Porto di Civitavecchia: "la quantità emessa di inquinanti è molto elevata e potrebbe mettere a serio rischio la salute delle popolazioni del comprensorio di Civitavecchia, quella di tutti coloro che lavorano all'interno del porto stesso e la salute delle migliaia di turisti che sbarcano dalle navi crociera."
Civitavecchia 30/06/2008
Alla Procura della Repubblica di Civitavecchia
Al Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo
Il Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute (Lazio) e la Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente (ISDE - Civitavecchia) espongono quanto segue.
L'Osservatorio Ambientale di Civitavecchia (clicca qui per scaricare il documento) ha valutato le emissioni annuali di inquinanti, causate dall’attività portuale (rif. anno 2005), in:
NOx 3.784 ton/anno
SO2 3.648 ton/anno
VOC 121 ton/anno
Polveri 464 ton/anno.
La quantità emessa di inquinanti è molto elevata e potrebbe mettere a serio rischio la salute delle popolazioni del comprensorio di Civitavecchia, quella di tutti coloro che lavorano all'interno del porto stesso e la salute delle migliaia di turisti che sbarcano dalle navi crociera.
Poiché gravissime patologie cardiovascolari (infarto cardiaco o ictus cerebrale ischemico/emorragico) possono occorrere solo dopo poche ore dall'esposizione anche a livelli non particolarmente alti di polveri sottili (1) e ozono (2,3), il Coordinamento dei Medici chiede che sia installata all'interno del porto una centralina di rilevamento dei maggiori inquinanti.
Tale richiesta anticipa una delle prescrizioni contenute nella Valutazione di Impatto Ambientale per la conversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord che a pagina 32 cosi recita:
Prescrizioni relative ai limiti alle emissioni ed alla qualità dell’aria:
Stazioni di monitoraggio; dispositivi per il controllo delle emissioni diffuse di polveri: Dovrà essere messo in atto, secondo un protocollo da concordare con ARPA Lazio, l’aggiornamento delle stazioni di Monitoraggio gestite da ENEL secondo le specifiche riportate nello Studio di Impatto Ambientale; a queste dovrà essere aggiunta una stazione di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico finalizzata alla caratterizzazione dell’impatto sulla qualità dell’aria derivante dalle banchine carbone e calcare/gesso/ceneri, ed un sistema per il rilevamento in continuo, sulla sorgente costituita dal sistema di scarico di carbone dalla nave, delle emissioni diffuse di polveri.
Even Low Levels of Air Pollution May Pose Stroke Risk. Annals of Neurology, published online May 28, 2008.
Ozone Europea, Baseline Scenario for The Clean Air for Europe -CAFE – Feb. 2005.
Ozone modifies associations between temperature and cardiovascular mortality: analysis of the NMMAPS data Online First Occup Environ Med 2007; doi: 10.1136/oem.2007.033678).
Coordinamento Nazionale Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute (Lazio)
Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente (ISDE - Civitavecchia)
3 luglio 2008
Alcuni dati sul grave inquinamento proveniente dalle attività del porto di Civitavecchia
Nel mondo continua la forte crescita delle rinnovabili.
(ANSA) - ROMA, 1 LUG - Un po' per le preoccupazioni per il riscaldamento globale, un po' per la crescita impetuosa del prezzo del petrolio, il mondo, e in maniera particolare quello economico, sta scegliendo sempre di piu' l'energia verde. Lo afferma il rapporto annuale dell'Unep, l'agenzia Onu per l' ambiente, secondo cui gli investimenti pubblici e privati in rinnovabili sono cresciuti del 60% nel 2007 rispetto al 2006, raggiungendo la cifra di 148 miliardi di dollari. Secondo il rapporto, il 23% di tutta la nuova energia installata lo scorso anno viene da fonti 'verdi', dieci volte di piu' di quella nuova ottenuta dal nucleare, e ormai le rinnovabili sono il 5,4% della produzione energetica mondiale.
''Queste cifre sono molto interessanti - commenta Carlo Manna, responsabile del centro studi dell'Enea - e conferma che l'industria nel mondo ha sempre maggior interesse verso l'eco-energia, mentre da noi si parla ancora troppo dei costi e troppo poco delle opportunita' da questo tipo di investimenti''. Ecco i principali numeri del rapporto: - CRESCONO EOLICO E SOLARE: la maggior parte dei nuovi investimenti riguarda l'eolico, con 50,2 miliardi di dollari, ma anche il solare sta crescendo impetuosamente, al ritmo medio del 254% all'anno dal 2004, e ha raggiunto i 28,6 miliardi di dollari. In particolare viene dal vento il 40% della nuova energia europea e il 30% di quella statunitense. In marzo e' stata superata la soglia dei 100 gigawatt totali ottenuti dal vento. Al terzo posto nella classifica dei nuovi investimenti, dietro a vento con il 43% e sole con il 20 ci sono i biocarburanti con il 17%, mentre al quarto le biomasse e l'energia dai rifiuti, con il 9% ma con un ritmo di crescita del 400% all'anno; - L'EUROPA SPENDE DI PIU': la fetta maggiore degli investimenti viene dall'Unione Europea, con quasi 50 miliardi di dollari, seguiti dagli Stati Uniti. In rapida ascesa India, Cina e Brasile, che insieme raggiungono il 22%. Ancora molto indietro l'Africa: pur avendo aumentato considerevolmente gli investimenti questi sono fermi a 1,3 miliardi di dollari. '''Lo sforzo dell'Europa e' necessario - spiega Manna - per recuperare rispetto a Usa e Giappone che investono da molto piu' tempo''; - ITALIA FANALINO DI CODA EUROPEO: il rapporto non presenta dati specifici sull'Italia: ''Abbiamo incluso nel rapporto solo le prime dieci nazioni per ogni tecnologia e per investimenti - spiega Eric Usher, uno degli autori del rapporto - e l'Italia non ne fa parte''. Il nostro paese e' ultimo nella Ue per investimenti: ''Da un rapporto che abbiamo stilato e che presenteremo a meta' mese emerge che siamo ultimi insieme alla Finlandia - spiega Manna - basti pensare che da noi si spende in ricerca e sviluppo qualche centinaio di euro, mentre la Germania ne spende quattromila. Da noi scontiamo il fatto di non avere ancora una 'road map' precisa di cosa fare, al contrario degli altri, e anche una certa farraginosita' nelle procedure burocratiche''; - PROSPETTIVE FUTURE: il trend positivo, secondo il rapporto, e' destinato a continuare: ''Dopo un rallentamento nei primi tre mesi del 2008 - si legge - nei secondi tre si e' avuto un aumento del 34%''. Tutti questi investimenti sono in gran parte privati, mnentre il pubblico contribuisce per circa il 20%: nel 2007 si sono raggiunti i 23,4 miliardi di dollari, una cifra raddoppiata rispetto all'anno prima. (ANSA). KYK Fonte
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2 luglio 2008
L'ozono sembra essere la chiave dell’aumento delle morti per cause cardiovascolari durante le ondate di calore
"CI SEMBRA INDISPENSABILE CHE LA POPOLAZIONE SIA INFORMATA CHE LE MORTI DURANTE LE ONDATE DI CALORE SONO DOVUTE IN PARTE AD UNA MAGGIOR TOSSICITA’ DEGLI INQUINANTI CAUSATA DALL’AUMENTO DELLA TEMPERATURA."
Secondo la direttiva 2003/4/CE, il non rendere disponibili al pubblico tali informazioni rappresenta la violazione di un diritto sancito dalla Commissione Europea.
Dal Rhenish Institute for Environmental Research at the University of Cologne ci giungono i dati sulle previsioni per l’ozono in Italia per oggi, domani e dopodomani.
In gran parte della penisola i livelli saranno molto alti.
Ai fini della protezione della salute umana, secondo l’Unione Europea, i limiti dei livelli massimi di ozono, calcolati nella media di otto ore, non devono superare i 120 mg /m3.
L’esposizione all’ozono, un inquinante secondario, provoca: respiro rapido e superficiale, irritazione delle vie respiratorie, tosse, spasmo bronchiale, riduzione della funzionalità polmonare, riacutizzazione dell’asma, riduzione della capacità del sistema immunitario nel combattere le infezioni batteriche, riduzione della performance atletica, congiuntivite, nascite premature, neonati di basso peso, possibile morte improvvisa del lattante, malformazioni congenite, riduzione dello sviluppo polmonare, possibili “modificazioni” a livello del cervello che renderebbero in qualche modo più sensibile l’organismo all’azione degli inquinanti (U.S. EPA. Air quality criteria for ozone and related photochemical oxidants; 600/P-93/004aF).
L’ozono sembra essere la chiave dell’aumento delle morti per cause cardiovascolari durante le ondate di calore (Occup. Environ Med 2007).
L’ozono si forma dalla ossidazione di composti organici volatili (VOCs) in presenza di NOx e dei raggi solari. I VOCs rappresentano il combustibile mentre gli NOx agiscono come una sorta di catalizzatori della reazione di ossidazione poiché non diminuiscono durante la reazione chimica che porta alla formazione di ozono. La fotochimica dell’ozono è un processo complesso e fortemente non lineare (European Commission - Ozone Position Paper).
Ad ogni aumento di un grado Celsius di temperatura corrispondono, negli Stati Uniti, circa 1000 decessi per inquinamento e circa il 40 % di queste morti è causata dall'ozono (GEO. RES. LETT, V. 35, L03809, doi:10.1029/2007GL031101, 2008).
CI SEMBRA INDISPENSABILE CHE LA POPOLAZIONE SIA INFORMATA CHE LE MORTI DURANTE LE ONDATE DI CALORE SONO DOVUTE IN PARTE AD UNA MAGGIOR TOSSICITA’ DEGLI INQUINANTI CAUSATA DALL’AUMENTO DELLA TEMPERATURA.
QUESTI DATI VENGONO NASCOSTI ALL’OPINIONE PUBBLICA CHE PENSA CHE IL PROBLEMA SIA ESCLUSIVAMENTE IL CALDO
IN BASE A QUESTE PREVISINI, SI RACCOMANDA DI NON PASSARE MOLTO TEMPO ALL’APERTO, SOPRATTUTTO NELLE ORE PIU’ CALDE, PER GLI ALTI LIVELLI DI OZONO.
LA RACCOMANDAZIONE VALE PRINCIPALMENTE PER I SOGGETTI PIU’ SENSIBILI COME GLI ANZIANI, I BAMBINI E GLI AMMALATI.
Giovanni Ghirga
Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute (Lazio)
1 luglio 2008
Il Consigliere Fortuna scrive a Marrazzo
"Centrale enel a carbone. Il consigliere Fortuna scrive al consiglio provinciale e bacchetta Marrazzo sulla scelta delle 'compensazioni." Fonte
All'attenzione del Consiglio Provinciale di Viterbo
e p.c. Al Presidente della Regione Lazio
On. Piero Marrazzo
Ai presidenti dei Gruppi Consiliari Regionali
Ai componenti la Giunta Regionale.
