Aderiamo e invitiamo a firmare le proposte di Beppe Grillo. Anche a Civitavecchia sarà possibile firmare presso il Viale Garibaldi, dalle ore 18,00 alle 23,00.
Beppe Grillo
Aderiamo e invitiamo a firmare le proposte di Beppe Grillo. Anche a Civitavecchia sarà possibile firmare presso il Viale Garibaldi, dalle ore 18,00 alle 23,00.
Sono tutti segnali molti chiari di dove investire. Se ne accorgeranno anche le aziende italiane?
Il prof. Rubbia dovrebbe organizzare un giro guidato in America e in Spagna per i nostri investitori." Fonte: Energoclub.it
Fantascienza? No. Accade mentre noi lottiamo contro la costruzione di centrali a carbone, fabbriche di morte.
Riceviamo e pubblichiamo:
Mia madre abita in uno dei comuni più belli d'Italia, Tarquinia. Città ricca di storia, sita a pochi metri dal mare e nella quale l'agricoltura fornisce prodotti di rara qualità. Uno di essi, il vino Tarquinia, coltivato lungo la fascia costiera, è tra i sei DOC del Viterbese presenti all'importante manifestazione internazionale Vinitaly che si svolge nella città di Verona.
Purtroppo questo vino è in pericolo, insieme agli altri prodotti agricoli della zona.
Chi vorrà acquistarli dopo che sarà attivata la centrale a carbone di Civitavecchia ?
Come insegna la tragedia che si è già consumata nei dintorni della città di Brindisi nella quale sorge una analoga centrale, bruciare carbone per creare energia non solo è criminale per le inevitabili conseguenze sulla salute umana, ma è anche deleterio dal punto di vista economico: turismo e agricoltura non sono assolutamente compatibili con questo combustibile fossile.
Non solo il carbone emette radioattività, ma la sua combustione produce nanoparticelle che producono danni irreparabili alla salute umana. Oltretutto, queste nanopaticelle sono eterne, ovvero, una volta immesse nell'ambiente non c'è modo di liberarsene (http://www.nanodiagnostics.it http://dipna.eu ).
Poiché la nocività della combustione del carbone è una realtà scientifica innegabile, è a mio parere, in malafede, chi difende questa tecnologia obsoleta come propellente per l'economia o come unica risorsa per la produzione energetica.
Perché l'isola di Ventotene, grazie ad un progetto della Regione Lazio, "potrà soddisfare le sue necessità energetiche usando soltanto energia pulita, prodotta in loco", come si apprende dalle pagine del Venerdì di Repubblica, mentre Tarquinia e le altre città limitrofe alla Centrale a carbone di Torre Valdanica Nord sono destinate al collasso economico e ambientale ?
E' dovere di noi cittadini combattere affinché ciò non accada, affinché anche i nostri figli possano vivere in un ambiente non contaminato dalle letali nanoparticelle e affinché possano anche loro, in futuro, gustare prodotti unici come il vino Tarquinia.
Elena Maria Scopelliti
Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato del Consigliere Comunale Alessandro Manuedda, Gruppo Verdi - Civitavecchia
Berlusconi III
Qualche commento dopo l'esito delle elezioni.
alitalia cll dalai lama tibet veltroni berlusconi elezioni 2008 olimpiadi diana

Germania e Francia stanno concludendo a porte chiuse uno “sporco accordo” sulle emissioni di CO2 delle auto. I due Paesi stanno cercando di indebolire la legislazione europea per permettere alle proprie industrie automobilistiche di sottrarsi agli impegni per proteggere il clima.
Petizione al Presidente del Consiglio Europeo Janez Jansa
Chiediamo al Consiglio Europeo di prendere posizione contro il tentativo di Germania e Francia di indebolire la decisione dell’Ue di ridurre le emissioni di CO2 delle auto. Sulla protezione del clima, l’Unione Europea deve passare dalle parole ai fatti. Difendi l’obiettivo di 120gCO2 per km al 2012, accompagnato da forti multe per chi non lo rispetta, e di 80 gCO2 per km al 2020.
