No al carbone Alto Lazio

5 febbraio 2008

finanziamenti agli inceneritori coi CIP-6 vergogna: nuovo atto



Colpo di coda velenoso dal dimissionario Prodi, tanto per evitare ogni possibile rimpianto nei confronti del suo governo: riportiamo un articolo comparso su "Il pane e le rose" (vedi qui)

"Insomma, Prodi dimissionario, con un atto autoritario, al limite della legalità e certamente ingiustificato e truffaldino, si è di nuovo piegato alla volontà di petrolieri e di quanti hanno in mano il business dei rifiuti.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, al fine di assicurare la rapida conclusione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti in Campania, ha firmato l’ordinanza che garantisce le agevolazioni tariffarie per la vendita dell’energia elettrica (Cip6). In questo modo - si legge in un comunicato di palazzo Chigi - sara’ possibile procedere piu’ rapidamente alla realizzazione degli impianti di termodistruzione o di gassificazione che saranno realizzati nei territori di Acerra, S.Maria la Fossa e della provincia di Salerno.
Così l'agenzia di stampa AGI del 31 gennaio.

Così Prodi adotta uno dei suoi ultimi provvedimenti da Presidente del Consiglio, forse tra i più indegni che postesse emettere. Perchè? Innanzitutto dobbiamo partire dal significato del CIP6.

Il CIP6 è in sostanza una circolare (la n. 6/1992) del Comitato Interministeriale Prezzi, che stabilisce incentivi e vantaggi per la produzione di energia elettrica senza l'utilizzo di fonti altamente inquinanti, come metano, petrolio o carbone.
Insomma, degli incentivi per la produzione di energia elettrica attraverso le cosidette fonti rinnovabili. Ma, come per magia, a quelle rinnovabili furono aggiunte le fonti assimilate, e cioè: rifiuti, residui di raffinazione, di gas, carbone, molto inquinanti.
Questi incentivi - che fruttano diversi miliardi di euro - sono pagati dai cittadini attraverso la bolletta, tanto che nella stessa bolletta elettrica, è possibile leggere la voce "A3" che costa 60 euro in media in più all'anno.
Sapete fino ad oggi chi ha usufruito degli incentivi CIP6? Queste poduttrici di energia, non proprio conosciuti come accaniti ambientalisti, nè per l'utilizzo di fonti pulite e rinnovabili: Sarlux del Gruppo Saras dei fratelli Moratti (10,8% dei finanziamenti da CIP6); Isap del gruppo ERG (10,2%); Edison (41,2%); Acea-Electrabel (4,3%) Api Energia (3,4%); oltre alla ASM di Brescia, proprietaria del termovalorizzatore della medesima città. Altro che finanziamento ed incentivi alle fonti pulite e rinnovabili. E' stata una lunga presa in giro per tanti anni. Fino ai recenti provvedimenti del governo che, dopo lunghe e dure battaglie e grazie alla pressione costante di gruppi e associazioni ambientalisti, hanno abolito la truffa dei Cip 6.

Ora, in piena crisi rifiuti in Campania, alla quale per porvi definitivamente rimedio sarebbe il caso di pensare ed applicare un ciclo dei rifiuti virtuoso e che, come previsto dalla normativa comunitaria, passi attraverso le fasi di riduzione, riuso, riciclaggio e solo dopo di discariche ed infine incenerimento, proprio ora, dicevo, Prodi ha emesso un'ordinanza di protezione civile per derogare e ammettere ai contributi Cip 6 tre inceneritori. Così, in barba ad una legge approvata dal Parlamento italiano, si consentirà di nuovo la truffa CIP6 per la costruzione degli inceneritori di Acerra, S. Maria di Fossa e Salerno (quest'ultimo tra l'altro neanche ancora progettato). Una truffa portata avanti sotto l'insegna dell'"emergenza". Un'"emergenza" che dura 14 anni.
Si potrà obiettare che un'ordinanza di protezione civile, non potrà che avere una durata circoscritta in un tempo limitato. Certo, sarebbe una giusta osservazione se i finanziamenti da CIP6 non durassero dieci anni. E siccome per la costruzione del cancrovalorizzatore di Acerra occorrono quattro anni, quell'inceneritore potrà godere per sei anni della sua attività di finanziamenti (pagati dai cittadini con le bollette di energia elettrica) che sarebbero dovuti essere destinati a fonti pulite e rinnovabili.
Insomma, Prodi dimissionario, con un atto autoritario, al limite della legalità e certamente ingiustificato e truffaldino, si è di nuovo piegato alla volontà di petrolieri e di quanti hanno in mano il business dei rifiuti.