Al Sindaco di Viterbo, On. Giulio Marini
Marrazzo prometteva fuoco e fiamme contro il carbone a Civitavecchia, ma oggi -tre anni dopo la sua elezione- si avvia a firmare con ENEL l'accordo per le cosiddette 'compensazioni'.
Come se non bastasse invita una serie di sindaci fare lo stesso e a spartire una discreta quantità di soldi. Milioni di euro di cassa, convertibili in tutto ciò che questi primi cittadini ritengano utile a farsi rieleggere.
Porchette alle feste paesane, qualche marciapiede rifatto, qualche assunzione precaria in vista del voto, una fontana restaurata, oppure una rotatoria?
Si badi che a Tarquinia, ma anche altrove, una’ rotonda’ può arrivare a costare da sola una mezza milionata di euro, con ciò possiamo farci un'idea di come sia possibile finire in fretta persino 10 milioni.
Queste elargizioni, apparentemente ingenti, non possono compensare ovviamente le vite umane perdute, ma va tuttavia sottolineato che nemmeno si avvicinano a compensare i danni materiali che verranno prodotti dal carbone di TVN a discapito della collettività.
L'indotto di agricoltura e turismo nella Tuscia Litoranea si aggira attorno ai cento milioni di euro.
Il carbone ne determinerà un forte ridimensionamento, a cominciare dalle molte e pregiate coltivazioni alimentari, che verrebbero giocoforza rimpiazzate da coltivazioni 'no-food' ( 'no-cibo') per via degli inquinanti riversati sull'entroterra.
Per questa ragione, oltre che per la difesa della propria salute, le organizzazioni degli agricoltori si sono unite in blocco alla lotta degli altri cittadini contro il carbone a Civitavecchia.
La logica delle compensazioni
Anche se le elargizioni di ENEL vengono chiamate compensazioni, non mi pare che abbiamo a che fare con un meccanismo di (perversa) logica compensatoria del danno.
Non è la pretesa di 'compensare' morte e malattia con denaro, ma un calcolo più pratico che sottende le profferte ai comuni. Più che altro mi pare si tratti di iniettare liquidità nei bilanci di alcuni paesi, ciò dovrebbe facilitare i sindaci di ENEL a creare consenso elettorale intorno a sé.
Calcolo la cui validità è tutta da dimostrare, visto che in ballo c'è la salute della gente ed un movimento di presone forte e grande.
Fatto sta che di fronte a quei soldi, che per ENEL sono briciole, a molti viene subito l'acquolina in bocca.
Allo stesso modo il gigante elettrico sa chi conviene 'comprare' e quanto si può arrivare a pagare.
Leggendo la lista degli invitati al tavolo di Marrazzo saltano subito agli occhi due fatti, il primo è che sono davvero pochini, il secondo è che sono tutti sindaci di comuni che avevano palesato con un certo vigore la propria contrarietà al carbone. Come mai un invito non è pervenuto al primo cittadino di ogni comune interessato dall'impatto ambientale di TVN?
Ad esempio il sindaco di Monte Romano, come quasi tutti gli altri, non vedrà un euro, forse perché non c'è bisogno di comprarlo? Evidentemente, già di suo, non costituisce un problema e perciò ENEL non sente la necessità di intervenire su di lui in modo consistente?
Le compensazioni, ancorché sbagliate, dovrebbero seguire un principio (appunto) compensativo per il territorio, invece per ENEL sembrano essere una sorta di ricompensa per amministratori pubblici che cambiano fronte, figlioli prodigi ai quale sacrificare l'agnello più grasso.
Il fatto che non abbiano pensato di 'compensare' tutti i comuni, con le somme sino adora offerte ai soli invitati di Marrazzo, conferma che stanno per essere monetizzati proprio gli sforzi e i patimenti dei cittadini contro il carbone.
Scioperi della fame, presidi sull'Aurelia, manifestazioni e petizioni, nella testa di qualcuno hanno fatto il tempo loro, ora per i 'machiavelletti' locali è arrivato il momento di trasformare tutto ciò in moneta sonante.
Per capire meglio meglio la natura e l'intensità degli appetiti scatenati dai 30 denari di ENEL, può essere utile considerare i precedenti.
Precedenti...
L’ultima volta che ENEL ha concordato delle compensazioni, eravamo negli anni ‘90 e in Provincia di Viterbo si parlava di Parco Storico Archeologico Ambientale d'Europa.
Incredibile “volano di sviluppo”, “mirabile progetto” e giù di retorica e pubblicazioni varie, questo parco doveva proiettarci all'attenzione dell'Europa, fornendo un'offerta turistica e culturale di prim'ordine.
Tra la fine degli anni ’90 e il 2005 si sono mangiati, in senso lato, qualche miliardo di lire, mentre una mezza miliardata se la sono mangiata in senso stretto, nel senso che è passata per l'esofago di un mucchio di gente, ovvero si è trasformata nelle porchette di cui sopra, ma anche in tante e tante cene in buoni ristoranti di Viterbo e Provincia.
C’era da mangiare un po’ per tutti: politici, funzionari, ospiti di riguardo, ma anche associazioni sportive intere e quant’altro (in Provincia ci sono i mandati di pagamento a testimonianza di quanto dico). Se non si fosse capito, nel nord del Lazio le elezioni si vincono anche con le porchette.
C’erano poi congressi in giro per il Mondo, in posti splendidi ovviamente, ai quali davvero non si poteva mancare e ancora tante altre cose, che ahimè approfondiremo un'altra volta.
La fine di questo 'precedente', però, temo si sia già intuita: il Parco Storico Storico Archeologico Ambientale d'Europa chi l'ha visto?
Da 9 miliardi di lire, fatti degli 'storni' iniziali, si è passati a 5,4 miliardi, centinaia di milioni sono passati appunto per svariati condotti digerenti, mentre il grosso dei soldi sono stati usati per le finalità più disparate. Si sono fatte regalie squallide e anche qualcosa di sensato, ma in entrambe i casi, purtroppo, il criterio pare essere stato più che altro l'utilità alla carriera politica di questo o quello.
In ogni caso le misure attuate sono al 90% estranee a qualsiasi sensata definizione di 'parco' e quasi mai le spese sono state lontanamente attinenti alla valorizzazione dei beni culturali della Tuscia.
I 5 miliardi e mezzo sono serviti per lo più ad accontentare la platea di pretendenti, che normalmente 'attorniano' i vari assessorati, cioè quei soldi sono stati dispersi nei mille rivoli della politichetta locale.
Stessa fine mi pare plausibile che facciano queste nuove somme messe sul tavolo da ENEL, la grettezza dei nostri gruppi dirigenti è la stessa di cinque e dieci anni fa, stesse le regole del gioco, persino molte facce e molti nomi sono i medesimi: qualche dubbio ce lo possiamo far venire, no?
Certo, tra i sindaci c'è chi sa di inimicarsi un bel pezzo del proprio elettorato, ma evidentemente spera di 'comprare' la fiducia di altri grazie alle disponibilità di cassa fornite dalla società elettrica, che per un bilancio comunale sono notevoli.
ENEL ha oramai compreso che ogni tot anni, iniettando un po' di liquidità nelle casse degli enti locali del nord del Lazio, può creare una 'sua' stabile classe dirigente... 'sua' di ENEL, ma eletta da noi!
...postumi
In quegli anni ruggenti, mentre del mirabile parco si perdeva la traccia, accadeva anche che venissero immessi nell’atmosfera del Nord del Lazio quasi 100 milioni di tonnellate di inquinanti. Materiale che dalle ciminiere di TVN ricadeva al suolo diventando parte integrante del nostro habitat e dei nostri corpi.
Tolte quella percentuale di sostanze che possono essere ‘smaltite’ nei lenti cicli biologici, gli altri agenti sono ancora tutti in noi, nel suolo, nelle piante. Stanno dove ENEL li ha lasciati, in attesa di incontrarsi coi nostri tessuti e di coniugarsi con cellule ospitali, dando così origine ad un nuovo corpo all’interno del nostro: il tumore.
Come più volte denunciato dal movimento No-Coke, anche sulla stampa nazionale : “Secondo studi e ricerche comparative, analisi di dati già disponibili e monitoraggi a lungo termine effettuati da tecnici, Enti di Ricerca, Associazioni ambientaliste e dall'Osservatorio epidemiologico della Regione Lazio, l'utilizzo del carbone come combustibile comporterà un aggravio ambientale complessivo irreparabile rispetto ad una situazione decennale già intollerabile. Si avrà la movimentazione e l'emissione di enormi quantità di materiale pulverulento, fra cui le dannosissime micropolveri, cui è già sottoposto l'intero comprensorio fino a Roma o Civita Castellana. Solo il dato relativo a Civitavecchia e Tarquinia rende bene la gravità della situazione: le due cittadine vantano infatti il triste primato laziale per incidenza di tumori alla trachea, ai polmoni, al sistema linfatico ed ematopoietico, dove si rileva un costante aumento di leucemie e linfomi cui si aggiunge un'allarmante frequenza di disturbi asmatici e patologie respiratorie soprattutto in bambini e soggetti deboli.”
Siamo così diventati il polo di produzione energetica maggiore d’Europa.
Questo il lascito di 50 anni di servitù energetica del Lazio del nord, una eredità che va ad aggiunge il suo peso a alle medie nazionali di tumori e patologie varie, la cui incidenza viene data per fisiologica all’interno di un modo di produzione (e di consumo) strutturalmente sciagurato.
Come se non bastasse, al nostro territorio a questo punto mancava solo di dover sopportare il più sporco e (non a caso) redditizio combustibile in circolazione: il carbone.
Di fronte allo sfacelo palpabile del pianeta (compreso il nostro orticello), l'Italia prima sottoscrive il protocollo di Kyoto, poi torna all’ottocento, ai primordi dell’era industriale, quando i tumori nemmeno li diagnosticavano.
Si peggiora dunque il peggiorabile, ma volendo ovviare al problema, si paga un ufficio stampa per definire “pulito” il carbone.
Tutto ciò per ENEL costituisce un affare colossale che pagheremo noi, cittadini italiani, in termini di salute, di spesa sanitaria e di sanzioni per lo sforamento provocato dall'Italia (per conto di ENEL) al protocollo di Kyoto.
Per la precisione già sappiamo che circa 200 milioni di euro occorreranno per accompagnare alla morte i futuri terminali, 100 milioni per le altre patologie provocate dalle emissioni.
500 milioni di euro il popolo italiano li dovrà tirar fuori perché i nostri governi prima sottoscrivono accordi internazionali e poi, spinti da chissà quali nobili intenti, ignorano gli stessi e mandano tutti noi in mora ...e alcuni di noi all'altro mondo. Altro che compensazioni.
