No al carbone Alto Lazio

21 maggio 2010

Civitavecchia: cementificatori e cementificati. E il Grumo Misto si allarga

"La variante per costruttori e palazzinari (da Centumcellae.it)
Approvata quest'oggi dal Consiglio comunale la Variante 29: nuove case e palazzi per una città che, non si sa come, crescerà in pochi anni di 10.000 abitanti."

Che sia un bene o un male è un dato di fatto: la popolazione della nostra Città non cresce con lo stesso ritmo del Grumo Misto, che invece si ammassa sulle poltrone del Pincio come scorie in un deposito abusivo:

"...con la surroga del dimissionario Vincenzo Gaglione al cui posto è subentrato Ivano Bianchini: eletto tra i Socialisti a sostegno di Nicola Porro è immediatamente trasmigrato nelle larghe intese sostenendo dal Gruppo misto il centrodestra alla prima votazione" (Ricordiamo le new entry Daniele Perello da Sinistra e Libertà e del noto saltafossi Gianfranco Bergodi da UDC e tanti altri prima)

La popolazione in Italia non cresce, la popolazione civitavecchiese è ferma sui 50.000 da decenni, i giovani con alta formazione lasciano quasi sistematicamente la città, e allora:
a chi serve un milione di metri cubi di nuovo cemento?
Che domanda ingenua! Agli speculatori, al malaffare che ricicla denaro sporco.

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20 maggio 2010

"Clima. Allarme esperti Usa: scoraggiare l'uso di petrolio e carbone"

Fonte: LaStampa.it
"L'Autorevole Accademia nazionale delle Scienze chiede di agire

Washington, 19 mag. (Ap-Nuova Energia) - Per l'Accademia nazionale delle scienze, il massimo organismo scientifico degli Stati uniti, il cambiamento climatico è un problema talmente urgente che occorre rendere più costoso l'utilizzo di petrolio e carbone. L'accademia, consulente del governo, prende un'iniziativa inusuale, suggerendo misure specifiche per fermare il riscaldamento globale. Di solito l'organismo si esprime su questioni scientifiche senza indicare alla politica le scelte da compiere. Secondo il panel di scienziati gli Usa devono ridurre le emissioni di gas serra tra il 57 e 83 per cento entro il 2050, percentuali già indicate dal presidente Barack Obama. Per farlo, secondo gli scienziati, occorre introdurre una carbon tax oppure un meccanismo di cap and trade per limitare il biossido di carbonio. Copyright APCOM (c) 2008"

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I Verdi di Cosenza chiamano alla mobilitazione contro il carbone a Rossano

"COSENZA: VERDI, NO CENTRALE A CARBONE DI ROSSANO
(ASCA) - Cosenza, 19 mag - ''Entro la meta' giugno, i Verdi della provincia di Cosenza e quelli nazionali, di concerto anche con altre forze politiche, culturali e ambientali calabresi, promuoveranno una grande manifestazione a Rossano (Cs) per esprimere un forte ''no'' all'ipotesi di riconversione a carbone della Centrale Enel''. Lo si legge in una nota dei Verdi della provincia di Cosenza, che si sono riuniti , alla presenza del Consigliere Provinciale Mario Giordano e del Componente dell'Ufficio di Presidenza Nazionale, Aurelio Morrone ed un gruppo di Consiglieri comunali dei Verdi. Nel corso dell'incontro e' stato ribadito ''il ruolo dei Verdi nel panorama politico calabrese e cosentino, che non puo' essere assolutamente assorbito o sostituito da componenti ambientaliste, pur rispettabili, all'interno dei diversi partiti e movimenti tradizionali''.

''Tutti i presenti hanno affermato la loro forte ed assoluta contrarieta' alla riconversione a carbone della Centrale Enel di Rossano. L'uso del carbone, e' stato piu' volte sottolineato, e' incompatibile con le vocazioni ambientali e con le potenzialita' di crescita del nostro territorio e, soprattutto, con un'area come quella della Sibaritide, che costituisce un vero e proprio punto di eccellenza nel settore agroalimentare e turistico''.

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Balneabilità a Civitavecchia

Comunicato stampa del 18.5.2010

Il giorno venerdì 21 maggio alle ore 11.00 presso la sala conferenza del Polo Idrogeno di Civitavecchia (vecchia biglietteria del porto), si terrà un incontro sul tema della balneazione a Civitavecchia, promosso dall'associazione culturale Pirgo.org nell'ambito delle iniziative "2010 Battaglia per la balneazione ", evento al quale sono invitate le associazioni, la cittadinanza e le autorità locali e provinciali. Scopo dell'incontro dopo i dati pubblicati dall'Arpa sullo stato delle coste della città e gli impegni presi dal presidente della Provincia Zingaretti di Roma di ristabilire la balneazione entro il 2011, è quello di fare il punto sulla situazione effettiva, sulle competenze e sulle azioni che sono state e verranno intraprese.
Nell'ambito dell'incontro saranno resi pubblici i dati del sondaggio on line commissionato da Pirgo.org. ed effettuato da Sonda, nel quale sono state raccolte le opinioni degli abitanti e dei frequentatori della città sulla situazione del mare e delle coste, la loro frequentazione, e le attuali contraddizioni.

Il Presidente Pirgo.org
Angelo Fanton

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19 maggio 2010

Osservatorio Ambientale: finalmente chiarezza

Comunicato stampa

Con Determinazione della Regione Lazio B1757 del 25.03.2010 è stato istituito l'Osservatorio Ambientale previsto quale prescrizione nel decreto V.I.A. n°680/2003 relativo alla centrale a carbone di Torrevaldaliga nord.

La Regione Lazio, inoltre, ha proceduto nella nomina dei componenti dell'osservatorio che sarà attivato entro il mese di Maggio 2010 ed avrà lo scopo di analizzare lo stato ambientale del comprensorio attraverso l'analisi dei livelli complessivi degli inquinanti dell'area provocato dalle diverse fonti e studiarne le ricadute sulle popolazione; monitorare i parametri di qualità dell'ambiente derivanti dall'esercizio della centrale; gestire gli eventuali fenomeni di criticità ambientale derivanti dall'esercizio della centrale; ricercare soluzioni tecnologiche per l'ulteriore abbattimento degli inquinanti ed infine, ma non per importanza, informare i cittadini sui risultati degli studi e delle misure effettuate.

Un risultato non scontato, ottenuto grazie alla costante azione portata avanti sin dal 2008 dalla Procura di Civitavecchia, che vogliamo ringraziare pubblicamente, e che non solo rende merito alle tante delle denunce dei comitati, ma soprattutto rende palese ancora di più, semmai ce ne fosse bisogno, l'illegittimità del Consorzio per la gestione dell'Osservatorio istituito dai Sindaci del comprensorio, su spinta del Sindaco Moscherini, nel 2009.

Apprezziamo particolarmente che sia stato sottolineato che il funzionamento dell'Osservatorio debba avvenire senza fondi ENEL, che la partecipazione dei rappresentanti delle varie istituzioni sarà a carico di quest'ultime, al fine di evitare che i fondi erogati dal controllato, ovvero l'ENEL, possano influenzare i controllori e che a tal fine ci sono già fondi a disposizione presso il Ministero dell'Ambiente.

Inquieta, invece, e non poco, che i Sindaci della corte di Moscherini, in un azione congiunta, nonostante formale richiesta inoltrata dalla Direzione Regionale Ambiente, non abbiano provveduto alla designazione di propri componenti in seno all'Osservatorio, quasi a lasciar trasparire che piuttosto che le attività di monitoraggio ambientale e sanitario sulle ricadute della centrale su territorio e popolazione, il vero fine perseguito fosse la gestione dei fondi previsti nella convezione per il funzionamento dello stesso.

Diventa ora improrogabile che il carrozzone sin qui rappresentato dal Consorzio per la Gestione dell' Osservatorio venga immediatamente sciolto e che finalmente venga spiegato ai cittadini come si sono stati impegnati i fondi ad esso destinati.

Nell'auspicare che l'istituzione dell'Osservatorio comporti finalmente l'avvio di concreti e stringenti controlli sugli effetti ambientali e sanitari della centrale, come da anni i comitati stanno chiedendo, ci auguriamo che l'azione della Procura prosegua anche nel verificare l'ottemperanza concreta delle tante altre prescrizioni inevase dall'ENEL, una per tutte l'interramento degli elettrodotti e la realizzazione del cosiddetto "Parco dei Serbatori", ovvero il bosco di 40 ettari che dovrebbe sorgere in aree limitrofe alla centrale.

I cittadini continueranno nella loro azione di denuncia delle tante carenze ed omissioni amministrative ed autorizzative e chiederanno ai competenti organi di controllo, quali ad esempio la Corte dei Conti, di verificare la correttezza delle modalità e finalità di utilizzo dei fondi ENEL destinati all'Osservatorio.

E questa volta i Sindaci, loro malgrado, dovranno fornire risposte convincenti!

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18 maggio 2010

Un futuro splendente per Civitavecchia: carbone monnezza e cemento

Moscherini preparae l'enorme colata di cemento su Civitaecchia (e le mafie si preparano a banchettare)

Da centumcellae.it

Sperando di fare cosa utile ai cittadini civitavecchiesi che probabilmente si troveranno da qui a qualche anno a vivere in una città molto diversa da quella attuale, cerco di fare il punto sulla questione della Variante 29 al Piano Regolatore Generale discussa nel primo dei due direttivi del Pd svoltosi ieri lunedì 17 maggio dalle ore 17.00 alle 20.00 affinchè chi sia dei dirigenti che degli iscritti del Pd ma anche dei semplici cittadini interessati alle questioni urbanistiche della nostra città non è stato presente possa intervenire domani mercoledì 19 maggio alle ore 17.00 nella seconda seduta del direttivo-attivo del Pd.
Dall’illustrazione della Variante 29 fatta da Annalisa Tomassini, ricordo già assessore all’Urbanistica nella giunta di centro sinistra guidata dall’ex sindaco Gino Saladini, risulta che la Variante 29 non è una variante ad una variante, come furbescamente è stata presentata da questa Amministrazione, ma è di fatto una Variante al piano Regolatore Generale.
In origine la Variante 29, infatti, era stata pensata come sanatoria per sbloccare quei terreni che sono da tempo stati individuati come ricadenti nelle c.d. “zone compromesse” e che doveva permettere a tante famiglie civitavecchiesi, proprietarie di quei terreni, di potersi costruire la prima casa sul proprio terreno. Con sorpresa nel direttivo-attivo di lunedì scorso, dove ricordo erano presenti oltre 30 persone tra dirigenti di partito(15), membri della segreteria (6) e semplici iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico, abbiamo verificato come la Variante 29 sia effettivamente una variante al Prg perché la stessa non risponde al titolo con il quale è stata identificata, ossia “Piano per l’edilizia residenziale pubblica e sociale nonché per la creazione di due parchi urbani di un sistema di verde complementare finalizzati all’integrazione degli standard urbanistici e per la dotazione di infrastrutture e di servizi generale del settore nord della città”.
Infatti da un primo sguardo generale alla variante risulta che:

1) l’edilizia residenziale pubblica e sociale non sia preponderante rispetto a quella privata. Le cubature previste si traducono poi in abitazioni che andrebbero a soddisfare l’esigenza di oltre 10.000 abitanti, dato questo che cozza evidentemente con l’elevato numero di appartamenti invenduti a Civitavecchia e soprattutto a fronte di una popolazione che negli ultimi anni non è cresciuta quasi per niente. Inoltre la Variante 29 pone l’attenzione su aree non contemplate nelle precedenti 32 Varianti al Piano Regolatore Generale, ecco perché la Variante 29 risulta una vera e propria Variante al Prg.

