No al carbone Alto Lazio

23 giugno 2008

"Tarquinia, continua la battaglia dei cittadini per fermare la centrale a carbone". (In risposta alle lagne strumentali di Mazzola il doppiogiochista)


Riceviamo e pubblichiamo
Il carbone è come il cancro: colpisce a destra, al centro e a sinistra.

Il lancio di monetine nell'ambito della scorsa assise comunale è stata accolta come un attacco strumentale e politico alla volta dell'amministrazione di centrosinistra, secondo il sindaco e la sua giunta, puramente per far cadere l'amministrazione... Eppure le stesse monetine furono lanciate al sindaco di centrodestra, De Sio, di Civitavecchia. Ricordiamo poi come alcuni di noi abbiano messo la propria faccia, alle passate amministrative, per sostenere l'elezione di questa giunta. Allora andava tutto bene, non eravamo strumentalizzati... La verità è che a fasi alterne qualcuno ci ha sempre accusati di essere strumentalizzati a volte dalla destra, a volte dalla sinistra, ed a volte dall'estrema sinistra e questo soltanto perché lottiamo contro il carbone, che sembra di contro tanto piacere a tutte le amministrazioni. Chiaramente, non essendo servi biechi di partito, coloro che fanno parte del Comitato dei Cittadini Liberi e del movimento no-coke hanno menti pensanti il cui unico obiettivo è quello di fermare il carbone di TVN. Se la sinistra tradisce, i cittadini si ribellano, non c'è alcuno che tira la giacchetta agli esponenti, ognuno è libero di poter esprimere quanto pensa. Chiedere la riapertura della Via, come ha fatto l'amministrazione Mazzola, nella scorsa assise, era un atto dovuto che, già in passato, avrebbe dovuto essere stato fatto. Ci si chiede perché ciò non è stato accolto con plausi dai cittadini nell'ambito del consiglio comunale ? Semplicemente perché si continua a voler trattare con Enel, perché si considerano 14 milioni di euro importanti per accaparrarsi il favore dell'elettorato alle prossime elezioni, dimentichi della fine inesorabile a livello turistico e ambientale della nostra zona, dimenticando che, quando i nostri agricoltori vedranno rifiutati sul mercato i loro prodotti, quando questa terra non sarà più la stessa e somiglierà in maniera vergognosa a Brindisi, a Genova o a tutte quelle altre zone sacrificate alle lobby industriali ed energivore che hanno deturpato irrimediabilmente un territorio, la gente ricorderà sì chi ha voluto la centrale, ma ricorderà anche chi, la giunta Mazzola, non ha fatto nulla per fermare lo sfacelo di questa bella terra. Per cui non siamo noi che abbiamo indossato la maschera, ma chi ha fatto la campagna elettorale tra noi, in questo territorio, vedi Marrazzo , vedi Mazzola, promettendoci (e più di una volta ) che avrebbero fermato la centrale a carbone e che avrebbero lottato insieme a noi. Invece oggi si chiede di riaprire la VIA, ma si continua a trattare con Enel, si vogliono le compensazioni e non si dà il via a quelle procedure legali per far valere i diritti della propria gente. Si getta invece fango su persone oneste che danno il sangue nella lotta contro il carbone e che avevano, purtroppo, creduto in questa amministrazione. Se nel Comitato dei Cittadini Liberi e nel movimento no-coke ci sono persone delle più disparate idee politiche, anche di destra, è giusto così, perchè la salute, l'economia ed il futuro di questo territorio riguarda tutti. Il carbone è come il cancro: colpisce a destra, al centro ed a sinistra.
-
Comitato dei Cittadini Liberi

Leggi tutto il post...

21 giugno 2008

La verità sul riesame delle autorizzazioni per TVN

Comunicato stampa
Alla fine, dopo le false notizie diffuse ad arte dai fautori del carbone, è venuta fuori la verità sull’esito dell’istruttoria tenutasi presso il ministero dello Sviluppo economico in merito al riesame della VIA: è stato accertato che sono fondati i rilievi mossi da ARPA Lazio sulla carenza di prescrizioni e procedure di controllo necessarie per assicurare la tutela della salute e dell’ambiente.

La VIA dovrà essere non solo riesaminata per quanto riguarda l’Autorizzazione integrata ambientale ma anche riconsiderata complessivamente stante “la mancata indicazione nel provvedimento di autorizzazione di alcuni inquinanti ritenuti significativi nell’assetto di esercizio a carbone” tra cui l’arsenico, il cloro ed il fluoro. Dalla relazione ministeriale traspare inoltre che la VIA è in palese contrasto con la più recente normativa della UE per quanto riguarda le prescrizioni sui controlli e i valori limite delle emissioni inquinanti.
-
La conclusione da trarre è dunque chiara a tutti: non esistono certezze sulla sicurezza di questa centrale e chi oggi acconsente a mandarla in funzione si assume pesantissime responsabilità per i rischi molto gravi a cui espone la popolazione.
I cittadini sono molto preoccupati quando sentono l’annuncio di imminenti accordi della regione e dei sindaci coll’Enel.
Che senso ha continuare il tavolo che si definisce della salute sapendo che è ancora sconosciuta tutta la pericolosità dell’impatto inquinante della centrale e che non esistono strumenti reali ed efficaci di controllo e tutela?
Firmare accordi coll’Enel o peggio ancora accettare i soldi delle compensazioni vorrebbe dire sottostare al suo ricatto, tradire il mandato ricevuto dai cittadini che si sono sempre pronunciati contro il carbone e non vogliono che sia messo in discussione il diritto alla salute e all’ambiente.
-
Chiediamo perciò alla regione e ai sindaci di essere coerenti: di interrompere il tavolo delle trattative coll’Enel e di far propria la richiesta per una nuova VIA, che tenga conto delle evidenze emerse in questi anni sui danni che il carbone produrrebbe in tutto l’Alto Lazio: siamo sicuri che si dimostrerebbe ancora una volta che non c’è posto per il carbone nei nostri territori.
-
Coordinamento Comitati NO al carbone - Civitavecchia

Leggi tutto il post...

Negli States le voci contro il l'uso del carbone si levano sempre più forti.

"Per non farci friggere il cervello dal 'carbone pulito'". Un intervento di Jeff Goodell, autore del libro "Big Coal: The Dirty Secret Behind America's Energy Future", Houghton Mifflin, 2007. Fonte

Several years ago, in Gillette, Wyoming, I fell into a long conversation with the vice-president of a large American coal company about coal's public image problem. Gillette is in the center of the Powder River Basin, the epicenter of the coal boom in America, where 60 foot seams of coal lay just below the surface.
This vice president, who did not want his name to appear in print, was deeply concerned about coal's future and expressed frustration with environmental attacks on coal, suggesting that it was all a problem of perception: "People don't like coal because it's black," he told me.
"If it were white, all our problems would be solved."
-
Whenever one of those slick ads for "clean coal" pops up on CNN, I think about that conversation in Gillette. The $35 million "clean coal" campaign, spearheaded by a coal industry front group called American Coalition for Clean Coal Electricity (formerly known as Americans for Balanced Energy Choices), is nothing less than a nationwide effort to paint coal white.
And to the coal industry's credit, they're doing a pretty good job."Clean coal" is touted by Republicans and Democrats alike as the solution to America's energy troubles.
The logic is simple: America has lots of coal. We are a technologically advanced society. Ergo, we can clean up coal. What's the problem?
-
Well, here's one: "clean coal" is not an actual invention, a physical thing – it is an advertising slogan. Like "fat-free donuts" or "interest-free loans," "clean coal" is a phrase that embodies the Bush-era faith that there is an easy answer for every hard question in America today. We can have a war in Iraq without sacrifice. We can borrow more than we can afford without worrying about how we'll pay it back. We can end our dependency on oil by powering our SUVs with ethanol made from corn. And we can keep the lights on without superheating the climate through the magic of "clean coal."
-
Here's another: mining and burning coal remains one of the most destructive things human beings do on this earth. It destroys mountains, poisons water, pollutes the air, and warms the atmosphere. True, if you look at it strictly from the point of view smog-producing chemicals like sulfur dioxide, new coal plants are cleaner than the old coal burners of yore. But going from four bottles of whiskey a week down to three does not make you clean and sober.
-
Of course, the "clean coal" campaign is not about reality – it's about perception. It's an exercise in re-branding. Madison Ave. did it for Harley Davidson motorcycles and Converse shoes. Why not Old King Coal?
It's not a difficult trick – just whip out some slick ads with upbeat music and lots of cool 21st century technology like fighter jets and computers. Run the ads long enough, and people will believe.
-
But the real goal of the campaign is not simply to re-brand coal as a clean and modern fuel – it's to convince energy-illiterate TV viewers that the American way of life depends on coal. The ads remind us (accurately) that half the electricity in America comes from coal, then shows images of little girls getting tucked into bed at night or Little Leaguers playing ball under the lights.
-
The subtext is not simply that, without the electricity from coal, the lights will go out and your family will be plunged into darkness. It's that, without coal, civilization as we know it will come to an end. As one utility industry executive asked me while I was reporting Big Coal, "Have you ever been in a blackout? Do you remember how scary it was?"
-
From the coal industry's point of view, this is a brilliant way to frame the argument. If the choice is, coal or chaos, they win. This framing also disarms environmental arguments – yes, it's too bad that mountaintop removal mining has destroyed or polluted 1200 miles of streams in Appalachia and that the Environmental Protection Agency projects a loss of more than 1.4 millionacres – an area the size of Delaware – by the end of the decade.
-
But hey, if it's a choice between losing flattening West Virginia and keeping our lights on, good-bye West Virginia!
That's a false choice, of course.
-
The coal industry may not want to acknowledge it, but we're living in the 21st century now. We have indeed figured out other ways to generate electricity besides burning out 30 million year old rocks. And with each passing year, those alternatives are getting cheaper and smarter.
-
Wind is already less expensive than coal in many parts of the country, and so is large-scale solar thermal. Google is exploring enhanced geothermal. The creaky old electricity grid will soon morph into a system that looks more like the internet, driving big gains in efficiency and allowing for real-time pricing of a kilowatt of power.
-
This does not mean we can shut down coal plants tomorrow. But it does mean that coal is no longer the engine of civilized life as it has been since the industrial revolution.
Big Coal is best understood as a beast of inertia, pushed along by hundreds of billions of dollars worth of heavy metal infrastructure, and kept on track by an army of lobbyists, and our own ignorance of what goes on behind the light switch.
That may be changing.
-
Even seven year-olds know that the accumulation of greenhouse gases in the atmosphere, especially carbon dioxide, is warming the planet. Coal is by far the most carbon-intensive of fossil fuels, with roughly twice the carbon content as natural gas.
Right now in the U.S., there is no financial cost to dumping CO2 into the atmosphere. That’s likely to change during the next administration. Big Coal is fighting for loopholes and safety valves to keep CO2 costs low, because if legislation passes that actually puts a serious price on CO2, coal's reign as a "cheap" energy source is officially over.
-
Big Coal insists they have solution for CO2. It's called carbon capture and storage. In most scenarios, capturing and storing CO2 from coal involves building a new kind of power plant that uses heat and pressure to gasify the coal, instead of burning it. In these new plants, the CO2 can be removed, compressed into an oil-like fluid, then injected underground in abandoned gas and oil wells or deep saline aquifers.
-
Big Coal would like us all to believe that capturing and storing CO2 from these new coal plants is a slam-dunk technology -- but one that's not quite ready for prime time yet (capturing CO2 from existing combustion coal plants, while theoretically possible, is far too expensive and ineffecient to be taken seriously by anyone but the most die-hard coal boosters).
-
Of course, Big Coal has always been better at touting new technology than actually deploying it. Yes, there are serious questions about how much it will cost to build new coal plants that can capture and store CO2, how soon will it happen, and whether or not the technology can scale up quickly enough to really make a difference. But it's not technology that's holding back CCS. It's politics. Without a price on carbon, there is little incentive to do anything serious about CO2 emissions from coal plants. Indeed, for Big Coal, the game now is not to prove that carbon capture and storage is a viable technology. It's to use the expense and complexity of it as leverage in negotiations over climate legislation.
-
Meanwhile, the need to reduce CO2 emissions grows more urgent every year. As NASA climatologist James Hansen has repeatedly pointed out, continuing to burn coal the old-fashioned way is a sure-fire way to melt Greenland and turn Miami into an aquarium.
-
In the end, the "clean coal" campaign is about using the tools of the 21st century to keep us locked in the 19th century. Like other greenwashing campaigns, it's about using the iconography of sexy technology and down-home Americana to maintain the status quo.
-
These campaigns always pretend to offer inspiration about we can do in America if we set our minds and hearts to it, but in fact the real message is what we can't do: we can't power America without coal, we can't keep our lights on without destroying Appalachia, and most important of all, we can't pass meaningful carbon legislation without wrecking the American economy.
This is why the false promise of "clean coal" is dangerous.
-
The goal is not to solve our problems, but to perpetuate our addiction. In one ad, the narrator even adopts the feel-good language of substance abuse and recovery: cleaning up coal is a "big challenge," he explains," but we've made a commitment – a commitment to clean."
-
After decades of stoking the engines of denial and obfuscation on global warming, it's nice that Big Coal wants to be a good citizen. But just because your pusher decides to shower and shave, don't delude yourself into thinking that he cares about your welfare.