La fonte di tali numeri è direttamente l'UE (www.externe.info).
Non sappiamo se ci siano valori negoziabili, sappiamo però che ce ne sono di non negoziabili: primo tra tutti la permanenza in vita di ognuno di noi.
Stando ai valori contenuti nella VIA per la conversione a Carbone di TVN-Civitavecchia, andranno in fumo non meno di 800 milioni di euro nostri, senza contare i danni agli indotti dei settori economici tradizionali della Tuscia.
Risulta insultante per la sua banalità la risma di motivazioni a favore dell'accordo. Alcuni dei Sindaci interessati ai soldi di ENEL vanno in giro coperti da una foglia di fico, senza rendersi conto di aver lasciato nudo (e in vista) il loro lato peggiore.
Nel prendere atto che la centrale si farà, ma soprattutto nell' apporvi la propria firma, questi piccoli Von Clausewitz sono riusciti ad ottenere qualcosa che ci dicono essere molto importante!
Verranno istituiti dei 'tavoli' della salute. 'Tavoli' che verificheranno se ENEL rispetterà, o meno, i valori della Valutazione d'Impatto Ambientale. Perché? Nemmeno quelli vuole rispettare?
Con amaro sarcasmo potremmo dire che se ENEL fa un solo morto in più del previsto, questi signori sbruffoneggiano di chiudere immediatamente la centrale, magari con un ordinanza comunale...
Loro che non hanno nessuna competenza diretta, che non hanno soprattutto nessuna voglia di battersi ora che la centrale è ancora spenta, proprio 'loro' saranno quelli che arriveranno a fermare l'attività dell'impianto, appena il conto dei morti o dei danni ambientali non tornasse più...
Questo lo possiamo considerare uno scherzo cinico e di cattivo gusto, mi domando se qualcuno di questi signori, in caso di sforamento dei valori previsti (o di dissesto di bilancio?), avrebbe il coraggio di atteggiarsi di nuovo a Pater Patriae, magari chiamandoci tutti a raccolta come nelle passate campagne elettorali, per poi ripassare di nuovo, agilmente, dal tavolo della 'salute' a quello delle compensazioni.
Contro il silenzio
Risulterebbe patetico limitarsi alle considerazioni che riguardano sindaci e amministratori locali, che in fondo sono le ultime ruote del carro nella pratica di egemonia di ENEL o di altri capitali.
Il problema vero è che c'è un parlamento intero ad assentire al carbone di Civitavecchia e c'è un presidente di Regione, che invece di essere l'ultimo baluardo è disposto a fare da padrone di casa per la stipula delle compensazioni.
Berlusconi e la sua parte politica hanno avviato il progetto e lo rivendicano con fierezza, il centro-sinistra, come al solito più ambiguo, ha delegato a Bersani il triste lavoro di proseguire sulla strada del centro-destra. Si è rivelata assolutamente inefficace l'opposizione interna al Governo Prodi fatta dalla Sinistra.
Ricordiamo che i ministri della Salute e dell'Ambiente chiedevano ufficialmente la riapertura della VIA (col sostegno di un enorme schiera di parlamentari ed enti locali), ma da parte sua Bersani diceva 'no' e discorso chiuso: se non è debolezza questa...
Non ho personalmente gran rimpianto per il tracollo dei dirigenti della Sinistra l'Arcobaleno, ognuno va incontro al suo destino, ma è bene fermarsi a riflettere sul fatto che alla fine, nella casa del 'grande parlamento' sono rimasti solo i 'carbonari'... questo credo che aldilà di tutto sia preoccupante. I gruppi parlamentari per i cittadini del comprensorio purtroppo a questo punto sono tutti ostili.
Per questa ragione mi pare naturale bypassare totalmente le organizzazioni nazionali e rivolgermi alle singole persone che, pur ricoprendo incarichi istituzionali e di partito, hanno sempre palesato contrarietà al carbone, alla faccia della linea del PD o del PDL. Che si esprimano, almeno loro, sulla vergogna del tavolo delle compensazioni.
Invito i rapprentanti istituzionali (innanzitutto quelli menzionati in capo alle presenti pagine) a non rimanere in silenzio, ma ad esprimersi pubblicamente prima che si appongano le firme.
Auspico che la stipula degli accordi non avvenga affatto e penso che a tal fine sia utile che Marrazzo e i 'suoi' sindaci trovino sulla loro strada, non solo i cittadini, ma anche singoli appartenenti alle varie parti politiche, ovvero tutti quelli che fino a ieri hanno tuonato in difesa della salute e del lavoro.
Sulla firma delle convenzioni con ENEL potrebbe non essere chiamato ad esprimersi il Consiglio Regionale, mentre in ogni caso non lo sarebbe la Giunta, ma ciò non cambia di un punto il fatto che il Presidente della Regione, in queste ore, sta definendo le sue pesantissime scelte.
Marrazzo ha vinto le elezioni anche col voto dei contrari al carbone, il suo dietro-front è delegittimante per sé stesso e per la sua maggioranza, ancorché silente.
Inutile trincerarsi dietro ai limiti delle rispettive competenze e funzioni istituzionali: la gente formula un giudizio chiaro anche di chi non si espone, i 'prudenti' non si illudano del contrario.
Tacere è una responsabilità che spero non si assumano né i favorevoli, né i contrari alla riconversione a carbone di TVN.
Riccardo Fortuna
Consigliere alla Provincia di Viterbo
per il Partito della Rifondazione Comunista
30 giugno 2008
"Sulla tragica morte di Ivan."

Comunicato Stampa del 25/06/2008.
Seguono commenti dal mondo politico, e un articolo di M. Galice.
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Eventi di questo tipo impongono che si ascolti in silenzio quello che la vita ha da insegnarci. Se parole devono essere spese, debbono dimostrare di essere utili per migliorare la nostra condizione.
In primo luogo, e sopra ogni altra cosa, esprimiamo tutto il nostro grande, profondo cordoglio, viva partecipazione al dolore della famiglia e dei cari di Ivan, uno di noi. 24 anni di vita, di mestiere operaio, uomo come noi, la vita stroncata come sappiamo.
In questo momento di raccoglimento, e rabbia, dobbiamo fare i conti con i pericoli che su tutti noi incombono.
Decenni di vuote chiacchiere in favore della sicurezza sul lavoro, mentre nei cantieri l'unico valore è: il profitto dei padroni. Da questo assunto loro non retrocedono, salvo riempirsi la bocca di falsità in occasione di simili eventi luttuosi. Ma alla prova dei fatti, sembra che non faccia poi tanto scandalo la morte in cantiere, per i signori della speculazione: l'uomo, vivo o morto, è solo ridotto a un numero. Un valore meramente quantitativo che entra in un bilancio, previsto sin dall'inizio.
Per noi questi numeri restano cifre di un pensiero inaccettabile, disumano e disumanizzante. Da combattere.
Intanto, in noi, si fa strada una consapevolezza tanto amara da non poter essere digerita: daremmo qualsiasi cosa per poter sperare che altre morti legate a TVN siano evitabili. Ma è una sperenza vana.
Sulla nostra testa pende un destino ineluttabile, che non è quello della morte naturale. E' quello della morte, della sofferenza per le patologie legate all'inquinamento, riguardo al quale il nostro territorio non teme confronti. Altre morti verranno entro pochi anni, grazie al carbone di TVN.
E' scienza, è statistica, di nuovo: numeri per descrivere le patologie e le morti che l'inquinamento da carbone ci regalerà. Tanto è vero che sulle carte sono già quantificate anche in termini di risarcimenti economici.
Tanto per rinfrescare la memoria a tutti, le stime di externe.info (EU) parlano di centinaia di milioni di euro per le spese mediche nei 25 anni di esercizio della centrale a carbone. Del resto, come si motivano i milioni che enel scucirà all'amministrazione Moscherini e alle altre? Semplice: si pretende di aver comprato la nostra salute.
Come accade per tutte le lotterie, quella di morte di TVN non ci dice in anticipo chi sarà sorteggiato. Ci dà invece la certezza che tanti e tanti di noi e dei nostri figli dovranno soffrire e morire per le conseguenze dell'inquinamento da carbone: tutti parteciperemo all'estrazione.
Queste morti resteranno dolore privato delle famiglie colpite, perché giornali e necrologi pubblici non parlano dei morti per l'inquinamento, delle stragi lente. Porto, le vecchie centrali ad olio combustibile, TVS, Montalto di Castro, cementifici, etc: abbiamo già dato. E invece, su tutto questo si va ad aggiungere il carbone, col suo carico insostenibile.
Se non saremo tutti noi a gridare che vogliamo sì lavoro, ma pulito e non al prezzo della vita o della salute, rischiamo di conoscere da vicino il cordoglio che oggi colpisce terribilmente i cari di Ivan. La causa sembra diversa, ma in realtà è sempre la stessa: il profitto dei potenti. Ivan siamo noi.
Se ci uniamo per fermare il carbone possiamo lasciarci alle spalle rischi tragici che non vogliamo. Ricordiamo che la nostra vita non è di destra, né di sinistra o di centro: questo dolore e queste preoccupazioni ci riguardano tutti.
Comitato dei Cittadini liberi - No Coke Alto Lazio
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Altre dichiarazioni dal mondo politico:
DI LAVORO IN ITALIA ORMAI SI MUORE OGNI GIORNO: MA LA MORTE DEL GIOVANE CIFFARY, VENUTO DA LONTANO AD IMMOLARE LA VITA AL PROFITTO ALTRUI, HA UN SAPORE PARTICOLARMENTE AMARO.
Quel sacrificio, per la seconda volta, si consuma in un cantiere che è il più terribile segno di contraddizione dei nostri tempi in questo nostro territorio. Rifiutata dalle popolazioni, quella mega-centrale in costruzione, portatrice delle incoerenze di un industrialismo non etico e preistorico, sembra vendicarsi già prima di entrare in funzione: solo che la sua vendetta colpisce i poveri e gli incolpevoli.
I VERDI di Civitavecchia sottoscrivono parola per parola il nobile comunicato firmato dal "Comitato dei Cittadini liberi - No Coke Alto Lazio" che esprime in modo eccellente le considerazioni che tutti dovremmo scambiarci. Su quelle parole invitiamo tutti a riflettere, prima di scatenarci ancora in miserevoli tentativi giustificatori. Riflettere almeno un giorno, quando un'altra giovane vita viene sacrificata sull'altare del profitto, al di sotto di ogni ragionevolezza.
