No al carbone Alto Lazio

13 ottobre 2010

La destra reggina oppone un fermo rifiuto al carbone a Saline Joniche

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“Si ritorna a parlare di centrale a carbone a Saline. La società SEI non demorde e ciò malgrado le reazioni che a vari livelli sono scaturite da settori politici e culturali a difesa dell’ambiente; bene che, una volta compromesso, non può più essere recuperato.” E’ quanto afferma in una nota L’onorevole Natino Aloi. “Qualche anno fa manifestai nel corso di un incontro popolare in piazza a Saline la mia più decisa opposizione nei confronti di un progetto che ritenevo letale per la salvaguardia del valore del territorio la cui vocazione non si concilia certo con la presenza del carbone. D'altronde la storia, e di ciò ne sono stato testimone, insegna che certi errori come il centro siderurgico, la centrale a carbone di Gioia Tauro, fortunatamente mai realizzati, pesano sulle prospettive di sviluppo del nostro territorio, e per restare a Saline la vicenda della Liquichimica, salutata con molto entisuaismo dai politici di allora –posegue Aloi - vide oppositori il sottoscritto, il senatore Franco, l’onorevole Tripodi e l’onorevole Valenzise, che come parlamentari dell’Msi non accettammo l’assurda scelta operata dal governo di quel tempo. Ed i fatti ci dettero ragione. Oggi si vuole riproporre con ambiguità ed alchimie politiche il tema del carbone come fonte d’energia, quando, come risaputo, la nostra regione non solo produce per sé energia ma abbondantemente ne esporta. Ecco le ragioni di un no deciso – conclude l’Onorevole Aloi - che segni la fine di ogni ambiguità e compromesso senza ovviamente rinunciare a progetti alternativi idonei alla vocazione del territorio."

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