No al carbone Alto Lazio

12 aprile 2010

Dopo il bluff della chiusura, riparte ufficialmente TVN

Riportiamo da Carta.org

"A Civitavecchia l'Enel riaccende il carbone

Ha resistito poco l’ordinanza del sindaco di Civitavecchia [Roma], Giovanni Moscherini [centrodestra], che prevedeva la chiusura per quindici giorni della centrale Enel a carbone Torre Valadaliga nord, subito dopo l’incidente del 3 aprile costato la vita a Sergio Capitani, operaio della ditta appaltatrice Guerrucci, una delle tante che lavorano per l’ente elettrico. L’impianto, infatti, è stato riattivato parzialmente già venerdì 9, per ripartire a pieno ritmo

oggi. Fosse dipeso dall’amministrazione locale e dall’Enel, la centrale avrebbe riaperto tre giorni dopo l’incidente, ma i lavoratori si sono rifiutati di rientare a fronte di controlli durati solo poche ore. In realtà, nulla è cambiato dal 3 aprile: l’impianto continua a essere rischioso per chi ci lavora [sono tre le vittime in meno di due anni, impiegate da ditte in appalto o sub appalto], per chi vive nel comprensorio, per l’ambiente, per l’agricoltura… come denunciano da anni i No coke dell’alto Lazio, che documentano le irregolarità anche procedurali. La Procura di Civitavecchia ha aperto un’inchiesta e iscritto undici persone nel registro degli indagati. Intanto, sullo stesso territorio incombe anche il rischio del nucleare nella centrale Enel di Montalto di Castro [Viterbo], alimentata a olio combustibile e gas.
La centrale Alessandro Volta a Montalto di Castro, Torre Valdaliga nord [Tvn] dell’Enel e Torre Valdaliga sud [Tvs] di Tirreno Power a Civitavecchia formano uno dei maggiori poli energetici d’Europa, con tutti i rischi e i problemi che ne derivano. Rischi e impatti aggravati dalla recente conversione a carbone di Tvn, proposta ora anche per Tvs da Tirreno Power, società al 50 per cento di EblAcea [70 per cento di Gdf Suez, 30 di Acea] e per l’altro 50 per cento di Energia Italiana [78 per cento Sorgenia, 11 Hera e 11 Iride]. Stavolta, però, il consiglio comunale di Civitavecchia ha fatto la sua parte e ha dato parere negativo alla richiesta di Tirreno Power di convertire a carbone uno dei gruppi della centrale Tvs. Un atto di cui ha tenuto gran conto la conferenza dei servizi riunita al ministero dell’ambiente l’8 aprile, che ha detto no alla richiesta di Autorizzazione integrata ambientale [Aia] per il nuovo gruppo a carbone. Seduti al tavolo della conferenza c’erano anche i rappresentanti dei No coke, che in questi anni hanno tenuta costantemente viva l’attenzione sulle centrali dell’alto Lazio, documentandone irregolarità, rischi, impatti, ecc. La partita su Tvs non è ancora conclusa, ma l’inizio è incoraggiante.

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Concorso "Ambiente: Italia ferita": il tema della studentessa Clara Macor

Si intitola "L'italiano medio" il tema della vincitrice del concorso "Ambiente: Italia ferita" Clara Macor, studentessa del Liceo Classico Alessandro Volta di Como.

"Nel suo articolo, dall'esplicativo titolo "L'Italiano Medio", la studentessa ha messo in evidenza le contraddizioni, in tema d'ambiente, tra le opinioni e i comportamenti di ciascuno di noi: "Si fuma l'ultima sigaretta, la finisce e butta il mozzicone a terra, l'Italiano Medio. L'Italiano Medio si lamenta riguardo il "problema rifiuti", eppure non contribuisce a risolverlo. L'Italiano Medio si sposta solo ed esclusivamente in macchina. L'Italiano Medio odia lo smog. Egli pensa: "Non va bene così", ma non muove un dito per cambiare la situazione. Dal nord, al sud. Nessuno si salva. Dal petrolio nel Po alla Napoli dei rifiuti. L'Italiano Medio sa che ci vogliono anni per smaltire la plastica, la carta e tutto il resto. L'Italiano Medio butta piattini e fazzoletti di carta nell'erba fresca. L'Italiano Medio è così pigro che, anche con il cestino a mezzo metro di distanza, preferisce far cadere i suoi rifiuti sul terreno. "Tanto da solo non posso cambiare il Mondo" dice: e non li raccoglie. Questa è l'Italia". Fonte

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"No al carbone, fino all'ultimo respiro" Mobilitazione anti-carbone a Brindisi




"Ennesima iniziativa di protesta e sensibilizzazione a Brindisi indetta dal gruppo No al Carbone e che ha visto la presenza di oltre un centinaio di partecipanti, compresi i "ragazzi" del Centro Sociale Autogestito Cloro Rosso di Taranto con un loro striscione, segno che le lotte per l'ambiente e la salute in Puglia hanno un unico denominatore comune: ribellarsi ai padroni dell'acciaio e dell'Energia..."
Continua qui

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Wangjialing, Cina: almeno 32 operai morti in miniera di carbone

Fonte

"Almeno 32 operai sono morti dopo l'inondazione avvenuta domenica 28 marzo nel fondo di una miniera di carbone a Wangjialing, nella provincia settentrionale cinese dello Shanxi. Il nuovo bilancio è stato reso noto dai soccorsi che erano alla ricerca di sei dispersi. Lo riferisce oggi l'agenzia Nuova Cina. Il precedente bilancio era di 28 morti e 10 dispersi."

Sempre da inscrivere nella serie "carbone pulito".

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11 aprile 2010

Il vescovo Reali: «Sergio vittima innocente: l'industria guardi meno al profitto e più alla vita»

Da Corriere.it/Roma

"Ai funerali dell'operaio morto nella centrale Enel,
monito del vescovo di Civitavecchia. Colleghi in lacrime..."

Al vescovo Reali e a tutti vogliamo ricordare le parole di Scajola nel giorno dell'inaugurazione di TVN (30/07/2008): «Si inaugura nuovo percorso con il grande investimento di Enel, con le alte tecnologie, con la capacità di discutere con il territorio (INSULTO!!), con le professionalità e con la perdita di qualche vita umana (OLTRAGGIO!!) si è riusciti a realizzare la centrale più all'avanguardia d'Europa (MENZOGNA!!)»

Come anche vogliamo ricordare la MESSA "NERA" celebrata dal defunto Mons. Chenis in quella stessa data, all'interno del cantiere per la riconversione a carbone di TVN-enel. Un atto vergonoso: benedire con una cerimonia religiosa una vera e propria fabbrica di morte per gli operai e per gli abitanti del territorio.

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10 aprile 2010

Sergio Capitani, celebrato il funerale

E' stato celebrato stamattina il funerale a Sergio Capitani, l'operaio 34enne morto a TVN

Vedi Civonline.it, "Lacrime e tanti fiori per l'ultimo saluto a Sergio Capitani"

Presenti anche alcuni tra i complici politici dell'evento luttuoso.

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Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uilcem Uil contro la magistratura

I servi dei padroni non tardano a far sentire le loro voci.

E' trascorsa una settimana dalla morte dell'operaio Capitani, e Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uilcem Uil già parlano di accanimento nei confronti degli indagati a TVN, già tornano a sputare sui diritti dei lavoratori e su quelli della cittadinanza tutta, rinnovando il loro sostegno ai ricatti occupazionali: son preoccupati che le indagini possano costituire un pericolo per l'occupazione cittadina.

Non solo. ma contestano anche la decisione di dismettere il quarto gruppo di TVS e fermare un'ulteriore riconversione a carbone.

Che vergogna. Insabbiamo tutto, continuiamo a negare l'evidenza, per l'interesse di pochi. Caplestiamo la salute di tutti e a legge, per quale vero motivo?

Quello che ormai tutti gli italiani conoscono. Certi sindacati DEVIATI hanno bisogno di questo humus per sopravvivere, per contrattare e spartire col padrone. la loro è una lotta strumentale ai fini del mantenimento di una posizione, che NIENTE HA A CHE FARE COL DIRITTO DEI LAVORATORI. Per non parlare del grave danno di immagine che arrecano all'idea stessa di "sindacato".

Una sortita in stile impeccabilmente berlusconiano. Mille volte vergogna.

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Prossima iniziativa sulla raccolta differenziata a Civitavecchia

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9 aprile 2010

Niente carbone e dismissione per il quarto gruppo di TVS

Comunicato stampa

NEGATIVO ILPARERE ISTRUTTORIO AI FINI DEL RILASCIO DELL'AIA PER IL QUARTO GRUPPO DELLA CENTRALE ELETTRICA DI TVS E RICHIESTO UN PIANO DI DISMISSIONE

Giovedì 8 aprile presso il Ministero dell’Ambiente alle ore 15.00, si è svolta la Conferenza dei Servizi per la richiesta di rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) alla società elettrica Tirreno Power, proprietaria della centrale di Tvs con 3 gruppi a gas ed un quarto gruppo policombustibile.
La conferenza si è conclusa con l'accoglimento delle osservazioni di Simona Ricotti del Forum Ambientalista, Alessandro Manuedda, consigliere comunale di Civitavecchia e Marzia Marzoli del Movimento Nocoke Alto Lazio ,nell'ambito dello spazio riservato alle audizioni preventive ai fini del parere istruttorio della commissione ippc per il rilascio del'AIA per TVS.
Sono state ribadite le posizione di sempre,ossia che il quarto gruppo di TVS era fuori legge e che non poteva ottenere l'AIA e che andava per questo dismesso. Torrevaldaliga sud di Tirreno

