No al carbone Alto Lazio

20 maggio 2008

Cartoline dallo "sporco quadrifoglio della lignite".



Una risposta alle dichiarazioni vergognose che vengono dal vicensindaco di Tarquinia e da E. Mazzetti, al ritorno dalla gita nella ridente località tedesca. Ma nel frattempo non dimentichiamo che in Germania sono occupati 64.000 lavoratori nel solo settore della produzione di energia eolica.

Su invito di Enel, il Vicesindaco di Tarquinia ha visitato la centrale a carbone di Niederaussem in Germania, poi ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Si tratta di una realtà completamente diversa dalla nostra, qui i progetti vengono concertati dall'inizio, diventano parte integrante del territorio, per questo le genti del luogo non si sconvolgono nemmeno quando devono abbandonare le loro case per far posto agli scavi.” Parole che non lasciano dubbi: il “secondo” cittadino di Tarquinia è stato in un luogo di sofferenza e non ha visto niente. Il sito web del comitato civico che si batte contro l'ampliamento di Niederaussem, www.bi-bigben.de, apre con le foto di 4 centrali a carbone titolate: Das "dreckige" Braunkohlekleblatt” (“Lo ''sporco'' quadrifoglio della lignite”). Sotto le foto un testo di tre righe sintetizza la tragedia di Niederaussem: “Le quattro centrali sono vicine tra loro e circondano i nostri piccoli paesi. Le loro dannose emissioni si sommano in un'unica nuvola. E tutto intorno le voragini delle miniere di lignite si perdono a vista d'occhio”. Poco oltre si legge: “Le promesse dell'azienda [si tratta della RWE] di smontare i vecchi impianti si sono dimostrate carta straccia. Inizialmente i vecchi impianti dovevano essere spenti dal 2004, successivamente diventato 2007, poi 2009. ...”. Incredibile la somiglianza con la promessa di Enel di riconvertire a gas la centrale a carbone “Federico II” a Brindisi entro il 2003. Carta straccia. Più avanti vengono elencate le conseguenze del carbone per la comunità cittadina: “inquinamento dell'aria, formazione d'ombra fino a 6 ore, variazioni di temperatura, danni all'agricoltura, riduzione di valore degli immobili, effetti negativi per la salute e per la qualità della vita, spreco di territorio, sviluppo negativo del territorio, spopolamento.”. Sarà stato tutto concertato tra RWE e popolazioni? Ad aprile il periodico tedesco Stern ha pubblicato un reportage di Matthias Jung dedicato alle centrali a carbone attorno a Niederaussem, dal titolo “Verdammte Kohle (Maledetto carbone)”. Il pezzo inizia con la foto di una manifestazione popolare sotto una delle 4 centrali e la commenta così: “Qui cresce un movimento come in passato contro l'energia atomica...”. Ricordiamo che il programma nucleare tedesco è stato bloccato e tra poco il governo spegnerà le centrali ancora in funzione. A conclusione ci occupiamo di Ermanno Mazzetti, della Coldiretti di Viterbo, che ha dichiarato a proposito di TVN dopo la visita di Niederaussem: "Una maggiore concertazione e una migliore informazione eviterebbe il conflitto sociale. La popolazione ha bisogno di essere tranquillizzata e serve quindi uno sforzo informativo. Accanto a questo è necessaria una maggiore assunzione di responsabilità da parte dell'Enel nei confronti dei territori coinvolti”. Caro Mazzetti, La popolazione non vuole essere tranquillizzata, vuole essere informata! La centrale che è stata visitata come fosse una gita fuori porta, guarda caso offerta a Tarquinia e a Porto Tolle dal buoncuore di Enel, è secondo la classifica del WWF la terza più inquinante d’Europa, ma questi dati ufficiali non sono stati di certo allegati ai documenti di viaggio del gruppo. La manovra diversiva di un vicesindaco senza autorizzazione e di un delegato Coldiretti anch’esso non autorizzato ad andare in Germania invece di guardare in faccia la cruda realtà di Brindisi è molto grave, perché di fatto è servito solo a spalleggiare Enel, a pochi giorni dalla manifestazione del 24 Maggio condivisa da tutta la popolazione. La centrale di TVN ha i piedi di argilla perchè è stata costruita sulla menzogna del “carbone pulito”, come affermato in più recenti occasioni dal Prof. Rubbia, Nobel per la fisica, e lo ha dimostrato il Tribunale di Civitavecchia con una perizia che inchioda i vertici Enel e le lobby di governo a responsabilità spaventose. La centrale verrà fermata per evitare i morti causati dall’uso del carbone, danno messo in evidenza dalla Commissione Europea che, (anche se la vita umana ha un valore inestimabile), valuta in oltre 200.000.000 di euro la spesa per le persone che moriranno in seguito all’esposizione da emissioni durante alcuni anni di funzionamento di TVN. Mazzetti chieda ad Enel e a chi la sostiene di tranquillizzarci su questi argomenti. Per quanto riguarda la seconda parte della dichiarazione, da leggere “date i soldi agli agricoltori”, è vero che i soldi hanno un grande potere ma gli agricoltori vogliono quelli del proprio reddito agrario, non quelli sporchi del carbone. Quello che le popolazioni e l’economia di questo territorio si augurano è che si metta un cappio intorno alle bugie sul carbone pulito, ma soprattutto che le società elettriche spendano i loro utili per investirli nella produzione di energia pulita se vogliono il consenso popolare, così da porre fine per sempre al mercato illecito di sindaci e silenzi. I cittadini e gli esperti del Comitato di Niederaussem, sono in collegamento con il movimento no coke Alto Lazio e hanno dato la propria disponibilità per interviste verità. L’unica verità è che il 24 Maggio saremo in piazza per una manifestazione a favore dell’energia pulita, per togliere il carbone sporco e spezzare le catene della schiavitù energetica. Cambiare si può!

Comitato dei Cittadini Liberi e Movimento no coke Alto Lazio

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J. Hansen, NASA: "Il carbone ci ucciderà". Occorre chiudere le miniere e non costruire più centrali a combustibile fossile per non autodistruggerci


Riportiamo per intero un articolo comparso sull'Espresso (vedi qui) in data 09/05/2008
La prossima estate saranno trascorsi 20 anni da quando James Hansen, scienziato della Nasa, si prodigò affinché la questione del cambiamento climatico fosse inserita nell'agenda internazionale, testimoniando davanti al Senato degli Stati Uniti che il riscaldamento globale causato dall'uomo aveva già avuto inizio. Fino a quel momento - dichiarò Hansen - l'aumento della temperatura era ancora modesto, ma qualora non si fosse proceduto tempestivamente a ridurre le emissioni di biossido di carbonio (CO2) e di altri gas serra, sarebbe diventato un pericolo. La comunità internazionale sentì, ma non passò all'azione.

Hansen ha appena elaborato con altri esperti un nuovo studio che ancora una volta esorta a intervenire: pubblicato il mese scorso sulla rivista online 'arXive.org', questo studio sostiene che le emissioni globali di gas serra debbano essere ridotte molto più radicalmente di quanto qualsiasi governo, gruppo di industriali, e perfino ambientalisti, abbia finora ipotizzato. Hansen e gli altri autori dello studio sostengono che gli esseri umani devono diminuire le concentrazioni di biossido di carbonio nell'atmosfera terrestre, portandole a 350 parti per milione (ppm) o meno ancora. In caso contrario, dicono, ci saranno esigue speranze di evitare un irreversibile scioglimento delle calotte polari con il conseguente probabile innalzamento del livello dei mari di 25 metri, con la maggior parte delle città del pianeta spazzate via dalle acque.
Le implicazioni politiche sono enormi: più e prima di ogni altra cosa, le emissioni da carbone - il combustibile fossile più usato, più economico e più inquinante - devono cessare completamente. "È opportuna una moratoria internazionale sulla costruzione di impianti energetici tradizionali alimentati a carbone entro il 2010 e una progressiva eliminazione degli stessi entro il 2030", ha detto Hansen in un'intervista prima di aggiungere che l'addio al carbone "deve essere globale". Ciò significa che anche Cina e India vi dovranno rinunciare, pur avendo asserito che per loro bruciare ingenti quantità di carbone è vitale per salvare dalla povertà le rispettive popolazioni.
Il nostro pianeta ha già superato la soglia proposta da Hansen di 350 parti di CO2 per milione: il livello attuale, infatti, è di 385 ppm. Lo scienziato afferma che un periodo di superamento della soglia è inevitabile, ma dovrà essere il più breve possibile: "Se elimineremo progressivamente ma completamente il carbone entro il 2030 e se promuoveremo migliori pratiche agricole e di selvicoltura, potremo tornare ai 350 ppm entro il 2100".
La buona notizia è che togliere dalla circolazione il carbone non è più così impensabile come si riteneva un tempo. Il ricorso al carbone è già ora in rapido declino negli Stati Uniti, dove molti impianti energetici alimentati a carbone sono stati chiusi l'anno scorso in seguito a precise disposizioni in merito di tribunali o del governo, o dopo le proteste dell'opinione pubblica e le preoccupazioni di Wall Street sulla possibile futura redditività del carbone. In controtendenza, invece, i paesi europei stanno programmando di costruire nei prossimi cinque anni 50 nuove centrali elettriche a carbone e la sola Italia conta di aumentare la propria dipendenza dal carbone dall'odierno 14 per cento del fabbisogno energetico complessivo al 33 per cento.
Ma il terreno di battaglia fondamentale è la Cina, il cui programma energetico alimentato a carbone è tale da rendere quello dell'Europa pressoché insignificante. Hansen tuttavia è ottimista: "Il carbone sta rendendo l'aria della Cina la più inquinata e irrespirabile del mondo: dobbiamo dimostrarle che è possibile invertire la situazione".
Coloro che continuano a consigliare il carbone affermano che è possibile 'sequestrare' le emissioni di CO2 e interrarle dove non avranno alcun effetto sull'atmosfera. In realtà la tecnologia necessaria alla cattura e al sequestro del biossido di carbonio è lontana una decina di anni almeno dall'attuabilità e non ci sono certezze assolute che possa funzionare.

