serra per una somma pari a oltre 100 milioni di euro.

La possibilità reale della commercializzazione su larga scala della segregazione della CO2 inoltre potrebbe essere realistica non prima di un decennio… “This technology is at least a decade away from commercial viability”.

Fonte: Earth Policy Institute, www.earthpolicy.org, April 2008. http://www.earthpolicy.org/Updates/2008/Update70_timeline.htm


Coordinamento Dei Comitati Italiani dei Medici per l’Ambiente e la Salute (Lazio)

Dr. Giovanni Ghirga (portavoce)



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NDR, vedi anche:

"Niente carbone senza sequestro della CO2"
In attesa che il governo britannico stabilisca regole precise per la cattura e il sequestro della CO2, un progetto di una centrale a carbone in Inghilterra si ferma. Una sorta di moratoria alle centrali a carbone?
Articolo comparso pochi giorni fa su QualEnergia.it, visibile interamente qui




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6 aprile 2008

Appello dalla Puglia all'Alto Lazio: "non fate accendere TVN, dopo non sarete più in tempo"



Appello dalla Puglia all’Alto lazio :” tvn non la fate accendere, dopo non sarete più in tempo”.

Davanti ad una numerosa platea estremamente attenta si è svolta a Tarquinia, presso il TOP 16, la prima proiezione del documentario su come si vive all’ombra di una centrale a carbone.

Uomini e donne, agricoltori, commercianti, semplici cittadini hanno visto scorrere con sconcerto le testimonianze di altri uomini, donne, agricoltori, madri, cittadini del brindisino che narravano degli enormi danni alla salute e all’economia del territorio causati dalla mega centrale a carbone Federico II di Brindisi.

Preoccupazione, indignazione, ma anche commozione, erano quello che esprimevano i volti attoniti di quanti erano presenti.

Indignazione che si è trasformata in volontà di mobilitazione dinanzi alle testimonianze degli amministratori, ma anche dei medici brindisini che, raccontando dell’inutilità dei monitoraggi e dei controlli, del loro sentirsi impotenti dinanzi al colosso energetico che, interessato solo ai propri guadagni, ha trasformato un intero territorio in area di saccheggio della salute, dell’ambiente e dell’economia, raccomandavano “Tvn non la fate accendere, dopo non sarete più in tempo”.

Dalla necessità di difendere il proprio territorio e la propria economia, dal diffusamente sentito dovere di difendere la salute e il futuro dei propri figli, dalla comune volontà di evitare che la storia si ripeta e dalla triste consapevolezza che la maggior parte della classe politica, di cui basta guardare i programmi, è colpevolmente succube della menzogna del carbone pulito, ci si è lasciati con la decisione di dare vita ad una grande manifestazione che, probabilmente, si svolgerà nella seconda metà di maggio, e verrà preparata ripetendo la proiezione del documentario su tutto il territorio dell’Alto Lazio.

Perché una certezza era comune a tutti i presenti: non permetteremo all’ENEL ed ai suoi accoliti di aggredire ulteriormente il nostro territorio.

E’ questione di legittima difesa.

Comitato Cittadini Liberi in difesa della Salute e dell’Economia

Com.difedasalute@difesa.it

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3 aprile 2008

IMPORTANTE: appuntamento VENERDÌ 4/3/08

Conoscere il problema non può che aiutarci a capire la verità.

Agricoltori, commercianti, artigiani, medici e abitanti di Tarquinia si sono riuniti nel COMITATO DEI CITTADINI LIBERI CONTRO IL CARBONE
per ribadire la contrarietà della nostra Città alla riconversione a carbone della centrale elettrica di Civitavecchia. Perché la nostra salute e il nostro lavoro non si comprano. L’imbarazzante immobilismo dell’Amministrazione Comunale ci rammarica perché s’intravvedono linee di comando diverse dalla volontà popolare. Punto e a capo, i cittadini faranno da soli. Perciò chiediamo a tutti i cittadini di partecipare attivamente aderendo al COMITATO DEI CITTADINI LIBERI. Sarà allestita una SEDE OPERATIVA ED UN PUNTO DENUNCE ED INFORMAZIONI in Piazza Matteotti (di fronte al Comune).
Vi aspettiamo.


