No al carbone Alto Lazio

15 giugno 2010

"La colata di cemento che distrugge l'Italia"

Riportiamo dal blog di Beppe Grillo

"L'Italia è come l'Amazzonia, sta scomparendo. Ogni settimana ettari di verde si trasformano in ettari di cemento. Un prato non è più un prato, ma un business. Ogni giorno appaiono gru, seconde e terze case, immobili mai abitati. Interi quartieri edificati senza necessità, senza inquilini. Il cemento uccide il turismo, toglie posti di lavoro, non li dà. Il cemento è riciclaggio di danaro sporco delle mafie nazionali che investono nel mattone. A Milano sorgono nuovi grattacieli quando un terzo della città è in vendita o alla ricerca di un inquilino in affitto. L'Expo 2015 è solo cemento. Il cemento non si mangia, ma sul cemento mangiano i politici, le amministrazioni locali e la criminalità organizzata. L'Italia che scompare sotto una colata, come Pompei seppellita dalla lava, fa compassione e rabbia. I comuni dovrebbero vietare la costruzione di ogni immobile non necessario e, nel caso, verificare l'esistenza di un immobile già esistente da ristrutturare. Bisogna lanciare una nuova industria, quella della decostruzione di immobili e capannoni disabitati. Con i soldi pubblici i nostri sindaci non devono più costruire un solo vano se non destinato a uso sociale. Cementificatori e riciclatori che leggete, ascoltatemi, costruire non è più un affare, investite in energie rinnovabili e nel turismo.

Intervista a Ferruccio Sansa e Marco Preve:

F. Sansa: "Sono Ferruccio Sansa, giornalista de Il Fatto Quotidiano. Con Marco Preve, de La Repubblica, abbiamo scritto insieme con altri colleghi - Andrea Garibaldi de Il Corriere della sera, Antonio Massari de Il Fatto, Giuseppe Salvagiulo de La Stampa - abbiamo scritto un libro che si intitola “La colata”, è un libro che vuole raccontare il rischio enorme che l’Italia sta correndo in questo momento di essere rovinata per sempre dal cemento. È un libro che ci è costato un anno di lavoro. Siamo in 5, è stato un lavoro veramente lungo e pesante, pensiamo che fosse solamente adesso questo il momento di scrivere un libro sul cemento in Italia, perché le conseguenze di quello che si sta decidendo, di quello che si sta facendo poi le pagheremo per sempre. Bisogna adesso, in questo momento preciso, decidere da quale parte stare, se vogliamo essere pro o contro il cemento. Qui non è soltanto una scelta per ambientalisti e radical chic. Anzi, non c’entra proprio niente. Questo è un alibi di chi vuole costruire, è una scelta che incide profondamente sulla qualità della nostra vita, la nostra e quella dei nostri figli, sul nostro presente e sul nostro futuro, qualità della vita vuole dire come viviamo se viviamo bene o male, l’Italia ha deciso, purtroppo di puntare sul cemento e sull’asfalto e questo avrà conseguenze pesantissime: perché è una scelta come noi dimostriamo in questo libro, dati alla mano, assolutamente antieconomica, crea dei danni irreversibili alla principale industria del nostro paese che è una delle principali che è il turismo, crea dei posti di lavoro che durano poco tempo e crea dei posti di lavoro poco qualificati, per cui economicamente non lasciatevi ingannare è una cosa poco vantaggiosa.
Inoltre è un animale che mangia sé stesso, perché l’Italia ha la sua principale ricchezza nella bellezza, se noi roviniamo la bellezza, perderemmo posti di lavoro nel turismo, perderemmo posti di lavoro in tantissimi ambiti della nostra economia che campano grazie proprio alla bellezza dell’Italia.

Le bugie dei costruttori
Non lasciatevi neanche ingannare quando vi diranno che si costruisce per le persone che hanno bisogno: non è vero. Lo sviluppo edilizio dell’Italia di questi anni va a beneficio soltanto dei potenti, dell’economia, della finanza e alcune parti della politica, perché intorno al mattone si consuma quell’intreccio perverso tra la politica e la finanza, centro-sinistra e centro-destra senza alcuna distinzione. In Italia, per farvi un esempio concreto - basiamoci sui dati, non sui discorsi - in Italia soltanto il 4% delle case costruite vengono destinate al social housing, alle case popolari, in Inghilterra si supera il 20%, non sono case per la gente che ha bisogno, sono case soltanto per arricchire gli impresari che fanno il loro mestiere e per dare delle case quando non c’è bisogno, perché andate a vedere quello che è successo in Veneto, negli ultimi anni il Ministro che si occupa tra l’altro di agricoltura, Galan, quando era presente della Regione Veneto è stato il più grande cementificatore degli ultimi decenni, ha costruito case per più di 700 mila persone quando nel Veneto la popolazione è aumentata soltanto di 288 mila persone, questo è una follia!
Ma soprattutto costruire in un modo così folle come si sta facendo in Italia adesso, con il Piano casa, adesso si parla del condono, si parlava della sanatoria degli immobili fantasma che neanche si capisce cosa voglia dire un giorno un Ministro dice una cosa e un giorno dice l’altro, questo è anche pericoloso per la nostra incolumità, andiamo a vedere ancora i dati, negli ultimi 50 anni in Italia ci sono state 430 mila frane, ci sono stati 3500 morti, è una vergogna che se ne parli soltanto quando ci sono i morti e poi ce ne dimentichiamo, 3500 morti, ognuno di questi secondo me è come un insulto in faccia a queste persone continuare a costruire in un modo così totalmente disordinato, privo di pianificazioni e premiando chi non rispetta la legge e non chiede i permessi, costruire negli alvei dei fiumi, noi abbiamo raccontato per esempio quello che è successo in Toscana, dove nell’alveo del fiume Arno, dove nel lago di Massaciuccoli si sta costruendo e si è costruito per centinaia di migliaia di persone.

Cronaca di un degrado civile e politico

Partendo di queste considerazioni generali abbiamo fatto un viaggio in tutta l’Italia, un viaggio che racconta queste storie purtroppo di degrado che sono di degrado ambientale, ma prima di tutto sono degrado civile e politico, perché il decreto ambientale è la conseguenza del degrado civile e politico e sono però, nella nostra speranza, anche delle storie di perché invece straordinarie che si stanno battendo per la loro terra è un libro che credo non vuole essere un libro pessimista, ma un libro che dà speranza perché racconta le storie di queste persone, parte dalle storie di queste persone, noi abbiamo raccontato l’Italia regione per regione. Siamo partiti dal Veneto che purtroppo ha il primato di questa devastazione grazie a quello che ha fatto anche la Giunta Galan nella riviera del Brenta, adesso c’è la città della moda, c’è l’autodromo di motor city, un autodromo di cui si è occupato molto anche Beppe Grillo, un miliardo di Euro per costruire un autodromo con ovviamente annesso centro commerciale nel momento in cui gli autodromi in Italia sono in crisi nera!
Questo in una delle zone più belle dell’agricoltura italiana che è la zona di Verona e di Mantova, ci sono centri commerciali ovunque, ci sono nella zona di Mira e di Dolo, sono zone meravigliose di cui ha parlato anche tanto Marco Paolini, ha parlato Gianantonio Stella, sono zone di cui scrivevano Meneghello, che sono state dipinte dei quadri di Tiziano, li stiamo devastando per sempre.
Abbiamo parlato della Lombardia, quest’ultima che ogni giorno perde 10/20 ettari di campagna, che si sta mangiando tanta campagna che aveva ancora, soprattutto nella parte sud della Lombardia, Milano ormai si è votata completamente ai grattacieli, city life, tutti gli altri progetti sembra che Milano si creda New York, Milano non è New York, Milano era una città stupenda quando c’erano ancora i Navigli, è stata una città molto bella nonostante le devastazioni della guerra, adesso si sta votando a questi grattacieli che sembrano quasi dei simboli fallici per dimostrare che Milano è una città, il celodurismo della Lega. Ma soprattutto Milano adesso ha il grandissimo rischio del parco sud, il parco sud è il vero polmone di Milano è quella macchia verde che vediamo sulle cartine geografiche che finora era stato risparmiato, invece adesso anche grazie al lavoro che si sta facendo in comune nelle a questo nuovo piano che prevede addirittura che possano eventualmente essere scambiate le zone agricole con quelle dove si può costruire, c'è chi ha messo gli occhi sul parco sud e questa è una storia incredibile perché uno dei più grandi proprietari di terreni agricoli a Milano sapete chi è? È Salvatore Ligresti quello che a Milano non è neanche più un nome ma è quasi un sostantivo, se Ligresti è il prototipo di chi costruisce e ha cementificato mezza Lombardia e mezza Italia, Ligresti che in molte società vede la famiglia La Russa presente, Ligresti adesso è il proprietario di decine e centinaia di appezzamenti di terreno e di cascine agricole, vuole diventare agricoltore? Difficile da credere, probabilmente vuole anche cementificare il parco sud di Milano.
La Lombardia dove si vogliono costruire 400 chilometri di nuove autostrade invece di puntare sulle ferrovie, sul trasporto pulito si punta ancora sull’asfalto, come se non bastasse quello che c’è, come se non bastasse l’inquinamento da record della Pianura Padana intorno a Milano che è peggio di Los Angeles per certi aspetti, dove il Pm10 ha dei livelli assurdi. Abbiamo parlato del Piemonte dove per esempio nelle Alpi si è costruita questa follia dove ci sono paesi desertificati dal cemento, dove fino a 8, 9 case su 10 in alcuni paesi sono seconde case, i pochi abitanti veri vivono in un paese fantasma, vuoto e deserto, questo è tutto l’arco alpino, soprattutto in Piemonte ma anche in Lombardia, Veneto, anche in località bellissime.
Abbiamo parlato della Liguria anche qui dove crescono dei grattacieli e le occasioni di recuperare città come La Spezia invece sono state utilizzate per costruire dei nuovi grattacieli, poi abbiamo raccontato il caso paradigmatico della Sardegna, dove Renato Soru era riuscito veramente a imporre delle regole nuove che avevano proposto un modello nuovo di sviluppo, ma era sviluppo perché si parlava di investire 500 milioni di Euro nei comuni nel recupero dei comuni dell’entroterra sardo, invece cos’è successo? Che il centro-destra che riunisce gli imprenditori del mattone ma anche dei giornali della Sardegna perché qui c’è anche un altro intreccio perverso tra la stampa e il mattone perché chi costruisce ha bisogno dei giornali non per arricchirsi, ma per pubblicizzare e per falsare l’informazione a favore del cemento.
Soru è stato battuto da queste persone e è stato tradito dal suo centro-sinistra perché se Soru fosse stato sostenuto dai suoi alleati, avrebbe probabilmente vinto di nuovo, invece Soru è stato abbandonato da una parte del centro-sinistra che si era alleato con il centro-destra per costruire.