2) Sempre nella dicitura della Variante 29 si cita anche la realizzazione di "due parchi urbani di un sistema di verde complementare finalizzati all’integrazione degli standard urbanistici", motivazione palesemente falsa perché in realtà la Variante 29 prevede di fatto il mantenimento di un parco già in essere e mancante solo del collaudo, quello di Fiumaretta, e la creazione, non si capisce bene come, di un altro parco su un fosso, quello di Zampa d’Agnello che in quanto fosso non permette la facile creazione di strutture ricreative. Dunque di quali parchi si parla? E inoltre perché non si fa menzione della ristrutturazione e della messa a norma e in sicurezza degli altri tre parchi già presenti a Civitavecchia, ovvero il Parco Antonelli-della Resistenza, il Parco dell’Oliveto-dei Martiri delle Foibe e del Parco di San Gordiano-Yuri Spigarelli che versano in una situazione pericolosa e indecorosa? Non era uno degli obiettivi del Sindaco Moscherini quella di spalmare i famosi 40 ettari del parco che l’Enel doveva realizzare a ridosso della centrale sui parchi cittadini? Mi sembra che di ciò nella Variante cementificatoria non vi sia traccia. Anzi no, scusate in effetti le micro aree di verde che questa Amministrazione pensa possano essere sufficienti a 60.000 abitanti siano quelle contemplate all’interno delle dieci rotatorie da realizzare entro l’estate.

3) Anche se il quartiere di Aurelia resta miracolosamente fuori da questa cementificazione, in realtà perché già “mangiata” dal progetto del Piau, per caso l’area interessata da alcune costruzioni è quella che si trova all’ingresso di Aurelia, sulla sinistra e di proprietà della Compagnia Portuale Civitavecchia. Curioso, non trovate?

4) Nella Variante 29 non si fa riferimento al Piano Territoriale Provinciale Generale che vincola le varianti dei Comuni della Provincia di Roma e che anche in questo caso, forse per un’altra mera coincidenza, non viene tenuto presente. Va ricordato che tutte le varianti devono fare riferimento al Ptpg, quindi non si capisce come mai non sia stato scritto nulla in proposito nella Variante 29.

5) L’area di interesse della Variante 29 arriva, anche qui guarda caso, proprio al confine con la Scaglia, nei pressi di Torre d’Orlando dove, sempre per puro caso, l’Ater ha acquistato un’area sulla quale intende costruire a costo zero per il Comune ben 300 appartamenti di edilizia pubblica e sociale, eccola qua, e che invece il sindaco Moscherini stà inspiegabilmente impedendo a vantaggio della realizzazione delle 40 mini casette di legno che devono sorgere in una quartiere già duramente provato da mille problemi come San Liborio. Per dovere di verità va detto che sono solo quattro le aree all’interno della città destinate all’edilizia pubblica mentre oltre il 60% di quello che si vuole realizzare ricade nell’edilizia privata. Inoltre dalla Scaglia in poi fino al Comune di Tarquinia, passando per la Frasca, Sant’Agostino, Aurelia e Santa Lucia ci si trova nell’area interessata dal mega progetto di Moscherini denominato Piau e che prevede la realizzazione di 4200 ettari di zona industriale e che sempre per puro caso permetterebbe, ecco qui, l’impiego di 10.000 persone. Non certamente civitavecchiesi.

6) Infine le tavole della Variante 29 e quelle del Piau sempre per uro caso, si incastrano perfettamente come due parti di un unico grande puzzle. Una Variante diabolica, dunque che non permette una seria riflessione su una procedura che non contempla una concertazione corale con le reali esigenze della collettività civitavecchiese ma che di fatto risponde ad oscuri e poco chiari interessi privati. Dunque con questo tipo di stravolgimento ai fini della mera speculazione edilizia si tradisce l’originario spirito della Variante 29, ovvero quello di sbloccare le zone compromesse e permettere ai singoli civitavecchiesi di costruirsi la prima casa a vantaggio di interessi urbanistici privati, oltre che della realizzazione di edilizia residenziale e sociale e di interventi a beneficio del miglioramento del verde pubblico.

Ricordo che la variante 29 sarà oggetto di discussione del Consiglio Comunale che si svolgerà dopodomani, giovedì 20 maggio.

Roberta Galletta - Coordinatrice Circolo Partito Democratico Civitavecchia

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Turchia, esplosione in miniera di carbone: 32 intrappolati

Fonte: Virgilio.it
Ankara, 17 mag. (Ap-Nuova Europa) - Le autorità turche hanno comunicato che sono 32 i minatori rimasti intrappolati per un'esplosione all'interno di una miniera di carbone nel nord del paese.

L'incidente ha avuto luogo nella miniera di carbone di Karadon, nelle vicinanze del porto si Zongulak, sul mar Nero. Secondo il governatore do Zongulak Erdal Ata, i 32 dipendenti sono intrappolati a 540 metri di profondità. Dal momento dell'esplosione non è stato possibile entrare in contatto con loro.

"Stiamo cercando di raggiungerli", ha spiegato il ministro del Lavoro turco Omer Dincer. L'ingegnere Husnu Unal ha spiegato che altri otto minatori che si trovavano nella galleria sono stati salvati. Alcuni di loro sono ricoverati perché presentano sintomi da intossicazione.

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Il Segretario del Pd calabrese: no al carbone a Rossano

Fonte: ASCA.it

"(ASCA) - Cosenza, 17 mag - ''Il progetto integrato e la riconversione a carbone della Centrale di Rossano (Cs), presentato dall'Enel il 29 aprile scorso, non tiene per nulla conto di un territorio le cui caratteristiche e le cui peculiarita' sono fondamentali per lo sviluppo non solo della provincia di Cosenza, ma dell'intera Calabria''. E' quanto afferma il Consigliere regionale e segretario del Pd calabrese, Carlo Guccione.

''Un territorio a forte vocazione agricola, sede di un punto di eccellenza come l'agroalimentare di qualita', con grandi potenzialita' turistiche storico-culturali e monumentali -prosegue Guccione- non puo' subire i fattori di inquinamento che una centrale a carbone porta inevitabilmente con se'. Per questa ragione, la nuova Giunta regionale deve esprimersi immediatamente in merito a questo progetto, anche in relazione al fatto che il Consiglio regionale della Calabria gia' in passato ha espresso parere negativo sull'utilizzazione del carbone sul territorio della nostra regione e per ribadire che la Calabria - afferma Guccione - ha bisogno di uno sviluppo sostenibile, pienamente compatibile con le sue vocazioni''.

''A tal proposito - aggiunge il Consigliere regionale del Pd - sono assolutamente da condividere le numerose prese di posizione da parte di sindaci, amministratori, forze sociali, ambientalisti, operatori turistici e di tanti cittadini che hanno espresso e continuano ad esprimere forte preoccupazione e contrarieta' a tale riconversione''.

Per quanto ci riguarda - conclude Guccione - siamo per un ''no'' chiaro e fermo a qualsiasi tentativo di riconversione a carbone della Centrale Enel di Rossano. Nei prossimi giorni presentero' un'interrogazione al Presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti e all'assessore regionale all'Ambiente, Francesco Pugliano, per sapere quali provvedimenti l'Esecutivo regionale intende mettere in atto, affinche' un territorio come la Sibaritide e la Calabria possano avere uno sviluppo sostenibile, rispettoso del territorio, dell'ambiente e dei cittadini''.

red/rg/BRA

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17 maggio 2010

Tre nuovi indagati per la morte di Sergio Capitani

Da Tusciaweb.it

"Verificare lo stato delle tubature e del ponteggio sul quale si trovava Sergio Capitani.

Sarebbero queste le motivazioni della richiesta di incidente probatorio presentata dal pm Edmondo De Gregorio al gip del tribunale di Civitavecchia.

L'intento è chiaro: cercare di ricostruire con precisione cosa accadde quel 3 aprile 2010, quando Capitani, operaio tarquiniese di 33 anni, fu scaraventato contro un palo da un getto di ammoniaca. L'impatto violentissimo contro il trave d'acciaio gli spaccò la scatola cranica e Sergio morì sul colpo.

L'incidente probatorio, com'è scritto nella richiesta del pm, avrebbe il fine di verificare "quale tipo di ostacolo fosse presente nella tubazione, nonché le ragioni che hanno dato luogo alla formazione degli ostacoli".

Si tratterebbe di analisi altamente specializzate e non rinviabili, "in quanto il trascorrere del tempo potrebbe pregiudicare irreparabilmente l'accertamento", vista la rapidità di trasformazione degli agenti chimici nei tubi.

Il pm suggerisce, poi, dei rilievi tecnici da eseguire nell'area di lavoro in cui si trovava Sergio. Ovvero sul ponteggio alto 12 metri in cui è avvenuto l'infortunio mortale.

La richiesta di incidente probatorio, inoltre, fa riferimento ad alcune "lacune progettuali" degli impianti di Torrevaldaliga Nord, privi di "percorsi atti a consentire l'accesso alle tubazioni dalla quota di terra". Non a caso, Antonio Monina e Leonardo Anzano, gli ultimi a essere iscritti nel registro degli indagati, sarebbero accusati proprio di aver redatto un fascicolo sulla struttura in cui Capitani lavorava, "senza prevedere alcuna scala di accesso". E nemmeno "procedure funzionali al rapido allontanamento dai luoghi di lavoro in caso di emergenza".

Recentemente, insieme a Monina e Anzano, ha ricevuto un avviso di garanzia anche Michele Petito, caposquadra dell'Enel manutenzione. Salgono, così, a 13 gli indagati dalla procura di Civitavecchia per la morte dell'operaio.

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Conferenza "Inquinamento e polveri sottili: quali conseguenze sulla salute?"

Invito:

VENERDI 21 Maggio, ore 18:00
FRASCATI - Scuderie Aldobrandini - Piazza Marconi
Conferenza-dibattito "INQUINAMENTO E POLVERI SOTTILI: quali conseguenze sulla salute?"

Intervengono:
PATRIZIA GENTILINI
oncologa, ISDE

FRANCO MEDICI
"La Sapienza" Università di Roma, ingegnere chimico

Iniziativa a cura di ENRICO DEL VESCOVO, Presidente di Italia Nostra Castelli Romani, ingresso libero.

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14 maggio 2010

Cina, Anshun, 21 morti in miniera di carbone

Fonte: newnotizie.it

La città di Anshan, nella provincia sud-occidentale del Guizhou, è stata teatro di un grave incidente sul lavoro che ha provocato 21 morti.
Circa alle 21.40 di ieri (ora locale) un’esplosione ha coinvolto le 31 persone che stavano lavorando nella miniera di carbone di Yuanyang.
Dieci sono riuscite a salvarsi, uscendo dal pozzo da sole o grazie all’intervento dei soccorritori. I primi aiuti sono arrivati a mezzanotte, poi le squadre di soccorso hanno continuato a cercare morti e dispersi.
I dieci feriti sono stati portati in ospedale per aiutarli a superare gli effetti dell’avvelenamento per monossido di carbonio sprigionatosi dall’esplosione nella miniera.

L’incidente è stato causato dal gas, tuttavia la polizia e gli addetti alla sicurezza devono chiarire la dinamica dell’evento.
L’agenzia Xinhua riporta che anche Wang Shuhe, vice direttore dell’Amministrazione statale per la sicurezza mineraria si recherà sul luogo dell’incidente.
La questione della sicurezza sul lavoro è uno dei principali problemi da affrontare per la Repubblica Popolare Cinese, il cui rapido sviluppo economico non ha portato con sé solo un maggior benessere.
Un altro incidente si era recentemente verificato alla fine di aprile in una miniera di carbone nella città di Jianshan, nella provincia orientale del Jiangxi.
Anche in questo caso l’autorità statale responsabile per la sicurezza nelle miniere aveva inviato alcuni suoi emissari per supervisionare le operazioni di soccorso.