Per info scrivete a: com.difesasalute@virgilio.it
Comitato dei cittadini liberi

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Il nostro premio Nobel Rubbia: no al petrolio, no al carbone, ma quale nucleare. "Soltanto il sole può darci energia"

Pubblichiamo alcuni estratti da un'intervista di Repubblica (vedi qui per l'articolo intero) al premio Nobel per la fisica C. Rubbia.

"GINEVRA - Petrolio alle stelle? Voglia di nucleare? Ritorno al carbone? Fonti rinnovabili? Andiamo a lezione di Energia da un docente d'eccezione come Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica: a Ginevra, dove ha sede il Cern, l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare.

[...]

Che cosa significa tutto questo, professor Rubbia? Qual è, dunque, la sua visione sul futuro dell'energia?
"Significa che non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l'uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni, come del resto anche l'oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra".

[...]

Ora c'è anche il cosiddetto "carbone pulito". La Gran Bretagna di Gordon Brown ha riaperto le sue miniere e negli Usa anche Hillary Clinton s'è detta favorevole...
"Questo mi ricorda la storia della botte piena e della moglie ubriaca. Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell'umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l'anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso".

E allora, professor Rubbia, escluso il petrolio, escluso l'uranio ed escluso il carbone, quale può essere a suo avviso l'alternativa?
"Guardi questa foto: è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell'elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità".

Ma noi, in Italia e in Europa, non abbiamo i deserti...
"E che vuol dire? Noi possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali o magari in Africa, per trasportare poi l'energia nel nostro Paese. Anche gli antichi romani dicevano che l'uva arrivava da Cartagine. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l'energia necessaria all'intero pianeta. E un'area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell'Italia, un'area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma".

[...]

Se è così semplice, perché allora non si fa?
"Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com'è accaduto del resto per il computer vent'anni fa"."

Più chiaro di così?
Chissà se F. Conti (AD Enel), U. Veronesi (l'oncologo pro-nucleare e pro-inceneritori), Scaroni (AD Eni), e tutto il seguito di gentaglia così impegnata a lucrare a discapito dell'interesse e della salute pubblica, se la sentirebbero di rispondere alle parole di Rubbia (s'intende entrando nel merito dei problemi, senza attestarsi sulla solita demagogia strumentalizzante e disinformativa). Ci piacerebbe ascoltare anche Veltroni o Bersani, in merito. Visto che che molti, in vista di un presunto "voto utile", si apprestano a concedere loro una fiducia immeritata.





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"Negli Usa il business delle “rinnovabili” è già iniziato. 1.000.000.000.000 di dollari e un boom di nuove industrie"


"Addio Wall Street: meglio i deserti e le le onde dei mari"
Invitiamo alla lettura di un interessante articolo su lastampa.it. Fai clic QUI

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Enel fa conoscere la sua generosità anche ad Ischia

Enel ci regala un'altra bella storia emblematica. Che ce ne ricorda altre, tante altre.

Nell'"isola verde", come la chiamano affettuosamente gli abitanti, l'estate scorsa, si rompe uno dei 4 cavi ad alta tensione che alimentano la cabina di trasformazione dell'Enel... una centrale, come viene definita semplicisticamente. L'Enel ammette la rottura, interviene per riparare il cavo, ma durante le operazioni di ripristino si registra una continua fuoriuscita di olio, che è contenuto nel cavo, funziona da isolante e serve per mantenerlo a pressione. L'azienda ammette anche la perdita di olio. Ma dov'è il nodo? 33 giorni dopo la rottura, l'Agenzia regionale per l'ambiente della Campania preleva, in quello stesso tratto di mare, un campione di acqua. I risultati sono chiarissimi: vengono rilevati valori di Policlorobifenili, una sostanza cancerogena e altamente tossica, 186 volte superiori ai limiti fissati dalla legge. L'area, pero', non viene bonificata, i turisti continuano a bagnarsi in quelle acque e i pescatori buttano le reti, ignari di tutto. Chi doveva intervenire e non l'ha fatto? E soprattutto perche'? Capitaneria di Porto, Comune di Lacco Ameno, Asl di NA2... Tra chi nega di aver ricevuto i risultati delle analisi e chi temeva di mettere a rischio l'intera stagione turistica, abbiamo cercato di capire dove fossero le responsabilità e le menzogne, e se è possibile stabilire un rapporto di causa-effetto tra la rottura del cavo Enel di giugno e le sostanze inquinanti trovate a luglio.