Ed intanto la Impregilo, società del gruppo Romiti, ieri in borsa ha guadagnato il 4% nelle quotazioni dei propri titoli. E sapete chi fa parte del gruppo Impregilo? La Fibe, cioè la società che finora ha gestito il ciclo dei rifiuti in Campania, attraverso la quale ha incassato milioni di euro e tra i principali responsabili dell'"emergenza rifiuti in Campania.

Complimenti a Prodi!

Crocco1830"


Sul medesimo argomento anche Aprileonline (vedi qui)



M. Pallante su incenerimento dei rifiuti, differenziata, riciclaggio

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Umberto Veronesi, "Cancronesi"

Riportiamo il post del 4 Febbraio dal blog di Beppe Grillo (vedi qui):
(le evidenziazioni in arancio sono del redattore nocoke cv, ndr.)

Cancronesi è stato ospite dallo stuoino Fazio. Ha detto che gli inceneritori non hanno alcun effetto sulla salute. Ne dovrà rendere conto, prima o poi, agli ammalati e ai loro parenti. Sono decenni che questo uomo sandwich si occupa di finanza, di imprese e, saltuariamente, di salute. Non è informato sui fatti e ha qualche piccolo conflitto di interessi. Per lui inceneritori e istituto dei tumori sono un ciclo virtuoso di creazione della malattia. Un business. La provoca e la cura.
La fondazione Veronesi ha come partner:
- ACEA - multiutility con inceneritori
- ENEL - centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare
- VEOLIA Environment - costruzione inceneritori.
(le evidenziazioni in arancio sono del redattore nocoke cv, ndr.)

Molti medici non sono d'accordo con lui e non solo in Italia.
Il "Conseil Nationale de l'ordre des medicins" francese e i principali sindacati dei medici di medicina generale francesi "praticiens" hanno richiesto "una moratoria concernente la costruzione di nuovi inceneritori". L'incenerimento produce centinaia di sostanze tossiche che si liberano nell'atmosfera (articolo da Le Monde).

Medici e associazioni italiane hanno scritto una lettera aperta al Commissario Europeo Dimas:
"Egregio Commissario Dimas,
siamo cittadini italiani e siamo costernati per quanto sta capitando nel nostro paese, ormai diventato lo zimbello del mondo per la vicenda dei rifiuti in Campania. Oltre 14 anni di gestione in regime di emergenza non hanno risolto assolutamente nulla, anzi hanno aggravato sempre più un problema che non ha assolutamente nulla di “emergenziale” perché in tutti i paesi del mondo si producono rifiuti.

Le direttive dell’UE forniscono una chiara gerarchia dei trattamenti per il loro smaltimento: riduzione, riciclo, riuso, e solo per la quota residua recupero energetico e non solo tramite incenerimento. Purtroppo la crisi napoletana appare del tutto strumentale al fare passare nel nostro paese l’incenerimento come metodo privilegiato per la soluzione del “problema rifiuti”, ribaltando completamente ciò che la stessa UE suggerisce. In Italia non sono messe in atto, se non in singole virtuose realtà grazie ad amministratori responsabili , quei metodi di raccolta (door to door) che responsabilizzano i cittadini e che possono garantire una buona qualità del prodotto differenziato ed il loro effettivo recupero.

L’incenerimento continua ad essere incentivato, solo nel nostro paese, come fonte di energia rinnovabile, nonostante il minimo rendimento energetico di questi impianti (che sono per la maggior parte impianti di rifiuti tal quali), i gravi danni all’ ambiente e all’ economia che anche di recente si sono registrati( latte contaminato oltre il consentito da diossine a Brescia, territorio già gravemente inquinato, ove funziona il più grande inceneritore d’ Italia) e nonostante il fatto che il kilowattora ottenuto bruciando rifiuti, sia quello gravato dalla massima emissione di CO2.