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Gli attacchi della politicaglia al potere contro la democrazia in rete

Da BeppeGrillo.it

"Il primo problema del Parlamento italiano è la Rete. Da anni vengono sfornati leggi, decreti, progetti, emendamenti per bloccarla. L'accanimento con cui Pdl e Pdmenoelle si occupano di Internet è impressionante. Nell'agenda dei problemi del Paese è prioritaria. L'ultimo attacco alla libertà di informazione e alla Rete è l'obbligo di rettifica nei siti entro 48 ore. I blog vengono equiparati ai giornali con multe di 12.000 euro per infrazione. Tutti i blog sono a rischio chiusura.
Altre volte il blog ha lanciato campagne contro la legge Levi/Prodi o contro la legge D'Alia con successo. Questa volta mi rifiuto. Approvino le leggi che vogliono. Ne pagheranno le conseguenze. Anzi, suggerisco al duo Berlusconi/Bersani di osare di più. Legiferare in modo risolutivo, tombale e chiudere Internet. Io non voglio mettermi a discutere ogni mese con degli idioti internettiani, farei la figura anch'io dell'idiota. Quindi, chiudete, filtrate, oscurate, hackerate. Fate il cazzo che vi pare. Sarete voi a pagarne le conseguenze perché chiudere l'ultima valvola di confronto democratico presenta dei rischi molto alti. La pentola a pressione può esplodere in anticipo.
Il blog comunque rimarrà indifferente alle leggi contro la Rete. Il blog continuerà fino a quando mi sarà possibile. Non è disubbidienza civile. Per disubbidire ci vogliono delle Autorità con la facoltà legittima di esercitare un pubblico potere e in questo Parlamento di condannati, di locatari di abitazioni regalate, di servi nominati dai partiti e non dai cittadini non vedo alcun principio di autorità. Quindi indifferenza civile, non disubbidienza civile, ma a viso aperto, pronto a pagarne le conseguenze. Fate pure 100 leggi al mese per chiudere la Rete, io non le applicherò e se faranno lo stesso i milioni di italiani che scrivono e comunicano in Rete, le vostre leggi diventeranno carta da cesso.

Breve e incompleto elenco delle leggi bipartisan contro la Rete.

Disegno di legge “Intercettazioni” (30/06/2008: Il testo di iniziativa governativa è presentato alla Camera)
Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. L'articolo 18 integra la legge sulla stampa aggiungendo i «siti informatici» tra i mezzi per cui è obbligatoria la rettifica entro 48 ore.

Decreto “Romani” (30/3/2010: pubblicato in Gazzetta Ufficiale con n. 44/2010)
In una prima versione sembrava introdurre obblighi di registrazione per chi produce contenuti video e dirette web anche a livello amatoriale su internet.

Disegno di legge S.1950 “Lauro” (26/1/2010: Assegnato alla Commissione Giustizia)
Contro chi istiga a commettere delitti contro l’incolumità delle persone o ne fa apologia, con aggravante nel caso di ricorso a comunicazione telefonica o telematica (internet e social network).

Decreto Ministeriale “Bondi” (30/12/2009: firmato il decreto)
Su tutti i supporti digitali viene applicato un sovrapprezzo
(il cosiddetto "equo compenso") per ripagare il diritto d'autore.

Progetto di legge C.881 “Pecorella Costa" (14/09/2009: Il testo è assegnato alla Comm. Giustizia)
Estende anche ai “siti internet aventi natura editoriale” le previsioni della Legge sulla stampa (47/1948) in materia di diffamazione.

Progetto di legge C.2455 "diritto all’oblio" (23/06/2009: Il testo è assegnato alla Comm. Giustizia)
Garantisce che le informazioni riguardanti i propri trascorsi giudiziari non siano più direttamente attingibili da chiunque.

Progetto di legge C.2195 “Carlucci” (12/03/2009: Il testo è assegnato alla Commissione trasporti)
Vieta di immettere in rete contenuti in forma anonima.

Emendamento D'Alia al Ddl S.773 C.2180 “decreto sicurezza” (29/04/2009 L’emendamento D’Alia è stato abrogato)
Reprime l’utilizzo di Internet per commettere reati di opinione come l’apologia di reato o l’istigazione a delinquere.

Progetto di legge C.2188 “Barbareschi” (12/02/2009: presentato il progetto di legge)
Argina la pirateria digitale promuovendo la costituzione di “piattaforme telematiche nazionali” di filesharing. Ai provider l’obbigo di rendicontare gli utilizzi da parte degli utenti.

Pdl C.1269 “Levi” (18/11/2008: Levi annuncia lo stralcio delle norme su Internet)
Fornisce definizioni equivoche di prodotto editoriale e di attività editoriale che hanno fatto pensare a un obbligo di riconoscimento e registrazione al Roc anche per i blog e i siti amatoriali.

Decreto “Pisanu” (30/12/2008: Il governo Berluconi proroga la validità al 31/12/2010)
Identifica chiunque utilizzi postazioni di accesso pubbliche a internet e di conservarne i dati di navigazione.

Decreto “Urbani” (21/05/2004: Convertito in legge )
Dedicato principalmente al finanziamento pubblico di attività cinematografiche e sportive, introduce nell’ordinamento sanzioni contro la pirateria musicale e cinematografica commessa per via telematica, mediante siti web o sistemi di file sharing.

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Chicco Testa, il "Pimby col culo degli altri" minaccia chi lo contraddice

Chicco Testa, lo sporco lobbista, Pimby col culo degli altri, si svela per quello che è. Rivolto a Tozzi che gli parla del problema dello stoccaggio delle scorie nucleari: "IO TI SPACCO LA FACCIA"



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Basta al cartellone selvaggio, a Roma iniziativa di civiltà

Sarà capitato a molti di restare a bocca aperta per l'insudiciamento feroce cui sono esposte le città in periodi elettorali, con le brutte facce della politicaglia ritoccate al fotosciop, i loro slogan da quattro soldi urlati da centinaia di migliaia di manifesti, molti abusivi, a rendere ancora più brutte le città. La prima cosa che un cittadino assennato pensa è: questo il rispetto che dimostri, farabutto ipocrita, per la città a cui ti rivolgi? Neanche sei stato eletto e già rovini il luogo in cui vivo? Naturalmente è solo un piccolo esempio di un comportamento più vasto e diffuso, per questo
l'iniziativa "No a cartellone selvaggio":

"Alla crescente indignazione e protesta dei cittadini per la privatizzazione degli spazi pubblici per consentire ai privati di lucrare enormi profitti, quasi sempre al nero, sulla vendita della merce più cara in circolazione, la Pubblicità, la Giunta comunale presieduta dal Sindaco Gianni Alemanno risponde con vaghe promesse e dichiarazioni di intenti dei suoi Assessori, con e provvedimenti autopromozionali, spot “pubblicitari” si potrebbe dire, quali il recente progetto per la riduzione dell’impiantistica pubblicitaria a Piazzale Clodio, tesi
unicamente a ridurre “….l'impatto della pubblicità sull'ambiente circostante, con recupero del patrimonio storico, artistico ed architettonico …” unicamente in alcune piazze della città. evitando di assumere quei provvedimenti che possono realmente porre fine al dilagare dell’illegalità nella nostra città.

La Delibera d’Iniziativa Popolare promossa dalla Rete Romana di Mutuo Soccorso, Cartellopoli blog, Cittadinanza Attiva, con il sostegno di VAS, Italia Nostra Sez, di Roma, Legambiente Lazio, C.A.L.M.A., giornali e radio cittadine, chiede in generale alla Giunta Comunale di:

* procedere alla più sollecita abrogazione di tutte le disposizioni contenute tanto nella delibera n. 37/2009 quanto in tutte quelle che l’hanno preceduta e che hanno determinato il caos attuale nonché all’integrazione di quelle che hanno già generato una loro applicazione distorta.
* Redigere il “Piano regolatore degli impianti e dei mezzi pubblicitari”.

Più in particolare con la stessa Delibera si chiede all’Amministrazione capitolina di:

- verificare tutti gli impianti a vario titolo installati fino ad oggi, esigendo la più sollecita rimozione tanto di tutti quelli vietati dal Codice della Strada quanto di tutti quelli ricadenti in aree vincolate con divieto di affissione;

- frenare immediatamente l’utilizzo speculativo delle procedure fin qui sfruttato dalle Ditte, contestualizzando d’ora in poi per tutti i tipi di cartelloni pubblicitari già installati abusivamente che si riesce a “censire” il provvedimento di immediata rimozione;

- obbligare comunque l’Amministrazione Comunale a sequestrare e oscurare immediatamente gli impianti abusivi in attesa della rimozione;

- approntare idonei elementi di riconoscibilità delle targhette autorizzate, comprensibili a tutti, come d’altronde già previsto dal Regolamento Comunale, che contengano oltre all’indicazione della tipologia dell’impianto, la data di rilascio del codice di autorizzazione, il numero di autorizzazione e la data di scadenza in conformità a quanto espressamente disposto riguardo alle “targhette di identificazione” dal Codice della Strada;

- perseguire e interdire dal prosieguo della propria attività nell’ambito del Comune di Roma quelle ditte che risultino ree più volte di installazione abusiva di impianti.

Allegato:

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Rispedita ancora al mittente la Rossano al carbone

Da Sibarinet.it
Corigliano - Anche la "Giovane Italia" di Corigliano interviene nel dibattito riguardante la paventata riconversione a carbone della centrale Enel di Rossano.

'Ci schieriamo a fianco dell’amministrazione coriglianese che pochi giorni fa, per bocca del sindaco Straface, aveva bollato come “incompatibile con le potenzialità di crescita del nostro territorio” una eventuale riconversione della centrale stessa dall’ attuale tipologia termoelettrica a quella a carbone. Ci troviamo totalmente d’accordo con quanto dichiarato dal sindaco e ribadito l’ undici Maggio dalla conferenza dei capigruppo che all’unanimità ha manifestato la volontà di esprimere in maniera decisa un netto dissenso rispetto la volontà da parte dell’Enel di effettuare la riconversione a carbone. Non possiamo accettare
passivamente le scelte che interessano direttamente il nostro territorio. La presenza di una centrale a carbone pregiudicherebbe sotto molti aspetti lo sviluppo di larga parte del nostro territorio. Per i nostri luoghi e per le nostre principali vocazioni, quali tra tutte il turismo, la pesca e l’agricoltura, questa ipotesi potrebbe rappresentare la condanna definitiva. Siamo pertanto orgogliosi e felici che il dibattito, come voluto e già annunciato dal sindaco Straface, si sia allargato alle associazioni di categoria calendarizzando già alcuni importanti appuntamenti per i prossimi giorni. Occorrerà prestare massima attenzione al tema, realizzando il miglior approfondimento necessario, in sinergia con gli amministratori dei territori limitrofi, con le associazioni ambientaliste, con gli operatori del settore agricolo, turistico e marinaro. Siamo infine certi che l’amministrazione farà di tutto per tutelare l’interesse della totalità dei cittadini, richiedendo all’Enel ulteriori chiarimenti che giustifichino quello che è stato finora il leit motiv proposto dall’azienda energetica: “carbone a tutti i costi”

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Firma a Civitavecchia per l'acqua bene pubblico



"Da domani il Comitato per l’acqua bene comune di Civitavecchia inizierà anche a Civitavecchia la raccolta firme per i tre quesiti referendari per mantenere l’acqua pubblica promossi dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua. L'appuntamento è per domani e per sabato 22, 29 maggio e 5 giugno dalle 10 alle 13 a via Duca degli Abruzzi, a fianco alla scaletta - e dalle 17 alle 20 a corso Centocelle, di fronte al teatro Traiano. Il 19 e 26 maggio e il 9 giugno, invece, dalle 10 alle 13 a via Duca degli Abruzzi e a viale Nenni, all' altezza del mercatino. Il 2 giugno dalle 17 alle 20 a corso Centocelle di fronte al Traiano. Infine il 20 e 27maggio e il 3 e 10 giugno dalle 17 alle 20 alle Conad Le Terme e Il Mare. (Da Civonline.it)

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Criminalità organizzata nel Lazio: risposta a Mazzola

L’assemblea generale della 'Caponnetto': 'ed ora il Sindaco denunci tutti noi', L’Associazione antimafia risponde al Sindaco di Tarquinia.
Fonte: maremmaoggi.it

"L’Assemblea Generale dell’Associazione Regionale per la lotta contro le illegalità e le mafie “A. Caponnetto”, riunita a Latina il 25 Aprile 2010, ascoltata e condivisa le relazione del suo Presidente Regionale, ha preso in esame, in particolare, la gravissima situazione in cui si trova il territorio della Regione Lazio alla luce delle più recenti azioni investigative e giudiziarie che attestano l’aggravarsi del fenomeno di espansione continua della criminalità organizzata in tutti i settori dell’economia, della società, della politica e delle istituzioni, così come comprovato dal provvedimento di scioglimento per condizionamenti mafiosi dell’Am-ministrazione comunale di Nettuno, in provincia di Roma, e dai risultati dell’inchiesta della DDA di Roma denominata “ Damasco” relativa a quella di Fondi, in provincia di Latina, autoscioltasi, com’è noto, proprio per evitare un analogo provvedimento governativo di scioglimento.