power era autorizzata per una potenza installata, totale dei soli tre gruppi a gas a ciclo combinato,mentre il quarto gruppo fuori dai limiti consentiti dalla legge in fatto di inquinanti,continuava l'esercizio nonostante la commissione VIA avesse a suo tempo espresso un parere sulla dismissione del quarto gruppo di TVS.
La sorpresa della conferenza dei servizi e' stata la presenza del sindaco di Civitavecchia e della delibera comunale della mattina stessa,che esprimeva il suo parere sfavorevole al rilascio dell'AIA del quarto gruppo e la sua completa dismissione.
Per la prima volta Moscherini si e' trovato sulla stessa linea dei comitati e associazioni ambientaliste,posizione apprezzata dalle associazioni e dai comitati a meno che,il no, sia un punto fermo e che la posizione sia mantenuta,anche qualora si dovesse costituire un tavolo per un'eventuale convenzione economica tra la società' elettrica e il comune di Civitavecchia.
Grande la soddisfazione dei movimenti che da anni si battono per il rispetto e la tutela del territorio, preoccupati per la possibile riconversione a carbone del quarto gruppo di Tvs,di cui si parlava in maniera esplicita anche dai consiglieri comunali di Civitavecchia, dopo la irresponsabile autorizzazione concessa alla vicina centrale Enel di Torrevaldaliga Nord,sarebbe stata una catastrofe.
Le rappresentanti del Forum Ambientalista e del Movimento Nocoke ed il consigliere Manuedda hanno inoltre denunciato ai tecnici del ministero che la presenza di serbatoi di olio combustibile e ammoniaca all’interno di TVn richiederebbe il ricorso alla direttiva Seveso che riguarda gli impianti ad alto rischio di incidenti rilevanti. Pur se la quantità contenuta in tali serbatoi non risulta tale da dover essere sottoposta a tale direttiva, la sua applicazione sarebbe
giustificata dalla presenza intorno all’impianto di altri serbatoi, della stessa tipologia, sottoposti a tali legge. Questo ne aumenterebbe la pericolosità. Sarebbe inoltre auspicabile adottare qualsiasi precauzione possa contribuire a prevenire incidenti come quello avvenuto il sabato di Pasqua presso il cantiere Enel.
I sindaci del comprensorio erano assenti alla conferenza dei servizi perché' non hanno chiesto di essere invitati,come può il sindaco di Tarquinia lamentarsi proprio di questo?
La legge non prevede la presenza alla conferenza dei servizi di altre istituzioni oltre al comune ospitante l'impianto in esame,poteva pero' partecipare come hanno fatto i cittadini (ma era questa l’intenzione?) che hanno chiesto,semplicemente, un audizione ai margini della conferenza.
Invece di ingannare i cittadini con scuse improponibili,se volesse il sindaco Mazzola protestare per non essere stato invitato,lo facesse ai suoi riferimenti partitici, proponendogli una legge sulla maggiore partecipazione alle conferenze dei servizi dei sindaci dei comuni limitrofi.
Il movimento no coke Alto Lazio si rende disponibile a tutti i sindaci del comprensorio che vorranno partecipare alla prossima conferenza dei servizi di TVN,per il rilascio dell’AIA.
Potrebbe essere l’occasione per ribadire il no al carbone e un’adeguamento ambientale piu severo,oppure le compensazioni economiche che stanno incassando da tre anni faranno desistere i sindaci alla partecipazione?.
Speriamo che ci contattino al piu presto,per credere ancora che sia interesse politico dei sindaci difendere la salute dei cittadini e del territorio.

Movimento Nocoke Alto Lazio

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Il profitto delle compagnie del carbone conta più della vita umana?

Se lo chiedono su Grist, noto sito web statunitense che si occupa di tematiche ambientali con uno sguardo ampio. La riflessione è ispirata dalla recente morte dei 25 minatori nella Virginia, e l'incipit recita così:
"le norme che regolano la sicurezza del settore estrattivo sono scritte col sangue dei minatori"

L'articolo originale è qui, buona lettura

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8 aprile 2010

TVS a carbone: Manovre in corso

Si scrive "no, per ora, all'Autorizzazione Integrata Ambientale" alla riconversione di TVS, ma di solito una cosa del genere va letta come "tirate fuori i quattrini e vi facciamo accomodare anche in camera delle nostre mogli e delle nostre figlie"

Leggi qui . Ci spiace essere così ripetitivi, ma i percorsi dei delinquenti sono sempre quelli.
NB: Gatti e Cosimi del Pd, Mecozzi della Lista Porro e Perello di Sinistra e Libertà hanno votato a favore dell'autorizzazione all'esercizio del quarto gruppo di TVS. Non lo dimenticheremo.  | Aggiornamento 9 aprile: Il Coordinamento di Sinistra e Libertà ha giustamente chiesto le dimissioni di Perello.


Aggiornamento 8 Aprile:
" Tvs, niente Aia per il IV gruppo. Imposta la dismissione. [...] L'ufficialità, adesso, arriverà con la firma del decreto da parte del ministro".

Non si son messi d'accordo sul prezzo?
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Un plauso va a Ricotti, Marzoli e Manuedda per il loro impegno.

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Tarquinia: il sindaco Mazzola dice no al carbone a Tvs (Scusate, ci vien da ridere)

Non si riesce a tratten... HAhaha haaaahahahah hahaha ahahahahah hahaha! Scusate, è che proprio non si rihaaa hahahaha hahahah aha non si riescuahauhauahauah si trattengono a stento le risate.

Mauro Mazzola, noto per la credibilità guadagnata sul campo della lotta al carbone, dopo essere stato escluso dalla Conferenza dei Servizi prevista per oggi, fa sapere di essere contrario al carbone a TVS

Vedi qui

Detto in altri termini, è solo, come sempre, questione di prezzo.

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La chiusura di TVN era SOLO UN TRISTE BLUFF

Altro che secondi fini di Moscherini, altro che pugno duro: è stata solo una mossa propagandistica. La solita noia.

Due giorni è durata la sospensione delle attività della centrale enel Torrevaldaliga nord. Dai quindici giorni di sospensione della prima ordinanza di Moscherini si è passati a sette e poi a due (uno, di fatto): già domani venerdì 9 il cantiere riaprirà.
Ma se i controlli son solo un intralcio, e la politica la solita, ovvio che vada così. Hai visto mai dovessero scapparci altre 120 contravvenzioni anche per il 2010.
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Aggiornamento: interviene su questo dietrofront anche RdB: "Sono bastate 24 ore – affermano dall’RdB - e tutto è tornato come prima, anzi no, prima c’era anche Sergio Capitani, oggi no. In meno di una giornata, in cui telefonate e sollecitazioni arrivate da tutte le parti hanno fatto crollare tutta quella autonomia e decisione, il sindaco decide di riaprire domani, venerdì 9, la centrale. Il profitto e gli interessi economico-politici contano molto di più della vita umana, la sicurezza della propria poltrona, ancora di più. E per essere sicuro di non avere intralci nella sua decisione, decide di non convocare RdB alla seconda riunione, quella dove fa marcia indietro" Continua qui

Gli operai: "è impossibile che in un solo giorno sia stata ripristinata la sicurezza all'interno del cantiere, leggi qui

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7 aprile 2010

Convegno “Centrali a carbone: un pericolo per la nostra salute e per il nostro territorio?”

Fonte: ivg.it

"Finale Ligure. “Centrali a carbone: un pericolo per la nostra salute e per il nostro territorio?”: è questo il tema su cui verterà l’incontro pubblico organizzato dall’associazione “Cittadinanzattiva”, sezione di Finale Ligure, per domani, giovedì 8 aprile, alle ore 21 presso la Sala Gallesio di via Pertica.
Interverranno: il dott. Paolo Franceschi, pneumologo referente per l’ambiente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Savona che riferirà sul tema “La

combustione del carbone: effetti sulla salute”; l’Associazione “Uniti per la salute onlus” che parlerà della situazione attuale della produzione di energia, di probabili sviluppi futuri e delle soluzioni alternative. Poi sarà proiettato un video della Prof. M.R. D’Orsogna, fisico Docente Universitario della California intitolato “Centrali a carbone: uno sguardo da oltre oceano”.

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TVN bloccata. Quale il secondo fine di Moscherini?

Dopo la morte dell'operaio avvenuta lo scorso sabato a Torrevaldaliga Nord, Moscherini blocca per una settimana TVN (ultim'ora), per consentire l'effettuazione dei controlli nel cantiere.

Crisi di coscienza?

Non prendiamoci in giro. I motivi per bloccare il cantiere non mancano da anni, perché proprio ora arriva lo stop di Moscherini? Ne abbiamo viste troppe per restare ingenui di fronte a questi avvenimenti.
La morte di altri due operai non aveva provocato reazioni simili, come non le avevano provocate i feriti, le 119 contravvenzioni ASL del 2009, violazioni delle prescrizioni VIA, la mancanza di Autorizzazione integrata ambientale (a causa della quale era stato chiesto il sequestro dell'impianto nello corso gennaio), le discariche abusive scoperte e le ceneri fuori del nastro trasportatore, l'assenza di un Osservatorio ambientale prima e la presenza di un fantoccio ora, le tante ombre su aspetti critici del progetto, le accuse di corruzione all'ex sindaco De Sio, etc.

I tre morti erano persino stati messi in conto fin dall'inizio da enel per terminare la centrale. A che gioco sta giocando ora Moscherini?

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TVN: 119 verbali di contravvenzione solo nel 2009

Toh, senti che buone notizie arrivano dalla ASL

Da NewTuscia.it

"Il Direttore Generale dell’Asl/RmF Salvatore Squarcione [...] ha evidenziato la mancanza di risorse finanziare per svolgere un adeguato controllo ispettivo dei luoghi.

Squarcione ha anche divulgato i dati dei controlli svolti dall’ente da lui diretto nella centrale di Torre Valdaliga Nord: “Nel 2009 – afferma il Direttore Generale dell’Asl – abbiamo effettuato 547 controlli di vigilanza su posti di lavoro in centrale, 119 verbali di contravvenzione, 11 indagini per infortuni sul lavoro, 19 controlli nel settore saldature e 3 nel settore vetroresina. Nel 2010 abbiamo effettuato già 35 interventi di controllo e monitoraggio sul posto di lavoro”.

Vedi anche qui

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"Il Procuratore Amendola aveva già chiesto il sequestro di Tvn"

Da Centumcellae.it

"E proprio mentre il Sindaco Moscherini ordina per 15 giorni il fermo della centrale di Torre Valdaliga Nord emerge una notizia destinata sicuramente a far discutere, soprattutto all'indomani della tragica morte di Sergio Capitani. E' dello scorso 22 gennaio, infatti, secondo quanto trapelato, la richiesta preventiva avanzata dal Procuratore Gianfranco Amendola di sequestro della centrale di Tvn “per esercizio in assenza di autorizzazioni e per gravità della stessa per la sicurezza dei lavoratori e della salute pubblica”. Queste infatti le motivazioni di Amendola nella sua richiesta che tuttavia è stata rigettata poche settimane fa dal Giudice per le indagini preliminari, Dott. Giovanni Giorgianni. Decisione che ha indotto a quel il Procuratore a chiedere l'archiviazione del caso contro cui però si ufficialmente opposto il Forum Ambientalista, promotore in passato di numerose denunce su irregolarità all'interno del cantiere di Tvn. E la vicenda a questo punto rende inevitabile un inquietante interrogativo: se la richiesta di sequestro della centrale avanzata dal Dott. Amendola fosse stata accolta, Sergio Capitani oggi sarebbe ancora vivo?"

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"Incidente Tvn, firmata l'ordinanza di sospensione. L'Enel protesta"

Da TrcGiornale.it

"È stata emessa e notificata l’ordinanza con la quale il sindaco Giovanni Moscherini blocca la centrale di Torre Valdaliga Nord.