I Verdi di Civitavecchia - 25 giugno 2008
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Consigliere provincale G. De Paolis:
Testimonianze private di giovani lavoratori precari del cantiere lamentano di lavorare in condizioni inumane e a ritmi elevatissimi perché la centrale entri in funzione il più presto possibile: la politica, le Istituzioni, la gente comune non può restare indifferente a quello che accade. Dobbiamo intervenire con cose concrete e con controlli serrati a difesa dei lavoratori, prima che quel mostro che è la centrale mieta altre vittime, ancor prima di entrare in funzione
Il Partito Democratico
Il cantiere di TVN ha già mietuto troppe vittime senza che si sia intervenuti efficacemente per l’attuazione delle prescrizioni di legge sulla sicurezza e senza dare sufficiente formazione a chi è comandato a lavorare in situazioni di rischio. E’ altrettanto grave che “per fare presto” vengano accelerati oltre misura i ritmi di lavoro. Si aumentano poi le ore lavorate sottoponendo così i dipendenti ad uno stress continuo che accentua le possibilità di incidente. Tutto questo perché si antepone la produzione al valore della vita. Esprimiamo la nostra partecipazione al dolore dei familiari e dei colleghi di Ivan Ciffary, la cui dedizione al lavoro fino al sacrificio della propria vita fa giustizia di tante inopportune valutazioni sulla presenza di stranieri nel nostro Paese
Consigliere regionale Enrico Luciani
La causa di questo tragico incidente è dovuta alla fretta con cui si vuole terminare la centrale dell'Enel. Questa fretta mette in grave pericolo l'incolumità delle persone impiegate nel cantiere, a scapito di una sicurezza tanto decantata nelle parole, ma inesistente nei fatti. Questi episodi sono l'ennesima dimostrazione dell'insufficienza dei controlli nei luoghi di lavoro. Ora mi aspetto maggior chiarezza su quanto accaduto e spero che almeno questa volta le responsabilità vengano individuate.
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“E fino a quando, o Catilina, abuserai della nostra pazienza?”. Seguendo la rabbia e l’istinto di queste ore, e sostituendo senza irriverenza i vertici dirigenziali dell’Enel a Catilina, l’incipit della più celebre delle orazioni ciceroniane potrebbe ben rappresentare lo stato d’animo della città di fronte alla tragica morte di Ivan Ciffary. Una città sfiancata, stremata, quasi stuprata socialmente ed ambientalmente da oltre 30 anni di servitù Enel, a cui è lecito domandare cos’altro vuole ancora in sacrificio da Civitavecchia per alimentare i suoi profitti aziendali. Tutto quello che è stato dato in questi decenni in termini di salute e di morte ancora non basta? Fino a che punto si dovrà assistere ancora al dazio delle vite umane e allo sfruttamento del nostro territorio? Sappiamo già cosa accadrà nelle prossime ore: il cordoglio dell’azienda elettrica nei confronti della famiglia di Ivan Ciffary, l’avvio della solita indagine interna per “accertare le cause dell’accaduto”, la conclusione dell’indagine che non accerterà mai responsabilità oggettive (come accaduto nel caso di Michele Cozzolino), alcuni giorni di sciopero dei lavoratori e dei sindacati, il fermo del cantiere per una settimana o poco più, le promesse dell’Enel sul rispetto della sicurezza e l’impegno ad incrementare il rispetto delle norme sul lavoro, ecc. ecc…e poi dopo pochi giorni assisteremo alla normale ripresa dei lavori ed al ricordo dell’ennesima vittima sul lavoro che “per fortuna” si affievolisce sempre più. Chi si ricorda ancora, infatti, di Michele Cozzolino, chi si sta ricordando della sua famiglia? Accadrà questo anche per Ivan. Tutto riprenderà dunque come prima, per ultimare al più presto i lavori di riconversione di Tvn ed accendere infine quell’agognato bottone, con la speranza che non avvenga più nessuna disgrazia a turbare la gioiosa realizzazione della “centrale a carbone più avanzata del mondo”. A voler essere cinici fino in fondo va ricordato che, dopo la morte di Cozzolino, qualcuno tra gli operai del cantiere vociferò che le previsioni aziendali per la realizzazione della centrale prevedevano tre possibili decessi tra gli operai. Previsioni macabre ma quasi rispettate. Siamo già a due ed è dunque lecito attendersi il terzo. Nella migliore delle ipotesi ci si potrebbe fermare a due e dire paradossalmente che le cose sono andate fin troppo bene, nonostante si sapesse benissimo a cosa si andava incontro. Fino a quando, dunque, Civitavecchia potrà avere tanta pazienza? Fino a quando sarà possibile tollerare tutto ciò? Forse, guardando la storia politica della città, la risposta è che sarà possibile tollerare tutto ciò per sempre. Perché maledire l’Enel e rivoltarle addosso le cause della morte di Cozzolino e Ciffary e lo stato di inquinamento del nostro territorio può essere un valido esercizio di sfogo mentale, ma inutile e rivolto al destinatario sbagliato, perché è storia risaputa, dai tempi di Carlo Marx, che l’impresa (si può usare ancora la parola capitalista?) cura i suoi interessi, bada al profitto e per raggiungerli non si ferma davanti a nulla, se non c’è nulla che la fermi. E a Civitavecchia, purtroppo, non c’è mai stata una classe politica in grado di opporsi allo strapotere Enel. Per questo la morte di Ciffary, dopo quella di Cozzolino, è la più evidente sconfitta della classe politica cittadina. Una classe politica che non è mai riuscita a contrattare seriamente con l’Enel, che non è mai riuscita a farsi rispettare, che non si è mai unita nel momento del bisogno, che non ha mai anteposto l’interesse della città alla piccola polemica di bottega o alla sterile visibilità sugli organi di stampa, che non ha mai voluto ascoltare realmente i cittadini nel momento delle scelte cruciali per il destino della città, che ha regalato il suo splendido territorio alla legge del profitto, che non ha saputo imporre la tutela ambientale del comprensorio, che non ha ricavato alcun guadagno reale dalla riconversione a carbone, che non ha saputo imporre il rispetto della sicurezza dentro Tvn, che dopo la morte di Cozzolino si è preoccupata solo di sottoscrivere una Convenzione per accaparrarsi qualche milione di euro in grado garantire la stabilità amministrativa, che si è accontentata in sintesi di quattro denari. E’ la classe politica cittadina la vera responsabile delle morti bianche a Tvn e dell’affossamento sociale, ambientale e culturale della città. Una classe politica che ha fallito e che chissà per quanto tempo ancora dovrà leccarsi le ferite.
Marco Galice (indirizzo originale)
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Aggiunta di mercoledì 23/07/08: vedi questo link, "Morti bianche, il libro"
"INQUINAMENTO: il vero e unico primato di Civitavecchia"
Riceviamo e pubblichiamo
Non temiamo d’apparire Cassandre risentite e irose né pessimisti viscerali né allarmisti acritici e antiscientisti perché non abbiamo anelli al naso o paraocchi. Ci guardiamo attorno e volgiamo l’occhio ai fenomeni atmosferici e ambientali che da decenni condizionano il nostro sistema di vita e tarpano la spinta ad ogni progresso sostenibile.
La nostra costante vigilanza democratica rileva che la situazione meteorologica dell’hinterland civitavecchiese sta peggiorando, tanto che nei giorni scorsi la temperatura, nella nostra città, è risultata la più alta d’Italia… e il motivo è facile da comprendere. Quasi quotidianamente si assiste ad un fenomeno “strano”: un finissimo velo di nubi grigiastre grava sul porto e sulla città intera e permane dall’aurora alla tarda mattinata. Non è necessario essere Premi Nobel per la fisica e la chimica per comprendere che tale reticolo nuvoloso sia prodotto dai fumi emesse dalle navi, dalla centrale di TVS e dal traffico caotico (per la rete viaria asfittica e raffazzonata del dopoguerra e per la mancanza di parcheggi e di una circonvallazione adibita al transito veloce di Tir e al decongestionamento dei flussi periferici).
Ristagnano in atmosfera non soltanto le famigerate polveri sottili, ma anche l’ozono, per cui il sovraccarico di inquinanti (primari e secondari) esalta e accentua a dismisura l’aggressione patogenetica alla salute e agli equilibri biologici ambientali (che l’ozono sia una sostanza induttrice di patologie è acqusizione scientifica incontrovertibile).
Tutte le Istituzioni pubbliche deputate, per forza di legge, a vigilare sugli equilibri ambientali e sulla integrità della salute perseverano nella sistematica omissione di interventi normativi e repressivi. Esse sono cieche perché non vedono la anomalia di fenomeni biologici patogeni né le segnalazioni mediatiche sul dissesto del territorio. Sono anche sorde e insensibili alle continue proteste delle popolazioni vessate da decenni di sfruttamento energetico selvaggio senza alcuna ricaduta positiva sull’occupazione lavorativa e senza alcun rispetto del diritto ad un progresso sostenibile.
La grande assente dal panorama normativo e giuridico-amministrativo è la Regione Lazio, nella persona dell’Assessore all’ambiente e del superburocrate Responsabile dell’ARPA (organo tecnico titolare del sistema di monitoraggio del tasso d’inquinamento e degli sforamenti dei parametri di legge). Subito dopo, la responsabilità del mancato funzionamento dei controlli sugli inquinanti ricade sul Sindaco di Civitavecchia, Presidente dell’Osservatorio ambientale e unico titolare della gestione delle centraline di rilevamento del tasso di salubrità dell’aria, delle acque e del suolo. Quasi a sfregio delle evidenze di degrado ambientale e del diritto della collettività ad essere esaurientemente informata in tempo reale, i display luminosi (e costosi!) distribuiti in città ci assicurano paternalisticamente che “ l’aria è buona” così come è buono il vino che l’oste mesce all’avventore assetato! Se L’Osservatorio ambientale fosse organizzato come ogni struttura scientifica, nell’organigramma dovrebbero essere inseriti professionisti dal curriculum ineccepibile e dall’ etica inattaccabile. Attendiamo da quasi un anno che il Sindaco coopti nelle sezioni tecnica e sanitaria del vecchio Osservatorio ambientale un Medico e un Ingegnere dalle caratteristiche morali e operative super partes.
Come Coordinamento dei Medici per la difesa della salute e dell’ambiente (binomio inscindibile) stiamo ponendo in essere una ennesima azione legale (per ora soltanto di segnalazione e di stimolo) rivolta alle Autorità Europee, al Presidente della Repubblica, alla Magistratura, alle Istituzioni politiche di ogni ordine e grado affinché cessi questo comportamento omissivo che dura da quasi sessant’anni.
Piangersi addosso è sintomo di fragilità morale e di accidia. Reagiamo senza timori e senza pietismi. E’ in gioco (tragico gioco!) la salute nostra e quella delle future generazioni.
Il Coordinamento dei medici e dei farmacisti per la difesa della salute e dell’ambiente .
Civitavecchia, 27 giugno 2008
" campeggio ambientale da 26 al 29 luglio al presidio No-Turbogas di Aprilia"
Il Coordinamento contro l’inceneritore di Albano, l’assemblea Permanente No-Fly di Ciampino e la Rete cittadini contro la Turbogas di Aprilia stanno organizzando un campeggio all’interno del presidio permanente contro la Turbogas di Aprilia per rilanciare le mobilitazioni e per fare della socialità uno strumento utile alla lotta.