Un Paese che non rispetta se stesso
Ma vi rendete conto che in Sardegna vicino a Cagliari la più grande necropoli fenicia, volevano costruirci intorno dei condomini? Adesso la battaglia è ancora in corso. Una cosa che in tutto il mondo sarebbe meta di centinaia di migliaia di viaggiatori ogni anno in Italia, neanche sappiamo che ce l’abbiamo? Abbiamo un capolavoro straordinario e cosa facciamo? Anche per rispetto delle persone che sono lì sepolte, nella necropoli fenicia intorno ci costruiamo i condomini, questo è il segno di un paese obiettivamente che non rispetta neanche sé stesso.
Così come a Capo Malfattano c’è un promontorio che è degno di essere tra i luoghi di mare più belli del mondo e qui si vogliono costruire degli alberghi, Benetton, Marcegaglia, così come la stessa Marcegaglia finirà per avere in gestione probabilmente quello che è stato fatto alla Maddalena, Soru aveva cercato di battersi contro queste cose e ha perso, ci chiediamo: ma in Italia chi si batte per l’ambiente perde? La popolazione con chi sta? Perché qui non bisogna soltanto puntare il dito contro i politici e i finanziari molto pregiudicati, bisogna chiederci: noi con chi stiamo, stiamo con o contro il cemento? "

Tutti i nomi dei responsabili
M. Preve: "Sono Marco Preve, Sono un giornalista di Repubblica e sono uno dei coautori de “La colata” in questo libro non c’è soltanto un racconto geografico dettagliatissimo regione per regione di quella che è la situazione del consumo del nostro territorio, dello sperpero anche di quello che è un bene pubblico, abbiamo affrontato l’argomento anche attraverso dei temi, soprattutto ci sono i nomi perché ricordate che quando si parla di speculazione edilizia, di bruttura del paesaggio, di ecomostri ci si limita a raccontare il posto e di cosa si tratta, quello che abbiamo fatto è andare a cercare chi c’è dietro, i nomi, le persone, chi ha preso le decisioni, chi ha dato le autorizzazioni.
Perché qua è fondamentale capire una cosa, che dietro a ogni piccolo o grande intervento in Italia, c’è quasi sempre l’imprenditoria, ma c’è soprattutto la grande finanza, ci sono le banche, quindi i grandi temi, troverete anche nel libro un lungo capitolo dedicato alla curia, perché la curia è diventata uno dei soggetti degli immobiliaristi più importanti in Italia, abbiamo provato anche a dare quale secondo noi è stato un momento di svolta, la presenza del Cardinale Bertone oggi segretario di Stato del Vaticano e un gruppo di imprenditori a lui vicini, quindi troverete anche qui un filo che lega comunque anche la Curia a importanti soggetti dell’imprenditoria e del mattone in particolare.
Poi naturalmente non potevamo lasciare fuori, perché è un capitolo fondamentale, la nascita del cemento, quello che rappresenta per le regioni meridionali e quindi per le regioni controllate dalla mafia e raccontiamo come la criminalità organizzata, sia assolutamente dentro la filiera del cemento, specie nelle sue prime fasi, specie quando parliamo del cemento vero e proprio, la materia prima e quindi con atti in questo caso giudiziari, soprattutto troverete un lungo racconto di come il cemento sia loro delle mafie. Però soprattutto siamo andati anche a cercare alcune situazioni particolari che dimostrano l’estremo spregio con cui vengono tenuti in conto determinate realtà, pensate Siena, la Toscana che viene sbandierata in tutto il mondo come eccellenza italiana, ambientale, culturale, scoprirete nel capitolo a essa dedicata, il tipo di intervento che viene fatto con la fortissima presenza anche in questo caso di alcuni progetti per un aeroporto, per un borgo, per superricchi che si chiama Lavagniaia, del Monte dei Paschi di Siena, il ruolo fondamentale delle banche nelle grandi operazioni.
Naturalmente poi raccontiamo anche delle grandi città, c’è un lungo capitolo dedicato a Roma, chi sono i veri re di Roma? Sono i costruttori, i sindaci per quanto si siano dati da fare sono delle comparse, i sindaci passano ma i costruttori restano, i Caltagirone, i Toti, mezza Roma, potete vedere nel susseguirsi degli anni di come abbiano dettato le linee anche politiche poi alla fine delle politiche urbanistiche, ma quindi delle politiche sociali, della vita di una città e poi però abbiamo scoperto anche delle cose incredibili, una vicenda cui anche Beppe Grillo, il suo blog, i Meet up hanno dedicato spazio, quella zona di provincia italiana dove si pensa non succeda mai niente, a Ivrea ai piedi della Serra Morenica che è una delle zone naturalistiche più importanti d’Italia, dove si portano i ragazzini a fare le gite, nella Serra Morenica esiste un progetto che si chiama “Mediapolis” che è un progetto per 600 mila metri quadrati, la storia che vi racconteranno è quella che deve essere un parco a tema legato ai temi della comunicazione, in realtà è un grandissimo centro commerciale, un enorme centro commerciale, dove si vogliono vendere delle merci, raccontiamo nel dettaglio chi sono coloro che vogliono fare questo progetto e troverete anche delle sorprese, ma soprattutto abbiamo rilevato quella che secondo noi è una sorta di contraddizione, perché vedrete che contro questo megaprogetto “Mediapolis” questo monster park l’abbiamo chiamato, il Fai (Fondo Ambiente Italiano) associazione assolutamente autorevole e molto severa ha fatto una battaglia durissima e scoprirete come il Fai in realtà abbia tantissime attività con soggetti importanti come Unicredit, Intesa San Paolo, Telecom che sponsorizzano delle sue attività che però guarda caso sono gli stessi soggetti a cui si appoggia il progetto Mediapolis per i finanziamenti.
La domanda che nasce spontanea è: come si possono conciliare queste due cose? Da un lato si attacca un progetto con parole durissime, ma dall’altro si collabora in tanti piccoli progetti a sostegno di eventi culturali e ambientali. Non vorremmo che poi alla fine le grandi imprese, banche si lavassero la coscienza destinando importanti finanziamenti che però magari per loro sono briciole a attività culturali e ambientali e noi in questo viaggio in Italia, lungo le strade, le piste del cemento siamo stati aiutati da tantissimi comitati, è un fenomeno che ha sempre meno dell’antipolitica e sempre più del radicamento sul territorio del legarsi ai valori propri alle origini e non è assolutamente un atteggiamento leghista, è un atteggiamento di consapevolezza anche di chi magari è anche disposto a rinunciare a dei benefici mediati, speculativi, in cambio però di poter mantenere la sua qualità della vita perché poi è di quello che stiamo parlando, naturalmente tutti sappiamo oggi il ruolo dei comitati in alcune grandi battaglie, a Milano per l'Expo 2015, ma a Genova per esempio per l'enorme tema della gronda, la gronda che poi sarebbe una bretella autostradale che dovrebbe oltrepassare nelle parsi periferiche di Genova e ha suscitato naturalmente un dibattito fortissimo con un movimento di contrari.
Noi crediamo che sia importante per provare a fare qualcosa contro questa devastazione del territorio, acquisire qualsiasi cittadino dal primo all’ultimo, una mentalità e una consapevolezza. "

F. Sansa: "C’è una frase che credo riassuma lo spirito con cui abbiamo scritto questo libro, l’ha scritta Luca Mercalli che è infatti una persona che da anni si batte per l’ambiente e dice Luca: “Indignatevi rapidamente non lasciate che deturpino il vostro bene più prezioso, il territorio, chiamate a raccolta tutti!” è il momento di chiamarci tutti a raccolta quelli che sono contro il cemento in Italia, perché poi sarà troppo tardi!"

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13 giugno 2010

Manifestazione a Rossano: no alla riconversione a carbone

Nella giornata di ieri si è svolta a Rossano calabro una manifestazione per gridare forte il no alla distruzione dell'economia e della salute di un territorio per opera dell'eventuale riconversione a carbone.

Fonte: TeleReggio.it
"Diciamo un no, forte e deciso, alla costruzione della centrale a carbone di Rossano: rischierebbe solo di pregiudicare l'equilibrio di una realtà che è una tra le più importanti del settore agricolo meridionale". Lo afferma in una nota il Presidente del Distretto Agroalimentare di Sibari, Renzo Caligiuri. "La sibaritide - aggiunge - ha una forte vocazione produttiva agricola che va implementata e sfruttata al meglio e che deve essere legate indissolubilmente alla prospettiva di energie biocompatibili. La centrale a carbone avrebbe effetti devastanti che non si sposerebbero con le necessità dell'intera area : le biomasse, l'eolico, il solare, sono invece segmenti seri che possono essere raggruppati in un progetto unico in grado di fornire energia autosufficiente per l'intera Calabria". "Bisogna chiedere - conclude Caligiuri - il consenso delle categorie produttive quando si fanno scelte di questo genere e credo che, nella fattispecie, difficilmente i produttori agricoli della sibaritide direbbero si all'ipotesi della centrale".

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Sull'impatto delle attività legate alla centrale a carbone di Vado Ligure

Riportiamo da Savonanews.it un commento di M. Molinari sull'impatto delle attività legate alla centrale a carbone di Vado Ligure

"Nel buio di Cairo, fiammate.

Cairo Montenotte. Ieri sera.
Nella sala della SOMS si abbassano le luci.
La voce del Prof. Federico Valerio dell' Istituto Nazionale per la ricerca sul Cancro, è come una lama nel buio squarciato dalle slides proiettate. Racconta le analisi dell'inquinamento delle acciaierie di Cornigliano, ormai chiuse. Per decenni, quantità impensabili di Benzene e Benzopirene (dal triplo fino a 40 volte i limiti di legge) si sono riversate nell'aria. Le donne di Cornigliano morivano di cancro, ma non in silenzio.

La politica fu costretta a organizzare una rete di monitoraggio degli inquinanti. Quella vera. Le centraline, quelle vere, correttamente posizionate, non lasciarono dubbi. Dopo la chiusura degli impianti gli inquinanti scomparvero.

Fino ad allora, politica e industria dicevano: "sarà il traffico".

Il professore continua: Spiega ad una sala attonita che a Taranto non andò diversamente: "… la situazione laggiù era ancora peggiore, ma non se ne sapeva nulla. Le agenzie di tutela dell'ambiente non si sono mosse fino a quando non hanno potuto più far finta di niente." E poi: "Se avessimo aspettato la politica la cokeria di Cornigliano sarebbe ancora lì. Ci sono meccanismi che ostacolano l'attivazione dei controlli…" e chi vuol capire, ha capito.

Cairo Montenotte. A qualche centinaio di metri oltre le finestre della sala silenziosa e gremita, là fuori, la cokeria di Bragno, anche ora, produce. Distilla 1450 tonnellate di carbone al giorno / notte. H24. Sempre. Da oltre mezzo secolo.
I forni sono vecchi, e perdono gas, anche ora. Trecento tornellate di gas al giorno / notte, anche ora, secondo Maurizio Manfredi.

QUATTROMILACINQUECENTO TONNELLATE l'anno di BENZENE. Ma forse la stima è per difetto. Certo, invece, che il benzene provoca il cancro, come il cancro la morte, per bene che ti vada. Senza considerare le polveri.

E la rete di monitoraggio, quella vera, nell' anno 2010, dov'è? Non c'è.
Come, non c'è? Si, ma, forse. Decenni.

Nel 2004 la perizia del' Ing. Poggi incaricato dalla Procura della Repubblica di Savona accertava la vetustà degli impianti. Chiedeva interventi radicali per condizioni di lavoro ACCETTABILI, nella cokeria di Bragno. Chiedeva la sostituzione di tutte le porte dei forni, che perdono gas, in DUE ANNI. Il programma del' azienda lo prevederebbe, in VENTI ANNI.

Nel 2007 ARPAL rileva perdite di gas. Ufficialmente. Con un'indagine appositamente finanziata, si intende.

E la rete di monitoraggio? Parte l'appello dei comitati: Caro sindaco, ci regali la rete di monitoraggio. E' la sera di ieri, 11 giugno 2010. Siamo a questo punto.

Quello che invece c'è, nonostante tutto, è l'Autorizzazione Integrata Ambientale, rilasciata in gran silenzio e sotto natale all'Italiana Coke. In punta di piedi.

Fanno rumore invece i ricorsi che partono, a tutto gas, verso il TAR Liguria e la Presidenza della Repubblica. A presentarli: WWF Italia, Associazione Rinascita Valle Bormida, Maurizio Manfredi, Nadia Bertetto, Alfio Minetti, ARE Vallebormida, Circolo Cairo Legambiente, CASV, Nicoletta Gallo ed Enrica Tarallo.

Interessante per i profani è la CONTROPARTE, oltre all' Italiana Coke:
- Provincia di Savona
- Comune di Cairo Montenotte
- Regione Liguria
- ASL2
- ARPAL

Uno pensa che questi soggetti istituzionali siano CON. Ma ti giri un istante, e li ritrovi CONTRO, negli atti. Semplificazione brutale? Forse.

Pochi minuti alle 23:00. Tavola rotonda. Tra gli altri l'imprenditore ed ex senatore Stanislao Sambin (DC), il consigliere regionale Maurizio Torterolo (Lega) e Stefano Quaini, presidente commissione sanità e membro commissione ambiente Regione Liguria, che dice: "come medico, ho visto tante neoplasie. Non transigiamo. Impegneremo Regione Liguria e presidente Burlando. Presenteremo un' interpellanza"

L'applauso è tiepido. Un po' meno Luciano Corrado, il Giornalista che con la collega Enrica Bertone modera l'incontro, che ricordando l'interrogazione di Sonia Viale sulle leucemie presentata senza esiti nel lontano 1997, non ha difficoltà a definire questi atti come inutili.

Quaini e Torterolo, all'unisono, si alzano e lasciano la sala. La gente si guarda. La serata prosegue. Il senatore Sambin prima che imprenditore tiene a definirsi cittadino e ambientalista.

Il prof. Federico Valerio spiega l'importanza dei campionatori passivi, nuova interessantissima frontiera low cost del monitoraggio ambientale.

