No al carbone Alto Lazio

29 luglio 2008

Tidei a Fulvio Conti (enel): l'inaugurazione di TVN rappresenta un lutto, non una festa, per il territorio


Per la giornata di domani, ENEL ha inoltrato un invito a tutte le persone aventi ruoli politici istituzionali nel comprensorio, per assistere alla messa (nera) d'inaugurazione di TVN, con la presenza di Berlusconi e Scajola.
L'On. Tidei, che pure ha pesanti responsabilità per quanto riguarda la sudditanza del territorio al dominio enel, invia una lettera in cui respinge in modo sdegnato l'invito di Conti: "Quella di domani è una giornata di lutto, non di festa, per la città". Pubblichiamo integralmente la lettera.


Egregio Dott. Conti,
ho ricevuto il Suo invito a presenziare all'incontro in programma domani, alla presenza del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi, per l'inaugurazione del primo gruppo della riconvertita centrale di Torre Valdaliga Nord. Un invito di cui la ringrazio ma che non intendo accettare per una lunga serie di motivi che vorrei qui sintetizzarle.
In primo luogo mi basterebbe ricordarLe, da rappresentante dei cittadini di questo territorio, che la dirigenza di Enel spa, al momento della presentazione del progetto di riconversione a carbone di Tvn nel lontano 2000, quando proprio il sottoscritto ricopriva la carica di sindaco di Civitavecchia, affermò che mai avrebbe dato il via ai lavori senza il consenso dei cittadini. Mi sembra che negli anni ci siano stati referendum, manifestazioni, pronunciamenti istituzionali di decine di consigli comunali del territorio, oltre che della Provincia di Roma e di Viterbo, che hanno espresso un netto dissenso al progetto di riconversione ma di cui non vi siete assolutamente curati. Solo questo disprezzo mostrato per il parere dei cittadini, e la gestione dell'intera questione carbone avvenuta in forma indecentemente privata con singoli amministratori, basterebbe a motivare il motivo della mia non partecipazione.

Ma voglio tuttavia approfittare di queste righe per esprimere altre motivazioni.
In primo luogo non ci può essere motivo di soddisfazione alcuna nell'inaugurazione di una centrale che condannerà ad altri decenni di inquinamento un territorio gravato ormai da mezzo secolo da una servitù energetica che ne ha drasticamente compromesso qualsiasi altra possibilità di sviluppo; senza contare il drastico incremento delle patologie respiratorie e tumorali di questo comprensorio che avrebbero dovuto indurre l'Enel e il Governo a scartare in partenza qualunque ipotesi di conversione. Credo infatti che dopo tanti anni di inquinamento, di cui è la causa principale, l'Enel avrebbe dovuto rappresentare uno strumento di sviluppo di questo territorio e non di ulteriore sfruttamento e rovina. In che modo? Portando a termine almeno quegli impegni presi a suo tempo con la presentazione del progetto di riconversione, posti a garanzia della bontà del carbone, ma rivelatisi assolutamente falsi e ingannevoli: la crescita delle imprese locali, il rapporto proficuo e rispettoso con la popolazione, l'incremento dell'occupazione.
Lei sa bene, egregio Dott. Conti, che niente di tutto questo si è realizzato e che, soprattutto in termini occupazionali, una volta chiusi i cantieri la città tornerà a sprofondare in quelle percentuali di lavoro da profondo Mezzogiorno; e ad fronte della servitù e dell'inquinamento che pagheremo sulla nostra pelle è francamente inaccettabile.
Tante erano le possibilità per l'Enel di instaurare un rapporto diverso e comunque produttivo con il territorio di Civitavecchia. Le cito solo alcuni esempi:
la realizzazione di una catena del freddo attraverso i processi di recupero della condensazione del calore prodotto dalle caldaie;
la realizzazione di una vasta area industriale, con annesse infrastrutture, per lo sviluppo della logistica che permetterebbe di attrarre investimenti nella città;
la realizzazione di infrastrutture retroportuali;
la creazione di una società mista Enel-Comuni per la distribuzione di energia elettrica nel territorio a basso costo con forti risparmi per i cittadini sulla bolletta;
la realizzazione, come concordato preventivamente, di un impianto di selezione e trattamento dei rifiuti del territorio con conseguente abbattimento delle tariffe sui rifiuti;
la creazione di un polo energetico per fonti rinnovabili;
la creazione di una scuola di formazione energetica nazionale;
la creazione di un polo scientifico di eccellenza per la ricerca delle energie rinnovabili all'interno del Polo universitario di Civitavecchia.
Niente di tutto ciò, tuttavia, è stato fatto. Vi siete limitati a sponsorizzare, con amministratori poco avveduti e compiacenti, qualche concerto e tanti spettacolini, per indorare la pillola del carbone ai cittadini secondo il vecchio detto “panem et circenses”, dispensando in trattative private soldi alle amministrazioni comunali che non produrranno alcun tipo di sviluppo. Perché è evidente che finanziare quattro concerti e cinque marciapiedi, a lungo termine, non lascia niente di niente a questo territorio. Quello che di sicuro resterà saranno i fumi inquinanti del carbone e la servitù energetica; e di questo i cittadini non possono per nulla essere contenti.
Per questo considero inutile e di cattivo gusto partecipare domani a quella che si prefigura esclusivamente come una iniziativa di pura propaganda, con una sfilata di politici a cui non voglio in alcun modo aggregarmi.
Per la città, infatti, e per tutto il comprensorio non sarà assolutamente un giorno di festa, ma di lutto. Come quello delle famiglie dei due operai morti nei cantieri di Tvn che mi auguro, domani, avrete almeno la sensibilità e il buon gusto di ricordare.

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La Frasca: i piromani cittadini sembrano della stessa opinione di Moscherini e Ciani

Riportiamo un articolo comparso su www.centumcellae.it

La pineta della Frasca torna a bruciare, quasi certamente in modo doloso, e la certezza che ci sia un piromane dietro gli incendi di questi giorni è sempre più consistente. Questa mattina altri due focolari sono infatti divampati a pochi minuti l'uno dall'altro tra gli alberi e i cespugli della pineta. Fortunatamente il fumo è stato presto notato dai frequentatori della Frasca che hanno immediatamente dato l'allarme; in pochi minuti sono così giunti sul posto quattro mezzi dei Vigili del Fuoco, coadiuvati da altri mezzi della Protezione civile, che in breve hanno circoscritto le fiamme e quindi spento l'incendio. Scampato il pericolo odierno resta tuttavia la forte preoccupazione per il quarto e quinto rogo divampato in meno di dieci giorni alla Frasca, sulla cui origine dolosa sembra ci sia poco da dubitare, come confermato questa mattina dal capo distaccamento dei Vigili del Fuoco Giuseppe Ibelli; dolo che lascia intravedere a questo punto un possibile cupo disegno volto a distruggere una pineta che evidentemente qualcuno preferisce far scomparire; forse perché d'impiccio a porticcioli e vasche di colmate tanto desiderate da sempre più numerosi amanti degli affari?
Articolo originale

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Australia, spettacolare azione di Greenpeace

clicca per vedere il video

Australia. Arrestati oggi dalla polizia 9 attivisti di Greenpeace per aver dipinto slogan contro il carbone su 10 navi, presso il porto australiano di Mackay, in Queensland (uno dei piu' grandi porti di esportazione di carbone al mondo, ma anche uno dei territori migliori al mondo per sviluppare energia da Sole, grazie alle le sue caratteristiche)
Clicca qui per saperne di più

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26 luglio 2008

Panem et circenses Festival 2008. Pensavamo fosse gratis, ma poi quello strano dolore al fondoschiena...


Si chiama "Civitavecchia in festival" 2008, il cartellone estivo targato enel-La pegna Produzioni - Comune di Civitavecchia.
La maggior parte degli eventi si svolge* alla Marina, e com'è ovvio gli artisti sono della caratura adatta alle "masse", sempre quelle, che si ritiene eternamente condannate all'ignoranza. Inutile proporre qualcosa di più elevato, siamo alle solite. Del resto è un discorso questo che evita imbarazzi agli amministratori politici d'accatto che stanno dietro all'organizzazione di simili eventi, visto che i primi che non saprebbero apprezzare altro sono loro.

Loro, che puntualmente -quanto buon gusto- fanno in modo di riservarsi decine, centinaia di posti per i loro amici e parenti.
Quando si amministra la città come fosse il proprio ripostiglio, l'ignoranza delle masse è un bel pretesto.
Tuttavia c'è un aspetto che paradossalmente sfugge ai civitavecchiesi, ed anche ai molti "dissidenti" d'opposizione, che sostengono che il milione di euro speso quest'anno per il cartellone avrebbe potuto essere impiegato in modi più utili per la cittadinanza: ad esempio, per le emergenze abitative. Ma la risposta a queste critiche è semplice, lapalissiana, ed è racchiusa nell'antica formula: panem et circenses.

L'aspetto che sfugge è invece che questo cartellone e quel milione di euro l'hanno pagato proprio i civitavecchiesi, e tutto il comprensorio. E con grossi interessi a gravarvi sopra. C'è infatti, ancora, un gran numero di sprovveduti che considera quei soldi un atto di beneficenza, oppure di riconoscenza, da parte del buon ente elettrico che finanzia.
Nulla di più sbagliato.

Il cartellone estivo -come i milioni delle compensazioni- ci costa la sudditanza, la subalternità agli interessi dell'ente elettrico, nel quadro di servitù che ci hanno oppresso e danneggiato per decenni, e che per altri decenni ancora subiremo, grazie ai tanti politicanti che si pagano la campagna elettorale coi nostri soldi e svendendo la nostra salute. Perché i milioni di enel, non ci si illuda, serviranno solo a garantire voti all'attuale amministrazione politica. Oltre che a incatenarci nei ricatti che ben conosciamo.
Inutile aggiungere che la politica del malaffare che sempre più si radica nel nostro territorio condizioni ideali per razziare al sicuro, a scapito della popolazione ormai avvezza a ogni tipo di porcherie e manovre.

Chissà quando impareremo a non farci prendere per il culo.

Buona estate a tutti.