His real goal is to keep you hooked.

Leggi tutto il post...

20 giugno 2008

Asian Development Bank: l'espressione "clean coal" ("carbone pulito") è ingannevole


Pochi giorni fa, nel corso del terzo Convegno Annuale "Asia clean energy" della Banca dello Sviluppo per l'Asia (Asian Development Bank, ADB), è passata una mozione per bandire l'uso dell'espressione "clean coal", carbone pulito.
Il vice presidente ADB, Bindu Lohani, a chiusura del Convegno è intervenuto affermando:
"Dobbiamo smettere di usare la locuzione 'carbone pulito', piuttosto chiamiamolo per quello che realmente è: 'more efficient coal'".
Cioè, semplicemente, tecniche per produrre energia col carbone in modo più efficente rispetto al passato. Il che non significa che il carbone sia pulito, anzi.
E' una grande notizia che un'organizzazione influente come l'ADB, giunga ad ammettere che l'espressione "clean coal" sia mistificante, in quanto indica una fonte di energia tra le più sporche e dannose per il pianeta intero.
Fonte originale (Businessmirror.com)

E' superfluo sottolineare che questa considerazione vale anche per le tecniche di produzione energetica utilizzate a TVN. L'ennesima dimostrazione delle balle che politicanti e affaristi ci somministrano giornalmente.

Leggi tutto il post...

19 giugno 2008

Sole24Ore: "L'aumento dei prezzi del carbone negli ultimi 12 mesi è sbalorditivo"

"Non conosce tregua la corsa al rincaro delle quotazioni del carbone cif Ara (franco consegna Amsterdam, Rotterdam, Anversa): in maggio si è registrato un incremento del 14,3% sulla media di aprile e anche le prime rilevazioni di giugno confermano il trend, con un'ulteriore crescita del 10% su base mensile.
Le quotazioni, ormai prossime alla soglia dei 180 $/ tonn, segnano un record dopo l'altro e il traguardo dei 200 $ non sembra più irraggiungibile. L'aumento dei prezzi del carbone negli ultimi 12 mesi è sbalorditivo: a giugno 2007 il cif Ara si assestava sui 77 $, mentre un anno dopo il suo prezzo è più che raddoppiato (+127%)" Fonte: Il Sole 24 Ore, vedi qui

Leggi tutto il post...

mistificazioni sistematiche sulle conclusioni del Ministero circa l'AIA


Comunicato stampa
Che l’ENEL usasse tutti i mezzi pur di portare acqua al suo mulino, elargendo contributi per ammorbidire la contrarietà al suo progetto da parte degli Enti Locali e, nel contempo, mistificando dati e informazioni per fiaccare l’opposizione delle popolazioni, era cosa nota a tutti.

Che Robilotta, fido scudiero dell’ente energetico, svolgesse la sua funzione istituzionale per garantire interessi particolari quali quelli di ENEL, piuttosto che quelli delle popolazioni, seppur estremamente più grave sul piano etico, era comunque cosa altrettanto nota.
Ma raggiunge il paradossale lo sconvolgimento che entrambe fanno del provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico ad esito della Conferenza dei Servizi circa il riesame del decreto autorizzativo della riconversione a carbone di TVN.
Non corrisponde, infatti, assolutamente a verità che il Ministro Scaiola, pur convinto sostenitore della riconversione a carbone, abbia affermato che l’AIA sarebbe superflua, né tantomeno, come afferma Robilotta ''…..che l'autorizzazione unica rilasciata per la costruzione dell'impianto a carbone e' completa e quindi non c'e' bisogno di un'ulteriori autorizzazioni o di una nuova conferenza dei servizi''.
Ancora una volta a tale metodologia mistificatoria, che dimostra l’inaffidabilità dell’ente energetico e dei fautori della riconversione, contrapponiamo la realtà dei fatti e dei vari atti documentali che, seppur forzando a beneficio ENEL l’interpretazione delle norme, non hanno potuto fare a meno di affermare che: "La prevalenza delle posizioni espresse e la considerazione degli specifici interessi pubblici tutelati da ciascuna Amministrazione porta a ritenere che …si proceda ad un aggiornamento del provvedimento di autorizzazione unica per quanto attiene alla materia dell’AIA, suscettibile anche, come comunicato da codesto dicastero con nota prot. N. DSA -2008-0010465 del 15/04/2008 ….e come ritenuto più opportuno anche d’ARPA Lazio, a poter essere parte di una più esaustiva procedura di rinnovo del provvedimento di AIA."
In particolare la nota in questione sottolinea che: "Sul tema dell’individuazione degli inquinanti, si è rilevata la mancata indicazione nel provvedimento di autorizzazione di alcuni inquinanti ritenuti significativi nell’assetto di esercizio a carbone, con fissazione dei relativi valori limite” e che ” L’aggiornamento dovrebbe intervenire ed avere efficacia con specifico riferimento agli inquinanti ritenuti significativi nell’esercizio della centrale nel suo normale funzionamento con alimentazione a carbone – tra cui certamente l’arsenico, il cloro ed il fluoro, unitamente ai rispettivi composti – entro la fase di avviamento degli impianti nel nuovo assetto a carbone”.
Ed ancora nella conferenza dei servizi “è emerso che il produttore in data 16 aprile u.s. ( a conferenza dei servizi avviata ndr) ha presentato all’APAT il Piano di monitoraggio e controllo” e “che la stessa APAT intende procedere alla valutazione in concreto del Piano in questione, evidenziando anche quali eventuali aspetti dovranno essere recepiti nell’autorizzazione, in quanto non ricompresi in essa”.
E continuando, solo per citarli, si fa riferimento alla necessità di aggiornare l’autorizzazione, sempre in riferimento all’AIA, per quanto riguarda la partecipazione del pubblico al procedimento, cosi come alla necessità di dare seguito agli impegni assunti di riduzione del 30% dei limiti di emissione.
Unica notizia rispondente al vero è la legittimazione dell’ente energetico “a proseguire l’attività … sia per quanto concerne la realizzazione sia per quanto concerne la relativa fase di avviamento…”
Legittimazione che riteniamo non rispettosa della normativa vigente per quanto concerne la fase di avviamento e sulla quale ricorreremo nelle sedi competenti, perché sia chiaro ad ENEL e ad i suoi fautori che le popolazioni non demorderanno nella loro lotta a tutela della salute, dell’ambiente e dell’economia dell’intero Alto Lazio.
Tanto si doveva per amor di verità.
Movimento No Coke Alto Lazio – Civitavecchia

Leggi tutto il post...

Civitavecchia: a qualcuno conviene l'emergenza rifiuti

Da trcgiornale.it/news
Tra i tanti nodi irrisolti dalla giunta di centrodestra, riteniamo, in qualità di membri della Commissione Ambiente, quanto mai urgente rimarcare la questione dei rifiuti. Inizia così una nota stampa firmata da Alessandro Manuedda, Vittorio Petrelli e Roberto Bonomo.

“Dopo il dovuto intervento di proroga del conferimento in discarica, inteso come atto propedeutico all’approntamento di soluzioni definitive - scrivono i tre consiglieri comunali - il Sindaco si è impantanato sul caso “pirolisi” obbligando la città ad una pericolosa inerzia. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: differenziata inchiodata al 7%, progetto di raccolta porta a porta ad Aurelia definitivamente abortito, gestione fallimentare di Etruria Servizi, discarica comunale con prospettiva di vita di circa due anni. Tale immobilismo - continuano Manuedda, Petrelli e Bonomo - è per noi motivo di grande preoccupazione, laddove appare chiaro che la scelta di procrastinare l’adozione dei necessari provvedimenti in tema di rifiuti rischia di innestare l’ennesima e inevitabile “emergenza”, con la conseguente imposizione di opzioni miracolistiche, tanto remunerative per qualche affarista, quanto nocive per la salute e l’ambiente. Quali, ad esempio, la sventurata ipotesi di bruciare i rifiuti, e non solo i nostri, nella futura centrale a carbone. Al contrario - sottolineano i tre consiglieri comunali - senza dannose perdite di tempo serve perseguire con vigore i tre obiettivi fondamentali individuati già da anni dal Consiglio Comunale: sviluppo della raccolta differenziata, avvio del compostaggio e realizzazione di un impianto di selezione/trattamento dei rifiuti volto al recupero delle materie prime seconde. Nessuno spazio quindi per produzione di CDR, pirolisi o trattamento termico dei rifiuti, né in inceneritori dedicati e né tanto meno in centrali elettriche. In tale ottica - affermano Manuedda, Petrelli e Bonomo - accogliamo positivamente la recente richiesta di finanziamento inoltrata alla Provincia per un impianto di trattamento della frazione organica, finalizzato a produrre compost di qualità. Si tratta in pratica dell’unica idea sensata partorita in materia da questa giunta, peraltro coerente alla programmazione regionale, che è tuttora, però, solo sulla carta. Detto questo, appare tuttavia indispensabile avviare la costruzione del previsto impianto di selezione della frazione secca, finito nel dimenticatoio per la sciagurata vicenda project financing/Beg: un tipo di struttura quanto mai necessaria per recuperare plastica, vetro, carta e quant’altro, che se in passato restituiva comunque un 30% di residui da avviare a discarica, in alcune significative esperienze (prima fra tutte quella di Vedelago, sempre più al centro dell’attenzione nazionale e internazionale) consente oggi di riciclare anche quest’ultima porzione di rifiuti con produzione di composti plastici e di sabbie artificiali per l’edilizia. In sostanza - concludono i tre consiglieri comunali - una soluzione “recupero 100%” a cui guardare con grande attenzione, che permetterebbe non solo la creazione di decine di posti di lavoro e una piena valorizzazione economica del rifiuto (ambientalmente opposta a quella legata all’incenerimento) ma soprattutto di risolvere definitivamente il problema discarica. Una questione che ci sembra di non poco conto”.

Leggi tutto il post...