Vedi qui per l'articolo originale (Rai News 24)


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Incontro con la popolazione brindisina. La dura realtà supera ogni più cupa fantasia


Il Movimento No Coke Alto Lazio ha incontrato le popolazioni di Brindisi:


"Abbiamo pianto con loro, per loro e per noi"

Che fosse una centrale maledetta lo sapevamo. La decisione di portare nei nostri territori una testimonianza diretta di quanto accadeva intorno alla centrale a carbone Federico II di Brindisi nasceva proprio dalle tante denunce di cui avevamo avuto eco. Ma quando siamo partiti, insieme a una delegazione del "Comitato dei Cittadini Liberi" giovedì 27 marzo, alle quattro della mattina, non avevamo la piena consapevolezza di quello che avremmo trovato, della crudezza delle testimonianze che avremmo raccolto. Non potevamo certo sapere la rabbia, mista a dolore ed incredulità, che avremmo trovato negli occhi degli agricoltori che ci hanno mostrato i loro ortaggi, tra cui il famoso carciofo brindisino, intrisi dei veleni emessi dal carbone, lasciati a marcire sui campi a migliaia.

Né il grido di dolore delle madri che ci hanno incitato a lottare e non mollare per difendere il futuro dei nostri figli; loro con bambini in braccio di pochi anni e già il futuro compromesso da gravi malattie legate all'inquinamento.

Non potevamo sapere che avremmo pianto con loro, per loro e per noi.
E non potevamo sapere che il monito unanime lanciatoci da amministratori, medici, oncologi, semplici cittadini fosse uno solo: non la fate accendere, dopo non sarete più in tempo. Questa esperienza è stata dura, perché ci ha sbattuto in faccia la concretezza di quanto andiamo denunciando da anni, e insieme bellissima per la generosità di coloro che abbiamo incontrato. Uomini e donne che hanno messo a disposizione la loro testimonianza di sofferenza di persone e di territorio nel tentativo di fornire un contributo alla nostra lotta, che è poi la loro. Questo ci da una certezza in più: dobbiamo continuare a lottare contro un mostro che devasta territori e coscienze perché abbiamo, dalla nostra, la forza della ragione. I campi bruciati, il mare morto per i miliardi di litri di acqua calda che vi è riversata quotidianamente dentro, il dolore di quanti stanno pagando con la vita loro e dei loro cari la protervia dell'ENEL di attribuire ai "caminetti" e ai "falò delle potature di ulivo" i picchi enormi di PM10, ed ancora la denuncia dura degli oncologi, l'inutilità di ogni forma di controllo e monitoraggio denunciato dagli amministratori, le decine di promesse non mantenute dall'ENEL e dalla politica e lo scoprire che il tutto è stato irrorato da tangenti versate addirittura per ogni tonnellata di carbone scaricata al porto di Brindisi, ci hanno dato la certezza che la storia rischia di ripetersi.
Anche a Brindisi l'ENEL aveva raccontato del suo grande impegno a tutela dell'ambiente, di un ingente incremento dell'occupazione, di diminuzione del costo dell'elettricità, aveva firmato convenzioni, promesso riconversione a metano della centrale dopo pochi anni. Ed invece complice una politica che, come raccontatoci dal Presidente della Provincia di Brindisi Michele Errico, si è piegata ed adattata agli interessi economici abdicando al suo ruolo di governo degli stessi, per anni l'ENEL ha immesso, e continua ad immettere, centinaia di tonnellate di veleni sul territorio. Oggi i terreni e le falde acquifere sono inquinati da arsenico mercurio e benzene, la cui principale fonte antropica è la combustione dei combustibili fossili, i campi limitrofi al nastro trasportatore sono sotto ordinanza di blocco delle coltivazioni per centinaia di metri e nessuno acquista più i prodotti, una volta di eccellenza, di Cerano e dell'area del Brindisino ormai riconosciuta sito inquinato nazionale. Gli oncologi sono concordi: il monitoraggio conta solo i danni; che il carbone emetta numerose sostanze cancerogene è ormai evidenza scientifica. Unica soluzione è il non utilizzare questo combustibile e chiunque ignora tale assunto si rende responsabile delle gravissime percentuali di mortalità e morbilità che affliggono quanti hanno la disgrazia di vivere attorno a tali impianti. Ancora di più oggi possiamo affermare che la volontà di portare al 50% la produzione di energia derivante dal carbone, come preannunciato dall'ENEL nel proprio piano industriale, è una volontà criminale, e criminale è chi, nelle istituzioni, acconsentendo a tale scelta, si rende complice della devastazione di interi territori, con le loro popolazioni e le loro economie. E ciò senza fare riferimento alcuno all'incremento di produzione di anidride carbonica, e il conseguente aggravamento dell'effetto serra, che la combustione del carbone comporta.