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Austria blocca mais ogm MON863. Intervento di Greenpeace

Roma, Italia — "Analisi di laboratorio mostrano chiaramente che il mais MON863 produce segni di tossicitá per gli animali, ció nonostante la Commissione europea continua a permettere l’ingresso di questo Ogm nella filiera alimentare." denuncia Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace "È decisamnete preoccupante che il sistema autorizzativo europeo per gli Ogm non riesca a identificare questi pericoli, un chiaro segnale che una riforma radicale è quantomai necessaria."
L'articolo continua qui

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Il "Comitato dei cittadini liberi", agricoltori e commercianti ricevuti dagli Europarlamentari PDL. Iniziativa il 28

"I cittadini e gli agricoltori di Tarquinia, cuore della maremma etrusca, non vogliono più essere presi in giro ed hanno dato il loro ultimatum al Governo fatto giungere al Ministro delle Attività Produttive dopo un importante incontro nella capitale. "Dobbiamo fermare il carbone a Civitavecchia, altrimenti saremo tutti sul lastrico. Un disastro per l'agricoltura, l'economia portante di questa terra, per non parlare poi della salute." Il 28 luglio importante iniziativa contro il carbone a Tarquinia.

A Roma, presso il Palazzo del Parlamento Europeo di via IV Novembre, si è svolto un importante incontro richiesto dal Consigliere Comunale di Tarquinia Marco Fiaccadori del Pdl. All'incontro era presente una delegazione di cittadini tarquiniesi che lottano contro la riconversione a carbone della centrale di TVN a Civitavecchia. La variegata delegazione era composta dal Comitato dei Cittadini Liberi e da alcuni rappresentanti degli agricoltori e dei commercianti giunti a Roma insieme alla Senatrice Laura Allegrini. I cittadini hanno consegnato, nelle mani degli Europarlamentari Stefano Zappalà e Roberta Angelilli, copia della petizione popolare già depositata a Bruxelles. Gli Europarlamentari si sono impegnati a seguire personalmente l'iter della petizione e a fare in modo che la delegazione dei cittadini venga convocata celermente dalla Commissione Europea. Altro impegno assunto dagli Europarlamentari è di informare subito della questione e delle obiezioni dei cittadini e degli agricoltori il Ministro Scajola. “Ci impegniamo a lavorare seriamente – hanno riferito alla delegazione – sul materiale che ci avete consegnato. Siamo ben disposti a verificare il tutto e ad intervenire immediatamente”. Per due ore i cittadini sono stati a colloquio con gli Europarlamentari, intanto si preparano altre manifestazioni a Tarquinia: il 28 di questo mese, nella città etrusca, vi sarà una importante iniziativa a monito di quanto sta accadendo."

Comitato dei Cittadini Liberi

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Mappa fonti d'inquinamento Alto Lazio. Aiutaci a completarla.

clicca sull'immagine per vedere la mappa. I segnali blu corrispondono a fonti d'inquinamento

Stiamo costruendo su "Google Maps" una mappa, (clicca qui) per raccogliere e condividere pubblicamente informazioni sulle fonti di inquinamento nell'Alto Lazio.
Abbiamo bisogno del contributo di tutti per continuare ad assemblarla. Scriveteci includendo indicazioni contenenti il luogo e il nome della fonte inquinante identificata.

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USA. Bloccata la costruzione di un altro impianto a carbone

USA. Lo Stato della Georgia ha blocca la costruzione di un impianto a carbone, a causa dell'impatto ambientale previsto. Si tratta di un atto tutt'altro che nuovo negli USA.
Una buona novella. Fonte: BBC News (vedi)

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Becchini e Preti a TVN. Un macabro rito sta per avere luogo.


Mercoledì prossimo 30/07/2008, dalle 10 alle 12, sua Bassezza Silvio Berlusconi, accompagnato dal Ministro Claudio Scajola, sarà in visita a TVN. L'arrivo è previsto in elicottero privato, che atterrerà direttamente nel cantiere festante. Si prevede addirittura una messa, e la benedizione di mons. Chenis.
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L'altare sarà allestito
alla base della ciminiera.

Le campane suoneranno
a morte in tutto
il comprensorio

Invitiamo la cittadinanza tutta a restare a casa: voci insistenti parlano di ronde per catturare (le prime) vittime sacrificali da immolare al dio Lucro, che tutto compra. Visto che sull'altare
non vi saranno croci,
ma la ciminiera,
non osiamo immaginare
che tipo di sacrifici
possano essere
previsti.

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Sarebbe stato più opportuno un esorcismo vero, per scacciare Marrazzo, Tidei, De Sio, Moscherini e le tante corti del malaffare che hanno affondato le velenose radici nel nostro territorio.

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OT. Parliamo di vita, e sogni. Randy Pausch.

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Offresi vacanza gratis a Marrazzo. Qualunque meta, purché senza ritorno.

Piemonte. 1 miliardo di euro investimento: in soli tre anni saranno operativi impianti fotovoltaici ed eolici capaci di erogare 1,5 Twh.
Questo dimostra il peso determinante della politica nelle scelte di sviluppo del territorio. Una politica che in questo caso ha saputo orientare la sua azione verso obiettivi di sviluppo sostenibile. Produrre energia non deve signirficare necessariamente produrre grossi rischi sanitari e danni ambientali. Un plauso alla presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso.

La domanda, certo è: si vanno a costruire impianti fotovoltaici in Piemonte, mentre nel ben più assolato Lazio si costruiscono centrali a carbone, olio combustibile, turbogas? Faremmo volentieri a meno del mediocre, menzognero Marrazzo in cambio della Mercedes Bresso, questo è sicuro. Ma chi accetterebbe lo scambio?

(ANSA) - TORINO, 25 LUG - Con un investimento da un miliardo di euro sulle energie rinnovabili, fra tre anni la Regione Piemonte sara' in grado di aumentare la propria produzione energetica in misura uguale a un quarto della quantita' che attualmente importa dalla Francia. L'investimento e' previsto in una intesa fra Regione ed Enel, sottoscritta oggi a Torino dalla presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, con l'ad di Enel, Fulvio Conti. L'attuale consumo energetico del Piemonte e' di 27 Twh, di cui 21 Twh prodotto sul territorio e 6 importato dalla vicina Francia. Grazie all'intesa, che prevede la costruzione di una ventina di impianti fotovoltaici e una decina di impianti eolici, alla fine dei tre anni la Regione sara' in grado di produrre 1,5 Twh di energia in piu', un quarto dei 6 Twh oggi acquistati oltre le Alpi. Gia' lunedi' prossimo l'assessore Andrea Bairati portera' in giunta una delibera per la riconversione delle discariche di rifiuti esaurite in superfici su cui installare i pannelli fotovoltaici. Serviranno in tutto 120 ettari di terreno, pari a un terzo dello stabilimento di Mirafiori. Nei prossimi giorni partira' un tavolo di lavoro congiunto per l'individuazione dei siti e la messa a punto del progetto. La fase progettuale durera' un anno, poi partiranno i lavori. Gli impianti eolici saranno installati sui crinali montuosi a cavallo fra Piemonte e Liguria, i soli in grado di garantire venti costanti. Il solare invece sara' maggiormente distribuito sul territorio. L'obiettivo del protocollo e' arrivare a ''realizzare impianti per una potenza installata'' di 150 Mw sull'eolico e 120 Mw sul fotovoltaico. ''Questa intesa - ha sottolineato Conti - e' parte della nostra strategia di sviluppo delle fonti rinnovabili, per le quali Enel investira' sette miliardi di euro fra Europa e Nord America. Il nostro obiettivo e' arrivare in anticipo agli appuntamenti del protocollo di Kyoto. L'intesa con il Piemonte, fornendo un quadro normativo certo, ci libera da molte pastoie burocratiche e ci permette di accelerare''. ''Ci organizzeremo per garantire i tempi'', ha assicurato Bresso, che ha ricordato anche il recente accordo con Terna per il miglioramento della rete distributiva dell'energia elettrica piemontese, con i conseguenti risparmi energetici. (ANSA).
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25 luglio 2008

Il Comitato A. Caponnetto: Moscherini continua ad ignorare il problema delle infiltrazioni camorristiche e mafiose a Civitavecchia.


I numerosi appelli rivolti al Sindaco di Civitavecchia Moscherini da parte della nostra Associazione per l’istituzione di un Tavolo permanente sulla sicurezza e la legalità, in collaborazione con le forze dell'ordine e le forze sociali, avente come scopo, in particolare, l'esame approfondito di tutte le richieste d'investimenti di capitali sul territorio al fine di individuarne origine e tracciabilità, sono puntualmente caduti nel vuoto e nel silenzio.

In un tale contesto non possiamo che esprimere soddisfazioni circa la decisione dell'On. Tidei, di presentare un'interrogazione parlamentare mirata a fare chiarezza sull'assegnazione degli appalti e subappalti della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord e ad accertare le infiltrazioni mafiose e malavitose nelle società impegnate nella costruzione della centrale.

In un recente convegno promosso dalla nostra Associazione a Viterbo, il sostituto procuratore nazionale della Procura antimafia, Dr De Ficchy, ha dichiarato che attualmente a Civitavecchia sono in gioco miliardi di euro che rendono la nostra città appetibile, e vulnerabile, alla criminalità organizzata che di solito partecipa agli appalti mettendo in campo aziende e persone insospettabili in una presenza discreta e silenziosa.

Il territorio non sarà, come non lo è, militarizzato; non vedremo morti ammazzati, ma accordi fatti a tavolino per spartire appalti e forniture.

E' necessario saper vigilare imparando a non vedere la mafia solo come emergenza conclamata di ordine pubblico; la vera mafia si muove in silenzio all’interno di giochi economici legali portandosi a casa, secondo gli ultimi dati il 2% del PIL nazionale.

La mafia, per incrementare il suo già miliardario fatturato, ha bisogno di complici non solo per ripulire il denaro proveniente da operazioni illecite, ma anche, e soprattutto, per ottenere permessi, appalti e gestioni; ed è in questo contesto che il ruolo della politica diventa fondamentale: se non c'è trasparenza nelle amministrazioni pubbliche si lascia uno spiraglio aperto alla mafia.

In quasi nessun programma elettorale si parla di giustizia e legalità, intesa come lotta concreta alla criminalità organizzata; ma è necessario essere consapevoli che senza giustizia non c'è democrazia, che senza politica non c'è Stato e che una tale condizione fa si, per dirla con Sciascia, “che il sistema mafia si sviluppi dentro lo Stato”.

Il tavolo della legalità serve, anche, a scongiurare tale rischio.

asscaponettocv@gmail.com

www.comitato-antimafia-lt.org

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Ci chiediamo: sulla richiesta -sacrosanta- di "esame approfondito di tutte le richieste d'investimenti di capitali sul territorio al fine di individuarne origine e tracciabilità", il nostro Primo Cittadino avrà mica qualcosa da nascondere?