Il dottor Morando spiega cosa significa fare il medico a Cairo Montenotte. Suo nonno era medico di fabbrica in cokeria negli anni 50. Già allora, le sue relazioni furono ignorate. Poi annuncia una raccolta dati sui casi di neoplasie a partire da lunedì prossimo.

Brilla l'assenza dei sindaci, incluso quello di Cairo. Forse avranno avuto di meglio da fare, chissà.

Marco Piombo, presidente di WWF Liguria, accenna finalmente la gravità della situazione ambientale tutta, a livello provinciale. Il rischio che le tanto decantate "biomasse" si trasformino magicamente in rifiuti CDR da bruciare in simil - termo "valorizzatori". L'azione penale è obbligatoria - ricorda - e la Magistratura deve procedere, in caso di violazioni. Due le diffide ad ottemperare inviate da WWF all'amministrazione locale. Ignorate.

Sull'avvocato Castagnetti piove la domanda del Cronista Corrado, che lo stima e non lo nasconde: "avvocato, lei come si sarebbe comportato se fosse stato sindaco di Cairo?"

Bella domanda.

L'avv. Castagnetti ringrazia, si scusa con i cittadini intervenuti per i politici che hanno abbandonato il dibattito. "Dopo quello che si è sentito stasera è necessario intervenire sulle Amministrazioni, e anche sulla Magistratura, per far rispettare le leggi." La risposta è in coda: "fossi sindaco, interverrei SEMPRE in riunioni come questa."

Già.

Nadia Bertetto iniziò a lavorare sul tema ambientale nel 2004 con una sua concittadina, morta di tumore. Suo marito si è salvato dal cancro per un soffio, e ha lasciato la Valbormida. "SeItaliana Coke è così sicura delle sue posizioni, perché non accetta analisi ai camini h24?"

Altra bella domanda. Ma la risposta non c'è, come l'Azienda, stasera.

"L' Autorizzazione Integrata Ambientale A.I.A. è semplicemente ridicola per impianti simili. Le analisi dei fumi ai camini non vi sono neppure menzionate" Poi ricorda quando l'ass. Marson le disse di non essere lui ad inquinare, e di chiedere al Comune le ragioni del temporeggiare su queste analisi.

Armando Chinazzo, medico veterinario di Legambiente spiega bene

1) le MELME di carbone: riciclate e bruciate all'interno degli impianti stessi. Secondo la cokeria sarebbero sottoprodotti di lavorazione, e non rifiuti da smaltire. Solo che le emissioni di idrocarburi, bruciandole, aumenterebbero fino a dieci volte. Ma questo si fa. Sull' A.I.A. : nessuna prescrizione.

2) le TORCE: sistemi di EMERGENZA per bruciare i gas. Di fatto, sempre accese. A.I.A.: nessuna prescrizione; solo una raccomandazione del tipo: "usatele meno".

3) le ACQUE DI DEPURAZIONE, usate per raffreddare il carbone incandescente che esce lavorato dai forni. Nelle fumate di "vapore", a cadenza oraria, inquinanti atmosferici che nessuno misurerebbe.

Cairo Montenotte. L'incontro termina tra gli applausi. Torniamo a Savona, passando da Bragno. Il colpo d'occhio sulla cokeria è impressionante, anche di notte. Qualche fiammata.
Tutto "funziona", come sempre, nel buio.

Ma entro questo mese (si prevede) il protocollo di intesa.

Mario Molinari

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Brindisi manifestazione popolare 19/06/2010, adesione gruppo "No al carbone"

Comunicato stampa No al carbone Brindisi
"Il Gruppo No al Carbone aderisce alla manifestazione del 19 giugno indetta da numerose Associazioni Ambientaliste per l’Ambiente il Lavoro e la Salute a Brindisi.
Dopo la grande manifestazione del 23 Dicembre, con la quale cinquemila brindisini hanno chiesto una forte riduzione del carbone, occorre una nuova mobilitazione alla vigilia della riapertura del tavolo per la firma delle convenzioni con l’Enel e in attesa della ormai prossimo rilascio della VIA con la quale consentire alla LNG la realizzazione del rigassificatore.
Una città sempre più sotto assedio, un territorio che molti vogliono consegnare alle multinazionali dell’energia con le loro centrali elettriche a carbone, il rigassificatore che sequestra il porto, attraverso i nuovi progetti di centrali a biomasse e gasdotti con cui distruggere anche la costa nord di Brindisi.
Per rompere quest’assedio noi saremo ancora una volta in piazza il 19 giugno per chiedere una riduzione di almeno il 30% del carbone bruciato a Cerano, la bonifica dei terreni ed il giusto risarcimento per i danni causati dall’Enel, la conversione
della centrale Edipower a gas o la sua chiusura come previsto dalle convenzioni del 1996 con lo spostamento dei lavoratori a Cerano, per dire no al rigassificatore, in definitiva per dire basta a scelte calate dall’alto, per rivendicare il diritto a decidere in casa nostra, per un modello di sviluppo non invasivo fondato sulle nostre risorse agricole, sul turismo, sull’industria dell’alta tecnologia quale quella del settore aereonautico e meccanico che non può prescindere da una forte Università e un sistema ricerca da potenziare a partire dagli Enti pubblici di ricerca e le aziende presenti nella Cittadella della Ricerca.
Invitiamo quindi tutti i brindisini che hanno a cuore le sorti del loro territorio alla mobilitazione il 19 giugno per una Brindisi nuova in cui i lavoro non si debba contrapporre al diritto alla salute e all’ambiente.
Per preparare al meglio la giornata di mobilitazione,saremo ogni giorno in piazza Vittoria, fino al 18 giugno, per distribuire le magliette “No al Carbone”.

COMUNICATO STAMPA GRUPPO NO AL CARBONE

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I Cobas di Savona: giusti i controlli per la tutela di salute e ambiente, non esiste carbone pulito

Riportiamo dal sito Ivg.it:
“Ben vengano inchieste ed ispezioni: non esiste il carbone pulito! Dai tempi delle assemblee organizzate dal Comitato ‘Liberare la Valbormida e la provincia di Savona’,in cui i massimi esperti nazionali ci spiegarono come non esista il ‘carbone pulito’ e come centrali e cokerie producono soprattutto malattie e inquinamento, siamo oggi ai tempi delle inchieste e delle ispezioni”.

“Noi ci chiediamo, sulla base del recente convegno organizzato a Cairo Montenotte, come ha chiesto il dr.Paolo Franceschi: perchè la centralina Arpal di bivio Farina non misura le quantità di benzene presenti nella zona della cokeria; perchè la stessa centralina non misura le quantità di idrocarburi policiclici aromatici; perchè dichiara polveri sottili le PM 10, che sono invece polveri grossolane e non si attrezza alla misurazione delle PM 2.5; perchè non si controllano le emissioni ai camini di Cokitalia e Tirreno Power,con misuratori pubblici prodotti, ad esempio ,dal Politecnico di Torino e costi a carico delle aziende con notevoli profitti. La Confederazione Cobas ritiene che sia ormai l’ora di chiedere ufficialmente i danni da inquinamento in termini di malattie e di mortalità.La misura è colma”.

Confederazione Cobas Savona

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11 giugno 2010

Negli USA le colture transgeniche falliscono, mentre l'EU tenta di approvarli

"COMUNICATO EQUIVITA 10/06/10 - 'GLI APPRENDISTI STREGONI NUOVAMENTE ALL’OPERA'
Mentre l’Unione Europea si appresta, a breve, a soddisfare le multinazionali biotech allentando i freni sulle procedure di approvazione degli OGM in Europa;
mentre i cittadini europei dovranno accettare un vistoso passo indietro su quelle posizioni - veramente minimali - di buonsenso, di previdenza nei confronti dell’ambiente e della salute e di tutela dei diritti, che 15 anni di lavoro indefesso delle ONG hanno ottenuto;
mentre a Bruxelles la Commissione sta definendo la proposta che verrà fatta agli Stati Membri riguardante la facoltà che essi singolarmente avranno di decidere se autorizzare o no gli Ogm, pur sapendo molto bene che l’impossibilità di coesistenza e la strategia del “fatto compiuto” (già oggi spesso attuata) finiranno col far vincere il transgenico (basti citare il recente incidente del mais NK603, non autorizzato e seminato in Germania su 3.000 ettari);

si alza ancora una volta il sipario, dall’altra parte dell’oceano, sugli effetti da tanto tempo preannunciati e osservati, ma oggi resi clamorosi, dell’introduzione delle colture transgeniche nell’ambiente. Negli USA, infatti, 5.000 ettari di terreno sono stati abbandonati e altri 50.000 messi in crisi, per la resistenza al glifosate (Roundup) sviluppatasi in tutte le varietà di erbacce più infestanti.

SI ASSISTE oggi dunque AL FALLIMENTO DEI TRANSGENICI: non lo dice un giornale di agricoltura, bensì il Wall Street Journal del 4.06.10

Sin dalla prima pianta transgenica commercializzata (la soia Roundup Ready, ovvero resistente al glifosate Roundup, brevettata dalla Monsanto, che vendeva il “pacchetto” Soia RR + Roundup), gli scienziati indipendenti di tutto il mondo hanno messo in guardia le aziende dal fenomeno della resistenza, che dalla soia poteva essere trasmesso ad altre piante dell’ambiente come pure essere causato da un uso ripetuto e costante dello stesso diserbante. Esso si è ben presto evidenziato e oggi ha raggiunto livelli di tragedia.

Una tragedia che nelle aziende biotech viene vissuta, secondo il Wall Street Journal, come un’opportunità straordinaria: si potranno creare nuovi Ogm, resistenti a qualche altro erbicida, da introdurre sul mercato. Si lavora dunque per sostituire soia e mais RR con atri tipi di piante resistenti ad altri erbicidi, ormai caduti in disuso, che potrebbero essere fonte di guadagni paragonabili a quelli ottenuti dalla Monsanto con il Roundup. Poco importa se ogni altro pesticida è ancor più tossico del Roundup!

Invece di riconoscere l’errore dovuto all’introduzione nell’ambiente di organismi geneticamente modificati, che sconvolgono gli equilibri di una selezione naturale operata nei millenni, invece di rispettare gli appelli che migliaia di scienziati hanno lanciato negli ultimi 15 anni per proteggere il patrimonio genetico del pianeta e la nostra stessa specie, gli scienziati pro-biotech continuano a spostare sempre più avanti la scadenza di un’ipoteca che non sono in grado di pagare …

Si legge, infatti, sul Wall Street Journal: Dow Chemical Co, Dupont Co, Bayer AG, BASF SE e Syngenta AG stanno insieme spendendo milioni di dollari per sviluppare soia, mais e cotone capaci di sopravvivere ad irrorazioni dei loro erbicidi vecchi di qualche decennio e rimossi dal mercato per colpa del Roundup. I costi saranno reintegrati con la riscossione annuale dei brevetti ... “Sarà un’opportunità molto importante per le società chimiche”, dice John Jachetta, scienziato della Dow AgroSciences e presidente
della Weed Science Society of America.

Noi ci limitiamo a chiedere al Presidente della Commissione Europea Barroso e al Commissario alla Salute Dally di esaminare attentamente le loro posizioni. Essi sono ancora in tempo per salvarsi dagli effetti dirompenti di una decisione sbagliata …

Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949
E-mail: equivita@equivita.it
Sito internet: www.equivita.org

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Esposto alla Procura di Spoleto sulla centrale di Bastardo

Comunicato stampa - riceviamo e pubblichiamo:
Questa mattina, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto, è stato depositato un esposto-denuncia inerente all'attività della centrale a carbone "Pietro Vannucci" di Gualdo Cattaneo.