A fronte di tale inquietante situazione, sconcerta l’atteggiamento di molti amministratori pubblici ed esponenti politici del Lazio.

In quest’ottica, addolora il comportamento del Sindaco del PD di Tarquinia, in provincia di Viterbo, un comportamento che potrebbe essere interpretato come vera e propria censura del contenuto delle denunce fatte dal V. Presidente Regionale dell’Associazione, Luigi Daga, in ordine alla presenza ed alle attività sul territorio di Tarquinia, di Civitavecchia e della provincia di Viterbo di imprese provenienti da regioni, come la Sicilia, la Calabria e la Sicilia, storicamente infiltrate massicciamente dalle mafie.

Il V. Presidente della nostra Associazione sarebbe reo, secondo il predetto Sindaco, dei reati di diffamazione e di procurato allarme per aver messo in evidenza, senza aver mosso accuse specifiche nei confronti di chicchessia, alla stampa ed agli organi istituzionali competenti la presenza di imprese edili di Casal di Principe e del Casertano che si sono aggiudicati appalti dal Comune di Tarquinia e dalla Provincia di Viterbo e di aver chiesto, pertanto, le opportune verifiche.

Azione più che legittima e doverosa da parte di un’Associazione antimafia seria e non parolaia come la nostra che quotidianamente ed in tutto il Lazio assolve a tale compito.

Sul territorio di Tarquinia, Civitavecchia e nell’intero Viterbe-se da tempo si stanno concentrando presenze massicce di imprese, campane, calabresi e siciliane, un fenomeno in continua espansione e che sicuramente assumerà dimensioni maggiori in vista delle imponenti opere che si preannunciano con la realizzazione del progetto del “Terminal Asia” nel vicino porto di Civitavecchia.

Un progetto, quest’ultimo, verso il quale - secondo anche quanto accertato da indagini svolte dalla DDA di Reggio Calabria che ha già provveduto ad effettuare numerose azioni nei confronti di soggetti che si sono resi autori della costituzione di sodalizi misti fra cosche calabresi e clan laziali nel Porto di Gioia Tauro, - le medesime “famiglie “rivolgeranno sicuramente le loro attenzioni verso il Porto di Civitavec-chia, dove, peraltro, si sospetta anche la presenza della potente mafia cinese. Non va ignorato, inoltre, il forte interesse che hanno mostrato società provenienti, oltreché dalla Calabria, dalla Sicilia, a segmenti di territorio collocati sia a ridosso del porto di Civitavecchia che nel Comune di Tarquinia, dove, peraltro, già si sospetta un massiccio traffico di sostanze stupefacenti proveniente dal mare e di altri generi. Sempre a ridosso del comune di Tarquinia è in atto un’operazione economica volta alla costruzione di una centrale elettrica fra i cui attori ci sono soggetti rimasti coinvolti in serie vicende giudiziarie ad opera di alcuni Tribunali, fra cui quello di Palermo. Si tratta solo di alcuni esempi; quanto basta per allertare qualunque sindaco, anche fra quelli meno attenti a tali problemi.

A fronte di una situazione di tali gravità e pericolosità, in conseguenza della quale noi tutti siamo esposti a rischi di ogni genere (tanto che lo stesso Luigi Daga è stato già oggetto di iniziative giudiziarie, dal sapore intimidatorio, promosse nei suoi confronti da taluni di quei soggetti), il Sindaco di Tarquinia - espressione, peraltro, di una forza politica erede di martiri della mafia come Pio La Torre ecc. – mai avrebbe dovuto promuovere azioni che potrebbero essere interpretate come uno stimolo ad eventuali ritorsioni non solo ai danni di Gigi Daga ma di noi tutti.

Nel condividere quanto fatto al riguardo dal nostro V. Presidente Regionale e nell’invitare il Sindaco di Tarquinia ad estendere la denuncia fatta alla persona di Daga a noi tutti dell’Associazione, invitiamo i dirigenti regionali e nazionali del Partito Democratico –e, in particolare, la Presidente Nazionale del PD On. Rosy Bindi – a farci conoscere se condividono o meno l’azione ai nostri danni del Sindaco del PD di Tarquinia.

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La speculazione edilizia a Civitavecchia

"Circa 200 alloggi privati in vendita da agenzie immobiliari, quasi 350 nuovi alloggi in costruzione, oltre 180 alloggi nuovi invenduti, oltre 500 appartamenti sfitti. Tutto ciò in una città di 58.000 abitanti e con circa 21.000 nuclei famigliari. Sono questi i numeri impressionanti della realtà immobiliare cittadina tracciati dall’esponente del Pd Antonio Manunta, il quale, con queste cifre concrete, torna a porre un interrogativo già diffuso sul perché, a fronte di tanta disponibilità abitativa, in città si continui a costruire e a rilasciare concessioni edilizie. Sulla base di quali reali necessità residenziali? La risposta più naturale che viene è che in verite le esigenze siano soltanto economiche e legate al profitto di qualche palazzinaro e di qualche politico." Continua su Centumcellae.it

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13 maggio 2010

Sull'impatto del trasporto aeroportuale nel Lazio

Dal Comitato Fuoripista, riceviamo e pubblichiamo:

"Lettera aperta con richiesta di incontro in relazione all'impatto del trasporto aeroportuale (e delle strutture ad esso finalizzate) nel Lazio, e ad alcune iniziative che la Regione puo' assumere

Gentile Presidente della Regione Lazio,
gentili capogruppo del consiglio regionale del Lazio,

vi scriviamo in relazione all'impatto del trasporto aeroportuale (e delle strutture ad esso finalizzate) nel Lazio, e ad alcune iniziative che la Regione puo' assumere.
Vi scriviamo in forma assolutamente semplice, chiara e sintetica perche' vorremmo delle risposte altrettanto semplici, chiare e sintetiche.

1. Ciampino
E' dimostrato dagli studi istituzionali condotti da Arpa Lazio, dal Dipartimento epidemiologico regionale e dalle Asl competenti per territorio, che a Ciampino le norme di legge non sono rispettate e che la salute dei cittadini e' in pericolo. Per questo i cittadini di Ciampino, di Marino e del X Municipio di Roma hanno inviato quasi cinquecento esposti alla Magistratura per chiedere giustizia. I voli su Ciampino vanno immediatamente e drasticamente ridotti.
Chiediamo un impegno e un'iniziativa della Regione Lazio per la riduzione immediata dei voli (cosa intendiamo per immediata? Intendiamo: immediata).

2. Fiumicino
E' dimostrato che non solo non vi e' alcuna necessita' di ampliare il sedime aeroportuale di Fiumicino, ma e' anzi del tutto evidente che il progetto della societa' Adr (Aeroporti di Roma) che prevede la cementificazione di 1.300 ettari della Riserva del litorale romano e 1.066.000 mq di servizi commerciali, si configura sostanzialmente come una mera speculazione immobiliare e finanziaria, peraltro in palese conflitto di interessi, e come una grave aggressione all'ambiente, il tutto senza nessuna reale prospettiva occupazionale e di sviluppo del territorio.
Chiediamo un impegno e un'iniziativa della Regione Lazio contro ogni ipotesi di ampliamento del sedime aeroportuale di Fiumicino.

3. Frosinone
E' dimostrato che l’aeroporto di Frosinone-Ferentino non e' sostenibile nella Valle del Sacco, area dichiarata emergenza ambientale-socio-economica nel 2005. E’ del tutto evidente che il progetto della societa' Adf (Aeroporto di Frosinone S.p.A.), a seguito dell’avviso di esproprio di oltre 300 ettari di territorio (in gran parte agricolo e residenziale), senza attendere il parere favorevole della Vas, si configura come una speculazione immobiliare e finanziaria a danno dell’ambiente e dei cittadini . Visti i pareri negativi degli organi tecnici nella Conferenza dei servizi preliminare, chiediamo un impegno della Regione per il blocco del progetto e per il recupero dei finanziamenti pubblici fino ad ora messi in bilancio e destinarli nella bonifica e nel rilancio occupazionale della Valle del Sacco.
Chiediamo un impegno e un'iniziativa della Regione Lazio contro la realizzazione di un mega-aeroporto a Frosinone.

4. Viterbo
E' dimostrato che la realizzazione di un mega-aeroporto a Viterbo avrebbe come immediate conseguenze lo scempio dell'area del Bulicame e dei preziosi beni ambientali e culturali che vi si trovano; la devastazione dell'agricoltura della zona circostante; l'impedimento alla valorizzazione terapeutica e sociale delle risorse termali; un pesantissimo inquinamento di grave nocumento per la salute e la qualita' della vita della popolazione locale (l'area e' peraltro nei pressi di popolosi quartieri della citta'); il collasso della rete infrastrutturale dell'Alto Lazio, territorio gia' gravato da pesanti servitu'; uno sperpero colossale di soldi pubblici; una flagrante violazione di leggi italiane ed europee e dei vincoli di salvaguardia presenti nel territorio.
Chiediamo un impegno e un'iniziativa della Regione Lazio contro la realizzazione di un mega-aeroporto a Viterbo.

5. Il trasporto, questione locale
Occorre potenziare la mobilita' sostenibile, adeguata alle esigenze del territorio e della popolazione, con tecnologie appropriate e coerenti con un modello di gestione del territorio che valorizzi e non distrugga i beni ambientali e culturali, le autentiche vocazioni produttive locali, la salute e i diritti della popolazione.
Chiediamo un impegno e un'iniziativa della Regione Lazio per una mobilita' locale centrata sul trasporto ferroviario, pubblico e collettivo al servizio della popolazione, nel rispetto dell'ambiente e del diritto alla salute e alla sicurezza.

6. Il trasporto aereo, questione globale
Occorre contrastare il dissennato incremento del trasporto aereo a fini voluttuari, alla luce dell'eccesso di aeroporti in Italia e dell'eccesso globale di emissioni inquinanti.
Occorre ripristinare nell'ambito del trasporto aereo il rispetto di fondamentali regole e principii di legalita' e far cessare il favoreggiamento ad imprese speculative, inquinanti e violatrici dei diritti di cittadini e lavoratori.
Chiediamo un impegno e un'iniziativa della Regione Lazio contro il dissennato incremento del trasporto aereo a fini voluttuari, e per una regolamentazione del trasporto aereo che faccia cessare ogni favoreggiamento ad imprese dalla condotta inammissibile.

Gentile Presidente della Regione Lazio,
gentili capogruppo del consiglio regionale del Lazio,

vi saremmo assai grati di un tempestivo incontro su questi temi.