Con il provvedimento si “ordina la sospensione di ogni attività produttiva presso la centrale termoelettrica di Torre Valdaliga Nord per quindici giorni consecutivi a decorrere dal mercoledì 7 aprile compreso, salva la possibilità di revoca anticipata dell’interdizione laddove sia comunicato al Comune, da parte degli enti preposti, l’avvenuto espletamento delle verifiche ritenute opportune”. Si ordina inoltre “alla società Enel Produzione Spa di provvedere, in condizione di sospensione dell’attività produttiva, alla verifica dell’idoneità delle procedure

adottate e delle misure di sicurezza in essere (verifica “a freddo”) nonché, successivamente, di rinnovare tale verifica alla ripresa dell’attività produttiva (verifica “a caldo”)” e “di informare preventivamente il Prefetto di Roma in ordine all’attivazione del provvedimento in questione, nonché il commissariato di Polizia di Stato di Civitavecchia”. Nelle premesse dell’ordinanza si fa preciso riferimento sia all’incidente del 3 aprile scorso, sia agli incidenti precedenti e alle “dichiarazioni secondo le quali nella centrale non sarebbero garantiti livelli ottimali di sicurezza sul lavoro”. Il testo cita inoltre gli articoli 1, 32, 35 e 41 della Costituzione e recita che “appare opportuno disporre la temporanea sospensione di ogni attività produttiva presso la centrale” per consentire i controlli “ai soggetti preposti alla vigilanza sulla sicurezza ed igiene del lavoro ed alla prevenzione degli infortuni (Ispel, Asl, Inail, Ispettorato del Lavoro) ed alla stessa Enel Produzione Spa”.

E intanto si registra il commento dell'Enel. “Non condividiamo - si legge nella nota stampa diramata dall'azienda - la decisione del sindaco di Civitavecchia, Giovanni Moscherini, di annunciare la chiusura del sito produttivo per 15 giorni per effettuare i controlli. Siamo, infatti, convinti che verifiche meticolose e approfondite possono essere effettuate senza fermare l'operatività del sito, sul quale è già in corso una indagine della magistratura”.

Sull' stesso tema leggi anche:
centumcellae.it

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6 aprile 2010

morte operaio a TVN: le solite balle che offendono memoria e lavoratori

E' la solita passerella della politica, con i soliti commenti, le solite finte indignazioni, le solite OFFESE alla memoria di feriti e caduti sul lavoro. Perché queste chiacchiere sono sistematicamente contraddette dall'agire degli stessi coccodrilli che oggi piagnucolano davanti ai giornalisti. Ma a TVN anche molti sindacati sono complici di questa politicaglia.

Gli operai hanno oggi occupato l'aula Pucci. In giornata l'autopsia dell'operaio deceduto.

Undici gli indagati per la morte di Sergio Capitani.
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Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa della Chiesa Evangelica Battista di Civitavecchia, (Via dei Bastioni) per la tragica morte di Sergio Capitani nella Centrale di Torre Valdaliga Nord


Alla fine del culto di Pasqua 2007, la chiesa Battista di via dei Bastioni, votò un documento sulla Centrale di Torre Valdaliga Nord, di Civitavecchia, di cui qui di seguito sono riportati ampi stralci.

E, al culto di Pasqua del 2010, siamo stati dolorosamente confrontati con la tragica morte del giovane Sergio Capitani, di 33 anni. Innanzitutto vogliamo manifestare il nostro cordoglio a tutte le persone colpite dal lutto, unitamente alle famiglie di Michele Cozzolino e Ivan Ciffary, anch'essi morti per incidenti sul lavoro nella stessa centrale nell'ottobre 2007 e nel giugno 2008.

Intendiamo affermare ancora una volta che l'annuncio della resurrezione di Cristo non ci da' tregua. La morte di Sergio, oggi, non costituisce un impedimento a questo annuncio, né una sua contraddizione, al contrario ne afferma l'urgenza. Abbiamo bisogno di riprendere a sperare e di riprendere a lottare, malgrado tutto. Non possiamo lasciare soli gli operai della centrale, né quanti, medici, tecnici, ambientalisti, soprattutto del movimento no-coke, hanno denunciato la pericolosità della Centrale sia per chi vi lavora che per le popolazioni dei comuni limitrofi.

La speranza ci scova e non ci lasca scampo. Come credenti dobbiamo impegnarci a fondo per un modello di sviluppo più compatibile con la vita. Lo dobbiamo fare in nome delle vittime di oggi per scongiurarne altre domani, che, se non saremo capaci di mobilitare le coscienze, potranno aggiungere dolore a dolore.

Tutto questo mentre ormai si parla già apertamente della futura conversione al nucleare di Montalto di Castro, che insiste, praticamente, sullo stesso territorio.

La nostra chiesa, come ha potuto, ha anche cercato di denunciare altre situazioni di violazione delle norme di sicurezza. Recentemente una denuncia del nostro pastore Massimo Aprile corredata di foto, poi pubblicata da "Il Messaggero", richiamava che le più elementari norme di sicurezza erano palesemente disattese in un cantiere edile proprio nel centro di Civitavecchia.

Come chiesa battista stiamo per dare attuazione alla decisione di installare sul tetto dell'edificio di via dei Bastioni un impianto fotovoltaico, proprio con lo scopo di dire a noi stessi e agli altri che va data priorità alla produzione di energia pulita. E ci chiediamo: perché in una città così martoriata da 50 anni di produzione elettrica inquinante, non c'è ancora uno sviluppo del solare commisurato alle potenzialità?

Questo è il momento di "pregare e vigilare". Per questo vi chiediamo di unirvi a noi in una preghiera di compassione per le vittime, di confessione di peccato per le nostre complicità e i nostri silenzi. Noi dobbiamo però anche essere "vigili". Questa volta cioè dobbiamo pregare ad "occhi aperti" cercando di comprendere in che maniera intervenire per interrompere questa spirale di morte.

La resurrezione di Cristo ce lo impone.

Per la Chiesa Battista

Massimo Aprile

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crolla miniera di carbone a Xiangning (Cina): 5 morti e 33 dispersi

Erano 153 i minatori intrappolati da sette giorni nella miniera cinese crollata il 25 Marzo a Xiangning. 115 sono stati recuperati vivi nella giornata di ieri, sono sopravvissuti cibandosi di segatura e corteccia dai supporti di pino usati nella miniera.
33 i dispersi e 5 i morti accertati.
Fonte: MTV news

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miniera di carbone esplode in Virginia: almeno 25 i morti

Fonte: vedi qui

Disastro minerario in USA. E' di almeno 25 morti e diversi feriti il bilancio provvisorio dell'esplosione in una miniera di carbone in West Virginia.

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Porto Tolle, via libera al carbone

Via libera al contestato e pluricondannato carbone a Porto Tolle. Le balle in gioco sono sempre le stesse: non inquina anzi guadagnerete in salute, porta sviluppo (leggi: la politica ci mangia), sarà anche meno inquinante di quella di Civitavecchia (ma come la nostra non era la più pulita del mondo?) etc etc.
Finché i cittadini se lo meritano, carbone a volontà ovunque si possa.
La notizia qui

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5 aprile 2010

"IL CANTIERE DELLA MORTE DI TORVALDALIGA CONTINUA AD UCCIDERE"

Comunicato COBAS Energia - COBAS Lavoro Privato

Un altro infame delitto si è consumato c/o la centrale Enel di Torvaldaliga
Nord, è il 4° omicidio mortale da quando la centrale è stata riconvertita a
carbone.
Sergio Capitani di 34 anni, lavoratore in appalto addetto alla manutenzione
“ area ammoniaca” è morto tra strazianti ferite e dolori, altri 3 suoi
compagni sono ricoverati c/o l’ospedale di Civitavecchia.
Da 8 anni, da quando è stato aperto il cantiere della riconversione, i Cobas
hanno chiesto e sostenuto la necessità di un ispettore a tempo pieno in
centrale( cosa che dovrebbe esserci in ogni impianto a rischio) , invece
continua la serie degli “ incidenti” , tanto che l’impianto di riconversione
è stato ribattezzato “ il cantiere della morte”.
Un cantiere che non avrebbe mai dovuto aprirsi – la riconversione a


carbone,costosa e dannosa, risponde solo a interessi speculativi – ma
nonostante il rifiuto popolare sancito anche da un referendum, i corrotti
partiti ( l’ex sindaco De Sio, rinviato a giudizio) e i complici sindacati
sotto la regia dell’Enel hanno impunemente proceduto!
Sono loro i massimi responsabili del “ cantiere della morte”: ci aspettiamo
che la magistratura proceda veloce e li rinvii a giudizio per “ procurato
omicidio”.
Ora vanno smascherate le lacrime di coccodrillo bipartizan, e gli inutili
scioperi postumi!
Ora è il tempo di esigere “ la salute non si vende”, di internalizzare il
lavoro in appalto (assolutamente quello delle manutenzioni), di combattere
ed eliminare il lavoro precario e al nero , di attivare una congrua azione
risarcitoria nei confronti della famiglia di Sergio Capitani, a cui porgiamo
le nostre sentite condoglianze e l’impegno a sconfiggere le morti del
lavoro.

Roma 3 aprile 2010 Cobas Energia – Cobas Lavoro Privato

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4 aprile 2010

Le morti TVN erano state preventivate, e non sono finite

enel è lungimirante. Sapeva dall'inizio, aveva messo nel bilancio la probabile morte di almeno tre operai per completare la centrale (e noi lo avevamo segnalato già da tempo). La sua lunga esperienza evidentemente insegna. Anche se viene da chiedersi, visto che l'esperienza insegna come mai non si è fatto niente per evitare che le morti si ripetessero anche stavolta.

E' solo una domanda retorica, niente di nuovo: enel pensa al lucro, e investe, più che in sicurezza, in propaganda mediatica per sdoganare le sue schifezze preso l'opinione pubblica, e magari per rendere più scorrevoli i procedimenti di autorizzazione dei suoi progetti.

Riportiamo un articolo di Centumcellae.it: La mattanza di TVN

E poi ripensiamo a quegli strani, frequenti casi di politici che da un giorno all'altro cambiano opinione in modo radicale, passando da un no apparentemente convinto a un sì netto... In una comunità sana a certa gente non si permetterebbe di lavorare per l'interesse pubblico neppure per un'ora, a certa gente si imporrebbe un vero e proprio esilio dalla comunità che hanno cercato di danneggiare.

I morti e i feriti di TVN non sono solo operai. I morti di TVN sono e saranno dappertutto: gente comune, nostri familiari amici conoscenti concittadini, che per cause sanitarie dovute all'inquinamento scompaiono in modi meno appariscenti. Ma il popolo vuole lo spettacolo.

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carbone e petrolio sullla barriera corallina

Anche questo va incluso nei costi per la produzione energetica mediante carbone

"Cargo finisce sulla barriera corallina. Rischio di disastro ecologico in Australia"

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3 aprile 2010

Tvn, centrale a carbone: ennesima discarica abusiva scoperta

Da TrcGiornale.it - venerdì 2 aprile 2010

"La procura della Repubblica di Civitavecchia ha sequestrato un'altra discarica non autorizzata all'interno della zona di Torre Valdaliga Nord. Dopo quella che era stata denunciata nel novembre scorso, la magistratura inquirente ha eseguito questo nuovo sequestro, dopo che un operaio dell'Enel ha scoperto che alcuni camion di una nota ditta locale, addetta al conferimento in discarica dei rifiuti, in realtà li scaricava e li interrava nella zona dove dovrebbe sorgere il famoso bosco imposto dalla Via.