Di questa nostra esperienza abbiamo voluto farne un documentario, che sarà proiettato il 4 aprile a Tarquinia, (Top 16 ore 17) e in seguito a Civitavecchia
, perché la sofferenza delle popolazioni di Brindisi, di Torchiarolo e dei paesi attorno sia da monito e da stimolo a quanti per rassegnazione, stanchezza o sfiducia pensano non ci sia più niente da fare per fermare la riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia o altri mostri simili.
Ancora di più oggi ne siamo convinti: la nostra è una battaglia di legittima difesa; non vi e non ci daremo tregua finché non riusciremo a scongiurare questa ipoteca sul futuro dei nostri figli e del nostro territorio. Vogliamo infine ringraziare gli abitanti di Torchiarolo e di Cerano, ed in particolare Giovanni Liaci, senza i quali ogni cosa non sarebbe stata la stessa, nemmeno la forza che abbiamo riportato a casa.

Movimento No Coke Alto Lazio


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1 aprile 2008

Scioccante documentario appena realizzato nei territori della centrale ENEL - Brindisi

Carbone: venerdì 4 aprile, alle 17, presso il TOP 16 di Tarquinia presentazione dei risultati della missione del “Comitato dei Cittadini Liberi”, ritornato da Brindisi, e dello scioccante documentario appena realizzato nei territori della centrale ENEL.

Tarquinia dispone di due armi per bloccare la centrale a carbone: la lotta popolare non violenta, pacata, ma decisa e le denunce alla magistratura.

Non la bloccherà invece il Sindaco di Tarquinia che teorizza un “no al carbone” che è invece un “Si al carbone” basato su controlli fatti dopo che la centrale di TVN avrà inquinato il territorio, aggravato la già pesante situazione sanitaria e distrutto l'agricoltura e il turismo. E non la bloccherà il Sindaco di Allumiere che il 14 febbraio scorso è intervenuto al Consiglio Comunale aperto di Tarquinia dicendo che è inutile girare attorno alla questione; la verità è che i sindaci trattano con Enel perchè così vogliono in alto.

Due posizioni identiche: entrambi hanno scelto la strada degli accordi e abbandonato quella della lotta popolare non violenta
. Il disimpegno è avvenuto nonostante che il Ministero della Salute abbia riscontrato una grave situazione sanitaria nell'Alto Lazio e chiesto una nuova Valutazione d'Impatto Ambientale della centrale a carbone e nonostante che l'ARPA abbia segnalato gravi carenze e lacune dell'autorizzazione rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Che le carte della centrale a carbone non fossero come alcuni vogliono far credere lo aveva già accertato il collegio di periti nominati dal Tribunale di Civitavecchia nella causa intentata dal Comune di Ladispoli. Prima di una probabile sentenza sfavorevole ad Enel, la competenza a giudicare in tema di centrali fu sottratta al Tribunale Civile con un provvedimento governativo su misura per la centrale a carbone di Civitavecchia, infatti fu trasferita al TAR dal governo Berlusconi, con il comma 552 della Legge Finanziaria 2005. Ma il lavoro del collegio peritale rimane come un macigno e solo chi lo ignora può fare accordi con Enel.

I cittadini sono più determinati che mai a lottare per fermare la centrale a carbone. Per essere bene informati una loro delegazione si è recata in Puglia a conoscere direttamente cosa succede attorno alla centrale Enel di Brindisi Sud, nota alle recenti cronache per i danni ambientali ed economici provocati alle comunità locali del Salento. I risultati della missione verranno presentati venerdì prossimo, 4 aprile, alle ore 17,00 nello spazio centrale del TOP 16 a Tarquinia.

“Comitato dei Cittadini Liberi” in Difesa della Salute e dell’Economia

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Il nuovo fascismo è nel controllo dell'informazione. V-2-DAY. Noi ci siamo.