Non lasciare che Germania e Francia vadano avanti con questo “sporco accordo”
Fai CLIC QUI per firmare la petizione
Ricordiamo che sulla colonna destra di questo blog, scorrendo in basso la pagina, è visibile un riquadro dove sono riportate tutte le cyber-azioni che possiamo intraprendere sul web a sostegno delle lotte di Greenpeace.

Pubblichiamo alcuni estratti da un'intervista di Repubblica (vedi qui per l'articolo intero) al premio Nobel per la fisica C. Rubbia.

Il Movimento No Coke Alto Lazio ha incontrato le popolazioni di Brindisi:
Un’altra iniziativa mondiale per tagliare le emissioni di gas serra: dopo l’italiana M’illumino di meno del mese scorso, ecco l’Heart Hour, un’ora dedicata al risparmio energetico per la terra. Il 29 marzo dalle 20 alle 21 a Roma si spegneranno le luci del Colosseo e in tante altre città d’Italia si moltiplicano le azioni per aderire all’iniziativa “un’ora per la terra”.
L’Heart Hour è partita da Sydney nel 2007, coinvolgendo inizialmente solo i 2 milioni (e passa) abitanti della capitale australiana, ma ha avuto subito un forte eco coinvolgendo decine di milioni di persone in tutto il mondo. Nella seconda edizione dell’evento smetteranno d’assorbire energia per un’ora monumenti come il Golden Gate Bridge di San Francisco, l’Opera House di Sydney, le Sears Tower di Chicago (il più alto edificio d’America) a dimostrazione che il problema è riconosciuto e combattuto sui quattro angoli del pianeta é...
Intanto accade che qualche vatican-talebano decida che, per risparmiare di più, anche i lumi della ragione vadano spenti: come riporta Repubblica.it
11:18 Rotondi: "Ruini è il nostro premier"
"Ruini, per noi democristiani, è una specie di presidente del consiglio fuori ruolo". E' quanto dichiara il segretario della Democrazia cristiana per le autonomie, Gianfranco Rotondi parlando dell'ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana
I cittadini si riorganizzano per difendere la salute e l'economia di Tarquinia, nasce il Comitato dei Cittadini Liberi
Coordinamento No-Coke Alto Lazio
VITERBO - Nel consiglio comunale aperto del 14 febbraio scorso il sindaco Mazzola ha compiuto un atto di una gravità inaudita: ha abbandonato la lotta contro la riconversione della centrale di Civitavecchia, tradendo la parola data agli elettori e proponendo come soluzione al disastro sulla popolazione e sul territorio soltanto nuove trattative con l’Enel. I cittadini presenti alla seduta del consiglio hanno assistito disorientati prima alla pericolosa presenza dei numerosi operai Enel fatti venire su comando con i pulman per occupare e condizionare il tranquillo svolgimento dei lavori consigliari sulle sorti del nostro paese, poi, sbigottiti hanno dovuto constatare che il sindaco e l’amministrazione non hanno votato l’unica cosa necessaria per fermare la centrale: ossia la richiesta al governo di rivedere la Valutazione d'Impatto Ambientale per la conversione a carbone. Tecnicamente si trattava di approvare le stesse richieste già approvate dal Consiglio Provinciale di Viterbo un mese prima e contenute in questi tre fondamentali punti:
1) La vecchia Valutazione d'Impatto Ambientale della centrale a carbone è fraudolenta nei nostri confronti perché risulta “lacunosa e incompleta” , ne occorre una nuova che valuti i danni prodotti a Tarquinia sull’economia locale e sulla salute della popolazione, considerando anche la presenza di Tvs e della vicina centrale di Montalto.
2) Ribadire un fermo no ad ogni forma di collaborazione diretta e indiretta con chi inquina, per evitare condizionamenti attraverso elargizioni di soldi o servizi;
3) Promuovere una grande manifestazione popolare per sostenere la richiesta della nuova Valutazione d'Impatto Ambientale, per dare voce alle popolazioni locali e per rispettare il loro diritto alla salute e la loro laboriosità.