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"La Coldiretti di Viterbo è preoccupata per la centrale a carbone di Civitavecchia"


In riferimento a quanto comparso sulla stampa locale sulla Centrale Enel Carbone di Civitavecchia, la Coldiretti di Viterbo vuol rappresentare la propria posizione di contrarietà al metodo concertativo non adottato con la realtà agricola del territorio, che è sfociato ad un conflitto tra le parti.

Aderendo alla manifestazione del 24 maggio, si terrà un Consiglio della locale Sezione per concordare con la nostra rappresentanza territoriale le misure reali da adottare.

Perché secondo gli indirizzi della politica agricola comune il settore agricolo è oggi chiamato a:
  • Tutelare e garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari
  • Salvaguardare il paesaggio
  • Preservare l’ambiente naturale e il benessere animale
  • Fornire un contributo fondamentale alla vita rurale
  • Contribuire alla mitigazione degli effetti negativi dei cambiamenti climatici
Questo sempre più per riaffermare il ruolo e l’importanza di una agricoltura multifunzionale.
Ecco quindi che la ricerca assume un ruolo fondamentale per porre in essere il nuovo modo di fare energia, garantendo una coerenza tra la scelta delle tecnologie del futuro e l’evoluzione del ruolo delle imprese agricole nell’ambito di una agricola sostenibile e innovativa.
Quanto espresso da diverse persone sulla posizione della coldiretti, in merito alla centrale, è una posizione prettamente personale.

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"Rappresentanti della Coldiretti e del Comune di Tarquinia in Germania. Considerazioni"

Riceviamo e pubblichiamo:
Molti Organi di informazione hanno pubblicato, in data 17/05/08, un servizio che esaltava gli impianti energetici tedeschi alimentati a carbone marrone (lignite).
Cerchiamo di comprendere se esistono finalità oscure e surrettizie dietro a questo scoop pseudoscientifico ponendoci alcuni interrogativi:

Chi ha organizzato (o sponsorizzato) il viaggio a favore di un gruppo di agricoltori dell’Alto Lazio nel cuore della verde Germania, cioè nella ridente cittadina di Niederaussem (Colonia)?
Perché tra i turisti – scienziati c’era anche il Vicesindaco di Tarquinia, forse accompagnato dalla signora Marina Migliorato “responsabile per l’Enel e per la Corporate social responsability”?
Perché e con quale autorità scientifica il Signor Giancarlo Orfini, della Coldiretti di Tarquinia, ci assicura e ci tranquillizza sulla innocuità della combustione di lignite (carbone marrone) riguardo alle coltivazioni di qualità (cereali, patate, barbabietola, fragole, asparagi, mirtilli, prodotti Dop)?
Perché il Vicesindaco di Tarquinia asserisce, senza titubanza alcuna, che “l’allarmismo di Tarquinia e Montalto è fuori luogo” ma subito dopo chiede (all’Enel e alle Istituzioni di garanzia) “un controllo serrato sul rispetto dei limiti di legge sulle emissioni”?
Perché il vicepresidente della Coldiretti di Viterbo chiede una “maggiore assunzione di responsabilità da parte dell’Enel nei confronti dei territori coinvolti”?
Noi, che dal 2000 seguiamo con interesse scientifico il tormentato iter autorizzativo della conversione a carbone di TVN, sappiamo con certezza che nella V.I.A. (che è parte integrante del Decreto Marzano) è scritto a chiare lettere:
1. Che nei territori coinvolti dalle ricadute degli inquinanti non è più possibile la coltivazione di prodotti agroalimentari (per l’inquinamento delle falde acquifere) per cui viene consigliata la coltivazione di fiori o di piante grasse (non fiori di zucca commestibili ma… crisantemi, macabro anticipo di riti funebri!);
2. Che i metalli pesanti commisti alle polveri più o meno fini entrano nel ciclo alimentare globale (agrumi, latte e derivati, carni e pesce) e compromettono tutta l’economia che ruota attorno a queste attività lavorative indispensabili alla vita delle nostre popolazioni;
3. Che i prodotti Doc e Dop subiranno un impatto micidiale fino a scomparire.
Che in Germania si coltivino prodotti Dop all’ombra delle maxi centrali a carbone marrone (lignite) ci sembra una notizia “fantascientifica” che vorremmo fosse confermata da fonti governative, anche europee e dall’OMS (che da anni tuona, inascoltata, contro i maxipoli energetici, comunque alimentati). Se ciò risultasse vero, avremmo la controprova che per l’industria tedesca “tutto fa brodo”… anche le eco balle partenopee che, a vagoni, vengono là spedite per essere incenerite, senza alcun rispetto né per il Trattato di Kyoto né per la salute dei cittadini tedeschi. Infatti: se l’incenerimento delle eco balle e del carbone marrone non provoca alcun danno alla salute e all’ambiente, perché i Governi italiani regalano ricchezza energetica alla Germania, perfino mettendoci un sovrapprezzo? Siamo davvero un popolo doppiamente autolesionista?
E, per concludere: come mai i tanto auspicati controlli sulle emissioni (prodotte dalle attività inquinanti del Porto, di Tirreno Power, dei cementifici, dei depositi costieri…. ) non vengono effettuati dall’ARPA e non vengono pretesi anche dal Vicesindaco di Tarquinia (e non solo da Lui)? Perché la tanto decantata “assunzione di responsabilità da parte dell’Enel” si estrinseca in una pioggia di compensazioni in danaro e non si trasforma in un programma di ricerca seria e lungimirante sulle fonti energetiche alternative?
La controinformazione Enel può far presa sulle coscienze addormentate o su chi gioca su più tavoli. Noi abbiamo una sensibilità etica “a prova d’inquinamento” e ubbidiamo ai dettami della scienza e all’imperativo del bene comune.

Il Coordinamento dei Medici e Farmacisti per la difesa dell’ambiente e della salute.

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19 maggio 2008

Polveri sottili, trombosi venosa ed embolia polmonare



Uno studio pubblicato sulla nota rivista 'Archives of Internal Medicine', ha messo in evidenza che ogni volta che il particolato fine presente in un metro cubo d'aria aumenta di 10 microgrammi, il pericolo di trombosi venosa cresce del 70% (Arch Intern Med. 2008;168(9):909-911).
La ricerca è stata effettuata dagli esperti della Clinica del lavoro della Fondazione Policlinico del capoluogo lombardo. Gli autori hanno preso in esame i livelli di esposizione a polveri sottili di 870 persone, cui era stata diagnosticata la trombosi venosa tra il 1995 e il 2005. I ricercatori hanno inoltre valutato 1.210 cittadini sani residenti in varie zone della Lombardia.
Per misurare i livelli di inquinamento il team ha utilizzato 53 centraline Arpa posizionate in altrettanti punti della regione. Dal confronto emerge la netta associazione tra elevati livelli di esposizione al particolato e rischio di trombosi.
Mentre è già noto che l'inquinamento atmosferico aumenta il rischio di infarto e ictus, questo studio mette in relazione per la prima volta le polveri sottili e la formazione di trombi nelle vene, soprattutto delle gambe.
La trombosi venosa è l’anticamera dell’embolia polmonare. Il 79 % dei pazienti con embolia polmonare sono affetti da trombosi venosa profonda e, viceversa, il 50 % dei soggetti affetti da trombosi venosa profonda hanno un’embolia polmonare. Ogni anno, negli USA, 300.000 persone muoiono per embolia polmonare (NEJM 388;10,208).
Viste le dimensioni di questi effetti e l'enorme diffusione del particolato inquinante, i risultati della ricerca introducono un nuovo diffuso fattore di rischio per la patogenesi della trombosi.
Per quanto riguarda le polveri sottili, si sottolinea che i risultati di uno studio patrocinato dall’ACI elaborando dati istituzionali, ha confermato quello che accade in Europa, vale a dire che solo una percentuale inferiore al 30 % delle polveri rilevate nelle città italiane viene prodotta dal traffico stradale (http://webpress.unraeservizi.com/unrae_giornalisti/bk_o/file_pdf_unrae/Studio.pdf)
La produzione di energia, le industrie ed gli inceneritori sono responsabili complessivamente dell’emissione nell'aria di una quota di polveri fini superiore a quella prodotta dal traffico.


L'interpretazione dei risultati dello studio è veramente semplice. Infatti è sufficiente osservare come spesso i livelli delle polveri fini siano rimasti alti anche dopo numerosi giorni di blocco totale del traffico e, viceversa, si riducessero anche senza interventi di limitazione del traffico ed in assenza di condizioni meteorologiche favorenti la dispersione degli inquinanti.
L'ovvia conseguenza è che tutte le iniziative volte alla sola limitazione del traffico per abbassare i livelli delle polveri sono e saranno sempre insufficienti al fine del controllo dell'inquinamento e, soprattutto, delle gravissime patologie ad esso correlate.

Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l'Ambiente e la Salute (Lazio)
G. Ghirga

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Richiesta di moratoria sul carbone - a TVN si produca energia solare

Spezziamo le catene della schiavitù energetica! Non facciamoci fregare: a Civitavecchia vogliono bruciare carbone sporco, quello nero e tossico che tutto il mondo vuole bandire come combustibile per la produzione energetica. Enel, vuole bruciare carbone solo perché è conveniente per i propri guadagni, che non sono e non saranno mai, i nostri.