Dal blog di B. Grillo, post del 25/04/08
Morfeo Napolitano ha dichiarato che la stampa deve difendersi dalla Rete. E’ il miglior viatico per i tre referendum del 25 aprile per una libera informazione in un libero Stato. Il presidente della Repubblica è il nostro testimonial. Si è spinto là dove non osano neppure le aquile e Mastella. Persino oltre Hu Jintao. L’informazione è il nostro Piave. La nostra linea rossa. La Rete è l’antidoto, la cura a un’informazione degna di Ceaucescu e di Pol Pot. Il re è nudo e per difendersi non ha più paura del ridicolo.
Dal blog di B. Grillo, post del 24/04/08
Il V2 Day vuole restituire l’informazione ai legittimi proprietari: ai cittadini italiani. I nostri padri e nonni hanno ripulito l’Italia, ma non hanno finito il lavoro.Il nuovo fascismo è il controllo dell’informazione. I nuovi fascisti sono coloro che controllano l'informazione.Firmate i tre referendum: abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione dei finanziamenti pubblici di un miliardo di euro all'anno all'editoria, abolizione della legge Gasparri e del duopolio Partiti-Mediaset.Libera informazione in libero Stato. V2-day. 25 aprile.

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Berlusconi: "Mi spiace ma non conosco internet, forse sono davvero troppo vecchio per governare"


Fai clic sull'immagine per vedere il video

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31 marzo 2008

VideoCartolina da Gualdo Cattaneo

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29 marzo 2008

Stasera dalle 20 alle 21 si spengono le luci...Anche se qualcuno le ha spente da tempo


da Ecoblog.it:

Un’altra iniziativa mondiale per tagliare le emissioni di gas serra: dopo l’italiana M’illumino di meno del mese scorso, ecco l’Heart Hour, un’ora dedicata al risparmio energetico per la terra. Il 29 marzo dalle 20 alle 21 a Roma si spegneranno le luci del Colosseo e in tante altre città d’Italia si moltiplicano le azioni per aderire all’iniziativa “un’ora per la terra”.

L’Heart Hour è partita da Sydney nel 2007, coinvolgendo inizialmente solo i 2 milioni (e passa) abitanti della capitale australiana, ma ha avuto subito un forte eco coinvolgendo decine di milioni di persone in tutto il mondo. Nella seconda edizione dell’evento smetteranno d’assorbire energia per un’ora monumenti come il Golden Gate Bridge di San Francisco, l’Opera House di Sydney, le Sears Tower di Chicago (il più alto edificio d’America) a dimostrazione che il problema è riconosciuto e combattuto sui quattro angoli del pianeta é...



Intanto accade che qualche vatican-talebano decida che, per risparmiare di più, anche i lumi della ragione vadano spenti: come riporta Repubblica.it

11:18 Rotondi: "Ruini è il nostro premier"

"Ruini, per noi democristiani, è una specie di presidente del consiglio fuori ruolo". E' quanto dichiara il segretario della Democrazia cristiana per le autonomie, Gianfranco Rotondi parlando dell'ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana

Quindi votare democristiano significa votare direttamente un esponente della gerarchia ecclesiastica vaticana. Votare un politico estero, anziché uno italiano, che serve interessi esteri invece che italiani. L'unica fortuna è che la bassezza di questi politicanti è tutt'altro che nascosta: sono come biscioni obesi nel parcheggio vuoto di un supermercato. Talmente in basso che non sanno rendersi conto di dove si trovino.
Purtroppo il fatto che una bestia simile riesca a sopravvivere politicamente, testimonia che c'è più di qualche pervertito che non smette di portargli da mangiare. Ma voi sfamereste i ratti in casa vostra?

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28 marzo 2008

Inghilterra: riconosciuti risarcimenti per i danni alla salute derivanti dall'inalazione delle polveri del carbone



National Audit Office - Coal Health compensation Scheme


Centinaia di migliaia di operai del Regno Unito hanno ottenuto una vittoria storica: il riconoscimento dei danni alla salute causati dall’inalazione di polveri di carbone, la loro quantificazione e il relativo risarcimento economico. La richiesta d’indennizzo effettuata dagli operai ha riguardato solo i danni conseguenti all’inalazione di polveri di carbone non causate dalla combustione di questo fossile. Il materiale particolato, emesso nell’aria bruciando il carbone è molto più tossico e minaccia la salute delle persone che vivono anche a grande distanza dal luogo in cui avviene la combustione.