Il documento, articolato in 20 punti, richiama l'attenzione della magistratura non solo sull'aspetto ambientale e sanitario connesso con la presenza di quello che ai sensi di legge è un'impianto insalubre di prima classe, sui risultati dei due biomonitoraggi ambientali effettuati su commissione del Minstero dell'Ambiente e dai quali risulta che la situazione ambientale non è certamente delle migliori, sui disagi conseguenti all'inquinamento acustico e alla situazione dei carbonili scoperti, ma anche sulle problematiche connesse con la sicurezza dei lavoratori impiegati. Si chiede, ad esempio, se la centrale sia a norma dal punto di vista anstisismico e se i tecnici effettuino lo screening periodico degli inquinanti contenuti nel carbone, in particolar modo per l'arsenicosi cronica.
Inoltre viene chiamato in causa il sindaco Pensi il quale, nel gennaio scorso, ha espresso parere favorevole al rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) senza tuttavia avvalersi del parere del tecnico appositamente nominato (con nomina all'epoca ancora in corso di validità, dato che è scaduto nell'aprile 2010) dalla precedente amministrazione (di cui Pensi era parte integrante) per lo studio dell'insorgenza di tumori e leucemie sul territorio in relazione all'inquinamento derivante dalla combusione del carbone, il Prof. Federico Valerio, chimico ambientale dell'Istituto Nazionale Tumori.
Si chiedono, fra l'altro, ragguagli circa la destinazione dei fanghi di risulta, sullo smaltimento delle ceneri, sui controlli delle acque prelevate e reimmesse nel torrente Puglia, sul trattamento delle acque reflue di scolo dei carbonili e sulla co-combustione delle ceneri inesauste da OCD provenienti da Montalto di Castro, ai sensi di legge classificate come rifiuto speciale ma che - cosa ampiamente documentata e verificabile - negli anni '90 sono state bruciate insieme al carbone presso la centrale di Ponte di Ferro.

Il Comitato intende porre l'accento sul fatto che, nel 2010, le alternative per la produzione energetica sono ormai una realtà consolidata, considerando anche il fatto che le eccellenze nella ricerca e nello sviluppo di simili tecnologie sono presenti anche sul territorio (basti pensare alla Angelantoni solo per citare un esempio).
Insistere sul carbone, con la connivenza miope delle amministrazioni locali e soprattutto dei sindacati confederali, significa voler ancorare il territorio al passato remoto. Ci si preoccupa di qulache posto di lavoro per persone prossime alla pensione e che in ogni caso non verrebbero di certo licenziate dal gestore del sito, ci si preoccupa degli interessi di una ristretta elite di autotrasportatori senza pensare a quante opportunità di sviuppo alternativo preclude la sola presena di una centrale a carbone, fra le più inquinanti d'Europa ed oltretutto l'unica in Italia situata nell'entroterra.
Voler mantenere il carbone ad ogni costo per tutelare l'interesse di venti camionisti sarebbe come boicottare la stampa digitale per non far perdere il lavoro ai produttori dei vecchi ciclostili girati a mano: o siamo in un'economia di mercato e ne accettiamo le regole, oppure si parli chiaramente e si dica che c'è un'aristocrazia da tutelare ad ogni costo. Costo che in ogni caso viene pagato dal contribuente, dal piccolo risparmiatore e dal giovane costretto ad andarsene a lavorare fuori per mancanza di alternative oltre all'asse centrale-trasporti.

Questo è un territorio che ha abbondantemente e pesantemente pagato il suo prezzo, in termini di inquinamento, di dequalificazione e di arretratezza derivante da un modello di sviluppo vecchio di sessant'anni. Basti pensare alla differenza del valore degli immobili fra Gualdo Cattaneo e Comuni limitrofi come ad esempio Todi o Bevagna. Basti pensare al fatto che, anche a livello internazionale, i consumatori iniziano a venire a conoscenza del fatto che l'olio extravergine d'oliva DOP ed il Sagrantino DOCG vengono prodotti nel raggio di pochi chilometri da una centrale a carbone costruita negli anni '60.

E' quindi ora che si decida una volta per tutte se a Gualdo Cattaneo vogliamo il prodotto agroalimentare di pregio ed il turismo oppure vogliamo rimanere ancorati al Medioevo industriale. E' ora che gli amministratori inizino ad assumersi delle responsabilità invece di glissare nella speranza di scaricare tutto il peso di un'azione improrogabile sulle amministrazioni future. E' ora che i sindacati, da parte loro, inizino a tutelare realmente gli ineteressi dei lavoratori invece di esibirsi in comparsate mediatiche con proclami sensazionalistici per poi trattare sottobanco con le consorterie affaristiche.

In ogni caso noi contineremo la nostra battaglia a tutela del territorio, e ci dichiariamo pronti a ricorrere ad ogni mezzo lecito necessario, fino ai più alti gradi di giudizio, portando la nostra battaglia fino alla Corte Europea e sensibilizzando l'opinione pubblica a tutti i livelli.

Chi ci conosce sa che facciamo sul serio.

Enrico Cerquiglini e Raoul Mantini
Portavoce del Comitato per l'ambiente di Gualdo Cattaneo"

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Bonelli alla manifestazione contro il carbone di Rossano

Da DirittodiCronaca.it
"COSENZA - (Comunicato stampa) Alla grande manifestazione in programma per sabato 12 giugno a Rossano contro la conversione a carbone della Centrale dell’Enel di Rossano parteciperà anche il Presidente Nazionale dei Verdi, on. Angelo Bonelli che in mattinata, alle 12, presso la Sala degli Stemmi della Provincia, in piazza XV marzo a Cosenza, terrà una conferenza stampa insieme al capogruppo provinciale dei Verdi Mario Giordano e al componente dell’Ufficio di Presidenza Nazionale, Aurelio Morrone.
L’appuntamento sarà anche l’occasione per fare il punto sulle attuali condizioni della federazione regionale dei Verdi e sulle gravi condizioni ambientali in cui versano molti ecosistemi calabresi.
Nel corso dell’incontro con la stampa, inoltre, sarà presentato il nuovo percorso politico che i Verdi intendono portare avanti attraverso la costituente ecologista, per la costruzione di un soggetto ecologista autonomo.
Nel pomeriggio il presidente Bonelli, accompagnato dal Presidente della Provincia di Cosenza, on. Mario Oliverio si sposterà a Rossano dove parteciperà, insieme alle altre forze politiche, ai comitati, alle associazioni di categoria e alle istituzioni, alla grande manifestazione promossa dai Verdi per dire no alla riconversione a carbone della centrale Enel e proporre soluzioni alternative con fonti rinnovabili e non inquinanti.
Alla manifestazione hanno già aderito numerose delegazioni di ambientalisti, ecologisti, amanti della natura e dell’ambiente provenienti da ogni parte della Calabria e da altre regioni del Mezzogiorno."

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Elezioni Regionali Lazio 2010: l'oscuramento della Rete dei Cittadini

Da NewNotizie.it
"Le recenti elezioni regionali nel Lazio saranno ricordate come la sfida all’ultimo voto tra la candidata del centrosinistra Emma Bonino e la lady del centrodestra Renata Polverini. Eppure accanto a questi nomi, una terza donna compariva nella scheda consegnata agli elettori del Lazio. Parliamo di Marzia Marzoli sostenuta dalla Rete dei Cittadini, una associazione, senza grossi mezzi finanziari e estranea ai grandi gruppi di pressione, che è fautrice di una visione nuova politica. Una Politica non sinonimo di casta ma di lotta dal basso e coinvolgimento del cittadino. La Rete dei cittadini ha avuto scarsissimo spazio negli spazi televisivi elettorali e proprio da quest’oscuramente mediatico nasce una richiesta di annullamento del voto presentata (e dichiarata ammissibile) al Tar. Di questo e non solo si è parlato durante una lunga chiaccherata con Gianluca Palmara esponente della Rete dei Cittadini.

Gianluca Palmara, Rete dei Cittadini di Roma, sulla richiesta formulata al Tar per annullare le elezioni regionali del Lazio. Ci puoi spiegare cosa è successo?

Noi abbiamo deciso di confrontarci alle elezioni regionali del Lazio unendo diverse esperienze positive di lotta presenti nel territorio come I No Coke a Tarquinia (Comitato che si oppone alla riconversione a Carbone della Megacentrale Enel di Civitavecchia) e La Rete dei Cittadini ad Aprilia, oltre ad altre liste civiche. Questo perchè riteniamo che non ci sia più alcuna differenza tra destra e sinistra ed è proprio questo meccanismo che genera la disaffezione dei cittadini verso la politica. E’ giusto quindi, anche se riduttivo, parlare di casta ed è giusto proporre altri percorsi politici che apportano realmente dei contenuti e delle innovazioni. Ciò può avvenire solo se si parte dal basso. La Rete dei Cittadini si è presentata alle elezioni regionali del Lazio, dopo un’attenta lettura della difficile e bizzarra legislazione regionale, constatando immediatamente che che l’establishment politico non digerisce neppure la remota possibilità che il cittadino semplice possa interessarsi di politica. La Rete dei Cittadini è stata ostacolata in ogni modo e sopratutto oscurata mediaticamente. Riprova di questa situazione si è avuta dal comportamento dei maggiori media i quali hanno sempre parlato di due candidati per le elezioni Regionali del Lazio e mai di tre, tacendo la presenza della nostra Marzia Marzoli. Oggi la Rete dei cittadini ha circa 30000 simpatizzanti nel Lazio, ai quali abbiamo offerto un’alternativa ai due schieramenti. Resta il fatto che siamo stati penalizzati dal controllo dell’informazione da parte dei due schieramenti che, contro un’estraneo che non conoscevano, si sono coalizzati per attuare un silenzio mediatico. Si è quindi deciso, tramite singoli iscritti e non tramite la Rete dei Cittadini, di presentare una richiesta di annullamento delle elezioni e una richiesta di risarcimento danni. Ci è sembrata una forma di rispetto verso coloro i quali che pur sapendo di perdere le elezioni hanno comunque deciso di darci il loro voto, nauseati dalla classe politica attuale.

Gianluca, vuoi spiegarci schematicamente, quali sono i motivi su cui poggia la richiesta di annullamento?

I più grossi quotidiani nazionali e le reti sia pubbliche che private hanno oscurato la presenta di tre candidati alle elezioni regionali del Lazio: mai un accenno, mai una domanda e pochissime presenze in video. Quest’oscuramento noi lo avevamo già documentato durante le elezioni e avevamo già presentato un’istanza al Agcom. Alcune testate sono state multate per questo oscuramento. Queste multe hanno riconosciuto le ragioni di Rete dei Cittadini, stabilendo che la nostra associazione avrebbe dovuto avere una maggiore presenza nelle trasmissioni politico-elettorali. Proprio sulla base di queste sentenze dell’ Agcom abbiamo presentato un ricorso al Tar che ha esaminato la documentazione con i relativi minutaggi della presenza sui media. Il Tar ha dichiarato “ammissibile” il ricorso e ha rinviato la prima udienza ad Ottobre.

Visto e considerato che la Rete dei Cittadini non ha avuto, come diceva Gianluca, lo spazio mediatico che gli spettava, vediamo di capire quali sono i punti programmatici di questa associazione.

Ti ringrazio Enzo dell’ospitalità che ci dai ed è proprio quello che noi intendiamo quando parliamo di “unione delle buone pratiche” in ogni campo e quindi anche in campo giornalistico, come fate voi con Newnotizie, per portare un modo diverso di informare. Dobbiamo uscire da questa anomalia italiana che ha lasciato il nostro Paese fermo al medioevo. Sicuramente questa trasformazione non può essere fatta con chi ha creato tale anomalia. Ciò che noi proponiamo è anzitutto la valorizzazione delle buone pratiche come i Gruppi di acquisto Solidale, l’energia alternativa, gli esperimenti di partecipazione nei municipi, l’ascolto delle esigenze del cittadino, per permettere un controllo da parte dell’elettore sull’eletto. Queste sono solo alcune delle buone pratiche seguite da oltre dieci anni da diverse associazioni e da alcuni amministratori ma che putroppo restano inascoltate dalle forze politiche perchè quest’ultime sono controllate da poteri più forti di loro.

In quali aree geografiche è possibile trovare la Rete dei Cittadini?

Noi offriamo un servizio di consulenza legale e altri servizi di tipo operativo su tutto il territorio nazionale, sulla base di uno statuto innovativo che è stato recentemente approvato nel nostro primo congresso (tenuto il 22 maggio, dopo le elezioni regionali). Tale statuto è di supporto a tutte le varie forze che compongono la Rete dei Cittadini e che si riconoscono nel manifesto consultabile sul sito www.retedeicittadini.it, per formare delle liste autonome al di fuori di ogni partito.Questa è una conditio sine qua non per collaborare con la Rete dei Cittadini. Essendo una forza giovane noi aggreghiamo sopratutto nel Lazio, anche perchè il nostro obiettivo è avere un forte radicamento sul territorio, invertando la logica della politica italiana: non più decisioni dall’alto ma coinvolgimento dal basso.