Numerosissimi sono gli studi che hanno evidenziato danni alla salute sulle popolazioni esposte, danni che nessuno può escludere anche con i “nuovi” impianti e che hanno indotto migliaia e migliaia di medici, di cittadini, di intellettuali, di associazioni ambientaliste a prendere posizioni anche con esposti e denunce alla Magistratura, affinché venga semplicemente fatto ciò che in tutto il mondo civile si fa, mettendo al primo posto la salvaguardia dell’ ambiente per la tutela nostra e di chi verrà dopo di noi.

Commissario Dimas, La supplichiamo, ci ascolti, faccia tutto quanto è in suo potere affinché si scongiuri questo ennesimo disastro, affinché si facciano scelte che guardano avanti e non indietro, all’ età del fuoco."

Firmato, tra gli altri, da: Prof. Angelo Gino Levis - genetista, Dr.Patrizia Gentilini - oncologo, Prof. Gianni Tamino - biologo, Dr. Giovanni Ghirga - pediatra e potavoce dei Medici per l’ Ambiente e la Salute Alto Lazio, Dr. Luigi Carpentiero - Medico del Lavoro, Dr. Stefano Montanari – Direttore Scientifico Laboratorio nanodiagnostics



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Lettera a Sandro Fontecedro - invito per un confronto pubblico

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che i cittadini di Tarquinia contro il carbone hanno trasmesso a Sandro Fontecedro, Direttore della Divisione Generazione ed Energy Management dell’Enel:

Al Sig. Sandro Fontecedro

Il Movimento dei Cittadini no coke di Tarquinia, in occasione del Consiglio Comunale aperto sul tema del “carbone” che si terrà il prossimo 11 Febbraio,alle ore 16 , invita il sig. Sandro Fontecedro, nostro concittadino, a partecipare e a prendere voce come rappresentante della società elettrica che ha scelto il carbone come combustibile.

Dato l’alto livello scientifico e tecnico dei relatori invitati dal movimento per dimostrare la pericolosità del carbone e la non economicità dell’uso di questo combustibile per il territorio, che si esprimerà in termini di perdita di posti di lavoro, saremmo lieti se Lei venisse e invitasse a parlare i migliori tecnici che hanno partecipato al progetto, affinché si possano mettere a confronto i dati che emergono come un pericolo per la salute, e quelli propugnati dall’ente elettrico.

Quello che vorremmo realizzare è essenzialmente un contradditorio, come quello che si è svolto il 17 Luglio 2007 presso il Ministero della Salute, dal quale è scaturita la richiesta di riapertura della conferenza dei servizi per i forti dubbi sulla pericolosità per la salute dell’uso del carbone in un territorio che ancora deve essere bonificato e risarcito per l’inquinamento di 50 anni di servitù energetiche.

L’esempio più doloroso per Tarquinia è Sant’Agostino, un tratto di costa a dune naturali, distante due km da TVN, che ha ormai il terreno compromesso dalla quantità di arsenico, metallo pericoloso per l’ambiente e per l’uomo, proveniente dall’uso di combustibili fossili.

L’arsenico ormai è arrivato alle falde acquifere; le analisi degli enti preposti al controllo sono incontrovertibili, nulla è valso andare in deroga ai limiti di legge, l’arsenico non è tollerato dall’organismo umano e dall’ambiente, neanche se la legge decide che si possa rendere potabile l’acqua.

Questo per dimostrare alla cittadinanza che la nostra lotta si basa sulla forza dei migliori scienziati e dei migliori medici che coscienziosamente analizzano i dati allarmanti dell’inquinamento e delle loro fonti.

Dal Nord al Sud dell’Europa si è ormai estesa la pandemia “silenziosa”, quella delle persone malate a causa dell’inquinamento; oggi quelle persone non possono più non essere ascoltate, così come non possono rimanere inascoltati i tantissimi medici coraggiosi che hanno fatto luce sulle cause di tante malattie e non sono disposti a piegarsi ai poteri forti, colpevoli di “uccidere a norma di legge”.