Chi produce e vende energia deve affrontare i cittadini, non i politici in svendita. La salute non si compra, infatti anche i ricchi muoiono. Ma i soldi annebbiano la coscienza. Tanto, poi, a disgrazia avvenuta basta un mazzo di fiori, tante parole vuote e la solita faccia di bronzo!
Abbiamo a disposizione una grande sorgente di energia naturale, veramente pulita, il sole.

Perciò chiediamo:
una moratoria sul carbone,
che Torrevaldaliga Nord sia trasformata, sì, ma in una
CENTRALE SOLARE TERMODINAMICA
del tipo progettato dal Prof. Carlo Rubbia.

Appuntamento in Piazza G. Matteotti a Tarquinia
ore 9,00 Saluto delle autorità che aderiscono alla manifestazione
ore 11,00 Partenza del corteo
Partecipare è un dovere, lo dobbiamo ai nostri figli e alle nostre coscienze.

Nocoke Tarquinia

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Gli agricoltori di Tarquinia dicono NO al carbone

Comunicato stampa degli agricoltori di Tarquinia
"Sono centinaia di anni che coltiviamo la nostra terra,non conosciamo domenica,non conosciamo vacanze ma solo fatica,ci stanno rubando in un sol colpo,salute,economia,dignità,ma non sappiamo difenderci,abbiamo per anni delegato altri,ma ci hanno tradito,non accadrà più,quindi il 24 maggio useremo i nostri trattori ,i nostri ortaggi sulla S.S.Aurelia come scudo e protesta contro lo scempio del carbone”.

Agricoltori Alto Lazio

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18 maggio 2008

La favola del CARBONE PULITO - Smascheramento di un bluff scientifico e mediatico.

Dal 1999 (anno sfortunato in cui Enel Spa chiese al Governo di “rottamare” la obsoleta centrale di TVN ad olio combustibile per sostituirla con un’altra a carbone) il mondo scientifico italiano (universitario e imprenditoriale) ha fornito avvilente spettacolo della propria inadeguatezza intellettuale e della propria incompetenza tecnologica riguardo alle metodiche impiantistiche da applicare alle sfide dello sviluppo energetico sostenibile.

Gli scienziati delle varie discipline (chimici, biologi, ecologisti, medici, ingegneri) si sono accapigliati animosamente (alcuni di Essi NON per spirito di verità ma per interessi di bottega) a diffondere confusione sia nell’opinione pubblica sia nelle Istituzioni pubbliche sia nel mondo imprenditoriale.
L’unica entità plutocratica italiana (orrenda chimera economico - politica, famelica e cinica, nemica dell’articolo 43 e sorda ai richiami etici dell’articolo 32 della nostra Costituzione) a non essere scalfita dalle diatribe scientifiche è l’ENEL, tutt’ora ibrido “pubblico - privato” per la quale gli appetiti economici prevalgono sul bene comune. Impavidamente e protervamente Essa gestisce i conflitti scientifici e i narcisismi professorali universitari elargendo blandizie agli ipotetici oppositori e riducendo al silenzio e irridendo ai conati di dissenso dei sempre più rari difensori della verità.
Il metodo aureo (sia nel senso letterale che metaforico), usato per contrabbandare le verità pseudoscientifiche, consiste in una capillare opera di disinformazione sistematica, con campagne mediatiche costose e sfrontate (convegni autoreferenziali, interviste fumose a personaggi di basso profilo scientifico, sponsorizzazioni ed elargizioni plateali ammantate di umanitarismo a buon mercato, visite guidate di acritiche scolaresche universitarie invitate nella “casa madre” dell’oste che mesce il suo buon vino, sopralluoghi di personalità istituzionali straniere che fungono da apostoli e propagandisti nel mondo della strabiliante tecnologia del carbone pulito made in Italy).
A nulla sono valse le esplicite e reiterate asserzioni di personalità super partes (il premio Nobel Rubbia ha bollato come “improponibile” la produzione di energia pulita da carbone sporco; gli Istituti scientifici hanno dimostrato i rischi connessi alla combustione di prodotti fossili; gli Osservatori epidemiologici pubblici hanno diffuso allarmanti statistiche di patologie da inquinanti; l’OMS da decenni avverte i governanti del mondo affinché evitino l’installazione di maxipoli energetici induttori di grave impatto ambientale).
Ora c’è un’ulteriore fonte d’informazione, “libera” da condizionamenti plutocratici e accessibile al popolo del Web, sulla enciclopedia mediatica Wikipedia alla voce “carbone pulito”. Ne riassumiamo i punti-chiave:
1° L’unica tecnica d’avanguardia definibile come “pulita” è quella che si sta sperimentando dal 2003 negli Stati Uniti (NON qui a Civitavecchia!) e che si definisce “Ciclo Combinato di Gassificazione Integrata del Carbone” (IGCC). Tale processo avanzato di gassificazione del carbone procurerà molti vantaggi perché sarà contemporaneamente più efficiente e meno inquinante dell’attuale processo di semplice combustione del carbone, chiamato Combustione del Carbone Polverizzato (PCC) e previsto nella costruenda centrale di TVN. Ne deriva che, scientificamente parlando, soltanto il processo in fieri (il GCC), una volta perfezionato e attuato, potrà fregiarsi del titolo di “impianto a carbone pulito ad impatto ZERO!” La propaganda – ENEL è quindi un condizionamento pseudoscientifico, purtroppo avallato dal dissennato comportamento di Autorità Accademiche poco libere e nient’affatto super partes…. Tanto che in Wikipedia si asserisce, senza mezzi termini, che “in Italia, nell’area di Civitavecchia, dal 2003 l’ENEL sta facendo investimenti nelle tradizionali tecnologie a combustione solida PCC e, quindi, NON a carbone pulito”!
2° “Gli impianti PCC, come quelli in costruzione a Civitavecchia, rilasciano emissioni nocive di metalli pesanti e nano polveri al punto da causare un elevato tasso di mortalità nelle popolazioni esposte fino a 300 km dal punto di emissione dei gas”.
Se non faremo tesoro di queste informazioni scientifiche, libere da condizionamenti economici e politici, continueremo ad essere un popolo di poeti, santi, martiri e… inquinatori, arrecando danni all’ambiente, alla salute e all’economia della nostra bella Italia “non donna di province ma bordello”.
Il Coordinamento dei Medici e dei Farmacisti per la tutela della salute e dell’ambiente .
Civitavecchia 17 maggio 2008

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A Tarquinia Forza Italia è contro il carbone

Comunicato stampa di Forza Italia - Tarquinia. Riceviamo e pubblichiamo. La presunta lungimiranza del Sindaco di Tarquinia in tema di Centrale a Carbone di Civitavecchia s'interromperà là dove incrocerà la volontà popolare.

Probabilmente dimentico, Lui, la sua amministrazione e la maggioranza che lo stampella, di governare la Città solo con uno scarto di cinquanta voti di differenza (pari agli abitanti di uno dei palazzi più piccoli che svettano nella zona Peep di Tarquinia), non si rende più conto, di là dei risultati elettorali delle recenti politiche, che i cittadini non lo vogliono più per la sua arroganza, per il modo di parlare (in una trasmissione come il Grande Fratello basta molto meno per essere sbattuti fuori dei giochi), per non essersi dimostrato “L’Amico in Comune” annunciato, nel calpestare e prendere per i fondelli la Democrazia solo per dimostrare di essere un Sindaco. Potere per il Potere?
Ora, non pago, mette la ciliegina sulla torta. L’opposizione del Consiglio Comunale, unitamente ad un consigliere di maggioranza, interpretando la volontà popolare, alla vigilia di una manifestazione di protesta che vede trasversalmente unite decine e decine di Istituzioni, Associazioni e Movimenti di Opinione, compatte nel chiedere il non avviamento della centrale a Carbone di Civitavecchia ed urlando che nessuno accetti interventi compensativi di alcun genere, ha chiesto la convocazione urgente di un Consiglio Comunale Aperto per discutere il problema di fronte alla cittadinanza con diritto di parola.
Il Sindaco di Sinistra cosa fa? Deve essere sollecitato dal Prefetto di Viterbo, costatato il suo tergiversare, per convocare, nei termini di legge, quanto richiesto dalle opposizioni e, forse, per vendicarsi della tirata d’orecchie, convoca il massimo consesso cittadino (guarda caso non aperto al pubblico dibattito) il 19 di giugno, ad un mese circa di distanza posticipata da una manifestazione di protesta-rivendicativa che ormai si sarà svolta e, forse, alla vigilia dell’attivazione dell’impianto TVN di Civitavecchia. Faccia pure, il Sindaco di Tarquinia, i suoi calcoli personal-politici.
Ma quello che più ha scosso noi dell’opposizione ed anche i cittadini presenti all’ultimo Consiglio Comunale, è stato l’assordante silenzio, a testa bassa, dei Consiglieri Comunali, Medici dell’Ospedale di Tarquinia, (tre) di maggioranza, alle nostre constatazioni che, dopo più di cinquanta anni di emissioni delle centrali termoelettriche di Civitavecchia e Montalto di Castro, sul nostro territorio e più in generale nell’Alto Lazio, questa area dell’Italia Centrale, compresa Tarquinia, riscontra uno dei tassi nazionali più elevati di mortalità per tumori di varia natura.
Quale sarà il costo delle popolazioni negli anni a venire? Basteranno 21 milioni di Euro per progetti socio-culturali a lenire il dolore delle morti anticipate e politicamente incomprensibili?
Non ci si potrà lamentare domani se poi i cittadini si sentano poco od affatto legati alle Istituzioni.
Noi siamo certi di partecipare, senza prendere fischi, alla manifestazione indetta dal Comitato dei Cittadini Liberi del 24 maggio.
Questa brutta storia della Centrale a Carbone di Civitavecchia vede precise responsabilità dei passati Governi Berlusconi e Prodi. Oggi abbiamo pubblicamente affermato che prima dei Governi si impone la salute dei Cittadini. Come in passato, localmente, ci stiamo adoperando politicamente, anche contro noi stessi. Al Sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola, oggi tutto gli dovrebbe rimanere più facile rispetto a noi.
Ma lui è lungimirante e dall’alto della collina tutto è più chiaro nel prevedere il futuro. E’ stato lui stesso, però, ad affermare pubblicamente, nel corso di un Consiglio Comunale, per metterla in tasca al Sindaco Moscherini, di voler andare ad occupare per protesta il Comune di Civitavecchia. Abbiamo in proposito proposto di mettere a votazione un ordine del giorno in tal senso dichiarando la nostra disponibilità a seguirlo, ma, Lui, non ha poi acconsentito.
A Tarquinia, nel passato, ci sono stati Sindaci di Sinistra e Destra che contro l’assalto al territorio da parte dell’Enel non hanno mai ceduto (vedi Centrale Nucleare). Siamo rimasti poveri e li ringraziamo.
Decida Mauro Mazzola cosa vuole fare di se stesso e del suo popolo che ignora. Noi non abbiamo dubbi: staremo accanto ai cittadini e combatteremo anche contro i mulini a vento!
P.S. – Che il Vice Sindaco di Tarquinia Serafini a spese dell’Enel sia andato a guardare come funzionano le centrali a carbone in Germania piuttosto che quelle Italiane, per noi, rimane un suo problema personale e non certo della collettività tarquiniese. Forse, Lui, è cittadino Tedesco?