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La Destra e la Quarta circoscrizione contro l'ipotesi di cementificazione della Frasca

A dimostrazione della trasversalità del partito affarista.

"No ad un approdo in un territorio già massacrato"
La Destra boccia il porticciolo alla Frasca e si chiede se i cittadini siano davvero favorevoli al progetto
(da centumcellae.it)

CIVITAVECCHIA – Arrivano le prese di posizione contro il porticciolo alla Frasca dopo l’annuncio dell’accordo firmato tra Autorità portuale e Compagnia Civitavecchia per la realizzazione dell’approdo. Ad esprimere il suo netto dissenso è La Destra di Civitavecchia, secondo cui il porticciolo, se realizzato, porterà "una buona serie di conseguenze nefaste sul nostro territorio, già peraltro “massacrato” a causa della presenza della centrale Enel. E non solo.
Siamo contrari – affermano da La Destra - e pronti a scendere in piazza a manifestare al fianco dei tantissimi civitavecchiesi che voglio continuare a usufruire dell’ormai unico tratto di costa fruibile dai cittadini. Siamo pronti quindi a protestare contro l’ennesima cementificazione della città, voluta da questa giunta e dal sindaco Moscherini, e contro la decisione di trasformare la Frasca in un porto turistico (e chissà in cos’altro) anziché consacrarla come unica (e ultima) area boschiva a tutela integrale. Questo non è altro che l’ennesimo progetto calato dall’alto sulle teste dei cittadini, voluto e “sostenuto” sicuramente non per il bene della collettività ma per gli interessi e i privilegi di pochi.
A questo punto – proseguono - ci chiediamo, e chiediamo a tutta la cittadinanza: Civitavecchia, che ospita già sulle sue coste (devastate) un porto di caratura internazionale e un porto turistico tra i più importanti in Italia e in Europa, ha bisogno di un altro porto turistico? I civitavecchiesi lo vogliono un’altro porto turistico, per giunta alla Frasca? E’ di questo che ha bisogno la nostra città per risollevarsi o le priorità sono altre? E’ per questo che il sig. Moscherini è stato votato (da migliaia di civitavecchiesi) ed eletto sindaco di Civitavecchia?."


Frasca, scontro a sinistra tra Ciani e la “Quarta”
venerdì 25 luglio 2008 11:53
(da trcgiornale.it)

È ormai scontro tra le due istituzioni di centro-sinistra del territorio. Dopo la comunicazione che l'Autorità Portuale ha sottoscritto il protocollo d'intesa con la Compagnia Porto per la realizzazione di un porticciolo alla Frasca, la quarta circoscrizione parla apertamente di "prepotenza dei porti forti" e, pur rispettando "l'autonomia dell'Autorità Portuale", rivendica la propria "partecipazione ai processi decisionali".
In questa ottica il quarto organo decentrato torna a chiedere "un incontro urgente al presidente dell'Authority Fabio Ciani, in modo che nessun soggetto venga escluso provocando in questo modo un inasprimento dei rapporti e l'allontanamento di ogni possibilità di comunicazione". La quarta circoscrizione torna a precisare che "nessun decreto prevede l'ubicazione del porticciolo alla Frasca" e che "un approdo per settecento posti non può essere certo considerato un'opera di compensazione ambientale".

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24 luglio 2008

"The story of stuff". Diffondete!

La storia dei prodotti che consumiamo ogni giorno, e le implicazioni di un ciclo che è autodistruttivo. Un documento chiaro, semplice, da diffondere e far conoscere.



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Frasca: i piromani agiscono verso interessi precisi.

Immagine maremmaoggi.it

"Chi ama e intende difendere la pineta della Frasca e il tratto di litorale antistante, da tempo condivide la paura che qualcuno pensi di "ripulire" con il fuoco l'ultimo lembo di costa del nostro territorio scampato miracolosamente alle speculazioni per consegnarlo all'ambito della presunta civiltà riempiendo le tasche di qualche benefattore.

Gli incendi delle ultime settimane, sulla cui natura dolosa non sembrano sussistere dubbi

(come nella quasi totalità dei casi, del resto) e, in particolare, quello di ieri, dimostrano la fondatezza di tali timori e la massima urgenza di un intervento straordinario di tutela che "spenga" qualsiasi volontà di conquista su quello che per Civitavecchia rappresenta un rarissimo esempio di ricchezza collettiva.

Pur ricordando che l'area, relativamente all'entroterra e alla fascia costiera, è già vincolata ai sensi dell'art. 1-ter della L. 431/85, è doveroso che sia puntualmente aggiornato con l'indicazione dei suoli recentemente percorsi dal fuoco il catasto degli incendi, al fine di apporre i vincoli di inedificabilità e il divieto di cambio di destinazione previsti dalla normativa nazionale e regionale in materia di incendi boschivi.

È, altresì, necessaria ed urgente l'istituzione del Monumento Naturale ai sensi della Legge Regionale 29/1997 proposta, a seguito della richiesta delle associazioni WWF, Forum Ambientalista, Italia Nostra e TNT, dall'Assessore Regionale all'Ambiente Filiberto Zaratti, iniziativa che ha già visto una prima riunione in Regione il 2 luglio scorso tristemente disertata dalla nostra amministrazione.

L'istituzione dell'area protetta sottrarrebbe definitivamente alle mire espansionistiche del "mecenate" di turno la Frasca e il relativo litorale.

Per chiarire definitivamente il concetto ai piromani è bene precisare che naturalmente il Monumento Naturale sarà istituito anche se la pineta fosse totalmente cancellata dal fuoco. Al di là dell'indubbio valore naturalistico della linea di costa e delle importanti preesistenze archeologiche, si procederebbe naturalmente ad un rimboschimento.

L'istituzione del Monumento Naturale non comporterebbe alcun problema in relazione alle strutture esistenti, compreso il campeggio, e alle opere di compensazione ambientale ed accesso alla balneazione che l'Autorità Portuale deve realizzare dal 1997.

Per quanto riguarda il porticciolo da 800 posti barca, dei quali, a quanto si è appreso dalle farneticazioni del sindaco, 160 pubblici, per fare felice una parte dei diportisti locali, e 640 da collocare sul mercato, per fare felice qualcun altro, si tratta evidentemente di un'arrogante allucinazione collettiva di Moscherini, della Compagnia Porto spa e del Presidente dell'Autorità Portuale, Fabio Ciani, mai, al contrario delle menzogne diffuse in questi giorni, prevista o autorizzata alla Frasca e destinata a svanire a contatto con le necessarie autorizzazioni."

Alessandro Manuedda

Fonte: maremmaoggi.it

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Guangxi: morti e dispersi nelle miniere sincesi.

SHANGHAI (Reuters) - Le autorità della regione del Guangxi, nella Cina meridionale, hanno ordinato la chiusura provvisoria di tutte le miniere di carbone per consentire controlli di sicurezza dopo che lunedì un'inondazione ha ucciso sette minatori. Ne ha dato notizia l'agenzia di stampa Xinhua.
Dagli ultimi aggiornamenti di questa notte risulta che siano 29 i minatori ancora intrappolati sottoterra a causa dell'inondazione.
Il settore estrattivo cinese è l'industria che miete più vittime sul lavoro al mondo, con i datori di lavoro che spingono la produzione oltre i limiti di sicurezza per affrontare la consistente domanda e i crescenti profitti del boom economico
Fonte

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Firma la petizione per non lasciar distruggere anche "la Frasca" dalla nuova speculazione cementizia

Quello che segue è il testo della "Petizione a sostegno della richiesta di Istituzione del Monumento Naturale alla Frasca presentata dalle associazioni per la tutela dell’ambiente
“WWF Lazio”, “Italia Nostra Onlus”, “Forum Ambientalista” e “TNT”.
INVITIAMO TUTTI A SCARICARE IL FILE (clicca qui), STAMPARLO in fronte/retro, E FARLO FIRMARE. Per contattarci usate il form in basso a destra,

"I sottoscritti cittadini di Civitavecchia
PREMESSO
che l’area occupata dalla pineta denominata “La Frasca” e dal sistema marino antistante,unico tratto di mare fruibile e ultimo polmone verde della città, è area di intrinseco valore naturalistico ed archeologico; un patrimonio la cui preservazione si impone come di fondamentale importanza;

che in tale sito, inoltre, sono state riscontrare notevoli ed importanti testimonianze archeologiche relative all’epoca preistorica e protostorica e soprattutto all’età romana, tanto da essere qualificato nel citato PTP, ambito territoriale n.2, come “zona archeologica a tutela orientata”.

che nonostante i danni al patrimonio selviculturale, la flora e la fauna della Frasca sono estremamente vari;

che la pressione industriale degli impianti termoelettrici di Torre Valdaliga e l’ipotizzato sviluppo del Porto in direzione nord, con la realizzazione di un “Terminal Cina” o di infrastrutture simili altrimenti denominate e di un porto turistico da almeno 700 posti barca, comporterebbe la pressoché totale e definitiva cancellazione dei fondali protetti dalla Comunità Europea e della pineta;

che l’attaccamento della popolazione per questo sito è stato recentemente dimostrato dai numerosi voti ottenuti nell’ambito del 4’ censimento “I luoghi del cuore” promosso dal Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), che chiamava i cittadini italiani a votare i siti meritevoli di tutela e di particolare valore affettivo per la popolazione, nell’ambito del quale La Frasca è risultata il 3° sito del Lazio e 37° in tutta Italia sui 6000 luoghi segnalati dagli italiani;

che al fine di tutelare l’area in questione da tale opera di distruzione è necessaria l’apposizione di un vincolo di protezione;
esprimono
pieno sostegno alla “Richiesta di istituzione di Monumento Naturale nell’area costiera de “La Frasca” presentata alla Regione Lazio dalle Associazioni per la tutela dell’ambiente “WWF Lazio”, “ItaliaNostra Onlus”, “Forum Ambientalista” e “TNT”.

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Terzo incidente nucleare in Francia, in poche settimane.


(E ci parlano di sicurezza degli impianti nucleari).
Da Repubblica.it
Cento operai della centrale nucleare francese del Tricastin, dove alcuni giorni fa c'era stata una fuga di materiale radioattivo, sono stati contaminati "leggermente" oggi da elementi fuorusciti da una tubatura nella reattore numero 4, fermo per manutenzione. Quello odierno è il terzo incidente verificatosi in un impianto nucleare francese nelle ultime due settimane. Una sequenza che ha scatenato polemiche intorno alla sicurezza degli impianti, anche in Italia dove il governo Berlusconi ha appena riproposto il nucleare come strada da percorrere.