Ritornando un attimo alla questione delle recenti regionali, poco prima di iniziare l’intervista mi raccontavi dell’incremento di accessi al sito www.retedeicittadini.it, proprio in coincidenza del voto, quando gli elettori hanno visto il vostro simbolo sulla scheda. Un fenomeno che è testimonianza dell’oscuramento mediatico che ha colpito la Rete dei Cittadini. Vuoi spiegare anche ai nostri lettori cosa è successo?

In pratica abbiamo fatto un piccolo sondaggio tramite i nostri militanti ai seggi elettorali, chiedendo agli elettori quanti fossero i candidati alla Regione Lazio. La quasi totalità degli intervistati ha risposto Bonino e Polverini. Questo è un dato inquitante che dimostra il potere discrezionale dell’informazione. Noi riteniamo che essendoci stato un astensionismo del 40% (in parte naturale e in parte di protesta), i partiti hanno pensato di oscurare la Rete dei Cittadini, in quanto questo voto di protesta avrebbe potuto portare ad una affermazione della nostra lista.

Newnotizie ha intervistato...Gianluca Palmara, 33 anni, calabrese, laureato in Economia a Pisa, ex militante dei Collettivi Studenteschi-Sinistra di Movimento, convinto sostenitore della necessità di una iniziativa politica che parta dal basso, è stato candidato come consigliere regionale nella lista Rete dei Cittadini. Da sempre impegnato nel sociale, è profondo sostenitore della teoria della decrescita economica ed esperto di Economia Territoriale e Ecologia Applicata. Dai mille interessi, è attualmente impegnato in una ricerca a tutto campo che spazia dalle Monete Locali alla realizzazione di un Ecovillaggio.

Enzo Lecci"

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Porto Tolle: il Tar dà il via libera al carbone, nonostante l'indagine in corso

Da EcoBlog.it
"Il Tar del Lazio si è pronunciato favorevolmente sulla riconversione da olio combustibile a carbone della centrale Enel di Porto Tolle, in Veneto. Secondo la giustizia amministrativa, infatti, il ricorso presentato dagli ambientalisti (che temono un devastante impatto ambientale causato dal carbone in un’area naturalisticamente molto delicata) è privo di fondamento.

La decisione del Tar segue di pochi mesi l’accordo tra Enel e Regione Veneto, grazie al quale la regione attualmente governata dall’ex ministro dell’Agricoltura Zaia, e all’epoca guidata dall’attuale ministro Galan, si prenotò un assegno da circa 140 milioni di euro da parte di Enel.

Non si è ancora conclusa, però, l’inchiesta della magistratura di Rovigo in merito alla procedura di concessione della Via al progetto di riconversione: i magistrati, infatti, ipotizzano che la commissione Via del Ministero dell’Ambiente abbia dato l’ok al carbone senza prendere minimamente in considerazione l’opzione tecnologicamente ed ambientalmente migliore del gas naturale.

I lavori per l’adeguamento della centrale di Porto Tolle, quindi, ad oggi possono già iniziare. Ma non è escluso che, in un futuro non troppo lontano, vengano prematuramente stoppati dai magistrati."

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Riconversione a carbone a Rossano: spuntano le mele marce

Ci spiace dirlo, ma attendevamo da un giorno all'altro una notizia simile. Piccoli indizi ce l'avevano fatto presagire, e quante ne abbiamo viste ormai di vicende di questo tipo? Sappiamo ormai che per la politica contemporanea tutto è in vendita, e abbiamo visto come in tutti i casi di simili progetti, la corruzione è come una lenta marea mefitica che tutto appesta.

Cosa accade ora? Guai per la popolazione. Perché per partecipare al banchetto, un numero sempre maggiore di esponenti politici potrebbe far passare il messaggio che ormai, a causa di direttive provenienti dall'alto, non ci si può più far niente. L'avevamo già scritto agli amici calabresi: tenete sotto pressione i vostri amministratori.

Ma ecco la notizia, da Sibarinet:

"Rossano / Il Pdl accusa il Sindaco d'aver incontrato "segretamente" gli emissari dell'Enel

Rossano – "Avevamo ragione a dubitare, non solo della capacità, ma anche dell’affidabilità del Sindaco di Rossano nella gestione della vicenda Enel. A confermare l’ambiguità, l’incoerenza e, ancora una volta, l’auto-referenzialità di
Filareto, anche su questa complessa questione territoriale, è stata la stessa Enel.

Per la prima volta, infatti, veniamo a sapere, oggi, ufficialmente, dei diversi incontri con l’Enel sul progetto di riconversione, incontri “pubblici” (per l’Enel) perché svoltisi in Comune, di fatto trasformati in incontri “segreti” a tanti. FILARETO ha dunque mentito, ai rossanesi ed al territorio. Il Sindaco di Rossano ha incontrato, in più occasioni, i responsabili regionali dell’Enel, alla presenza di qualche rappresentante regionale, con molta probabilità l’ex consigliere del PD Franco PACENZA. In quelle occasioni a porte chiuse, delle quali nessun consigliere comunale né di Rossano né di Corigliano è stato mai informato, FILARETO a quanto pare non è stato categoricamente contrario al carbone come pure oggi vorrebbe presentarsi. Egli ha interloquito rispetto agli investimenti proposti dall’Enel, chiedendo integrazioni. – L’aspetto più grave – e che conferma la profonda incoerenza di questo Sindaco – è che alle richieste di coinvolgimento territoriale sulla questione, espressamente avanzate dall’Enel, in quegli incontri è stato risposto negativamente. Tradotto: l’Enel voleva coinvolgere, sin da subito, la Città di Corigliano ed il territorio, mentre FILARETO era contrario, perché – così riferisce l’Enel – il Sindaco di Rossano dichiarava di farsi promotore, successivamente, dell’allargamento della presenza a tutte le amministrazioni interessate. Come è noto, così non è stato. – FILARETO, per circa un anno, ha proceduto, volutamente da solo, con incontri segreti con l’Enel, senza alcun dialogo, né coinvolgimento di nessun tipo, né con il Comune di Corigliano, né con tutti gli altri comuni del territorio, ai quali soltanto di recente, quando ormai la pentola era stata scoperchiata, ha fatto demagogico appello all’unità contro il carbone. Ma di carbone e di riconversione, FILARETO ha parlato per mesi, nel chiuso delle stanze comunali, in più occasioni. Dov’erano i cittadini in quei momenti? E le associazioni ambientaliste? Dov’era l’Area Urbana di cui tanto si riempie la bocca? Dov’era il dialogo e l’unità territoriale? Siamo di fronte ad un atteggiamento vergognoso da tutti i punti di vista, soprattutto se confrontato alla prosopopea pavoneggiata dal Sindaco nelle ultime settimane, presentandosi come il paladino dell’ambiente. – La dichiarazione diffusa stamani dall’Enel è tanto chiara quanto grave rispetto alla mancanza di fiducia, correttezza e trasparenza della quale si è reso protagonista il Sindaco di Rossano nei confronti, anzi tutto del Sindaco di Corigliano, tenuto volutamente fuori dal tavolo di trattative – così come si capisce dalla replica Enel – e coinvolto soltanto in seguito all’invio ai 2 comuni del progetto di riconversione, già in esame nell’ambito della procedura di verifica della compatibilità ambientale presso il Ministero. Allo stesso modo, istituzionalmente scorretto, FILARETO si è comportato con tutti gli altri sindaci dei comuni dell’hinterland, coinvolti soltanto da ultimo ed in modo parolaio e demagogico. – Per tutte queste ragioni, dopo aver lasciato che l’Enel facesse praticamente da sola per tutti questi anni, dimostrandosi incapace di contrattare alla pari con i vertici aziendali della Spa per una diversa riconversione del sito rossanese, FILARETO oggi non ha più la credibilità necessaria per essere considerato soggetto istituzionale a rappresentare, in futuro, questa città (tradita e offesa!) a qualsiasi tavolo di concertazione inter-istituzionale per la riconversione della centrale". Pdl Rossano

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10 giugno 2010

"RUMORE e SALUTE", un intervento del dott. G. Ghirga

"A pieno sostegno dell’importantissimo intervento della Procura della Repubblica di Civitavecchia che ha aperto un fascicolo per rumore molesto dopo il forte “botto” sentito praticamente dall'intera città la notte tra domenica e lunedì scorsi e riportato dalla stampa locale, rendiamo pubblici i danni da rumore alla salute umana che la scienza ha messo in evidenza a tutt’oggi:

RUMORE e SALUTE

I danni causati dall'esposizione cronica al rumore, con particolare riguardo al rumore notturno, sono stati messi recentemente in evidenza nel documento pubblicato nel 2009 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: “Night Noise Guidelines for Europe”.

Il rumore è responsabile di patologie che colpiscono prevalentemente soggetti a rischio quali i bambini, i malati cronici e gli anziani.

Nel documento dell’OMS l'insonnia è riportata dagli esperti come il disturbo più importante e frequente nei soggetti esposti al rumore per un periodo
prolungato.

Gli aspetti più frequenti con i quali l’insonnia si manifesta sono la difficoltà ad addormentarsi ed i continui risvegli notturni.

L'insonnia è causa non solo di un aumento dell'uso di sonniferi e sedativi, soprattutto negli anziani, ma anche di turbe psichiatriche (ansia, depressione), possibili problemi cardiovascolari (ipertensione), riduzione della capacità cognitiva (concentrazione), sonnolenza e stanchezza durante il giorno.

L'esposizione prolungata al rumore può inoltre contribuire direttamente all'insorgenza della maggior parte dei disturbi sopra citati.

Coordinamento Nazionale dei Medici per l’Ambiente e la Salute (Lazio)

International Society of Doctors for Environment (C.Vecchia)

(Portavoce Dr. Giovanni Ghirga)

C.Vecchia 09/06/2010"

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Come si smaltiscono le scorie delle centrali nucleari.

Su LA7 la trasmissione "Exit files" si occupa dello smaltimento delle scorie radioattive.

Clicca per vedere il video

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Manifestazione contro il carbone a Rossano

Fonte: quotidiano Strill.it

"Numerose delegazioni di Verdi, ambientalisti, ecologisti, amanti della natura e dell’ambiente provenienti da ogni parte della Calabria e da altre regioni del Mezzogiorno hanno già annunciato la loro partecipazione alla grande manifestazione democratica ed unitaria che si svolgerà il 12 giugno prossimo a Rossano contro il progetto di riconversione a carbone della centrale termoelettrica.
“Nei giorni che ci separano dalla manifestazione del 12 –si legge in una nota dei Verdi- bisogna creare un vasto movimento unitario per contrastare con efficacia ogni tentativo in direzione della realizzazione del progetto dell’Enel di riconversione a carbone della Centrale di Rossano. Un progetto che è in netta contraddizione con il sistema produttivo dell’intera Piana di Sibari che ha il suo perno fondamentale nel sistema agroalimentare di qualità che vede protagonisti migliaia di agricoltori ed interessate migliaia di famiglie il cui reddito sarebbe gravemente compromesso ed è nemico di ogni prospettiva turistica dell’intera costa ionica”.
“Alla manifestazione del 12 giugno prossimo -conclude la nota- hanno già aderito associazioni ambientaliste di varia ispirazione, forze sociali, sindaci e amministratori locali, il presidente della Provincia di Cosenza, consiglieri provinciali e parlamentari, rappresentanti della Chiesa, del mondo universitario e della cultura hanno fatto sentire chiara la loro voce contro il progetto del’Enel.
Ora bisogna mettere in campo ogni sforzo per scoraggiare definitivamente quanto pensano di poter realizzare ciò che vogliono contro e al di sopra della volontà dei cittadini”

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9 giugno 2010

Il carbone pulito (Mountain top removal)

Eccolo qua, il carbone, com'è pulito.
In alcune regioni degli States per estrarre il carbonenon si scavano gallerie: si demoliscono direttamente montagne. più precisamente si toglie la sommità dei giacimenti con l'esplosivo. "Mountain top removal", rimozione della sommità della montagna, proprio così è definita la tecnica. più di mille parole varrà questo video.





Sono all'ordine del giorno iniziative per fermare questo scempio, che oltre all'ambiente distrugge anche le piccole comunità disseminate nelle zone estrattive.

Take Action On Ison Rock Ridge è l'ultima in ordine temporale, e cerca di salvare dalla distruzione una zona della Virginia. Potete dare un piccolo contributo anche voi compilando il form come richiesto.

Quando investite i vostri soldi, sappiate che a volte negli interesssi che (se) vi tornano, c'è complicità con business di questo genere.