Con questo invito ci auguriamo che Lei possa venire, anche soltanto per leggerLe la lettera di risposta a quella che Lei stesso inviò al Movimento no coke durante lo sciopero della fame del mese di Aprile.

Ricordiamo che scelse il Vescovo come ambasciatore per consegnare la lettera a noi indirizzata; non abbiamo testimonial di eccezione, non abbiamo spot miliardari da esibire, per risponderLe utilizzeremo solo la scienza e la ragione.

Come è ragionevole pensare, non è ammissibile che la sua posizione possa rimanere così distante dai confronti pubblici; è così orgoglioso di farsi fotografare alla consegna di elemosine agli ospedali, magari, chissà, così pieni di patologie cardio-vascolari proprio a causa dell’inquinamento; eppure, sino ad oggi, Lei si è sempre sottratto ad un confronto con i suoi concittadini. Strano, data l’ostentata sicurezza delle sue ragioni. Ora, però, non può più tirarsi indietro. Se vuole dialogare con il territorio, spiegare i suoi perché, deve venire a parlare il prossimo 11 febbraio, al Consiglio Comunale aperto. Noi saremmo lì ad aspettarla, con la forza della nostra ragione e la lucidità del nostro senso di civiltà.

Movimento dei cittadini no coke Tarquinia



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2 febbraio 2008

Civitavecchia - 5 FEBBRAIO: TUTTI AL CONSIGLIO COMUNALE!

Il 5 febbraio alle ore 10.00 si terrà a Civitavecchia il primo dei consigli comunali che si dovrebbe svolgere sull'inceneritore.

Il Sindaco non ha voluto fosse un consiglio comunale aperto e lo ha messo di mattina per evitare la partecipazione dei cittadini.

E' invece importante partecipare in massa.
Chiunque possa, quindi, cerchi di essere presente.

Siamo stati ricattati beffati ridicolizzati vessati con la servitù Enel. Anche stavolta resteremo proni affinché l'interesse di pochi soverchi quello pubblico?




Vedi anche:


I CIP6 risuscitati, ovvero C'è trippa per gatti
IL BLOG DI STEFANO MONTANARI - sabato 02 febbraio 2008


Sveglia!
IL BLOG DI STEFANO MONTANARI - sabato 02 febbraio 2008


marcia funebre per trombone solo
IL BLOG DI STEFANO MONTANARI - sabato 02 febbraio 2008

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Demenza politica e salute pubblica

Riceviamo e pubblichiamo:

Lo scandalo del "mercato" assistito dal pubblico, in modo robusto e con i soldi dei consumatori, continua e continuerà.

Dopo che era andata deserta la gara per la gestione dell' inceneritore "patacca" di Acerra (le imprese, ma soprattutto le banche che finanziano, vogliono garanzie e non discorsi ), il già defunto, ed a questo punto assolutamente non rimpianto, governo Prodi ha calato le braghe, le sue e di tutti gli italiani, riconcedendo tutti gli scandalosi "contributi CIP6" agli inceneritori.

Dalla lettura del testo della Presidenza del Consiglio dei ministri non è chiaro se ci si riferisce ai soli impianti campani o anche a tutti gli altri, il vero organo di stampa governativo, "il Sole-24 ore", non è chiaro a tale proposito.

Questo comunque è il testo ufficiale:

"Il Presidente del Consiglio dei Ministri, al fine di assicurare la rapida conclusione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti in Campania, ha firmato l'ordinanza che garantisce le agevolazioni tariffarie per la vendita dell'energia elettrica (Cip 6). In questo modo sarà possibile procedee più rapidamente alla realizzazione degli impianti di termodistruzione o digassificazione che saranno realizzati nei territori del comune di Acerra, S.
Maria la Fossa e della provincia di Salerno"
Il contenuto è ovviamente allucinante, come possano dei contributi pubblici dati ad impianti che entreranno in funzione tra anni, risolvere immediatamente il problema dei rifiuti sulle strade, di lascia alla logica stravolta deiprofessionisti politici dell'inganno, ed alle robuste lobbies inceneritoristiche, presenti e maggioritarie, nei fatti, in tutte le forzepartitiche italiane.
A tale proposito il silenzio degli "amici del popolo" e degli "amici dell'ambiente", impegnati nelle "fondamentali" alchimie delle leggi elettorali, è emblematico.