Restando a disposizione per ogni ulteriore informazione e chiarimento, in attesa di un tempestivo positivo riscontro, vogliate gradire distinti saluti,

- Il Comitato aeroporto di Ciampino per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto
- Il Comitato Fuoripista di Fiumicino
- Il Comitato No aeroporto Ferentino-Frosinone
- Il Comitato che si oppone al mega-aeroporto di Viterbo e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti

Roma, 10 maggio 2010

Per approfondire
Vi segnaliamo alcuni siti che propongono utili materiali di riflessione e di documentazione:
a) su Ciampino:
www.comitatoaeroportociampino.it
www.no-fly.info
b) su Fiumicino:
http://comitatofuoripista.blogspot.com
c) su Frosinone:
http://noaeroporto-ferentino-frosinone.blogspot.com
d) su Viterbo:
www.coipiediperterra.org

Per informazioni e contatti:
info@comitatoaeroportociampino.it; comitatofuoripista@gmail.com; noaeroporto.fr@libero.it; info@coipiediperterra.org;

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Aereoporto di Ciampino: appello dalla popolazione

Dal Comitato per la Riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto di Ciampino, riceviamo e pubblichiamo.

"Appello al Presidente della Repubblica e alla Magistratura
Ciampino, Roma, Marino - 11 maggio 2010

Quasi 500 esposti alla Magistratura sono stati presentati a partire da ottobre 2009 dai cittadini di Ciampino, Marino e del X municipio di Roma massacrati dall'inquinamento prodotto dall'assurdo traffico aereo dell'aeroporto di Ciampino.

A partire dall'anno 2000, senza alcuna valutazione di impatto ambientale e senza dare corso a quanto previsto dalla legge quadro sull'inquinamento acustico (447/1995 e seguenti), è stato avviato a Ciampino un incremento dei voli che ha portato il traffico aereo da meno di 1 milione a 5 milioni di passeggeri all'anno. Cosa mai accaduta in tutta la storia centenaria di questo aeroporto.
Finalmente nel marzo del 2009 l'Agenzia Regionale per l'Ambiente del Lazio ha presentato i risultati dell'indagine ambientale (CRISTAL) sull'inquinamento acustico dell'aeroporto, certificando che questo aeroporto opera al di fuori della legge e che 14.500 cittadini vivono all'interno dell'area colpita.

A dicembre 2009 il Dipartimento Epidemiologico Regionale del Lazio, insieme alle ASL Roma H e Roma E, hanno certificato (indagine SERA) che l'inquinamento prodotto da questo aeroporto sta danneggiando la salute dei cittadini di Ciampino e Marino.

Nonostante queste evidenze ufficiali e incontrovertibili nessuna delle autorità competenti e dei responsabili aeroportuali ha mosso un dito per tutelare subito i cittadini, a partire da Ministero dei Trasporti, ENAC, Aeroporti di Roma. E a tutt'oggi centinaia di voli continuano a partire ogni giorno a poche decine di metri dalle case di migliaia di cittadini.

Stando alle ultime risposte del ministro Matteoli alla interrogazione parlamentare presentata dal Senatore Della Seta, anche la recente Conferenza dei Servizi sull'aeroporto di Ciampino, convocata con 12 anni di ritardo a febbraio del 2010, rischia di trasformarsi nell'ennesima presa in giro e preludio ad altri anni di temporeggiamenti senza risultati.

Di fronte a questo totale silenzio ai cittadini non è rimasto che aspettare con ansia crescente un intervento rapido e risolutore della Magistratura.

Da sei anni i cittadini di Ciampino, Roma e Marino si stanno battendo contro questo sopruso e, dopo i 500 esposti presentati alla magistratura a fronte di dati incontrovertibili e ufficiali sul danno subito, aspettano che venga fermato subito dalla Magistratura il protrarsi del danno.

Ci appelliamo al Presidente della Repubblica, che siede a capo del Consiglio Superiore della Magistratura, e rinnoviamo il nostro appello ai Magistrati competenti perché venga finalmente resa giustizia e restituita la tranquillità, la sicurezza e il diritto alla salute alle migliaia di cittadini incolpevoli che vivono da decenni intorno a questo aeroporto.

www.comitatoaeroportociampino.it
info@comitatoaeroportociampino.it

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enel gola profonda vuole DUE centrali nucleari a Montalto di Castro?

Fonte: Reuters

"Due centrali a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo e una nell'area di Piacenza. Sono queste le preferenze di Enel per la localizzazione di tre dei quattro impianti nucleari che il gruppo elettrico ha in programma di costruire in Italia, insieme ai francesi di Edf.
Lo hanno riferito a Reuters due diverse fonti a conoscenza del dossier.

La prima fonte ha spiegato che nelle preferenze di Enel a "Montalto di Castro vanno due centrali, una nell'area di Piacenza".

In provincia di Piacenza, a Caorso, esiste già una centrale in decomissioning, ma la fonte non ha specificato se la nuova centrale sfrutterà il sito esistente.

La seconda fonte ha spiegato che "se si costruiscono vicine, come avviene anche in altre parti del mondo, si hanno delle sinergie, poi a Montalto esiste già la rete".

Un portavoce di Enel ha negato che l'ex monopolista abbia già espresso preferenze o selezionato i siti per le nuove centrali nucleari. Lo farà, ha spiegato, "una volta che l'agenzia per il nucleare avrà definito le aree idonee ad ospitare centrali nucleari".

La procedura di identificazione dei siti prevede che il ministero dello Sviluppo economico e la costituenda autorità per il nucleare si esprimano sulla rispondenza dei siti potenziali, scelti da Enel, ai criteri di sicurezza. La decisione finale è demandata alle aziende.

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12 maggio 2010

Brindisi terra appestata dal carbone

Attorno alla centrale enel a carbone di Brindisi, lo sapevamo, la terra non è più coltivabile per generi alimentari, e lo stesso accadrà anche qui a Civitavecchia.

E allora? Tutti contenti: pannelli solari sulla terra avvelanata altrimenti utilizzabile.

"...prima l'ordinanza e poi i rilievi fatti sul sottosuolo, hanno dimostrato che la produzione non potrta' mai essere per beni alimentari.Ed allora perché' non allargare l'ipotesi di interventi e prevedere che quei terreni possano anche ospitare altri insediamenti ecompatibili come ad esempio impianti fotovoltaici, eolici ,e non solo per la produzione di beni per centrali a biomasse o per la floricultura? E' una ipotesi per altro ribadita proprio nella bozza delle nuova convenzione quando e' stata inserita questa nuova strada .Tutti sarebbero ben felici di vedere realizzato un bel parco fotovoltaico su quei terreni..." Fonte: PugliaTV

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Nuove iniziative contro il carbone a Rossano

Da Sibarinet.it gli ultimi aggiornamenti:

Da Strill.it Cosenza: Giordano (Verdi) su centrale a carbone di Rossano 

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    Alto Lazio polo nazionale dell'energia sporca

    Da terra.it

    "Sperimentare energia sporca. Questa potrebbe diventare la vocazione dell’Alto Lazio nel giro di pochi anni. Mentre si avvia a diventare pienamente operativa, non senza problemi visti i ripetuti incidenti anche mortali, la centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord, diventano sempre più consistenti le ipotesi che vedono Montalto di Castro diventare il più grande polo nucleare in Italia, con l’installazione di due reattori Epr, per un totale di 3.300 MWe.

    E che la prima pietra del nucleare in Italia sarà posata proprio a Montalto lo indicano diversi indizi, come la disponibilità della rete elettrica, la disponibilità d’acqua e delle prese a mare già realizzate per i due vecchi reattori nucleari, la bassa, ma non nulla, sismicità del sito, la, relativamente, scarsa
    densità di popolazione, e la disponibilità dei terreni da parte di Enel. Poi è arrivata anche la benedizione del numero uno di Edf, Pierre Gadonneix, che durante un tour per osservare i possibili siti nucleari italiani ha commentato: «Montalto è un ottimo sito per una centrale nucleare. Le centrali italiane sorgeranno innanzitutto accanto a quelle “storiche” ed è un peccato vedere i resti dei due reattori di Montalto non terminati». Ma l’offensiva delle vecchie energie nella zona non si ferma qui.

    Ci sarebbe il tentativo di riattivare il gruppo rimasto inattivo di Torrevaldaliga sud, di proprietà di Tirreno Power, convertendolo a carbone, mentre troppo spesso si affaccia l’ipotesi di far funzionare gli impianti a carbone anche con i rifiuti. E a tutto ciò si aggiungono le ipotesi di sequestro sotterraneo della CO2 in zona, i cui studi di fattibilità sono già partiti, ma sulla cui affidabilità sono molti a puntare il dito visto che si tratta di una tecnologia mai utilizzata prima, costosa e sulla cui sicurezza non c’è nessuna certezza. L’Agenzia per la sicurezza nucleare, organo che in altri paesi fa le pulci ai progetti, bloccandoli come è successo nella filonucleare Francia, è a oggi un’entità astratta, finanziata poco e male e che non si sa quando vedrà la luce.

    E i costi del nucleare aumentano anche sul fronte del combustibile. Se da un lato le stime circa le riserve accertate, le uniche su cui si può contare effettivamente, ci dicono che queste basteranno solo per i prossimi trenta anni, da un altro punto di vista si punta sull’estrazione assolutamente ipotetica di uranio dall’acqua marina, dalle rocce e, questa è la novità, dalle ceneri delle centrali a carbone come quella di Civitavecchia. E ovviamente, come in molti aspetti del nucleare, non si a quali costi. Comunque vadano le “nuove tecnologie” nucleari, sulle quali il mondo della finanza, Moody’s, Fitch e Citigroup in testa, è molto scettico, sembrano guidate più da un’armata brancaleone che da una strategia energetica degna di questo nome.

    Prova ne è l’agitarsi della principale azienda nucleare francese, l’Areva, che dopo aver litigato in casa propria, esattamente per le questioni di prezzo legate al combustibile atomico con Edf, ora è alla disperata ricerca di nuovi mercati dove piazzare i propri ingombranti e pericolosi reattori, dopo aver perso in nazioni come il Sud Africa e gli Emirati Arabi. E purtroppo, per ora, uno dei luoghi dove l’atomo ha trovato un sito è proprio Montalto di Castro, ma la partita non è ancora chiusa.

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    Potere politico e controllo del "rubinetto" dei soldi

    Eccolo uno dei motivi per cui esistono idiozie come i "Pimby", oppure organismi come "Italia decide". La politica guadagna potere controllando il flusso di denaro delle grandi opere, che quindi sono sempre benvenute a prescindere. Ma lo fa con soldi che non ci sono, e quindi ci indebita. Ecco un esempio di "grande opera" che dimostra quanto appena detto.

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    Ceneri dal carbone nel calcestruzzo, dubbi negli USA

    Da Casaeclima.com

    "In USA stanno uscendo regole restrittive per le ceneri leggere e altri sottoprodotti della combustione del carbone impiegati nel calcestruzzo.

    Negli ultimi due decenni, le "fly ash" (ceneri volatili) sono diventate uno dei prodotti più utilizzati nell'edilizia sostenibile in USA, ma questo ora potrebbe cambiare. Infatti, già dall'autunno del 2009, l'EPA (Environmental Protection Agency) sta pensando di emanare alcune regole restrittive che considerano sia le ceneri leggere che altri sottoprodotti della combustione del carbone rifiuti pericolosi. Diversi gruppi industriali e ambientali temono però che questo cambiamento possa compromettere l'industria, la quale utilizza tali materiali per produrre pannelli murari, cemento e mattoni, composti fino al 25% delle ceneri leggere.
    Anche in Italia le ceneri di natura silico-alluminosa, provenienti da centrali elettriche alimentate a carbone, e caratterizzate da proprietà idrauliche o pozzolaniche per il loro contenimento di ossidi di silicio, alluminio e ferro (SiO2, Al2O3, Fe2O3) sono utilizzate nel ciclo produttivo del cemento o come sostitutivi delle argille nella produzione della materia prima. Gli aggettivi “volante” e “pesante” si riferiscono alla tipologia asciutta o umidificata. Nel nostro Paese, le ceneri volanti, ai fini dell'utilizzazione nel calcestruzzo come aggiunte tipo II (aggiunte pozzolaniche o ad attività idraulica latente), devono essere conformi alla UNI EN 450 e provviste di marcatura CE. Mentre quelle conformi alle UNI EN 12620 possono essere utilizzate nel calcestruzzo come aggregato.


