Da BigNotizie.it
"La procura di Civitavecchia ha aperto un'indagine sulla perdita di olio combustibile da un serbatoio del parco oli di Torrenord. La magistratura inquirente ha iscritto sul registro degli indagati uno dei responsabili Enel, addetto al parco oli, per inquinamento ambientale e inosservanza delle normative sulla sicurezza sul lavoro. A scoprire la fuoriuscita sono stati i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (Noe), nel corso di un sopralluogo presso lo stesso parco della centrale di Tvn.
In uno dei serbatoi è stato notato un evidente sversamento, con l'olio che finiva nella cassa di contenimento ma che, secondo i carabinieri, non era impermeabilizzata a regola d'arte. L'olio, oltre che altamente inquinante, è logicamente infiammabile, e quindi non poteva restare all'aperto per troppo tempo, perché sono facilmente immaginabili i rischi di un eventuale incendio. Lo sversamento, peraltro anche molto consistente, visto che i carabinieri, al momento del sopralluogo, avrebbero trovato nella cassa di contenimento circa quaranta centimetri di olio. La perdita inoltre, sempre stando al controllo effettuato dal Noe, durava da circa un mese. Solo dopo l'intervento della procura, a quanto pare l'Enel è intervenuta per risolvere il problema. Da qualche giorno infatti, sarebbero iniziati i lavori per la riparazione della perdita e la raccolta dell'olio uscito dal serbatoio.
19 aprile 2011
TVN: perdita di olio nel terreno, durava da almeno un mese. Indagata enel
No a discarica per Roma, no a inceneritori e termovalorizzatori sul territorio: approvato documento all'unanimità
Da BigNotizie: "Sono bastate poco più di due ore di dibattito ai comuni per comprensorio per dire "no alla discarica della Fermesiana". Alle 20,45 infatti c'è stata, in un'aula Pucci gremita, la votazione unanime dei consigli comunali di Civitavecchia, Allumiere, Tolfa, Santa Marinella, Ladispoli, Tarquinia e Monte Romano (assenti le delegazioni di Montalto e Cerveteri) di un documento unitario.
Documento che era stato presentato in apertura dei lavori (dopo gli interventi dei sette sindaci presenti), dal comune di Allumiere e che prima della votazione è stato integrato con alcune precisazioni richiesta dal sindaco di Civitavecchia Gianni Moscherini, su proposta dal capogruppo del Pdl Dimitri Vitali. Nel documento si chiede l'annullamento del protocollo d'intesa tra La Russa ed Alemanno, la ridistribuzione degli ambito ottimali per i rifiuti, al posto del maga Ato disegnato dalla Regione, e si impegna la delegazione istituzionale dei sindaci a chiedere una audizione in commissione Ambiente della Regione Lazio oltra ad un incontro col la presidente Renata Polverini. Inoltre nelle integrazioni richiesta da Civitavecchia ed avallate da tutti i sindaci si dibadisce il no al cdr nella centrali di Tvs e Tvn o in altri siti sia a Santa Severa che nei comuni firmatari della mozione e il no ad ogni forma di termovalirizzazione. Il voto unanime è stato accolto con uno scrosciante applauso di cittadini e comitati.
17 aprile 2011
Le linee dell'alta tensione sono un pericolo per la salute, esposto in Procura
L’Associazione Italiana dei Medici per L'ambiente (ISDE - International Society of Doctors for the Environment - Sez. Alto Lazio) ha presentato in Procura un esposto sul pericolo rappresentato dalle linee ad alta tensione non interrate. Clicca qui per i documenti ISDE.
Vedi l'articolo da centumcellae.it:
"Non c’è solamente il bosco da 40 ettari tra le prescrizioni ambientali non ancora ottemperate per i lavori di riconversione di Torre Valdaliga Nord. Un altro degli impegni vincolanti della Valutazione di Impatto Ambientale rilasciata nel 2003, è rimasto infatti inattuato. Si tratta dell’interramento delle linee elettriche ad alta tensione che l’Associazione Italiana dei Medici per L’ambiente porta con un esposto all’attenzione della Procura di Civitavecchia,
preoccupata soprattutto da un recente articolo pubblicato sulla nota rivista internazionale AP Journal of Cancer Prevention (Rivista della Prevenzione del Cancro) il quale ha messo in evidenza come vivere in prossimità di linee elettriche aumenti il rischio di ammalarsi di Leucemia Linfatica Acuta. E, come noto, il comprensorio di Civitavecchia presenta un numero elevatissimo di linee ad alta tensione che trasportano l’energia prodotta dalle centrali elettriche.
Ebbene, a pagina 30 della Via 2003 risultava condizione vincolante per riconvertire a carbone Torre Nord l’osservanza, tra le altre, della seguente prescrizione: “razionalizzazione delle linee elettriche, progetto definitivo di smantellamento od interramento dei seguenti elettrodotti: variante in ambito urbano del tratto finale della linea a 150 kV S. Lucia – Civitavecchia, prima della sottostazione elettrica di Fiumaretta, con innesto nella adiacente stazione FF.SS. e con smantellamento del tratto di linea dismesso; interramento del tratto finale della linea a 150 kV Vigna Turci – Civitavecchia in corrispondenza del quartiere di S. Liborio; interramento del tratto iniziale della linea a 150 kV Civitavecchia – S. Marinella in corrispondenza del quartiere di S. Gordiano (pag 31, a)”.
L’Associazione dei Medici fa quindi presente al Procuratore della Repubblica Gianfanco Amendola come la centrale ha attualmente terminato i lavori di realizzazione ed è in fase di esercizio e che “ a tutt’oggi, lo smantellamento o l’interramento degli elettrodotti sopra citati, a vista, non sembra essere avvenuto” chiedendo di verificare se nei fatti esposti ricorrano ipotesi di reato e, in caso affermativo, “di procedere nei confronti dei responsabili anche con provvedimenti di natura cautelare a tutela della salute della popolazione e dell’ambiente e per ripristinare la legalità eventualmente violata”.
“Purtroppo – concludono i medici – poiché il cancro potrebbe anche insorgere decenni dopo l’esposizione, adesso non sarà tuttavia possibile valutare il danno arrecato causato dal ritardo nell’apparente mancanza di smantellamento o di interramento degli elettrodotti stessi”.
Gli effetti del riscaldamento globale in una mostra fotografica
"Gli effetti devastanti del global warming in 112 scatti di nove fotografi tra i più famosi del pianeta. In mostra dal 16 aprile al 27 maggio alla galleria 10b Photography di Roma. Fonte
I fotoreporter del collettivo Noor sono partiti ai quattro angoli della Terra per ritrarre la fine del mondo. "Riscaldamento globale" è un'espressione astratta e lontana; basta un'ondata di freddo come ne abbiamo avute quest'inverno e ci viene da pensare che sia tutta una balla. Ma non è così per i Nenet della Siberia, ritratti da Yuri Kozyrev: i pascoli delle renne diventano acquitrini, l'estrazione del gas li scaccia dal loro territorio ed essi rischiano l'estinzione. Non è così, qualche migliaia di chilometri più a sud, all'Equatore, per gli isolani delle Maldive, la nazione che ha la minor altitudine al mondo ed è sul punto di venir sommersa dall'innalzarsi delle acque oceaniche (foto di Francesco Zizola). La ricerca dei nove fotografi di Noor testimonia che è tutto vero. Noi stiamo, con le nostre mani, distruggendo il pianeta di cui dovremmo essere i custodi. Guardate la foresta amazzonica trasformata in una landa desolata (Kadir van Lohuizen), gli Inuit della Groenlandia senza più ghiaccio (Stanley Greene), il paesaggio di morte delle miniere di carbone polacche (Pep Bonet) o di quelle di rame negli Urali (ancora Kozyrev). Guardate soprattutto le immagini che vengono dall'Africa, dal Darfur sudanese, dove una guerra scatenata dal clima è già in corso, secondo la denuncia del segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon: gli allevatori contendono pascoli sempre più magri ai coltivatori. È in questo continente che la crescente scarsità delle risorse naturali annuncia le
maggiori catastrofi. È tutto vero; e il linguaggio silenzioso ma universale della fotografia risuona come un grido insopportabile.
LE IMMAGINI 1
Negli ultimi anni è stata più volte preannunciata la morte imminente del giornalismo d'inchiesta; ma dell'inchiesta fotografica è stato già ripetutamente celebrato il funerale. Troppo costosa da produrre; troppo scomoda da mostrare al pubblico; troppo invisa agli inserzionisti pubblicitari; troppo poco redditizia se paragonata alla foto di moda o di sport. Il lavoro dei reporter di Noor, iniziato nel 2009 e ancora in corso, dimostra che la fotoinchiesta è viva, o comunque pronta a risorgere. Costa solo coraggio, creatività, un po' di abnegazione. La mostra "Consequences" è alla galleria 10b Photography di Roma, via San Lorenzo da Brindisi 10b, dal 16 aprile al 27 maggio.
Moscherini gioca col bosco TVN
Moscherini prova di nuovo a spostare i 40 ettari di bosco previsto dalla VIA per TVN. I commenti di SeL e IdV e, a seguire, Pedrini (fiamma)
"Reazioni negative a sinistra alla proposta del Sindaco Moscherini di dirottare i fondi Enel per il bosco da 40 ettari a Torre Nord su un progetto di oasi naturalistica alla Farnesiana. Una sorta di “baratto” che a Sel ed Idv non piace in quanto, dietro l’apparente obiettivo di scongiurare la realizzazione della megadiscarica, a loro avviso si celano in realtà obiettivi diversi e tutt’altro che “naturalistici”.
Pollice verso alla proposta di Moscherini dal Consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà Gino De Paolis (nella foto), che la giudica “molto rischiosa in quanto temiamo che venga distolta l’attenzione su quello che è un progetto in stato avanzato e sul quale evidentemente insistono interessi importanti.” “Per quanto a tutti i cittadini possa piacere l’idea di un’oasi verde – afferma De Paolis – la partita con l’Enel riguardante il rispetto della convenzione firmata con il Comune per ‘compensare’ lo scempio della riconversione a carbone (che prevede la realizzazione di un bosco di 40 ettari a ridosso della centrale) non può oggi servire come strumento per spostare il piano della discussione e indebolire il no forte e chiaro che il territorio e i suoi amministratori devono far arrivare a Roma. Nessuna divagazione quindi, perché è assolutamente illogico pensare di piantare un bosco dove un bosco c’è già, voler rendere fruibile ai cittadini una zona che invece è sotto pattugliamento costante militare, dire di voler realizzare una zona protetta lì dove vincoli e protezioni di ogni natura ci sono già essendo tra l’altro la zona limite invalicabile”.
“Niet” analogo anche dall’Italia dei Valori, che scava ancora più a fondo su quelle che vengono giudicate le reali mire del Primo cittadino. “Intrecciare la questione della megadiscarica con il bosco – affermano dal partito locale – ha un solo intento: raccogliere un consenso comprensoriale da consegnare al ministero dell’Ambiente finalizzato a spostare il bosco, con il chiaro intento di liberarsi del vincolo che oggi ne prevede la localizzazione nell’ex parco serbatoi della centrale di Torrevaldaliga Nord. Le questioni vanno affrontate separatamente. il bosco non può essere spostato perché non è più tempo di trattative e perché le prescrizioni Via sono la conseguenza di un procedimento che ha visto l’avvallo di una commissione ministeriale ad hoc composta da 40 tecnici. Strumentale è anche la soluzione secondo cui il Sindaco vedrebbe quell’area quale sede di un cementificio di cui appaiono ignote le analisi e ricerche di marketing alla base di questa eventuale decisione. Il mercato per questo tipo di produzione di cui dovrebbero essere valutati gli effetti inquinanti non è esattamente positivo o garantito. Osserviamo anche che se il primo cittadino è così sensibile alla questione occupazionale, perché a suo tempo ha ignorato di proposito il nostro suggerimento indirizzato a sostenere e a pretendere la localizzazione della fabbrica di pannelli solari? Per la precisione questa iniziativa è finita in Sicilia”.