Tarquinia, 19/06/2008 - Consiglio comunale aperto

Tutti i cittadini dei comuni del comprensorio inquinato dalla riconversione a carbone della centrale di Tvn a Civitavecchia sono invitati a partecipare al Consiglio Comunale di Tarquinia, domani, giovedì alle 18.00. La richiesta del consiglio è stata fatta dai consiglieri di minoranza e da un consigliere della maggioranza; il tema è chiaramente il carbone e nella proposta di deliberazione si chiede:

  • la Riapertura della V.I.A (valutazione di impatto ambientale)
  • il Riesame dell' A.I.A. (autorizzazione Integrata ambientale)
  • la Richiesta ufficiale al sindaco Mauro Mazzola di rifiutare l'accordo con Enel per le compensazioni in denaro.
Il presidente del consiglio del comune di Tarquinia ha fissato la data dopo circa due mesi dalla richiesta; ha disposto poi la chiusura agli interventi del pubblico (durante il consiglio i cittadini non potranno prendere la parola, quando, invece, era stato chiesto un Consiglio Comunale aperto agli interventi) infine, nella convocazione ufficiale fatta sui manifesti cittadini, non viene chiarito l'oggetto del consiglio e cioè che si parlerà di carbone. Si nasconde così la verità e non si permette ai cittadini di capire.
D'altro canto i cittadini "non devono capire", visto che circola la notizia che i sindaci stiano ratificando l'accordo con Marrazzo ed Enel. Qualora fosse vero che il sindaco del Comune di Tarquinia stia firmando uno sciagurato accordo per compensazioni in denaro, in cambio del consenso, dovrà necessariamente rispondere delle sue responsabilità. I Consigli Comunali precedenti hanno deliberato all'unanimità il rifiuto alle compensazioni in denaro, con quale autorizzazione o delega viene firmato ora tale accordo? Ciò che desta ancora più sconcerto è che alcuni consiglieri comunali dell'attuale maggioranza, nel dicembre 2005, quando erano in minoranza, abbiano deliberato all'unanimità, durante un Consiglio Comunale Aperto, il rifiuto di ogni tipo di compensazione proveniente da Enel. Vorremmo oggi sapere quando, come, e con quale faccia, si sia provveduto, oggi, a cancellare tale unanime deliberazione o a cambiare idea su di una questione così importante e vitale per la città ed i suoi abitanti. Invitiamo tutti i cittadini del comprensorio inquinato a partecipare al Consiglio Comunale per supportare la causa che ci accomuna in questa battaglia contro il carbone e contro le "coscienze" sporche come lo è il carbone.
Comitato dei Cittadini Liberi

Leggi tutto il post...

"Arrakis"


Ci dicevano che l'amianto non era dannoso per la salute, ora conosciamo il prezzo pagato. Erano pazzi quelli che chiedevano attenzione, "allarmisti"...oggi gli allarmisti saremmo noi con il carbone. Ma finché non ci scappano i morti, magari nella propria famiglia, il mediocre non si mobilita. Prevenzione e principio di precauzione sono ancora utopie.
Da Rivistaonline.com:

"Andrea Di Nardo, ventisei anni, ha iniziato a lavorare ad Arrakis mentre si laureava a Milano: poco dopo ha capito che la sua ricerca meritava più di una tesi di laurea un po' sperimentale. Ha esplorato i relitti di molte fabbriche abbandonate nel nord Italia, sepolte e dimenticate tra le sterpaglie, ancora cariche di veleni invisibili: ne ha tirato fuori una breve, allucinata e sconvolgente odissea sul costo umano del progresso industriale del bel paese guidata dalla voce roca di Silvestro, operaio che in fabbrica ha lasciato le corde vocali. "Io sono morto", conclude Silvestro, sopravvissuto ad un tumore devastante che gli ha portato via la laringe, come sono morti i suoi colleghi e amici venuti a lavorare fino all'ultimo giorno per non mandare sul lastrico le famiglie, come sono morti, ignari, tutti quelli che hanno avuto la sfortuna di nascere e crescere accanto ad un altoforno o a un cementificio. "E tutti - grida Silvestro - dirigenti, sindacalisti, proprietari, tutti sapevano".
-
Arrakis è un documento forte, scomodo e per nulla scontato: non è l'ennesimo servizio giornalistico d'effetto ma un vero documentario, lirico, che ti costringe a pensare a lungo. Per di più non ha alle spalle costose produzioni: grazie anche alle musiche firmate per l'occasione dal pianista Leonardo Marzagalia e alla voce e alla cetra del corso Xinarca, Arrakis non fa rimpiangere il cinema né tanto meno la televisione mainstream. Per questo Andrea ha dovuto risolvere il problema comune a chiunque abbia autoprodotto un lavoro di qualità: come farlo arrivare al pubblico? Andrea è partito dal basso e ha sfruttato la rete: ha contattato cinquanta bloggers italiani, famosi e non, chiedendo di dare una mano. Così a mezzanotte del dodici giugno quindici blog italiani si sono volutamente oscurati, trasformandosi in player per vedere gratuitamente Arrakis in rete. Ventiquattro ore dopo, grazie al passaparola, i blog oscurati erano diventati trenta. Non si tratta di grandi numeri ma di certo di successo per un'iniziativa che in Italia non ha precedenti, coronata nella notte da una diretta "pirata" dai blog oscurati con la toccante partecipazione di Silvestro. Alla fine Arrakis era stato visto da almeno duemila persone, era passato su Repubblica.it e su Rai News24 ed aveva sollevato un vespaio di commenti entusiasti nella blogosfera. E soprattutto aveva dimostrato la possibilità di fare giustizia sociale attraverso la rete senza passare dai canali tradizionali. Ora, spiega Andrea, Arrakis andrà avanti e sarà presto scaricabile in alta risoluzione (continua al link originale)".

Leggi tutto il post...

17 giugno 2008

"Attenti al cellulare"

Da repubblica.it
Secondo i ricarcatori passiamo troppo tempo parlando al telefonino. La prima regola, condivisa da tutti, è: "Niente apparecchio ai bambini". L'appello di un pool di scienziati:

"E adesso spegnete il cellulare" L'appello di un pool di scienziati
PARIGI - Primo, siate brevi: non prolungate le conversazioni al cellulare, i possibili rischi sono proporzionati alla durata delle chiamate. Secondo, siate sintetici: usate gli sms o la email, diminuisce così l'impatto elettromagnetico. Terzo, non abbiate fretta: quando si tratta di comunicazioni professionali, amorose o comunque lunghe, prendete un momento per fermarvi a parlare da un telefono fisso. Quarto, siate prudenti: tranne che in casi urgenti, non date mai un cellulare a un bambino sotto ai 12 anni, gli organi in via di sviluppo sono quelli più sensibili alle onde elettromagnetiche.
--
Sono alcune delle regole contenute nel nuovo "codice di condotta" pubblicato ieri da una ventina di scienziati internazionali specializzati nella lotta ai tumori, tra cui l'italiano Franco Berrino e il popolare autore francese del bestseller "Guarire", David Servan-Schreiber. Un appello che non vuole essere un allarme. "Siamo in un momento in cui la ricerca dibatte ancora sui rischi del cellulare" spiega Henri Pujol, presidente della Lega contro i tumori. "Proprio per questo bisogna essere prudenti". Non ci sono prove certe della tossicità dei cellulari, ma quasi tutti gli studi confermano che un'esposizione prolungata favorisce la comparsa di "glioma", ovvero tumori del tessuto del sistema nervoso centrale. I ricercatori però si dividono sull'incidenza di questo rischio: c'è chi lo considera "basso" e chi addirittura pronostica un raddoppiamento dei tumori.
-
Certi punti di questo nuovo vademecum sembrano di difficile applicazione, come tenere sempre il cellulare a oltre un metro di distanza dal corpo (perché così l'impatto elettromagnetico diminuisce di cinquanta volte). La raccomandazione sui bambini forse è arrivata già troppo tardi: un bambino su cinque possiede il cellulare alle medie e quattro su cinque al liceo. Altri consigli sono facili da seguire: per esempio, verificare prima di comprare un apparecchio il codice Sar (Specific Absorption Rate) che misura l'assorbimento delle onde da parte del corpo. Minore è il Sar meno, in teoria, ci sono rischi. Altre regole, ancora, suggeriscono una piccola rivoluzione di vita e comportamento: chiamate brevi, niente telefono in treno o in macchina. "Non si tratta di demonizzare il cellulare. Nessuno di noi, tra l'altro, ci ha rinunciato" premette Servan-Schreiber, psichiatra all'università di Pittsburgh.
-
Paradossalmente, l'unica cosa certa è che c'è incertezza sulla tossicità dei cellulari. Poche assicurazioni oggi coprono il rischio da onde elettromagnetiche e molti fondi d'investimento hanno richiesto maggiori informazioni sanitarie per misurare l'affidabilità delle società di telecomunicazioni quotate in Borsa. "Il nostro appello - spiega Thierry Bouillet, oncologo all'ospedale Avicenne di Bobigny - si rivolge ai produttori: avrebbero tutto l'interesse a limitare gli eccessi da telefonino".
-
Un invito rivolto anche ai governi e ai ministeri della Salute, "troppo spesso conniventi con le lobby dell'industria" scrivono gli scienziati. "Oggi viviamo una situazione simile a quella di cinquant'anni fa, con l'amianto e il tabacco" conclude il documento. Meglio dunque adottare piccoli accorgimenti, sapendo che un rischio per la salute c'è. Se piccolo o grande si scoprirà in futuro.
-
(16 giugno 2008)

Leggi tutto il post...

"Le scelte energetiche per il futuro dell'Italia": il mondo scientifico italiano si mobilita.



Pubblichiamo integralmente il testo della lettera aperta, inviata al Governo dal comitato scientifico guidato dall'illustre prof. Balzani (Università degli Studi di Bologna), che raccoglie l'adesione di quasi 1400 esponenti del mondo scientifico italiano (clicca qui per il sito d'origine, clicca qui per scaricare il file in formato .pdf della lettera.)

"Uno dei problemi più delicati e più difficili che il nostro Paese ha oggi di fronte è
quello dell’energia; le decisioni che verranno prese a questo riguardo
condizioneranno non solo la nostra vita, ma ancor più quella dei nostri figli e dei
nostri nipoti. Per prendere decisioni sagge su un tema così complesso è necessaria
una forte collaborazione fra scienza e politica.
Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca e, in
virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione
della letteratura scientifica internazionale, abbiamo sentito il dovere di esprimere
la nostra opinione sul problema energetico con l’appello riportato sul sito:
www.energiaperilfuturo.it
L’appello, sottoscritto da più di milleduecento docenti e ricercatori, sottolinea
l’urgenza che nel Paese aumenti la consapevolezza riguardo la gravità della crisi
energetica e climatica, insiste sulla necessità del risparmio e di un uso più
efficiente dell’energia ed esorta il governo a sviluppare l’uso delle energie
rinnovabili ed in particolare dell’energia solare.
A nostro parere l’opzione nucleare non può essere considerata la soluzione del
problema energetico per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici,
insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri
per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare,
possibile bersaglio per attacchi terroristici, aumento delle disuguaglianze tra paesi
tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari.
La più grande risorsa energetica del nostro pianeta è il Sole, una fonte che durerà
per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i
luoghi della Terra un’immensa quantità di energia, 10.000 volte quella che
l’umanità intera consuma. Sviluppare l’uso dell’energia solare e delle altre
energie rinnovabili significa guardare lontano, che è la qualità distintiva dei veri
statisti. E’ un guardare lontano nel tempo, perché getta le basi per un positivo
sviluppo tecnologico, industriale ed occupazionale del nostro Paese, senza porre
pericolosi fardelli sulle spalle delle prossime generazioni. E’ un guardare lontano
nel mondo, perché, a differenza dei combustibili fossili e dell’uranio, l’energia
solare e le altre energie rinnovabili sono presenti in ogni luogo della Terra e,
quindi, il loro sviluppo contribuirà al superamento delle disuguaglianze e al
consolidamento della pace.
Saremo ben lieti di mettere a disposizione le nostre competenze per discutere il
problema energetico in modo approfondito nelle sedi opportune.
--
Il Comitato promotore
Vincenzo Balzani (Presidente), Università di Bologna
Vincenzo Aquilanti, Università di Perugia
Nicola Armaroli, Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna
Ugo Bardi, Università di Firenze
Salvatore Califano, Università di Firenze
Sebastiano Campagna, Università di Messina
Luigi Fabbrizzi, Università di Pavia
Michele Floriano, Università di Palermo
Giovanni Giacometti, Università di Padova
Elio Giamello, Università di Torino
Giuseppe Grazzini, Università di Firenze
Francesco Lelj Garolla, Università della Basilicata
Luigi Mandolini, Università La Sapienza, Roma
Giovanni Natile, Università di Bari
Giorgio Nebbia, Università di Bari
Gianfranco Pacchioni, Università Milano-Bicocca
Paolo Rognini, Università di Pisa
Renzo Rosei, Università di Trieste
Franco Scandola, Università di Ferrara
Rocco Ungaro, Università di Parma

Leggi tutto il post...