Stefano Zacchini

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16 maggio 2008

Carbone pulito: "diversamente sano".

(Senza parole)

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Civitavecchia, sabato 17 ore 17,00

In vista della manifestazione del 24/05/08

Sabato 17 maggio 2008, Incontro di informazione, spettacolo con artisti di strada, mostra foto/artistica. Ore 17,00 Piazzale degli Eroi, Civitavecchia.

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11 maggio 2008

Non ci sono le condizioni perché il primo gruppo di TVN sia collaudato

Riportiamo un articolo comparso su civonline.it
"Si continua a parlare di date e di prove tecniche per la nuova centrale di Tvn, ma rimane ancora il fatto che le opere a mare non sono concluse. «Così – ha spiegato il consigliere comunale dei Verdi, Alessandro Manuedda – è impossibile far attraccare le navi e, soprattutto, far arrivare il carbone in centrale nel modo in cui è previsto, attraverso i nastri di trasporto, con strutture chiuse e depressurizzate.

L’avanzamento dei lavori a mare sarebbe giunto circa a metà e a febbraio la seconda fase dei dragaggi che, come si legge anche nell’ordinanza della Capitaneria di Porto 18/2008, prevede il dragaggio per circa 100 mila metri cubi». L’ipotesi che circola in ambienti locali è quella che le navi attraccherebbero in porto e poi il carbone verrebbe scaricato e trasportato su strada, con camion, fino alla centrale. «Se così fosse – ha aggiunto Manuedda - si registrerebbe una violazione al decreto Via e agli elaborati successivi, che parlano di un sistema di movimentazione e stoccaggio a ciclo chiuso». Proprio per questo lo stesso consigliere comunale ha intenzione di segnalare la questione al Ministero dell’Ambiente e al Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente. «Non so neanche – ha aggiunto – se Enel potrà procedere all’accensione del IV gruppo e alle prove tecniche delle sole caldaie che, come da progetto, prevedono il metano, in assenza dell’autorizzazione integrata ambientale sulla quale dovrebbe decidere a breve il Ministero. Autorizzazione che secondo noi è necessaria e obbligatoria per Tvn: fosse da considerarsi ricompresa nel decreto autorizzativo del 2003, dopo cinque anni sarebbe comunque necessario il rinnovo. Il decreto è del 24 dicembre 2003, i 5 anni scadono a dicembre prossimo ma la domanda di rinnovo va inoltrata sei mesi prima, ossia a giugno. Attendiamo intento la decisione del Ministero che solleciteremo anche la prossima settimana».

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Una testimonianza gravissima. Ora chiamateci NIMBY




Questo video mostra la gravità dell'impatto sanitario e ambientale che le centrali TVN/TVS hanno avuto sul territorio nei passati decenni. Il nostro "no al carbone" è un grido in difesa di un diritto fondamentale, un atto di legittima difesa. Aiutaci a far conoscere la verità. Appuntamento il 24 maggio a Tarquinia.


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9 maggio 2008

Come far soldi col cinismo (e col carbone)


Questo tale Pierpaolo Scandurra (che potete contattare all'indirizzo email pierpaolo.scandurra@certificatiederivati.it) ci propone un bell'affare, leggete qui: "far soldi coi rifiuti e col carbone". Cinismo? Le speculazioni non si fermano davanti a niente, tranne che -forse- a un bel "vaffanculo" collettivo, quando la società civile sa esprimerlo nel modo giusto.

Quest'uomo invita a fare soldi con il carbone. Noi possiamo invitarlo a fare altro.

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Off Topic: tra i ministri del governo Berlusconi

Onorevole Carfagna, neo Ministra per le pari opportunità

Come al solito la realtà supera la fantasia, e vediamo materializzarsi eventi e cose che difficilmente l'immaginazione avrebbe saputo evocare. E' così che ci ritroviamo con una Ministra per le pari opportunità ex valletta televisiva. Potrebbe sembrare una barzelletta mal riuscita, eppure la dott.ssa Carfagna, che vediamo in foto,

da valletta, sexy-sciocchina, testimonianza incarnata del maschilismo televisivo più rozzo, va ad assumere la titolarità (solo nominale, probabilmente) del Ministero "per le pari opportunità". Non servono commenti.
Istruzione: l'incubo Bondi è finito. Avevamo sudato freddo, implorato gli dei che il nome di Bondi ne restasse il più lontano possibile. Forse diffondere voci di una sua possibile investitura su quella poltrona, era stata solo un modo per farci sentire sollevati quando lo si fosse sostituito con chiunque altro. Insomma, la vecchia storia dell'operaio sventurato il cui unico piacere nella vita è, alla sera, togliere le scarpe di tre numeri troppo strette. Ecco, in questo senso è un vero piacere apprendere del nome della Gelmini.Certo, poi passata l'ebbrezza, ci si chiede: ma chi è costei? E allora si scopre che si tratta di un Avvocato 35enne con nessuna esperienza e conoscenza minimamente associabile al mondo della scuola o della formazione. In compenso rappresenta una delle fedelissime del Nanocavaliere. Visto che nell'istruzione risiede il luogo fondamentale per la crescita culturale ed il futuro di un Paese, la Gelmini è proprio ciò di cui avevamo bisogno. Non che si possa rimpiangere Fioroni, per carità. Ma un Ministero dato a una INCOMPETENTE nel senso proprio del termine, resta difficile da comprendere. Non dimentichiamo che le vie della politica sono infinite. Tutto quello che è saccheggiabile, violabile, vessabile, sfruttabile, sfondabile, tutto ciò che può rappresentare un attacco sadico al bene comune, la politica italiana lo esprimerà in modo mirabile.

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6 maggio 2008

L'entità dell'affare "riconversione TVN"



Da rimanere di sasso. Leggete bene questa notizia: alla luce di quanto segue è facile comprendere l'importanza strategica che riveste la riconversione a carbone di Torrevaldaliga Nord per i piani industriali dell'ENEL.

"Enel pulisce il carbone cinese"
Enel ha firmato ieri a Pechino due accordi di cooperazione per l’abbattimento delle emissioni ad effetto serra. L’intesa permetterà ad Enel di collaborare nelle attività di ricerca e sviluppo per l’utilizzo di «clean coal technologies» (carbone pulito) in Cina grazie all’esperienza già maturata in Italia sull’impianto di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia e nelle tecniche di cattura e stoccaggio delle emissioni di Co2.

TVN rappresenta una vera e propria vetrina mondiale per ENEL, che infatti ospita regolarmente delegazioni di tecnici esteri in visita al cantiere di Civitavecchia. La riconversione a carbone di Civitavecchia rappresenta quindi un vero e proprio "ariete" per sfondare i mercati esteri, specie, si suppone, quelli dei paesi in via di sviluppo, con economia marcatamente industriale.
Comprendiamo ora il motivo dell'entità della mobilitazione di ENEL per far passare la riconversione a tutti i costi. L'affare coinvolge probabilmente un giro di affari di proporzioni colossali. C'è molto da riflettere.

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Perché le tecnologie "carbon capture and storage" non rappresentano una via praticabile


Le cosiddette CCS (carbon capture and storage) tecnologie di stoccaggio dell'anidride carbonica nel sottosuolo, a dispetto di quanto dichiarato dalle lobbies del carbone, non potranno dare alcun contributo per preservare il nostro pianeta. I motivi sono chiari:

  • le CCS non saranno pronte (ammesso che lo saranno mai) prima di un decennio;
  • il dispendio energetico per mettere in pratica le CCS sarebbe enorme;
  • stoccare enormi quantità di gas nel sottosuolo è troppo rischioso;
  • le CCS saranno troppo costose;
  • le CCS distolgono l'attenzione dal veri problemi dello sviluppo e della produzione energetica;
  • l'unica via per il futuro (già dal presente!) sono le energie rinnovabili.
vedi qui per l'articolo originale di Greenpeace

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4 maggio 2008

"Carbone, libertà di stampa e silenzi"

Riceviamo e con piacere pubblichiamo questo contributo di Giulio Carra.