E’ una proposta invece da “salutare con vivo entusiasmo” per il Presidente della Commissione Ambiente e consigliere del Pdl Riccardo Sbrozzi, che sostiene l’idea del Sindaco. “Tale idea – afferma – oltre a dimostrare la lungimiranza di chi si trova al vertice di questa amministrazione comunale, conferma che non c’era nessun accordo segreto, come qualcuno ha voluto intendere, per il quale ci fosse da parte della maggioranza una sorta di contrarietà di facciata, mentre nelle segrete stanze il primo cittadino o chi per lui, avrebbero stretto accordi con il Governo o con il Sindaco di Roma. La zona della Farnesiana costituisce un patrimonio naturale di livello inestimabile, che attrae visitatori da tutto il mondo e non può certo essere sacrificata, per nessun motivo, sull’altare degli interessi di Roma. Ecco perché non dobbiamo perdere tempo, ma mettere in campo tutte le nostre energie per fare in modo che l’oasi si realizzi immediatamente.Il mio auspicio è che i consiglieri di opposizione, come Petrelli o Piendibene, che sono quasi sempre ben pronti ad ostacolare i progetti dell’amministrazione, in questo caso appoggino questa proposta, in quanto ritengo che non se ne possa proprio fare a meno”.
Sul medesimo argomento anche G. Pedrini (Fiamma):
Sulla stampa di questi giorni , si legge che il Sig. Moscherini , propone , a cura dell’Enel , la realizzazione di un’oasi del WWF nell’area della Farnesiana su cui si congettura debba sorgere la megadiscarica per la romana “ monnezza”. Tale opera dovrebbe sostituire , per una serie di motivazioni più o meno condivisibili , il “ famigerato” bosco da 140 ettari non ancora realizzato sempre a cura dall’Enel ;che l’ineffabile Sig.Attig informa la pubblica opinione che con l’ultimazione dei cantieri operanti in TVN saranno in pericolo ben 400 posti di lavoro ma non rende
noto, però , che l’avviamento a regime di TVN amplificherà in maniera concreta il volume delle emissioni nocive per l’ambiente e per la popolazione : una semplice svista sicuramente , altrimenti sarebbe un’informazione squisitamente strumentale alla consueta squallidamente “poltronifero” così cara alla Signora in parola …e non solo a lei; che il Comitato dei Medici per l’Ambiente ha presentato un esposto in Procura rivolto ad ottenere l’intervento del magistrato circa il mancato “interramento” , a profondità di sicurezza , delle linee aeree ad alta tensione i cui campi magnetici possono essere la causa scatenante di gravi patologie leucemiche: tale misura era prevista nei protocolli tra Comune ed Enel , all’atto dell’approvazione , da parte della giunta De Sio alias “Mr Coke”, della conversione a carbone di TVN , così come lo era, peraltro , il famigerato bosco del quale , però , ora almeno sappiamo i motivi alla base del ritardo nella sua realizzazione. Fin qui i fatti riportati dalla stampa e che ora sembrano necessitare di una “ammuina” di carattere attenta rilettura in un contesto più organico. Che la Sig. Attig abbia passato sotto silenzio l’impatto micidiale dell’avviamento a regime di TVN sulla salute della popolazione e sull’indice di inquinamento ambientale lascia lievemente sconcertati i pensanti : probabilmente ripone tutta la sua fiducia nelle capacità taumaturgiche di Santa Fermina e sull’effetto soporifero della disinformazione….comunque é un silenzio alquanto strano ed in attesa di spiegazioni. Che tutta la “politicanza” locale si sia accorta unicamente della mancata realizzazione del “ famigerato” bosco e non del mancato interramento delle linee aeree ad alta tensione , é semplicemente stupefacente ed apre la porta ad inquietanti interpretazioni di un silenzio che suona quasi dell’inosservanza dei protocolli concordati e siglati e di acqua da allora ne é passata sotto i ponti …anche se trattasi pur sempre di acqua all’arsenico! La “ bagarre” del bosco “ che non c’è” ha tenuto campo sino a ieri mentre quella dell’interramento delle linee ad alta tensione é rimasta senza “ ammuina” alcuna: perché ? Sì, anche a noi piace il progetto di moscheriniana ispirazione di realizzare un’oasi del WWF e suggeriamo l’idea di arricchirne la fauna con tutti quei politicanti che della politica non hanno la più pallida idea : se il presente é figlio del passato e padre del futuro allora ben venga il ritiro dei politicanti di oggi in un’apposita oasi , ove ogni esemplare possa vivere in un ambiente circoscritto senza arrecare danni al di fuori di esso e , quel che più conta , al consorzio civile!
14 aprile 2011
80,027 commenti per Unfriend Coal, nuovo record
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13 aprile 2011
Savona, sostegno all'esposto penale per responsabilità di lesioni, malattia o morti causate da Tirreno Power
Da SavonaNews.it
"Domanda a Partiti e Candidati: siete favorevoli o contrari a sostenere pubblicamente l'esposto penale di accertamento della verità presentato contro Tirreno Power? Ai rappresentanti di tutti i Partiti Provinciali. Agli organi di Informazione locali e nazionali. Alla Cittadinanza tutta
Di fronte all’ennesimo atteggiamento aggressivo dell’azienda Tirreno Power, che per far valere i suoi interessi economici è disposta nuovamente a mettere in discussione i diritti e la salute dei cittadini savonesi con una nuova prova di forza ‘prendere o lasciare’, e con l’approssimarsi della scadenza elettorale (ricordiamo che all’incirca l’80% degli elettori savonesi sarebbe contro l’ampliamento della centrale a carbone di Vado - Savona e per l’abbattimento dei vecchi gruppi obsoleti), chiediamo ai rappresentanti dei Partiti politici savonesi SE INTENDONO O NO SCHIERARSI PUBBLICAMENTE IN SOSTEGNO DELL’ESPOSTO PENALE “per responsabilità derivante da lesioni, malattia o morti causalmente connesse con l’inquinamento ambientale determinato dalle emissioni della centrale termoelettrica di Vado Ligure”, esposto presentato qualche mese fa al Procuratore della Repubblica di Savona dagli Avvocati R.Suffia, S.Grieco e M.Cadeddu, frutto della consulenza di diversi esperti e medici, e firmato da un gruppo di cittadini della Provincia che ha a cuore il futuro, i diritti e la salute della cittadinanza.
Copia dell'esposto è scaricabile in fondo a questo articolo.
E’ utile ricordare che l’esposto (che non è una denuncia con querela di parte) è un atto di richiesta di accertamento di verità. Spetterà poi ai giudici valutare la consistenza di queste ipotesi di reato.
I comitati savonesi che da anni si battono contro il carbone ritengono che siano a disposizione numerosissime e comprovate documentazioni per poter sostenere che sulla gestione della centrale a carbone Tirreno Power vi siano evidenti elementi di responsabilità civile e penale:
-non ottemperanza di molte prescrizioni,
-mancanza di Autorizzazione Integrata Ambientale,
-valori di inquinamento di aria, acqua e terreno fuori norma,
-mancanza di controlli pubblici nelle misurazioni delle emissioni delle ciminiere,
-mancanza di controlli pubblici sugli scarichi idrici, bensì solo analisi svolte in regime di autocontrollo da parte della Tirreno Power,
-mancanza di adeguate misurazioni delle nocive polveri PM2,5 e più in generale insufficiente misurazione delle polveri sottili,
-assenza di una indagine epidemiologica,
-assenza di una Valutazione di Impatto Sanitario,
-eccesso di mortalità della popolazione in prossimità della centrale, ecc. Anche l’ IST (Istituto nazionale per la ricerca sul cancro) ha dichiarato che “nella relazione presentata da Tirreno Power vi sono gravi lacune metodologiche che mettono in discussione le tranquillizzanti conclusioni del documento”.
In sintesi: errori ed omissioni nelle stime delle emissioni di polveri fini primarie e secondarie, sottostima delle emissioni di gas serra, sottovalutazione dei dati derivanti da studi su bioindicatori, errori metodologici sull’impatto sanitario.
A voi rappresentanti dei Partiti, benché non firmatari dell’esposto e benché eventualmente non in accordo su alcuni punti, chiediamo se CONDIVIDETE O NO POLITICAMENTE GLI ELEMENTI FONDANTI E I PRINCIPI presenti in questo esposto alla Procura, ovvero il sospetto di responsabilità ai danni della salute dei cittadini Vostri rappresentati (i quali proprio in prossimità della scadenza elettorale Vi chiedono rassicurazioni di essere più fortemente rappresentati su questo tema).
In sintesi, chiediamo SE SOSTENETE O NO PUBBLICAMENTE QUESTA BATTAGLIA LEGALE.
In questa domanda, vista la radicalizzazione delle posizioni, non varranno più mediazioni o silenzi, quindi vi chiederemo comunque una risposta, CHE SIA UN ‘SI’ O UN ‘NO’.
Nei giorni successivi, le posizioni dei Partiti provinciali che avranno deciso di sostenere questo esposto di accertamento delle responsabilità (e quelle dei Partiti che per vari motivi avranno deciso di non sostenerlo) verranno comunicate questo giornale on line www.savonanews.it e a tutti i mezzi di informazione regionali, tutti i giornali e tutte le TV locali e nazionali (Rai, Striscia la Notizia, Le Iene, Annozero, ecc), nonché alle varie mailing list delle associazioni savonesi (tra cui le 7.000 mail della libreria UBIK che vi sta scrivendo), e più in generale a tutta la cittadinanza, affinché tutti abbiano su questo tema un elemento di valutazione più chiaro per le prossime scelte elettorali che ci attendono.
Affinché nessuna forza elettorale possa più astenersi di pronunciarsi di fronte all’aspetto ‘legale’ della questione Tirreno Power. Tutti i candidati e le formazioni politiche sono invitate sin d'ora ad inviarci la loro posizione in merito. Nelle prossime ore cercheremo di contattarli tutti e di tenervi come sempre informati.
Libreria UBIK + Savonanews.it
Aiuta Greenpeace per il suo World Record, e togli l'amicizia al carbone
Greenpeace ci chiede di partecipare a questo World Record, postando 50.000 commenti su Facebook in 24 ore. La pagina da commentare è quella della campagna per alimentare i server di Facebook con energie rinnovabili, e si chiama "Unfriend Coal" (trad. "togli l'amicizia al carbone") www.facebook.com/UnfriendCoal
"Vuoi aiutarci ad entrare nel nuovo Guinness dei Primati Mondiale commentando la scelta energetica di Facebok?
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Cosa devo scrivere? QUALSIASI commento conterà (ad esempio, "Vai Greenpeace"), ma siamo qui per un motivo: vogliamo che Facebook usi energia rinnovabile per alimentare i suoi data-center ENORMI, e che dica no ('Unfriend') a carbone e nucleare. Lascia un messaggio per il personale di Facebook, o dicci perché sei in favore delle rinnovabili – mostreremo i tuoi commenti in diretta fuori dalla sede di Facebook in California! Fai domande! Esprimi la tua opinione!
I 50 migliori commentatori di tutto il mondo riceveranno la nostra maglietta 'Facebook Unfriend coal”! Sceglieremo i migliori commentatori in base al numero di commenti postati (duplicati dei commenti sono permessi), il numero di amici taggati e la qualità dei commenti!
Per ulterior informazioni sulla campagna visita www.greenpeace.org/unfriendcoal
100% rinnovabile è possibile. Dai un'occhiata al nostro progetto di Energy [R]evolution: www.greenpeace.org/energyrevolution
Polverini firma per autorizzare la Malagrotta-II ad Allumiere?