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M.O.D.A. Savona ricorda i perché del no al carbone. Ma non c'è peggior sordo...

Da Savonaeponente

"Ampliamento Tirreno Power: il M.O.D.A replica a Miceli e Burlando

Dopo le pericolose esternazioni del consigliere regionale del PD Miceli che apre a Tirreno Power per l’ampliamento a carbone della centrale di Vado affermando “Ampliamento solo con riduzione emissioni” e del Presidente regionale Burlando che si preoccupa “…se l´ente regionale farà parte o meno del tavolo che dovrà dare il via libero definitivo” compiendo così un vergognoso voltafaccia rispetto agli impegni elettorali che invece esprimevano un netto no al potenziamento a carbone, il MODA ribadisce quanto segue:

1. Non esiste il carbone pulito come più volte da noi dimostrato scientificamente dati alla mano. A livello locale la centrale Tirreno Power di Vado nel suo assetto attuale emette ogni anno nell´aria circa: 5 milioni di tonnellate di Anidride Carbonica (CO2); 5.500 tonnellate di Ossidi di Zolfo (SO2); 4.000 tonnellate di Ossidi di Azoto (NOx); Complessivamente circa 6.500 tonnellate di polveri sottili secondarie cancerogene e cardiotossiche (stimate per i gas emessi in atmosfera).

2. Con il folle progetto di potenziamento a carbone aumenterà l’iniquinamento del comprensorio di Savona-Vado e di tutta la Provincia di Savona: 7,5 milioni di t/anno CO2; 5.900 t/anno SO2; 4.500 t/anno di NOx; complessivamente circa 7.000 tonnellate di polveri sottili secondarie.

3. Il problema dell’aumento di mortalità ed i costi esterni: ormai tutto il mondo si è accorto, ma non gli Enti pubblici locali ed alcuni industriali, che siamo arrivati ad una svolta epocale. Non è più razionalmente proponibile produrre energia con fonti energetiche non rinnovabi e soprattutto con il carbone che, come è noto, a parità di energia erogata, produce il massimo dell´inquinamento possibile con costi esterni altissimi per malattie, danni ambientali ed eccesso di CO2. A partire dagli attuali valori di inquinamento i costi esterni stimati dalla Comunità Europea ( fonte ExternE) sarebbero almeno di circa 140 milioni di euro ogni anno e graverebbero quasi interamente sulla comunità del Savonese e della val Bormida.

Rimane purtroppo ben documentato da studi internazionali che una centrale come quella di Vado produce attualmente una mortalità prematura di circa 20 morti/anno e che tale impianto in 30 anni circa di funzionamento totalmente a carbone (anche con 4 gruppi) ha prodotto una mortalità cumulativa di circa 3.400 morti.

4. La centrale nel suo assetto attuale non è tollerabile e si impone chiusura dei gruppi 3 e 4 a carbone non ristrutturabili e non a norma per la legge italiana e la normativa europea. Addirittura i due Sindaci di Vado e Quiliano nel 2009, ma solo a fine del mandato elettorale, in base ai commi 10 e 11 dell’Art. 5 D.lgs. 59/05, avevano chiesto ufficialmente la chiusura dei 2 gruppi a carbone perché in contrasto con la normativa Ippc 96_61 della Ue e relativo decreto legislativo 4 gosto 1999, n.372. Perché i Sindaci di Vado e Quiliano e della Provincia oggi non intervengono quando tali gruppi sono fuorilegge, e quando senza l’obbligatoria autorizzazione AIA non potrebbero funzionare? Oltretutto con un sistema di controlli ambientali della qualità dell’aria negli anni del tutto inadeguati.

E cosa dire poi della opportunità di bruciare il rifiuto CDR, tecnicamente possibile solo sui gruppi a carbone, previsto a pag. 170 del Piano Provinciale Rifiuti approvato dalla Regione Liguria ma vietato dalla Comunità Europea, che produrrebbe in aggiunta all’inquinamento da carbone e da gas anche un pericoloso inquinamento da diossine e metalli pesanti?

Chi ci ripagherà degli immensi costi esterni del carbone e dei morti prodotti dall’inquinamento della centrale a carbone in questi 30 anni? I sindaci di Vado, Quiliano, Savona, Cairo e della provincia devono imporre quindi con urgenza per questa “centrale in città” almeno la chiusura dei vecchi gruppi 3 e 4 a carbone che a causa della loro obsoleta tecnologia, anche se ristrutturati, hanno bassi rendimenti, altissimo inquinamento e non rispettano la migliore tecnologia disponibile prevista per gli impianti termoelettrici dalla direttiva della comunità europea ippc 96_61 e relativo decreto legislativo 4 agosto 1999, n.372.

Ricodiamo infine che depotenziamento e completa metanizzazione richiesta dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Commissione Scientifica di Spotorno, con la chiusura al carbone per la centrale di Vado e lasciando il gruppo da 760 MW a turbogas in funzione dal 2007, votato nel 1990 dai Comuni di Vado e Quiliano, nel 1993 e 1996 dalla Provincia di Savona e di recente nel 2007 dal Comune di Savona, è la posizione espressa non solo dal MODA, dal WWF, dagli Amici di Grillo, da Greenpeace e da Legambiente ma oggi anche autorevolmente sostenuta dall´Ordine dei Medici della Provincia di Savona.

Dr. Virginio Fadda (Biologo)
Dr. Agostino Torcello (Medico pneumologo)
M.O.D.A. Savona

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Un piccolo passo verso lo scioglimento del binomio Sardegna-carbone?

Fonte: Sassari notizie

"E.on annuncia il suo maxi-progetto: a Fiume Santo un parco fotovoltaico da 250 milioni di euro"

SASSARI. Il futuro di Porto Torres non è solo nella nuova centrale a carbone. Oggi E.on ha presentato al pubblico e alla stampa un maxi-progetto che prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico diviso in 4 settori: tutti in prossimità della zona industriale di Fiume Santo. I numeri confermano che la multinazionale energetica ha in mente grandi cose. L'investimento complessivo è di 250 milioni e punta a produrre (per il momento) 62 megawatt di energia. Il progetto darà lavoro a 250 persone in un anno nel settore dell'attività civile, meccanica, elettrica e di manutenzione. Tutte le entrate tributarie, infine, andranno per 20 anni nelle casse della Regione Sardegna.

La Regione, da parte sua, dovrà soltanto approvare con un'apposita delibera l'accordo già avvenuto tra E.on e il Consorzio industrale provinciale di Sassari. Il documento è stato siglato tra le due parti per dimostrare che il progetto ha i requisiti previsti per abbattere la soglia del 3%; una percentuale fissata dalla Regione come limite del suolo occupabile da destinare al solare nelle zone industriali che può essere superata in determinati casi e a determinate condizioni. Secondo E.on il progetto ha tutte le carte in regole e la Regione dovrebbe solo approvare. Dunque ora si attende l'iter burocratico per capire se alla fine sarà davvero così. In caso contrario, si dovrà ridimensionare il progetto.

Le reazioni.

L'Università di Sassari per tre anni giocherà un ruolo fondamentale sul versante della ricerca. Il dibattito si è animato quando il professor Eusebio Tolu, delegato del Rettore per i rapporti con il territorio, ha chiesto di non limitare l'intervento dell'ateneo a soli tre anni perché «è necessario accumulare col tempo le competenze offerte dai ricercatori».

«Il progetto per la produzione di solare fotovoltaico nell’area industriale di Porto Torres non è mai stato presentato alle organizzazioni sindacali». Così il segretario della Camera del lavoro di Sassari, Antonio Rudas, commenta l’iniziativa imprenditoriale . «Oggi viene presentato pubblicamente un progetto di cui le organizzazioni sindacali non erano state messe a parte. E’ un progetto con cui E.on fa un ampio uso del territorio, anche sconfinando da quello dell’area industriale, senza che sia dato sapere con esattezza quale sarà la ricaduta occupazionale. Ci aspettiamo che E.on riprenda con più attenzione il dialogo col territorio e le forze sindacali per chiarire questi aspetti».

Anche il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, ha espresso qualche perplessità, non tanto sul progetto in sé, quanto sul "modus operandi". A suo parere infatti, il progetto del fotovoltaico, ma anche quello della nuova centrale a carbone, hanno saltato il Comune scavalcando di fatto gli enti locali. «Non c'è stato alcun accordo di programma - ha detto Ganau - e la Regione si fa sentire nel nostro territorio soltanto per dare autorizzazioni o per negarle».

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Gli ingenti incentivi pubblici per le fonti di energia sporca

Da Repubblica.it
"Non sono ancora competitive. E’ questo il mantra ripetuto ossesivamente dai nemici delle rinnovabili per siminuirne le potenzialità e frenarne l’ascesa. Il prezzo dell’elettricità prodotta da vento e sole, non perdono occasione di ripetere questi fanatici dello status quo, non è competitivo con quello dell’elettricità derivata da gas, carbone e petrolio. L’energia verde esiste solo grazie agli incentivi, ci spiegano, e questo non va bene in un’economia dove l’unico re deve essere il libero mercato. Ma è davvero così? L’ultima smentita a questo alibi da tempo screditato agli occhi di chi vuol vedere arriva dall’Agenzia internazionale per l’energia, un’istituzione che non brilla certo per simpatie ambientaliste.

Secondo un rapporto della Iea anticipato dall’edizione online del Financial Times, l’economia mondiale foraggia le fonti fossili con incentivi più o meno nascosti per oltre 550 miliardi di dollari l’anno. L’aiutino di Stato non è certo una novità, ma le ultime stime della Iea quantificavano la spesa per rendere “competitivi” petrolio, gas e carbone in “soli” 300 miliardi di dollari l’anno.

Secondo Fatih Birol, capo degli economisti dell’Agenzia, rimuovendo i sussidi il
gioco dell’energia cambierebbe “rapidamente e sostanzialmente”. “Vedo i sussidi alle fonti fossili – ha spiegato al FT – come l’appendicite del sistema energetico globale, qualcosa che va rimosso per un futuro sviluppo sano e sostenibile”.”Portare ad esaurimento i sussidi a petrolio, gas e carbone incrementerebbe l’efficienza energetica e spingerebbe gli investimenti nelle fonti energetiche pulite”, ha aggiunto.

La Iea stima che i consumi energetici potrebbero essere ridotti di 850 milioni di Tonnellate equivalenti di petrolio – pari ai consumi complessivi di Australia, Giappone, Corea del Sud e Nuova Zelanda – se i sussidi sparissero da qui al 2020. In termini di mancate emissioni di CO2 il vantaggio sarebbe invece pari all’azzeramento delle emissioni di Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Spagna.

Il rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia sarà discusso in occasione del G20 in programma questo mese a Toronto, ma è difficile che si riesca a trovare un’intesa per la progressiva abolizione dei sussidi alle fossili. Diversi membri del G20 sostengono infatti che i sussidi contribuiscono a tenere sotto controllo l’inflazione.

La Iea nella sua contabilità continua tra l’altro a tenere conto solo degli aiuti fiscali o cash, mentre si inisiste a lasciare ostinatamente fuori dalla partita tutti i costi ambientali, militari e sanitari che l’utilizzo alle fonti fossili scarica sulla collettività per garantire i profitti delle grandi compagnie."

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8 giugno 2010

La procura della Repubblica di Civitavecchia indaga sul rombo notturno di TVN

Da TrcNews.it
"La procura della Repubblica di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per rumore molesto dopo il forte “botto” sentito praticamente dall'intera città la notte tra domenica e lunedì scorsi, proveniente dalla centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord, a causa di una valvola saltata probabilmente per un eccesso di pressione.

Il fascicolo è stato aperto direttamente dal procuratore Gianfranco Amendola, che ha ipotizzato il reato di rumore molesto. Secondo l'articolo 659 del codice penale infatti, chi disturba le occupazioni o il riposo altrui è passibile di una condanna fino ad un anno o di un'ammenda. Per il momento comunque, non ci sono iscritti sul registro degli indagati. La magistratura ha aperto l'inchiesta grazie agli articoli di stampa pubblicati dopo l'accaduto, e soprattutto in considerazione del fatto che ci sono stati altri episodi simili in passato. L'indagine naturalmente mira a verificare se ci siano delle responsabilità in merito all'accaduto, se si poteva evitare, e soprattutto se non c'è il rischio di conseguenze più gravi rispetto al forte rumore sentito da tantissimi cittadini, alcuni dei quali scesi addirittura in strada per verificare cosa fosse successo. Probabile che qualche novità possa esserci già nei prossimi giorni, così come è probabile che la procura decida anche di ascoltare personale della centrale Enel di Torrenord."