16 giugno 2008

civitavecchia: sulla crisi politica dell'amministrazione Moscherini

Come dicevano i nostri padri, “la farina del diavolo finisce in crusca”. Così oggi la città assiste attonita alle diatribe che scompaginano la “coalizione delle grandi intese”: una coalizione raffazzonata dal grande macchinatore della politica locale quando, tramontato il regno sul porto, incoraggiò la caduta del Sindaco suo predecessore e si insediò al suo posto.
Ma umiliando i percorsi della democrazia si commettono gravi errori. (da centumcellae.it)

Fu un errore solidarizzare con De Sio, uno che da Sindaco aveva dimostrato ben poco affetto per la città gestendo come affar proprio la vicenda più drammatica di questi anni. Fu un errore prendere per buoni gli impegni di personaggi avvezzi a scorrazzare qua e là negli schieramenti politici, alla perenne ricerca di affermazioni personali. Fu un errore vantare capacità di “fare” le cose che la non meglio definita “gente” desidera, al di qua di chiari obbiettivi sociali e politici, di identità riconoscibili, di scelte condivise.
Oggi i conti non tornano e un altro anno è stato letteralmente “buttato” per una città amministrata senza trasparenza e con poca competenza.
Il Sindaco ci mette del suo in questo scempio della politica e della partecipazione. Ne sono recente dimostrazione le infelicissime espressioni da lui adoperate nei confronti dei Consigli di circoscrizione, trattati come organismi inefficienti, inutili, disobbedienti sol perché non più disposti ad assecondare un’Amministrazione cieca e sorda. Grave che il Capo dell’Amministrazione giunga ad auspicare la fine delle Circoscrizioni, i cui rappresentanti, eletti dal popolo, possano essere “gli occhi e le orecchie del Principe”. Grave che perfino il Consiglio comunale, con la connivenza del suo Presidente, venga umiliato e ignorato da un signore arrogante, dimentico di essere Sindaco “pro tempore”. Grave che dalle conferenze stampa si trasmetta la truculenta sicumera di chi abbia il mondo “in gran dispitto”.
E siamo alla sceneggiata dell’azzeramento-rimpasto, un rito proprio delle Amministrazioni traballanti. Quel rito induce in noi più di un sospetto. Ad esempio, l’annunciata scelta di abolire l’assessorato alle politiche ambientali ci sembra coerente con l’obbiettivo, in parte dissimulato, di gestire in proprio la complicata questione rifiuti. Appare chiaro: a) che la raccolta differenziata non interessa al Sindaco: in beffa di alcuni cittadini, il gruppo di volonterosi di “Piazza Pulita”, che si fanno in quattro per avviare in alcune zone della città la vera raccolta differenziata, quella vera, quella “porta a porta”; b) che la realizzazione alla quale Moscherini continua a puntare, la ragione stessa per la quale è stato aiutato ad insediarsi sulla poltrona di Sindaco, è l’inceneritore di rifiuti; c) che anzi rientra nella politica di lungo termine la destinazione di un gruppo Enel a grande combustore di CDR, insieme al carbone: una destinazione non inserita nella convenzione con Enel, ma probabilmente presente in tutti gli accordi “riservati”. Purtroppo per lui, Moscherini incontra opposizioni a quel disegno anche nella sua proteiforme maggioranza, ma quella è la strada che lui, il Podestà al servizio del Potere, intende percorrere. Tanto più ora, quando nella politica di governo e nelle campagne di molti media gli inceneritori sono diventati il toccasana nazionale. Con buona pace della salute dei cittadini e della Costituzione che la garantisce. E in barba alle tecnologie disponibili al servizio del triplice obbiettivo della Raccolta, del Recupero e del Riciclo dei rifiuti indicato nel testo base costituito dal Decreto Ronchi.
Con queste premesse, il vero azzeramento utile sarebbe quello di un programma di governo redatto, ancora una volta, in danno per la città.
I Verdi di Civitavecchia

Leggi tutto il post...

Off Topic: capolavori del veltrusconismo

Non fosse che accade nel nostro Paese, sarebbe difficile da credere. Ecco, noi siamo anche questo, oggi. Da Repubblica.it

"Ci sono anche politici che tifano contro il proprio partito
Cracolici, a sinistra in Regione, ha fatto un comizio a favore della Cdl
Sicilia al voto, candidati double-face
Pd in Provincia, Pdl in Comune

di ANTONELLO CAPORALE
-
Oggi si vota in 8 Province e 147 Comuni della Sicilia
PALERMO - Il campo di calcio ha una linea orizzontale che lo taglia al centro. Netta, chiara. Anche la politica avrebbe una linea di centrocampo: di qua la destra, di là la sinistra. In Sicilia, e per adesso fermiamoci all'isola, questa benedetta linea non c'è, e se c'è sembra sia a zig zag. Quindi accade quel che non dovrebbe essere possibile... Ecco le nuove figure che compaiono in campo: i politici transgender. Mezzo corpo di destra e mezzo di sinistra.
-
Partinico è un paesone purtroppo conosciuto per fatti di mafia. Ha trentamila abitanti, dista poche decine di chilometri da Palermo. Oggi si va a votare come nel resto della Regione (quattro milioni alle urne per una importante tornata amministrativa). A Partinico 382 cittadini hanno accettato di candidarsi. Non sembra più attuale riferire il tasso di incompatibilità (siamo comunque sul cinque per cento) di coloro che non dovrebbero per carichi penali pendenti o altri accidenti, eppure lo fanno.
-
Tra i tanti corre anche un militante e sindacalista della Cgil, Salvatore, detto Totò, Bono. Totò ha 35 anni, cura le faccende del patronato, pensioni, invalidità e infortuni, e ha una sincera fede politica. È di sinistra. Ambientalista e di sinistra. Infatti è candidato alle elezioni provinciali con i Verdi, in alleanza con il Partito democratico.
-
Bono è uno dei tanti che raddoppia la candidatura: prova anche nel consiglio comunale della sua città di farsi valere. Ma qui è il bello: a Partinico il candidato verde indossa la casacca degli avversari. In poche parole: si è mobilitato, vota e fa votare contro il centrosinistra. "Dottore carissimo, la questione è chiara. Sono consigliere comunale uscente e col mio voto, dico anche col mio, ho contribuito a mandare a casa il sindaco del Partito democratico. Degnissima persona, un vero galantuomo, ma politicamente incapace. Tardo, lento, impacciato. Insomma: improponibile".
-
Avendolo mandato a casa, Bono non riesce a capacitarsi su come avrebbe potuto resistere nella compagine d'origine. Anche il fatto che il candidato sindaco del Pd sia diverso da quello defenestrato non gli solletica nessuna riflessione: "Intendiamoci: il nuovo candidato è un altro amabilissimo combattente. Un vero democratico e una persona di grande moralità. Però non mi sembra il caso stare dalla sua parte dopo tutto quel che ho combinato".
-
Infatti Bono, candidato multicolore, è l'uno e il suo opposto: giura fedeltà al Pd di Palermo ma tifa e corre con l'uomo che l'Udc candida alla poltrona di sindaco nel suo paese contro il Pd. L'Udc nella realtà siciliana fa parte della maggioranza di centrodestra. E allora? "A Partinico mi candido per far vincere chi ha nel suo programma il tema del lavoro. Anche nel mio c'è il lavoro. E il lavoro non è di destra né di sinistra. A Palermo è un'altra storia".
-
Destra, sinistra. Tutto si assomiglia. E se tutto si assomiglia, allora l'impossibile diviene certo. Otto giugno, piazza principale di Polizzi Generosa, provincia di Palermo. Raggiunge il palco il deputato regionale del Pd Antonello Cracolici. Raggiunge quale palco? Dove va Cracolici? In una imperdibile relazione-denuncia inviata in queste ore a Walter Veltroni si riferisce "l'increscioso e inqualificabile comportamento. Cracolici ha tenuto un comizio a sostegno del candidato del centrodestra, in contrapposizione alla lista ufficiale del Partito democratico". La denuncia ha toni drammatici. Fa rilevare che, nientemeno, il candidato a sindaco spernacchiato dal deputato del Pd è il presidente dell'assemblea provinciale del Pd. E dunque l'appello conclusivo, con la richiesta della difesa "dei supremi valori cui deve essere improntato l'impegno politico inteso come missione civica".
-
In un grandissimo qui pro quo è incappato persino Raffaele Lombardo. Un suo caro amico e fervente sostenitore, candidato a sindaco di Altavilla Milicia, roccaforte poco distante dal bastione dove re Lombardo opera e guida, gli chiede, per il tramite di un militante di grado superiore, un aiutino. Il presidente, molto sensibile, accetta e puntuale giunge sul palco. Sale e inizia però a stupirsi delle tante bandiere del Pd che lo circondano.
-
Tutto è possibile, la Sicilia è la terra del Gattopardo, certo. E però... Quando inizia a parlare voci di popolo lo interrompono. Militanti di Forza Italia e Alleanza nazionale protestano e insistentemente rumoreggiano. Gli ricordano che hanno votato per lui e lui adesso parteggia con quegli altri. Quegli altri chi? "Ma dove mi avete portato?", chiede il frastornato presidente. Scopre che il suo candidato è sostenuto da una lista civica, chiamata Primavera altavillese, e già il nome è un programma. Pd-Rifondazione, l'accoppiata a sostegno del candidato amico di Lombardo. Il lucido conducator siciliano momentaneamente confuso ma non rassegnato con una improvvisa giravolta (che comunque denota vitalità fisica e prontezza di riflessi) si libera dai suoi amici - pro tempore avversari - e lascia il podio. Balzato in strada riconosce e stringe a sé il candidato avversario a sindaco, in realtà suo amico politico, e lo prende al braccio. L'incidente si chiude con una crudele sciabolata che Lombardo infligge al suo staff. E amen.
-
Ma la Sicilia è isola nata per stupire. Ad Avola, provincia di Siracusa, si è pensato di non dare scandalo e fare un po' e un po'. Superlativa l'ipotesi messa in campo e poi realmente praticata dal Partito democratico. La prima squadra, chiamiamola Pd-uno, sta in giunta e piuttosto bene, confortando con la sua presenza l'attività del sindaco eletto, naturalmente di Forza Italia, in una vasta coalizione che raggiunge l'Udeur e l'Udc. Il Pd-due invece è sistemato in panchina, insieme ad An, che solo poche settimane fa montava i gazebo insieme a Forza Italia. Avete capito bene e siete confusi più di prima?"
(15 giugno 2008)

Leggi tutto il post...