Il direttore della centrale, Alain Peckre, ha parlato di incidente "non grave", da classificare al livello 0 di una scala che arriva a 7. E ha precisato che intorno alle 9.30 di questa mattina "un condotto è stato aperto nell'ambito delle operazioni di manutenzione e c'è stata una fuga di polvere radioattiva". La prefettura e l'Autorità per la sicurezza nucleare (Asn) sono state subito avvertite.

Lo stesso Peckre ha quindi riferito che 97 dipendenti di EDF e di imprese appaltanti sono stati portati in infermeria per esami medici. Altrettanto è stato fatto con altri 32 operai che erano entrati poco prima nell'impianto e vi si erano avvicinati. La portavoce della centrale ha riferito che su queste 129 persone "100 sono state leggermente contaminate da elementi radioattivi quaranta volte inferiori al limite regolamentare annuale". La maggior parte, stando alle prime indiscrezioni, sarebbe stata contaminata da cobalto 58, un "metallo bianco" che entra nella composizione di leghe speciali, pneumatici e coloranti ma che, attivato a lviello radio, è presente nei reattori e da solo possiede il 39 per cento di tutta l'attività irradiante. Tutti i dipendenti contaminati sono stati comunque rimandati a casa dopo gli accertamenti.

In attesa che vengano accertate le cause dell'incidente, la direzione dell'impianto e le autorità assicurano che "non avrà conseguenze né sulla salute delle persone né sull'ambiente".

Nella notte tra il 7 e l'8 luglio nella centrale di Tricastin, situata a 200 chilometri dal territorio italiano, c'era stata una perdita e acqua contenente uranio si era riversata nei fiumi della zona. Pochi giorni dopo fuoriuscite di acque contaminate da elementi radioattivi, "senza impatto sull'ambiente", erano state registrate in un impianto della Areva a Romans-sur-Isere, nel dipartimento della Drome, sempre nel sud-est della Francia

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18/08/2008. "USA 2020: raggiungere il 100% dell'energia da fonti rinnovabili". Il video del discorso di Al Gore.




Gore parla di un piano ambizioso, eppure possibile. Già solo per questo, il Premio Nobel Al Gore merita un rigraziamento: per aver mostrato come alcune delle vie per un vero miglioramento della nostra condizione siano aperte e percorribili, concretamente, da subito (vedi anche qui e qui)
Su ASPOItalia commentano così:

[...]
"non è impossibile ed è la sola speranza che abbiamo di liberarci da una situazione che ci sta distruggendo piano piano. E' incredibile la distanza che c'è fra la visione di Al Gore e quella di tutti i politici di basso livello che non trovano altra via che rifugiarsi nel passato, trivellare di più o ritornare al nucleare.

Fatto oggi, il discorso di Al Gore ha la possibilità di influenzare tutta la campagna elettorale."

Sottoscriviamo in pieno queste considerazioni.
E riportiamo alcuni nodi del discorso di Gore, già citati da ASPO, selezionati da Tyler Hamilton.

"On economic, environmental and national security concerns

"When we look at all three of these seemingly intractable challenges at the same time, we can see the common thread running through them, deeply ironic in its simplicity: our dangerous over-reliance on carbon-based fuels is at the core of all three of these challenges... We’re borrowing money from China to buy oil from the Persian Gulf to burn it in ways that destroy the planet. Every bit of that’s got to change... if we grab hold of that common thread and pull it hard, all of these complex problems begin to unravel and we will find that we're holding the answer to all of them right in our hand. The answer is to end our reliance on carbon-based fuels."
On cost trends for fossil fuels, renewables

Those those who say the costs (of renewables) are still too high: I ask them to consider whether the costs of oil and coal will ever stop increasing if we keep relying on quickly depleting energy sources to feed a rapidly growing demand all around the world. When demand for oil and coal increases, their price goes up. When demand for solar cells increases, the price often comes down. When we send money to foreign countries to buy nearly 70 percent of the oil we use every day, they build new skyscrapers and we lose jobs. When we spend that money building solar arrays and windmills, we build competitive industries and gain jobs here at home."

On importance of grid modernization

"To be sure, reaching the goal of 100 percent renewable and truly clean electricity within 10 years will require us to overcome many obstacles. At present, for example, we do not have a unified national grid that is sufficiently advanced to link the areas where the sun shines and the wind blows to the cities in the East and the West that need the electricity. Our national electric grid is critical infrastructure, as vital to the health and security of our economy as our highways and telecommunication networks. Today, our grids are antiquated, fragile, and vulnerable to cascading failure. Power outages and defects in the current grid system cost US businesses more than $120 billion dollars a year. It has to be upgraded anyway."

On the link between a smart grid and electric cars

"We could further increase the value and efficiency of a Unified National Grid by helping our struggling auto giants switch to the manufacture of plug-in electric cars. An electric vehicle fleet would sharply reduce the cost of driving a car, reduce pollution, and increase the flexibility of our electricity grid."

On the need for a price on carbon

"We could and should speed up this transition by insisting that the price of carbon-based energy include the costs of the environmental damage it causes. I have long supported a sharp reduction in payroll taxes with the difference made up in CO2 taxes. We should tax what we burn, not what we earn. This is the single most important policy change we can make."

On how the U.S. political system is f^%$#$ up

"It is only a truly dysfunctional system that would buy into the perverse logic that the short-term answer to high gasoline prices is drilling for more oil ten years from now. Am I the only one who finds it strange that our government so often adopts a so-called solution that has absolutely nothing to do with the problem it is supposed to address? When people rightly complain about higher gasoline prices, we propose to give more money to the oil companies and pretend that they’re going to bring gasoline prices down. It will do nothing of the sort, and everyone knows it. If we keep going back to the same policies that have never ever worked in the past and have served only to produce the highest gasoline prices in history alongside the greatest oil company profits in history, nobody should be surprised if we get the same result over and over again."

On the thirst for change

"I’ve begun to hear different voices in this country from people who are not only tired of baby steps and special interest politics, but are hungry for a new, different and bold approach."

Finally, on the virtue of being a leader

"It is a great error to say that the United States must wait for others to join us in this matter. In fact, we must move first, because that is the key to getting others to follow; and because moving first is in our own national interest."

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Giappone, scandalo carne di balena: rilasciati gli attivisti di Greenpeace




Dal sito di Greenpeace.it
"Tokyo, Giappone — Junichi Sato e Toru Suzuki sono stati rilasciati su cauzione. I due attivisti di Greenpeace erano stati arrestati il 10 giugno. Per aver intercettato una scatola di carne di balena di contrabbando. Ora che gli attivisti sono liberi, una domanda resta senza risposta: quando verranno arrestati i veri colpevoli?

Agli inizi di quest'anno, lavorando sulle informazioni fornite da un operaio della Kyodo Senpaku - la compagnia che controlla le operazioni della flotta baleniera giapponese - Greenpeace aveva seguito lo scarico di carne di balena contrabbandata dalla nave Nisshin Maru alle abitazioni dei membri dell'equipaggio. Uno dei quattro scatoloni destinati allo stesso indirizzo privato era stato intercettato da Greenpeace per ispezionarne il contenuto.

Questo scatolone, contenente carne di balena di prima scelta per un valore di oltre 3 mila dollari - ma contrassegnato come se racchiudesse "cartone" - era stato mostrato in una conferenza stampa il 15 maggio, prima di venir consegnato al Procuratore Distrettuale di Tokyo che ha improvvisamente fermato la sua indagine il 10 giugno, il giorno dell'arresto dei due attivisti.

Junichi e Toru sono stati trattenuti per 26 giorni. La loro storia ha suscitato diverse azioni di denuncia. Più di 30 Ong hanno firmato una petizione in proposito. Lo scorso lunedì, Amnesty International ha inviato una lettera dai toni decisi al Primo Ministro giapponese chiedendo il rilascio di Junichi e Toru.

Quasi 250.000 persone hanno mandato un messaggio al Governo giapponese per il rilascio dei due attivisti e per la riapertura dell'indagine sullo scandalo del contrabbando di carne di balena. Richiesta supportata da proteste di Greenpeace in tutto il mondo di fronte alle ambasciate e ai consolati giapponesi. Anche in Italia."

Per saperne di più clicca qui

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22 luglio 2008

"Quali fabbriche?"

Con una interrogazione al sindaco il consigliere Verde Alessandro Manuedda chiede notizie più precise sulle due fabbriche che, secondo una recente esternazione del primo cittadino, dovrebbero sorgere fra il porto e la zona industriale. Manuedda sottolinea come il Consiglio comunale sia all'oscuro dei progetti

e si augura che anche queste opere siano frutto della fantasia di Moscherini. La caduta del governo Prodi e il probabile ritorno dell'attuale sindaco all'Autorità portuale hanno accelerato i tempi delle sue devastazioni, attraverso un modo di fare da "tarantolato". Un comportamento grave, secondo Manuedda, perché può produrre danni irreparabili alla comunità. Una concezione del potere che, magari, di fronte ad una buona convenzione e qualche milione di euro nelle casse del Comune, potrebbe aprire le porte della città perfino ad una fabbrica di mine antiuomo. Per questo, secondo il consigliere dei Verdi, bisogna stare in guardia anche se certe uscite del sindaco sembrano fatte per divertire.
Da www.trcgiornale.it/news

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Non altre colate di cemento, ma un argine a Moscherini


Non c'è tregua, non c'è respiro. Il sindaco di Civitavecchia Gianni Moscherini mostra di continuo il suo disprezzo per la democrazia. Segue un comunicato del presidente della IV Circoscrizione di Civitavecchia.

"Ancora una volta, l'ennesima, apprendiamo dalla stampa che il Sindaco Moscherini in accordo con l'Autorità portuale, promuove incontri, fà accordi e conclude "affari" di competenza anche della IV circoscrizione bypassando l'organo decentrato, come se fosse il padrone assoluto di questo territorio.