I tre movimenti che da
tempo si battono per la salvaguardia del territorio e per la salute dei cittadini intendono rafforzare i rapporti fin’ora coltivati tra di loro con un evento che superi qualsiasi concezione localista e che rilanci la mobilitazione “a tutto campo” contro l’attuale modello di sviluppo. Un evento che vuole prima di tutto parlare alle popolazioni locali e dimostrare che con la tenacia, la radicalità e la gioia nulla è perso. Finché ci sarà la gente che si organizza nei movimenti di opposizione che sialle politiche antidemocratiche dei governi tutto è ancora in gioco.
Che cosa è un campeggio ambientale? L’idea di un campeggio dei movimenti territoriale nasce in Val di Susa ormai più di dieci anni fà. Cittadini, associazioni e movimenti hanno deciso di sfruttare l’estate per dar vita ad un momento di riflessione di socialità e di gioia per far crescere la lotta in tanti aspetti. Vorremmo prendere spunto dalla loro esperienza. Vorremmo sfruttare il campeggio per vivere ed analizzare in pieno i diversi aspetti della lotta. L’analisi: con l’organizzazione di dibattiti, seminari e workshop, si puo ragionare sulle forme di organizzazione, sugli aspetti tecnici e su come rapportarci con il nuovo governo che ha promesso di difendere i siti “strategici” (come Chiaiano e la val di Susa) con l’esercito. L’informazione\comunicazione: con la divulgazione di materiale informativo, filmati e controinchieste, utili alla crescita collettiva. Studiare insieme nuovi linguaggi comunicativi nel tentativo di bucare il muro di gomma dei grandi media L’organizzazione: con la sperimentazione di forme decisionali alternative come assemblee partecipate e democratiche, gruppi di lavoro inter-movimento, rilancio delle reti regionali e nazionali tra le diverse esperienze territoriali come il Patto nazionale di mutuo Soccordo. La socialità: con la possibilità di vivere insieme per qualche giorno in piena armonia con la natura (anche quella umana) in modo sostenibile, rifiutando la combustione e gli sprechi. Il riciclo sarà un punto fisso del campeggio. In più stiamo tentando di organizzare dei corsi per imparare a costruire un pannello solare. La gioia: aspetto fondamentale delle lotte di movimento. Vorremmo organizzare eventi che “riempiano” il campeggio di emozioni, vero sale di ogni mobilitazione. Concerti, performance teatrali, corsi di educazione ambientale, mostre ,tornei sportivi e giochi per bambini. Questa è la nostra idea di società. Rifiuto della devastazione ambientale e sociale e rilancio di un modello compatibile, sostenibile e a misura d’uomo.
Perchè il campeggio si farà al presidio permanente contro la Turbogas? Ormai da un anno e mezzo cittadini di tutte le estrazioni sociali, politiche e culturale e di tutte l’età occupano un casale al centro del terreno dove la Sorgenia Spa vorrebbe costruire la centrale Turbogas (a ciclo combianto da 800 mgw) per opporsi con i propri corpi e le proprie intelligenze a questa decisione calata dall’alto che andrebbe a devastare un territorio gia gravemente colpito dall’industrializzazione degli anni 70. Ma oltre ad occupare per impedire qualsiasi inizio dei lavori, il Presidio è diventato un centro di socialità e di incontro di diversi cittadini. Assmblee, iniziative, manifestazioni, cene e feste hanno riempito e trasformato quel luogo abbandonato fino al 2006 in uno spazio aperto di confronto e di lotta. É per questo che i tre movimenti hanno deciso di organizzare l’evento li. Il presidio No-Turbogas sta diventando un simbolo per tutte le vertenze territoriali della zona.
Perché organizzare il campeggio insieme a gli altri movimenti? Perché insieme questi tre movimenti hanno gia percorso tanti passi. Hanno animato la rete regionale ambientale, un progetto nato da diversi movimenti del Lazio (oltre gli organizzatori ci sono i No-coke di Civitavecchia, il forum ambientalista di Colleferro e della valle del Sacco e altri movimenti romani) con l’obbiettivo di trovare degli obbiettivi comuni per una ampia campagna contro gli speculatori (guarda caso sempre gli stessi: Acea, Ama, Sorgenia, Enel ecc). Per uscire dalle accuse che il governo ed i suoi amici ci fanno, cioè di mobilitarsi solo per il nostro orticello ( la famosa sindrome di NIMBY), del nostro cortile di casa. Un’altro motivo per cui si sta organizzando il campeggio insieme è la contiguità territoriale delle vertenze. I cittadini della Pianura Pontina , dei Castelli Romani e di Caimpino, vivono in un territorio simile dove le contraddizioni che lo attraversano si incrociano con le vite degli abitanti, pensiamo al fenomeno del pendolarismo verso Roma.
Per far diventare il campeggio un vero evento senza precedenti nella zona pontina, chiediamo ai cittadini, le associazioni ed i movimenti limitrofi di aiutarci in questa impresa totalmente autorganizzata ed autogestita.
Che significa aiutarci. Significa partecipare alle assemblee preparatorie, aiutare durante l’allestimento del campeggio, durante tutto il periodo del campeggio. Sostenere questo progetto significa anche riempire gli spazi della giornata con delle attività: mostre, giochi per bambini organizzazione di tornei sportivi o di corsi creativi. Tutto ciò che puo arricchire l’evento. Ci sono mille modi per sostenere il progetto.
Portiamo la vita e la gioia al campeggio del Presidio No-Turbogas. Allontaniamo chi ci vuole portare solo inquinamento e morte.
Per info, per proporre iniziative o per aiutare i movimenti durante il campeggio:
3287478394 Marco
3487906062 Emiliano
marcostrike@gmail.com
Tarquinia: M. Tosoni riconsegna la delega all'ambiente al sottosindaco Mazzola
Tarquinia: il consigliere di maggioranza Marco Tosoni, a causa delle forti divergenze sulla questione "riconversione a carbone" della centrale Enel TVN, consegna la delega all’Ambiente e scrive al sindaco Mazzola.
Caro,Sindaco
dopo una lunghissima meditazione consegno nelle sue mani la delega all’Ambiente affidatami nel giugno 2007. Allora la ritenevo una grande gratificazione, per il mandato elettorale affidatami dai cittadini, ma soprattutto per il grande valore che rappresenta la difesa dell’ambiente come valore universale di rispetto per la propria terra,fonte di vita e di sostentamento economico.
Purtroppo non ho avuto modo ,in questi undici mesi di amministrazione, di lavorare liberamente sulla delega da lei affidatami. Troppo di frequente mi veniva rimproverato, di occuparmi soltanto, della centrale a carbone di Civitavecchia, quando ‘‘dice lei’’ ci sono ben altri temi di cui occuparsi,di uguale importanza. Purtroppo,sul tema: rispetto dell’ambiente e tutela del territorio, abbiamo delle idee molto diverse, e considerato che questa è la mia delega, avrei sempre le mani legate e non potrei mai dare il mio contributo, per una vera e propria battaglia,di una vera e propria tutela dell’ambiente e difesa del nostro territorio, del quale sono innamorato e per il quale, esigo il massimo rispetto,un territorio da sempre vocato,per un agricoltura e un turismo di qualità,un territorio che può darci tanto, basta saperlo valorizzare, e non farcelo sfruttare e deturpare, da chi non vede al di là, di quelle due torri a strisce bianche e rosse. Quando sono stato eletto, ho ricevuto una grande responsabilità, quella che non mi permetterà mai di accordarmi su nessuna cifra, perché la mia terra non ha prezzo.
Visti i problemi sopraelencati, vista la bocciatura,da parte di tutta la maggioranza,della mozione,da me presentata il 19 giugno,nel corso del consiglio comunale,avente all’ordine del giorno,la discussione del tema TVN centrale a carbone di Civitavecchia, ritengo sia doveroso da parte mia,prendere atto,che non ci sono più le basi, per continuare questo percorso amministrativo,insieme a questa maggioranzaRitengo altresì, importante precisare,che non ci sono i presupposti politici e di ideali, per condividere un percorso comune con l’attuale opposizione. Ritengo quindi,di poter definire la mia posizione,indipendente da ogni tipo di schieramento, con la funzione di portare avanti le istanze dei cittadini, affrontando ogni consiglio con responsabilità,votando a favore dei punti all’ordine del giorno che riterrò utili, e contro tutto ciò che riterrò inutile e sbagliato,per i cittadini e la città di Tarquinia.
Pericolo ozono in Italia
"Dal Rhenish Institute for Environmental Research at the University of Cologne ci giungono I dati sulle previsioni per l’ozono in Italia per oggi, domani e dopodomani.
In gran parte della penisola i livelli saranno molto alti.
Ai fini della protezione della salute umana, secondo l’Unione Europea, i limiti dei livelli massimi di ozono, calcolati nella media di otto ore, non devono superare i
120 mg /m3.
L’esposizione all’ozono, un inquinante secondario, provoca: respiro rapido e superficiale, irritazione delle vie respiratorie, tosse, spasmo bronchiale, riduzione della funzionalità polmonare, riacutizzazione dell’asma, riduzione della capacità del sistema immunitario nel combattere le infezioni batteriche, riduzione della performance atletica, congiuntivite, nascite premature, neonati di basso peso, possibile morte improvvisa del lattante, malformazioni congenite, riduzione dello sviluppo polmonare, possibili “modificazioni” a livello del cervello che renderebbero in qualche modo più sensibile l’organismo all’azione degli inquinanti (U.S. EPA. Air quality criteria for ozone and related photochemical oxidants; 600/P-93/004aF).
L’ozono sembra essere la chiave dell’aumento delle morti per cause cardiovascolari durante le ondate di calore (Occup. Environ Med 2007).
L’ozono si forma dalla ossidazione di composti organici volatili (VOCs) in presenza di NOx e dei raggi solari. I VOCs rappresentano il combustibile mentre gli NOx agiscono come una sorta di catalizzatori della reazione di ossidazione poiché non diminuiscono durante la reazione chimica che porta alla formazione di ozono. La fotochimica dell’ozono è un processo complesso e fortemente non lineare (European Commission - Ozone Position Paper).
Ad ogni aumento di un grado Celsius di temperatura corrispondono, negli Stati Uniti, circa 1000 decessi per inquinamento e circa il 40 % di queste morti è causata dall'ozono (GEO. RES. LETT, V. 35, L03809, doi:10.1029/2007GL031101, 2008).
CI SEMBRA INDISPENSABILE CHE LA POPOLAZIONE SIA INFORMATA CHE LE MORTI DURANTE LE ONDATE DI CALORE SONO DOVUTE IN PARTE AD UNA MAGGIOR TOSSICITA’ DEGLI INQUINANTI CAUSATA DALL’AUMENTO DELLA TEMPERATURA.