"Nell’alto Lazio la Centrale TVN di Civitavecchia (RM) non metterebbe in pericolo soltanto la salute dei cittadini e l’economia dell’intera area.

Il caso prende spunto da una conferenza stampa convocata dal Sindaco di Tarquinia alcuni giorni fa in relazione alla Centrale TVN di Civitavecchia. Ormai pressato dall’opinione pubblica, in un primo momento tutti avevano ipotizzato che il primo cittadino
volesse chiaramente prendere posizione sul problema anche alla luce degli intenti espressi di recente dall’Università Agraria e del Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca (che raccoglie oltre venti comuni del comprensorio) di partecipare alla Manifestazione di protesta indetta, per il 24 maggio prossimo, dal “Comitato Cittadini Liberi per la Difesa della Salute e dell’Economia”.
Ben presto ci si è resi conto, però, che la realtà fosse un’altra. Comunica ai giornalisti presenti che ad aprire le trattative con l’Enel, per i cosiddetti interventi compensativi, non sia stato lui (di centro-sinistra) bensì la precedente amministrazione di centro-destra esibendo un vecchio documento del 19 dicembre 2002 relativo all’esame di un protocollo d’intesa, stipulato nel corso di una riunione al Ministero delle Attività Produttive, alla quale parteciparono la Regione Lazio, la Provincia di Roma, l’Enel, i comuni di Civitavecchia, Santa Marinella, Tolfa e Tarquinia.
Tralasciando il fatto che basterebbe rileggere le cronache giornalistiche di quel periodo o, forse, in maniera più asettica, quanto affermato nella sentenza n.5481 del Tribunale Amministrativo del Lazio dove chiaramente vi è scritto che, ad eccezione del Comune di Civitavecchia, nessuno dei comuni interessati e quindi anche Tarquinia, nel successivo 2003, non ratificò mai quel protocollo di intesa, non si riesce a capire perché si sia voluto ad ogni costo, oggi, reinnescare pericolose micce politiche quando proprio il Presidente dell’Università Agraria, Antonelli (ed occorre darne atto), avesse fatto tanto per andarle a smorzare. Non volendo entrare in merito alle diatribe che poi si sono, oggi, di nuovo scatenate, crediamo che la sortita del Sindaco Mazzola non faccia altro che confermare indirettamente la presenza di approcci recenti tra Enel e Comune di Tarquinia. Altrimenti non si spiegherebbe il perché ci si affanni a dimostrare che siano stati altri ad averli di fatto iniziati prima di lui e tanto tempo fa. Non si comprende, però, come mai sia così tanto difficile doverlo dichiarare apertamente.
Ma la storia sulla quale vogliamo soffermarci non è questa e sotto certi aspetti è molto più triste.
A quella conferenza stampa fatta nel suo ufficio, nella sede pubblica del Comune, solo alcuni giornalisti sono stati invitati, altri sono stati lasciati a casa, altri ancora, addirittura, non sono stati fatti entrare prendendo a pretesto, se pur conosciuti, che non sono iscritti all’Ordine Nazionale. Che curioso paese l’Italia: c’è chi chiede a gran voce l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e chi, invece, se ne fa scudo per comunicare soltanto, probabilmente, con chi è gradito.
Ma, fuori di quella porta, sono stati trattenuti anche alcuni rappresentanti dell’opposizione e ben presto da dentro quella stanza, invece, sono iniziate ad uscire urla e turpiloqui allorquando alcuni giornalisti, rischiando di essere materialmente cacciati, hanno iniziato a porre domande sicuramente non tanto gradite al Sindaco.
Perché parliamo di questi fatti? Purtroppo sono alcuni mesi che nell’Alto Lazio un’informazione corretta a 360 gradi sul carbone è assicurata soltanto da alcune e davvero poche testate giornalistiche telematiche, mentre per tutto il resto, e soprattutto da parte della carta stampata, radio e televisioni, si assiste ad un ignobile balletto di reticenze o, al contrario, di grandi spazi dedicati ad alcuni particolari, che in questa brutta “storia carbonara”, dovrebbero esclusivamente “filtrare” e raggiungere l’opinione pubblica.
Ora fa davvero male, nelle città dell’Alto Lazio, vedere giovani colleghi giornalisti, con gli occhi lucidi di rabbia, sfogarsi e confessare di essere stati senza scrupoli imbavagliati e censurati ufficialmente dalle redazioni centrali di blasonati giornali che invece ogni giorno, come prime donne su una passerella di una sfilata di moda, dalle loro colonne fanno sfoggio della parola “Libertà”.
Si parla di articoli scomodi mai pubblicati e di altri tagliati ad arte se non quando addirittura completamente rimaneggiati e stravolti nel senso. Non basta: ma sembrerebbe ormai certo che politici od amministratori di questa zona prendano contatto direttamente con i responsabili delle redazioni locali cercando di far rimuovere questo o quel giornalista.
Solo indebite interferenze non nuove alla storia del giornalismo italiano o dietro di esse si nascondono e celano ben altre cose?
Questa situazione mi fa ritornare indietro nel tempo di qualche decennio. Giovane cronista, rifiutai denaro, case e carriera per non tacere, e dopo essere stato redarguito anch’io dalla redazione centrale di un “bel” giornale, in pieno Consiglio Comunale, quello di Tarquinia, un’esponente dell’allora maggioranza urlò: “Cacciate Carra!”. Questo per aver dato notizia di un’inchiesta aperta dalla magistratura su alcuni esponenti politici dell’epoca. Ora determinati personaggi sono scomparsi dalla scena ed altri sono morti. Ma le tinte fosche sembrano essere, oggi, le stesse di allora.
Ho voluto ricordare questa personale storia, ormai sepolta, soltanto per dire che, purtroppo, non c’è niente di nuovo sotto il sole e per ricordare a quei giovani colleghi con gli occhi lucidi di rabbia che fortunatamente la libertà non è un articolo di legge che possa essere abrogato semplicemente con un colpo di mano. E’ un anelito dell’uomo, un principio socio-istituzionale ed allo stesso tempo una prassi che deve essere di giorno in giorno ribadita, professata, esercitata, strappata, attimo per attimo, dai vortici degli interessi particolari, costi quel che costi. Ma non ci si rassegni mai al silenzio. E’ davvero curioso che la stampa in genere sia ritornato a parlare di eventuali accordi ed incontri relativi agli interventi compensativi solo dopo una “pasquinata internettiana” a nome di un sedicente “Gasparino il Carbonaro”!
Francamente non so che tipo di 25 Aprile si sia mai festeggiato da queste parti alla luce di tali spigolature a margine.
Si avrebbe voglia di scrivere al Presidente della Repubblica, ai Prefetti di Roma e Viterbo, ma non vogliamo disturbarli per così tanto poco. In fondo la “Democrazia” è ben radicata nella coscienza del Popolo dell’Alto Lazio ovunque voti, e può anche ben sopportare colpi bassi di questa natura. Speriamo soltanto che la semplice eco delle cose che qui accadono possano giungere alle loro orecchie e che, in questa “storia carbonara”, ci siano ancora magistrati che non abbiano paura di essere trasferiti, come purtroppo è già successo. Se indagini dovranno mai essere aperte sugli iter burocratici di questa centrale e quanto altro non ci si basi sulle voci, sulle chiacchiere, sulle dicerie, sulle intercettazioni telefoniche, ma soltanto inforcando gli occhiali (perché bastano e sono sufficienti) per guardare quello che sta scorrendo davanti agli occhi di tutti.
Mettiamo a disposizione queste pagine, in ogni caso, di chi fosse censurato e volesse invece parlare, esprimendogli, al contempo, tutta la nostra solidarietà.

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2 maggio 2008

Il solare è già più conveniente del carbone. STOP ORA AL CARBONE


Grazie a chi nel futuro, nell'innovazione, nello sviluppo sostenibile crede davvero, il costo della produzione di energia elettrica con impianti di tipo fotovoltaico tra un anno sarà già più conveniente del carbone. Senza ovviamente l'impatto sanitario/ambientale del nero combustibile.
Vedi l'articolo uscito su rinnovabili.it, a riguardo della nuova tecnologia XCPV.
Non c'è bisogno di ricordare che il prezzo del carbone è destinato ad aumentare, mentre quello del solare a scendere.
Ecco perché noi non vogliamo che si investa in carbone, che non si costruiscano centrali a carbone, che la centrale di TVN sia fermata ORA.
Il nostro Premio Nobel Rubbia non smette di ripetercelo: all'estero il boom del energia pulita è iniziato, e noi stiamo ancora costruendo centrali a carbone.
A chi conviene davvero tutto questo? Chi specula sulla nostra salute e frena il nostro sviluppo? Tra i responsabili di questa situazione, la lista di governi, ministri, partiti e aziende è sin troppo lunga, e la storia delle nostre battaglie si trova in questo stesso blog. Ora abbiamo le prove definitive che anche in termini strettamente economici il carbone NON è conveniente, ed è una soluzione anacronistica. L'opinione pubblica deve fare pressione sulla politica perché tutto questo cambi. CHE TVN SIA FERMATA SUBITO.

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1 maggio 2008

I costi del solare già abbattuti in modo drastico!