Il danno riconosciuto e oggetto del risarcimento è la Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO). Questa è una malattia dell'apparato respiratorio caratterizzata da un'ostruzione irreversibile delle vie aeree, di entità variabile secondo la gravità. La BPCO (nota in inglese come COPD, Chronic Obstructive Pulmonary Disease) è solitamente progressiva ed è associata a uno stato d’infiammazione cronica del tessuto polmonare. La conseguenza a lungo termine è un vero e proprio rimodellamento dei bronchi, che provoca una riduzione consistente della capacità respiratoria.

Ad aggravare questo quadro clinico è l’aumento della predisposizione alle infezioni respiratorie di origine virale, batterica o fungina. Non esiste al momento una cura efficace, ma sono disponibili diversi trattamenti per controllare i sintomi e per evitare pericolose complicanze. Sebbene il fattore di rischio più importante sia il fumo di sigaretta, la BPCO è una nota complicanza dell’esposizione cronica alle polveri di carbone.

Invitiamo tutti gli operai che durante la loro attività lavorativa siano stati in contatto con le polveri di carbone e sono affetti da sintomi importanti a carico delle vie respiratorie, a recarsi dal proprio medico di fiducia per escludere una BPCO, un suo eventuale rapporto causale con il lavoro svolto e, se così fosse, l’inizio anche in Italia come nel Regno Unito di una richiesta di risarcimento nelle sedi opportune.


Coordinamento dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute dell’Alto Lazio Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente dell’Alto Lazio
Il portavoce
Dr. Giovanni Ghirga

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Il sindaco Mazzola scopre le carte. Anche a Tarquinia è svendita della salute pubblica.

I cittadini si riorganizzano per difendere la salute e l'economia di Tarquinia, nasce il Comitato dei Cittadini Liberi

Coordinamento No-Coke Alto Lazio

VITERBO - Nel consiglio comunale aperto del 14 febbraio scorso il sindaco Mazzola ha compiuto un atto di una gravità inaudita: ha abbandonato la lotta contro la riconversione della centrale di Civitavecchia, tradendo la parola data agli elettori e proponendo come soluzione al disastro sulla popolazione e sul territorio soltanto nuove trattative con l’Enel. I cittadini presenti alla seduta del consiglio hanno assistito disorientati prima alla pericolosa presenza dei numerosi operai Enel fatti venire su comando con i pulman per occupare e condizionare il tranquillo svolgimento dei lavori consigliari sulle sorti del nostro paese, poi, sbigottiti hanno dovuto constatare che il sindaco e l’amministrazione non hanno votato l’unica cosa necessaria per fermare la centrale: ossia la richiesta al governo di rivedere la Valutazione d'Impatto Ambientale per la conversione a carbone. Tecnicamente si trattava di approvare le stesse richieste già approvate dal Consiglio Provinciale di Viterbo un mese prima e contenute in questi tre fondamentali punti:

1) La vecchia Valutazione d'Impatto Ambientale della centrale a carbone è fraudolenta nei nostri confronti perché risulta “lacunosa e incompleta” , ne occorre una nuova che valuti i danni prodotti a Tarquinia sull’economia locale e sulla salute della popolazione, considerando anche la presenza di Tvs e della vicina centrale di Montalto.

2) Ribadire un fermo no ad ogni forma di collaborazione diretta e indiretta con chi inquina, per evitare condizionamenti attraverso elargizioni di soldi o servizi;

3) Promuovere una grande manifestazione popolare per sostenere la richiesta della nuova Valutazione d'Impatto Ambientale, per dare voce alle popolazioni locali e per rispettare il loro diritto alla salute e la loro laboriosità.