L'operaio si è accorto che qualcosa non quadrava, perché aveva notato che i mezzi, dopo essere stati caricati, impiegavano troppo poco tempo per tornare scarichi. Si è quindi preso la briga di seguirli ed ha scoperto il tutto. Quindi si è recato alla procura ed ha denunciato quanto accadeva. Gli inquirenti hanno iniziato l'indagine scoprendo che l'operaio raccontava la verità..."

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Manuedda (Verdi) chiarisce la vicenda del carbone a TVS

Da TrcGiornale.it
Una figuraccia. E' quella fatta da quanti, nelle ultime ore, hanno fatto esplodere il caso della riconversione a carbone del quarto gruppo della centrale di Torre Valdaliga Sud, attualmente fermo e che tale dovrebbe rimanere fino a nuovo ordine. E il nuovo ordine starebbe per arrivare giovedì prossimo, nella famosa conferenza di servizi convocata dal Ministero dell'Ambiente e non da quello dello Sviluppo, come indicato dai protagonisti della figuraccia. A chiarire definitivamente i contenuti della vicenda non è stata Tirreno Power, la società proprietaria dell'impianto, ma il capogruppo dei Verdi al consiglio comunale di Civitavecchia, Alessandro Manuedda, che, a differenza sempre dei protagonisti della figuraccia, ha avuto il buon senso di andare a leggersi con attenzione le carte.



“Nella prossima conferenza di servizi si cercherà di legalizzare l’ennesimo attentato che subiamo da anni, ovvero le emissioni del quarto gruppo di Torrevaldaliga Sud, che, come si deduce dai documenti che andranno a costituire la nuova Autorizzazione, non ha rispettato negli anni scorsi i limiti previsti dalla normativa, ma che, nella sua famosa generosità, il Ministero intende comunque autorizzare in deroga con un mix di olio combustibile e gas”. Per Manuedda, comunque, la proposta del carbone mescolato ai rifiuti (o viceversa) è solo rinviata e quando quando arriverà sarà solo una questione di prezzo.
”Se posso azzardare una previsione – continua - direi che una quindicina di milioni di euro, un sottopassaggio, una quota annuale da versare nelle casse illegittime dell’Osservatorio Ambientale e qualche sponsorizzazione dovrebbero bastare”. Tutto questo perché, secondo il capogruppo dei Verdi, Civitavecchia esprime tuttora un’ampia maggioranza in Consiglio Comunale particolarmente sensibili a questo genere di sirene. “In questo contesto – incalza Manuedda - il gradino più alto del podio, come sempre quando si tratta di danni alla collettività e di imbarazzante inadeguatezza, spetta al sindaco, che non solo ha impiegato una settimana per leggere la convocazione della conferenza di servizi, ma non è riuscito nemmeno a capire quello che c’era scritto e così ha diffuso notizie errate, in primis nella sua maggioranza”. “Pare – prosegue – che Moscheirni si sia indignato perché non è quello il modo di convocare le riunioni. Certo, lui sarà abituato a convocarle in un altro modo, perccato, però, che i tempi e i modi scelti dal Ministero siano quelli previsti dalla legge”. Secondo Manuedda, se il sindaco Moscherini avesse conosciuto la legge, avrebbe potuto chiedere di posticipare la conferenza di servizi di qualche giorno in modo di potere affrontare un argomento così delicato con la necessaria cognizione di causa e un minimo di serio dibattito con la città. “Ma non si può chidere a un sindaco – conclude il capogruppo dei Verdi – di conoscere le leggi. Moscherini è sindaco da tre anni e non ha ancora capito che nei procedimenti di Autorizzazione Integrata Ambientale il referente indicato dal Comune di Civitavecchia è l’ingegner Pierpaolo Gandola, persona che, come lui stesso ha ammesso in Consiglio Comunale, non ha mai sentito nominare”.

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UN ALTRO MORTO NELLA CENTRALE A CARBONE ENEL TVN



Riportiamo un annuncio luttuoso appena comparso sulla stampa locale.
Sergio Capitani, operaio 34enne di Tarquinia, è morto a causa di un tubo scoppiato all'interno della centrale Torrevaldaliga Nord. Tre i feriti.

Qui la fonte

Porgiamo il nostro cordoglio alla famiglia della vittima e ai suoi cari tutti.
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Aggiornamento: anche la stampa nazionale si è occupata del caso.
Vedi Repubblica.it
Vedi Corriere.it
Vedi LaStampa.it

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Ulteriore aggiornamento del 03/04/2010

Beppe Grillo interviene sull'accaduto, "La Pasqua dei caduti sul lavoro"

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Chiamati a perdere, di nuovo?

Civitavecchia malata, senza anticorpi, incapace di difendersi.
Il suo nome è sulla lista, la porta già sfondata.
Una squadraccia di balordi non la perde di vista,
discute la spartizione prima di assalirla, di nuovo.
L'arbitro prepara il cartellino nero.
Il pubblico è chiamato a perdere,
ci si aspetta che eviti lamentele
perché non ci saranno sorprese. La storia è semprea la stessa:
finché c'è qualcosa da depredare non mollano la presa.

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Scajola si mobilita per donarci altro carbone. Il partito trasversale del malaffare si lecca già i baffi

Scajola vuole portare il carbone anche a Torrevaldaliga Sud (quella di Tirreno Power / Sorgenia, l'energia "pulita"). Riportiamo gli articoli usciti sulla stampa locale

"Il Governo dell'amore vuole regalarci altro carbone" ( Centumcellae.it )

"Al governo piace Tvs a carbone. Di Gennaro: 'Un delitto'" (TrcGiornale.it)

"Una riconversione fuorilegge" (Civonline.it)

C'è da scommetterci: la risposta che la politica cittadina si prepara a dare è "SI". Ma prima ci saranno altri Manrico Coleine, altri De Sio, altri fasulli che grideranno allo scandalo per poi convertirsi all'improvviso. Attendiamoci i soliti baletti per alzare la posta, per contrattare il compenso, perché qui tutto è in vendita.

Se non ne siete convinti, valutate il commento di Moscherini: "Non ci può essere a priori un sì o un no su un progetto che non si conosce. Voglio vedere le carte, sentire la Regione, ragionare con le forze politiche e poi decidere"

Il partito trasversale del malaffare si prepara a gozzovigliare sulle nostre spalle, sul nostro futuro, contro il nostro diritto alla salute.

Prepari le valigie che non l'ha già fatto, questo posto si trasforma in una fogna insalubre più velocemente del previsto.

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carbone su carbone

Il destino di Civitavecchia e comprensorio, secondo Scajola e il partito unito del malaffare



Dopo il carbone a Torrevaldaliga Nord, vogliono il carbone a Torrevaldaliga Sud. Giusto i tempi tecnici per comprare (di nuovo) la politica locale, la popolazione già prostata non farà caso al nero che si aggiunge sul nero. Con un po' di asfalto gratis e qualche piatto di fagioli si chiariranno i dubbi della massa.
O forse no?




Nooo non cambierà... Forse cambierà... Nooo non cambierà... SIII CHE CAMBIERA' VEDRAI CHE CAMBIERA'...

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25 marzo 2010

Torrevaldaliga nord, centrale a carbone: aperto il processo Cozzolino

Da Trcgiornale.it

"Caso Cozzolino, aperto il processo

E' iniziato oggi il processo sulla morte di Michele Cozzolino, l'operaio morto sul cantiere per la conversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord.
La prima udienza è stata, come da prassi, un'udienza tecnica, fatta eccezione per una richiesta avanzata dagli avvocati Daniele Barbieri e Cristina Riccetti, difensori di Damiano De Angelis, l'operaio a cui cadde il tubo innocenti che uccise Cozzolino. Il legale è tornato a chiedere il

patteggiamento ad un anno, già avanzato in sede di udienza preliminare, ma il giudice monocratico Maria Paola Tommaselli ha di nuovo rigettato la richiesta.
Oltre all'operaio, sono imputati per omicidio colposo in questo processo, Gerardo Pappalardo e Clemente Donatangelo, responsabili della sicurezza del consorzio d'imprese che stava eseguendo i lavori, entrambi difesi dall'avvocato Ludovico D'Amico, e Sergio Tarolla, responsabile della sicurezza della ditta, difeso dall'avvocato Paolo Mastrandrea. Per la parte offesa invece, ovvero la moglie di Cozzolino, era presente l'avvocato Davide Capitani, mentre la parte civile relativa ai fratelli ed ai genitori di Cozzolino, c'era l'avvocato Angelo Sepe

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24 marzo 2010

"GUALDO CATTANEO. DOTTORINI (IDV): INACCETTABILE LA SITUAZIONE DEI CARBONILI ALLA CENTRALE DI PONTE DI FERRO"

Riceviamo e pubblichiamo:

“Incomprensibile immobilismo del sindaco che sottovaluta il rischio sanitario e ignora le interpellanze scritte presentate dal Comitato per l’ambiente"

“Il livello dei carbonili sovrasta ormai di molti metri i muri di contenimento. Una situazione inaccettabile che rappresenta l’ennesima conferma di quanto l’impianto sia dannoso per il territorio e per la salute della popolazione. Non si capisce cosa aspetti il sindaco di Gualdo Cattaneo ad affrontare seriamente il problema e a dare risposte serie alle interpellanze presentate dai cittadini”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio regionale, torna

a denunciare la grave situazione cui è sottoposta la popolazione del territorio di Gualdo Cattaneo e comuni limitrofi a causa della centrale Enel di Ponte di Ferro.

“E’ incomprensibile – spiega l’esponente dell’Idv - la superficialità del comune di Gualdo Cattaneo nell’affrontare questo problema. Già nei mesi passati quella amministrazione si è assunta l’onere di rilasciare parere favorevole sulla centrale a carbone, operando così una scelta gravissima che non tiene conto di una situazione tra le più gravi della Regione e delle sollecitazioni ripetute del Comitato per l’ambiente che da anni chiede che venga data priorità alla tutela della salute dei cittadini e alla salvaguardia ambientale di una zona di grande pregio agricolo. Non si capisce come mai l’amministrazione comunale non si sia ancora degnata di avvalersi della consulenza di esperti, in rapporto agli aspetti sanitari legati alla centrale, prevista dalla convenzione stipulata dalla precedente amministrazione con l’Istituto nazionale per la Ricerca sul cancro. Tale consulenza avrebbe potuto consentire al comune di chiedere precise garanzie in merito alla copertura dei carbonili, alla necessità di ridurre i gas serra, le polveri sottili e ultrasottili, l’inquinamento da metalli pesanti e soprattutto in merito alla limitazione dei 67 elementi inquinanti, di cui alcuni altamente cancerogeni, derivanti dalla combustione del carbone. Un immobilismo incomprensibile e arrogante, se si tiene conto anche del fatto che il sindaco non ritiene necessario nemmeno rispondere all’interpellanza scritta che il Comitato per l’ambiente ha presentato l’11 gennaio 2010”.