Importante news segnalata dal blog futuroprossimo (vedi qui)

"Una start-up di Silicon Valley annuncia di aver sviluppato una tecnologia che può portare entro un anno a prezzi assolutamente competitivi nel campo dell'energia solare.

Il "fotovoltaico concentrato" della SUNRGI si basa su un sistema di lenti convettive che produce molta più elettricità dei sistemi tradizionali, e in molto meno spazio Domani è previsto l'annuncio da parte di Craig Goodman, il capo della National Energy Marketers Association.
Qui si fa sul serio. Secondo i piani della SUNRGI, entro un anno si avvierà il progetto di produzione per aziende e compagnie commerciali: entro 3 (tre) anni il mercato domestico sarà invaso di questo solare nuovo, più piccolo, più potente, a buon mercato.
Parliamo di costi, adesso. Attualmente il solare produce solo l'1% dell'energia mondiale, perchè costa circa 20 centesimi di euro a Kilowatt/ora. Esclusa l'installazione. La strategia fino ad ora era: entro il 2010 costerà dai 9 ai 15 centesimi. Tra i 4 e gli 8 entro il 2015. Sempre esclusi i costi di installazione.
La strategia della SUNRGI è molto, molto più 'aggressiva'...Entro il 2009 quest'azienda produrrà un pannello solare che costa circa 4,7 centesimi di euro per ogni KW-ora che produce. Compresa l'installazione.
Insomma, 6 anni prima del previsto avremo un'energia che costa 5 volte meno di quella attuale. Passi da gigante."
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Intanto nel Qatar, entro il 2013 sarà costruita una centrale solare DA 3500 MEGAWATT!! (vedi qui)

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28 aprile 2008

Et voilà, le compensazioni son servite. Con tanti auguri da parte di Enel!

Fulvio Conti (AD Enel), Mazzola (Sindaco di Tarquinia), Moscherini (Sindaco di Civitavecchia). Vignetta di L. Fortunati. (clicca sull'immagine per ingrandire)

Ci siamo quasi: l'opera di svendita dell'interesse pubblico si sta compiendo, in tempo per il collaudo del primo gruppo di TVN annunciato per giugno. In evidenza le performance degli attori Enel "l'energia che ti insulta", le amministrazioni comunali complici (menzione speciale per "diamoci da fare" Moscherini), Regione (Marr-asshole) e governi (sinistradestracentro).
Pare che nessuna tra le amministrazioni locali abbia rifiutato di sedere al tavolo degli sconfitti, al cospetto di Sua Emissione ENEL. Dopo aver incassato i voti delle popolazioni per aver sostenuto il loro "no al carbone", le varie amministrazioni stanno raggiungendo quello che evidentemente era il loro vero scopo: le compensazioni. I danni alla nostra salute, al nostro ambiente, alla nostra economia, vengono forfettariamente monetizzati: un bel piattone di lenticchie, qualche spicciolo per le spese e tanti auguri per il toto-cancro che ci attende, unica sicurezza del "carbone pulito". I cittadini ringraziano. Ma qualcuno dovrà pagare per tutto questo. Stanno tentando di vendere e svendere qualcosa che non ha padroni. Quanti ritengono che questo comprensorio sia ormai abitato da sudditi rassegnati o disinformati, presto vedranno da soli quanto grande è il loro errore.

Riportiamo stralci da un articolo apparso su civonline.it in data 24/04/08:
Da giorni ormai, voci sempre più insistenti si stanno diffondendo in relazione ad una presunta trattativa tra l’amministrazione comunale di Tarquinia e l’Enel. Tali accordi dovrebbero culminare, secondo i bene informati, con l’introito da parte del comune etrusco di circa 15 milioni di euro quale risarcimento per l’entrata in funzione del nuovo impianto per la produzione di energia elettrica a carbone di Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia. Nei giorni scorsi il sindaco Mazzola ed il presidente della cooperativa Pantano, Gianfederico Angelotti insieme agli agricoltori avrebbero discusso della questione Tvn. C’è chi sostiene sia pronto un accordo per monetizzare con l’ente elettrico il risarcimento per i danni che saranno procurati al territorio e alla salute degli abitanti.
I soldi del carbone non arriveranno soltanto a Tarquinia, ma sarebbero pronti a raggiungere anche gli altri comuni del comprensorio, da Tolfa ad Allumiere, a Santa Marinella, dove le trattative dovranno essere riaperte con il nuovo sindaco Bacheca che dovrà decidere che fare. Secondo indiscrezioni, l’accordo tra la società elettrica e i comuni del comprensorio sta arrivando al traguardo. L’Enel dal canto suo non ha fatto mistero dell’apertura di un tavolo di trattativa con i quattro comuni, anche durante i tavoli ministeriali e regionali, con il ministro Pierlugi Bersani e il governatore del Lazio Piero Marrazzo.

Il commento del "Comitato dei Cittadini liberi in difesa della salute e dell'economia":

"...Due i veri temi da dibattere: uno è l'epilogo della vicenda compensazioni, iniziata a gennaio con il sindaco di Tarquinia “indignato” perché i No coke lo imputavano di essere in trattativa con Enel, che non solo c'è stata ma s'è conclusa con un ridente Mazzola pronto ad afferrare 13 milioni di euro.
Non sappiamo se il prezzo della salute del sindaco sia giusto (13 milioni diviso 15.000 abitanti fa circa 867 euro) ma per i molti e sempre più cittadini che hanno compreso la verità sullo “sporco carbone pulito” la cifra è bassa.
Una cifra adatta dovrebbe essere almeno pari al risarcimento di un morto per tumore per famiglia nei prossimi anni. In alternativa potremmo accontentarci di una polizza assicurativa, con Enel che paga un premio corrispondente ad almeno due rischi morte per famiglia nei prossimi anni.
Non è una battuta, il programma di calcolo messo a punto dall' Unione Europea parla chiaro: inserendo quantità di carbone bruciato, ossidi di azoto e zolfo emessi, polveri emesse, altezza della ciminiera, densità e distanza della popolazione, il risultato è che i morti aggiuntivi da carbone per tutte le patologie derivate dall'inquinamento saranno pari, dopo alcuni anni, ad un risarcimento di 200 milioni euro.
Poi c'è il danno per malattie pari ad almeno 600 milioni di euro.
Senza contare i danni all'agricoltura, al turismo e alla dignità perché non siamo carne da macello.
Insomma pensiamo di valere più di 867 euro. Mazzola e chi lo sostiene in questa scelta, noi speriamo che almeno i medici si dissocino, è libero di pensarla diversamente ma i conti li sappiamo fare in modo dettagliato e li presenteremo a chi di dovere.
Ogni cittadino, ogni associazione, ogni cooperativa, ogni partito politico, ogni sindacato, ogni parrocchia, ogni aggregazione religiosa è chiamato a diventare movimento per scongiurare il pericolo mortale del carbone.
L'altro punto importante da trattare all'Agraria sono le azioni per fermare la centrale a carbone di TVN. Il comitato dei Cittadini liberi ieri sera ha fissato la data del 24 maggio per la grande manifestazione popolare che dirà al governo di farla finita con Civitavecchia.
Martedì sera, 29 aprile, presso la sede del Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca si terrà la seconda riunione per decidere le modalità di adesione e partecipazione delle strutture agricole alla grande manifestazione del 24 maggio.
Saranno presenti le cooperative, le associazioni di categoria e l'Università Agraria.
La base, gli agricoltori, hanno compreso il pericolo da tempo e ogni volta che si sono riuniti hanno deciso in modo unanime di lottare per fermare la centrale a carbone di Civitavecchia.
Ora chiedono coerenza a chi li rappresenta. Contemporaneamente gli agricoltori chiamano a raccolta tutte le categorie produttive perché ognuno può e deve fare la sua parte. Il 24 maggio Tarquinia aprirà una nuova fase nella vertenza in atto".

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27 aprile 2008

I treni passano, e noi siamo fermi al carbone

Un'altra strabiliante notizia che ci dà la misura di quanto l'Italia stia rimanendo indietro nello sviluppo di energia pulita. Altrove il futuro è già realtà. Questo prodigio si chiama "Clean Technology Power", e riportiamo la notizia così come apparsa su ecoblog.it
Adrian Smith e Gordon Grill sono due architetti all’avanguardia e lo dimostrano le loro idee che suggeriscono come sfruttare la forza del vento che investe i palazzi nascondendo le pale degli impianti eolici all’interno del palazzo. Il progetto chiamato Clean Technology Tower sarà costruito a Chicago e consentirà di avere qualcosa come 300mila metri quadri per un albero e quasi 2 milioni di metri quadri per alberghi e centri benessere-spa.

La novità sta nella capacità di sfruttare tutta la potenza del vento con le turbine posizionate sui quattro spigoli e sulla parte superiore dell’edificio. Allo stesso tempo il vento incanalato potrà esser sfruttato sia per la produzione di energia elettrica che per il sistema di ventilazione interno grazie alle differenti pressioni che si generano. Non potevano mancare ad un eco-edificio, uno strato di pannelli solari, ideali per completare il mix della fornitura energetica. Date uno sguardo alla gallery sulla Clean Technology Tower di Chicago per farvi un’idea di come apparirà.