Riportiamo da TrcGiornale.it
"Allarme di Futuro e Libertà. Per il partito, che cita fonti vicine alla Regione Lazio, il presidente Polverini avrebbe firmato la delibera per la megadiscarica di Allumiere.
"Abbiamo avuto notizia - si legge nella nota diramata dal direttivo di Fli - che la Polverini alle 17,30 avrebbe firmato la delibera per la realizzazione della discarica di Roma alla Farnesiana. Dunque un nuovo colpo per la nostra città dopo la centrale a carbone, dopo il centro immigrati, ai quali lo vogliamo ribadire con forza la nostra più completa solidarietà e comprensione, oggi la Regione Lazio ha deciso la realizzazione della discarica a Civitavecchia. Purtroppo la storia si ripete se nel 1943 Civitavecchia fu l'agnello sacrificale per salvare Roma dai bombardamenti oggi lo diventa di nuovo per tutelare gli interessi capitolini e non. Ringraziamo dunque questa amministrazione regionale ma ancora di più ringraziamo chi avrebbe dovuto tutelarci e non lo ha fatto, perché si voglia o no questa città non ha un vero governo cittadino e sopratutto ringraziamo quelle forze politiche che non hanno saputo gestire il problema rifiuti a Roma".
Discarica abusiva TVN: il processo nel prossimo dicembre
Nel 2009 un anonimo denunciava come TVN fosse stata trasformata abusivamente in discarica di rifiuti pericolosi (vedi).
"Dieci persone dovranno comparire di fronte al giudice per rispondere dell'accusa di smaltimento illegale di rifiuti. Sono quelli che sono stati indagati dalla procura della Repubblica di Civitavecchia sul caso dei rifiuti che venivano scaricati all'interno dell'area della centrale di Torre Valdaliga Nord.
In realtà le persone indagate erano undici ma uno di loro ha già deciso di ammettere le proprie responsabilità ed ha pagato l'ammenda prevista per questo tipo di reato, uscendo di fatto dal procedimento. Processo che inizierà a dicembre. Il caso era nato da un video anonimo, consegnato al Forum Ambientalista, che a sua volta l'aveva consegnato alla magistratura locale che ha avviato l'indagine. Secondo l'accusa, i rifiuti dei lavori della conversione a carbone della centrale, venivano prelevati e poi scaricati presumibilmente nel terreno che doveva essere adibito alla realizzazione del bosco alle spalle della stesa centrale."
Fonte: BigNotizie
12 aprile 2011
La nube nera qui non manca mai
Fonte: BigNotizie
"fumo nero in porto, denunciato il comandante
La foto è stata scattata ieri mattina, intorno alle 11,30, da un nostro lettore. Il denso fumo nero (certamente fuori norma) non esce dalla "Energy Shipping" (scafo nero in primo piano), ma dalla "Artic Ocean" ormeggiata al molo 25. Automatico l'intervento degli uomini della capitaneria di porto che hanno fatto sì che il fenomeno cessasse e, d'accordo con la procura, avviato i procedimenti penali e amministrativi del caso nel confronti del comandante. "Questo Comando intende, inoltre, rassicurare la cittadinanza - afferma una breve nota della Capitaneria - sul proprio costante impegno sulla problematica, mirato soprattutto a fare in modo che vengano ridotte le eccessive emissioni di emissioni inquinanti".
A seguito dell'episodio, intervento di Petrelli
Il Carbone a Vado Ligure nelle prossime amministrative
Da Savonanews
"La Regione alle strette, Tirreno Power di più. Oggi la conferenza stampa dell'aut-aut. Come previsto
La centrale a carbone di Vado Ligure e le sue mirabolanti avventure. Le sventure di chi respira. Ricostruire daccapo la vicenda sarebbe più mortale dei metalli pesanti, quindi opereremo una sintesi brutale a favore della chiarezza
Apparentemente - ma potrebbe esser anche vero - tra Regione e Azienda son volati gli stracci. Forse la corda del carbone è stata troppo tirata, forse le posizioni pro - salute non possono più essere ignorate. Men che meno in campagna elettorale. Perché aldilà dei lavori di propaganda è ormai chiaro a tutti che il "no al carbone" non è un mugugno di quattro sfigati, ma un fronte trasversale supportato in maniera ormai solidissima da perizie ed evidenze medico-scientifiche non più ignorabili.
Oggi (martedì 12) parlerà il gran capo, che gran capo non è. Perché vogliamo ancora pensare che la salute sia centrale, e che i capi, in una democrazia, siano e rimangano gli eletti dal Popolo.
Solo che se me la conti e poi mi tiri una sgasata nei polmoni per mezzo secolo, poi non ti voto più. E davanti all'informazione rischiano di impallidire anche qualche centinaio di tessere sindacali, oltre che i loro rappresentanti, che si ostinano a parlar d'occupazione dopo aver firmato un incentivo all'esodo dalla stessa azienda che ora difendono più dei suoi stessi proprietari, in una sorta di inversione di polarità che sta diventando davvero curiosa.
Ma di tessere, benefits e permessi sindacali, manutenzioni e cointeressenze su un giro d'affari milionario ci sarà modo di approfondirne diffusamente.
Ora si va verso un prendere o lasciare.
Mentre tutto si placa per il fine settimana, le telefonate - quelle pesanti - pare si vadano intensificando. Filtra così che martedì prossimo o si va o si spacca, e l'Azienda pare fortemente orientata a forzare l'ingaggio in un canto che sarà presto chiaro se sarà di guerra o del cigno. O entrambe le cose.
Si parla di una conferenza stampa che Tirreno Power dovrebbe indire per martedì 12 (domani) in campo neutro: la sua sede di Vado.
Staremo a vedere. Non temano, i lavoratori. Non perderanno nessun posto. Lì i soldi (bilanci alla mano) sono talmente tanti che parlar di rischio occupazione fa sorridere, e ha il consueto fetore della manovra "pro-utile-aziendis" che se fosse salubre nulla da dire, ma in questo caso...
Ma c'è un aspetto legale, che ora diventa anche politico: Tre mesi fa è stato depositato un ricorso, con ipotesi di reato pesanti.
La condivisione e l'adesione a questo esposto, fondato esclusivamente su dati strettamente scientifici, sarà la prima di una serie di domande vincolanti sul programma, che rivolgeremo a tutte le forse politiche e i candidati in lizza per le elezioni di maggio in una rubrica dedicata, che rimarrà on line fino alle elezioni.
Agenzia internazionale dell'energia: tagliare i sussidi ai combustibili fossili
Dal Sole24 ore:
"...«Ma la rivoluzione delle tecnologie pulite è possibile? Riusciranno i Paesi a mobilitare in tempo i rilevanti capitali necessari?». La domanda se la pone Nobuo Tanaka, direttore generale dell'Aie, l'Agenzia internazionale dell'energia, nella prefazione di un rapporto pubblicato giovedì scorso, alla vigilia del vertice ministeriale dei 22 Paesi più energivori (l'Ocse più Cina, India e Brasile) che si è tenuto ad Abu Dhabi.
La battaglia contro il tempo descritta dall'Aie, nata in seno all'Ocse in risposta al primo shock petrolifero, origina da una doppia premessa: bisogna riconvertire il sistema energetico mondiale per evitare i danni estremi del riscaldamento atmosferico. Tanto più che è un passaggio obbligato: la disponibilità di combustibili fossili facili da estrarre sta diminuendo, proprio ora che il mondo deve sostenere la crescita demografica e industriale dei Paesi emergenti.
In questo che è il suo primo rapporto sulle energie pulite, l'Aie dice che le tecnologie rinnovabili «stanno facendo grandi progressi su scala globale, ma i consumi di combustibili fossili vanno più veloci». Per essere sulla buona strada, il mondo deve raddoppiare l'uso delle rinnovabili da qui al 2020. L'Agenzia dell'energia ha raccomandato ai ministri riuniti ad Abu Dhabi di tagliare rapidamente i sussidi ai combustibili fossili: perché tutti dicono che il solare e l'elico non vivono, senza sussidi. Ma, su scala globale, petrolio, gas e carbone ne ricevono di più."
E fin qui, tutto condivisibile.
"Secondo l'agenzia parigina, il carbone, la fonte di energia che negli ultimi anni è cresciuta di più, deve essere rapidamente controbilanciato da nuovi impianti Ccs.
Il Ccs, che sta per "Carbon capture and storage", è la complicata tecnologia da applicare agli impianti di generazione elettrica per "catturare" l'anidride carbonica e poi immagazzinarla sottoterra. Nel mondo ci sono già numerosi impianti-pilota (come quello dell'Enel a Brindisi), ma poco o nulla su grande scala. Il primo problema è che è costosissima. Il secondo è che un conto è iniettare la CO2 dentro ai bacini petroliferi esausti per recuperare l'ultimo greggio rimasto (come fanno in Texas), un conto è seppellirla in giacimenti geologici poco adatti a sigillarla per sempre.
Ad Abu Dhabi dodici Paesi hanno promesso di spingere per risolvere il problema dei finanziamenti e quello dei rischi geologici, al fine di sostenere lo sviluppo del Ccs. Ma sulle altre raccomandazioni dell'Aie non si è fatta parola. A cominciare dai sussidi: tanto per dare un'idea, fra il 2002 e il 2008, gli Stati Uniti hanno assicurato 72 miliardi di sussidi alle energie fossili e 29 alle rinnovabili. Che poi petrolio e carbone crescano più velocemente di sole e vento non deve far troppa meraviglia.
L'Europa celebra la sua settimana delle energie sostenibili in un particolare momento storico: il consenso politico al suo impegno solitario verso un taglio del 20% dell'anidride carbonica entro il 2020 vacilla, mentre la Cina la supera per installazioni eoliche e solari. E intanto la Germania, prima economia continentale, vuol disfarsi del nucleare."
Ma si può proporre di tagliare i sussidi alle fossili, e poi di incentivare le CCS, mostruosamente costose e per nulla sicure, con l'effetto di mantenere in vita i business più inquinanti?
9 aprile 2011
Se il carbone frena l'economia sostenibile
"Le rinnovabili crescono, ma il carbone pesa troppo: 47% della potenza elettrica installata dal 2000, dice il Clean Energy Progress Report della IEA. L'Agenzia propone la cattura della CO2, attualmente a zero, e nel suo 'scenario Blue', prevede stranamente per le fonti pulite tassi di crescita molto al di sotto di quelli attuali.
Continua su "L'ombra del carbone sulle rinnovabili"
NDR: le statistiche non comprendono gli ultimi due anni
6 aprile 2011
Tarquinia Democratica: continueremo a batterci
TarquiniaDemocratica replica ad ArpaLazio. Fonte
"È con una certa sorpresa che abbiamo appreso, leggendo la nota che sembrerebbe diffusa dall’Arpa Lazio su diverse testate on-line, la notizia per la quale l’osservatorio ambientale di Civitavecchia sta provvedendo alla pubblicazione di un report ambientale della centrale di Torre Valdaliga Nord relativo all’anno 2010.
Siamo grati ai responsabili dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio poiché questa notizia, per quanto non esaustiva rispetto alle precise domande da noi formulate in prima battuta al sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola, e poi dallo stesso girate all’agenzia, è pur sempre una notizia di un qualche positivo interessamento.
Tuttavia, avendo noi già preso visione il 1° aprile, presso la segreteria del sindaco, di una nota simile a quella diffusa ieri, 4 aprile 2011, abbiamo potuto riscontrare che, della notizia annunciante l’elaborazione del report sopra indicato, nel documento Arpa del 14 marzo 2011, allegato a quello comunale datato 30 marzo 2011, non vi è traccia alcuna. Dovremmo perciò dedurre che la notizia della prossima pubblicazione del report è stata acquisita dall’Arpa solo successivamente e recentissimamente?