Il sindaco, visibilmente nervoso e in difficoltà, ha accuratamente evitato di approvare queste tre richieste gettando fumo negli occhi attraverso l’approvazione di una serie lunghissima di richieste assolutamente irrilevanti per fermare la centrale e sintetizzabili nella sostanza così: “non mi oppongo più alla costruzione della centrale, ora voglio solo il monitoraggio dei fumi inquinanti e voglio sedere allo stesso tavolo a cui siede il sindaco di Civitavecchia per trattare con l’Enel”. Precisiamo una cosa: il monitoraggio, ovvero il controllo delle emissioni inquinanti, è un obbligo di legge, è quindi una “bufala” deciderlo in consiglio comunale perché è un dovere di specifici uffici regionali e non può essere contrabbandato come una conquista civile, simbolo dell’ impegno contro il carbone. Al contrario affermare di volere solo “controllare” è di per sé un fatto gravissimo, perché si controlla il danno avvenuto: in altre parole il sindaco ci propone di contare i morti e gli ammalati che ci saranno per le emissioni inquinanti anziché lottare davvero per impedire che venga messa in funzione la centrale. Al sindaco non stanno più a cuore i cittadini, ma le trattative con l’Enel, cioè con l'inquinatore. Ma trattare cosa? La salute della gente non è merce di scambio, non si vende al mercato per nessuna disonorevole cifra. Il sindaco si può affannare a dire che è ancora contro il carbone, può continuare ad affiggere manifesti nel paese elencando le sue vuote richieste: ora i cittadini lo sanno, hanno la prova, nero su bianco, che è passato dall’altra parte, dalla parte di chi viene a patti con l’Enel e si arrende. (Civitavechia e Montalto sono l’esempio di chi accetta compensazioni, due città in cui si muore molto d' inquinamento. Il fiume di denaro non ha alzato né la ricchezza pro capite né l’immagine nel mondo però si dà lustro all'inquinatore). E’ una grande delusione e un tradimento verso chi credeva in lui, ma i cittadini si stanno organizzando e continuano senza sosta questa lotta che è una forma di legittima difesa della salute, del lavoro e dello sviluppo di questa terra ma, soprattutto, del futuro dei propri figli.
| Comitato promotore Vincenzo Balzani (Presidente), Università di Bologna | ||
| Vincenzo Aquilanti, Università di Perugia Ugo Bardi, Università di Firenze Sebastiano Campagna, Università di Messina Michele Floriano, Università di Palermo Elio Giamello, Università di Torino Francesco Lelj Garolla, Università della Basilicata Giovanni Natile, Università di Bari Gianfranco Pacchioni, Università Milano-Bicocca Renzo Rosei, Università di Trieste Salvatore Califano, Università di Firenze Luigi Fabbrizzi, Università di Pavia Giovanni Giacometti, Università di Padova Giuseppe Grazzini, Università di Firenze Luigi Mandolini, Università La Sapienza, Roma Giorgio Nebbia, Università di Bari Paolo Rognini, Università di Pisa Franco Scandola, Università di Ferrara Rocco Ungaro, Università di Parma Nicola Armaroli, Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna | | |
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All'alba del 30 novembre 2007 gli attivisti di Greenpeace entrano nella centrale a carbone Enel di Brindisi Sud - la più inquinante d'Italia - e aprono striscioni di protesta sul tetto della centrale e sul grande carbonile all'aperto. Per ricordare che il carbone è il nemico numero 1 del clima!
Trascorso un mese, a 12 degli attivisti viene notificato da parte del questore di Brindisi il bando dalla città: dichiarati "socialmente pericolosi" viene loro vietato "di fare ritorno nel comune di Brindisi e frazioni per ANNI TRE". Come se si trattasse di delinquenti abituali, mafiosi, soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica.
Greenpeace ha impugnato il provvedimento. Perché questa iniziativa del questore rischia di diventare un grave precedente che limita il diritto di manifestare in modo pacifico.
Eccoli i "banditi" di Greenpeace. Studenti, lavoratori, madri e padri con un "pericoloso" obiettivo comune: difendere l'ambiente e la salute!
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