Il sindaco, visibilmente nervoso e in difficoltà, ha accuratamente evitato di approvare queste tre richieste gettando fumo negli occhi attraverso l’approvazione di una serie lunghissima di richieste assolutamente irrilevanti per fermare la centrale e sintetizzabili nella sostanza così: “non mi oppongo più alla costruzione della centrale, ora voglio solo il monitoraggio dei fumi inquinanti e voglio sedere allo stesso tavolo a cui siede il sindaco di Civitavecchia per trattare con l’Enel”. Precisiamo una cosa: il monitoraggio, ovvero il controllo delle emissioni inquinanti, è un obbligo di legge, è quindi una “bufala” deciderlo in consiglio comunale perché è un dovere di specifici uffici regionali e non può essere contrabbandato come una conquista civile, simbolo dell’ impegno contro il carbone. Al contrario affermare di volere solo “controllare” è di per sé un fatto gravissimo, perché si controlla il danno avvenuto: in altre parole il sindaco ci propone di contare i morti e gli ammalati che ci saranno per le emissioni inquinanti anziché lottare davvero per impedire che venga messa in funzione la centrale. Al sindaco non stanno più a cuore i cittadini, ma le trattative con l’Enel, cioè con l'inquinatore. Ma trattare cosa? La salute della gente non è merce di scambio, non si vende al mercato per nessuna disonorevole cifra. Il sindaco si può affannare a dire che è ancora contro il carbone, può continuare ad affiggere manifesti nel paese elencando le sue vuote richieste: ora i cittadini lo sanno, hanno la prova, nero su bianco, che è passato dall’altra parte, dalla parte di chi viene a patti con l’Enel e si arrende. (Civitavechia e Montalto sono l’esempio di chi accetta compensazioni, due città in cui si muore molto d' inquinamento. Il fiume di denaro non ha alzato né la ricchezza pro capite né l’immagine nel mondo però si dà lustro all'inquinatore). E’ una grande delusione e un tradimento verso chi credeva in lui, ma i cittadini si stanno organizzando e continuano senza sosta questa lotta che è una forma di legittima difesa della salute, del lavoro e dello sviluppo di questa terra ma, soprattutto, del futuro dei propri figli.

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27 marzo 2008

Off Topic: petizione contro la nuova antenna a Parco della Resistenza

Articolo comparso oggi su centumcellae.it:

Ancora una dichiarazione di guerra contro le antenne per telefonia mobile. Si è infatti costituito lo scorso 19 marzo, al termine di un incontro tra i residenti, un nuovo Comitato spontaneo contro l'ennesima antenna selvaggia: è il caso di quella in procinto di essere installata al Parco della Resistenza, sopra gli edifici che ospitano gli uffici comunali, secondo indiscrezioni individuati come sito idoneo nel Regolamento per le installazione di antenne in procinto di essere approvato dall'Amministrazione comunale. Una ipotesi che ovviamente ha fatto sobbalzare i residenti della zona, che nell'arco di poche decine di metri, oltre a centinaia di famiglie, ospita anche un centro anziani e due scuole materne.
Si è deciso di dare vita ad un comitato che si è fatto promotore di una petizione, chiedendo all’A.C. di escludere il sito di Parco della Resistenza da quelli indicati per le antenne, e soprattutto di volerlo considerare “sito sensibile” in quanto troppo vicino (meno di 150 metri) a strutture come scuole e centro anziani>.
La raccolta delle firme è stata affidata a volontari che, per le case, nei vicini esercizi commerciali
e fuori le scuole, hanno già raccolto oltre 150 adesioni.

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26 marzo 2008

Inquinamento da metalli pesanti

Mi chiamo Anna Carrieri, ho 52 anni, abito da quando sono nata al quartiere Tamburi. Il 16 maggio 2004 nel giro di 5 minuti perdo l'uso delle gambe. Rimango 8 mesi ricoverata nei centri di riabilitazione e trovo decine di casi come il mio, anche a Taranto, e tutti abitavano in centri industriali e chimici. In questi anni ho speso soldi a non finire.
Proprio l'altro giorno, dopo ulteriori esami a pagamento, ho avuto la conferma che la mia paralisi è stata provocata dall'inquinamento. Infatti il mio organismo è pieno di minerali, minerali che tra i vari danni provocano quello che colpisce il sistema nervoso centrale e soprattutto attacca la MIELINA con conseguente paralisi.

Questa lettera è stata pubblicata sul sito del Ministero dell'Ambiente, nella sezione dedicata alle "osservazioni" per l'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per l'Ilva di Taranto. Per saperne di più vai su http://www.peacelink.it/editoriale/a/25543.html

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Solidarietà a Tommaso Sodano