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Sabato 19/06/2010 - Presentazione dei risultati del primo “MONITORAGGIO AUTONOMO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA”

Un evento di grande importanza per il nostro territorio:

presentazione dei risultati del primo
“MONITORAGGIO AUTONOMO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA”
 Gli esperti che hanno curato lo studio della qualità dell’aria che respiriamo presenteranno i risultati delle perizie giurate.
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RELATORI:
Dott. Marco Stevanin
Responsabile Studio Terra S.r.l.
Dott. Stefano Montanari
Esperto di nanoparticelle Centro di ricerca Nanodiagnostic S.r.l.
 MODERATORE:
Dott. Mauro Mocci
Membro dell’ISDE (Coordinamento Medici per l’Ambiente)
 --
SABATO 19 GIUGNO, ORE 17.00
presso il Monastero delle Benedettine
Via Umberto I - Tarquinia
 La serata continuerà nella suggestiva cornice del Chiostro con buffet e musica. Ti aspettiamo.
Comitato dei Cittadini Liberi di Tarquinia
Mondo Agricolo Unito

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Troppi sussidi pubblici a petrolio e carbone per calmierare i prezzi dell'energia

LaStampa.it
"Roma, 7 giu. (Apcom) - Oltre 550 miliardi di dollari l'anno: è quanto nel mondo viene speso, prevalentemente dalle grandi economie emergenti, in sussidi pubblici sull'energia da fonti fossili, che spesso servono a tenere bassi i prezzi dei carburanti o a limitare i costi a favore delle imprese locali. La stima è dall'Agenzia internazionale sull'energia, secondo la bozza di uno studio anticipata oggi in apertura dal Financial Times. Tagliare questa voce di spesa, come del resto si sono impegnati a fare i leader mondiali, garantirebbe dei benefici "concreti e rapidi", ha osservato Fatih Birol, capo economista dell'ente parigino, implicando immediate riduzioni dei consumi e delle emissioni di CO2. La riduzione dei sussidi pubblici a carburanti e fonti di energia fossili, come il petrolio, era stata concordata lo scorso anno al G20, che raggruppa i grandi paesi avanzati, i giganti emergenti, come Cina e India, e alcuni player di primo piano dell'energia, come l'Arabia Saudita. E secondo l'Aie sono proprio i paesi emergenti e i produttori di greggio coloro che spendono di più su questa voce: i 557 miliardi di dollari stimati sul 2008, l'ultimo anno su cui sono disponibili dati, corrispondopno alle spese effettuate da 37 grandi paesi emergenti, tra cui Iran, Russia, Arabia Saudita, India e Cina. Coloro che criticano questi sussidi fanno leva sul fatto che alimentano gli sprechi, rileva l'Ft, riducono al sicurezza energetica globale e soffocano gli investimenti sulle fonti pulite, e in questo modo gli sforzi per reagire ai mutamenti climatici. Copyright APCOM (c) 2008

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Presentato “Civitavecchia da rinnovare”

Da Centumcellae.it
"E’ stato presentato questa mattina, presso la sede della Fondazione Cariciv, il libro realizzato dagli studenti del Centro Provinciale per la Formazione Professionale di Civitavecchia sull’emergenza ambientale globale e locale insieme all’Associazione “A Sud” e ai comitati No Coke; una iniziativa promossa dalla Provincia di Roma e finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia. Il nome “Civitavecchia da rinnovare” è stato dato al libro dagli stessi studenti del corso biennale per estetisti e acconciatori e del corso unico per elettricisti e meccanici che, oltre ad aver contribuito alla stesura, l’hanno personalizzato con vignette, disegni e riflessioni. 'Vorrei fare i miei complimenti ai ragazzi che hanno portato a termine questo progetto - ha esordito il Presidente della Fondazione Vincenzo Cacciaglia - noi e la Provincia stiamo lavorando insieme a più iniziative e non potevamo non occuparci del tema ambientale, data la sua importanza'.
Concetto ripreso dalla responsabile dell’area progetti dell’associazione “A sud”, che ha spiegato 'La nostra associazione ha sempre dato molta importanza ai temi ambientali, questo è un libro degli studenti e per gli studenti che ha lo scopo di informare'.
'Qualche giorno fa – ha commentato invece il direttore del CPFP di Civitavecchia - ho visto su un muro una scritta che recitava “il futuro non è più quello di una volta”; questa frase apparentemente priva di senso dovrebbe farci riflettere, i ragazzi non hanno aspettative nel domani e il tema ambientale ha un ruolo essenziale in questo contesto, i ragazzi però in questa occasione hanno dato un segnale positivo'.
Dai veri autori del libro, quindi dai ragazzi, sono giunte le parole più significative. 'Ringraziamo chi ci ha dato la possibilità di dare un segnale forte: quello di cercare di sensibilizzare chi è egoista e pensa ai soli interessi economici e chi crede che ci sia sempre qualcuno che un giorno risolverà tutto senza pensare che ognuno di noi dovrebbe fare la sua parte anche nei più piccoli gesti'.
Ai ringraziamenti di rito si è unito poi il consigliere provinciale di Sinistra ecologia e libertà,Gino De Paolis che ha chiarito alcune questioni connesse al tema ambientale. 'Sulla discarica ad Allumiere e sul sito di stoccaggio dei rifiuti abbiamo già presentato una mozione e la Provincia si è espressa contrariamente; per quanto riguarda il depuratore lo dico chiaro e tondo: si sono rubati i soldi e i risultati si vedono con il divieto di balneazione su tutta la costa. Oltre a tutto quello a cui è già sottoposta Civitavecchia potrebbe avere anche un inceneritore al campo chimico, mi auguro che le istituzioni locali facciano qualcosa per tutelare i cittadini'. A concludere la presentazione, tra gli applausi di tutti i presenti, sono state le parole di Simona Ricotti, portavoce del Forum Ambientalista: 'Abbiamo accolto l’iniziativa con grande piacere, perché dobbiamo informare i cittadini. Il nostro primo obiettivo deve essere sensibilizzare, far sapere che i lavoratori sono i primi a pagare, perché ci prendono per fame, ci offrono lavoro ma lo paghiamo caro. Nell’ultimo mese sono morte 15 persone tra i 40 e i 55 anni tutte con la stessa malattia e tutte per motivi di inquinamento. Forse nelle sedi decisionali si dovrebbe riflettere di più e se il futuro non c’è è anche colpa nostra'.

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Azienda Elettrica Ticinese senza carbone: iniziativa riuscita

Da TicinoNews

"È ampiamente riuscita l’iniziativa popolare “Per un AET senza carbone”. Lanciata dai Verdi il 20 aprile scorso sull’onda lunga del voto parlamentare a favore dell’investimento nella centrale di Lunen, la raccolta firme ha di gran lunga superato la soglia delle settemila firme richieste, e veleggia per le diecimila e oltre.

L’iniziativa dei Verdi – sostenuta anche dalla Lega e dal PS - propone che l’Azienda elettrica non possa più acquisire partecipazioni a centrali elettriche a carbone, in Svizzera e all’estero. Oltre a questo, il testo prevede che AET ceda le partecipazioni già acquisite in centrali a carbone entro il 2015.

“Sono davvero molto soddisfatto e ringrazio tutti quelli che hanno firmato”, commenta euforico Sergio Savoia. “Ma chiedo a tutti di firmare e far firmare in questi ultimi giorni di raccolta e di farci avere prima possibile i formulari. Perché più firme avremo e più sarà forte la nostra iniziativa”, conclude il coordinatore. La consegna delle firme è fissata per il 21 giugno.

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7 giugno 2010

L'inceneritore per la distruzione di armi chimiche a Civitavecchia non è più solo un'ipotesi

Il Consigliere Provinciale De Paolis porta brutte nuove sull'impianto di incenerimento armi chimiche che qualcuno vuol realizzare al Ce.t.l.i. NBC (vedi qui)

Fonte: www.centumcellae.it
"Ormai non è più solo un’ipotesi. Va facendosi sempre più strada la costruzione di un inceneritore per la distruzione delle armi chimiche presso il Centro Tecnico Logistico Interforze (Cetli) Nbc di Civitavecchia. Ancora non è dato sapere quali siano le reali motivazioni che giustificherebbero la sostituzione degli attuali impianti di inertizzazione delle armi chimiche. Sembrerebbe prevalere l’idea di utilizzare una nuova tecnologia, che si baserebbe non più sull’ossidazione chimica, come finora è avvenuto, bensì sull’ossidazione termica. Ma, al di là degli aspetti tecnici, che è assolutamente necessario approfondire per inquadrare l’intera questione, in questa fase mi preme innanzitutto portare il tema a conoscenza dell’opinione pubblica e ciò per rispondere ad esigenze di trasparenza e di chiarezza. (Continua QUI)"

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Ricordando l'esplosione della vecchia centrale di Fiumaretta

Il frastuono cupo di stanotte ha riportato alla memoria l'esplosione avvenuta ormai venti anni fa all'interno della vecchia centrale situata all'ingresso di Fiumaretta, rileggiamo dell'accaduto in un articolo dell'epoca.

Fonte
'LA CENTRALE DI CIVITAVECCHIA NON DEVE MAI PIU' RIAPRIRE'
"Repubblica — 11 settembre 1990 pagina 21 sezione: CRONACA
ROMA Carabinieri e magistratura indagano sull' incidente e hanno messo sotto sigillo gli impianti incriminati, ambientalisti e gruppi di cittadini manifestano la loro rabbia in piazza, l' Enel tace. Quanto al sindaco, ha fiutato l' aria, ha riflettuto e, pressato da un clima ormai incandescente, ha disposto ieri l' immediata chiusura della centrale di Civitavecchia. L' esplosione di sabato notte a uno dei tre impianti termoelettrici della cittadina, quello di Fiumaretta, nel cuore del centro abitato, ha accelerato la rottura di equilibri già compromessi da tempo. Alle 22.30 di un tranquillo giorno di week-end la vecchia centrale ha vomitato pezzi di lamiera roventi. Una pioggia infernale di oggetti contundenti e di sottile, insidiosa lana di vetro, quaranta minuti di rumore assordante, come il rombo di un aereo impazzito. Rottura del tubo da sei pollici nel corpo cilindrico della caldaia della centrale (terzo gruppo) con conseguente emissione di vapore saturo, spiegano off records i dipendenti dello stabilimento. Immediata la reazione dei verdi, alimentata dal malumore degli incolpevoli vicini di casa della centrale. L' esplosione non ha provocato danni ma poteva farlo. I pezzi di metallo incandescente e materiale coibente sono finiti sulla statale Aurelia, fortunatamente deserta. Già domenica mattina i verdi, capitanati dal consigliere provinciale del Lazio Athos de Luca, avevano radunato le loro truppe in città, chiedendo al sindaco comunista Fabrizio Barbaranelli di scegliere: O ti dimetti urlavano o fai chiudere una volta per tutte quell' impianto inquinante e obsoleto. Ieri riunione straordinaria della giunta e controffensiva del primo cittadino. Barbaranelli, che accusa esplicitamente l' Enel di non aver provveduto, com' era stabilito in accordi firmati e sottoscritti con il Comune di Civitavecchia, ai lavori di manutenzione dell' impianto, ha deciso di accelerare i tempi del divorzio. Della centrale coinvolta nell' esplosione, e in grado di sviluppare fino a 240 megawatt, si sarebbe dovuto parlare a fine anno per deciderne il destino. Ma il sindaco ha emesso ieri, a tutela dell' incolumità pubblica, un' ordinanza che risolve il rapporto. Dopo questo gravissimo incidente, considero l' impianto definitivamente dismesso ha detto ieri Barbaranelli l' amministrazione ha ora gli argomenti tecnico-giuridici per decidere la chiusura, avendo l' incidente stesso dimostrato lo stato di obsolescenza e pericolosità dell' impianto. L' Enel dunque non è più chiamata a migliorare la qualità di Fiumaretta. Troppo tardi, ormai. L' Enel, anzi, è inibita dall' intraprendere qualsiasi lavoro atto al ripristino della funzionalità dell' impianto stesso. Sorridono soddisfatti i verdi. Civitavecchia, una delle zone a più alta produttività energetica d' Italia, da dove, non a caso, Giovanni Paolo II lanciò tre anni fa un forte appello ambientale, è da tempo teatro di proteste e denunce. Athos De Luca ha appena presentato una denuncia nei confronti del presidente dell' Enel, Viezzoli, per attentato alla pubblica incolumità ma non è contento: La chiusura dell' impianto di Fiumaretta è un primo risultato positivo della vertenza. Ma è una cosa che chiedevamo da anni. Il sindaco arriva tardi. Incidenti del genere sono frequenti. L' anno scorso nell' altro impianto di Civitavecchia, a Torre Valdalica Sud, ci fu un' esplosione uguale a quella di sabato, lo scoppio improvviso, le caldaie squarciate. Già nell' 89, il 90 per cento della cittadinanza si era espresso in un referendum per la metanizzazione delle centrali ma il risultato di quella consultazione è a tutt' oggi ignorato. L' Enel, accusata dal sindaco e dai verdi, non parla. A chi insiste per una reazione viene assicurato ufficiosamente che la chiusura decisa dal sindaco non crea poi tanti problemi. La centrale di Civitavecchia sarebbe stata chiusa da qui a poco, in fondo è successo prima quello che sarebbe successo dopo..."