Ci è apparso abbastanza singolare il fatto per il quale la nota esplicativa, che l’Arpa aveva inviato in risposta alle richieste del sindaco via fax venti giorni or sono, sia stata aggiornata e resa pubblica solamente dopo l’avvio della raccolta delle firme per l’iniziativa di deliberazione popolare da noi promossa e finalizzata a delegare il primo cittadino tarquiniese a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia, teso a chiarire le eventuali responsabilità sulle già dovute, e non ancora note, pubblicazioni dei report annuali sulle emissioni di inquinanti, tra i quali il mercurio, allo stato di vapore dalla centrale Tvn a carbone.
La nota dell’Arpa, pur sottolineando la continuità e la congruità dei controlli effettuati dagli enti preposti e rinviando la reperibilità di ulteriori informazioni all’Osservatorio ambientale di Civitavecchia, non specifica in nessun passaggio se questi siano o meno riferibili alle precise richieste che già formulammo al sindaco né una singola volta cita il nome dell’elemento mercurio o un dato che lo riguardi.
In entrambe le versioni della nota non è neanche citato il passaggio riportato, a pag. 33, nelle prescrizioni del decreto V.I.A. a proposito di misurazioni dei microinquinanti inorganici: “Particolare attenzione dovrà essere posta nella misurazione di quei composti che possono essere presenti sia in associazione al particolato che allo stato di vapore. Dovrà essere assicurata la diffusione dei dati alla popolazione tramite un report annuale da concordare con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e l’Arpa Lazio”.
Ricordiamo che la centrale Enel di Tvn venne inaugurata il 30 luglio 2008 e tra quattro mesi la centrale riconvertita a carbone compirà il terzo anno di attività. Ci chiediamo se è giusto e se sia normale che in questo breve lasso di tempo la popolazione, a cui dovevano essere obbligatoriamente divulgati e diffusi – non “da richiedere” - i report sulle emissioni, debba trasformarsi in un caparbio esercito di investigatori per ottenere ciò che gli è dovuto, come da prescrizioni, da quasi tre anni?
Per nulla rassicurati dalla diffusione dai dati sulla generica qualità dell’aria dalle centraline posizionate a terra, che possono monitorare complessivamente l’incidenza atmosferica di vari fattori inquinanti (emissioni industriali, traffico portuale e automobilistico) del comprensorio, ma non le specifiche emissioni di Tvn dei microinquinanti allo stato di vapore poiché, queste, possono essere misurate solo al camino della ciminiera della centrale in questione; ancor più preoccupati dal rimpallo delle competenze e dal fatto che nelle pieghe dell’elefantiaca burocrazia degli apparati si potrebbero celare lacune e omissioni; continuiamo, insieme alle centinaia di persone che hanno già sottoscritto e condiviso l’iniziativa popolare di deliberazione, a batterci per difendere la salute pubblica del nostro territorio
5 aprile 2011
CODACONS: l'Italia non ha bisogno di importare energia dall'estero
Fonte
"L'associazione Codacons, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica di Roma e al Tribunale dei Ministri, che ha come obiettivo l'apertura di una indagine sull'approvvigionamento di energia, da parte dell'Italia, all'estero, per ravvisare l'eventuale esistenza di sprechi di denaro pubblico per degli approvvigionamenti non necessari.
Secondo il Codacons infatti "In Italia la produzione di energia elettrica avviene in gran parte grazie all'utilizzo di fonti non rinnovabili (come il carbone, il petrolio e il gas naturale) e in misura minore con fonti rinnovabili (come lo sfruttamento dell'energia geotermica, dell'energia idroelettrica e dell'energia eolica); il restante fabbisogno viene coperto con l'acquisto di energia dall'estero, trasportata nel paese tramite l'utilizzo di elettrodotti". Fin qui nulla di nuovo, ma la questione verte proprio sul fabbisogno energetico che il nostro Paese è in grado di soddisfare, che secondo i calcoli del Codacons, è tale da non necessitare di nessuna necessità di approvvigionamento, ma "Per quanto riguarda la potenza installata (ovvero la potenza massima erogabile dalle centrali), l'Italia è tecnicamente autosufficiente; le centrali esistenti a tutto il 2009 sono infatti in grado di erogare una potenza massima netta di circa 101 GW contro una richiesta massima storica di circa 56,8 GW (picco dell'estate 2007) nei periodi più caldi estivi.
Secondo i dati 2009 tale potenza massima teorica non è quindi stata sfruttata interamente e la potenza media disponibile alla punta stimata è stata di 67 GW".
Emerge quindi l'esistenza una "sovrabbondanza di impianti di produzione, già cresciuti del 28,8% fra il 2002 ed il 2008".
Questi dati rendono difficilmente comprensibile le motivazioni che spingono l'Italia ad approvvigionarsi all'estero, eppure, prosegue l'esposto " Ancor più paradossale è che a fronte della potenza installata l'Italia è fra i maggiori importatori al mondo di energia elettrica (secondi i dati dell'International Energy Agency, nel 2008 è stata seconda solo al Brasile), e proprio la Francia è tra i nostri maggiori fornitori: considerando la quantità complessiva consumata in un anno in Italia, l'energia proveniente dalla Francia s'aggira intorno al 5 per cento, per una spesa superiore al miliardo di euro".
Ma la causa non è sconosciuta, infatti Codacons la individua come conseguenza "del "dumping nucleare' praticato dalla Francia e permesso dal meccanismo di immissione dell'energia elettrica in rete, mediante la borsa dell'energia e a seguito della privatizzazione dell'ENEL, meccanismo che deve ritenersi anti-industriale e in ultima analisi antieconomico per il Paese.
Il "dumping', infatti, penalizza l'industria italiana, gettando fuori dal mercato gran parte della potenza installata dall'ENEL e inducendo un forzato declino industriale del Paese anche nel settore energetico".
Cristina Iadeluca
Riduzione delle emissioni: gli impegni dei Paesi "in via di sviluppo"
Fonte
"Il Segretariato delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico ha pubblicato la raccolta delle informazioni sulle azioni assunte dai Paesi emergenti e in via di sviluppo per ridurre le proprie emissioni di gas serra.
Il documento fa seguito a quanto deciso nella conferenza di Cancun dello scorso dicembre, dove, nell'ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), anche i governi non firmatari dell'Allegato 1 (cioè quelli che non hanno assunto impegni vincolanti) dichiararono i propri obiettivi di riduzione delle emissioni. Le indicazioni contenute nella pubblicazione (relative a 47 Paesi) , e le azioni di supporto che dovranno essere attuate per portare a buon fine questi programmi volontari, saranno discussi in occasione degli incontri preparatori della Conferenza UNFCCC che si terrà a Bangkok dal 5 all'8 aprile. Riguardo al dettaglio delle azioni, in un comunicato l'ONU sottolinea il rilievo degli obiettivi dichiarati dalla Cina, che intende ridurre le emissioni di CO2 del 40-45% entro il 2020 rispetto ai livelli del 2005, portando entro questa data al 15% il contributo complessivo delle fonti non fossili alla copertura del fabbisogno energetico del Paese.
Rilevante anche l'obiettivo del Sudafrica, che mira a ridurre del 34% le proprie emissioni al 2020 e del 42% al 2025 (da notare che il Sudafrica parte molto penalizzato, perché produce circa il 95% dell'elettricità con il carbone) Altri Paesi puntano fortemente sulle fonti rinnovabili. È il caso della Colombia e del Marocco, per fare solo due esempi. Nel primo caso l'obiettivo è di portare al 77% il contributo delle rinnovabili alla generazione elettrica entro il 2020. Nel secondo caso l'impegno è di realizzare entro il 2020 circa 2.000 MW solari, ed entro il 2030 un centinaio di impianti idroelettrici e parchi eolici per 5.000 MW. Per contro, sono giudicati modesti gli obiettivi annunciati da altri Paesi. Solo a titolo di esempio il comunicato dell'ONU cita il caso di Israele, che si è impegnata a ridurre le proprie emissioni del 20% al 2020, aumentando del 10% il contributo delle fonti rinnovabili e riducendo del 20% la domanda di elettricità.
3 aprile 2011
No alla megadiscarica ad Allumiere, prossimo incontro ufficiale 12 Aprile
Da BigNotizie
"Discarica. Battilocchio convoca un incontro per il 12 aprile
L'amministrazione comunale di Allumiere ha richiesto alla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ed alla V Commissione Ambiente della Regione, la modifica del Piano Regionale dei Rifiuti per la ridefinizione degli ambiti territoriali ottimali, così come proposto dalle Osservazioni presentate dall'Assessorato alle Politche del Territorio e tutela ambientale della Provincia di Roma.
In più ha richiesto al Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ed al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la revoca del protocollo di intesa sottoscritto dalle parti il 13 dicembre 2010 inerente la realizzazione di un polo integrato dei rifiuti presso "La Farnesiana"
"In attesa della risposte - afferma il sindaco di Allumiere, Augusto Battilocchio - da parte delle Istituzioni citate, si ritiene opportuno fare il punto della situazione ed incontrarci martedì 12 aprile alle 17,30 presso il Salone dell'Oratorio Parrocchiale, per delineare le azioni e le iniziative che insieme vogliamo portare avanti per tutelare il nostro comprensorio da decisioni le cui conseguenze ricadono pesantemente sulla nostra salute e sulla vivibilità del territorio. Si ricorda agli Enti istituzionali in indirizzo che ancora non hanno aderito al comitato "NO alla Megadiscarica", che possono farlo attraverso una comunicazione ufficiale da far pervenire al Comune. Auspico la presenza massiccia ed unitaria di tutte le Istituzioni e di tutti i cittadini di Allumiere e del comprensorio".
2 aprile 2011
Cartoline notturne
Martedì 29 verso le 9,30 di sera su via Terme di Traiano, ho trovato le "cartoline notturne" della nostra città, il biglietto da visita che meglio ci rappresenta.
Mentre la popolazione dorme rassegnata, la notte i poteri forti ci rubano i sogni di una città migliore, in cambio di incubi reali.
Non siamo in Giappone a Fukushima, quì non ci sono stati incidenti, ma una precisa volontà di immettere nell'aria polveri sottili,
che nessun osservatorio fantasma conosce meglio dei nostri polmoni e dei nostri occhi.
Da noi nessun allarme, ma solo il comune destino di conoscere con nome e cognome le statistiche anomale con percentuali elevate di malati di malattie alle vie respiratorie e morti di tumore.
In tutto questo non c'è alcuna consolazione ma la certezza che il silenzio di occupa le istituzioni in questo momento è complice ed autore
delle nostre "cartoline" così invitanti ad avvelenare ulteriormente il nostro territorio, per speculare con nuove megadiscariche, inceneritori e centri chimici e cementificazioni della costa.
L'indignazione è solo il primo passo, un altra città è possibile se ogni cittadino si sveglierà da questo incubo ad occhi aperti, quando la rassegnazione cederà il passo alla volontà di cambiamento.
Marco Iacomelli
Il carbone fa più morti del nucleare? Rinnovabili unica via
Un articolo tratto da ecologiae.com
Dopo tutto quello a cui stiamo assistendo in questi giorni proveniente dal Giappone, nessuno più si permette di dire (se non i più testardi) che il nucleare è sicuro. Ma per essere onesti, bisogna anche ammettere che il nucleare non è la forma energetica più pericolosa di tutte.
Bisogna partire da un assioma, e cioè che ogni centrale può esplodere, solo che quando accade ad una nucleare, i tassi di mortalità risultanti, per non considerare il terrore generato, sono di gran lunga superiori a tutte le altre fonti messe insieme. Ma se volessimo contare i morti che provoca ogni fonte energetica, considerando anche quando funziona normalmente, scopriremmo che il carbone è più pericoloso persino di una bomba atomica.