15 giugno 2008

Off Topic: "Il lato chiaro"


Visualizzazione ingrandita della mappa
Ogni tanto possiamo permetterci parlare anche di cose che fanno bene all'umanità, oltre alle tante scelleratezze. La mappa (cliccaci per ingrandire) indica come raggiungere il luogo di proiezione del lungometraggio tutto civitavecchiese "Il lato chiaro", un thriller psicologico-esistenziale di preziosa fattura. Per informazioni sul film, VEDI QUI. Per prenotazioni: "Casa del disco", Civitavecchia, oppure chiama il numero 3333664755. Proiezioni tutti i giorni ore 21,30 dal 13/06/2008 al 29/06/2008. Su specifica richiesta è possibile realizzare anche proiezioni pomeridiane (ore 18,00).

Leggi tutto il post...

14 giugno 2008

Il carbone di Civitavecchia finisce a Strasburgo: domenica mattina incontro dei Cittadini con il Vicepresidente della Commissione Clima del Parlamento

Domenica 15 giugno alle ore 10.30 a Tarquinia, presso la Centrale Ortofrutticola, i cittadini più attivi in rappresentanza dei comuni del comprensorio inquinato, che si battono per fermare la costruzione, l'accensione e il funzionamento della centrale a carbone di Civitavecchia, incontreranno Roberto Musacchio, Vicepresidente della Commissione Clima del Parlamento Europeo, componente della Commissione Ambiente e membro del gruppo parlamentare della Sinistra Europea.

L'incontro servirà a valutare insieme le iniziative da attivare, a Strasburgo, per difendere la salute e l'economia di questo territorio dalla centrale di TVN, dalla menzogna del carbone pulito e dalla sistematica disinformazione in atto, coinvolgendo nell'azione anche gli eurodeputati degli altri paesi comunitari, dei vari schieramenti politici, per avvicinare il problema dell'Alto Lazio all'opinione pubblica Europea. I cittadini reclameranno soprattutto il diritto a procedure autorizzative vere, che non si risolvano come nel caso della Valutazione d'Impatto Ambientale della centrale a carbone di Civitavecchia in passaggi burocratici farsa, il cui fine è piegare ogni livello istituzionale alla volontà di Enel. E' quanto sta accadendo con Marrazzo ed i sindaci del comprensorio. Tra questi il sindaco di Tarquinia che non perde occasione per urlare contro il carbone e, contemporaneamente, si dissocia dalle iniziative per fermare la centrale messe in atto da agricoltori, commercianti, operatori sanitari e popolazioni che hanno il coraggio di sfidare il gigante elettrico. Così il Sindaco di Tarquinia prepara un futuro di sofferenza per i suoi cittadini con la complicità di quei consiglieri comunali che non hanno l'alibi dei modi grossolani di Mazzola e capiscono di che male si muore.
-
Comitato dei Cittadini Liberi
com.difesasalute@alice.it

Leggi tutto il post...

12 giugno 2008

Anche questi sono i costi del carbone

Morti. Stragi di minatori nelle miniere di carbone. Muoiono a migliaia in tutto il mondo ogni anno. Anche questo è il costo del carbone. Nessuno può permettersi di negarlo. Le agenzie che seguono riguardano incidenti, cui hanno fatto seguito morti, feriti e dispersi, negli ultimi quattordici giorni. (vedi anche Morti bianche da carbone: clicca qui )

UCRAINA, IN SALVO 23 MINATORI DOPO LO SCOPPIO, 13 DISPERSI (09/06/2008)
DONETSK, Ucraina (Reuters) - I soccorritori oggi hanno tratto in salvo 23 minatori dopo un'esplosione di gas in una miniera di carbone in Ucraina, mentre 13 sono ancora dati per dispersi.
L'ispettorato regionale delle miniere nel campo carbonifero di Donbass dice che è stato trovato il cadavere di un altro minatore, circa 750 metri sotto la superficie nella miniera Karl Marx, a nordest di Donetsk.
I funzionari che sovraintendono ai soccorsi dicono che le squadre non riescono a spingersi più in basso attraverso le macerie nel condotto di ventilazione della miniera, attiva da 110 anni.
La potente esplosione si è verificata ieri a mille metri di profondità, dove si ritiene siano intrappolati gli altri minatori ancora dispersi.
I soccorritori hanno detto alla televisione ucraina di ritenere che i minatori possano essere ancora vivi.
"Si sono sentite delle voci a due livelli", ha detto al Quinto Canale il ministro dell'Industria carbonifera, Viktor Poltavets.
"Per il momento non sappiamo cosa stia succedendo a mille metri. Ma riteniamo ci siano persone a quella profondità. Quindi dobbiamo arrivarci rapidamente", ha aggiunto.
La televisione ha riferito che i primi due minatori portati in superficie ancora vivi sono stati esaminati e ricoverati in ospedale. Entrambi appaiono in buone condizioni.
-
-
POLONIA: SCOPPIA MINIERA, 4 MORTI E 23 FERITI (05/06/2008)
(ASCA-AFP) - Varsavia, 5 giu - Un'esplosione di metano in una miniera di carbone ha fatto strage nel sud della Polonia causando quattro morti e 23 feriti, di cui 19 ricoverati in ospedale (cinque in gravi condizioni). Lo comunica la direzione del gruppo minerario JSW attraverso la portavoce Katarzyna Jablonska-Bajer.
L'inidente e' avvenuto alle 23 di ieri ora locale (21.00 ora di Greenwich), a 900 metri sottoterra nella miniera Borynia a Jastrzebie Zdroj. Al momento dello scoppio c'erano 32 minatori mentre cinque sono riusciti a scappare e sono illesi. Ancora non chiare le cause dell'esplosione, vista la totale assenza di scintille elettriche, tipica causa di scoppio in presenza di gas.
L'esplosione di ieri sera ricorda quella del gennaio scorso, quando due minatori erano morti in un incidente analogo in Slesia. L'industria mineraria polacca e' cruciale per la produzione di carbone, anche per l'intera Europa, e genera il 96 per cento dell'elettricita' del paese.
(Piu'Europa).
val/cam/rob
-
-
RUSSIA: TRE MORTI PER CROLLO IN MINIERA (30/05/2008)
(PRIMA) MOSCA – tre minatori hanno perso la vita e altri tre risultano, al momento ancora dispersi, nella regione siberiana di Kemerovo a causa del crollo improvviso della volta di una miniera a circa 400 metri di profondita'. Altri undici minatori, invece, sono riusciti a salvarsi, risalendo in superficie. Lo ha reso noto l'agenzia Interfax. (PRIMA)
Data: 30/05/08 10:51
Autore: AIA
-----------------------------
Aggiornamento al 14/06/2008
Cina. Esplosione in miniera, almeno 27 i morti accertati, altri dispersi
Pechino
Sono ventisette le persone morte ieri in Cina nell'esplosione in una miniera di carbone nella provincia settentrionale di Shaanxi, secondo le informzioni fornite dall'agenzia Xinhua.
Le miniere di carbone cinesi sono le più pericolose al mondo, con 3.770 morti nel 2007, a causa di fattori come la mancanza di misure di sicurezza, l'illegalità delle miniere stesse, o l'ipersfruttamento delle risorse.
L'esplosione di ieri è avvenuta nella miniera di Anxin Coal, situata nella città di Xiaoyi: al momento dell'eplosione, 58 operai stavano lavorando sotto terra. Quindici di loro sono riusciti a scappare, e nove sono stati salvati dai soccorritori.
I soccorritori hanno anche recuperato i cadaveri di 27 lavoratori, mentre non si conosce ancora la sorte di altre sette di loro.
-------------------------------


Leggi tutto il post...

Sui cambiamenti climatici

Alcune riflessioni sulla responsabilità dell'inquinamento atmosferico prodotto dall'uomo su effetto serra e mutamenti climatici. Da Greenpeace? No. Legambiente? Neppure. Dal Sole24ore.com

L'evoluzione di una civiltà dipende dalla quantità di energia che ha a disposizione. O almeno, è quanto credeva Nikolai Kardashev, l'astronomo russo che nel 1964 propose una scala per misurare il grado evolutivo delle società extraterrestri, ovviamente nella speranza di incontrarne qualcuna. Ridotta ai minimi termini, la scala di Kardashev è piuttosto semplice: le civiltà di Tipo I sono quelle in grado di sfruttare l'intera energia di un pianeta. Quelle di Tipo II riescono a usare l'energia di una stella. E quelle di Tipo III, manco a dirlo, riescono addirittura a mietere l'energia di un'intera galassia.
-
Al giorno d'oggi, sulla Terra, si stima che la civiltà umana usi l'equivalente di 15 terawatt di energia (la misura corretta sarebbe 490 miliardi di miliardi di joule all'anno: un joule è un watt al secondo). Ovvero un'irrisoria frazione delle risorse energetiche del pianeta: i 174mila terawatt che piovono dal Sole, i 23 terawatt della geotermia e i miseri 3 terawatt prodotti dalla maree. Ah già, poi ci sono anche le risorse fossili (la cui combustione produce oltre 13 terawatt) che la civiltà terrestre ha ingegnosamente imparato a pescare sottoterra. Il guaio è che quelle catene di atomi di carbonio e di idrogeno che compongono gas naturale, petrolio e carbone, quando bruciate, accoppiano il carbonio a due atomi d'ossigeno e fanno la CO2. La famigerata anidride carbonica.
Sì, certo. Parlare di riscaldamento globale nel bel mezzo della più fredda e piovosa primavera degli ultimi trent'anni, può sembrare anacronistico. Ma il guaio è proprio questo. Anche due inverni or sono, quando l'inverno non è arrivato era forse eccessivo gridare al global warming, come invece accadeva puntualmente nelle chiacchere al bar. Proprio come le emozioni, il clima è un meccanismo delicato. Ma anche molto di più: è frutto di così tante variabili che non esiste supercomputer capace di calcolarle in modo definitivo.
-
Se non ci fosse stata l'anidride carbonica, a trattenere parte della radiazione infrarossa riflessa dal pianeta (il cosiddetto effetto-serra) la temperatura media sarebbe di -19 gradi centigradi e sulla Terra non ci sarebbe ombra di civiltà né, forse, di vita. Prima della Rivoluzione industriale (e prima della sovrappopolazione), c'erano 280 parti di CO2 per ogni milione di molecole nell'atmosfera. Oggi che bruciamo allegramente circa 90 milioni di barili di petrolio al giorno, siamo intorno alle 390. Presto saranno 400.
Quello del clima, è un caos.
La Nasa ha annunciato che, dopo i recenti effetti raffreddanti de La Nina, sta entrando in gioco la cosiddetta Oscillazione decennale del Pacifico, che comporta – e nessuno sa veramente perché – fasi alterne di acque calde e fredde, che durano fra i 20 e 30 anni. Un recente studio tedesco promette dieci anni di clima più rigido in Europa. Anche se il Met Office britannico ha subito precisato che gli effetti del global warming mitigheranno un po' quel raffreddamento.
Intanto, su Nature è comparso un articolo che lancia l'allarme sugli idrati di metano: in poche parole, acqua e metano allo stato solido depositati in quantità enormi sul fondo degli oceani. Col crescere della temperatura, stanno rilasciando quel gas (che ha una potenzialità-serra 21 volte l'anidride carbonica) nell'atmosfera. Potenzialmente, potrebbero portarci al tipping point: il punto di non ritorno.
Quello del clima, è un caos caldo.
Così come è illogico tremare di paura per un'inverno mite, è illogico – nelle uggiose giornate di questa piovosa primavera – dimenticarsi che l'effetto-serra era stato previsto da un fisico svedese già nel remoto 1896: la capacità di certe molecole di trattenere la radiazione di certe frequenze è un fenomeno fisico indisputabile. Anche se a Ferragosto farà più freddo del solito, il mondo si sta riscaldando più del solito.
-
Tradurre tipping point con «punto di non ritorno», fa assumere al termine un sapore drammatico. L'espressione inglese (resa celebre dall'omonimo libro di Malcolm Gladwell), indica ad esempio quel momento in cui un oggetto, leggermente sospinto fino al bordo di un tavolo, cade giù. L'Internet è stato un perfetto caso di tipping point: l'avvento del web ha prodotto una serie inarrestabile di rivoluzioni a cascata. Il mondo, difatti, non sarà mai più come prima.
Il problema è che l'eventuale tipping point climatico, sarebbe gravido di spiacevoli effetti collaterali. Se l'aumento della temperatura contribuisse davvero a sprigionare il metano delle profondità oceaniche (e quello racchiuso sotto il permafrost artico), l'effetto-serra potrebbe scivolare giù dal tavolo.
In altre parole, quella crescita lineare (nel lungo periodo) della CO2 e della temperatura – sulla quale si basano, per motivi di prudenza, tutti gli "allarmistici" rapporti dell'Ipcc – potrebbe assumere un andamento non-lineare. E non sarebbe una bella notizia.
-
Siccome il clima è un caos caldo in tutti i sensi, ci sono scienziati che addebitano all'Ipcc di aver esagerato con le previsioni, e altri che accusano l'autorità climatica dell'Onu di aver sottostimato la portata degli eventi. Tutto questo, mentre il mondo aspetta di sapere se l'anno prossimo – quando a dicembre si chiuderanno le trattative per il nuovo trattato sulle emissioni-serra – alla Casa Bianca ci sarà Obama o McCain. Se sarà l'uno o sarà l'altro farà qualche differenza ma, a quanto pare, sono entrambi pronti a interrompere il "negazionismo" unilaterale del riscaldamento, a lungo perpetrato della presidenza Bush.
-
Fuori piove e fa freddo. Per fortuna si vedono le rondini, che almeno stavolta fanno primavera.
Però una cosa pare certa. Secondo la scala di Kardashev, la civiltà terrestre è ancora di Tipo 0. Le società extraterrestri di Tipo I, devono aver trovato il modo di superare lo scalino evolutivo della dipendenza da idrocarburi, in modo da non sconvolgere i delicati equilibri del loro pianeta. Viceversa, non sarebbero arrivate lì dove sono. Se ci sono..