QUESTI DATI VENGONO NASCOSTI ALL’OPINIONE PUBBLICA CHE PENSA CHE IL PROBLEMA SIA ESCLUSIVAMENTE IL CALDO
IN BASE A QUESTE PREVISINI, SI RACCOMANDA DI NON PASSARE MOLTO TEMPO ALL’APERTO, SOPRATTUTTO NELLE ORE PIU’ CALDE, PER GLI ALTI LIVELLI DI OZONO.
LA RACCOMANDAZIONE VALE PRINCIPALMENTE PER I SOGGETTI PIU’ SENSIBILI COME GLI ANZIANI, I BAMBINI E GLI AMMALATI.
Giovanni Ghirga
Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute (Lazio)
Sugli OGM prevalga la ragione
Roma, Italia — Da tempo l'industria biotecnologica prova a sfruttare la crisi alimentare e la fame nel mondo per imporre come soluzione gli OGM. È la più grande bugia del mondo biotech. Gli organismi geneticamente modificati, infatti, vengono utilizzati soprattutto per produrre mangimi animali che vengono esportati nei paesi ricchi. Inoltre gli Ogm non producono più delle colture convenzionali e non danno garanzie di salubritá a lungo termine.
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VOTATE E FATE VOTARE NO AL SONDAGGIO LANCIATO SUL TG1
"Scelte illuminate"
Roma, Italia — Greenpeace presenta la classifica "Scelte illuminate" sull'impegno della grande distribuzione a rimuovere le lampadine incandescenti dai propri scaffali, prima del bando al 2011 approvato con la scorsa finanziaria. Perché aspettare il 2011 se la tecnologia sprecona può essere mandata in pensione subito? Il "10 e lode in efficienza" va a Leroy Merlin. Al secondo posto Coop e al terzo Ikea. In fondo alla classifica Esselunga.
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25 giugno 2008
Sentenza TAR: l'"allargamento" della base "Dal Molin" non può avere luogo
"Il TAR del Veneto si esprime sulla nuova base Usa di Vicenza: il progetto non è in regola, i lavori non possono iniziare. I veri illegali sono stati smascherati...
Fonte
"What We've Learned About the Climate in 20 Years"
Venti anni fa esatti, il climatologo J. Hansen (NASA) mise in guardia il mondo dai mutamenti climatici indotti dalle modificazioni della composizione atmosferica in conseguenza delle attività antropiche inquinanti. Vent'anni dopo, Hansen fa il punto della situazione.
Fonte: thedailygreen.com
My presentation today is exactly 20 years after my 23 June 1988 testimony to Congress, which alerted the public that global warming was underway. There are striking similarities between then and now, but one big difference.
Again a wide gap has developed between what is understood about global warming by the relevant scientific community and what is known by policymakers and the public. Now, as then, frank assessment of scientific data yields conclusions that are shocking to the body politic.
Now, as then, I can assert that these conclusions have a certainty exceeding 99 percent.
The difference is that now we have used up all slack in the schedule for actions needed to defuse the global warming time bomb. The next President and Congress must define a course next year in which the United States exerts leadership commensurate with our responsibility for the present dangerous situation.
Otherwise it will become impractical to constrain atmospheric carbon dioxide, the greenhouse gas produced in burning fossil fuels, to a level that prevents the climate system from passing tipping points that lead to disastrous climate changes that spiral dynamically out of humanity’s control.
Changes needed to preserve creation, the planet on which civilization developed, are clear. But the changes have been blocked by special interests, focused on short-term profits, who hold sway in Washington and other capitals.
I argue that a path yielding energy independence and a healthier environment is, barely, still possible. It requires a transformative change of direction in Washington in the next year.
On 23 June 1988 I testified to a hearing, chaired by Senator Tim Wirth of Colorado, that the Earth had entered a long-term warming trend and that human-made greenhouse gases almost surely were responsible. I noted that global warming enhanced both extremes of the water cycle, meaning stronger droughts and forest fires, on the one hand, but also heavier rains and floods.
My testimony two decades ago was greeted with skepticism. But while skepticism is the lifeblood of science, it can confuse the public. As scientists examine a topic from all perspectives, it may appear that nothing is known with confidence. But from such broad openminded study of all data, valid conclusions can be drawn.
My conclusions in 1988 were built on a wide range of inputs from basic physics, planetary studies, observations of on-going changes, and climate models. The evidence was strong enough that I could say it was time to “stop waffling”. I was sure that time would bring the scientific community to a similar consensus, as it has.
While international recognition of global warming was swift, actions have faltered. The U.S. refused to place limits on its emissions, and developing countries such as China and India rapidly increased their emissions.
What is at stake? Warming so far, about two degrees Fahrenheit over land areas, seems almost innocuous, being less than day-to-day weather fluctuations. But more warming is already "in-the-pipeline", delayed only by the great inertia of the world ocean. And climate is nearing dangerous tipping points. Elements of a “perfect storm”, a global cataclysm, are assembled.
Climate can reach points such that amplifying feedbacks spur large rapid changes. Arctic sea ice is a current example. Global warming initiated sea ice melt, exposing darker ocean that absorbs more sunlight, melting more ice. As a result, without any additional greenhouse gases, the Arctic soon will be ice-free in the summer.
More ominous tipping points loom. West Antarctic and Greenland ice sheets are vulnerable to even small additional warming. These two-mile-thick behemoths respond slowly at first, but if disintegration gets well underway it will become unstoppable. Debate among scientists is only about how much sea level would rise by a given date. In my opinion, if emissions follow a business-as-usual scenario, sea level rise of at least two meters is likely this century. Hundreds of millions of people would become refugees. No stable shoreline would be reestablished in any time frame that humanity can conceive.
Animal and plant species are already stressed by climate change. Polar and alpine species will be pushed off the planet, if warming continues. Other species attempt to migrate, but as some are extinguished their interdependencies can cause ecosystem collapse. Mass extinctions, of more than half the species on the planet, have occurred several times when the Earth warmed as much as expected if greenhouse gases continue to increase. Biodiversity recovered, but it required hundreds of thousands of years.
The disturbing conclusion, documented in a paper I have written with several of the world’s leading climate experts, is that the safe level of atmospheric carbon dioxide is no more than 350 ppm (parts per million) and it may be less. Carbon dioxide amount is already 385 ppm and rising about 2 ppm per year. Stunning corollary: the oft-stated goal to keep global warming less than two degrees Celsius (3.6 degrees Fahrenheit) is a recipe for global disaster, not salvation.
These conclusions are based on paleoclimate data showing how the Earth responded to past levels of greenhouse gases and on observations showing how the world is responding to today’s carbon dioxide amount. The consequences of continued increase of greenhouse gases extend far beyond extermination of species and future sea level rise.
Arid subtropical climate zones are expanding poleward. Already an average expansion of about 250 miles has occurred, affecting the southern United States, the Mediterranean region, Australia and southern Africa. Forest fires and drying-up of lakes will increase further unless carbon dioxide growth is halted and reversed.
Mountain glaciers are the source of fresh water for hundreds of millions of people. These glaciers are receding world-wide, in the Himalayas, Andes and Rocky Mountains. They will disappear, leaving their rivers as trickles in late summer and fall, unless the growth of carbon dioxide is reversed.
Coral reefs, the rainforest of the ocean, are home for one-third of the species in the sea. Coral reefs are under stress for several reasons, including warming of the ocean, but especially because of ocean acidification, a direct effect of added carbon dioxide. Ocean life dependent on carbonate shells and skeletons is threatened by dissolution as the ocean becomes more acid.
Such phenomena, including the instability of Arctic sea ice and the great ice sheets at today’s carbon dioxide amount, show that we have already gone too far. We must draw down atmospheric carbon dioxide to preserve the planet we know. A level of no more than 350 ppm is still feasible, with the help of reforestation and improved agricultural practices, but just barely – time is running out.
Requirements to halt carbon dioxide growth follow from the size of fossil carbon reservoirs. Coal towers over oil and gas. Phase out of coal use except where the carbon is captured and stored below ground is the primary requirement for solving global warming.
Oil is used in vehicles where it is impractical to capture the carbon. But oil is running out. To preserve our planet we must also ensure that the next mobile energy source is not obtained by squeezing oil from coal, tar shale or other fossil fuels.
Fossil fuel reservoirs are finite, which is the main reason that prices are rising. We must move beyond fossil fuels eventually. Solution of the climate problem requires that we move to carbon-free energy promptly.
Special interests have blocked transition to our renewable energy future. Instead of moving heavily into renewable energies, fossil companies choose to spread doubt about global warming, as tobacco companies discredited the smoking-cancer link. Methods are sophisticated, including funding to help shape school textbook discussions of global warming.
CEOs of fossil energy companies know what they are doing and are aware of long-term consequences of continued business as usual. In my opinion, these CEOs should be tried for high crimes against humanity and nature.
Conviction of ExxonMobil and Peabody Coal CEOs will be no consolation, if we pass on a runaway climate to our children. Humanity would be impoverished by ravages of continually shifting shorelines and intensification of regional climate extremes. Loss of countless species would leave a more desolate planet.
If politicians remain at loggerheads, citizens must lead. We must demand a moratorium on new coal-fired power plants. We must block fossil fuel interests who aim to squeeze every last drop of oil from public lands, off-shore, and wilderness areas. Those last drops are no solution. They yield continued exorbitant profits for a short-sighted self-serving industry, but no alleviation of our addiction or long-term energy source.
Moving from fossil fuels to clean energy is challenging, yet transformative in ways that will be welcomed. Cheap, subsidized fossil fuels engendered bad habits. We import food from halfway around the world, for example, even with healthier products available from nearby fields. Local produce would be competitive if not for fossil fuel subsidies and the fact that climate change damages and costs, due to fossil fuels, are also borne by the public.
A price on emissions that cause harm is essential. Yes, a carbon tax. Carbon tax with 100 percent dividend is needed to wean us off fossil fuel addiction. Tax and dividend allows the marketplace, not politicians, to make investment decisions.
Carbon tax on coal, oil and gas is simple, applied at the first point of sale or port of entry.
The entire tax must be returned to the public, an equal amount to each adult, a half-share for children. This dividend can be deposited monthly in an individual’s bank account. Carbon tax with 100 percent dividend is non-regressive. On the contrary, you can bet that low- and middle-income people will find ways to limit their carbon tax and come out ahead.
Profligate energy users will have to pay for their excesses.
Demand for low-carbon high-efficiency products will spur innovation, making our products more competitive on international markets. Carbon emissions will plummet as energy efficiency and renewable energies grow rapidly. Black soot, mercury and other fossil fuel emissions will decline. A brighter, cleaner future, with energy independence, is possible.
Washington likes to spend our tax money line-by-line. Swarms of high-priced lobbyists in alligator shoes help Congress decide where to spend, and in turn the lobbyists’ clients provide “campaign” money.