Tutti sembrano dimenticare che la combustione del carbone emette continuamente un flusso incontrollato di mercurio e radionuclidi. Ci sono infatti degli impatti diretti e indiretti sulle vie respiratorie dovuti al flusso costante di emissioni di particelle provenienti dal camino durante la combustione del carbone. Come spiega Phil McKenna su New Scientist: Le particelle fini delle centrali elettriche a carbone uccidono circa 13.200 persone ogni anno solo negli Stati Uniti, secondo il Boston Clean Air Task Force. Gli incidenti mortali provengono dall’estrazione e il trasporto di carbone, e altre forme di inquinamento connesse. Al contrario, l’Agenzia internazionale dell’energia atomica e le Nazioni Unite stimano che il tributo di morte per cancro dopo la catastrofe di Chernobyl del 1986 raggiungerà i circa 9000 morti.
I Governi nazionali e le organizzazioni scientifiche stanno cercando il modo per rendere sicuro il nucleare, ma dovrebbero rendersi conto che, se non passiamo alle rinnovabili, anche le altre forme che dovrebbero accompagnare l’atomo sono altrettanto o più pericolose. Perché non si fa lo stesso con il carbone? Questa fonte fornisce oggi al mondo più energia di quanta ne fornisca il nucleare, eppure a nessuno sembra importare delle vittime che fa.
Il discorso diventa ancora peggiore se si prende in considerazione l’altra forma energetica più diffusa al mondo dopo il carbone, e cioè il gas naturale. Anch’esso infatti contiene una certa quantità di mercurio che, una volta evaporato, diventa nocivo per gli esseri umani. Il mercurio è generalmente rimosso dal gas naturale che viene inviato ai nostri fornelli, ma rimane in molte delle centrali elettriche che lo utilizzano.
In definitiva, osservando i dati della IEA pubblicati sopra, viene da chiedersi se è così giusto concentrarsi solo sulla sicurezza del nucleare quando carbone e gas creano più morti con il funzionamento normale rispetto ad un evento eccezionale come l’esplosione di una centrale atomica. Discorso diverso per l’idroelettrico, considerato come secondo più pericoloso, ma sempre in relazione alla distruzione di una diga di enormi dimensioni, evento ancor più raro di un disastro nucleare. Ancora una volta il ricorso alle rinnovabili si dimostra la scelta più saggia.
31 marzo 2011
Arsenico nell'acqua - il problema non si può ignorare
Da repubblica.it
"Arsenico, inchieste a Viterbo e Velletri
ROMA - Un fascicolo contro ignoti, relativo alla presenza di arsenico nell'acqua oltre i limiti consentiti, è stato aperto dalla Procura della Repubblica di Viterbo. L'inchiesta sarebbe scaturita dagli esposti presentati nei giorni scorsi da alcune associazioni di tutela dei consumatori e dai Verdi. Il pubblico ministero Massimiliano Siddi, titolare del procedimento, ha ascoltato per oltre due ore, come persona informata sui fatti, il sindaco di Viterbo Giulio Marini. Mentre accertamenti sono stati disposti anche dalla procura di Velletri dopo le denunce presentante dal Comitato per l’acqua pubblica dei Castelli, nei prossimi giorni saranno ascoltati i 33 sindaci del Viterbese nei cui acquedotti è stata rilevata una concentrazione d'arsenico oltre i 10 milligrammi/litro consentiti.
VITERBO, 9 I COMUNI «FUORILEGGE» - Tra questi, 24 sono rientrati nei limiti per decreto comunitario. Vale a dire grazie alla proroga fino a 20 milligrammi/ litro concessa giorni fa dalla Commissione Ue alla Regione Lazio. Nove, nei quali la concentrazione di arsenico supera i 21 milligrammi, con punte di 50-55, restano «fuorilegge». Si tratta di Capranica con 42, Carbognano con 30, Castel Sant’Elia, Civita Castellana che va da 19 a 49, Farnese con una media di 26, Ronciglione con un minimo di 28 a un massimo di 32, Sutri che, a seconda della zona, oscilla tra i 16 ai 40, Vetralla compresa tra i 20 e 48 e Villa San Giovanni in Tuscia con 22. Problemi anche a Viterbo nella frazione Carcarelle, dove è stato registrato un picco di 40 microgrammi per litro, Tobia e San Martino al Cimino (zona piazza Doria Pamphilji e strada Erodiano).
MARINI: « NECESSITA’ DI FONDI REGIONALI» - «Il pm mi ha chiesto chiarimenti circa i provvedimenti adottati dalla mia giunta – dice il sindaco di Viterbo Marini - con particolare riferimento alle iniziative mirate a sensibilizzare la cittadinanza sul problema arsenico». Il magistrato ha chiesto al primo cittadino notizie anche sui provvedimenti che intende adottare per risolvere definitivamente la questione. «Ho risposto - aggiunge - che l'obiettivo finale è l'installazione di dearsenificatori ai vari pozzi che alimentano i nostri acquedotti. Ma per raggiungerlo abbiamo bisogno di appositi finanziamenti dalla Regione Lazio». Altre domande hanno riguardato l'attuazione dei provvedimenti richiesti dalla Regione Lazio e lo stato dell'arte sull' installazione di fontanelle con acqua dearsenificata. «Ho ribadito - conclude Marini - che stiamo lavorando per allestirle nei tre punti del capoluogo in l'arsenico è fuori norma».
L’OPPOSIZIONE: « RIDURRE LE BOLLETTE» - Intanto in consiglio regionale è ancora polemica tra l’opposizione e l’assessore all’Ambiente Marco Mattei. Claudio Bucci (Idv) chiede la «riduzione delle bollette sinchè l’acqua non rientrerà nei valori previsti dalla legge» mentre Nando Bonessio (Verdi) osserva che «il problema è che i cittadini subiscono gli effetti dell'arsenico, che è bene ricordarlo si accumula nell'organismo, da molto prima dell'entrata in vigore della direttiva europea nel 2003. Siamo convinti che nonostante la deroga arrivata da Bruxelles l'emergenza non sia finita e sia necessario intervenire subito». Infine le accuse di Sel, per bocca del Guglielmo Abbondati, coordinatore regionale, e Claudio Pelagallo, dell'Assemblea nazionale: «La deroga Ue non cambia gli effetti sulla salute umana perchè l'acqua non si depura con le norme, ma con interventi di risanamento».
«IL CENTROSINISTRA CONSENTI’ ARSENICO A 50 MG/L» - Mattei però ribadisce che la «deroga rientra nei limiti, in accordo con le linee guida dell’Organizzazione mondiale per la sanità, per l'acqua potabile che può essere somministrata per brevi periodi in tutta sicurezza, evitando ovviamente l'utilizzo da parte dei soggetti a rischio e in particolare ai bambini sotto i tre anni”». L’assessore alla Sanità infine puntualizza polemico: «Non dimentichiamo che negli anni in cui Verdi e Sel avevano responsabilità di governo, con Marrazzo prima e Montino poi, è stata autorizzata l'erogazione di acqua potabile con concentrazione di arsenico a 50 milligrammi per litro e che persino la loro ultima richiesta di deroga alla Ue, che risale al 2009, si attestava su tale valore».
IL COMMISSARIO UE : «ITALIA INADEMPIENTE» - Secondo Janez Potocnik, il commissario Ue all’ambiente che l’ha firmata, la deroga «è stata valutata sulla base di dati scientifici dell'Organizzazione Mondiale della Sanità». Fino al 31 dicembre 2012, il limite massimo ammesso passa da 10 milligrammi/litro a 20 milligrammi/litro ma non sono concessi limiti superiori ai 20 milligrammi, «perchè - ha aggiunto Potocnik - potrebbero causare danni alla salute». Il Commissario ha poi sottolineato che ogni Stato membro deve fornire un rendiconto triennale relativo alla presenza di sostanze nell'acqua e per quanto riguarda l'esercizio 2005-2006, «l'Italia non ha ancora fornito la sua documentazione».
Alessandro Fulloni
30 marzo 2011(ultima modifica: 31 marzo 2011)
Per evitare una Malagrotta II ad Allumiere serve restare uniti
Da civonline.it
"Il consigliere provinciale di SeL preoccupato per il silenzio del Ministro La Russa, Moscherini pensa ad un consiglio comunale congiunto per il 18 aprile a Civitavecchia
Torna sul tema rifiuti il consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà Gino De Paolis. Non vuole entrare nel merito delle critiche avanzate dal movimento politico Freedom e, in particolare, dalla coordinatrice Fabiana Attig, facendo intendere che qualcuno non ha letto bene i documenti prodotti in due anni dal partito e, in particolare, da lui stesso. Ma non ci sta a vedere vanificato proprio questo lavoro di ferma contrarietà all’ipotesi dei rifiuti sul territorio, in termini di discarica o di qualsiasi tipo di incenerimento. «Impossibile che una frase male interpretata - ha spiegato - possa cancellare la storia politica di due anni». E ha ricordato così le mozioni del 2009, del 2010 e l’ultima della scorsa settimana, con la Provincia di Roma che ha ribadito il proprio ‘‘no’’ a questo tipo di ipotesi. «Un’ipotesi che - ha aggiunto - più passa il tempo e più sembra essere tutt’altro che remota». Il silenzio di queste settimane, soprattutto da parte del ministro Ignazio La Russa e dei vertici militari, secondo De Paolis sembra essere più eloquente di qualsiasi altro discorso. «Entro il 28 febbraio scorso - ha ricordato il consigliere - il protocollo di intesa tra il Ministero della Difesa e il sindaco di Roma Gianni Alemanno sarebbe dovuto entrare nella sua fase operativa. Che fine ha fatto? Non lo sappiamo. Nessuno risponde. Nessuno ha chiarito questo importante aspetto. Su questo abbiamo chiesto accesso agli atti anche attraverso un cosnigliere comunale di Roma; ma non siamo riusciti ad avere ancora nulla. Eppure giungono voci preoccupanti che il protocollo stia andando avanti. Alemanno ha detto che entro aprile verrà individuato il sito per la discarica, che malagrotta sarà chiusa e che l’alternativa non sarà l’area dei Monti dell’Ortaccio: queste dichiarazioni ci fanno tremare e ci preoccupano». Da qui l’invito del consigliere Gino De Paolis alla mobilitazione del territorio. «Basta con le divisioni - ha aggiunto - e con le polemiche che non fanno altro che distogliere l’attenzione del problema: la politica locale deve mostrare unità e senso di responsabilità. In questo senso il comune di Civitavecchia sia capofila per un un’azione concreta e forte: venga chiesto un incontro con la Russa, venga disposto un documento di contrarietà. Ladispoli e Santa Marinella lo hanno già fatto, approvando una mozione in consiglio comunale. E Civitavecchia? I sindaci del comprensorio devono alzare la voce». Intanto sembra proprio che il sindaco Moscherini voglia convocare per la metà di aprile, forse per lunedì 18, un consiglio comunale congiunto all’aula Pucci.
DaGe
30 marzo 2011
Civitavecchia, i luoghi da bonificare
Sono anni che andiamo ripetendo cose come queste, non può che farci piacere se ogni tanto qualcun altro se ne ricorda. Da BigNotizie, un intervento di Guerrini e Cosimi
"a proposito di amianto [...] ci sorprende quindi che, nel caso Italcementi, visibilmente molto più grave, nessuno finora si sia mosso.
Riteniamo che la questione vada presa subito in considerazione al fine di predisporre una apposita normativa (al momento assente) che preveda l'obbligo di bonificare aree ed impianti dismessi, a carico delle imprese che hanno utilizzato i siti.