Che fare?

Bisognerebbe tornare alla logica d opo una robusta iniezione di informazione vera, sulla demenzialità, prima che della dannosità, di impianti nocivi ed >energivori quali i "termovalorizzatori", sarà possibile?

Intanto appaiono più chiari gli scopi dell'emergenza campana.

Salute, ce n'è bisogno .

Michelangiolo Bolognini

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Comitato per la salvaguardia dell'Ambiente e della Salute Pubblica di Gualdo Cattaneo e Giano dell'Umbria (PG)
ID Skype: comitatoambientegualdocattaneo
E-mail: comitato.ambiente.gualdo.cattaneo@gmail.com
Blog: http://comitatoambientegualdocattaneo.blogspot.com

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29 gennaio 2008

26 gennaio 2008

Confronto pubblico "Come evitare l'emergenza campana" - Civitavecchia, sabato 26/01/08


COME EVITARE L'EMERGENZA CAMPANA:
GESTIRE I RIFIUTI TUTELANDO SALUTE E AMBIENTE

Confronto pubblico
Sabato 26 gennaio ore 17.00

Aula Calamatta – Comune di Civitavecchia


Sono invitati a partecipare le cittadine e i cittadini, i movimenti, le associazioni, le forze politiche e sindacali.

clicca sull'imagine per ingrandire il programma dell'evento



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Intanto

"Ribadita da cittadini e politici la netta contrarietà a qualunque ipotesi di incenerimento dei rifiuti" -

Affolata assemblea in IV Circoscrizione

Vedi qui l'articolo di Centumcellae.it



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24 gennaio 2008

Nocoke Brindisi - comunicato


Nocoke Brindisi - Comunicato stampa

Bisogna riconoscere che a Brindisi è arduo tenere testa a tutti i problemi che l’assediano. Non si riesce a risolverne uno che già se ne presenta un altro. Le istituzioni, la politica (quella seria) e la società civile con i suoi movimenti e le sue varie forme di associazionismo sono chiamate a questo difficile compito.


Sino ad alcune settimane fa occupava la scena mediatica l’inquinamento dei terreni agricoli lungo il nastro trasportatore del carbone e nei pressi della centrale Enel di Cerano. Gli agricoltori protestarono a lungo e duramente ma sempre civilmente. Il loro sit-in di protesta fu interrotto per dare il tempo - che fu a loro richiesto - per risolvere tale problema.

Ma sino ad ora nulla è successo, anzi su tutti i tavoli che si sono tenuti con le istituzioni l’Enel, invitata in modo incomprensibile non come controparte, si e' persino concessa la sfrontatezza di sbeffeggiare le istituzioni quando esse sono state assenti.

Non sappiamo se doverosamente qualcuno si sia posto il problema degli agricoltori che, impediti della loro attività (per la giusta ordinanza sindacale che vieta la coltivazione dei terreni inquinati), stanno facendo fronte sicuramente a un momento di seria difficoltà economica. Riteniamo che fare propria questa preoccupazione sia quanto meno doveroso da parte di chi amministra la res pubblica: Comune, Provincia, Regione.

A queste istituzioni chiediamo che si facciano promotori di chiarire con immediatezza tale grave situazione. Posto che i terreni in questione sono inquinati, sono necessarie perizie che in maniera chiara e incontrovertibile indichino la causa dell’inquinamento e, quindi, chi ha inquinato. Noi siamo convinti che non siano stati i contadini. Tutta la città pensa che sia stata l'Enel, ma poiché siamo in uno stato di diritto è giusto che i responsabili siano inchiodati sulla base di evidenze certe.
Queste vanno costruite in fretta, senza tentennamenti, senza per esempio i continui rimandi tra Assessore Regionale all'Agricoltura (che e' arrivato all’assurdo di smentire la presenza dell'inquinamento, negando così la vigenza a Brindisi delle leggi nazionali) e Assessore Regionale all'Ambiente, che di questa cosa sin dall'inizio si è occupato, nel migliore dei casi, con grande distacco.