The public must send a message to Washington. Preserve our planet, creation, for our children and grandchildren, but do not use that as an excuse for more tax-and-spend. Let this be our motto: “One hundred percent dividend or fight!”
The next President must make a national low-loss electric grid an imperative. It will allow dispersed renewable energies to supplant fossil fuels for power generation. Technology exists for direct-current high-voltage buried transmission lines. Trunk lines can be completed in less than a decade and expanded analogous to interstate highways.
Government must also change utility regulations so that profits do not depend on selling ever more energy, but instead increase with efficiency. Building code and vehicle efficiency requirements must be improved and put on a path toward carbon neutrality.
The fossil-industry maintains its strangle-hold on Washington via demagoguery, using China and other developing nations as scapegoats to rationalize inaction. In fact, we produced most of the excess carbon in the air today, and it is to our advantage as a nation to move smartly in developing ways to reduce emissions. As with the ozone problem, developing countries can be allowed limited extra time to reduce emissions. They will cooperate: they have much to lose from climate change and much to gain from clean air and reduced dependence on fossil fuels.
We must establish fair agreements with other countries. However, our own tax and dividend should start immediately. We have much to gain from it as a nation, and other countries will copy our success. If necessary, import duties on products from uncooperative countries can level the playing field, with the import tax added to the dividend pool.
Democracy works, but sometimes churns slowly. Time is short. The 2008 election is critical for the planet. If Americans turn out to pasture the most brontosaurian congressmen, if Washington adapts to address climate change, our children and grandchildren can still hold great expectations.
James E. Hansen is director of the NASA Goddard Institute for Space Studies
Autodistruttività
Dalla cronaca di ieri:
Momenti di altissima tensione all'aereoporto di Tel Aviv, durante la cerimonia per la partenza del presidente francese Nicolas Sarkozy, a conclusione della visita di Stato di tre giorni del presidente francese in Medio Oriente. Un soldato impegnato nel picchetto d'onore si è sparato. Ne ha dato notizia la radio israeliana. Il militare è morto sul colpo.
Fonte.
Ogni deriva distruttiva è anche autodistruttiva. Episodi come questo ci dicono molto su di noi, sulla natura umana. Forse qualcuno vorrà giustificare l'accaduto inventando squilibri e disturbi mentali del ragazzo "sottovalutati". Come se il suo stesso ruolo, quello di militare "a difesa della pace", non rappresentasse già di per sé un enorme paradosso, tale da costituire una fonte lacerante di contraddizioni insopportabili per un essere che sappia discriminare tra ciò che è bene e ciò che è male.
NB: naturalmente su tutte le testate giornalistiche si parla della paura dei VIP Sarkozy e Carla Bruni, nessun cenno alla significatività umana e psicologica dell'evento. Siamo questo.
Immagine:lestanzedinatan.myblog.it
24 giugno 2008
Esprimiamo cordoglio per la famiglia del ragazzo deceduto oggi nel cantiere TVN. Un'altra vittima delle speculazioni indiscriminate.
Oggi, martedì 24 giugno 2008, trova la morte Ivan Ciffary, giovane operaio, il secondo, nel cantiere della riconversione a carbone della centrale Torrevaldaliga Nord - enel. Un'altra vittima delle speculazioni irrispettose delle persone, delle comunità. Per i signori del profitto si tratta senz'altro di morti accettabili, quantitativamente preventivate, sin dall'inizio.
Per noi non è lo stesso, questo è stato sempre chiaro. Verrà il momento delle valutazioni e delle riflessioni che questo gravissimo avvenimento ci costringe a fare.
Ma ora desideriamo solo esprimere il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia della giovane vittima
Clicca qui per ulteriori informazioni (trcgiornale.it)
I medici intervengono sugli impianti di smaltimento dei rifiuti a Civitavecchia
"OSSERVAZIONI INVIATE ALLA REGIONE LAZIO IN MERITO ALLA COSTRUZIONE DI UN IMPIANTO DI PIROLISI DEI RIFIUTI A CIVITAVECCHIA
I medici non possono che rimanere estremamente contrari al progetto di pirolisi al fine di salvaguardare la salute della popolazione. Quest’ultima, già compromessa da oltre mezzo secolo di enormi emissioni industriali tossiche, è in procinto di affrontare quelle di una centrale a carbone che, secondo la valutazione di impatto ambientale, emetterà quasi 7 milioni di metri cubi di fumi ogni ora, 17 ore al giorno, 6.000 ore l’anno.
Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute (Lazio)
Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente – Sezione Alto Lazio
Ci siamo: il Polo Nord è rimasto senza ghiacci

Ormai per il completo scioglimento estivo del Polo Nord è scattato il conto alla rovescia.
Il problema è che non sappiamo come funziona l'orologio che scandisce il battito del tempo che porta all'estinzione dell'orso polare e del suo mondo. Stando alle stime ufficiali dell'Intergovernamental Panel on Climate Change servirebbero ancora una ventina di anni. Ma ormai è una rincorsa tra calcoli sempre più pessimisti.
L'ultima, allarmata valutazione è del National Geographic che sta seguendo, con un gruppo di ricercatori canadesi a bordo di un rompighiaccio, una missione scientifica in Artide. Secondo le valutazioni di questi ricercatori, i ghiacci che si trovano nelle immediate vicinanze del Polo Nord sarebbero molto giovani e dunque meno resistenti allo scioglimento: già al culmine di questa estate potremmo avere un Polo Nord libero dai ghiacci.
La previsione disegna lo scenario di un'accelerazione molto drastica e contrasta con la maggior parte delle analisi finora accreditate. Tuttavia il trend è ormai netto e indiscutibile. Dal 1979 il Polo Nord perde quasi l'1 per cento dei ghiacci estivi all'anno e il ritmo di fusione sta accelerando. Anche nella parte occidentale dell'Antartide lo strato di ghiaccio si sta assottigliando di 3-4 metri ogni anno. E la Groenlandia perde 220 chilometri cubi di ghiaccio l'anno. Nel 1996 il valore misurato era pari a 90 chilometri cubici per anno. Nel 2000 era salito a 140. Ora è arrivato a 220.
In sostanza è aumentato di due volte e mezzo in dieci anni. Il dato, come sempre accade nei santuari dell'estremo freddo, ha un valore di sintesi: ci sono aree in cui i ghiacciai continuano a crescere e altre in cui collassano. Ma quello che conta è l'effetto complessivo e questo effetto è ormai chiaro-
In sostanza l'eccezione che aveva meravigliato il mondo nel 2000, diventerà la regola. Nell'agosto di otto anni fa il rompighiaccio russo Yamal arrivò al Polo Nord e non trovò il ghiaccio. Il mitico passaggio di Nord Ovest era libero. Da allora, ogni estate il ritiro dei ghiacci è stato sempre più veloce. Per la scomparsa totale durante l'estate è solo questione di tempo. Forse molto poco tempo.
Un fenomeno che, come ormai è stato detto con chiarezza nell'ultimo rapporto Ipcc, va messo in relazione soprattutto con l'uso dei combustibili fossili che hanno alterato la composizione dell'atmosfera. Il metano in poco più di due secoli è passato da una concentrazione di 715 parti per miliardo a 1774. L'anidride carbonica nell'era preindustriale si misurava in 270-280 parti per milione: oggi sono già 385.
Arrivare al raddoppio dell'anidride carbonica, cioè a quota 550, comporterebbe un aumento della temperatura valutabile in 3 gradi. E' un traguardo disastroso per l'equilibrio degli ecosistemi su cui si basa la stabilità delle nostre società. E purtroppo è un traguardo vicino.
(Dal quotidiano Repubblica, 23 giugno 2008)
23 giugno 2008
Attentato finale a Civitavecchia

Regione Lazio: domani martedì 23/06/2008, in Consiglio Regionale si tenterà di approvare il "piano commissariale per l'emergenza rifiuti del Lazio".
Ecco cosa si vuole imporre a Civitavecchia:
- la realizzazione di un impianto di smaltimento di rifiuti estremamente simile a quello proposto alla città dalla Beg (pirolìsi): ogni singolo aspetto del progetto lo richiama;
- un nuovo ampiamento della discarica MAD (attualmente in uso).
- la combustione del CDR nella centrale a carbone (e rifiuti) TVN (sono anni che, come Movimento, mettiamo in guardia la cittadinanza su questo pericolo che ora si materializza);
- l'uso della discarica per rifiuti tossici e nocivi gestita dalla Soc. Guerrucci (attualmente al servizio -tra l'altro- delle centrali elettriche di Civitavecchia, Montalto Di Castro) per lo stoccaggio delle ceneri tossico-nocive di tutti gli impianti di incenerimento del Lazio.
Parlare di sfruttamento indiscriminato del nostro territorio, ormai, non ha più senso, poiché siamo già oltre quella fase. Per i nostri "rappresentanti" politici, noi civitavecchiesi e in generale l'Alto Lazio, siamo già macerie. Saremo infine smaltiti anche noi, o messi in quarantena. Siamo ufficialmente prescelti per divenire il pozzo nero d'Italia.
Vedi anche: qui (clicca)
qui (clicca)
Il Dott. Di Gennaro invita i cittadini a inviare esposto all'ARPA sull'inquinamento da porto

Ieri, domenica 22 giugno 2008, il cielo sopra Civitavecchia mostrava la famosa cappa ocra che tanto spesso grava su di noi. I fumi del porto si levavano neri e densi a comporre nubi di cui presto daremo documentazione fotografica. Il tutto a pesare sulla già insostenibile situazione sanitario-ambientale civitavecchiese. Nell'indifferenza generale.
Pubblichiamo un intervento del Dott. Di Gennaro in merito. Fonte (vedi qui)
Non sono sfuggiti ai cittadini i lunghi e densi pennacchi di fumo nero fuorusciti a ripetizione dai comignoli di numerose navi ancorate in porto. Un’altra salutare “botta” di inquinamento per la nostra già disastrata aria sempre più avvolta da cappe di sostanze nocive che si estendono per chilometri e chilometri su tutto il territorio. Nessuno tra quanti sono preposti alla tutela della salute e alla vigilanza per il rispetto delle norme sembra tuttavia essersi preoccupato più di tanto, come sottolinea l’esponente dell’Udc Marco Di Gennaro.
In attesa che ciò avvenga Di Gennaro invita tutti i cittadini, sindaco in primis, a presentare un esposto all’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, da inviare per conoscenza alla Procura di Civitavecchia, chiedendo che vengano effettuati controlli regolari sulla qualità dei carburanti usati dalle navi che transitano nel porto di Civitavecchia.