Inizia così la nota del Presidente e dei consiglieri della IV^ Circoscrizione in risposta alle novità annunciate ieri dal primo cittadino in merito all’approdo alla Frasca.
Siamo indignati – affermano - ma soprattutto sconcertati che vengano fatte passare le legittime richieste di alcuni diportisti di costruire un porticciolo, ma che in realtà maschera l'unica vera esigenza di realizzare la vasca di colmata della quale i cittadini ed i frequentatori della Frasca proprio non ne sentono il bisogno, ma soprattutto che si tenti di far passare ciò come parte delle opere di compensazione! Egregio sindaco ci chiediamo se Lei è lo stesso sindaco che in campagna elettorale ha messo in risalto la necessità di collaborazione con le circoscrizioni, ma soprattutto vorremmo sapere se Lei è la stessa persona che appena un mese fa, quando la sua stessa maggioranza rappresentava una "spada di Damocle" sulla sua testa, ha chiamato a rapporto le quattro circoscrizioni chiedendo e promettendo alle stesse maggiore partecipazione e collaborazione, ma oggi, dopo un rimpastino di giunta che evidentemente la rende più sicuro, gli organi decentrati non le servono più.
Lo sfogo di Stefano Ballotari e dei consiglieri va avanti. Egregio Sindaco, così non si può proprio più andare avanti, ci chiediamo dove era la IV circoscrizione durante gli incontri "carbonari" che lei ha continuato e continua a promuovere guardandosi bene dall'invitarci.
Esprimiamo il nostro rammarico anche al Presidente Ciani con il quale si era iniziato un iter di incontri poi sfumati nel nulla e al quale chiediamo fortemente di non contribuire al massacro della costa e ad un confronto con l'unica istituzione di centro sinistra presente oggi sul territorio. Ribadiamo la nostra indignazione sui metodi assolutistici adottati dal Sindaco che ci appare più vicino agli interessi di un porto ancora radicato nel suo cuore più dell'interesse verso una città martoriata e violentata da uno scempio ambientale sempre più incombente sul nostro territorio. Il presidente e i consiglieri della IV circoscrizione, all'unanimità, dicono basta a tanta prepotenza e chiedono al sindaco e al Presidente dell'Autorità portuale un'incontro immediato con noi e con i cittadini tutti dichiarando in quella sede che i giochi ormai sono fatti e sono stati fatti passare sopra le nostre teste con trattative sconosciute ai più, ma che oggi apprendiamo essere esecutive: di questo passo Civitavecchia nel termine di sei mesi sarà distrutta!
Da www.centumcellae.it

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Un presidente operaio per Torre Valdaliga Nord


E così, pare che nei prossimi giorni il Bassissimo abbia deciso di effettuare una discesa a Civitavecchia, in visita a Torre Valdaliga Nord. A sorpresa, per restare al riparo dalle contestazioni.
Visto che ormai siamo una delle città-pozzo nero d'Italia, Berlusconi sentirà certamente l'aria di casa, qui.
Fonte

PS.
Chissà che accoglienza preparerà il "Rappresentante degli operai" Benedetti, auto-appellantesi strenuo difensore del comunismo vero.

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Biomasse

Rubate con rispetto
IL BLOG DI STEFANO MONTANARI - martedì 22 luglio 2008

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Francia, nuova fuga radioattiva, stavolta dalla centrale nucleare di Romans-sur-Isere

"PARIGI - Mentre infuria la polemica intorno alla centrale nucleare di Tricastin, teatro 10 giorni fa di un riversamento accidentale di acque contenenti uranio nei fiumi vicini, un nuovo episodio è stato reso noto oggi dall'Autorità francese per la sicurezza nucleare (Asn). Fuoriuscite di acque contaminate da elementi radioattivi, "senza impatto sull'ambiente", sono state registrate in un impianto della Areva a Romans-sur-Isere, nel dipartimento della Drome, anche questo nel sud-est della Francia.

A causa della rottura di una condotta nello stabilimento Fbfc, dove si produce combustibile nucleare destinato alle centrali elettriche e ai reattori utilizzati per fini di ricerca, un'imprecisata quantità di uranio è fuoriuscita all'esterno. L'Asn ha comunque precisato che si tratta di "poche centinaia di grammi" di sostanza fissile, e che "in base ai primi rilievi" non sussistono rischi di contaminazione delle acque giacché nella zona "il terreno è fortemente impermeabile", e "le falde freatiche sono situate troppo in profondità"; una squadra di esperti e di tecnici è stata comunque inviata sul posto per gli accertamenti del caso.

Si tratta della seconda fuga di liquidi registrata in due settimane dopo quella nella centrale di Tricastin (Vaucluse), che ha spinto il governo a richiedere la verifica delle falde freatiche situate vicino a tutte le centrali nucleari francesi. Dopo l'incidente infatti agli abitanti della zona è stato ordinato di non bere acqua corrente e di non mangiare pesce di provenienza locale; sono stati inoltre vietati l'irrigazione dei campi, i bagni nei corsi potenzialmente inquinati e gli sport acquatici in generale.

Da qui l'inchiesta ordinata dal ministro dell'Ambiente Jean-Louis Borloo su 58 impianti nucleari per fugare ogni timore sulle condizioni di sicurezza. "Non voglio che la gente sia sfiorata dal dubbio che venga nascosta o sottaciuta la benché minima situazione", ha affermato il ministro in un'intervista rilasciata al quotidiano francese Le Parisien.

Intanto l'Asn ha annunciato di aver trasmesso nei giorni scorsi un fascicolo alla procura di Carpentras, in seguito all'ispezione che ha rilevato "gravi irregolarità" nella tenuta degli impianti di Tricastin. "Sebbene non si tratti propriamente di un incidente nucleare, bensì di un malfunzionamento a livello della gestione della centrale, quando si lavora in ambito nucleare nessuna negligenza può essere tollerata. La trasparenza, inoltre, deve essere esemplare", ha osservato il ministro.

Nella notte tra il 7 e l'8 luglio, durante alcune operazioni di pulizia di una vasca di custodia, una soluzione contenente uranio si è riversata in due fiumi adiacenti al sito nucleare di Tricastin, gestita da due società filiali del gruppo Areva. Dopo un'inchiesta interna, Areva ha ammesso che all'origine dell'incidente c'è stata "mancanza di coordinamento" tra chi gestiva i lavori di sistemazione in corso nell'impianto e i responsabili delle attività di sfruttamento."

(18 luglio 2008)
Fonte: Repubblica.it

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It's Italy, baby


Da QualEnergia.it
"Rinnovabili in Italia nel 2007: cala la quota sulla produzione totale, ma eolico e solare confermano la loro ascesa. Un confronto anche con gli altri peasi dell'Unione Europea."

Come stanno le rinnovabili Italiane? E come reggono il confronto con quelle degli altri paesi europei? Un buon strumento per rispondere a queste domande sono le statistiche del GSE sulle fonti rinnovabili per il 2007, rese pubbliche mercoledì, che alleghiamo qui sotto.
Dei 339,9 TWh richiesti l’anno scorso si scopre che 49,4 sono venuti dalle rinnovabili mentre il resto da fonti tradizionali e da importazioni. Interessante notare come per la domanda di 339,9 TWh solo 319 siano andati ai consumi, le perdite di rete costano, infatti, ben 21 TWh. La potenza totale installata di impianti a fonti rinnovabili è, al 2007, pari a 22.307 MW.

Dalle rinnovabili - si legge nel rapporto - è venuto il 15,7% della produzione elettrica totale del nostro paese nel 2007, un dato tendente in calo rispetto agli anni scorsi, soprattutto per la forte diminuzione dell'idroelettrico: con 32,8 TWh di produzione lorda nel 2007, questa fonte ha registrato un calo dell’11% rispetto al 2006. Seguono, staccati di molto, biomasse e rifiuti [perché i rifiuti combusti sarebbero energie rinnovabili??! NDR] ( 6,9 TWh), geotermia ( 5,5 TWh) ed eolico (4 TWh).
Per il solare la cifra riportata parla solo di 39 GWh di produzione lorda. Eolico e solare, va comunque sottolineato, sono le due fonti che più crescono in termini di potenza installata dal 2006 al 2007: sono aumentati rispettivamente del 42,2% e del 92,8%.

Nel rapporto anche qualche dato disaggregato per regione. La regione con più potenza e produzione solare, si scopre che è il Trentino-Alto Adige, mentre il primato nell’eolico spetta alla Campania per potenza installata, ma alla Puglia per produzione, e la Lombardia è invece prima nell’idroelettrico.

A livello europeo altri dati su cui riflettere: la produzione complessiva nei 15 paesi da fonti rinnovabili è pari 488,4 TWh. In Germania, paese leader, si producono 99 TWh. Per il solare il vantaggio dei tedeschi è impressionante: dei 4,46 TWh prodotti in Europa, ben 4,3 sono prodotti in terra teutonica, il 92,63%. Anche per la produzione eolica la Germania, è in testa con 39 TWh, la Spagna segue con 29 TWh, staccati di molto gli altri. Per quanto riguarda il rapporto tra produzione totale di elettricità e fonti rinnovabili a guidare la classifica c’è invece l’Austria dove ben il 61,9% dell’energia prodotta viene dalle rinnovabili (da noi come detto è il 15,7%, stessa percentuale della Germania), seguono Svezia e Portogallo, ripettivamente 51,3% e 37,6.

21 luglio 2008

Clicca qui per il PDF del rapporto GSE

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"Tra 10 anni energia Usa 100% rinnovabile”


La sfida di Al Gore: "Tra 10 anni energia Usa 100% rinnovabile”
18 luglio 2008 – “L’America ha solo dieci anni di tempo per salvare la Terra”. È l’appello lanciato oggi dall’ex vice presidente Usa Al Gore, prima premio Oscar per il documentario sull’effetto serra “Una verità scomoda”, poi Nobel per la Pace insieme all’Ipcc dell’Onu per il contributo alla lotta ai cambiamenti climatici.


Ieri Gore è tornato alla ribalta dei media con una sfida lanciata (guarda il video) al futuro inquilino della Casa Bianca: porre le basi per arrivare a produrre il il 100 per cento dell’energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2018.

Come fare? Mandando in soffitta i “carburanti di origine fossile” e puntando su sole, vento e geotermia. Citando studi recenti, Gore ha affermato che queste fonti energetiche hanno il potenziale per coprire il fabbisogno energetico del Paese, favorite non solo dalla riduzione del loro costo, ma anche e soprattutto dal parallelo aumento del prezzo del petrolio.

Un obiettivo difficile, ammette: “So che mi contesteranno e mi tacceranno di ingenuità – ha sottolineato – ma lo faranno solo per difendere lo status quo, senza curarsi del prezzo che dovremo pagare in futuro”.