    Un disastro ambientale alla base del "ripensamento"

    La proposta dell'EPA è stata innescata da un incidente avvenuto nel 2008 alla Tennessee Valley Authority di Kingston (Tennessee). Da questa centrale a carbone fuoriuscirono circa 4,13 milioni di metri cubi di ceneri che si diffusero su una superficie di oltre 130 ettari. Parte di queste fluirono anche nel fiume Emory e nella Watts Bar Reservoir. Da questo incidente vennero proposte nuove normative sulla gestione dei rifiuti da centrali a carbone.


    Conflitti
    Attualmente viene riciclato il 43% delle ceneri, ossia circa 430 milioni di tonnellate. Un numero che è destinato sicuramente a crescere, a meno che l'EPA non introduca le nuove norme. La questione ha però suscitato conflitti anche all'interno dell'amministrazione Obama che ha fatto della sostenibilità una priorità assoluta. Il nocciolo della questione, secondo Andy O'Hare, vice presidente degli affari di regolamentazione per la Portland Cement Association, è che l'EPA è stata ostacolata dal mosaico di leggi sull'inquinamento presenti nei singoli stati americani: "Lo smaltimento dei rifiuti solidi è, in gran parte, competenza degli Stati. L'unico modo per l'EPA di ottenere una qualche supervisione federale è quello di classificare un rifiuto come pericoloso".

    Possibili soluzioni
    Anche se lo spirito della legge può essere quello di impedire altri disastri, i soggetti interessati temono che l'introduzione delle nuove norme potrebbe trasformare le ceneri in un materiale con la stessa reputazione di amianto o vernice al piombo. Inoltre, il cambiamento potrebbe anche interessare il sistema Leed e altre norme edilizie che dovrebbero essere, di conseguenza, modificate. Diversa la situazione se l'EPA decidesse di collaborare con i singoli stati ad attuare programmi consigliati per lo stoccaggio del carbone e lo smaltimento del sottoprodotto. In questo modo le nuove norme potrebbero essere un catalizzatore per l'espansione di riciclaggio dei rifiuti solidi, anziché un ostacolo.

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    Rossano, ancora no alla riconversione a carbone

    Fonte: Sibarinet.it

    "Il Comitato di Bucita, il Club Trekking Rossano, il Club Rotary Rossano “Bisantium”, il CE.S.D.I.C, tutti componenti della Consulta per l’Ambiente del Comune di Rossano, al fine di chiarire la propria posizione

    in ordine alla problematica connessa con la proposta di riconversione della centrale termoelettrica di Rossano da parte dell’Enel hanno voluto rilasciare le seguenti dichiarazioni: “Fin dall’insediamento della Consulta per l’Ambiente, sullo stato della vertenza della riconversione Enel, le quattro associazioni hanno espresso il proprio punto di vista dichiarando che sarebbe stato meglio dimettere la centrale per ricercare nuove opportunità di sviluppo e riqualificazione di tutto il territorio interessato (da Sibari a Cariati); viceversa, se tale prospettiva non si fosse dimostrata praticabile, erano in piena sintonia con la posizione dell’Amministrazione comunale che negava in modo assoluto l’utilizzo del carbone più o meno pulito. Per completezza di informazione, l’associazione CE.S.D.I.C, più drasticamente, non ipotizzava nemmeno questa alternativa”. Le quattro associazioni hanno inteso doverosamente informare l’opinione pubblica per il ruolo che hanno all’interno della Consulta auspicando una crescita ancora maggiore della sensibilità delle popolazioni per scelte che determineranno il futuro economico e sociale del territorio.

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    11 maggio 2010

    Ecoballa "stoccaggio anidride carbonica nel sottouolo": rispunta Pozzo Matilde?

    Prevediamo per il 2013-2014 di impiegare le tecniche per catturare e stoccare sottoterra l'anidride carbonica emessa dalla centrale di Torre Valdaliga Nord a Civitavecchia. L'anidride carbonica che sarà emessa dalla centrale di Civitavecchia - ha spiegato Malloggi - verrà controllata, bloccata prima dell'immissione in atmosfera e stoccata in un giacimento acquifero, ovvero un lago sotterraneo che si trova vicino alla centrale.
    Secondo la fonte (vedi Centumcellae.it) queste le parole dell'ing. stefano malloggi (enel) presso un convegno internazionale tenutosi lo scorso dicembre. E Moscherini, ne sa nulla?
    Abbiamo già espresso il nostro pensiero sulla questione, i lettori potranno rinverdire la memoria cliccando QUI e anche QUI.
    Riassumiamo quelle che sono le posizioni del mondo scientifico internazionale sullo stoccaggio della CO2:
    • le CCS* non sono pronte, si tratta solo di sperimentazioni sulla nostra pelle;
    • il dispendio energetico per mettere in pratica le CCS sarebbe enorme;
    • stoccare enormi quantità di gas nel sottosuolo è troppo rischioso per tanti motivi, soprattutto rispetto all'eventualità di ritorno in superficie del gas;
    • le CCS saranno troppo costose;
    • le CCS distolgono l'attenzione dal veri problemi dello sviluppo e della produzione energetica; è un modo falso per pulirsi la coscienza.
    E aggiungiamo: l'unica via per il futuro (già dal presente!) sono le energie rinnovabili.
    Con l'occasione rinnoviamo l'augurio di vedere al più presto stoccato nel sottosuolo tutto quello che ha a che fare col giro di affari sporchi di enel. Non potendo ancora permetterci di spedirli nello spazio...

    *CCS: carbon capture and storage, stoccaggio e cattura della CO2.

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    10 maggio 2010

    Carbone a Rossano (Calabria): contrarietà anche dal Sindaco di Corigliano

    Fonte: Sibarinet.it

    "Sulla querelle riguardante l’ipotetica riconversione a carbone della centrale Enel di Rossano è ferma la posizione del primo cittadino di Corigliano Pasqualina Straface: “Simile riconversione è incompatibile con le potenzialità di crescita del nostro territorio."

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    Per spiegare a Moscherini a cosa serve la differenziata

    Posti di lavoro, convenienza per il cittadino, più salute e niente discariche strabordanti, niente inceneritori: troppo conveniente scegliere questa strada. Mafia, camorra e politica corrotta non ci mangiano abbastanza. Vero Gianni Moscherini? Vero Renata Polverini? Siete troppo incapaci per mettere in piedi un circolo virtuoso del genere vero? Troppo interessati ad altro.



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    9 maggio 2010

    Esplode miniera di carbone in Siberia: 60 morti

    Fonte: Repubblica.it

    MOSCA - In Siberia si è verificata un'esplosione in una miniera di carbone siberiana nella città di Mezhdurechensk, nella regione di Kemerovo. Secondo fonti dei soccorritori, vi sarebbero sette morti, ma il bilancio è provvisorio. Al momento della detonazione erano al lavoro 312 minatori, secondo quanto riferito da un portavoce del ministero per le Emergenze. Almeno 66 operai sono ancora all'interno.

    Aggiornamento: 60 le vittime nella miniera.

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    "Moscherini mente sui rifiuti, vuole bruciarli dentro TVN"

    Da Civonline.it

    «Il disegno del Sindaco è quello di andare in emergenza rifiuti per fare un favore ad Alemanno». Lo dichiara Fabiana Attig, ripercorrendo la vicenda legata all’esaurimento della discarica comunale, partendo dal 2007, quando ricopriva il ruolo di assessore all’Ambiente. «Come mai negli ultimi due anni non è stato fatto nulla? - si domanda la Attig - Moscherini si è preso i meriti di aver risolto l’emergenza rifiuti, ma così non è. Lui non ha risolto un bel niente - prosegue l’esponente di Freedom - quel 10% di proroga è stato concesso per legge e ricordo bene le battaglie fatte quando ero in giunta per far passare il piano rifiuti che il Sindaco non voleva e che ha ostacolato in ogni modo fino alla presa di posizione da parte della Regione Lazio». Fabiana Attig sottolinea gli sforzi fatti quando era assessore per ottenere l’ampliamento del corpo B di Fosso del Prete per un totale di 97 mila metri/cubi ripartiti in tre anni e per gettare le basi per quanto riguarda Fosso del Crepacuore: «Proposi inoltre un piccolo impianto di compostaggio mobile - ricorda ancora - per avviare la raccolta differenziata che tutti sappiamo come è finita. L’opposizione si sveglia solo oggi - prosegue la Attig - eppure la commissione Ambiente esiste da anni e avrebbe potuto benissimo seguire l’andamento delle procedure per la discarica. Tra l’altro invitai la commissione Speciale voluta dal Sindaco a valutare delle ipotesi alternative alla Pirolisi, cosa che non è accaduta. Ecco perché credo che ormai sui rifiuti sia tutto deciso: saranno bruciati a Tvn». Secondo Fabiana Attig una proroga del 10% equivale a dire tre mesi di respiro per l’amministrazione comunale: «Arrow Bio di sicuro non verrà presa in considerazione a causa del problema delle acque reflue - sostiene - e perché è una tecnologia che non compare né nel decreto legislativo 152 / 2006 né nel piano rifiuti 2009 della Regione Lazio». Invita quindi il Sindaco a rimboccarsi le maniche e a cercare nuove soluzioni: «Deve subito chiedere una proroga di 12 mesi e mettersi a lavorare - spiega - le discariche del Lazio sono tutte sature, le altre Regioni già nel 2007 non accettarono i nostri rifiuti e l’alternativa sarebbe quella di trasferirli all’estero. Non mi risulta però che il Comune o l’Etruria servizi possano permettersi una spesa di quasi 15 milioni di euro all’anno. Ciò per i cittadini significherebbe minimo un aumento esponenziale della bolletta rifiuti. Nell’immediato - conclude Fabiana Attig - occorre pensare ad ampliare la discarica e a istallare un impianto di compostaggio e uno di triturazione dei rifiuti per ridurne il volume»

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    8 maggio 2010

    La verità sui "rifiuti" a Civitavecchia

    Comunicato del "Comitato Piazza Pulita"

    "E’ inutile che il sindaco Moscherini neghi e insulti. I fatti denunciati dai consiglieri Manuedda e Petrelli e dall’ex consigliere Bonomi sono incontrovertibili e la denuncia della malagestione dei rifiuti è sacrosanta.
    Lo sanno i civitavecchiesi che si sono visti aumentare la bolletta del 30% e rischiano di pagare ulteriori costi per conferire i rifiuti altrove, essendo la discarica comunale in rapido esaurimento.
    Tutto questo perché la raccolta differenziata spinta non è mai stata avviata e si vuole ancora perdere tempo dietro la “bufala” del progetto Arrow-bio.
    Il sindaco inoltre non ci rassicura per niente quando dichiara di aver ottenuto una proroga per un ulteriore 10% di volume.
    E’ solo un rinviare per un po di tempo lo stato di emergenza rifiuti, senza pensare a risolvere il problema alla radice proponendosi l’obiettivo primario dal punto di vista ambientale ed economico della progressiva eliminazione della discarica attraverso la differenziazione, il recupero ed il riciclaggio del materiale post-consumo.