"S. Michele Arcangelo protettore delle rinnovabili"
"Una precisa richiesta che l'Associazione nazionale dei piccoli comuni intende sottoporre alla Conferenza episcopale italiana." Fonte: Parmaok.it
"La sfida epocale e strategica dell’energia determinante per il futuro stesso del pianeta ha la necessità ,di fronte alla miopia degli uomini, di una protezione superiore e divina - dichiara Virgilio Caivano, portavoce dei Piccoli Comuni - Le fonti energetiche rinnovabili come il solare e l’eolico, autentici doni del Signore, rappresentano l’alternativa vera ed utile per la salvaguardia del Creato.
Per queste ragioni chiederemo alla Conferenza Episcopale Italiana la possibilità di porre sotto la protezione dell’Arcangelo Michele le fonti energetiche rinnovabili ed in maniera particolare i parchi eolici e solari.
Alle aziende di tutta Europa produttrici di energia eolica e solare annuncia Caivano - chiederemo di dedicare i parchi energetici a San Michele Arcangelo”.
"Il Ministero autorizza solo alimentazione a gas di TVN"

Fonte: agenzia Ansa.it ambiente e territorio (vedi qui)
Il ministro per le attivita' produttive, Claudio Scajola, ha riaperto parzialmente la valutazione d'impatto ambientale sulla riconversione a carbone della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia.
Il supplemento di valutazione riguarda le emissioni di tre agenti inquinanti, tra i quali l'arsenico, che nella prima indagine non sarebbe stata compiuta regolarmente. La notizia, diffusa dal Comitato dei cittadini liberi e dai no coke dell'Alto Lazio, e' stata confermata dalla senatrice Laura Allegrini (Pdl), con una nota diffusa oggi. ''La segreteria tecnica del ministro Scajola - si legge in una nota della parlamentare - mi ha comunicato la riapertura della valutazione d'impatto ambientale, limitatamente a tre inquinanti. L'indagine richiedera' diversi mesi, probabilmente fino alla primavera prossima. Nel frattempo la centrale potra' essere alimentata esclusivamente a gas''. La senatrice conclude ringraziando il ministro Scajola ''per l'attenzione dimostrata verso il territorio''. Secondo i no coke, ''le istituzioni dovranno vigilare sul rispetto delle procedure di valutazione'' e se ''i risultati dovessero confermare i rischi per la salute di cittadini, il governo dovra' impedire l'uso del carbone''.(ANSA). YJ6-KWQ
Civitavecchia e l’Alto Lazio pattumiera della Regione.

MOVIMENTO NO COKE ALTO LAZIO - Comunicato
Civitavecchia e l’Alto Lazio pattumiera della Regione. Nel piano dei rifiuti previste nuove servitù nel territorio della città portuale.
L’amministrazione regionale si appresta a varare l’integrazione al piano dei rifiuti e riserva altre brutte sorprese per Civitavecchia. Alla città portuale saranno infatti destinate le ceneri prodotte dagli inceneritori laziali che saranno assegnate alla discarica Guerrucci, la stessa già chiamata a smaltire le ceneri prodotte dalle centrali termoelettriche di Civitavecchia, Montalto e non solo.
Ma non finisce qui: non sapendo dove smistare il CDR ( combustibile da rifiuti) in avanzo, ecco che, a pag. 14 viene definitivamente sancito che lo smaltimento dello stesso averrà in impianti non dedicati, quali cementifici e centrali termoelettriche che, in un sobbalzo di vergogna nella versione finale del piano, vengono nascosti da un “etc”.
Pertanto, oltre al carbone, oltre all’olio combustibile che Torre Valdaliga Sud continua a bruciare, arriverà anche il combustibile da rifiuti.
A questo, dulcis in fundo, si aggiunge l’ampliamento delle discarica in loco per circa un milione di metri cubi e una situazione a dir poco ambigua sull’impianto di pirolisi, per il quale la società Beg aveva presentato un progetto nei mesi scorsi.
Insomma ad inquinamento si aggiunge inquinamento in un mix micidiale di inquinanti venefici per la salute e l’ambiente.
Viene da chiedersi cosa abbiano fatto di male i civitavecchiesi e gli abitanti dell’Alto Lazio per vedere il litorale Nord ridotto ad una vera e propria pattumiera di rifiuti tossici (ricordiamo la pericolosità delle ceneri prodotte dagli inceneritori).
Il Commissario Marrazzo scientemente ignora, effettuando tali scelte, la grave situazione di degrado ambientale che questo lembo di terra, ormai dimenticato da tutti, sta vivendo da ormai svariati decenni, e le cui conseguenze della salute sono certificate da decine di documenti anche della Regione stessa. Non solo la presenza insopportabile dal punto di vista ambientale e sanitario del polo energetico dell’Alto Lazio, ora anche le ceneri tossiche e la possibilità/certezza che il combustibile da rifiuti venga bruciato nella centrale di Torrevaldaliga Nord.
Viene da chiedersi se il Marrazzo commissario che decide di bruciare anche i rifiuti nella centrale di TVN, e il Marrazzo presidente della Regione che, al fine di ammorbidire gli enti locali, sta aiutando Enel a distribuire contributi economici, sia lo stesso Marrazzo venuto sul territorio a chiedere i voti alla popolazione spergiurando la tutela del territorio e di “impedire la riconversione a carbone di TVN”, come riportato a pag. 72 del suo programma.
Ci chiediamo, ancora, di fronte a tale sciagurata ipotesi come intendono muoversi gli enti locali? Accetteranno di nuovo supinamente quanto viene calato loro dall’alto? Ci aspettiamo che i Sindaci del territorio, tutti, se effettivamente vogliono rappresentare le popolazioni amministrate, facciano o sentire la loro voce contro questo ulteriore scempio.
Il movimento No Coke tenterà di farlo presenziando domani con una propria delegazione al consiglio regionale che si svolgerà sul tema e continuando a ricordare alla popolazione i nomi di quanti, dopo aver chiesto i voti, hanno tradito il mandato affidato loro.
Marrazzo è il primo di questi.
Per Info:
noalcarbone@gmail.com
nocoketarquinia@yahoo.it
328 7182629
335 82727242
Adesione alla campagna "NON BRUCIAMOCI IL FUTURO"

Il Movimento Nocoke Alto Lazio aderisce formalmente alla campagna "NON BRUCIAMOCI IL FUTURO". L’incenerimento dei "rifiuti" è dannoso per salute e ambiente, e antieconomico.
- Piattaforma programmatica per la campagna "Non bruciamoci il futuro" (clicca qui)
- Alternative pulite e convenienti all'incenerimento (clicca qui)
- Incenerimeto dei rifiuti: perché no (clicca qui)
Cosa significa incenerire i rifiuti:
L’incenerimento non risolve il problema dei rifiuti, ma si limita a ridurne la quantità approssimativamente al 30 - 50 % della loro massa originale, che viene trasformata in una cenere che contiene una concentrazione di alcune delle sostanze più tossiche, come le diossine e i metalli pesanti Lo smaltimento in sicurezza di questi rifiuti tossici è molto problematico per via degli inquinanti che filtrano dalle discariche, raggiungono le falde e contaminano l’acqua in un modo che viene considerato praticamente irrimediabile. La Commissione Europea ha dichiarato che questa potrebbe essere in futuro una delle sorgenti più importanti di diossine.
Gli inceneritori rilasciano centinaia di sostanze tossicge nell'atmosfera durante la combustione dei rifiuti. Poche sono le conoscenze circa i rischi di molte di queste sostanze, particolarmente quando sono combinate tra loro. L'esatta composizione delle emissioni di un inceneritore è difficile da valutare, e dipende da cosa viene bruciato, dall'efficienza dell'impianto di incenerimento e dalla disponibilità di sistema di abbattimento degli inquinanti.
Siccome la natura chimica dei rifiuti è variabile, la potenzialità di effetti nocivi delle emissioni degli inceneritori è molto difficile da
valutare. In termini di effetti sulla salute, alcuni dei più importanti costituenti delle emissioni sono i materiali particolati, i metalli pesanti e i prodotti della combustione delle sostanze chimiche sintetiche. Il materiale particolato (PM) è una complessa miscela di particelle organiche ed inorganiche, che possono essere sospese nell’aria in forma solida, liquida o entrambe.
Il materiale particolato (PM) aumenta il rischio di morte respiratoria nei bambini di età inferiore ad un anno,danneggia lo sviluppo della funzionalità polmonare, aggrava l’asma e causa patologie respiratorie di tipobronchitico nei bambini. Il PM 2,5 danneggia seriamente la salute, aumentando i decessi da accidenti cardiovascolari, da malattie respiratorie e da tumori polmonari. L’aumento della concentrazione di PM 2,5 aumenta il numero di accessi al pronto soccorso per cause cardiovascolari e respiratorie. Il PM 10 determina un aumento delle patologie respiratorie, come indicato dal numero di ricoveri per malattie dell’apparato respiratorio. In tema di metalli pesanti, vari metalli trovati nelle emissioni e nelle ceneri prodotte dagli inceneritori, sono conosciuti o sospetti come cancerogeni.
Queste tossine, nel tempo, si accumulano nel nostro organismo. Nei bambini sono state correlate con varie patologie tra cui l’autismo, la dislessia, le allergie, i comportamenti impulsivi, i deficit di attenzione, i disturbi
da iperattività, le difficoltà di apprendimento, l’aggressività. Gli adulti esposti a particolato hanno dimostrato maggiori livelli di violenza, demenza e depressione rispetto ai non esposti. Il particolato è stato correlato anche con il morbo di Parkinson.
L’inalazione di alcuni tipi di particelle, come nichel, berillio, cromo, cadmio ed arsenico, aumenta il rischio di cancro del polmone. Il mercurio, che è uno dei metalli più pericolosi, è neurotossico ed è implicato nelle difficoltà di apprendimento, nell’iperattività e nella malattia di Alzheimer.
Molte di queste sostanze chimiche sono solubili nei grassi e possono accumularsi nei nostri organi e nei nostri tessuti. Queste sostanze sono particolarmente pericolose per i bambini non ancora nati, perché molte di queste tossine sono trasmesse attivamente al feto attraverso la placenta materna.
Il costo dell’incenerimento è enorme, non solo per il costo della lavorazione, che è già molto alto, ma anche in termini di danni alla salute e all’ambiente, che possono costare cifre molto alte a
carico della collettività. E’ stato esattamente per questo tipo di situazioni di rischio che il Principio di Precauzione è stato introdotto
nelle leggi nazionali ed internazionali. Un recente riesame degli effetti sulla salute causati dagli inceneritori ha riscontrato una correlazione positiva con la comparsa di tumori e di malformazioni congenite.
Gli inquinanti persistenti nell’aria, come diossine, furani
e mercurio, possono essere dispersi su vaste regioni, ben oltre le aree locali e persino nelle nazioni confinanti.
Il cibo inquinato da un inceneritore può essere consumato sia da persone del posto che da persone che abitano molto lontano, per via dei trasporti degli alimenti a mercati, che sipossono trovare anche a grande distanza dal
luogo di produzione.