No al carbone Alto Lazio

24 giugno 2010

Riconversione a carbone di Rossano: chiacchiere di stolti contro dati reali

Riportiamo da Sibarinet.it

"Riconversione a carbone della centrale Enel di Rossano: il comitato del "No" ribatte alle critiche dei favorevoli

Rossano - "Dice un antico proverbio cinese che quando il saggio mostra la luna con il dito, lo stolto guarda il dito. Con le osservazioni diffuse qualche giorno fa dal Comitato per la difesa e lo sviluppo sostenibile della Sibaritide sui mezzi di stampa in merito alla Sentenza N. 215/2010 della Corte Costituzionale che ha abrogato la norma che consentiva ad ENEL e a TERNA (art.4) di eliminare o “bypassare” gli Enti locali (e in taluni casi persino la Regione) in tema di rilascio di autorizzazioni di impianti per la produzione di energia elettrica o di reti elettriche, sostituendoli con provvedimenti di Commissari ministeriali, non ci è assolutamente voluti riferire all’iter della Centrale Enel di Rossano, ma in generale al fatto che la stessa Corte aveva tagliato le unghie ai distruttori del territorio. In conseguenza, a norma dell’art. 3 della legge 55/2002 richiamata da quello che possiamo ormai definire “il servizio stampa di Enel” (dato che i loro comunicati guardacaso provengono dal numero 0961-693114), ovvero sedicente Comitato per il SI alla riconversione a carbone, la “signora ENEL” e il “signor Ministero delle Attività Produttive”, dovranno ora attenersi strettamente alla procedura e sentire i pareri (vincolanti) dei Comuni interessati, della Provincia e della Regione. Per noi è molto meglio così. Per i distruttori del loro stesso territorio, era meglio come era prima. Contenti loro … Nel frattempo attendiamo risposta in merito ai dati TERNA, divulgati da tempo dal nostro Comitato, circa la produzione di energia termica (quella a carbone, gas, ocd, biomasse, ecc.) nella Regione Calabria che è pari a 4700 MW (considerando complessivamente le centrali termoelettriche di Rizziconi, Scandale, Altomonte, Simeri Crichi e Rossano), contro un consumo interno di soli 600 MW e una possibilità di esportare energia oltre i confini della nostra Regione di soli 2000 MW, tanti quanti, per almeno i prossimi 15 anni, saranno in grado di trasportare gli attuali elettrodotti della stessa TERNA. Se l’energia prodotta in più di quella trasportabile e consumabile dalla Calabria è pari oggi ad oltre 2100 MW (quasi tre centrali da 800 MW a carbone) e se a questi aggiungiamo 500 MW dell’eolico che nel 2014 saranno portati a 1600 MW, ce lo vogliono spiegare a cosa mai servirebbe la trasformazione della nostra centrale se non a buttare dalla finestra i nostri quattrini e ad aumentare i costi - e non diminuire - della bolletta elettrica? Lo vogliamo fare un bel dibattito incentrato su questi numeri oppure preferiamo che vengano illustrati direttamente alla Procura della Repubblica magari, o per il momento, soltanto della Corte dei Conti?"

IL PRESIDENTE (Avv. Amerigo Minnicelli)

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