Il profeta Gore rievoca la sfida di John F. Kennedy, che nel 1961 promise di portare l’uomo sulla Luna. Questa volta la sfida non si trova nello spazio, ma sulla Terra. Per ribadirlo Gore cita Neil Armstrong: “Dopo la conquista della Luna, la nostra nazione deve fare un altro passo, un passo gigantesco nei confronti dell'ambiente”.
Fonte: ZeroEmission.Tv

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"Nell'anno 2007 l'economia tedesca e' cresciuta del 2,5% mentre i consumi di energia da combustibili fossili in Germania sono diminuiti del 5,6%"


Da Ansa.it

(ANSA) - ROMA - Germania sempre piu' lanciata nel settore delle rinnovabili. Di recente e' stato inaugurato il piu' grande ''campo solare'' del mondo: e' il Waldpolenz Solar Park, realizzato su un vecchio aeroporto di Leipzig, nella Germania dell'Est, che si estende per 110 ettari. La centrale che sta per produrre 24 megawatt di elettricita', entro il 2009 arrivera' a 40 megawatt, alimentando almeno 10.000 case e consentendo di risparmiare ogni anno almeno 25.000 tonnellate di carbonio. E il fenomeno non si limita a Waldpolenz. Anche Leipzig ospita 3 dei 50 campi solari piu' grandi del mondo. E l'economia della zona - solo fino a pochi anni fa depressa - sta decollando. Perche' i tedeschi non si limitano a istallare pannelli fotovoltaci, ma sviluppano in proprio le tecnologie innovative, che poi esportano. Nell'anno 2007 l'economia tedesca e' cresciuta del 2,5% mentre i consumi di energia da combustibili fossili in Germania sono diminuiti del 5,6% a dimostrazione del fatto che sviluppo economico e sostenibilita' ambientale non sono necessariamente incompatibili. Il governo tedesco dichiara di voler tagliare del 40% le emissioni di carbonio entro il 2020. Un obiettivo che e' il doppio di quello che si e' data l'Unione Europea. L'innovazione tedesca, infatti, si e' sviluppata in due diversi settori: da un lato le tecnologie che consentono una maggiore efficienza energetica e, quindi, un minor consumo assoluto di energia. Dall'altro nuove tecnologie nel campo delle energie rinnovabili, in particolare dell'energia solare dove la Germania risulta essere leader mondiale e il maggiore esportatore di tecnologia del settore. (ANSA). Y72
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Lorenzo Cherubini alias Jovanotti: ignoranza o malafede?

Un comunicato dei NoCoke Brindisi, che fa giustamente luce su una vicenda che alimenta dubbi sull'onestà intellettuale di Jovanotti.
Il nostro ha infatti accettato di farsi "patrocinare" dall'Enel il suo corrente tour italiano. La Società, infatti, promette di piantare N alberi per compensare le emissioni di CO2 provocate dal consumo energetico dei concerti del cantante.
In cambio, grazie all'esposizione in associazione con l'"equo e solidale" Jovanotti, ricava una bella "ripulita" all'immagine. In qualche modo, in senso lato e ovviamente non punibile dalla legge, si tratta di una dinamica assimilabile a quella del riciclaggio di denaro sporco.
Non sarebbe stato ben più coerente, meno paradossale, usare elettricità da energie rinnovabili?

"No Coke Brindisi: ma Jovanotti lo sa?"

Tutto è pronto per accogliere Jovanotti nella tappa di Brindisi del suo tour musicale “Safari".

Da un comunicato di Enel si apprende:

“L'Enel sostiene il Safari Tour di Jovanotti con un progetto ambientale, in collaborazione con AzzeroCO2, che prevede la forestazione di alcune aree urbane per compensare le emissioni prodotte dai concerti e la distribuzione di lampade a basso consumo…"

Ecco qui il beffardo paradosso, l'Enel pianta alberi (e pretende anche di farsi una pubblicità positiva) per far assorbire le emissioni che essa stessa produce.

Infatti, è appena il caso di ricordare che la società elettrica detiene ancora la MAGLIA NERA come maggior produttore, con la centrale di Brindisi Sud-Cerano, di CO2.

Di questo ne è a conoscenza Jovanotti?

“Il Safari Tour 2008 – continua il comunicato - è quindi un impegno concreto e tangibile di Enel e Jovanotti alla lotta al cambiamento climatico. Un nuovo modo di fare musica senza dimenticare l'importanza del rispetto per l'ambiente e l'amore per la natura."

Farebbe piacere a tutti che il famoso e bravo cantante dal palco di Brindisi - distante pochissime centinaia di metri da dove l'Enel scarica 8 milioni di tonnellate di carbone l'anno – lanciasse un monito anche al suo sponsor (l'Enel) che dal momento che annuncia i suoi molteplici impegni a favore dell'ambiente ed anche ad utilizzare “prodotti a basso impatto ambientale" lo facesse realmente, ad esempio, cominciando da Brindisi.

Ma lo sa Jovanotti che a Brindisi l'Enel e' il maggior inquinatore ed è da anni causa di gravi conflitti sociali come, del resto, ovunque ha le sue centrali?

Non si discute la bravura di Jovanotti artista e musicista, ma dall'uomo aspettiamo un segnale dal palco di Brindisi che è, del suo sponsor Enel, emblema e vittima della “invadenza" e mancanza di rispetto verso i cittadini del colosso energetico.

Brindisi, 20 Luglio 2008

NO_COKE_BRINDISI

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19 luglio 2008

UE boccia la centrale a carbone nel Sulcis

Da greenreport.it
"Commissione Ue ferma progetto centrale a carbone del Sulcis
Motivazione: ritiene che gli incentivi previsti dallo Stato per la sua realizzazione possano essere lesivi della concorrenza"

LIVORNO. Nato per rispondere alla forte protesta dei minatori che non volevano la chiusura delle miniere di carbone del Sulcis (erano gli anni del primo governo Prodi) il progetto della centrale elettrica alimentata a carbone è ancora al palo. La Commissione europea ha infatti fermato il progetto della nuova centrale a carbone del Sulcis, perché ritiene che gli incentivi previsti dallo Stato per la sua realizzazione possano essere lesivi della concorrenza. Ma senza l’ausilio della finanza pubblica le imprese che dovrebbero partecipare alla gara per la costruzione e la gestione, non si fanno avanti. Quindi l’empasse è per il momento assicurata, dato che la Commissione europea che ha dato lo stop agli aiuti statali ha avviato a proposito un’indagine formale e invitato l’Italia a «sospendere immediatamente qualsiasi azione che conduca all’ulteriore avanzamento del progetto come previsto fino a d oggi».

Il progetto della centrale prevede un ciclo integrato tra l’estrazione del carbone e l’impianto per produrre energia alimentato dal combustibile fossile, un modo per valorizzare la miniera, dato che il recupero economico dei costi si avrebbe soprattutto con la produzione di energia elettrica. L’energia verrebbe poi venduta sul mercato a prezzi maggiorati (grazie agli incentivi statali), mentre le imprese sarde potrebbero ottenere sconti sulle tariffe. Ed è su questo che si sono concentrate le obiezioni della Commissione, perché potrebbe «dare un vantaggio competitivo non dovuto al nuovo impianto, che riceverebbe un aiuto operativo, e anche ai consumatori finali, che avrebbero la possibilità di comprare elettricità a prezzi artificialmente bassi».

Una bocciatura che già era stata data due anni fa sempre dalla Commissione europea e che torna oggi perché gli incentivi statali permangono nel progetto. Una vicenda che mette in evidenza il paradosso della politica energetica di questo paese, che continua a dare incentivi statali destinati alle fonti energetiche rinnovabili a progetti che di rinnovabile non hanno assolutamente niente. Difficile infatti considerare il carbone che è la fonte maggiormente responsabile delle emissioni di anidride carbonica una energia da incentivare, quando poi dovremo pagare in bolletta le multe per lo sforamento dei limiti alle emissioni che ci sono stati assegnati in base al protocollo di Kyoto. Ancora più paradossale il fatto che tutto questo avvenga in una regione come la Sardegna in cui si blocca lo sviluppo di energia eolica perché accusata di rovinare il paesaggio dell’isola.

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18 luglio 2008

Lucio Mario Saladini: "Io so".

"Io so", dice Lucio Mario Saladini, e cita Pasolini. Anche noi sappiamo. Sappiamo che anche il suo Partito Democratico non uscirebbe pulito, se "chi sa" parlasse. "Chi sa" è stretto tra la morsa dei partiti, gli affaristi senza scrupoli, e l'ignoranza (in)civile della gente. Ma se sai, parla. Trova il modo giusto di farlo, ma parla. Oppure scendi dal palco, ed evita proclami di questo tono.

Lettera inviata a Centumcellae.it
"Io so perché a Civitavecchia c'è ormai da anni una puzza nauseante ed ammorbante che cresce giorno dopo giorno.
Io so perché l'Enel continua a regalare soldi a piene mani a Civitavecchia.
I so chi sono coloro, i soli, che ci guadagnano nella realizzazione di inutili spettacoli realizzati con i soldi sporchi di fumo nero dell'Enel.
Io so i nomi dei responsabili del degrado morale, istituzionale e politico cittadino.
Io so i nomi di chi ha trasformato Civitavecchia in una "colonia dei sistemi mafiosi napoletani e calabresi".
Io so i nomi di chi muove i fili di quei mentecatti ed accattoni che giocano ad essere politici ed invece sono appena più di scimmiette ammaestrate.
Io so i nomi di coloro che hanno fornito i fondi per la scalata politica di opportunistici personaggi che sarebbe stato meglio non fossero mai giunti nella nostra città.
Io so cosa è alla base della "coalizione delle larghe intese" che ha comprato le ultime elezioni cittadine.
Io so come arrivano i soldi a Civitavecchia e di come vengono lavati e poi ritornano puliti alla fonte.
Io so perché in città gare ed appalti e lavori sono sempre e soltanto per le solite società.
Io so perché consiglieri dell'opposizione si vedono in giro a gozzovigliare assieme a consiglieri di maggioranza.
Io so perché il presidente del consiglio comunale banchetta amabilmente con proprietari di ditte edili.
Io so chi saranno i padroni delle holdings che Moscherini vorrebbe creare.
I so che i civitavecchiesi hanno venduto il loro territorio, il loro onore e la loro dignità per meno di trenta denari e per questo valgono meno di Giuda.
Io so i nomi di coloro che, tra un'orgia ed un festino a base di cocaina, progettano e danno le disposizioni che le marionette politiche cittadine sono obbligate a seguire.
Io so cosa c'è dietro le nomine di assessori e dirigenti e funzionari e consulenti.
Io so cosa c'è dietro l'Enel che elargisce milioni di euro per spettacoli che non servono a nessuno mentre la gente muore di fame ed è senza casa.
Io so cosa c'è dietro il fumo nero e pestilente delle centrali di TVN e TVS.
Io so cosa e chi c'è dietro la svendita del porto di Civitavecchia a Bellavista Caltagirone e Cozzi Parodi.
Io so cosa e chi c'è dietro la speculazione edilizia dell'ormai svanito sogno termale civitavecchiese.
Io so cosa e chi ha spinto Moscherini a diventare sindaco di Civitavecchia.
Io so che Moscherini non fa il sindaco per appena 2000 euro al mese.
Io so c'è dietro la concessione di case popolari senza averne diritto alcuno.
Io so tanto, so tutti questi nomi e so tutti questi fatti di cui si sono resi e si rendono colpevoli nauseanti personaggi.
Io so ed ho le prove ma non sono il solo a sapere e ad avere le prove.
Io so perché sono nato e vivo in questa città da sempre e non sono né cieco né sordo.
Io so perché è da tanti anni che cerco di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che c'è dietro a quello che appare, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace.
Io so perché ho coordinato tra loro fatti anche lontani ed ho messo insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico-criminale.
Tanti altri sanno ed hanno le prove ma il problema è proprio questo: perché tace e fa finta di niente chi ha l'onere, il dovere e la possibilità di agire contro tutto quello che sta accadendo nella nostra città da anni?
E allora....io so perché chi ha il dovere di agire invece fa finta di nulla!