“A due anni dal tentativo di rilancio della centrale attraverso l'assurdo progetto sulle biomasse - conclude Dottorini – sarebbe ora il caso di prendere consapevolezza della necessità di iniziare ad affermare l’incompatibilità della centrale a carbone con un territorio caratterizzato da produzioni di pregio come il Sagrantino e l’olio Dop. L’atteggiamento e le scelte del Comune invece, oltre a mettere in secondo piano la salute degli abitanti di Gualdo Cattaneo, rischiano di arrecare anche un grave danno economico ai settori enologico e dell’olivicoltura, per non parlare dei settori turistico ed immobiliare che vengono sicuramente danneggiati dalla presenza di un impianto che da anni inquina l’intera area”.

Perugia, 19 marzo 2010

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20 marzo 2010

Andrea Ronchi posa da un milione di dollari

Gli intervenuti alla manifestazione del partito dell'amore saranno stati anche centocinquantamila, ma questa posa di Andrea Ronchi vale un milione, da sola.


Nessun comico potrebbe eguagliare una simile faccia da pirla. Ed è pure ministro. Chissà se il Nanetta si sarà accorto di aver funto da muretto per la posa del collega.

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19 marzo 2010

NO ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI NEL NOSTRO CIBO. Firma la petizione!!

CLICCA QUI PER LA PETIZIONE

"La Commissione Europea ha appena approvato la coltivazione di raccolti OGM nell'Unione Europea per la prima volta in 12 anni!

Crollando di fronte alla lobby degli OGM, la commissione ha ignorato il 60% di Europei che sentono di dover valutare i fatti prima di coltivare alimenti che possono costituire una minaccia per la nostra salute e l'ambiente.

Una nuova iniziativa permette ad un milione di cittadini europei di presentare richieste ufficiali e legali alla Commissione Europea. Leviamo un milione di voci per la messa al bando di alimenti OGM fino a quando non sarà completata la ricerca; saranno consegnate al Presidente della Commissione Europea Barroso. Firma la petizione ed inoltra questa e-mail ad amici e familiari:

http://www.avaaz.org/it/eu_health_and_biodiversity/?vl

I gruppi di consumatori, della salute pubblica, ambientalisti e coltivatori per lungo tempo


hanno manifestato contro uno sparuto gruppo di compagnie internazionali favorevoli agli OGM che hanno una significativa influenza sull'agricoltura europea. Le preoccupazioni sulla coltivazione di OGM includono: contaminazione di raccolti organici e dell'ambiente; il loro impatto sul clima per l'eccessivo uso di pesticidi richiesto; la distriuzione della biodiversità e dell'agricoltura locale; e gli effetti degli alimenti OGM sulla salute pubblica.

La decisione dell'Unione Europea di autorizzare la coltivazione della patata della BASF e del mais della Monsanto ha trovato la dura opposizione del ministero dell'agricoltura italiano, che ha dichiarato di volere "difendere e slavaguardare l'agricoltura tradizionale e la salute dei cittadini".

Non c'è ancora consenso sugli effetti a lungo termine dei raccolti OGM. Ed è l'industria OGM, che ricerca i profitti non il bene pubblico, che sta finanziando la scienza e guidando l'ambiente regolatore. Ecco perché i cittadini europei stanno richiedendo una ricerca più indipendente, esperimenti e precauzione prima che i raccolti vengano permessi nella nostra terra.

Adesso, l'"Iniziativa dei Cittadini Europei" dà l'opportunità ad un milione di cittadini europei di presentare proposte politiche alla Commissione Europea e ci offre una possibilità unica di scardinare l'influenza delle lobby.

Leviamo un milione di voci per porre una moratoria all'introduzione dei raccolti OGM in Europa e creare un ente scientifico etico ed independente per condurre la ricerca e determinare una forte regolamentazione dei raccolti OGM. Firma la petizione adesso e poi inoltrala ampiamente:

http://www.avaaz.org/it/eu_health_and_biodiversity/?vl

Con determinazione,

Alice, Benjamin, Ricken, Luis, Graziela e l'intero team Avaaz.

Ulteriori informazioni:

Rapporto Eurobarometro 2008 sull' "attitudine dei cittadini europei verso l'ambiente" (inglese), pagina 66:
http://bit.ly/aMkeVJ

L'Europa dice sì alle "superpatate", Il Tempo:
http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2010/03/03/1133194-europa_dice_alle_superpatate.shtml

OGM: Tutta l'Italia (o quasi) contro la patata transgenica, ASCA:
http://bit.ly/bbJUyA

Basf senza freni, altri due Ogm entro il 2010, Terra:
http://www.terranews.it/news/2010/03/basf-senza-freni-altri-due-ogm-entro-il-2010

Greenpeace e il rapporto Isaaa: «Il miracolo Ogm è finito in un ruzzolone», Greenreport :
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=3633&cat=Consumi

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17 marzo 2010

Grande momento per il malaffare cementificatore: sparito il Piano Regolatore

Campo libero per i maiali: il Piano Regolatore sparisce. Chissà che la situazione possa far comodo a qualcuno.
In questa situazione gravissima, nessuno al Pincio ne denuncia la sparizione. Incredibile, ma vero.

Riportiamo da Civonline.it

Sparito il Prg, architetti sul piede di guerra
16-03-2010 20:01
Delle trentadue tavole che dal 1968 regolano l’urbanistica cittadina ne sono rimaste solo due. Un problema di cui il Pincio era già a conoscenza, del quale ha preso atto dopo l’intervento dell’associazione "Punti di Svista". Al momento non esiste alcuna denuncia di furto né di smarrimento presentata alle autorità

CIVITAVECCHIA - Un Sindaco che ammette candidamente che il Piano regolatore è sparito, un dirigente comunale che invece crede di poter dare le istruzioni per consultarlo anche senza vederlo, due architetti intenzionati a fare luce su una questione spinosa. Al centro della scena ancora una volta il Comune di Civitavecchia, o meglio il settore Urbanistica dove, stando a quanto si è appreso nei giorni scorsi, non sarebbe più possibile consultare i documenti che compongono il Prg. Esistono varianti adottate senza l’approvazione della Regione, fogli sparsi e solo due delle trentadue tavole trascritte dal 1968 ad oggi. Ne mancano ben trenta e non risulta al momento nessuna denuncia all’autorità giudiziaria. Il dirigente Massimo Piacentini, in forza al Pincio minimizza affermando che i professionisti cittadini possono consultare le tavole P4.2 e P4.4 presso l’ufficio Edilizia e pianificazione, ma proprio la Casa dell’Architettura ‘‘Punti di Svista’’ nel tentativo di riproporre un archivio urbanistico di Civitavecchia si è accorta del problema, facendolo notare al Pincio. «Le rappresentanze della categoria degli architetti hanno incontrato il sindaco Moscherini - si legge in una nota firmata dagli architetti Daniele Mecucci e Massimo Pantanelli - portando alla sua attenzione l’esito negativo della ricerca effettuata presso gli uffici comunali. Il Sindaco - proseguono i due professionisti - preso atto della scomparsa della documentazione ha permesso di impegnarsi in prima persona per la soluzione di questo non facile problema che investe gli interessi economici e sociali di tutti noi cittadini». Un problema grave, che tuttavia non preoccupa i vertici del Pincio. Eppure è difficile comprendere come possa lasciare tranquilli la sparizione di un documento fondamentale, che regola tutti i diritti sui suoli comunali.

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16 marzo 2010

Confronto pubblico con Marzia Marzoli, candidata alla Presidenza della Regione Lazio

La Rete Romana di Mutuo Soccorso incontra le candidate alla Presidenza della Regione Lazio

1° confronto pubblico con Marzia Marzoli

candidata della lista civica RETE DEI CITTADINI (http://retedeicittadini.it/) alla Presidenza della Regione Lazio

MERCOLEDI' 17 MARZO ORE 17.30 - PRESSO LA SEDE DEL X MUNICIPIO - PIAZZA CINECITTA' N. 11
SALA ROSSA - IV PIANO - (METRO A – FERMATA SUBAUGUSTA)


In questa campagna elettorale si parla tanto di liste ammesse e non ammesse troppo poco dei problemi di questa nostra Regione, della qualità della vita nei quartieri della nostra città, delle difficoltà del vivere quotidiano, dei veri e propri drammi con cui i suoi cittadini debbono fare i conti quotidianamente!

Marta Marzoli ha accettato di parlarne con tutti coloro che vorranno partecipare all’incontro, confrontandosi con i punti di vista, le proposte che la Rete Romana di Mutuo Soccorso ha raccolto nel documento allegato e fatto conoscere a tutte le candidate.
TUTTI, COMITATI E ASSOCIAZIONI DI QUARTIERE, CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE

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Leggi qui il programma della candidata Marzoli

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15 marzo 2010

"Ogm, un vantaggio per chi? Non per il clima né per i poveri del mondo"

Riportiamo da Da Equivita.it

"Secondo il nuovo rapporto di Friends of the Earth ("Who Benefits from GM Crops 2010”) le colture geneticamente modificate non solo non servono a combattere i cambiamenti climatici, ma li aggravano perché incrementando l’uso di pesticidi derivati dal petrolio e alimentando il fenomeno della deforestazione in Sud America contribuiscono a incrementare le emissioni di CO2 del pianeta.

Dati recenti del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA) hanno dimostrato che nel 2008 le colture gm coltivate negli Stati Uniti hanno richiesto rispetto alle colture convenzionali un 26% di pesticidi in più per ettaro. In Argentina, oltre 200.000 ettari di foresta originaria sono


cancellati ogni anno, principalmente a causa dell’espansione delle piantagioni di soia gm.

Il rapporto di Friends of the Earth denuncia, inoltre, che a livello mondiale le colture gm sono ancora confinate al solo 3% del territorio coltivabile, e che il 99% degli Ogm vegetali serve a produrre mangimi per animali o agrocarburanti invece che cibo. Ad oggi, inoltre, nonostante le promesse dell’industria, non è stata immessa sul mercato nessuna coltura gm in grado di incrementare il rendimento dei raccolti, resistere alla siccità, o apportare sostanze utili alla nutrizione.

Sul fronte europeo l’estensione dell’area coltivata con Ogm è diminuita per il quinto anno consecutivo registrando una riduzione del 10% rispetto al 2008. Nel 2009 la Germania è diventato il sesto stato europeo a proibire la coltivazione del mais gm portando a meno dello 0,5% la percentuale totale di terra coltivata con Ogm in Europa. Nonostante ciò alcuni governi continuano a investire milioni in Ogm che promossi come una soluzione per i cambiamenti climatici potrebbero persino essere finanziati nell’ambito del Meccanismo di sviluppo pulito (CDM) previsto dal protocollo di Kyoto.
Dichiara la portavoce di Friends of the Earth Kirtana Chandrasekaran: “In Sud America il cocktail di pesticidi applicato alla soia gm avvelena le comunità e contamina l’ambiente. Le colture gm e il controllo sulle sementi esercitato dalle aziende multinazionali rappresentano un ostacolo allo sviluppo di soluzioni reali perché sottraggono fondi preziosi alla ricerca e limitano l’accesso dei contadini alle sementi e al sapere. Studi autorevoli come “Agricoltura biologica e sicurezza alimentare in Africa” dell’UNEP (agenzia per l’ambiente delle Nazioni Unite) e il rapporto IAASTD (International Assessment of Agricutlural Knowledge Science and Technology for Development) hanno individuato nell’agricoltura ecologica, caratterizzata da grande varietà genetica, e nel sapere tradizionale la chiave per rispondere alle emergenze attuali”.