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Rombo TVN: un esposto era stato già presentato ad Arpa-Lazio in febbraio

Riportiamo di seguito l'esposto inviato nel mese di Febbraio all'Arpa relativamente al rumore ordinario della centrale di TVN. Interpellata dopo circa un mese e mezzo, l'Arpa ha risposto che stavano facendo tutti gli accertamenti, che comunque ENEL aveva inviato ed iniziato a realizzare degli interventi di insonorizzazione e che comunque i risultati del tutto sarebbero stati inviati al Comune di Civitavecchia che li avrebbe diffusi alla popolazione. Da allora il nulla.

Staremo a vedere se l'episodio eclatante della scorsa notte sarà sufficiente a portare l'attenzione delle Autorità sul problema, o se resterà il loro silenzio a fare da sfondo al "rombo pulito" di enel.

(Leggi oltre o scarica il documento)

"AL Sindaco

All’Assessore all’Ambiente

Comune di Civitavecchia

All’ARPA LAZIO Sez. Prov. Di Roma, Unità Acustica, Via Boncompagni 101, 00187 ROMA


OGGETTO: segnalazione relativa a rumori ambientali molesti

Con la presente, la sottoscritta Simona Ricotti, a nome e per conto del Forum Ambientalista, associazione di tutela ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente con sede a Roma, Via Sant’Ambrogio 4, ai sensi dell'art. 6, comma 9 della legge 349/86,

PREMESSO

che la scrivente Associazione ha tra i propri fini statutari la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e del territorio, connesse anche con la tutela della salute dei cittadini;

SEGNALA

il rumore ambientale divenuto ormai persistente proveniente dalla Centrale ENEL di Torrevaldaliga Nord, al punto da arrecare disturbo ad un numero crescente di persone, turbando nel contempo la normale quiete pubblica.

Tale rumore, che viene unanimemente descritto come sordo, profondo e vibrante, viene segnalato durante l’arco dell’intera giornata, con un acuirsi nelle ore notturne, in varie zone della città: da quelle in linea d’aria più vicine all’impianto di TVN (Cimitero Vecchio, in Via Aurelia Nord, Via Ambaradam) a quelle proprie del centro urbano (Piazza Saffi, Caserma Steigher, Viale G. Baccelli, via S. Fermina – via Buonarroti -Via Calisse, Via Matteotti, Via Benci e Gatti) a quelle più lontane (Campo dell’Oro e località Boccelle).

Nell’allegare alla presente alcune segnalazioni, tra le più significative, tratte dalla stampa locale, la sottoscritta

CHIEDE

che vengano eseguite le necessarie rilevazioni fonometriche nonché i dovuti accertamenti in merito ad eventuali violazioni ravvisabili nei fatti come sopra descritti.

Richiede altresì, ai sensi della normativa vigente sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale, di essere messa a conoscenza dei risultati di detti rilevamenti.

Nel rimanere a disposizione per ulteriori chiarimenti, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.

Civitavecchia, 03.02.2010



Per il Forum Ambientalista
La Responsabile locale
Simona Ricotti


Per eventuali comunicazioni,
Forum Ambientalista,
c/o Simona Ricotti,
Via Terme di Traiano 9/b,
simona.ricotti@libero.it

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Cosa accade dentro TVN? Rombo assordante nella notte

Il video che segue è stato registrato a circa 4 - 5 Km in linea d'aria dalla centrale, mediante un telefonino.


Dieci, quindici minuti nella notte, forse più. Segue la testimonianza di un cittadino:

"Alle ore 2,20-25 circa di oggi lunedì 7 giugno, il mio sonno è stato interrotto da un rombo forte abbastanza da svegliarmi pur con le finestre chiuse. Non saprei dire da quanto tempo durasse quando mi sono svegliato, ma è cessato all'improvviso alle 2,30 circa, dopo essere aumentato in intensità per alcuni secondi"

L'area da cui il rombo proveniva è quella in cui si trova la centrale TVN. Un rumore in qualche modo simile a quello che si può sentire dagli scarichi di una caldaia domestica in funzione, ma amplificato milioni di volte. Inquietante a dir poco. Come il pensare a tutto quanto accade nottetempo in impianti simili senza che nessuno sappia niente.
--

E' presto per fare ipotesi e mettere in relazioni avvenimenti, ma il pensiero va alla notte di quattro o cinque giorni fa, in cui l'aria della zona alta di Civitavecchia era piena di un odore come di plastica combusta.

Abbiamo il diritto di sapere, tutto questo riguarda la nostra salute.

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Alcuni tra i media locali che hanno ripreso la notizia:
Ringraziamo tutti quanti abbiano dato spazio ed espresso interessamento rispetto al nostro comunicato di stanotte. In alcuni casi avremmo gradito una citazione della fonte, come da parte nostra non manchiamo di fare in modo puntuale.

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4 giugno 2010

"QUANDO I SOGNI VANNO IN FUMO, MORIRE DI INCENERITORE"

QUANDO I SOGNI VANNO IN FUMO, MORIRE DI INCENERITORE

Venerdì 25 Giugno, ore 21, Teatro Tendastrisce, via G.Perlasca 69 (Presso via P. Togliatti angolo via Collatina) 00155 Roma,

Costo del biglietto euro 10,00

Il 25 giugno prossimo al teatro Tendastrisce di Roma alle ore 21 sarà rappresentato lo spettacolo di denuncia scientifica “Quando i sogni vanno in Fumo”. Protagonisti David Gramiccioli, giornalista e conduttore radiofonico, e il Prof. Stefano Montanari, scienziato di fama internazionale da sempre impegnato nella ricerca medica, nonché Direttore Scientifico del Laboratorio Nanodiagnostics di Modena, dove svolge studi e ricerche che collegano l'inquinamento da polveri inorganiche a patologie cliniche. La messa in scena prevede, inoltre, la partecipazione straordinaria degli attori della compagnia "Punto & Virgola", un'Associazione Culturale No Profit, protesa ad organizzare manifestazioni e spettacoli di tutti i generi. Gli interpreti dello spettacolo racconteranno, con documenti inediti, la drammatica relazione tra malattie mortali e polveri emesse dagli inceneritori di rifiuti che avviene attraverso l'unico mezzo che non fa distinzioni: l'aria che tutti respiriamo

per i biglietti:
3286368268
it.comunicazione@libero.it
oppure
Raduta Laura
radutalaura85@gmail.com
3332365729
3288326581
Skype:laura.raduta

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"CIVITAVECCHIA DA RINNOVARE" Un libro degli studenti del CPFP di Civitavecchia sull´emergenza ambientale

Siamo tutti invitati a partecipare

Civitavecchia, lunedì 7 giugno 2010, ore 11.00
Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia
Via Risorgimento n. 8, Civitavecchia

conferenza stampa di presentazione della pubblicazione

"CIVITAVECCHIA DA RINNOVARE"
Un libro degli studenti del CPFP di Civitavecchia sull´emergenza ambientale globale e locale

A cura di:
CPFP Civitavecchia
Associazione A Sud
CDCA - Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali
Comitati No Coke

Realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia

Intervengono:
Vincenzo Cacciaglia, Direttore Fondazione Cassa di Risparmio Civitavecchia
Franco Nardi, Preside CPFP Civitavecchia
Laura Greco, Presidente Ass. A Sud.
Rappresentanti dei Comitati no Coke di Civitavecchia

Partecipano:
Massimiliano Smeriglio, Assessore Lavoro e formazione Provincia di Roma
Gino De Paolis, Consigliere Provincia di Roma

Nell'ambito delle attività di educazione e formazione ambientale gli studenti del CPFP di Civitavecchia hanno realizzato per l'anno scolastico 2009-2010, un libro sull´emergenza ambientale del Pianeta Terra e in particolare sulle problematiche ambientali presenti sul territorio. La ricerca redatta da ogni classe si è svolta con il sostegno degli insegnanti e la supervisione dell´equipe FORM-I-C-A, (Formazione Interdisciplinare Cultura e Ambiente) di A Sud- CDCA (Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali) e con il sostegno dell'Assessorato alle Politiche del Lavoro e alla Formazione della Provincia di Roma.

Il libro è una raccolta di testi e contributi di varia natura (foto, disegni, ricerche) che raccontano l'emergenza ambientale globale e locale dal punto di vista dei ragazzi, strumento utile allo sviluppo di attività di sensibilizzazione, ducazione, cittadinanza attiva e responsabile e soprattutto per accrescere le capacità delle generazioni più giovani di pensare al futuro nella propria città e nel mondo.

info e contatti: lauragreco@asud.net
oppure: formazione@asud.net

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3 giugno 2010

Carbone a Rossano calabro: il Pdl locale conferma il sostegno alla delibera contro la riconversione

Comunicato dall' On. Giovanni Dima, Pdl

Da Sibarinet.it

"I Consigli comunali di Rossano e di Corigliano, riuniti in seduta congiunta per discutere il progetto di riconversione della centrale Enel e per esprimere ufficialmente la propria posizione di merito, hanno approvato un documento

in cui hanno ribadito chiaramente la netta contrarietà ad un’ipotesi di riconversione a carbone ed al tempo stesso hanno invitato l’Enel, dopo aver ufficialmente ritirato il progetto, ad avviare un articolato ed approfondito confronto sul futuro di questo sito industriale. Questa decisione, che condividiamo nella forma e nella sostanza, assume particolare rilievo anche perché, finalmente, le più importanti questioni che riguardano lo sviluppo del territorio, la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, l’avvio di politiche di sostegno alle attività produttive locali e la dotazione infrastrutturale a supporto delle comunità sono affrontate in una nuova cornice istituzionale e politica. Sempre più caratterizzata da uno spirito di collaborazione ed interlocuzione che continuerà a rafforzare il concetto di area urbana ed a riempirlo di contenuti di governo del territorio che, siamo convinti, produrranno ben presto i loro positivi effetti. Ma questa decisione è importante soprattutto perché, finalmente, le comunità locali, attraverso le loro articolazioni istituzionali, si riappropriano di temi, quali la valorizzazione delle risorse territoriali e lo sviluppo sostenibile, la cui trattazione non può più essere delegata ad altri ed assumono un ruolo da protagonista anche nel confronto con l’Enel sul futuro di un sito che ha contrassegnato, ormai da decenni, il comprensorio sia sotto il profilo fisico che culturale. Riteniamo, pertanto, anche alla luce dell’invito rivolto dai Comuni di Corigliano e di Rossano alla deputazione calabrese, di dover dare, nei limiti delle nostre responsabilità istituzionali, risposte chiare e nette al territorio. Come abbiamo già avuto modo di sostenere in tempi non sospetti, e cioè quando ancora l’ipotesi di una riconversione a carbone non era così concreta come adesso, che siamo assolutamente contrari ad un progetto che preveda l’utilizzo di questo fossile perché contrasterebbe con le decisioni assunte dalla Regione e dai Comuni in materia di approvvigionamento energetico e comprometterebbe definitivamente le vocazioni naturali e produttive del territorio. Al tempo stesso, però, riteniamo che sia necessario avviare con i vertici nazionali dell’Enel un confronto diretto ad individuare soluzioni alternative al tipo di riconversione prospettato nell’interesse del nostro territorio. E’ questa una sfida importante che siamo convinti riusciremo ad affrontare nell’interesse esclusivo delle nostre comunità in collaborazione con le istituzioni locali".

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