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26 aprile 2008

Il significato del V-2 Day, secondo "vaffanculo-day"


clicca per vedere un intervento di Grillo a Torino

clicca per vedere l'intervento di Travaglio

Una parte dell'intervento di Beppe Grillo in Piazza San Carlo a Torino (dal Blog, post del 26 Aprile 2008, vedi qui)

Chi non sa non può decidere, non può scegliere. Vive nelle tenebre, nell’oscurità. L’otto settembre l’informazione, che aveva del tutto ignorato il V day, è stata la prima ad attaccarlo. Il potere ha capito che il gioco gli veniva sottratto dalle mani. Il cittadino informato non è controllabile dal potere. E il potere vive grazie al controllo dei media. Le banche, la Confindustria, Mediaset e i Partiti usano le televisioni e i giornali per fare propaganda, assumono i direttori dei giornali come fossero addetti dell’ufficio stampa. I politici senza gli studi televisivi ritornerebbero al nulla dal quale provengono.
L’informazione malata è il virus e i cittadini liberi sono la cura. La Rete è la cura. La libera informazione è la cura.

[...]

Il controllo dell’informazione è il nuovo fascismo. Questo è un Paese che non sa nulla di sé stesso. Nulla sulla morte di Borsellino, sull’Italicus, su Ustica, su Piazza Fontana, sulla stazione di Bologna, sulle bombe di Brescia, su Aldo Moro. Non sa nulla sulla sua vera realtà economica e su un debito pubblico di 1630 miliardi di euro che ci sta trascinando a fondo, all’Argentina. Un Paese cieco sulle cause delle stragi sul lavoro, sul precariato, sulla cementificazione, sugli inceneritori, sul Sud consegnato alle mafie.
Oggi sul palco ci sarà informazione vera. Persone vere che parleranno di realtà nascoste dai media. Ci sono due piazze in festa a Torino. Piazza Castello e Piazza San Carlo. Tutti e due useremo i nostri amplificatori per una liberazione: una passata e una futura. Mi sembra di essere in un racconto di Giovannino Guareschi, ma non so più chi sono, se Don Peppone o Don Camillo.
Informazione libera in libero Stato. Coraggio!

Leggi qui l'intero post

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25 aprile 2008

Per una nuova liberazione dal fascismo. Il fascismo oggi è soprattutto nell'informazione: libera informazione in libero stato. V 2 Day.

Dal blog di B. Grillo, post del 25/04/08
"Morfeo Napolitano ha dichiarato che la stampa deve difendersi dalla Rete. E’ il miglior viatico per i tre referendum del 25 aprile per una libera informazione in un libero Stato. Il presidente della Repubblica è il nostro testimonial. Si è spinto là dove non osano neppure le aquile e Mastella. Persino oltre Hu Jintao. L’informazione è il nostro Piave. La nostra linea rossa. La Rete è l’antidoto, la cura a un’informazione degna di Ceaucescu e di Pol Pot. Il re è nudo e per difendersi non ha più paura del ridicolo..."
Dal blog di B. Grillo, post del 24/04/08
"...Il V2 Day vuole restituire l’informazione ai legittimi proprietari: ai cittadini italiani. I nostri padri e nonni hanno ripulito l’Italia, ma non hanno finito il lavoro.Il nuovo fascismo è il controllo dell’informazione. I nuovi fascisti sono coloro che controllano l'informazione.Firmate i tre referendum: abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione dei finanziamenti pubblici di un miliardo di euro all'anno all'editoria, abolizione della legge Gasparri e del duopolio Partiti-Mediaset.Libera informazione in libero Stato. V2-day. 25 aprile..."

Noi ci saremo.


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24 aprile 2008

Il New York Times sull'uso del carbone, citato il caso Civitavecchia



Parliamo dell'articolo "Europe Turns Back to Coal, Raising Climate Fears" apparso su New York Times .com (leggi qui l'originale)

Il celebre giornale parla delle preoccupazioni e dei movimenti di opposizione che nascono in tutto il mondo contro il folle ritorno all'uso del carbone a scopi energetici.

"...Europe’s power station owners emphasize that they are making the new coal plants as clean as possible. But critics say that “clean coal” is a pipe dream, an oxymoron in terms of the carbon emissions that count most toward climate change. They call the building spurt shortsighted.

“Building new coal-fired power plants is ill conceived,” said James E. Hansen, a leading climatologist at the NASA Goddard Institute for Space Studies. “Given our knowledge about what needs to be done to stabilize climate, this plan is like barging into a war without having a plan for how it should be conducted, even though information is available.

“We need a moratorium on coal now,” he added, “with phase-out of existing plants over the next two decades.”..."

Da notare come l'Autore dell'articolo scivoli in modo piuttosto dilettantesco riportando ingenuamente (speriamo) le balle di Enel su TVN definita "futura centrale a carbone più pulita d'Europa".

D'altro canto, emerge chiaramente come nel mondo scientifico le annunciate soluzioni per lo stoccaggio della CO2, siano destinate ad attivarsi solo nella fantasia e nella propaganda pro-carbone delle lobbies interessate da questo business:

"...Without carbon capture and storage, coal cannot be green. But solving that problem will take global coordination and billions of dollars in investment, which no one country or company seems inclined to spend, said Jeffrey D. Sachs, director of the Earth Institute at Columbia University.

“Figuring out carbon capture is really critical — it may not work in the end — and if it is not viable, the situation, with respect to climate change, is far more dire,” Mr. Sachs said..."


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I cittadini dell'Alto Lazio si difendono dal carbone smascherando omissioni, lacune e carenze delle vecchie autorizzazioni della centrale TVN

24/04/2008 Comunicato

Si e' conclusa con la conferenza dei servizi al Ministero dello Sviluppo Economico, l'audizione dei medici e dei cittadini che rappresentano le famiglie dell'Alto Lazio impegnate in un'azione di leggittima difesa popolare contro lo “sporco carbone pulito” dell'Enel. È in ballo la riapertura della procedura A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale). “Spiegare l'A.I.A. è complicato e l'A.I.A. da sola non basta a fermare la centrale a carbone di Civitavecchia ma è un grande momento di verità” chiariscono i cittadini, proseguendo: “Questo spiega l'opposizione strenua dell'azienda elettrica: Enel ha paura.” Durante l'audizione è stato spiegato che le “lacune e carenze” dei documenti autorizzativi, scoperte dai periti del Tribunale di Civitavecchia sono tante e incontenibili. Riguardano soprattutto l' emissione di metalli pesanti. È stato altresì spiegato che le lacune e le carenze non sono una questione letterale ma si traducono in un numero di morti e di malati aggiuntivi rispetto a quelli dovuti ad altre cause. Per il calcolo del numero di morti e malati si applica un programma che fornisce il danno pecuniario. Il programma è stato messo a punto dall'Unione Europea; il risultato è il seguente: in 25 anni il risarcimento per morti dovuti al carbone sarà di 200.000.000 di euro. Per le malattie parliamo di tre volte tanto. Infine sono stati indicati aspetti “dimenticati” dall'autorizzazione, tra cui la sismicità dell'area – il recente terremoto fa testo – e l'enorme problema ampiamente sottovalutato della radioattività.

I lavoratori Enel, presenti con la garanzia della giornata lavorativa pagata, sono stati più volte invitati a fare causa comune contro chi nega loro anche le più elementari misure di prevenzione come lo screening dell'arsenico. Quei lavoratori, mai offesi dai cittadini dell'Alto Lazio, hanno invece scelto di urlare “pecorari” ai padri e alle madri presenti sotto il ministero in delegazione. “Ebbene sì, siamo pecorari” hanno risposto con orgoglio i rappresentanti di Tarquinia. A loro è andata la solidarietà dei cittadini di Civitavecchia.


Movimento No Coke Alto Lazio


Comitato dei Cittadini Liberi in difesa della salute e dell'economia


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23 aprile 2008

TVN: "Il riesame del decreto autorizzativo è un atto dovuto"

COMUNICATO STAMPA

Torrevaldaliga Nord, in corso la Conferenza dei Servizi*

Anna Pizzo (Sa): "Il riesame del decreto autorizzativo è un atto dovuto"*

"Il riesame del decreto autorizzativo è un atto dovuto, non solo amministrativamente, ma anche per la tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente". E' quanto afferma la consigliera regionale Anna Pizzo (Sinistra Arcobaleno) mentre è in corso la conferenza dei servizi per l'acquisizione dei pareri relativamente al riesame del decreto autorizzativo della centrale Torrevaldaliga Nord.

"Né lo sconto sulla bolletta energetica - conclude la consigliera - né lo stipulare accordi milionari, può compensare il danno alla salute che solo un attento rispetto della normativa in termini di emissioni può garantire".