Leggi tutto il post...

Espressioni contemporanee del male

Tony Hayward, amministratore delegato di British Petroleum (BP)

Per soldi e potere si giunge a compiere atti abominevoli. Niente di nuovo sotto il sole, direte voi. I recenti fatti della clinica S. Rita (vedi qui e qui) a Milano non fanno che riportare alla luce questa dolorosa consapevolezza.
In questo caso vogliamo portare l'attenzione su un altro fatto di cronaca: il Corriere titola:

"Il n.1 di BP: se si vuole tenere il passo con il bisogno di greggio occorre aprire il Polo sud alle compagnie. E' uno degli ultimi luoghi incontaminati della terra. Forse, ancora per poco."
Non c'è limite allo schifo. Questa gente parla come se il mondo fosse di loro proprietà, e non rappresentasse l'unico possibile ambiente di vita per noi e le generazioni che seguiranno. Il pianeta concepito come una fonte di lucro usa e getta. Quanto dovremo attendere ancora, prima di sviluppare in modo diffuso un'etica sufficientemente avanzata per non mettere continuamente a repentaglio la nostra sopravvivenza? Quanto prima che ogni individuo giunga a prendere su di sé la responsabilità del proprio agire?
Il cinismo estremo di questo Tony Hayward non costituisce certo un unicum, e anzi ci richiama quello del suo omologo italiano Scaroni (a.d. eni, ex enel) . Siamo sicuri che gente simile avrebbe saputo trovare senza difficoltà un posto di primo piano tra le gerarchie naziste o quelle staliniane.

Leggi tutto il post...

L'irresponsabile speculazione di Enel su Mochovce.


Enel ha deciso di investire 1,9 miliardi di euro nel completamento dei due pericolosi reattori nucleari di Mochovce, in Slovacchia. Si tratta di reattori sovietici di seconda generazione anni ’70 che non hanno alcun guscio di contenimento in grado di proteggerli da incidenti gravi, come l’impatto di un aereo.
Questa mattina - in occasione dell'assemblea degli azionisti del Gruppo - attivisti di Greenpeace "in giacca e cravatta" hanno anche consegnato un “regalo” all’amministratore delegato Fulvio Conti: un plastico dei reattori di Mochovce distrutti dall’impatto di un aereo.
All'interno dell'assemblea degli azionisti è intervenuta Fondazione Culturale Responsabilità Etica che - con il sostegno di Greenpeace e CRBM (Campagna per la riforma della Banca Mondiale) – ha portato all'attenzione degli investitori un documento di forte critica alla politica energetica di Enel pro carbone e pro nucleare. È la prima attività di “azionariato critico” in Italia (vedi qui per approfondimento).

Leggi tutto il post...

11 giugno 2008

Taranto. Inquinamento. La paura bambini nei loro disegni. MA PER NOI E PER I NOSTRI BAMBINI NON E' DIVERSO.



Alto Lazio come Taranto.
Riportiamo un articolo comparso su Repubblica.it (11 giugno 2008). Con la consapevolezza che un articolo simile la Repubblica non l'avrebbe mai pubblicato, sulla nostra situazione: perché l'affare energetico ha ramificazioni troppo profonde.

I bambini non vogliono morire. Il fatto stesso di parlare di morte per chi ha 8 o 10 anni, è da rabbrividire. "Io ho paura di morire" confessa Roberto. "Io perfino di uscire da casa o di mangiare" dice Sabrina. Gli alunni di sei scuole elementari di Taranto, circondata da polveri sottili e diossina, si occupano d'inquinamento. Scrivono, disegnano: pensieri e schizzi sono la narrazione di un incubo, materializzato da complessi industriali grandi come città: l'Ilva, il più imponente siderurgico d'Europa. "Ciminiere sbruffanti", sempre e ovunque, difficili da esorcizzare. "Potrebbe essere che la mia città è l'anticamera dell'inferno?".
-
Dagli istituti Egidio Giusti, XXV Luglio, Europa, Gabelli, Gianni Rodari, Cesare Giulio Viola inondano di lettere e d'immagini colorate quanto strazianti come il sole soffocato dallo smog che grida "Aiuto", il presidente della giunta regionale Nichi Vendola.
Vendola che alla fine decide di farne un libro. Perché, spiega, bisogna "imparare a guardare il mondo con gli occhi dei bambini".
Sono centinaia di pagine: l'abbecedario della disperazione. Il titolo è una speranza: "Sognando nuvole bianche". Come "quelle dei cartoni animati" scarabocchia su un foglio a quadretti il giovanissimo Stefano, che al governatore confida: "La prego, faccia qualcosa". Fabiola, 9 anni, insiste: "Il cielo è grigio, mi pare di vedere un lampadario spento. Ti prego, se puoi accendi la luce". Domenico Basile è impietoso: "Il verde non è verde, il blu è malato, gli animali sono pochi, l'uomo sta morendo a causa di tante malattie legate all'inquinamento. Ma avere un futuro è un nostro diritto".
-
Parole semplici. E affilate come la lama di un rasoio. "Servono a fare chiarezza nei nostri programmi" avverte Vendola, che non rinuncia a ricordare tra il malinconico e l'indispettito: "Per anni la Puglia ha subìto crimini ambientali e forme di colonialismo economico. E' stata trasformata in un territorio 'a perdere', bucato eroso avvelenato spolpato". Ma non vuole arrendersi, il rivoluzionario gentile: "Noi abbiamo provato a reagire. A Taranto per la prima volta abbiamo imposto il monitoraggio costante delle diossine negli stabilimenti dell'Ilva.
-
Quell'Ilva che dà lavoro e che dà la morte". Le neoplasie, quelle gravi all'apparato respiratorio, stringono d'assedio una comunità, ostaggio del terrore. Claudia Marino, 10 anni, azzarda una soluzione: "Proprio a causa di questa industria, molte persone muoiono di cancro. Le chiediamo di far chiudere l'Ilva e costruire piccole industrie, per occupare le persone che lavorano lì".
-
Poiché "non bisogna barattare la vita con il posto di lavoro" avvisa Graziano Donotelli: "Mio padre lavora all'Ilva, però se qualcuno mi dovesse chiedere cosa preferisco tra la morte e la malattia sicura, io preferisco la vita di mio padre, le sue coccole".
-
Le paure d'Italia passano da Taranto. "Noi la questione intendiamo risolverla" promette Vendola. Francesco veste i panni del novellista: "Chiedo a mio padre come mai le nostre nuvole sono così dense e scure? E mio padre mi risponde, caro figlio sono ricche di una sostanza dannosa e velenosa. Io chiedo a mio padre come si chiama questa sostanza e lui mi risponde figliolo non è il caso che io ti rispondo è cosa da adulti. Ed io adesso mi chiedo come mai questi adulti non sono ancora riusciti a risolvere questo problema? E come mai siamo stati chiamati noi bambini che di queste cose non dovremmo sapere niente?".

Leggi tutto il post...

10 giugno 2008

Prove tecniche di veltrusconismo

Diamo spazio ancora una volta a Marco Travaglio (dal Blog di Beppe Grillo, 09/07/2008). Vedremo se e in che modo PD e compari sapranno contrastare questo nuovo insulto alla democrazia, questa bordata reazionaria alla legalità. Ma prepariamoci al peggio, e quindi a doverci mobilitare ancora una volta come cittadini.
"Buongiorno a tutti.
Allora, sia nel blog di Beppe un certo Daniele mi chiede della legge sulle intercettazioni che è stata annunciata da Berlusconi al convegno dei giovani industriali a Santa Margherita Ligure – mi chiede e mi domanda se potrebbe essere incostituzionale o oggetto di un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea – sia sul mio blog, voglioscendere.it, Cle e Carla C. mi chiedono anch’esse di parlare di questa legge. E allora parliamone perché è il tema del giorno e credo che rimarrà il tema della settimana e forse del mese. Siamo alla prima legge vergogna.