Mi perdoni da dove si trova il poeta, lo scrittore, di cui utilizzo lo schema di un suo famoso articolo.

Lucio Mario Saladini
membro del Direttivo del Partito Democratico"

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17 luglio 2008

New York cancella il progetto di un impianto a carbone

Secondo le autorità, l'impianto a carbone risultava globalmente non conveniente.
Fonte: Buffalo News

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"Ogni genitore DEVE SAPERLO: la chiusura delle centrali a carbone comporta benefici per lo sviluppo cerebrale del bambino"


Lo sviluppo cognitivo dei bambini mostra un evidente beneficio dalla chiusura di impianti a carbone prossimi a quelli dove il feto si sviluppa.
Lo studio è stato condotto dal Columbia Center for Children's Environmental Health (CCCEH) - Columbia University's Mailman School of Public Health. Fonte originale: Science Daily
CHI RISARCIRA' LA NOSTRA COLLETTIVITA' PER QUESTO ENNESIMO SFREGIO?

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L'energia pulita garantisce posti di lavoro stabili, al contrario...

Secondo il Worldwatch Institute, puntare oggi sulle fonti rinnovabili di energia significa garantire la creazione di posti di lavoro sicuri e stabili, a differenza del comparto di produzione energetica "sporco", che assiste a un'emorragia inarrestabile di posti di lavoro, in un trend negativo consolidato da anni. Un esempio emblematico è rappresentato dal settore del carbone negli Stati Uniti. Fonte

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Sono tutti PIMBY, col culo degli ALTRI


PIMBY, Please In My Backyard. Non ditelo a Moscherini, per carità.

Incredibile ma vero.
Un evento che disvela il cinismo della "nuova" intellighenzia del partito affarista che racchiude quasi tutta la politica italiana.

Tanto s'è parlato e sparlato della cosiddetta sindrome Nimby ("Not In My Backyard", "non nel mio giardino"), che qualcuno ha pensato bene di creare un movimento d'opinione speculare e contrario: PIMBY, cioè "Please In My Backyard" (per favore, nel mio giardino).

Prima considerazione: se, come i politicanti affermano, i NIMBY coincidono sostanzialmente con i sostenitori ad oltranza del "no a tutto", dunque i PIMBY (che poi sono quegli stessi politicanti) intenderanno essere i "SI A TUTTO". Sì a ogni opera, mostro di cemento, killer sanitario-ambientale: sì a tutto, perché con appalti e subappalti ci si mangia, si lucra, si comprano i voti. L'esperienza sul nostro territorio è lunga, emblematica.
Tralasciando gli aspetti più ridicoli che riguardano l'immagine di questo nuovo "movimento d'opinione" (che non nasce tra la gente, ma è del tutto artificiale, creato ah hoc dai soliti cinici senza scrupoli e la faccia "ripulita" come Chicco Testa) la cosa che più colpisce è quanto si può leggere nel loro "Manifesto" (vedi qui), che s'intitola "Partecipare per Decidere", alludendo alla necessità di coinvolgere cittadini e istituzioni nel dibattito sulla pianificazione e lo sviluppo dei territori, ma allo stesso tempo snellire gli "ostacoli" burocratici per la realizzazione delle opere.
Ora, chi segue il dibattito in questo momento avrà già lasciato cadere le braccia, avrà sprofondato il viso trale mani, una o più volte. Qualcuno si rifiuterà di andare oltre, perché ha già capito di cosa si tratta. Sa che, in bocca a gente come Chicco Testa, simili parole suonano paradossali, più o meno come se Hitler, prima di invadere la Polonia, ne avesse chiesto l'opinione tramite un referendum popolare.

Il Manifesto dei PIMBY continua, recitando "[occorre] prendere decisioni strategiche che siano allo stesso tempo legittimate ed efficaci; [servono] strumenti in grado di garantire, sin dalla fase di progettazione, una maggiore partecipazione dei cittadini ai processi decisionali delle pubbliche amministrazioni."
Tradotto concretamente, ormai sappiamo, questo significa: strategie per una coercizione "morbida" ai confini della legalità, tramite ricatti martellanti e mazzette, ungendo bene ogni ingranaggio che faccia parte dell'iter autorizzativo delle opere. Ovviamente, in Italia, questa "unzione" è una pratica ben consolidata: e infatti i vari rappresentanti politici o sindacali fanno a gara per essere uno di quegli ingranaggi, che puntualmente vengono oliati. Da bravi italiani servili e ottusamente opportunisti, ci lamentiamo e ci lasciamo comprare per il solito vecchio piatto di lenticchie.

Saremmo oltremodo curiosi di conoscere l'opinione di questi PIMBY sull'iter che ha riguardato e riguarda TVN, se vi trovino applicata la loro visione.
La popolazione dell'Alto Lazio è da anni pervasa dalla sensazione, ormai certezza, che le sue opinioni espresse democraticamente contino nulla. Neanche in merito a scelte che pure riguardano pesantemente il loro territorio, i loro diritti fondamentali. Lunga è la lista degli effetti nefasti di simili politiche.

Il Decreto (Gazz. Uff. 16/04/08, n.90) che estende il segreto di Stato agli impianti di produzione energetica e non meglio precisate "strutture critiche" va esattamente nella direzione auspicata
dai PIMBY, e ne svela le vere intenzioni, al di là dell'immagine moderna e rassicurante.

I PIMBY scrivono "partecipazione", ma si legge "ricatto con elemosina compensativa", senza dimenticare i circenses del Programma estivo cittadino. Se poi la popolazione esprime forme di contrarietà, si intensifica l'unzione strategica, si comprano i media, si finanziano i partiti, e si procede con la campagna di "sterminio" dell'opinione avversa. Se la popolazione resiste, la si ignora, la si copre con tutto il silenzio possibile, e avanti tutta.
Anche perché, il partito affarista-trasversale lo sa bene: una volta sfondata l'opinione pubblica, dopo decenni di vessazioni, il territorio diventa insensibile, senza dignità, abituato al ricatto e al mercanteggio, terra di facile conquista per sgherri d'ogni provenienza.
Questo modo di intendere la partecipazione è offensivo nei confronti di quelle pratiche partecipative che sole qualificano una società come democratica.
PIMBY, col culo degli altri.

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Cittadini liberi, Medici, Nocoke a Bruxelles.

Una nutrita delegazione di cittadini, in rappresentanza della società civile e del mondo produttivo di Tarquinia, Civitavecchia ed Alto Lazio, è giunta a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, dove ha incontrato numerosi Eurodeputati, di tutti gli schieramenti politici, ivi compresi quelli che sono al governo in Italia. I cittadini sono stati anche ricevuti

dal Presidente della Commissione Petizioni, Libickj e dal Segretario Generale David Lowe per essere ascoltati in merito alla rivendicazione di diritti fondamentali, tutelati dalle norme comunitarie e dalla Costituzione italiana. Al Presidente è stata consegnata la petizione sottoscritta da migliaia di cittadini del comprensorio inquinato dalle centrali termoelettriche di Civitavecchia e Montalto di Castro. Nella petizione si chiede di far luce sulle carte piene di lacune ed omissioni che hanno autorizzato l’apertura del cantiere della centrale a carbone di Civitavecchia.

Le popolazioni dell’alto Lazio hanno capito che la Valutazione d’Impatto Ambientale per TVN non è stata fatta nel loro interesse, come prescrivono le norme europee, ma solo per sbloccare un’operazione industriale che massimizza il profitto di Enel Spa senza tenere conto della salute dei cittadini e delle vere ricchezze della loro terra: agricoltura, ambiente e patrimonio culturale etrusco tutelato dall’UNESCO.

Molte di queste ricchezze ricadono nel territorio dell’ Università Agraria di Tarquinia che ha dato pieno mandato, per un totale sostegno ai cittadini, al Consigliere Giovanni Leoni presente a Bruxelles. La contrarietà alla riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia Torre Valdaliga Nord, è basata su evidenze sanitarie che rendono qualunque ulteriore immissione di inquinanti non un rischio, bensì un pericolo da eliminare. I risultati del “lecito” inquinamento causato da decenni di servitù energetica, secondo quanto rilevato in numerosi e autorevoli studi, sono allarmanti e sotto gli occhi di tutti.

Lo studio dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale del Lazio (OER) rileva a Civitavecchia un incidenza di mortalità per tumori ai polmoni, bronchi e trachea superiore al 35% della media regionale. Lo stesso OER, rileva che Civitavecchia (comprensiva di alcuni comuni dello stesso territorio) é al secondo posto nel Lazio per mortalità per tumori e al primo per quella relativa ai tumori ai polmoni).

Nella petizione si chiede anche perché le decisioni strategiche, rispetto ai piani di riconversione energetica, non tengano conto dello stato di salute della popolazione residente. Utilizzando il software http://www.externe.info che la Commissione Europea mette a disposizione del pubblico, nel quale si possono immettere i dati relativi a NOx, SO2, PM 10 (le polveri PM 10 sono circa il 70 % di quelle totali, Guidelines for Air Quality, WHO, Geneva,) e CO2, si elabora la proiezione delle conseguenze sanitarie e di mortalità misurate con un parametro economico, a carico delle popolazioni che ospitano impianti come quello per cui i cittadini si sono appellati alla Commissione Europea.