Manuela Campitelli
addetto stampa 392.800.16.03

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Oggi al Ministero delle Attività Produttive


Oggi, mercoledì 23 Aprile, dalle 11 in poi, il movimento no coke Alto Lazio sarà presente con una delegazione di cittadini, agricoltori ed operatori del settore turistico e commerciale sotto il Ministero delle Attività Produttive per supportare i propri tecnici di fiducia che saranno ascoltati dalla commissione preposta al riesame dell’autorizzazione dell’AIA per la riconversione a carbone della centrale di TVN a Civitavecchia
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I rappresentanti del movimento no coke Alto Lazio ed una delegazione del “Comitato dei Cittadini Liberi” composta dai rappresentanti dei lavoratori del mondo agricolo, agrituristico, turistico e commerciale, saranno presenti oggi a Roma per una manifestazione a supporto dei medici che si battono contro l’utilizzo del carbone per la centrale di Civitavecchia e che non smetteranno mai di sottolineare che di carbone sporco si tratta: il carbone pulito, è ormai assodato, non esiste. Infatti nel documento ufficiale della vecchia ed incompleta valutazione d’impatto ambientale non si parla di carbone pulito, anzi la tecnologia del clean coal viene scartata. “Sappiamo tutti quali siano le omissioni della V.I.A., - dicono i cittadini- soprattutto per quanto riguarda la parte che interessa la ricaduta a terra degli inquinanti emessi dalla combustione del carbone, elementi pericolosi per la salute, per l’alimentazione umana e per l’ambiente a tra questi anche l’Arsenico, incredibile e grave dimenticanza di Enel, non quantificato nei suoi documenti ufficiali”. La Conferenza dei Servizi che oggi dovrà decidere sulla riapertura dell’Aia, dovrà tenere conto del reale problema che tutto l’Alto Lazio e parte della Maremma potrebbe soffrire se la centrale di TVN dovesse entrare in funzione. La provincia di Viterbo basa almeno il 50% della sua economia sull’agricoltura, quella di qualità come le colture del carciofo, del pomodoro, del finocchio o le olive di Canino e Vetralla senza pensare alla qualità delle carni delle mucche maremmane di Monteromano e Allumiere, oltre a tutte le altre tipicità del viterbese, della Maremma e della Tuscia Romana. Il movimento no coke Alto Lazio ha preparato dei prodotti agricoli da offrire agli operai dell’ Enel che domani saranno mandati sotto al Ministero. Vogliamo far capire- sottolineano i cittadini- come la preoccupazione degli agricoltori sia in stretta relazione con quanto viene servito sulle nostre tavole. Non c’è contrapposizione, né tantomeno tensione, tra le due motivazioni che domani spingono a manifestare da una parte i dipendenti Enel e dall’altra i rappresentanti di altre categorie di lavoratori uniti con i cittadini e le mamme no-coke. Tutti temono per il proprio posto di lavoro, tutti vogliono un futuro per i propri figli, “ma se non difendiamo la salute e la nostra terra- dicono i cittadini- che futuro avremo per noi e soprattutto per i nostri figli? Non giova a nessuno elencare le migliaia di posti di lavoro in pericolo, nel caso malaugurato si dovesse bruciare carbone a TVN, piuttosto cerchiamo tutti insieme di disegnare un mondo più attento ai problemi della salute e rispettoso dell’economia di queste terre. Evitiamo inutili riferimenti ai limiti di legge per gli inquinanti perchè non vogliamo morire a norma di legge. La nostra è solo legittima difesa.

Movimento No-Coke Alto Lazio

VI ASPETTIAMO DALLE 11 IN POI IN VIA MOLISE, ANGOLO VIA VENETO

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22 aprile 2008

Il cinico Moscherini, emblema di immoralità nella gestione della cosa pubblica.


"Risposta a Moscherini"

Le esternazioni del Sindaco Moscherini relativamente al riesame del decreto autorizzativo non solo falsano la realtà dei fatti, ma rendono palese con quale malafede, mista a cupidigia, vengano affrontati gli interessi della comunità cittadina.

Infatti qualora la conferenza dei servizi prevista per il 23 p.v. presso il Ministero dello Sviluppo Economico decida il riesame del decreto autorizzativo, tale scelta non determinerà assolutamente, e purtroppo diciamo noi, il blocco dei lavori di riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord, come d’altronde appare ben chiaro dai documenti e come certamente Moscherini sa.

Scatenare quindi ancora una volta una vergognosa contrapposizione tra chi lavora nella centrale e nel relativo cantiere e chi si batte per la salute è degno di chi non disdegna qualsiasi mezzo, neanche la strumentalizzazione delle pur comprensibili angosce dei lavoratori e la sofferenza di chi sta pagando e pagherà con la propria salute l’inquinamento pregresso e futuro dell’ENEL, pur di accedere alla gestione dei fondi milionari che, probabilmente per “pura filantropia”, l’ente energetico sta concedendo agli enti locali, primo fra tutti il comune di Civitavecchia.

Peraltro tale riesame riguarda alcune carenze che il Movimento No Coke da anni, e la totalità delle istituzioni competenti ora, hanno evidenziato e fra le quali ci sembra particolarmente importante evidenziare:

  • la mancata individuazione dei valori limite di emissione per alcuni inquinanti rilevanti prodotti dalla centrale, con particolare riferimento, tra gli altri all’arsenico, all’acido cloridrico e all’acido fluoridrico;
  • la carenza dei piani di monitoraggio e controllo;
  • l’impiego delle migliori tecnologie disponibili.
Per i contenuti e l’importanza di tali argomentazioni, e per l’incidenza che il rispetto di tali criteri può avere sulla salute dei cittadini, il Sindaco, costituzionalmente primo responsabile della salute dei cittadini, dovrebbe essere in prima fila nel richiedere tale riesame.

Tralasciamo le altre argomentazioni tanto strumentali quanto poco inerenti la vicenda dell’avvio del riesame del decreto autorizzativo, se non per evidenziare che la decisa ed acida contrarietà espressa, peraltro tardivamente ed evitando il confronto, dal sindaco Moscherini anche con stizzita lettera ad indirizzo del Ministero dello Sviluppo Economico, è sua posizione personale e non certo dell’Amministrazione Comunale che, piaccia o meno, vede l’unica espressione della sua massima assise cittadina nella delibera 37 del 09.10.2006 nella quale si impegna il Sindaco a contrastare in ogni sede la riconversione a carbone di TVN.

Ma d’altronde la democrazia non è stella che brilla nella vicenda carbone.

Dobbiamo constatare ancora una volta e come d’altronde troppe volte denunciato che l’ENEL ancor prima di inquinare l’ambiente, inquina le coscienze.

Non stupisce quindi che Moscherini, a tale inquinamento predisposto, abdicando al proprio ruolo di garante della salute dei cittadini, dopo aver firmato una convezione con l’ENEL dove testualmente si legge che “le parti concordano che la prima erogazione (€ 14.000.000 ndr) avverrà decorsi trenta giorni dalla data di avvio dell’esercizio della centrale....” abbia provveduto con zelo ed impeto inconsueto, ad esprimere la propria “ferma contrarietà” al riesame del decreto autorizzativo.

Peggio del padrone (ENEL) c’è solo il cane del padrone.

Movimento Nocoke Civitavecchia


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"Lettera aperta al Sindaco di Civitavecchia Gianni Moscherini"

La Sua esternazione contro il riesame del decreto di autorizzazione all’esercizio della centrale di TVN a carbone (Decreto Marzano – dicembre 2003) non tiene in alcun conto il fatto gravissimo che a richiedere tale riesame sia stato (nel novembre 2007) l’ingegnere capo responsabile diretto del settore di controllo e monitoraggio degli inquinanti dell’ARPA Lazio. Se ne deduce che la Sua visione rinunciataria sia tardiva e, fors’anche, contraddittoria ed elusiva. Eccone i motivi:

1° la V.I.A. (valutazione d’impatto ambientale) è scientificamente lacunosa perché non ha valutato l’impatto ambientale del comprensorio interessato (che va da Montalto a Cerveteri e s’addentra fino a Monteromano, Tolfa e Allumiere), ma s’è limitata al Comune di Civitavecchia;

2° una visione scientifica del problema induce a richiedere una nuova V.I.A. (definita “strategica”) che studi le sofferenze sanitarie e ambientali del comprensorio sopradescritto;

3° l’Osservatorio ambientale “comprensoriale” è previsto dal parere vincolante della Regione Lazio (emesso il 27.05.2003 e recepito dal Decreto Marzano) e NON coincide con l’Osservatorio ambientale “civitavecchiese” fortemente voluto dalla trimurti DeSio – Enel – Gianni Letta…., cosicché tale nostro Osservatorio non ha cogenza giuridica erga omnes, ma funge da mero baluardo di facciata (la cosiddetta “foglia di fico”) per illudere l’opinione pubblica che l’Amministrazione comunale ha a cuore la salute e la qualità di vita dei propri amministrati;

4° l’Accordo Pincio – Enel da Lei rinnovato perpetua l’illusione di una tutela dell’ambiente e della salute e tacita i sindacati che fingono di non sapere che, finiti i lavori di costruzione di TVN, gli operai si troveranno senza lavoro e senza prospettive future…; qualcuno dica ai lavoratori che la nuova centrale assorbirà non più di 400 (quattrocento!) persone e che l’indotto garantirà non più di 500 addetti, data l’alta automazione dei cicli tecnologici. Quindi: i danni irreparabili che Lei paventa nel settore lavorativo non vanno sottovalutati, ma impallidiscono di fronte ai danni alla salute e all’ambiente ormai ampiamente dimostrati da ricerche puntuali condotte da Autorità super partes (Osservatorio epidemiologico regionale, équipes universitarie, perizie giurate di medici legali incaricati dal tribunale di Civitavecchia, evidenze di dissesti ambientali e sanitari nei siti in cui le centrali a carbone hanno dato orrende prove di danni irreparabili ambientali e antropici).

L’apodittico teorema scientifico degli esperti dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) non ammette sofismi né sotterfugi: “Ogni maxipolo energetico - comunque alimentato - induce maxidanno alla salute e all’ambiente!”.

Lei dovrebbe essere l’ultimo baluardo in difesa del diritto alla salute dei suoi amministrati e, anche se lasciato solo dall’ignavia delle Istituzioni statali di ogni ordine e grado, DOVREBBE porre in atto non solo il principio costituzionale di precauzione, ma soprattutto ogni meccanismo giuridico – amministrativo per ostacolare l’accensione del mostro energetico che vomiterà fumi fetidi e nefasti su popolazioni inermi e sfiduciate.

Se anche Lei dovesse manifestare la stessa ignavia e lo stesso cinismo, potrebbe essere chiamato a rispondere in proprio dei danni alla salute e all’ambiente. Il nuovo istituto della class action incombe sugli amministratori inadempienti come una spada di Damocle.

Con ossequi

Il coordinamento dei Medici e Farmacisti di Civitavecchia

Civitavecchia 22.04. 2008

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