    La conferma di questa situazione disastrosa l’abbiamo avuto ieri nel corso del colloquio coll’assessore provinciale all’ambiente Michele Civita, ottenuto grazie all’interessamento del consigliere provinciale Gino De Paolis e di Giulio Agostini (gruppo SEL alla provincia).
    I finanziamenti della provincia per la raccolta differenziata porta a porta ci sono da anni e sono ancora disponibili: importi pari a 26/29 euro ad abitante per il sovracosto nella fase di avvio e ulteriori compensi messi a disposizione dalla regione (fondi FAS) per acquistare mezzi e impianti (centri di raccolta, impianti di compostaggio, ecc.).
    Di recente sono stati finanziati il comune di Fiumicino per un importo di 1, 2 milioni e il comune di Anzio per un importo di 1,5 milioni , oltre alla copertura dei costi per le isole ecologiche.
    Ma l’amministrazione di Civitavecchia rinuncia alla raccolta differenziata e sta perdendo i finanziamenti.
    Una gestione irresponsabile, dannosa per gli interessi della collettività e fuori da ogni tipo di corretta e trasparente programmazione se si considera che nel piano regionale predisposto dal commissario straordinario e approvato dal governo centrale è previsto il raggiungimento dell’obiettivo del 50% di raccolta differenziata entro il 2012.
    I cittadini dunque hanno imparato bene a riconoscere chi sono quelli del partito del no e del non fare.

    COMITATO PIAZZA PULITA

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    I loschi piani di enel: carbone in Albania per energia da portare in Italia

    Interessante inchiesta di Greenreport.it

    enel vuole impiantare una grossa centrale a carbone in Albania, per poi dirottare in Italia l'85% della sua produzione, tramite un cavo sottomarino.

    "...Ma la beffa non finisce qui. Anisa Xhitoni dell'Eden Center sostiene che "per l'Enel i benefici derivanti dal progetto sono piuttosto chiari. La costruzione di una nuova centrale in Albania, invece che in Italia, permette alla compagnia di non comprare dei permessi per le emissioni e, qualora il prezzo del carbone non dovesse aumentare in maniera sensibile, di risparmiare tra i 230 e i 320 milioni di euro all'anno fino al 2020".

    Ed in Albania rimarrebbero le emissioni di gas serra, che sono il doppio di quelle generate dall'Albania in un anno intero. Infatti la centrale emetterà, stando agli studi di VIA, ben 1166 tonnellate di C02 all'ora, moltiplicate 8.000 ore di funzionamento medio annuale, si arriva a 9.328.000 tonnellate. Le emissioni correnti del Paese sono quantificate in 5,5 milioni di tonnellate (esclusi LUCF - Land Use Change and Forestry)..."

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    Rossano, anche la Provincia di Cosenza contro il carbone

    Fonte: sibarinet.it

    Cosenza - “Il presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio è contrario ad ogni ipotesi di riconversione a carbone della centrale Enel di Rossano”.

    "Tale riconversione - è scritto in una nota - è inconciliabile con le potenzialità di sviluppo di un territorio che costituisce un punto di forza per una prospettiva di crescita sostenibile dell’intera Calabria. Un’area nella quale il settore agroalimentare di qualità, le vocazioni turistiche e il tessuto produttivo non possono essere mortificate. La salvaguardia dell’agricoltura e del turismo ambientale, infatti, mal si coniugano con i fattori di inquinamento che scaturirebbero dalla presenza di una centrale a carbone”. Dopo aver ricordato che già nel 2004 il Consiglio regionale della Calabria (Chiaravalloti presidente) aveva escluso dal Piano Regionale per l’Energia l’utilizzo del carbone nella nostra regione e che lo stesso orientamento è stato ribadito più volte nel corso di questi anni, il presidente Oliverio manifesta netta contrarietà ad un’operazione che non rispetta le vocazioni territoriali e che, nei fatti, mira a declassare un’intera zona da area di pregio ad area inquinata. “E’ troppo facile – aggiunge Oliverio - riempirsi la bocca con parole come salvaguardia dell’ambiente, della qualità della vita e della salute dei cittadini, se poi, noi per primi, offendiamo l’ambiente, dando il via ad operazioni che sono in netto contrasto con la vocazione e con l’orientamento delle popolazioni e dei sindaci dei comuni interessati”. “Per questo motivo, in piena sintonia con i sindaci, gli amministratori, le forze sociali, gli ambientalisti, gli operatori turistici locali, il consorzio degli albergatori e la stragrande maggioranza dei cittadini interessati –conclude il presidente della Provincia di Cosenza- ci opporremo con tutte le nostre forze e con tutte le nostre energie a qualsiasi tentativo di riconversione della Centrale Enel di Rossano. Territori come la Sibaritide meritano tutto il nostro impegno e quello di quanti vogliono impegnarsi e lavorare per realizzare uno sviluppo sostenibile, pienamente rispettoso della natura, dei territori e di quanti abitano e vivono su di essi”.

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    Rossano: l'Amministrazione comunale nettamente contraria alla riconversione a carbone

    Comunicato. Fonte: sibarinet.it

    "Come comunicato più volte l’Enel Spa ha trasmesso per posta, anche al Comune di Rossano e di Corigliano lo studio di impatto ambientale del progetto integrato policombustibile della centrale di Rossano.

    Si tratta, per come si legge nell’allegata nota di accompagnamento, di un integrazione della valutazione di impatto ambientale avanzata in data 26 aprile 2005 al Ministero dello Sviluppo Economico. L’avviso di presentazione dell’integrazione è stato pubblicato il 30 aprile scorso sul Corriere della Sera e sulla Gazzetta del Sud. L’integrazione progettuale, lo studio di impatto ambientale e la sintesi tecnica sono a disposizione del pubblico per la consultazione sul sito web www.dsa.minambiente.it oppure presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, via Cristoforo Colombo 44 – 00147 begin_of_the_skype_highlighting              44 – 00147      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting              44 – 00147      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting              44 – 00147      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting              44 – 00147      end_of_the_skype_highlighting Roma, o presso la Regione Calabria, Dipartimento Politiche dell’Ambiente, Viale Isonzo 414 – 88100 Catanzaro, oppure presso la Segreteria Generale del Comune di Rossano. Chiunque abbia interesse può presentare , ai sensi dell’articolo 6, comma 9 della legge 349/del 1986, in forma scritta entro il 29 maggio istanze, osservazioni o pareri agli indirizzi soprindicati e anche al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Via di S. Michele 22 - 00153 Roma. L’Amministrazione Comunale di Rossano, nel richiamare la propria posizione nettamente contraria alla riconversione a carbone del sito rossanese, comunica che a breve sarà convocato il Consiglio Comunale monotematico per discutere il progetto ricevuto, al quale saranno invitati i 57 Sindaci della Calabria del Nord-Est, l’Amministrazione Regionale, quella Provinciale, i Sindacati, le Associazioni di Categoria, quelle ambientaliste, perché il futuro di questa area non può essere compromesso da progetti calati dall’alto che mortificano le Autonomie Locali. In questi quattro anni di mandato l’Amministrazione Comunale Filareto, facendosi portavoce delle istanze dei cittadini e degli imprenditori, ha fatto appello all’ENEL affinché presentasse una proposta sostenibile, eco-compatibile e si confrontasse con le posizioni chiare e inequivocabili delle Istituzioni locali e regionali, tenendo fermi questi principi: 1) il sito elettrico di Rossano va salvaguardato e mantenuto, perché è un sito che ha dato tanto alla produzione elettrica del Paese; 2) una riconversione della centrale di Rossano è necessaria e indilazionabile, perché il sito è stato costruito più di trent’anni fa ed è vetusto ed obsoleto; inoltre, l’Amministrazione Comunale di Rossano fatto una serie di proposte all’Enel per la riconversione urgente della centrale, che prevedono il metano, il ciclo combinato, oppure la sperimentazione sul termodinamico–solare, le biomasse, l’idrogeno ecc.."

    L'Amministrazione comunale di Rossano

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    7 maggio 2010

    Contaminazione radioattiva in Niger: ecco quant'è innocuo il nucleare.

    Da Repubblica.it
    Niger, il paese radioattivo. L'altra faccia del nucleare.

    "Uranio, rapporto di Greenpeace sulle aree minerarie dello Stato africano. Acque contaminate, metalli nocivi, polveri sottili e abitanti a rischio leucemia, cancro e malattie respiratorie. Qui opera l'Areva, l'azienda francese con cui Berlusconi e Scajola hanno stretto l'accordo per costruire quattro centrali in Italia"
    La falda acquifera contaminata per milioni di anni. Livelli di radioattività nelle strade di Akokan, in Niger, 500 volte superiori ai valori normali nell'area. Metalli radioattivi venduti nei mercati locali. E' uno dei costi nascosti del nucleare: il prezzo ambientale pagato dall'Africa all'estrazione dell'uranio. La denuncia è contenuta in un rapporto di Greenpeace. Nel novembre scorso l'associazione ambientalista, in collaborazione con il laboratorio indipendente Criirad e la rete di ong Rotab, ha effettuato uno studio del territorio attorno alle città minerarie di Arlit e Akokan, in Niger, per misurare la radioattività di acqua, aria e terra intorno. E' qui che opera Areva, l'azienda francese leader mondiale nel campo dell'energia nucleare, la stessa società con la quale il governo Berlusconi e il ministro Scajola hanno stretto l'accordo per costruire quattro centrali atomiche in Italia.

    "In quattro su cinque campioni di acqua che Greenpeace ha raccolto nella regione di Arlit, la concentrazione di uranio è risultata al di sopra del limite raccomandato dall'Oms per l'acqua potabile", si legge nel rapporto. "In 40 anni di attività sono stati utilizzati 270 miliardi di litri di acqua contaminando la falda acquifera: saranno necessari milioni di anni per riportare la situazione allo stato iniziale". Anche nelle polveri sottili, che entrano in profondità nell'apparato respiratorio, la concentrazione di radioattività risulta aumentata di due o tre volte.

    Areva sostiene che nessun materiale contaminato proviene dalle miniere, ma Greenpeace ha trovato diversi bidoni e materiali di risulta di provenienza mineraria al mercato locale a Arlit, con un indice di radioattività fino a 50 volte superiore ai livelli normali. Gli abitanti del luogo usano questi materiali per costruire le loro case. "Per le strade di Akokan, i livelli di radioattività sono quasi 500 volte superiori al fondo naturale", continua lo studio. "Basta passare meno di un'ora al giorno in quel luogo per essere esposti nell'arco dell'anno a un livello di radiazioni superiore al limite massimo consentito".

    L'esposizione alla radioattività può causare problemi delle vie respiratorie, malattie congenite, leucemia e cancro. Nella regione i tassi di mortalità legati a problemi respiratori sono il doppio di quello del resto del Niger. Areva sostiene che nessun caso di cancro sia attribuibile al settore minerario.

    Greenpeace chiede uno studio indipendente intorno alle miniere e nelle città di Arlit e Akokan, seguita da una completa bonifica e decontaminazione. I controlli devono essere messi in atto per garantire che Areva rispetti le normative internazionali di sicurezza nelle sue operazioni, tenendo conto del benessere dei suoi lavoratori, dell'ambiente e delle popolazioni circostanti.

    "Nella situazione attuale comprare da Areva il combustibile per le centrali nucleari che il governo vuole costruire significherebbe finanziare i disastri ambientali e sanitari in Niger", commenta Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace.