*Sponsorizzato dall'industria del biotech, lo statunitense ISAAA (Servizio per l'acquisizione delle applicazioni agro-biotecnologiche) promuove gli Ogm come soluzione contro la fame e la povertà mondiali e produce dal 1997 un rapporto annuale intitolato "Global Status of Commercialized Biotech".

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10 marzo 2010

"In Prima Persona" – Lotte e vertenze dei comitati territoriali nel Lazio. In libreria.

E' uscito il libro
"In Prima Persona", di Ylenia Sina Daniele Nalbone, prefazione di Don Roberto Sardelli. Edizioni "Ilmegafonoquotidiano" ISBN 9788889772423
Prezzo 12.00€

Comitati e vertenze territoriali di città, paesi, quartieri. In lotta contro decisioni calate dall’alto, per difendere il “bene comune”, la qualità della vita, il futuro dei figli, le proprie città, i diritti fondamentali. Storie di cittadini e cittadine che non si sentono più rappresentati e che in mancanza di tutele e privati del diritto al futuro scelgono di agire in prima persona. Dalla battaglia contro l’inceneritore di Albano alla NoTurbogas di Aprilia, dai comitati NoFly di Ciampino e Viterbo al NoCoke dell’Alto Lazio; dai No Corridoio Roma-Latina al comitato di quartiere Pigneto-Prenestino; dalla lotta per la casa fino alla difesa dei migranti o al comitato delle Madri per Roma città aperta. Un viaggio nella mobilitazione invisibile di Roma e Lazio, una mappa ragionata e raccontata di lotte esemplari, di persone in carne e ossa, di slogan e parole d’ordine che non trovano spazio nei media ufficiali ma che fondano le ragioni e le speranze di un’altra politica.

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9 marzo 2010

Assalto alla ex centrale nucleare in corso



Greenpeace è salita sul tetto della vecchia centrale nucleare di Montalto di Castro, per un'azione dimostrativa contro la folle scelta di tornare oggi all'atomo.
Vedi
http://qik.com/video/5370824

--
Qui il resoconto dell'azione sul tetto della ex centrale nucleare Montalto Di Castro, che il Governo vorrebbe riaprire.

http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/comunicati/montalto-nucleare

http://www.terranews.it/news/2010/03/montalto-di-castro-greenpeace-lancia-il-suo-%E2%80%9Curlo%E2%80%9D-antinucleare

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8 marzo 2010

Welcome to Civitavecchia

Una Civitavecchia coperta e farcita di merda. Niente di nuovo, no?
http://www.civonline.it/index.php?cmd=dettaglio&id_rec=86124

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"Carbon tax minima comunitaria"

Da APCOM via Virgilio notizie

Bruxelles, 5 mar. (Apcom) - Il neo commissario Ue alla fiscalità, Algirdas Semeta, ha intenzione di cominciare il suo mandato con una proposta di 'carbon tax' da introdurre in tutti gli Stati membri. Si tratterebbe, in sostanza, di una modifica dell'attuale legislazione sulla tassazione

dell'energia che prevede un livello minimo di accise.

La proposta dovrebbe prevedere una sorta di 'riparametrazione' delle attuali accise per le fonti di energia come il petrolio, il carbone, il gas naturale usati per alimentare i motori, per il riscaldamento e per la produzione di energia elettrica. Invece di calcolare l'accisa in proporzione al combustibile consumato, nel nuovo sistema il carico fiscale sarebbe direttamente legato alle emissioni di CO2 e inversamente proporzionale all'efficienza energetica.

Questo permetterebbe, tra l'altro, di incentivare con basse accise le energie rinnovabili, come i bio-carburanti, che oggi sono pesantemente tassate in proporzione ai combustibili fossili che sostituiscono; tanto che l'etanolo spesso ha un'accisa maggiore del carbone, altamente inquinante.

Arrivando a Bruxelles, Semeta ha trovato gran parte del lavoro in questo campo già fatto dal suo predecessore, l'ungherese Lasklo Kovacs, che però non ha mai presentato la proposta di 'carbon tax' per via dell'opposizione 'preventiva' di diversi Stati membri, e in particolare della la Gran Bretagna. Kovacs pensava a un'accisa minima di 10 euro per tonnellata di CO2 emesso.

La materia è delicata perché in questo campo la competenza comunitaria ha poteri molti circscritti, e le decisioni in Consiglio Ue si prendono all'unanimità. Inoltre, il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, aveva preferito 'congelare' la proposta fino alla fine del 2009 per non compromettere il sostegno dei paesi membri alle politiche climatiche dell'Ue, alla vigilia del vertice Onu di Copenaghen, poi sostanzialmente fallito.

Oggi molti Stati membri hanno già adottato o stanno pianificando delle forme di 'carbon tax': oltre ai 'pionieri' scandinavi (Svezia, Danimarca e Finlandia), intendono seguire questa strada la Francia e l'Irlanda. Parigi ha qualche difficoltà per via di una forte'opposizione dell'opinione pubblica, mentre Doblino ha intenzione di imporre un'accisa da 15 euro per tonnellata di CO2 emesso. Altri progetti di carbon tax sono in discussione anche in Germania, Slovenia, Olanda e Gran Bretagna.

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"Cinque milioni di danni ad enel"

Riportiamo da Senzacolonne.it

Brindisi – La prescrizione ha azzerato il processo: per le quattro persone che restano imputate per reati ambientali, dirigenti dell’Enel che non avrebbero provveduto ad adottare misure idonee a coprire il carbonile, il dibattimento è ricominciato ieri mattina. Tutto da rifare. A iniziare dalle richieste di costituzione di parte civile e di risarcimento dei danni: gli unici ad essere

ammessi sono stati il Comune di Brindisi e il ministero dell’Ambiente che hanno presentato il loro salatissimo conto per i danni procurati dalla dispersione delle polveri di carbone sul suolo e per le infiltrazioni nel sottosuolo. Il Comune, assistito dall’avvocato Daniela Faggiano, ha ribadito la propria richiesta: cinque milioni di euro di provvisionale come “base” per la sospensione condizionale della pena (in caso di condanna).

Il ministero dell’Ambiente, rappresentato dall’Avvocatura di Stato si è limitato a chiedere la bonifica dei luoghi o, in alternativa, il ristoro dei danni per il ripristino dello stato originario: 300 euro per ogni metro cubo. Non ha presentato istanza di costituzione di parte civile Mariano Antelmi, titolare della concessionaria Volkswagen e non è stato ammesso Riccardo Attore della ditta “Attore autotrasporti”. Si tratta di coloro che si sono rivolti per primi alla procura: le loro rivendicazioni erano riferibili alle altre cinquantatrè persone coinvolte nel processo che sono ora fuori, senza alcuna conseguenza, salvati dal trascorrere del tempo. Se la vedranno in sede civile, loro che lamentarono per primi le conseguenze provocate dalla dispersione del carbone “in quantità non meglio definite”.
(continua sull'ed. cartacea del giornale)

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6 marzo 2010

Piemonte. Nuova legge su energia da combustione di biomasse forestali: un'idea folle

Documento del WWF: "Il grande inganno energetico da biomasse forestali della Regione Piemonte".

Dal Blog BeppeGrillo.it


La Regione Piemonte ha deciso di produrre il 20% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili. Come vuol farlo? Attraverso la distruzione dei boschi. Per produrre energia saranno utilizzati ogni anno 2,2 milioni di metri cubi di legname, secondo le pazzesche norme della nuova Legge forestale regionale (L.R. 4/2009). Una legge in totale conflitto con le disposizioni di sostenibilità delle Risoluzioni approvate nelle Conferenze Ministeriali sulla protezione delle foreste in Europa. La Legge Attila/Bresso è stata approvata in modo bipartisan (e come poteva essere altrimenti?) sia dal PDL che dal PDmenoelle. In pochi anni parte dei boschi del Piemonte scompariranno, sia quelli pubblici che quelli privati. Infatti, secondo un comunicato del WWF: "Attraverso il meccanismo della gestione provvisoria associativa (L.R. 4/2009, art. 18), in Piemonte il taglio del bosco oggi può venir eseguito senza darne comunicazione diretta al proprietario. Se il proprietario vuole conservare il bosco, tocca a lui rincorrere le amministrazioni che ne deliberano il taglio e opporvisi; se non fa nulla si trova il bosco tagliato! La legna gli sarà pagata al valore reale di mercato, ma chi poi la utilizzerà come biomassa ne otterrà la supervalutazione, drogata grazie ai soldi pubblici, di cui si è detto

sopra".
I boschi sono un bene prezioso e sempre più raro, la quota pro capite di boschi dal 1861, anno della nascita dell'Italia, è dimezzata. I boschi dovrebbero essere trasmessi alle generazioni future. Distruggere i boschi per produrre energia elettrica è diseconomico, oltre che criminale. Il legno infatti ha un basso contenuto energetico CE, pari a circa un quarto di quello del gasolio.
Perché la Regione Piemonte ha approvato una legge CONTRO la proprietà privata, CONTRO l'ambiente e CONTRO l'economia? Secondo il WWF: "La risposta sta in un sistema di incentivi eccessivi, che non ha eguali in altre Nazioni europee e non è accompagnato da un adeguato corollario di limitazioni. Manca la valutazione dei costi ambientali dell’attività, che dovrebbe essere, al contrario, vincolante nei processi decisionali. Ciò che ci si prepara a fare è una grossa speculazione economica, con effetti ambientali devastanti. Francesi, svizzeri e austriaci, nostri vicini lungo l’arco alpino, pur utilizzando i boschi regolarmente, non si sognano di produrre corrente elettrica da biomasse forestali, ma si limitano a sfruttare intelligentemente i residui di lavorazione del legno a fini termici. Se strapagassimo, al prezzo attuale del legname da opera, il legno che si progetta di bruciare in Piemonte in un anno, arriveremmo alla cifra di 58 milioni di euro. Nell’attuale mercato “drogato”, per utilizzare quello stesso legno e produrre energia, l’Amministrazione Pubblica verrà a spendere una cifra estremamente più elevata, che nessuno ha calcolato (o reso noto), ma di cui possiamo aver percezione se consideriamo le dichiarazioni rese dalla Regione: negli ultimi 5 anni sono stati destinati 300 milioni di euro per promuovere l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili e, entro il 2013, sono previsti investimenti nel settore che raggiungeranno il miliardo di euro. Il dato è riferito alla generalità delle fonti rinnovabili, ma considerato che la Regione vuole ottenere il 60% dell’energia da biomasse forestali, è automatico che il grosso degli investimenti vada a finire in tale comparto. Per citare solo un esempio di voce di spesa correlata, si consideri che per le pratiche forestali in Piemonte è prevista la realizzazione di 2.000 chilometri di NUOVE STRADE FORESTALI e altrettanti Km necessitano di opere di manutenzione. Sono i soldi del cittadino, che sborsa per il kWh da biomasse circa il triplo del suo valore reale e che paga gli investimenti pubblici che sostengono la cosiddetta filiera del legno attraverso vari canali e organismi competenti: FESR, FAS, Fondo Sociale, Piano di Sviluppo Rurale (che finanzia agli agricoltori le centraline) Consorzi forestali, IPLA, UNCEM, Assessorati alla montagna e foreste, ecc..".
Ci stiamo autodistruggendo in silenzio. Siamo una razza in estinzione. Chi avesse ancora cuore e voce scriva una mail alla presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso: presidente@regione.piemonte.it.