Rammentiamo che giace inascoltata a tutt'oggi una mozione urgente presentata dal sottoscritto oltre cinque mesi fa riguardante i rischi ecologici che gravano impunemente sulla nostra città, che oltre a quella ITALCEMENTI segnalava altre "bombe ecologiche" disseminate in città, come:
i Depositi Costieri, che a detta di molti, attraverso perdite o versamenti hanno inquinato in Profondi à il terreno circostante;
i Sili all'interno dell'area portuale delle cui colonie di ratti si favoleggia in città;
il Parco nafta di TVN recentemente dimesso, del quale ci chiediamo se è stato bonificata l'area su cui sorgeva;
Fiumaretta, sulla cui area non siamo certi che non vi sia ancora presenza di amianto".
29 marzo 2011
Benessere targato TVN
"Ieri notte (sabato scorso, Ndr) a Civitavecchia nubi artificiali hanno ricoperto la città... e ci dicono che le polveri fini vengono dal Sahara. Povera popolazione."
Coordinamento dei Medici per l'Ambiente
Di Gennaro: l'apparato cardiocircolatorio minacciato dall'inquinamento di TVN
"L'inquinamento atmosferico da polveri fini fa male al cuore. Numerosi studi lo hanno dimostrato e molti se ne aggiungono di continuo a sostegno di questa negativa correlazione. Due recenti studi pubblicati su JACC ( Journal of American Cardiovascular Cardiology ) nel novembre 2010 e nel gennaio 2011 riportano preoccupanti dati a conferma del danno da polveri fini. In uno di questi viene, infatti, dimostrata una chiara associazione tra esposizione a lungo termine al PM 2.5 e rischio di aterosclerosi carotidea.
Nel secondo viene, invece, dimostrato come una breve esposizione di due ore ad una elevata concentrazione di polveri fini nell'aria respirata determina, in soggetti sani, un'alterazione delle proprietà elettriche del cuore che può predisporre alla comparsa di aritmie cardiache. Tanto più grave potrebbe essere questo effetto in pazienti affetti da altre patologie cardiache quali l'ischemia cardiaca, l'ipertensione etc.
Oggi anche i responsabili della gestione delle centrali termoelettriche sono a conoscenza dei questi dati. Non si potrà dire domani, di fronte a precise responsabilità nei confronti della salute dei cittadini, "io non sapevo " come già successo con il problema dell'amianto. Ma, prima ancora delle implicazioni di carattere penale, considerazioni di carattere etico e morale dovrebbero indurre i responsabili gestionali ad evitare quelle pestilenziali nuvolaglie che sempre più spesso deturpano il nostro cielo. Forse, però, è aspettarsi troppo da chi agisce sulla base di logiche di profitto e non del bene comune. Non è troppo, invece, pretendere che chi deve parlare a difesa della nostra salute, ovvero il nostro sindaco, condanni quelle " nuvolaglie " e pretenda che il carbone sia "pulito" sia di giorno che di notte, con il vento o senza vento, con le nuvole o senza le nuvole.
Dott. Marco Di Gennaro
Centrale di Bastardo, intervento del Comitato per l'ambiente di Gualdo Cattaneo
Comunicato stampa del Comitato per l'ambiente di Gualdo Cattaneo
"In risposta delle gravissime dichiarazioni - ai limiti dell'insulto personale - recentemente diffuse a mezzo stampa da uno o più individui che si identificano con la sigla "RSU" dei lavoratori della centrale "Vannucci" di Gualdo Cattaneo ai danni di Oliviero Dottorini e alle altrettanto gravi farneticazioni del capogruppo socialista in Consiglio Regionale Buconi in merito alla vicenda della centrale a carbone, il Comitato per l'ambiente tiene a precisare quanto segue :
1. sia noi come comitato sia Oliviero Dottorini in qualità di unico politico ad aver - in modo manifestamamente disinteressato - abbracciato la nostra causa, da ANNI chiediamo chiarezza in merito alle reali conseguenze dell'attività della centrale a carbone: nella fattispecie chiediamo che venga realizzato uno studio epidemiologico che parta da un dato di fatto reale, ovvero l'insolito incremento delle malattie linfoproliferative del sangue e del midollo osseo verificatosi a partire dal biennio 2006-2007.
2. chiediamo che il Sindaco Pensi RENDA PUBBLICO lo studio di valutazione di rischio chimico redatto dal Prof. Federico Valerio dell'Istituto Tumori di Genova in relazione all'attività dell'impianto di Ponte di Ferro: detto studio è stato realizzato grazie all'interessamento del Comitato stesso in seno alla Commissione Ambiente, attiva nel corso dell'Amministrazione Giancarlini, ma che il neosindaco Pensi non ha ritenuto opportuno ripristinare. Quindi si chiede che un documento PAGATO DAI CITTADINI sia reso pubblico ed accessibile a tutti.
3. da alcuni anni il Comitato utilizza in varie occasioni documento, scaricabile al sito http://info-cagc.blogspot.com, per chiedere una serie di delucidazioni in merito all'attività dell'impianto a carbone di Ponte di Ferro. Nella fattispecie si chiede se la centrale sia a norma dal punto di vista antisismico, se le parti contententi amianto siano state messe tutte in sicurezza, se sia stata fatta una valutazione di incidenza in merito all'inquinamento acustico, quale sia la destinazione dei fanghi tossici di risulta, quali siano le condizioni in base alle analisi chimico-fisiche delle acque reflue di raffreddamento, se vengano fatti screening preiodici sui lavoratori dell'impianto in relazione all'esposizione ai metalli pesanti (altamente cancerogeni) contenuti nel carbone quali cadmio, vanadio, zinco, mercurio e soprattutto ARSENICO. Oltre a queste sopra elencate vengono poste, DA ANNI, numerose altre domande a cui NESSUNO, ne' l'Arpa, ne' il Comune e ne' la Direzione della centrale a carbone, ne' tantomeno la rappresentanza sindacale RSU hanno ritenuto opportuno rispondere.
4. e proprio per rispondere ai signori che si celano dietro la sigla RSU vorremmo ricordare che la cenrtrale a carbone "Vannucci" di Pote di Ferro ha, PER ANNI, bruciato tonnellate di rifiuti tossico-nocivi, ovvero CENERI INESAUSTE DI OLIO COMBUSTIBILE DENSO provenienti da Montalto di Castro, e ciò è avvenuto nel SILENZIO TOMBALE di tutti, Amministrazione Comunale, Arpa, Provincia, Regione e SOPRATTUTTO rappresentanze sindacali: se qualcosa che si è venuto a sapere è stato grazie al senso civico di alcuni lavoratori dell'impianto in questione ai quali stava a cuore la salute dei propri figli, e che rifiutandosi di sottoastare alle logiche del servilismo hanno puntualmente segnalato le anomalie.
Se la smettano quindi di propinare falsità strumentali questi 3 o 4 individui che, nascondendosi dietro ad una sigla altisonante, vogliono far credere di avere un seguito fra i lavoratori. Spieghino piuttosto dov'erano quando si bruciavano le ceneri tossiche nel 1995 e si volevano bruciare le farine animali nel 2000. Spieghino una volta per tutte perchè allora si guardarono bene dal prendere posizioni pubbliche sul problema che TUTTI volevano tenere ben nascosto.
5. a questo punto non rimane che ricorrere a tre strumenti di partecipazione democratica per difendere il nostro territorio: l'INFORMAZIONE, la MOBILITAZIONE e soprattutto la VIA GIUDIZIARIA. Stiano pur sicuri i sedicenti signori della RSU e gli ultimi accoliti del craxismo rampante che prestano loro il fianco, che i cittadini non arretranno di un solo millimetro. HIC SUNT LEONES.
Enrico Cerquiglini e Raoul Mantini
PORTAVOCE DEL COMITATO PER L'AMBIENTE DI GUALDO CATTANEO
26 marzo 2011
Bosco TVN, esposto in Procura
Bosco TVN, Forum Ambientalista e Comitato naturalmente presentano un esposto in Procura. Da BigNotizie.it
"Adesso sarà anche la procura della Repubblica ad occuparsi della mancata realizzazione del bosco dietro la centrale di Tvn. Il Forum Ambientalista e il Comitato NaruralMente, ieri hanno infatti presentato un esposto presso il palazzo di giustizia di Civitavecchia. "Il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell'Ambiente sono stati chiari - dice una nota congiunta delle due associazioni - alla richiesta dell'ENEL spa, su proposta del Comune di Civitavecchia, di individuare una soluzione alternativa al Parco Serbatoi, hanno contrapposto la necessità di ottemperare le prescrizioni Via e, quindi "di procedere senza indugi secondo il progetto a suo tempo approvato." (cit Nota MSE 0004890 del 07.03.2011 indirizzata a Vittorio Petrelli a firma Dr.sa Sara Romano).
Una presa di posizione netta, tesa a ristabilire il rispetto delle regole, o per meglio dirla nella fattispecie, delle prescrizioni, e che coincide con quanto richiesto con la petizione "Sì alla realizzazione del bosco di 40 ettari nelle aree attigue alla Centrale di Torrevaldaliga Nord" depositata presso gli stessi ministeri corredata da circa 3000 firme.
Ed è proprio sulla base di quanto contenuto nella citata nota MSE relativamente alla "presenza di un volume considerevole di materiale di dragaggio stimato in 327.000 metri cubi" nell'area destinata alla realizzazione del Parco serbatoi, considerando che i sedimenti dragati sono classificati come rifiuti a tutti gli effetti, come ben specificato da un'acclarata giurisprudenza, e non risultando sia stata rilasciata alcuna autorizzazione né allo scarico né allo stoccaggio temporaneo di rifiuti nell'area in questione, che il Forum Ambientalista e il comitato "NaturalMente" hanno chiesto alla Procura della Repubblica di intervenire, per quanto di propria competenza, sia al fine di far si che vengano rispettate le prescrizioni di legge e ne venga velocizzata l'ottemperanza sia al fine di verificare se possano sussistere eventuali ipotesi di reato circa quanto sta avvenendo nell'area destinata ad ospitare detto bosco.
Una mossa alla quale si è stati costretti - nella piena convinzione che il realizzando bosco di 40 ettari nell'area attigua alla centrale di TVN, sia un ben comune da tutelare non barattabile da alcuno - dal vuoto istituzionale lasciato dal Sindaco e dall'Amministrazione da lui guidata, che imbavagliata dalle compensazioni economiche e a tutti altri affari interessata, è risultata sorda alle richieste dei cittadini, muta davanti alla mancata ottemperanza delle prescrizioni e cieca davanti alle continue violazioni delle norme vigenti poste in essere dall'ente energetico.
Un triste "non vedo non sento non parlo" i cui nefandi effetti sono visibili nel degrado ambientale e sanitario in cui sta affogando la comunità cittadina e nella scarsa considerazione in cui la stessa è tenuta da quanti ne vorrebbero fare l'immondezzaio d'Italia.
Resta in agguato l'ipotesi cdr a Torrevaldaliga Nord
Da TrcGiornale.it
"Il consiglio provinciale ha detto no alla mega discarica della Farnesiana, ma ha anche lasciato una porta aperta all'utilizzo di cdr alla centrale di Torre Nord". Lo sostiene la coordinatrice di Freedom, Fabiana Attig, che cita il testo della mozione approvata a Palazzo Valentini dove si parla di "totale ed assoluta contrarietà all'utilizzo del territorio di Allumiere per stoccare il CDR in attesa del relativo eventuale utilizzo nella centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord".
La Attig si chiede quindi cosa ci sia di nascosto nella vicenda e chiede chiarimenti al consigliere provinciale di SEL, Gino De Paolis, al sindaco Moscherini e alla stessa Enel. "E' ora - aggiunge - che questo muro di omertà, di furbizie, di raggiri nei confronti della gente, venga abbattuto e che chi ci governa dica chiaramente come stanno le cose e si assuma le responsabilità politiche".