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    San Tupolev, il culto si diffonde. "Polonia: pezzo Tupolev diventa reliquia"

    Riprendiamo dalla Gazzetta del Mezzoggiorno, fonte originale: ANSA

    "Frammento aereo su cui mori' Kaczynski trafugato da una suora
    (ANSA) - VARSAVIA, 30 APR - Un pezzo di ala del Tupolev schiantatosi il 10 aprile a Smolensk sara' una reliquia al Santuario polacco di Jasna Gora, a Czestochowa.
    Il frammento, trafugato di nascosto da una suora polacca, sara' incastonato, assieme ad altre pietre preziose, in un nuovo drappo con cui sara' rivestita l'immagine della Madonna Nera.
    Contraria la procura militare che indaga sull'incidente nel quale hanno perso la vita il presidente polacco Lech Kaczynski, sua moglie e altre 94 persone." (tra cui molti politici, alcuni ministri, alti gradi dell'esercito, NDR)

    San Tupolev, il santino

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    Sudafrica: le lobby del carbone vincono i Mondiali

    Noi, certo, non cessiamo di dare il buon esempio, e in Sudafrica adottano lo stesso modello. Così poi potremo dire "eh, ma se tanto inquinano anche loro che senso ha smettere noi?"

    Fonte: Volontariperlosviluppo.it

    La partita più importante prima dell'inizio dei mondiali la vinta la Eskom, ottenendo un prestito da 3,75 miliardi dalla Banca Mondiale per la realizzazione della centrale a carbone di Medupi, che prevederà nascita di oltre 40 nuove miniere. Alla faccia del protocollo di Kyoto

    "Il prossimo giugno inizieranno i mondiali di calcio 2010 in Sudafrica, ma forse una delle partite più importanti per la Rainbow nation si è già giocata. Il 9 aprile scorso la Banca Mondiale ha approvato un prestito di 3,75 miliardi alla Eskom per la realizzazione della centrale a carbone di Medupi suscitando proteste internazionali soprattutto per le ripercussioni sull'ambiente.
    La Eskom produce circa il 95% dell'energia elettrica utilizzata nella Repubblica Sudafricana e circa il 45% delle'energia nel continente e "il prestito - sostiene Paul O'Flaherty Direttore finanziario della società - fa parte di un programma di investimenti pluriennale che fornisce le basi per l'espansione dell'energia elettrica necessaria in Sud Africa". Ma il problema sostanziale del paese africano è che non riesce a soddisfare completamente il rifornimento energetico interno, inoltre, con l'inizio dei mondiali e il conseguente sovra consumo dovuto all'illuminazione degli stadi e all'aumento del turismo in quel periodo il rischio black - out è altissimo.
    Pertanto lo sviluppo e l'implementazione dell'industria elettrica è fondamentale per un'economia emergente come quella Sudafricana. Peccato però che l'impatto ambientale conseguente lo sviluppo di centrali a carbone sia altissimo: "l' impianto di Medupi - sostiene la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale (Crbm)- una volta attivo, provocherebbe impatti negativi molto pesanti sui terreni e sulle risorse idriche dell'area interessata, contribuendo inoltre ai cambiamenti climatici tramite l'emissione di 30 milioni di tonnellate di CO2 l'anno". Inoltre il finanziamento da parte della BM sarebbe contrario alle "raccomandazioni" della Extractive Industries Review (EIR), commissione indipendente composta da rappresentanti di diversi settori in tutto il mondo che, nel 2004, presentò un rapporto in seguito ad un'analisi sui prestiti commissionata dalla Banca Mondiale che chiedeva lo stop dei finanziamenti concernenti il carbone.
    Ma le raccomandazioni e le proteste delle comunità locali, sebbene ci sia stato anche un reclamo formale da parte di Earthlife Africa e Groud Work all'Inspection Panel di Washington, sono servite a poco: si prevede che per alimentare il nuovo impianto in Sudafrica apriranno oltre 40 miniere di carbone, praticamente un ritorno al passato nel periodo in cui si pensava che l'attenzione verso le fonti rinnovabili e la green economy economie verdi erano sull'agenda della maggior parte degli Stati, delle Organizzazioni Internazionali e delle Istituzioni Finanziarie Internazionali.
    "Invece di usare le proprie risorse finanziarie per aiutare lo sviluppo di progetti energetici a favore dei più poveri, e che facilitino la transizione verso un modello energetico a basse emissioni, la Banca continua a sussidiare lo sfruttamento dei combustibili fossili riconosciuti come estremamente negativi per il clima, l'ambiente e la lotta alla povertà. Agire in questa maniera è un po' come cercare di spegnere un incendio con il petrolio" ha dichiarato Elena Gerebizza della Crbm.
    Ma adesso l'attenzione si sposterà sulle partite di calcio, che vinca il migliore! Anche se qualcuno ha già perso qualcosa che vale molto di più di una coppa d'oro.

    Ultimo aggiornamento ( 22-04-2010 )

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    enel investe 1.500.000.000 euro per portare lo sporco affare del carbone a Rossano Calabro

    Fonte: IlSole24Ore.com

    "Con un investimento da quasi 1,5 miliardi l'Enel costruirà una nuova centrale elettrica a carbone, il combustibile a basso costo. Nascerà a Rossano Calabro, sulla costa cosentina. Dove c'è già una centrale elettrica, una centralona a olio combustibile che ha compiuto più di trent'anni. In altre parole, l'Enel allarga al Mezzogiorno il programma sul carbone pulito (hanno dimenticato le virgolette, NDR), lo stesso che ha portato alla ricostruzione del grande impianto di Civitavecchia e che sta trasformando quello di Porto Tolle, sul delta del Po.
    Viene chiamato carbone pulito: i vecchi impianti di partenza avevano rendimenti contenuti e dalle loro ciminiere uscivano emissioni impegnative. Non a caso nei pochissimi giorni in cui Porto Tolle è in piena marcia sopra il delta del Po il cielo assume la tonalità rosata conferita dagli ossidi di zolfo contenuti nei fumi. Ma l'impianto del Polesine sta spento quasi tutto l'anno, e quando sarà ristrutturato avrà sistemi modernissimi e di alta efficienza per abbattere i fumi ed evitare la dispersione di anidride carbonica nell'aria.
    Così avverrà anche per Rossano Calabro. Da più di un anno e mezzo l'impianto è fermo e lavora solamente poche ore l'anno. Con i sistemi di abbattimento delle emissioni, scomparirà l'inquinamento tipico del vecchio impianto. Ma in aggiunta la centrale non sarà solamente un impianto moderno a carbone. Sarà alimentata anche con energie rinnovabili: una centrale solare termodinamica e un impianto a biomasse, cioè a combustibile vegetale (un altro modo per dire che si brucierà immondizia nella centrale, anche perché dove prenderebbero il combustibile vegetale in una zona di aranci e ulivi? NDR).
    Nei giorni scorsi l'Enel ha presentato al ministero dell'Ambiente il cosiddetto Sia, cioè lo studio di impatto ambientale, per il nuovo progetto dell'impianto calabrese. Il Sia è stato sufficiente (a posto della più complessa Via, valutazione di impatto ambientale) perché la società ha ritoccato un progetto precedente. In origine aveva pensato a due gruppi a carbone da 660 megawatt l'uno. In tutto, 1.320 megawatt. Ora ha cambiato progetto: un solo gruppo a carbone, ma più voluminoso. Invece di 1.320 si passa a 800 megawatt. La differenza sarà fatta con le tecnologie verdi. E in tutto la futura centrale avrà la capacità di 1.260 megawatt tra l'impianto a carbone, un gruppo che userà metano (serve anche come "motore d'avviamento" per accendere l'impianto a carbone quando deve riprendere la marcia), una caldaia a combustibile vegetale e una parte con la nuova frontiera tecnologia del solare.
    La centrale a concentrazione è diversa dal fotovoltaico che va ora di moda. L'energia fotovoltaica è prodotta dal silicio che, colpito dai raggi del sole, produce un flusso di corrente, mentre quella a concentrazione ha rendimenti assai più alti. Tramite specchi, il calore del sole viene concentrato in modo da arrivare alle temperature cui l'acqua bolle e produce il vapore necessario a far girare una turbina e una "dinamo".
    L'impianto solare sorgerà dove oggi ci sono i serbatoi dell'olio combustibile e avrà bisogno di sette ettari e mezzo di specchi.
    È il principio degli specchi ustori dello scienziato siracusano Archimede, che nel 212 avanti Cristo riusciva con gli specchi montati sulle mura di Siracusa a bruciare le navi romane del console Marcello che assediavano la città. Non a caso alle porte di Siracusa l'Enel ha ribattezzato Archimede l'impianto solare a concentrazione che è in via di completamento.
    Inoltre sarà costruito un lungo pontile in modo che le navi carboniere scarichino il combustibile al largo, per evitare di impolverare di nero la zona. Ovviamente il carbone sarà trasportato alla centrale con strumenti che impediscono di disperdere la polvere nell'aria. ("Ovviamente", certo. Come a Brindisi, dove la polvere del carbone se la trovano anche sotto le unghie. NDR)

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    5 maggio 2010

    enel multata per 11,7 milioni di euro

    Fonte: MDC.it
    Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) esulta per la decisione del Consiglio di Stato che, ribaltando una sentenza del TAR Lombardia (sentenza n. 02507 /2010), ha confermato la storica sanzione di 11 milioni e 700mila euro nei confronti di Enel Distribuzione.

    La sesta sezione di Palazzo Spada ha accolto l’appello dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas circa la correttezza del provvedimento assunto per la violazione del combinato disposto dalle delibere n. 299 e n. 55 del 2000, confermando la validità della multa irrogata dall’Autorità (delibera 66/07), dopo un esposto del Movimento Difesa del Cittadino, per la mancata indicazione nelle fatture della possibilità di pagarle senza oneri presso sportelli bancari convenzionati dal luglio 2000 al febbraio 2006.

    “La decisione del Consiglio di Stato – dichiara Francesco Luongo, responsabile Nuove Tecnologie e Servizi a Rete di MDC - rende finalmente giustizia a milioni di utenti del mercato vincolato elettrico, cui è stata di fatto preclusa la possibilità di pagare le bollette senza spese aggiuntive presso gli sportelli convenzionati dell’azienda. Condividiamo pienamente – conclude Luongo – le motivazioni del collegio secondo cui si tratta di un illecito caratterizzato da particolare gravità in ragione della posizione di monopolio tenuta da Enel Distribuzione a danno di soggetti più deboli nel rapporto di fornitura di un servizio essenziale quale quello dell’energia elettrica. L’importo della sanzione, ormai definitivo, servirà nei prossimi anni a finanziare iniziative in favore dei consumatori”.

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    Centrale a carbone TVN, incidente Capitani, chiesto l'incidente probatorio

    Da trcgiornale.it
    La procura della Repubblica di Civitavecchia ha avanzato una richiesta di incidente probatorio al giudice per le indagini preliminari del tribunale di via Terme di Traiano, sul caso della morte alla centrale Enel di Torre Valdaliga Nord dell'operaio della ditta Guerrucci Sergio Capitani.
    Una richiesta che è stata ufficializzata alcuni giorni fa dal sostituto procuratore Edmondo De Gregorio, titolare dell'indagine dove sono indagate 13 persone per omicidio colposo. Il magistrato inquirente ha giustificato questa sua richiesta, facendo leva soprattutto sullo stato dei luoghi dove è avvenuto l'incidente il 3 aprile scorso. Essendo l'area stata posta sotto sequestro subito dopo l'accaduto, va da se che tutto è rimasto come allora. Il pm infatti, vuole verificare soprattutto lo stato dei tubi da dove è fuoriuscito il getto di acqua ed ammoniaca che ha sbalzato via il povero Capitani.

    Una verifica che chiaramente potrà chiarire l'aspetto della pressione o meno all'interno del tubo, ed il magistrato vuole eseguire questa perizia alla presenza di tutte le parti, in modo che poi il risultato possa essere inserito all'interno degli atti del processo che ne deriverà una volta chiuse le indagini. A questo punto si attende la risposta del gip e, a seconda se sarà positiva o meno, la fissazione dell'esame tecnico irripetibile.

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    Inceneritori e discariche: UE scioccata dalla visita in Campania

    La Delegazione UE: «Manca un ciclo integrato, non viene rispettata la gerarchia dei rifiuti»




    Articolo originale: Agenzia AMI

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