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4 marzo 2010

Dedicata alle ultime disavventure di Alvaro Balloni con IdV

Alvaro Balloni: le sue "larghe intese" sembrano in crisi

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3 marzo 2010

6 marzo, Roma: MANIFESTAZIONE UNITARIA DEI MOVIMENTI CONTRO LE NOCIVITA´ E LE DEVASTAZIONI AMBIENTALI DEL LAZIO

Sabato 6 Marzo ore 15:00 in Piazza Santi Apostoli a Roma

COMITATI UNITI DEL LAZIO PER LA DIFESA DELLA SALUTE, DELL´AMBIENTE E L´ AUTOGOVERNO DEI NOSTRI TERRITORI. PARTECIPIAMO TUTTI/E AL PRESIDIO

Siamo donne e uomini che in questi anni hanno resistito all'aggressione dei loro territori da parte di chi vuole far profitto sulla salute e sull'ambiente. Siamo coloro che si sono opposti alla politica piegata agli interessi dei privati, quella politica che schiaccia i bisogni e le volontà delle popolazioni per favorire industriali e imprenditori che fanno profitto con lo sfruttamento della terra e dell´ambiente.
In questi ultimi anni le istituzioni comunali, regionali e nazionali hanno imposto con arroganza e autorità: centrali turbogas e a carbone, inceneritori e nuove discariche , la privatizzazione dell'acqua , mega aeroporti , mega autostrade , la TAV e come se non bastasse oggi si riparla di energia nucleare e a questo proposito

il Lazio dovrebbe ospitare alcune centrali e siti per lo stoccaggio delle scorie.
Le popolazioni locali hanno risposto a tutto questo autorganizzandosi in Comitati e lottando in prima persona contro le multinazionali che si nascondono dietro ogni grande opera: ENEL, ENI, COLARI, CALTAGIRONE, AMA, ACEA, SORGENIA, IMPREGILO, ANSALDO...
Le nostre non sono solo battaglie in difesa della nostra salute e dell'ambiente, la nostra è una lotta per restituire il potere decisionale sui territori ai cittadini che vi abitano.
Non abbiamo bisogno di nuove centrali, inceneritori, autostrade, discariche, porti, aeroporti, centrali nucleari...
I nostri territori vanno risanati da mondezza e dai veleni, vogliamo una mobilità basata sul ferro, la nostra acqua deve essere pubblica, per questo scenderemo in piazza anche il prossimo 20 Marzo.
La volontà popolare deve essere rispettata, nulla deve essere deciso sulla nostra testa.
Per tutte queste ragioni chiamiamo le reti sociali, i coordinamenti territoriali, le assemblee permanenti, i comitati di quartiere i/le tanti/e cittadini/e che in questi anni si sono mobilitati contro le scelte sbagliate della Regione Lazio ad una

MANIFESTAZIONE UNITARIA DEI MOVIMENTI
CONTRO LE NOCIVITA´
E LE DEVASTAZIONI AMBIENTALI DEL LAZIO
Sabato 6 Marzo ore 15:00 in Piazza Santi Apostoli a Roma



Assemblea permanente NO FLY Ciampino, Comitato Fiumicino Resiste NO AL PORTO, Comitato NO COKE Alto Lazio, Comitato NO CORRIDOIO ROMA-LATINA, Comitato RISANAMENTO AMBIENTALE Guidonia, Coordinamento CONTRO L'INCENERITORE d'Albano, Rete dei Cittadini NO TURBOGAS Aprilia, Rete per la TUTELA della VALLE DEL SACCO

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1 marzo 2010

Ipocrisia nucleare

Da Greenpeace Italia
la “sindrome dell’ipocrita nucleare” - Sì al nucleare ma non nella mia Regione - ha contagiato diversi candidati alle prossime elezioni regionali. Ma abbiamo trovato la cura: un ritocco ai loro manifesti elettorali. E così abbiamo piazzato lungo le strade di Roma alcuni manifesti della Polverini, in tutto simili agli originali, ma con la scritta: “Sicuramente il nucleare. A Montalto di Castro e Latina (ma dopo le elezioni!)”.

Nei giorni scorsi, infatti, la candidata per la carica di governatore del Lazio ha espresso il suo appoggio ai piani nucleari del governo, ma ha dichiarato allo stesso tempo che il Lazio “non ha bisogno” di centrali nucleari.

Troppo comodo dire Sì al nucleare e poi dichiarare che la propria regione ne può fare a meno. Lo hanno fatto anche

Zaia (Veneto) e Formigoni (Lombardia). Nel Lazio la situazione è ancora più grave perché i tecnici dell'EDF hanno già fatto sopralluoghi a Montalto di Castro, che appare un sito certo del ritorno italiano al nucleare.

I cittadini hanno bisogno di risposte chiare sul nucleare e non meritano di essere presi in giro, né ora né dopo le elezioni.

Molti, come te, stanno partecipando attivamente alla nostra campagna sul sito Nuclear lifestyle . L’appello è arrivato quasi a quota 57mila e alla Nuclear Hotline sono stati inviati più di 400 messaggi contro il nucleare. Ascoltali su Radio Attiva e fai sentire anche la tua voce. Chiama subito il numero gratuito 800.864.884.

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25 febbraio 2010

Turchia: esplosione e morti in miniera di carbone

Riportiamo da ANSA.IT
"Esplosione in miniera, almeno 17 morti. L'ennesima tragedia in un impianto nell'ovest del Paese

ANKARA - Almeno 17 uomini sono morti oggi nella Turchia occidentale in seguito ad una accidentale esplosione di gas metano in una delle gallerie di una miniera di carbone.

Lo hanno riferito le principali reti televisive. La tragedia ha avuto come teatro la miniera di Odakpy, situata nei pressi della città di Dursunbey. Al momento dello scoppio, avvenuto a una profondità di 250 metri, nei cunicoli c'erano una cinquantina di uomini. Stando alla rete televisiva Cnn Turk, 28 sono stati estratti vivi. Molti presentavano ustioni di varia gravità e almeno in 11 sono stati ricoverati in ospedale: cinque di loro, secondo fonti mediche, sono poi deceduti per la gravità delle ferite riportate. Secondo il governatore della provincia di Balikesir, Yilmaz Arslan, i corpi recuperati dai soccorritori sono almeno 12 e il bilancio della sciagura può essere considerato definitivo. "Posso dire che nella miniera non c'é più nessuno ancora in vita e le ricerche sono state sospese", ha dichiarato Arslan alla rete televisiva Ntv. "Alcuni uomini al momento dell'esplosione erano vicini all'uscita della miniera e non è stato difficile per loro mettersi in salvo, altri invece sono rimasti purtroppo intrappolati", ha detto all'agenzia turca Anadolu il titolare della licenza di sfruttamento dell'impianto, Erhan Otakoylu. In Turchia gli incidenti in miniera sono piuttosto frequenti a causa della carenza di misure di sicurezza negli impianti, dei macchinari spesso obsoleti e le alte concentrazioni di grisù nelle gallerie. Lo scorso 11 dicembre 19 minatori sono morti un'esplosione avvenuta in un'altra miniera di carbone nei pressi della città di Bursa, nella Turchia nord-occidentale, ad una profondità fra i 250 e i 350 metri. Nel maggio precedente un uomo perse la vita e altri due rimasero feriti in una analoga esplosione avvenuta in una località della provincia di Chernak in una miniera gestita da una compagnia privata. Nel febbraio del 2009, invece, due minatori sono morti nel crollo avvenuto in un condotto di una miniera di carbone nella provincia di Zonguldak, sulla costa del Mar Nero. Più indietro nel tempo, nel giugno 2006, 17 minatori morirono nel crollo di una galleria in una miniera di carbone di Odakoy nella provincia di Balikesir, mentre nell'aprile del 2005, 17 minatori ed un ingegnere restarono uccisi per un'esplosione in una miniera a Gediz, nella Turchia occidentale. Ma la più grave tragedia di tutti i tempi in una miniera di carbone turca avvenne a Kozlu il 4 marzo 1992, quando ben 263 uomini persero la vita.

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USA, moratoria de facto sul carbone. "Energia del passato"

Riportiamo da Greenreport.it

Questo intervento ci è stato inviato dall'Earth policy institute di cui Lester Brown è presidente Lester Brown

WASHINGTON. Gli ultimi due anni hanno visto l'emergere di un forte movimento contrario alla costruzione di nuove centrali elettriche a carbone negli Stati Uniti. Inizialmente guidato da gruppi ambientalisti, sia a livello nazionale che locale, da allora il movimento è stato affiancato da importanti leader politici nazionali e molti governatori statali. Il motivo principale per contrastare le centrali a carbone è che stanno cambiando il clima della terra. Vi è anche l'effetto delle emissioni di mercurio sulla salute e 23.600 decessi ogni anno negli Usa dalle emissioni dell'industria dell'energia.

Negli ultimi anni l'industria del carbone ha sofferto una battuta d'arresto dopo

l'altra. Il Sierra Club, che ha mantenuto un conteggio delle proposte di centrali elettriche a carbone e dei loro destini a partire dal 2000, riferisce che 123 impianti sono stati sconfitti, con altri 51 davanti al giudice. Dei 231 impianti monitorati, solo 25 hanno attualmente la possibilità di ottenere i permessi necessari per iniziare la costruzione e, eventualmente, partire. Costruire di un impianto a carbone potrebbe presto essere impossibile.

Quello che era iniziato come una forma di resistenza locale all'energia a carbone si trasformò rapidamente in un'onda nazionale di opposizione popolare per l'ambiente, la salute, la terra, e le organizzazioni della comunità. Nonostante una campagna fortemente finanziata di annunci per promuovere il cosiddetto carbone pulito (che ricorda uno degli sforzi precedenti dell'industria del tabacco per convincere la gente che le sigarette non erano insalubri), il pubblico americano si sta muovendo contro il carbone.