che riguarda i processi di Berlusconi e che ha qualche speranza di passare, dopo quella per ora tramontata sul patteggiamento allargato che avrebbe spostato in là i processi al Cavaliere. Intanto vediamo quello che vuole fare Berlusconi, secondo quanto lui ha annunciato di voler fare. Lui ha detto: “divieto assoluto di intercettazioni, salvo per i reati di mafia, di camorra, di ‘ndrangheta, di criminalità organizzata e di terrorismo”. Per chi le fa, cioè per i giudici che le dispongono al di fuori di questi reati – ammesso che ce ne siano ancora, ovviamente – e per gli agenti che poi le realizzano assieme ai gestori telefonici che prestano il loro supporto: cinque anni di galera. Questa la pena massima prevista. Per i giornalisti che le pubblicano, cinque anni di galera anche a loro. Si corona così il sogno del Cavaliere di arrestare tutti coloro che lo dovrebbero controllare e che lo controllano ancora, cioè magistrati e giornalisti. Invece di arrestare le persone che vengono intercettate e hanno commesso dei reati, si decide di arrestare coloro che le hanno scoperte e coloro che lo hanno fatto sapere. Che già non è male, devo dire. In più prevede, dice lui, “una forte penalizzazione economica per gli editori che pubblicano questi articoli contenenti intercettazioni”. Quindi, in teoria, dovrebbe essere condannata anche la sua famiglia, visto che i suoi giornali hanno abbondantemente pubblicato intercettazioni - sempre quelle degli altri di solito, mai le sue. L’annuncio era già scritto nel programma della Casa delle Libertà, era già stato detto in campagna elettorale. Il problema è che Berlusconi ha questa grande fortuna: viene sempre sottovalutato. Si dice: “sì, lui dice così. Poi in realtà non è vero…”. No, in realtà è vero. E infatti, ciò che sembrava impossibile, il divieto di intercettazioni per tutti i reati che non siano di mafia e terrorismo – stando a quello che lui dice, sempre che non sia stato frainteso o non parlasse a titolo personale – sarà oggetto della prossima legge in materia di giustizia. E così sono serviti tutti quegli allocchi, magistrati, associazione magistrati, partito democratico, che pensavano di poter dialogare con un soggetto del genere. Per fortuna che a mettersi di traverso contro il dialogo è sempre Berlusconi poi, alla fine. È interessante il fatto che lui annunci tutto questo proprio mentre a Napoli e dintorni lui va predicando che con lui ritorna lo Stato, arriva il pugno di ferro, arriva la tolleranza zero, arriva la certezza della pena. Arriva il castigamatti, insomma, e bisogna rigare diritto. E annuncia una legge che va esattamente in controtendenza. Non è una legge “ad personam”, nel senso che non serve solo a lui. È una legge “ad personas” nel senso che serve a tutta la classe dirigente. È un altro cunicolo enorme scavato sotto le carceri e sotto i tribunali per farci passare naturalmente le solite pantegane grandi così, ma da quello stesso cunicolo passeranno anche topolini medi e piccoli, che sono poi quelli che vanno ad accrescere l’emergenza sicurezza, la percezione di insicurezza. Ragion per cui poi bisogna ritornare indietro e fare altri pacchetti sicurezza. È un continuo. È il pendolo che una settimana dopo le norme per la sicurezza, torna indietro e si mette a salvare i colletti bianchi, ma anche, come vedremo fra un attimo, le principali categorie criminali che rendono rinomato nel mondo il nostro Paese. Facciamo degli esempi. Per l’omicidio, ad esempio, non è più possibile intercettare, se ha un senso quello che ha detto Berlusconi. Perché l’omicidio non è né mafia, né ‘ndrangheta, né camorra, o meglio, ci sono anche omicidi che non fanno parte di quelle organizzazioni. Per l’omicidio semplice - cioè io ammazzo un tizio non essendo un camorrista, un mafioso, un ‘ndranghetista e nemmeno un terrorista – non mi possono intercettare. Di solito, per scoprire chi è stato ad uccidere una persona si mettono sotto intercettazione tutti quelli che fanno parte della sua cerchia: parenti, amici, conoscenti, colleghi di lavoro per cercare qualche attinenza tra la morte di quella persona e le conoscenze che ha. Non si potrà più fare. Quindi, molti più omicidi impuniti. Okay?
Rapine in banca. Mettiamo che per fortuna una telecamera abbia ripreso di sguincio uno dei rapinatori e che gli inquirenti illuminando bene le immagini riescano a intuire chi potrebbe essere fra le loro vecchie conoscenze, spulciando tra le foto segnaletiche. Bene, per trovare la prova che è veramente lui gli mettono il telefono sotto controllo, vedono se parla di bottino. Se ne parla con altri complici, arrestano anche i complici e si riesce a sgominare la banda. Non si potrà più fare. La rapina, se non è fatta da mafiosi, camorristi o terroristi, sarà impossibile, o quasi, da punire...

Mettiamo il classico caso del sequestro di persona a scopo di estorsione. Un gruppo di sbandati sempre più spesso capita, ormai non c’è più la grande “anonima sequestri”, ci sono gruppi di sbandati che si organizzano. Sequestri lampo. Prendiamo l’imprenditore. Ci facciamo dare il riscatto. Lo liberiamo. Di solito si mette sotto controllo il telefono della famiglia, i telefoni delle famiglie amiche, in modo che quando il sequestratore telefona per chiedere il riscatto si risale telefonicamente a lui e spesso lo si acciuffa. Con questo sistema sono stati sgominati moltissimi sequestri e restituiti alle famiglie tantissimi ostaggi. Perfetto. Non si potrà più fare. A meno che il sequestro non sia opera di mafia, camorra o ‘ndrangheta, però come sappiamo fanno i soldi in maniera diversa e molto più facile.
Prendiamo il molestatore che telefona, con telefonate oscene, alla ragazza. Tipico caso: la ragazza fa denuncia, mettono il telefono sotto controllo, risalgono al molestatore e il molestatore viene preso. Non si può più fare. Perché? Perché, o il molestatore è un mafioso, un camorrista, un ‘ndranghetista o un terrorista, cosa che di solito non è, oppure niente da fare.
Mettiamo una donna picchiata e violentata magari dall’ex marito o dall’ex fidanzato, o cose di questo genere. Trova il coraggio di denunciare. Mettono sotto intercettazione il presunto aggressore per vedere se è proprio vero ciò che dice la donna. Non lo si potrà più fare.
Prendiamo la ricerca dei latitanti. Tutti quelli che sfuggono alla giustizia. Non lo so… dal mago di Vanna Marchi che scappa in Brasile, a quelli che fanno le rapina, a quelli che fanno gli omicidi, ecc. Ecco, se non sono mafiosi o terroristi, non si potrà più usare lo strumento delle intercettazioni per andare a vedere dove sono scappati e riacchiapparli.
Finora non ho citato i reati finanziari naturalmente. Ci sono ancora le estorsioni. Pensate a quanta gente denuncia l’estorsore, quello che gli va a chiedere qualcosa, che li minaccia. Se non è un mafioso, non si potrà più controllare il telefono delle persone che ricevono queste richieste estorsive. Per non parlare delle truffe. Pensate a quante intercettazioni su Vanna Marchi ci hanno aiutato a scoprire le minacce che lei e la figlia facevano a quelle povere credulone che pagavano continuamente temendo chissà quali conseguenze negative, fino alla morte. Quelle telefonate non si potranno più, non dico utilizzare, non si potranno più intercettare e quindi ovviamente avremo molti più truffatori e molti più truffati perché poi alle vittime non ci pensa nessuno.
Non ho parlato ancora dei reati finanziari che sono in realtà la vera ragione per cui non si vuole più che si utilizzi da parte della magistratura lo strumento delle intercettazioni. E questo è ovvio. Dato che i reati finanziari sono i più nascosti e i più difficili da vedere, non solo non si sa chi li ha commessi, ma non si sa nemmeno chi li abbia commessi. Mentre l’omicidio, la truffa, il furto, quelli si vedono perché c’è una vittima dichiarata che li va a denunciare. La corruzione, chi la viene a sapere? Se non parla quello che ha pagato e non parla quello che ha preso i soldi, la corruzione non si sa. E poi il falso il bilancio, chi lo può notare che un bilancio è falso? Quindi sono i reati che hanno più bisogno di intercettazioni. Bisogna scoprire anche che sono stati commessi, oltre a dover scoprire chi li ha commessi. Anche per questi, silenzio di tomba. Non sapremo mai nulla.
Naturalmente, che cosa succede? Succede che tutti quelli che li commettono potranno commetterli liberamente. Quando passerà la legge, saranno molte di più le persone che li commetteranno perché a quel punto il rischio di essere scoperti e puniti è zero e quindi noi perderemo ancora più soldi con i reati finanziari di quelli che stiamo perdendo.
Io vorrei fare solo alcuni esempi di processi dei quali non avremmo saputo nulla. Processi che non si sarebbero mai aperti, quindi tutti imputati che non sarebbero imputati se fosse passata questa legge.
Il caso, per esempio, delle scalate bancarie. C’erano dei furbetti del quartierino che, contro la legge, cercavano di appropriarsi di due banche: Banca Nazionale del Lavoro, le cooperative rosse e l’Unipol di Consorte; Antonveneta, la Banca Popolare di Lodi di Giampiero Fiorani; Rizzoli Corriere della Sera, cioè il più grosso gruppo editoriale indipendente non controllato dai partiti, che doveva finire nella mani di Ricucci il quale poi, secondo alcuni, l’avrebbe girato ai soliti amici di Berlusconi. Bene, queste tre scalate furono bloccate da Clementina Forleo e dalla procura di Milano, grazie a intercettazioni. Con questa nuova legge, niente intercettazioni, scalate a buon fine. Compreso il loro protettore massimo, cioè Antonio Fazio, che continuerebbe a essere governatore della Banca d’Italia non sospettato di niente. Sebbene, come abbiamo visto dalle telefonate, fosse colui che faceva il regista e il giocatore di queste partite, nelle quali avrebbe dovuto rimanere terzo distaccato e arbitro.
Nessuno saprebbe le cose perché nella legge si prevede anche che nessuno le pubblichi. Quindi, dato che il processo non è ancora partito, noi non sapremmo ancora praticamente nulla di Fazio. E quindi Fazio sarebbe doppiamente al suo posto, sia perché non sarebbe stato scoperto, sia perché, anche se l’avessero scoperto, nessuno avrebbe poi potuto raccontarlo.
Pensate ai riscontri che sono stati trovati sulle denunce di Stefania Ariosto sui giudici corrotti a Roma, con tutte le intercettazioni dell’enturage del giudice Squillante, dell’avvocato Pacifico, ecc.
Niente. La truffa di Milano di Poggi Longostrevi che faceva le ricette facili a spese della Regione, con i rimborsi gonfiati ecc. 150 medici condannati grazie alle intercettazioni. Niente. Non avremo più nulla di tutto questo. A Torino, l’amministratore delle Molinette arrestato grazie alle intercettazioni perché pigliava le tangenti in ufficio su ogni fornitura, Luigi Odasso, anche lui sarebbe ancora al suo posto. Pensiamo al Lazio, grazie alle intercettazioni hanno trovato i riscontri alle denunce di Lady ASL, quella che ha raccontato il grande scandalo della sanità, che poi è responsabile del grande buco della sanità del Lazio, che per fortuna si è tamponato grazie all’intervento della magistratura, non avremmo saputo quasi niente.
Pensate al caso di spionaggio. I casi di spionaggio illegale che abbiamo avuto in questi anni. Lo staff di Storace che fa spiare Alessandra Mussolini e Piero Marrazzo alla vigilia delle elezioni regionali del 2005.
Il SISMI di Pollari e Pompa, che fa i dossieraggi sui giornalisti, i magistrati, i politici ritenuti pericolosi per Berlusconi. Il SISMI che, secondo l’accusa della Procura di Milano, collabora al sequestro di un cittadino egiziano, Abu Omar, a cui noi avevamo dato ospitalità per motivi politici e poi l’abbiamo fatto rapire dalla CIA e mandare in Egitto a torturare.
Nulla si saprebbe senza le intercettazioni, nemmeno ovviamente di quel caso patetico del giornalista Farina, alias Betulla, che lavorava a depistare le indagini sul sequestro.
Pensate ai dossieraggi della Telecom. I dossieraggi della security della Telecom. Migliaia e migliaia di dossier accumulati illegalmente da Tavaroli e i suoi uomini, tutto grazie alle intercettazioni. Non sapremmo nulla.
Pensate a ministri, sottosegretari. Abbiamo il ministro Fitto, che è stato preso grazie a intercettazioni in un processo per le tangenti della famiglia Angelucci per le cliniche nella Puglia.
Abbiamo il sottosegretario Martinat che è sotto processo a Torino per gli appalti truccati del TAV e della Olimpiade Invernale del 2006.
Pensate al ministro Matteoli che addirittura è sotto processo per le fughe di notizie per abusi edilizi all’Isola d’Elba.
Tutte persone che non sarebbero ovviamente sotto processo. Come ovviamente non sapremmo niente del ruolo avuto, secondo la procura di Genova, dal capo della Polizia dell’epoca, Gianni de Gennaro, nei possibili depistaggi delle indagini sul G8. Come non sapremmo nulla della mega truffa sui farmaci appena scoperta da Guariniello a Torino. Come non sapremmo nulla della mega truffa sui rifiuti appena scoperta, coi 25 arresti dai magistrati di Napoli, per quanto riguarda la Campania.
Non sapremmo nulla quello che ha fatto Mastella, la sua famiglia e il suo partito, smascherati dall’inchiesta di Santa Maria Capoa Vetere, poi passata a Milano. Non sapremmo nulla delle ruberie sui fondi pubblici in Calabria, che De Magistris ha scoperto e infatti gli sono costate una dura punizione dal Consiglio Superiore della Magistratura, mentre alcuni colleghi gli stanno smontando le indagini. Ecco, da questo punto di vista Clementina Forleo e De Magistris con una legge come questa già in vigore da qualche anno sarebbero a posto, in una botte di ferro. Perché se la legge avesse loro impedito di scoprire gli scandali di bancopoli e della Calabria, loro non avrebbero pagato le conseguenze quindi, almeno dal loro punto di vista, questa legge li avrebbe lasciati lavorare in pace, proprio perché avrebbe impedito loro di lavorare e di scoprire alcunché.
Allora, quali sono i motivi con i quali ci viene indorata la pillola. Ci viene presentata questa legge come assolutamente urgente e necessaria. Oggi si sono mossi anche insigni tromboni per dare copertura questa legge vergognosa. La prima è che bisogna tutelare la privacy. Naturalmente la privacy è già tutelata da una legge, persino eccessiva, che è la Legge sulla Privacy che però ha una clausola assolutamente ovvia. Cioè che la privacy può essere tutelata, salvo esigenze di giustizia. Quando ci sono esigenze di scoprire reati e tutelare le vittime di quei reati, la privacy viene meno. Ciascuno di noi rinuncia a un pezzo della sua privatezza per consegnare allo Stato la possibilità di difenderci quando poi viene attaccata, non la nostra privatezza, ma la nostra vita, la nostra incolumità, il nostro patrimonio, i nostri interessi. La privacy non c’entra nulla. E del resto, quando si chiede: “ma quando mai è stata violata la privacy dalle intercettazioni o dalla pubblicazione delle intercettazioni?” rispondono sempre: “la povera Anna Falchi che si è ritrovata un sms sui giornali che diceva “ti amo”. A chi? A Ricucci. Che era che cosa? Suo marito. Pensate che violazione della privacy far sapere che c’è una moglie che dice “ti amo” a suo marito. Deve essere stato un danno irreversibile. Per il resto sono tutte balle.
Dicono che ci sono troppe intercettazioni. E qui non si sa rispetto a cosa. C’è un numero ideale, un numero perfetto di intercettazioni? Quale sarebbe? Il numero delle intercettazioni dipende dal numero dei reati che si commettono. In Italia ci sono quattro regioni nelle mani della mafia? Perfetto, avremo un po’ più di intercettazioni rispetto alla Finlandia o alla Danimarca.
E poi non è vero che abbiamo troppe intercettazioni rispetto agli altri paesi, perché negli altri paesi non si sa quante siano le intercettazioni. L’unico paese di cui con certezza si sa quante intercettazioni si facciano è l’Italia. Per quale motivo? Perché in Italia le può fare soltanto la magistratura e risultano tutte, dalla prima all’ultima, con tanto di autorizzazione di un giudice terzo. Mentre all’estero le fanno i servizi segreti, le forze di polizia, senza nessun controllo. Pensate, in Inghilterra le fa perfino il servizio ambulanze. Ci sono 156 enti, compresi gli enti locali, che possono fare le intercettazioni. In America le fa la SEC, che è l’equivalente della nostra CONSOB, solo che quella funziona e che controlla appunto le attività di borsa.
Quindi in Italia non è vero che ce ne sono di più, le controlliamo tutte. Mentre all’estero ci sono, ma non incontrollate, quindi non si sa quante sono.
L’argomento che fa più presa è che costano troppo. Costano troppo, ci dicono. E allora io vi do i dati. Due anni fa, l’ultimo anno dei quali abbiamo le statistiche, le procure italiane, che sono 165, hanno speso per intercettazioni 240 milioni di euro. Secondo altri calcoli il coso sarebbe pure inferiore. Ma prendiamo per buono il più grosso, cioè 240 milioni di euro. Che erano 40 in meno rispetto all’anno prima. Sono quattro euro per ogni cittadino. Quattro euro e qualcosa per ogni cittadino. La domanda è: “siete disposti da dare quattro euro all’anno, cioè quattro caffè all’anno, per sentirvi più sicuri e protetti contro reati di ogni genere?”. Penso che la risposta, se la domanda viene posta correttamente ai cittadini, sia sì. Potremmo risparmiare? Certo, potremmo averle gratis le intercettazioni. Sapete perché le paghiamo? Le paghiamo perché lo Stato, quando da la concessione alla Telecom, alla Vodafone e agli altri gestori telefonici potrebbero mettere una clausoletta nella quale c’è scritto: “voi siete concessionari pubblici dello Stato italiano. Perfetto. Avete un obbligo. Quando un magistrato vi chiede di tenere sotto controllo un telefono, voi lo fate gratis. Invece lo Stato italiano paga i gestori telefonici che sono suoi concessionari. Per cui li potrebbe tenere per le palle e fargli fare quello che vuole. Quando un magistrato chiede a una banca: “fammi quell’accertamento bancario”, la banca mica si fa pagare. Eppure la banca è un ente privato. Questi sono concessionari pubblici e lo Stato italiano paga loro ogni intercettazione. E in più, ad ogni indagine che deve fare, affitta un macchinario che non è proprio, da un’azienda privata. Basterebbe comprarli una volta, i macchinari per fare le intercettazioni e i costi verrebbero praticamente azzerati.
Quindi, vi stanno raccontando balle anche quando vi dicono che questa legge è per risparmiare sui soldi. No, questa legge è per risparmiare sui processi. A chi? A Berlusconi e alla classe dirigente. C’è un piccolo problema. Berlusconi naturalmente ha un processo in corso a Napoli, d’udienza preliminare, insieme al suo amico Saccà, direttore di Rai Fiction sospeso, perché? Perché al telefono gli prometteva aiuti per una sua attività privata, a Saccà, in cambio dell’assunzione da parte di Saccà di alcune ragazzine, di alcune ragazzine che interessavano in parte a Berlusconi, e in parte a un misterioso senatore dell’Unione che un anno fa, in cambio del piazzamento della ragazzina a Rai Fiction, a spese nostre, avrebbe fatto cadere il governo Prodi. Pare, come ha scritto Repubblica ieri, che ci siano altre telefonate ancora più sfiziose su questo vero e proprio uso criminoso della televisione pagata con i soldi pubblici.
E allora? Bisogna impedire che vengano fuori, con una legge che salverà migliaia di criminali, per salvare uno o due imputati.
Passate parola."