Il Circolo del Nodo Ambientalista della Sinistra Europea di Civitavecchia esprime la propria totale solidarietà al Senatore Tommaso Sodano fatto oggetto di rinnovate minacce da parte della criminalità organizzata per l'impegno profuso nello smascherare l'intreccio affaristico criminale alla base dell'emergenza rifiuti campana e, più in generale,delle lobby delle discariche e dell'incenerimento.
Una solidarietà che intendiamo agire continuando a denunciare le distorsioni che favoriscono quell'humus di illegalità che mina alla base la possibilità di concretizzare un ciclo virtuoso della gestione dei materiali post consumo.
Conosciamo la tenacia e la determinazione del compagno Sodano per averla testata nella vicenda per l'abolizione di quella vera e propria truffa legalizzata che sono i CIP6 come nel sostegno alla vertenza contro la centrale a carbone di Civitavecchia.
Esprimere la nostra solidiarietà a lui, significa esprimerla alle tante donne e uomini che si battono a difesa della salute, dell'ambiente e della legalità contro il malaffare e la malapolitica che fa scempio dei territori.
Le minacce rivoltegli sono la dimostrazione che abbiamo colto nel segno e che la mobilitazione ed un agire politico corretto possono essere vincenti.
Nessuna Minaccia potrà fermare le donne e gli uomini, come Tommaso Sodano, che lottano per un futuro migliore.

Per il Nodo Ambientalista della Sinistra Europea
Simona Ricotti

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21 marzo 2008

Crisi energetica ed ecologica. Un appello dei docenti universitari e ricercatori italiani



Comitato promotore
Vincenzo Balzani (Presidente), Università di Bologna
Vincenzo Aquilanti, Università di Perugia
Ugo Bardi, Università di Firenze
Sebastiano Campagna, Università di Messina
Michele Floriano, Università di Palermo
Elio Giamello, Università di Torino
Francesco Lelj Garolla, Università della Basilicata
Giovanni Natile, Università di Bari
Gianfranco Pacchioni, Università Milano-Bicocca
Renzo Rosei, Università di Trieste
Salvatore Califano, Università di Firenze
Luigi Fabbrizzi, Università di Pavia
Giovanni Giacometti, Università di Padova
Giuseppe Grazzini, Università di Firenze
Luigi Mandolini, Università La Sapienza, Roma
Giorgio Nebbia, Università di Bari
Paolo Rognini, Università di Pisa
Franco Scandola, Università di Ferrara
Rocco Ungaro, Università di Parma
Nicola Armaroli, Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna



Un appello ai candidati alla guida del paese affinché la politica energetica sia orientata verso l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili, con un netto "No" al nucleare. Invitiamo tutta la società civile a sottoscrivere l'appello.

Nocoke Civitavecchia- Alto Lazio




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Off-Topic: cadere sempre negli stessi errori


Il Pentagono ammette che non esisteva alcun legame tra Saddam Hussein e Al Quaeda.

Menzogne, sporche oltre ogni immaginazione: un piatto che ci viene presentato in ogni occasione in cui ipotentati economici individuano territori da spartire, calpestando tutto e tutti.
Chi vuole il "carbone pulito"? Chi gli inceneritori? Nel nostro interesse, dicono. Eppure è il mondo intero a patirne le conseguenze, nessuno sfugge.
La solita, vecchia storia. E noi futuri cittadini, ancora sudditi ignoranti, permettiamo che accada.

Vedi l'articolo di R. Fisk per The Indipendent


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20 marzo 2008

"Anche noi banditi per il clima" Invia la tua foto!

Greenpeace lancia oggi il sito web “I banditi del
clima” (www.greenpeace.it/banditi) per difendere il diritto di
protestare in nome dell’ambiente e della salute.

All'alba del 30 novembre 2007 gli attivisti di Greenpeace entrano nella centrale a carbone Enel di Brindisi Sud - la più inquinante d'Italia - e aprono striscioni di protesta sul tetto della centrale e sul grande carbonile all'aperto. Per ricordare che il carbone è il nemico numero 1 del clima!

Trascorso un mese, a 12 degli attivisti viene notificato da parte del questore di Brindisi il bando dalla città: dichiarati "socialmente pericolosi" viene loro vietato "di fare ritorno nel comune di Brindisi e frazioni per ANNI TRE". Come se si trattasse di delinquenti abituali, mafiosi, soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica.

Greenpeace ha impugnato il provvedimento. Perché questa iniziativa del questore rischia di diventare un grave precedente che limita il diritto di manifestare in modo pacifico.
Eccoli i "banditi" di Greenpeace. Studenti, lavoratori, madri e padri con un "pericoloso" obiettivo comune: difendere l'ambiente e la salute!

Difendi le azioni dirette e non-violente di Greenpeace! Unisciti ai banditi del clima.



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