Immettendo i dati ufficiali (certo non sovrastimati) della Valutazione di Impatto Ambientale per la riconversione a carbone di Civitavecchia e ipotizzando un periodo di funzionamento di 25 anni, ne risulta l'amaro conto di 200 milioni di euro che verranno spesi per accompagnare alla morte i futuri malati terminali e 100 milioni per chi sarà colpito da patologie meno gravi.


Comitato dei Cittadini Liberi
Movimento no-coke Alto Lazio
Coordinamento Nazionale dei Medici per la Salute e L’Ambiente

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"Capalbio. Convegno su AGRICOLTURA - AMBIENTE – TERRITORIO. Si parlerà anche delle centrali Enel dell'Alto Lazio"

Fonte: maremmaoggi.it
Nella giornata di sabato 19 luglio 2008, con inizio alle ore 9.30, a Capalbio Scalo, nella sala del Centro Civico, gentilmente messa a disposizione dal Comune di Capalbio, si terrà un convegno su AGRICOLTURA - AMBIENTE – TERRITORIO: QUALE PROSPETTIVA organizzato dalla Sezione Maremma Tuscia di Italia Nostra onlus.
Hanno assicurato la propria partecipazione:

Federico Scaramuzzi, Presidente dell’Accademia dei Georgofili;
Federico Vecchioni, Presidente della Confagricoltura;
Riccardo Conti, Assessore all’Urbanistica della Regione Toscana
Mauro Agnoletti, Università di Firenze, Facoltà di Agraria ;
Vezio De Lucia, Urbanista;
Leonardo Rombai, Ordinario di Geografia, Università di Firenze;
Giovanni Losavio, Presidente di Italia Nostra;
Maria Rita Signorini, Consigliere Nazionale di Italia Nostra

che, nella sessione del mattino, moderata da Nicola Caracciolo, discuteranno del rapporto fra tutela del paesaggio e difesa dell'agricoltura nel presente momento di crisi.

Alle ore 13 sarà offerto un buffet; i lavori proseguiranno, poi, nel pomeriggio, con interventi più concentrati sui problemi locali, quali le interferenze delle grandi opere previste sul territorio (autostrada Grosseto - Civitavecchia, espansione del polo energetico Civitavecchia - Montalto, aereoporto di Viterbo) con il modello di sviluppo basato sull'integrazione fra agricoltura di qualità e turismo sostenibile e la necessità di individuare le possibili strategie di difesa dell’attività delle aziende agricole, che caratterizza ampie zone del paesaggio della Maremma e della Tuscia, dalla pressione della speculazione edilizia.

Sono stati invitati i Presidenti e gli Assessori all'Agricoltura ed all’Urbanistica delle Regioni Lazio e Toscana e delle Province di Viterbo e Grosseto, i Sindaci dei Comuni maremmani, sia toscani che laziali, e i dirigenti delle varie Associazioni degli Agricoltori.

La partecipazione al Convegno è libera, e sarà particolarmente gradita la presenza degli agricoltori.

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16 luglio 2008

Al Parlamento Europeo la petizione popolare


Centrale Enel a carbone di Civitavecchia: oggi i rappresentanti dei cittadini dell'Alto Lazio hanno depositato al Parlamento Europeo la petizione popolare che denuncia gravi omissioni ed anomalie del progetto e rischi seri per la salute dei cittadini.

Oggi, Mercoledì, 16 luglio, il Comitato dei Cittadini Liberi, il Movimento No Coke Alto Lazio ed il Coordinamento Nazionale dei Medici per la Salute e l'Ambiente con il sostegno dell'Università Agraria Tarquinia, hanno consegnato al Presidente della Commissione Petizioni Marcin Libicki l'istanza sottoscritta da duemila Cittadini dell'Alto Lazio contro la centrale a carbone Enel di Torre Valdaliga Nord.

Il Presidente della Commissione Petizioni ha ascoltato con interesse le motivazioni dei comitati, preoccupati per la salute delle popolazioni locali, già seriamente compromessa da 40 anni di inquinamento da fumi di olio combustibile delle centrali termoelettriche del polo energetico più grande d'Europa.

La petizione denuncia le carenze della Valutazione d'Impatto Ambientale della nuova centrale a carbone, che tra l'altro omette di citare i valori delle emissioni previste per arsenico, acido cloridrico ed acido fluoridrico oltre ad essere lacunosa sui dati epidemiologici della popolazione interessata. Sono stati allegati i pareri negativi del Ministero della Salute e dell'Ambiente che in passato criticavano tali mancanze e mettevano in discussione lo stesso decreto autorizzativo, se tali dati non fossero stati integrati e portati a conoscenza della popolazione. Diverse sono le norme comunitarie sulle emissioni industriali, in primis la direttiva 96/61, ad essere disattese: questa denuncia che sarà esaminata nei prossimi giorni dalla commissione Petizione è stata anche portata a conoscenza degli onorevoli Guidoni, Frassoni, Musacchio e dei rappresentanti dell'on Angelilli e Foglietta.

Obiettivo della petizione è ottenere una valutazione completa ed attendibile dell'impatto ambientale della futura centrale a carbone che l'Enel sta già costruendo. Si vuole cioè soprattutto difendere la salute e l'economia di un territorio a forte vocazione agricola e turistica, custode di tesori ambientali e culturali riconosciuti dall'Unesco come patrimonio dell'umanità.

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Inquinare, negare, comprare

Brindisi, centrale Enel "Federico II" - continua la batteglia degli agricoltori colpiti dall'inquinamento della centrale. "...Anche nei campi non colpiti dall'ordinanza sindacale la “questione carbone” torna alla ribalta. Gli agricoltori, infatti, hanno denunciato la presenza, nei loro appezzamenti, di quantità spropositate di quella che sembrerebbe essere polvere di cabone, che forma una patina nera sui frutti, sugli alberi e sulla pelle dei coltivatori. Circostanza, questa, prontamente verificata dalla Digos, che si è recata “sul campo” per i controlli di rito.
Fonte: Brindisi tg 24

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Gli interessi delle banche per fermare la diffusione della raccolta differenziata

Quando i cittadini non sanno fermare una discesa verso il basso di questo tipo, non c'è limite alle sventure. L'illusione è che esista un fondo, un livello minimo oltre il quale non continueremo a sprofondare.





Cerca su youtube "Walter Ganapini"

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15 luglio 2008

Rapporto Unesco sulle prospettive della Terra: un domani più prospero, ma incombe la grave minaccia dell'inquinamento del nostro ecosistema


"Il più ampio studio sul domani che ci aspetta, elaborato dal Millennium Project delle Nazioni Unite, afferma infatti che il mondo, grazie alle trasformazioni portate da Internet, dalla scienza, dalla medicina, è sulla soglia di un avvenire prospero, pacifico e migliore del passato per la maggior parte dei suoi abitanti, ma contemporaneamente rischia di sprecare questa opportunità a causa di degradazione ambientale, ineguaglianza e violenza.
Si può ancora nutrire la speranza che i problemi verranno risolti, ma molto dipende dalla capacità dei governi di produrre una «strategia globale» per lo sviluppo della terra, conclude il rapporto: l´impegno e la disponibilità ad agire in tal senso esistono, ma «ha bisogno di ricevere una spintarella». Il timore è che ci vorrà qualche nuova, grande tragedia, naturale o prodotta dall´uomo, affinchè i leader mondiali ricevano una «spinta» di tal genere.

Anticipato dal quotidiano Independent di Londra, «2008 State of the future» si avvale del contributo di 2500 esperti in tutto il globo e del patrocinio di innumerevoli organizzazioni pubbliche e private, tra cui l´Unesco, la Banca Mondiale, la Us Army, la Fondazione Rockefeller. Il rapporto elenca i campi in cui il pianeta «sta vincendo»: l´aumento dell´aspettativa di vita media, il calo della mortalità infantile, l´aumento dell´alfabetizzazione, l´aumento del reddito medio pro capite, il calo di guerre e conflitti, e soprattutto l´aumento dell´uso di Internet.

A fronte di questi passi avanti, descrive poi i settori in cui l´umanità sta perdendo la sua battaglia: l´aumento delle emissioni di carbonio e del surriscaldamento globale, l´aumento del terrorismo e della corruzione, l´aumento della disoccupazione e il calo della partecipazione al voto degli elettori.
Quest´ultimo è un brutto segno per la salute della democrazia, anche se, negli ultimi trent´anni, il numero dei paesi «liberi» è passato da 43 a 90, di quelli «parzialmente liberi» da 46 a 60 e oggi solo un terzo dell´umanità vive nei 43 paesi che sono ancora governati da regimi autoritari, con la Cina che vale da sola per metà di costoro.

«Il futuro continua a migliorare per la maggior parte del mondo», scrive nell´introduzione il professor Jerome Glenn, uno degli autori della ricerca, «ma una serie di ostacoli possono alterare drasticamente le prospettive globali. Viviamo in un periodo unico nella nostro storia, Internet, i telefonini, il commercio internazionale, hanno fatto nascere un´umanità interdipendente che può creare e realizzare strategie globali per migliorare le sue prospettive. La nostra è la prima generazione della storia che ha dato a molti gli strumenti per conoscere il mondo nel suo complesso, per identificare i sistemi per il progresso, e per realizzarli».

Il web diffonde conoscenza, la medicina sconfigge malattie ereditarie, la scienza e la tecnologia moltiplicano la comunicazione e facilitano l´esistenza. Internet, in particolare, viene indicato dal rapporto come il mezzo che sta «reinventando le vite dei terrestri, la più potente forza della storia per la globalizzazione, la democratizzazione, la crescita economica e l´istruzione». Ma poi c´è l´altra faccia della medaglia: l´effetto serra, i problemi energetici, la difficoltà nel pianificare un´economia sostenibile. Solo per citare un aspetto, lo studio nota che, per far fronte ai problemi energetici, servirebbero 2000 nuove centrali nucleari nei prossimi 15 anni e altre 8000 entro il 2050; anche ammesso che non ci siano nuovi incidenti tipo quello di Cernobyl, non c´è comunque abbastanza uranio per un´espansione così rapida e massiccia.

Quindi c´è il terrorismo: con una probabilità del 75 per cento che nei prossimi dieci anni un´organizzazione fanatica estremista si procuri un´arma atomica. E la corruzione: il 10 per cento della popolazione del mondo, secondo una stima pubblicata dal rapporto, ha pagato una bustarella negli ultimi dodici mesi. Corriamo verso il migliore dei tempi o il peggiore dei tempi? Dipende, sostanzialmente, da noi.
(14 luglio 2008)"
Fonte

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