21 marzo 2011
Nuova tragedia nelle miniere di carbone
E' il Pakistan il teatro dell'ennesima tragedia in miniera:
"Almeno dieci persone sono morte in Pakistan ed altre 42 sono rimaste intrappolate con poche speranze di salvezza per tre successive esplosioni di gas metano che hanno fatto crollare alcune gallerie di una miniera di carbone nella zona di Surran, a 35 chilometri da Quetta, capoluogo del Baluchistan. Lo riferiscono le tv pachistane.
La pressoché nulla possibilità di sopravvivenza dei minatori rimasti bloccati è che l'incidente è avvenuto quando si trovavano al lavoro a 1'200 metri di profondità.
Alle operazioni di soccorso, che continuano nella notte, partecipano anche elementi dell'esercito.
(ats) Fonte: BlueWin
Ma negli spot degli inquinatori, il carbone è sempre più pulito.
19 marzo 2011
L'ovvio che inganna
Riceviamo e pubblichiamo
"Due articoli comparsi sulla stampa recentemente sembrano stuzzicare il senso ironico dei “pensanti” circa l’ovvia strumentalizzazione di eventi che pesano tragicamente sulla nostra realtà sociale. Di questi , il primo , sembra essere “deprimente” per il suo cinismo che , partendo dai tragici eventi che stanno martoriando il Giappone , cerca di attuare una “squallida” ricerca di consensi : con la sua affermazione “ …dopo il Giappone impensabile il nucleare a Montalto…..”, la “cangiante” Attig Sig. Fabiana sfiora il “comico” se non l’assurdo con il voler rimarcare la “pericolosità” del nucleare in un distretto industriale in cui , qualcuno a Lei molto vicino consentendo la conversione a carbone di Tvn , ha già compiuto un omicidio “differito” di massa , che nulla ha da invidiare al disastro in corso in Giappone .Ma forse , la Sig. Attig vorrebbe chiudere al nucleare per aprire ad un’altra centrale a “carbone” oppure a “CDR-Q” di balloniana ispirazione? Oppure ancora , ha finalmente scoperto che oggi non ci può essere spazio per risorse energetiche appartenenti a filosofie energetiche risalenti al secolo ormai scorso , nucleare in testa e carbone o cdr-q in coda ? Sig. Attig ci usi la cortesia di risparmiarci i suoi maldestri tentativi di cavalcare un’onda che disegna il tramonto di tecnologie energetiche appartenenti ad un’altra epoca.: lo sapevamo tutti che il carbone era “desueto”, che il nucleare era in abbandono , che il CDR ,di qualunque tipo esso sia , apparteneva ad un’ipotesi tecnologica micidiale, non ci occorreva il suo “illuminante” intervento!. Le consiglio, peraltro e per avere conferma di ciò, di fare una ricerca statistica , attraverso la distribuzione di modulistica “ad hoc” per saggiare il pensiero dei contribuenti in merito, come già ha validamente fatto in un recente passato per i “pendolari” con i risultati che tutti conoscono , pendolari per primi! Il secondo vede protagonista il Sig.Tidei on Pietro che rivolgendosi ai sindaci del comprensorio li accusa di “inerzia” nei confronti dell’ENEL: in questo specifico caso mi viene solo voglia di “sghignazzare” perché la “risata” appartiene alla sana capacità di scoprire il lato “comico” di un evento ma qui di “comico” non c’é proprio nulla, anzi direi che c’é del “tragico”: come si può avere il coraggio blasfemo di fare politica sulla pelle della gente , dimenticando il proprio diuturno rapporto lavorativo con l’Enel proprio nel settore più significativo , ovvero quello legale? Ma on.Tidei Lei non é stato sindaco della città ed in veste di primo cittadino perché non ha mai aperto una qualunque vertenza circa l’inquinamento da “olio pesante” di cui la centrale era all’epoca responsabile? Le consiglio di leggere gli atti del processo e della recente condanna dei vertici Enel della Centrale di Porto Tolle funzionante ad “olio pesante” e della quale si é ventilata la “ conversione a carbone” ….avrà di che pensare e di che riflettere, però abbia l’onestà morale di farlo prima su sé stesso e poi , se ne avrà ancora la voglia ed il coraggio , anche sugli altri! Non posso che commentare gli eventi in argomento con le parole di Conan Doyle : “….. nulla é più ingannevole dell’ovvio……” specialmente in politica !!!
il Segretario Federale Fiamma Tricolore - G.Pedrini
Civitavecchia, a volte respirare è un rischio per la salute
Civitavecchia, commento del Consigliere Comunale Manuedda al comunicato diramato dal dott. Coleine rispetto ai gravi dati di inquinamento emersi nella scorsa settimana a Civitavecchia
L’infelice comunicato del dott. Manrico Coleine, presidente del consorzio per la gestione del milione di euro elargito annualmente dall’Enel, impone alcune precisazioni.
Non solo nella giornata di lunedì, come sostenuto da Coleine, ma per due giorni, lunedì 14 e martedì 15, sia la centralina di Arpalazio, unica valida ai fini di legge, sia quelle del consorzio moscheriniano, hanno registrato a Civitavecchia significativi superamenti del limite giornaliero previsto per le polveri sottili, in particolare per il PM10.
È bene ricordare che nella giornata di martedì lo sforamento ha riguardato anche Tolfa e Allumiere, mentre in entrambi i giorni hanno rilevato valori superiori al limite le centraline di Santa Severa, Tarquinia e Monte Romano.
Per capire, poi, come abbia fatto il presidente Coleine a comunicare l’assenza di superamenti dei limiti per il PM2,5, bisognerebbe rivolgersi ad un esperto del paranormale, non essendo installati sul nostro territorio rilevatori per questo tipo di inquinante.
Nelle giornate di lunedì e martedì, dunque, abbiamo respirato aria malsana, come accade spesso, del resto, ma con l’unica differenza che stavolta risulta da qualche parte.
Una situazione in cui, per usare le parole dell’Arpa, “aumenta la probabilità di accusare sintomi per i soggetti particolarmente sensibili. Anche gli adulti sani possono manifestare difficoltà respiratorie e cardiache, soprattutto durante attività fisiche intense e prolungate all’aperto”. Se invece vogliamo seguire la definizione di qualità dell’aria “scadente”, usata dal consorzio del dott. Coleine, il concetto non cambia: “Tutti possono cominciare ad avvertire effetti sulla salute. I membri dei gruppi sensibili possono invece avvertire effetti più seri”.
Chiarito che per “soggetti sensibili” si intendono le persone anziane, quelle con malattie cardiocircolatorie e polmonari, i neonati e i bambini, a Civitavecchia, nelle giornate di lunedì e martedì siamo stati tutti esposti a rischi o ad effetti negativi sulla salute senza essere avvertiti in tempo utile.
Licenziare, a due giorni di distanza, un comunicato come quello del dott. Coleine, equivale a rivolgersi a un cadavere dicendo: “A proposito! L’altro ieri ti hanno sparato in fronte, ma non ti preoccupare… Adesso ce ne siamo accorti”.
Preso atto dell’irreparabile ritardo, il signor Coleine, come medico prima che come presidente del consorzio finanziato dall’Enel, avrebbe fatto meglio a rimanere in silenzio e, magari, anche se ormai si tratta di una pratica mitologica, rassegnare le dimissioni.
Al contrario, solo dopo che le foto dei pannelli che definivano “scadente” l’aria già respirata hanno iniziato a circolare su internet, il dott. Coleine ha ritenuto doveroso intervenire, rispolverando, è proprio il caso di dirlo, la leggendaria teoria della sabbia del Sahara portata nei nostri polmoni e, soprattutto, nelle centraline dal provvidenziale scirocco. Peggio ancora, il presidente ci comunica che il fenomeno era stato previsto dall’Arpa, senza che per questo abbia sentito il bisogno di avvisare la popolazione in anticipo.
In effetti, nel bollettino del 14 marzo l’Arpa aveva previsto “l’influenza di eventi di trasporto da lunga distanza di PM10 provenienti dalle regioni nord-africane”. Peccato, per gli ineffabili sostenitori della teoria della sabbia assassina, che la stessa situazione, se non peggiore, si può riscontrare, ad esempio, per il 2010, nelle date del 13 e 14 giugno, 26 marzo e 19 febbraio, senza che le nostre centraline abbiano mai registrato un superamento dei limiti di PM10.
Escluso, quindi, che le polveri provenienti dall’Africa abbiano causato lo schifo che ci siamo respirati, sarebbe giusto trovare le cause. Mi sembra chiaro che non potrà essere il consorzio presieduto dal dott. Coleine a farlo e, probabilmente, neanche l’Arpa, che si può annoverare tra i sostenitori della prima ora della “pista africana” e per la quale a Civitavecchia l’aria è invidiabile, come dimostra l’inesorabile centralina del Parco della Resistenza, che nel 2010, in una città di 50.000 abitanti con il suo traffico veicolare e un’autostrada, due centrali termoelettriche di cui una a carbone e un porto che inquina come una centrale, ha registrato 0 (ZERO) superamenti del limite per il PM10.
Temo che quello del 14 e 15 marzo 2011 sarà l’ennesimo delitto perfetto, anche se, considerato che il traffico non è stato più intenso del solito, non c’è stato un gran premio di Formula Uno, le navi da crociera non sono ancora arrivate, il cementificio dovrebbe essere spento, non ci sono stati incendi, la soluzione sembra proprio a portata di mano. Potrebbero essere le centrali, magari quella a carbone… Ma no, è impossibile… Quelle emettono condensa dal vago profumo di violetta. Ma allora, non rimangono che i caminetti a legna… Certo! I caminetti a legna, come ho fatto a non pensarci subito!
Rinnovabili, subito.
Da L'Espresso a firma di Ignazio Marino
"Le emozioni suscitate dal terribile disastro che sta sconvolgendo il Giappone, con gravi ripercussioni su tutto il pianeta, hanno risvegliato incubi. Certo è che in Italia oggi il nucleare non piace a nessuno. e le ragioni non sono affatto emotive. Si pensi anzitutto al problema di maggiore attualità: il rischio di incidenti. I fautori del nucleare sostengono che i più moderni sistemi di costruzione sono assolutamente sicuri e non c'è dubbio che le centrali più recenti abbiano standard di sicurezza molto elevati ma poi ci sono i fatti che, evidentemente, dimostrano come un incidente non si possa mai escludere e, come si dice, 'a nuclear accident anywhere is an accident everywhere'. Ma incidente non è il termine adatto perché le parole per descrivere le conseguenze dell'esposizione alle radiazioni sono leucemia, cancro, sterilità, anemia, infezioni, malformazioni, alterazioni genetiche e cromosomiche, e il rischio di tali terribili malattie perdura molti anni dopo l'esplosione di un reattore.
D'altra parte, la crescita del consumo di energie ottenute da combustibili fossili (carbone, gas e petrolio) ha creato a sua volta enormi problemi all'umanità, dall'inquinamento al surriscaldamento, dalle instabili relazioni con i paesi produttori di petrolio ai vincoli economici legati al prezzo del greggio. E poi nemmeno le fonti di origine fossile sono esenti dal rischio incidenti, basti pensare all'incendio di Centralia, in Pennsylvania, quando nel 1962 andò a fuoco una miniera di carbone producendo emissione di gas tossici e voragini nel terreno, rendendo necessaria l'evacuazione permanente di tutta l'area, una superficie pari a quattro volte lo Stato del Vaticano. Dunque servono nuove fonti di energia: ma non sarebbe più sensato concentrarsi su quelle che pongono meno problemi? Nel caso del nucleare, oltre ai rischi legati a disastri naturali o incidenti, ci sono altri elementi pieni di incognite.
Le parole del Nobel Carlo Rubbia non dovrebbero lasciare indifferenti: «Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? Se non c'è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano. E se non si riesce a risolvere il problema della costruzione di un inceneritore per bruciare l'immondizia, come riusciremo a sistemare queste grandissime quantità di scorie nucleari che nessuno al mondo sa ancora smaltire?».