Una delle prime battute d'arresto della grande industria è venuto agli inizi del 2007 quando una coalizione guidata dalla Environmental defense fund ha preso di mira il piano della Texas Pacific della Txu per 11 nuove centrali elettriche. Una repentina caduta nel prezzo dell'utility stock causato dalla tempesta mediatica spinse a $ 45 miliardi l'offerta di buyout da parte di due società di private equity.

Così, solo dopo aver negoziato un cessate il fuoco con EDF e il Natural resources defense council e la riduzione del numero di impianti proposto da 11 a 3, preservando in tal modo il valore della società, le aziende hanno potuto procedere all'acquisto. E 'stata una vittoria importante per la comunità ambientalista, che raccolse il sostegno pubblico necessario per arrestare 8 impianti a titolo definitivo e di imporre regole più severe per i restanti 3.

Nel frattempo, l'attenzione in Texas si è spostato verso le sue vaste risorse eoliche, spinto avanti della California nella generazione elettrica dal vento.

Nel maggio 2007, la Florida Public Service Commission ha rifiutato di dare il via libera a un investimento di $ 5,7 miliardi, una centrale a carbone da 1.960 megawatt perché non è stato possibile dimostrare che la realizzazione dell'impianto sarebbe stato più conveniente che investire nella conservazione, l'efficienza e le fonti di energia rinnovabili. Questo punto, portato a casa dalla Earthjustice,organizzazione giuridica ambientalista senza scopo di lucro, combinata con una forte opposizione dell'opinione pubblica a qualsiasi nuova centrale a carbone in Florida, hanno portato al ritiro di quattro proposte di altri impianti di carbone nello stato.

Anche il futuro del carbone è in sofferenza come dimostra il fatto che Wall Street gli ha girato le spalle. Nel luglio 2007, Citigroup ha declassato le azioni della società di carbone su tutta la linea e ha raccomandato ai suoi clienti di passare ad altre scorte energetiche. Nel gennaio 2008, anche Merrill Lynch ha declassato le riserve di carbone. Ai primi di febbraio 2008, le banche di investimento Morgan Stanley, Citi e JP Morgan Chase hanno annunciato che qualsiasi prestito futuro per impianti a carbone sarebbero stati valutati sulla dimostrazione che queste centrali sono economicamente sostenibili rispetto anche ai costi più elevati associati alle future restrizioni federali sulla emissioni di carbonio. Nello stesso mese, Bank of America ha annunciato di voler seguire lo stesso esempio.

Nell'agosto 2007, il carbone ha preso un colpo pesante dalla politica degli Stati Uniti, quando il leader della maggioranza al Senato Harry Reid del Nevada, che aveva combattuto contro la costruzione di tre centrali a carbone nel proprio stato, annunciò di essere contro la costruzione di centrali a carbone in tutto il mondo. Anche l'ex vice presidente Al Gore ha espresso forte opposizione alla costruzione di centrali a carbone. Così come molti governatori degli stati, compresi quelli di California, Florida, Michigan, Washington e Wisconsin.

Nel 2009 nel suo discorso sullo State of the State address, il governatore del Michigan Jennifer Granholm ha sostenuto che lo Stato non dovrebbe importare carbone dal Montana e dal Wyoming, ma piuttosto investire in tecnologie per migliorare l'efficienza energetica e sfruttare le risorse rinnovabili del Michigan, tra cui il vento e il sole. Questo, ha detto, creerà migliaia di posti di lavoro nello Stato, aiutando a compensare quelli persi nel settore automobilistico.

Uno degli oneri irrisolti che infestano il settore del carbone, oltre alle emissioni di CO2, è il "che fare" con le ceneri, quello cioè che resta della combustione del carbone e che si sta accumulando in 194 discariche e 161 laghetti in 47 Stati. Questa cenere non è un materiale facile da smaltire in quanto contengono arsenico, piombo, mercurio, e molti altri materiali tossici. Questo sporco segreto è diventato di pubblico dominio poco prima del Natale 2008 quando il muro di contenimento delle ceneri di carbone nel Tennessee orientale è crollato, rilasciando un miliardo di litri di materiali tossici.

Purtroppo l'industria non ha un piano per lo smaltimento in sicurezza dei 130 milioni di tonnellate di ceneri prodotte ogni anno, abbastanza per riempire 1 milione di vagoni ferroviari. I pericoli sono tali che il Department of homeland security ha cercato di mettere 44 delle strutture più vulnerabili di stoccaggio in un elenco classificato per non cadere nelle mani dei terroristi. La fuoriuscita di ceneri di carbone tossici in Tennessee ha conficcato un altro chiodo nel coperchio della bara dell'industria carboniera.

Nell'aprile 2009, il presidente della potente US Federal energy regulatory commission, Wellinghoff Jon, ha osservato che gli Stati Uniti non hanno più bisogno di più centrali a carbone o nucleari. Regolatori, banche di investimento, e leader politici stanno iniziando a vedere ciò che è ovvio da qualche tempo agli scienziati del clima come quello della NASA James Hansen, che dice che non ha senso costruire centrali a carbone quando dovremmo demolirle tra pochi anni.

Nell'aprile 2007, la Corte suprema americana ha stabilito che la Environmental protection agency (EPA) è autorizzata e tenuta a regolamentare le emissioni di CO2 nell'ambito del Clean air act. Questa decisione spartiacque ha spinto l‘Environmental appeals board dell'Epa nel novembre del 2008 a concludere che è l'ufficio Epa regionale che deve rubricare le emissioni di CO2 prima di rilasciare permessi di inquinamento atmosferico per una nuova centrale elettrica a carbone. Questo non solo mette un freno ai piani in questione, ma anche costituisce un precedente, interrompendo i permessi per tutti gli altri impianti a carbone proposti negli Stati Uniti. Agendo sulla stessa decisione della Corte Suprema, nel dicembre 2009, l'EPA ha emesso un accertamento finale di danneggiamento a conferma che le emissioni di CO2 minacciano la salute umana e il benessere e devono essere regolamentate, paralizzando così ovunque ogni nuovo piano per impianti a carbone.

Il punto è che gli Stati Uniti ora, in effetti, hanno fatto una moratoria de facto sulla costruzione di nuove centrali a carbone. Ciò ha portato il Sierra Club, il leader nazionale su questo tema, a inserire nella sua campagna per ridurre le emissioni di carbonio la chiusura degli impianti esistenti.

Visto l'enorme potenziale per la riduzione dell'uso di energia elettrica negli Stati Uniti, passando per l'illuminazione più efficiente e pertinente, per esempio, questa strada può essere molto più facile di quanto sembri. Se il livello di efficienza degli altri 49 Stati fossero portate a quella di New York, l'energia più efficiente dello stato, l'energia risparmiata sarebbe sufficiente a chiudere l'80 per cento delle centrali elettriche a carbone del paese. I pochi impianti rimanenti potrebbero chiudere riconvertendosi a energie rinnovabili, impianti eolici, impianti solari termici, celle solari sul tetto, geotermia per produrre energia e calore.

La fine ormai è scritta. Con il rischio che pochissime, forse nessuna, nuova centrale elettriche sarà approvato negli Stati Uniti, questa moratoria de facto invierà un messaggio al mondo. Danimarca e Nuova Zelanda hanno già vietato nuove centrali a carbone. Altri paesi potrebbero unirsi a questo sforzo per ridurre le emissioni di carbonio. Anche la Cina, che stava costruendo una centrale a carbone alla settimana, si sta portando avanti con lo sviluppo delle energie rinnovabili e presto supererà gli Stati Uniti nella generazione di energia dal vento. Questi e altri sviluppi suggeriscono che l'obiettivo del Piano B di ridurre le emissioni di carbonio al netto dell'80% entro il 2020 potrebbe essere molto più raggiungibile di quanto si pensasse.

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23 febbraio 2010

6 marzo - MANIFESTAZIONE UNITARIA DEI MOVIMENTI CONTRO LE NOCIVITA’E LE DEVASTAZIONI AMBIENTALI DEL LAZIO

Il 6 marzo prossimo siamo chiamati a partecipare a una giornata di mobilitazione per uno sviluppo sostenibile.

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COMITATI UNITI DEL LAZIO PER LA DIFESA DELLA SALUTE, DELL’AMBIENTE E L’ AUTOGOVERNO DEI NOSTRI TERRITORI

Siamo donne e uomini che in questi anni hanno resistito all'aggressione dei loro territori da parte di chi vuole far profitto sulla salute e sull'ambiente. Siamo coloro che si sono opposti alla politica piegata agli interessi dei privati, quella politica che schiaccia i bisogni e le volontà delle popolazioni per favorire industriali e imprenditori che fanno profitto con lo sfruttamento della terra e dell’ambiente.

In questi ultimi anni le istituzioni comunali, regionali e nazionali hanno imposto con arroganza e autorità: centrali turbogas e a carbone, inceneritori e nuove discariche, la privatizzazione dell'acqua, mega aeroporti, mega autostrade, la TAV e come se non bastasse oggi si riparla di energia nucleare e a questo proposito il Lazio dovrebbe ospitare alcune centrali e siti per lo stoccaggio delle scorie.
Le popolazioni locali hanno risposto a tutto questo autorganizzandosi in Comitati e lottando in prima persona contro le multinazionali che si nascondono dietro ogni grande opera: ENEL, ENI, COLARI, CALTAGIRONE, AMA, ACEA, SORGENIA, IMPREGILO, ANSALDO...

Le nostre non sono solo battaglie in difesa della nostra salute e dell'ambiente, la nostra è una lotta per restituire il potere decisionale sui territori ai cittadini che vi abitano.

Non abbiamo bisogno di nuove centrali, inceneritori, autostrade, discariche, porti, aeroporti, centrali nucleari...
I nostri territori vanno risanati da mondezza e dai veleni, vogliamo una mobilità basata sul ferro, la nostra acqua deve essere pubblica, per questo scenderemo in piazza anche il prossimo 20 Marzo.

La volontà popolare deve essere rispettata, nulla deve essere deciso sulla nostra testa.

Per tutte queste ragioni chiamiamo le reti sociali, i coordinamenti territoriali, le assemblee permanenti, i comitati di quartiere i/le tanti/e cittadini/e che in questi anni si sono mobilitati contro le scelte sbagliate della Regione Lazio ad una

MANIFESTAZIONE UNITARIA DEI MOVIMENTI CONTRO LE NOCIVITA’E LE DEVASTAZIONI AMBIENTALI DEL LAZIO
Sabato 6 Marzo ore 15:00 in Piazza Santi Apostoli a Roma


Assemblea permanente NO FLY Ciampino, Comitato Fiumicino Resiste NO AL PORTO, Comitato NO COKE Alto Lazio, Comitato NO CORRIDOIO ROMA-LATINA, Comitato RISANAMENTO AMBIENTALE Guidonia, Coordinamento CONTRO L'INCENERITORE d'Albano, Rete dei Cittadini NO TURBOGAS Aprilia, Rete per la TUTELA della VALLE DEL SACCO

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