La Regione investa con prontezza i fondi necessari per tali studi.
Il danno non è solo di qualche decina di agricoltori (meritevoli intanto della solidarietà di tutta la comunità regionale) ma di tutta l’agricoltura brindisina, un gravissimo danno di immagine per il quale qualcuno dovrà pagare.

Ci rifiutiamo di pensare (ma il dubbio ormai ci assale) che la Regione non vada giù duramente contro l'Enel perché ancora coltiva la speranza di avere il loro consenso alla cocombustione del CDR. la Regione ci rinunci. Brindisi non accetterà mai le diossine in cambio di un po' di CO2 in meno.


NO_COKE_BRINDISI

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Storie di italiana follia

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Italia del Malaffare

I politici del malaffare e i mal-affaristi del lucro senza limiti ci chiamano "popolo dei no". Non ce ne stupiamo. Dal momento che quanto state per leggere trova spiegazioni piuttosto semplici e precise, e relative responsabilità.

Vedi questo link

Ringraziamo il Comitato Nocoke Tarquinia per la segnalazione.

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Contraddizioni palesi nel nuovo Emission Trading Scheme europeo

Articolo pubblicato su www.greenreport.it

ROMA. Greenpeace, Legambiente e WWF hanno presentato in questi giorni le osservazioni allo “Schema di Assegnazione” delle quote di CO2 per il periodo 2008-2012 dell’Emission Trading Scheme (ETS).
Lo Schema contiene elementi nuovi e inaccettabili in merito alle quote destinate agli impianti di nuova realizzazione - i cosiddetti “nuovi entranti” - e non risolve alcune criticità pregresse, come l’eccessiva allocazione di quote al carbone e la sottoallocazione agli impianti CIP6.

PAGHEREMO ALTRA CO2: La netta bocciatura da parte degli ambientalisti nasce dal fatto che il nuovo Schema permetterebbe l’acquisto, tramite risorse pubbliche, di quote di CO2 per i nuovi impianti. Questa novità è incompatibile con le norme comunitarie sugli “Aiuti di Stato” e non è mai stata sottoposta al parere della Commissione europea, che aveva chiesto all’Italia di tagliare 13 milioni di tonnellate di CO2, non certo di aprire una falla nel meccanismo, garantendo disponibilità illimitata di quote con spese pubbliche.

Le Associazioni chiedono quindi che l’ammontare e la gestione della riserva rimangano inalterate rispetto alla precedente versione del Piano Nazionale di Allocazione (PNA).

CIP6: L’ANOMALIA MADE IN ITALY: Nel documento ci sono altri grossi punti critici, come la sottoallocazione agli impianti CIP6, uno stratagemma che costerà circa 400 milioni di euro ai consumatori italiani a partire dal 2008. Gli impianti CIP6 possono infatti recuperare i costi per l’acquisto delle quote di CO2 direttamente nella bolletta elettrica, attraverso la componente A3 riservata alle fonti rinnovabili. La sottoallocazione non garantisce alcun vantaggio concreto in termini di riduzione delle emissioni di CO2, e anzi permette di “liberare” quote per gli altri settori.

PREMIO AL CARBONE: Non sfugge neppure come l’acclamata riduzione di quote ai danni del carbone per venire incontro alle richieste della Commissione sia soltanto un elemento di facciata. Le associazioni sottolineano che il carbone è stato ancora privilegiato, in aperta contraddizione con il principio “chi inquina paga”.

ELENCO IMPIANTI: CHI L’HA VISTO? Altra grave infrazione è la mancata comunicazione della lista degli “impianti addizionali” che entreranno a far parte dell’ETS dal 2008. Come da richiesta della Commissione, dovrebbe essere fornito un elenco completo di questi impianti. Il fatto che non sia stato pubblicato rappresenta una grave mancanza di trasparenza.

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