Perché le scorie, ovvero i rifiuti del nucleare, sono estremamente tossiche e destinate a restare attive per migliaia di anni. Nessuno ha ancora trovato il modo per smaltirle e anche il progetto americano più ambizioso (tunnel profondi nel deserto del Nevada) dopo vent'anni di studi e 7,7 miliardi di dollari spesi dal governo federale con le tasse dei contribuenti, alla fine è stato sospeso perché non abbastanza sicuro.
Per non parlare dello smantellamento delle centrali nucleari che hanno terminato il ciclo di produzione, operazione complessa, pericolosa e molto costosa, che oggi in genere viene rimandata in attesa che la radioattività diminuisca e nella speranza che il progresso tecnologico renda più facili le operazioni. La Gran Bretagna, per esempio, non sapendo come affrontare la questione ha deciso di posticiparla di cento anni. Con tanti auguri a chi verrà dopo.
Quanto al nostro Paese, possiamo solo riconoscere che non abbiamo petrolio, né metano, né carbone ma non abbiamo nemmeno uranio dunque, anche sviluppando il nucleare, cambieremo fornitori ma resteremo dipendenti. Dovremo comprare l'uranio da chi lo possiede, considerando che si tratta comunque di una fonte di energia destinata ad esaurirsi prima del 2100.
Di fronte alla domanda crescente, la risposta della politica è stata sempre quella di aumentare le importazioni mentre la prima cosa da fare sarebbe consumare meno, risparmiare energia e, soprattutto, usarla in modo più efficiente. � possibile con il migliore isolamento delle case, con l'energia geotermica attraverso l'estrazione del calore dalle rocce profonde, il potenziamento dei mezzi pubblici, lo spostamento delle merci su rotaie e via nave, come del resto chiede anche l'Europa che obbliga a ridurre i consumi del 20 per cento entro il 2020.
Le energie alternative sono il settore in cui investire e costruire il futuro. Soprattutto perché l'Italia ha una grande risorsa naturale che è il sole, una fonte energetica che durerà per i prossimi 4 miliardi di anni e che, come sostiene il professor Vincenzo Balzani, chimico molecolare di fama mondiale, «rappresenta una stazione di servizio sempre aperta che invia una quantità di energia diecimila volte superiore a quella che l'intera umanità consuma».
Carbone a Saline Ioniche, intervengono le Associazioni dell’Area Grecanica
Comunicato stampa del Coordinamento delle Associazioni dell’Area Grecanica
Senza chiedere il permesso a nessuno. Sulla centrale a carbone abbiamo delle opinioni diverse. Rappresentiamo interessi diversi. Noi vogliamo rappresentare gli interessi veri di questa terra. Senza dover chiedere il permesso a qualcuno. Senza che qualcuno voglia imporci i segni del suo dominio: anche culturale. Abbiamo una idea diversa dello sviluppo per la nostra Area Grecanica. Infatti, dopo la prima, assemblea del No al carbone, nessuno degli appartenenti al Coordinamento delle Associazioni, si è esaltato per la grande partecipazione che si è registrata all’evento.
Tantomeno ci abbattiamo oggi, che c’è stata una minore partecipazione, comunque non dovuta disinteresse, ma all’accavallarsi di eventi che non stiamo qui ad elencare.
Notiamo, comunque, che il Sig.D’Aquaro è un ragioniere meticoloso che scrive pagelle e assegna voti. Lo ringraziamo per la sua magnanima attenzione. A lui non sfugge nulla, salvo che rispondere alle domande sulle quantità dei veleni che verranno sparsi dalla centrale a carbone, che loro definiscono pulita, sulle conseguenze che questi veleni avranno per la salute di noi tutti e sui livelli di riscaldamento del mare nell’area circostante?
Ci sono degli studi che valutino le possibili conseguenze sulle persone e sull’ambiente?
O queste domande hanno un sapore ideologico?
Ci risparmi, la Sei, di ripetere che la Co2 non è un veleno. Lo sappiamo. E’ il suo eccesso nell’atmosfera che provoca conseguenze sul clima. A Cancun qualche mese fa, di questo hanno parlato i capi di governo del Pianeta Terra. Il carbone è il primo accusato. L’Onu da tempo insiste sui pericoli per il clima sulla Terra, e chiede interventi decisi. Lo stesso fa l’UE; il 2020 è una data vicina e importante. Il Sig. D’Aquaro, però, non parla di tutti i veleni che saranno emessi, a tonnellate, dalla centrale. Bontà sua, invece, il Dr Bocchiola, in una intervista, ammette che qualcosa c’è. Posso dire che questo non ci tranquillizza per niente? Anzi! E quale sicurezza può dare il costruire una centrale a carbone, in un area a forte rischio sismico, come la nostra terra. Sappiamo già che la tecnologia adottata ha previsto tutto; quindi nessun pericolo come in Giappone per il nucleare.
Il Sig. D’Aquaro si concede di dire, davanti a tutti, che la dignità della nostra Gente, di cui noi siamo figli, per noi è sconosciuta. Difenda pure, da consigliere pagato qual è, il progetto Sei, ma ricordi, questo caro Signore, che non tocca a lui elargire patenti di dignità.
Legga, o rilegga, Corrado Alvaro, sul senso della dignità dei Calabresi. Quegli scritti hanno un valore anche per l’oggi.
Nella assemblea ultima, noi, si voleva fare il punto della situazione relativa al progetto della Sei. Ribadendo il nostro No,anche perché idee e progetti per uno sviluppo diverso di questa area ce ne sono.
Progetti che partono dalle nostre risorse naturali, paesaggistiche, culturali e dai nostri antichi paesi; nonché dal mare e dalla montagna. Il carbone per tutto ciò non ci interessa. Vogliamo pensare e agiamo,alla luce del sole, per farne a meno.
Vorremmo ricordare, che il Gal Area Grecanica ha avuto un progetto finanziato con fondi UE, da parte della nostra Regione. Sono circa 8 milioni di euro, comprensive della quota parte dei privati.
Il Gal è una agenzia per lo sviluppo, promossa dalla UE, di cui fanno parte i Comuni dell’area, associazioni, camera di commercio, privati ecc. Per dire che ci sono professionalità e talenti anche dalle nostre parti. Vorremmo ricordare Portus, un progetto di riqualificazione dell’area ex Liquichimica premiato alla biennale di Venezia, frutto dell’ingegno e talento di professionisti Reggini. Abbiamo espresso il nostro apprezzamento sulla decisione del nostro governo Regionale su un finanziamento per rendere agibile il porto di Saline.
Che cos’è? In Svizzera, nel Cantone dei Grigioni, molti sono contro le centrali a carbone che la Sei Repower vorrebbe costruire a Saline e ad Amburgo e stanno proponendo un referendum popolare. Ad aprile si voterà per il rinnovo del governo cantonale e la Repower è una società con il 46 % di azioni detenuto dal Cantone. Quindi utilizza, anche, soldi dei cittadini contribuenti di quel Cantone. Non era una società del tutto privata?!
La Sei Repower di queste cose non parla. Noi SI.
O, forse, ha un sapore di ideologia porre, anche da parte della libera stampa, queste domande alla Sei?
Perché la stampa, non tutta, ha qualche impaccio, forse, nel porre, anche queste domande alla Sei Repower?
E magari parlando del No al carbone dice che è un no ideologico.
Fulvio Conti (a.d. enel) sul nucleare: "non fidatevi dell'emotività". Anzi sì...Beh, ogni tanto.
Fidatevi della vstra emotività, ma solo quando guardate gli spot menzogneri di enel, stracolmi di fiorellini, verde, sole, ed energia pulita. Vi fanno sentire bene? Era quello lo scopo dell'operazione, farvi dimenticare che Enel è il primo inquinatore sul suolo italiano.
Ma non fidatevi della vostra emotività quando vi prende il panico di fronte a un disastro nucleare che sta devastando un'area del Giappone e la renderà inabitabile per sempre. Enel sta investendo in nucleare: non va bene mettergli i bastoni tra le ruote.
Una sola parola come risposta: VERGOGNA
Potenziamento S.S. Aurelia o autostrada a pagamento?
Continua l’impegno del Movimento Nocoke Alto Lazio, di Italia Nostra e di tutti i comitati promotori della costa tosco-laziale, da Livorno a Gaeta, che esprimeranno ragioni del dissenso e proposte alternative all’iniziativa di Sabato 19 marzo nel Palazzo della Provincia di Grosseto in Piazza Dante, dalle 9 alle 14, dove si terrà un dibattito coordinato da Paolo Conti del Corriere della Sera.
Il territorio è in allarme per il pericolo della sciagura dell’autostrada Tirrenica, un’opera inutile e troppo costosa, che non tiene conto delle necessità delle popolazioni che vogliono solo, la messa in sicurezza dell’Aurelia, opera che consentirebbe di evitare altre vittime di incidenti, ma soprattutto salvaguardare il nostro meraviglioso paesaggio della Maremma.
I cittadini impegnati da sempre per la salvaguardia della salute e dell’economia del territorio, sono fermamente decisi ad andare avanti contro la realizzazione di un’autostrada, che ora in maniera ingannevole fanno credere meno impattante, perché realizzata sopra l’Aurelia.
Niente di più bugiardo, visto che oltre allo scempio di cemento asfalto e muri impattanti che taglieranno in due la Maremma, ci vogliono fregare anche una strada statale, per farcela pagare come Autostrada!!
Svegliamoci!
Per questo da domani saremo nelle Piazze per la raccolta firme per sostenere una petizione che chiede la messa in sicurezza dell’Aurelia, gratuita al posto dell’Autostrada a pagamento.
Se ci lasceremo rubare la S.S. Aurelia, perderemo il diritto di spostarci senza prendere l’autostrada, perché le strade secondarie non le faranno per costringere il più possibile anche i residenti a pagare il pedaggio.
La sciagura nucleare in Giappone dimostra la gravità dei pericoli che la Maremma deve affrontare. E' già in funzione una centrale a carbone a Civitavecchia. Si continua a parlare di una centrale nucleare a Montalto di Castro. E di un'autostrada- Corridoio Tirrenico- destinata a stravolgere il paesaggio e l'economia della zona.
Speriamo che dopo la tragedia di Fukushima anche il Governo italiano finisca col capire che non si può proporre il nucleare né a Montalto né altrove in Italia.
18 marzo 2011
...E i colossi del carbone preparano il banchetto
In una situazione in cui tutti i novelli sostenitori del nucleare danno a vedere un certo interessato pentimento,
"Andrea Clavarino, presidente Assocarboni, assicura che in Italia “il carbone è pronto a fare la sua parte”. A patto che il governo “riprenda in mano la barra della politica energetica”. Oggi, spiega, “l’unica alternativa reale, pronta, per produrre energia elettrica è il carbone [...] certamente si farà ricorso al carbone per compensare gli stop alle centrali nucleari in Giappone e in Europa”.
Da IlfattoQuotidiano
Ministro Prestigiacomo: "Fermiamo il nucleare o rischiamo alle prossime elezioni"
"PRESTIGIACOMO: "E' FINITA, USCIAMONE" - "E' finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate". Nell'aula di Montecitorio e' finita da poco la cerimonia di celebrazione del 150o anniversario, e nel corridoio di fronte alla sala del governo il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, si sfoga, lontana da occhi indiscreti, con Paolo Bonaiuti e Giulio Tremonti. Il dibattito sul progetto nucleare del governo si e' infiammato dopo il terremoto in Giappone, ma il ministro ha gia' le idee chiare. A sentire lei, il nucleare italiano non ha
futuro: "E' finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Bisogna uscirne- dice rivolta a Bonaiuti e soprattutto a Tremonti- ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare nulla, si decide tra un mese". Al colloquio, che e' durato una decina di minuti, s'aggiunge poi anche il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani."
Da Agenzia Dire