Leggi tutto il post...

9 giugno 2008

"Vigilanza a rischio al cantiere di Tvn"

Un segnale chiaro a rappresentare la realtà dei fatti, al di là delle balle strumentali sull'occupazione. Da civonline.it

"CIVITAVECCHIA - Ancora altri tagli di personale al cantiere Enel di Tvn. A farne le spese sono gli operatori della Securitas Metronotte che si occupano della vigilanza, armata e non. La denuncia arriva dalle Rsa Filcams Cgil Marco Feuli e Carlo Barreca: entrambi sottolineano come oggi la vigilanza sia ridotta a 3 operatori a turno.
«È impensabile – hanno spiegato – che in tre possano gestire i controlli agli ingressi di tutti i lavoratori, pattugliare costantemente all’interno del cantiere, esercitare riscontri a campione dei tesserini, effettuare controlli dei parcheggi auto interni e esterni, ispezionare lungo le banchine lato mare». Lo scorso mese, infatti, sarebbero stati soppressi tre servizi interni di vigilanza: sorveglianza area cavi, sorveglianza area Ansaldo e doppia unità area attracchi navi, per una perdita totale di 5 guardie giurate al giorno, tutte residenti a Civitavecchia.
«Nei giorni scorsi – hanno aggiunto Barreca e Feuli – senza avvertire i sindacati di categoria, l’Enel ha soppresso tutti i servizi che riguardano gli operatori di “portierato”, con la conseguente perdita di 4 posti di lavoro occupati da 4 padri di famiglia, anche questi tutti civitavecchiesi». Con buona pace della valorizzazione delle risorse e delle professionalità locali. Tutta questa situazione di precariato porterà, a breve, ad organizzare assemblee dei lavoratori per decidere la strategia da adottare contro questi tagli di personale."

Leggi tutto il post...

"carbone scelta peggiore del nucleare"

Roggiolani, Consigliere Regionale dei Verdi Toscana
"Quella del carbone è da considerarsi una scelta per tanti versi peggiore del ritorno al nucleare, a causa delle gravi emissioni climalteranti e dell'impatto sui territori."

Nella mattina del 06 giugno 2008, davanti alla Centrale elettrica di Montalto di Castro (Vt) si e' costituito il Comitato anti-atomo lanciato dai Consiglieri regionali dei Verdi di Toscana e Lazio Fabio Roggiolani ed Enrico Fontana. Hanno aderito, spiega una nota, molte personalita' dei Verdi, gli attori Jacopo e Dario Fo, Franca Rame, esponenti dell'ambientalismo quali Nicola Caracciolo, Vittorio Emiliani, Alberto Asor Rosa, Beppe Croce, Vincenzo Ferrara, esponenti del mondo politico come il Senatore Pancho Pardi, imprenditori e politici locali.
Roggiolani ha spiegato come l'intento sia mostrare che le energie rinnovabili, tutte nessuna esclusa, sono già oggi in condizione di produrre tutta l'energia di cui il nostro paese ha bisogno. Le rinnovabili sono la ricchezza, l'occupazione e la libertà energetica, mentre il nucleare è uno spreco di risorse nazionale, speculazione dei monopolisti, gravissimi rischi. "Con il nucleare non solo ci giochiamo pezzi interi del pianeta che mai essere umano potra' piu' calpestare, com'e' accaduto a Chernobyl, ma ci giochiamo anche la speranza di un'economia positiva per tutti".
L'auspicio del nuovo organismo, ha concluso Roggiolani, e' che entro luglio ci sia un comitato per il 'No' al nucleare e per il 'Si'' alle rinnovabili in ogni comune italiano.
Interrogato da un cittadino presente alla conferenza stampa sulla scelta di ricovertire a carbone impianti come quello di TVN di Civitavecchia, Roggiolani si è così espresso: "Quella del carbone è da considerarsi una scelta per tanti versi peggiore del ritorno al nucleare, a causa delle gravi emissioni climalteranti e dell'impatto sui territori."
-
Lo stesso Roggiolani ha parlato delle linee di fondo del piano energetico per la Regione Toscana: riduzione dei consumi, aumento della quota di energia da fonti rinnovabili e ridurre le emissioni di gas serra in atmosfera. Niente fossile, niente nucleare, ma sviluppo delle fonti alternative.

Leggi tutto il post...