No al carbone Alto Lazio

26 novembre 2011

MODA Savona: le gravi responsabilità di chi sostiene il carbone

Da Savonanews
"La Regione Liguria alla Conferenza dei Servizi di Roma del 13 Luglio 2011, con il totale assenso della Provincia di Savona e l'inefficace opposizione dei Comuni di Vado e Quiliano, ha approvato il pericoloso progetto di potenziamento a carbone della centrale di Vado proposto da T.Power: sì alla realizzazione di un nuovo gruppo a carbone da 460 MW. Solo al termine della costruzione del nuovo gruppo nel 2018, e quindi dopo circa 6 anni, verra' abbattuto uno dei due gruppi obsoleti (330 MW) che potra' essere sostituito da un ulteriore nuovo gruppo a carbone da 460 MW e dopo addirittura 9 anni ( 2021) verrà abbattuto il secondo obsoleto gruppo a carbone che potrà essere anch'esso sostituito da un nuovo gruppo a carbone.

Oggi in un comunicato stampa l'Assessore all'Ambiente della Regione Briano vuole rassicurare la popolazione dichiarando "imprenscindibile l'ottenimento dell'AIA" anche se ammette che "la situazione ambientale diventa sempre più insostenibile". In ogni caso dichiara: "L'obiettivo è chiudere l'intesa entro Dicembre".

Queste le nostre considerazioni:

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Bassano Romano, si fa scempio di faggi secolari

Da Occhioviterbese
"A Bassano Romano (VT) si sta verificando uno scempio naturale con l'abbattimento della faggeta, una rarità per la sua posizione (circa 550 m slm), per la presenza di faggi secolari.

La Faggeta rientra nel Parco Naturale Regionale di Bracciano – Martignano quindi “teoricamente” un'area protetta.

Il bosco Montevano Cavoni è denominato, dalla Comunità Europea, Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.) e Zona a Protezione Speciale (Z.P.S.) per le specie rare che ospita, come la Rosalia Alpina, un insetto lungo circa 38 mm che si nutre di legno secco ed è per questo che il Piano Regionale di Assestamento Forestale ha previsto di lasciare un albero secco in piedi, ogni

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Il "Pirate Party" italiano è critico verso l'energia dal carbone

Da VocedItalia
"Mentre Assocarboni annuncia l’incremento del 7% delle importazioni di carbone in Italia per l’anno 2011 (a fronte di una media globale che raggiunge a malapena i cinque punti percentuali) il Partito Pirata critica le scelte della politica energetica made in Italy, scelte che non prendono in considerazione i fenomeni globali, gli impegni internazionali e il rispetto per l’ambiente.
“L’Italia dopo aver archiviato la pratica nucleare – fa sapere l’ingegner Marco Masini, responsabile nazionale delle politiche energetiche e ambientali del Partito Pirata – cerca ora di soddisfare la fame di energia con il carbone. Ma se il nucleo atomico ha problemi, il carbone ne ha ancora di più. Non si può turare una falla con un cavatappi!”.
“L’intensità energetica del carbone è molto inferiore a quella del petrolio, e ha un contenuto di carbonio molto più alto. Questo determina un grande potere inquinante, che si può limitare solo a fronte di ingenti investimenti”. Senza poi dimenticare il trasporto stesso, “che induce un fenomeno di inquinamento indiretto molto importante, e di certo maggiore rispetto a quello del petrolio”.
Esistono altre soluzioni, ci sono altre strade da seguire. “Il geotermico italiano, dopo una fase iniziale di espansione ed interesse che ha fatto dell’Italia un’apripista con i giacimenti di Larderello, ha smesso di investire in questa direzione. Non ci sono investimenti in ricerca e in sviluppo sufficienti, e non si pensa strategicamente al contributo delle rinnovabili. Che possono giocare un ruolo significativo”.

Contro il business sporco del carbone, i successi dei Movimenti

Articolo di M. Cardone su Qualenergia.it: "Carbone Usa, una guerra che si vince dal basso

Per l'ambientalismo americano è il carbone il nemico numero uno. Basta un numero per rendersene conto: 250, sono le associazioni statunitensi impegnate nella guerra al carbone. Una fonte fossile che non piace perché responsabile di un inquinamento atmosferico che crea enormi danni alla salute, senza portare alcun beneficio alla società: secondo la ricerca Environmental Accounting for Pollution in the United States Economy, pubblicata sull'American Economic Review, per ogni dollaro di valore aggiunto generato dall'industria del carbone, ci sono 2,2 dollari di danno esterno. Una volta internalizzati i costi della sanità, alla società non conviene produrre energia dal carbone.

Gli scienziati di tutto il mondo, inoltre, additano il carbone come causa dei cambiamenti climatici, risorsa energetica del passato, ad altissimo contenuto di CO2.

Attivismo e scienza concordano sul fatto che bloccare o ridurre drasticamente lo sfruttamento delle risorse carbonifere, non potrebbe che fare bene al Pianeta. Il climatologo James Hansen, direttore del Nasa Goddard Space Institute, ha detto più volte che eliminare le emissioni da carbone rappresenterebbe l’80 per centro della soluzione alla crisi del riscaldamento globale. La società americana sembra convinta della necessità di combattere questa battaglia. Le azioni di

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Conferenza sui cambiamenti climatici a Durban, un altro fallimento annunciato

"Dal 28 novembre 2011 al 9 dicembre 2011 si terrà la conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. Questa conferenza annuale, la 17° sul clima in sede Onu, segue ai precedenti vertici di Copenaghen (2009) e Cancun, Messico (2010) entrambi conclusosi mettendo in evidenza la mancanza di volontà politica dei governi di farsi carico della principale minaccia che l'umanità sta affrontando: i cambiamenti climatici.
Anche Durban, al di là di ogni ragionevole dubbio, sarà un fallimento annunciato. Mentre le piccole isole-stato sprofondano a causa dei cambiamenti climatici, i paesi industrializzati continuano a eludere il raggiungimento di un accordo vincolante. Stati Uniti e Cina, i due paesi più inquinanti a livello mondiale, negano le loro responsabilità.
Già a Cancun un anno fa è stato rafforzato l'impianto che vuole trattare la crisi ecologica e climatica attraverso un processo di ulteriore mercificazione della natura, rafforzando i mercati del carbonio, costituendo un paradossale diritto ad inquinare da parte dei paesi ricchi e creando, a garanzia di questi, un fondo gestito dalla Banca Mondiale. Presente con una folta delegazione alle mobilitazioni e al forum alternativo di discussione che hanno accompagnato i lavori del vertice ufficiale, RIGAS ha denunciato la firma di un accordo non vincolante che ha il solo fine di tutelare il sistema capitalistico e condurre alla finanziarizzazione delle risorse naturali."

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Quarto gruppo TVS, l'assalto della ghenga Moscherini-TirrenoPower

Si scrive Moscherini, si legge svendita della città per tornaconto politico.
Si scrive TirrenoPower, si legge Sorgenia.
Si scrive combustione di biomasse (dall'Australia!), si legge incenerimento dei rifiuti laziali.
Shakerate il tutto e otterrete un cocktail di veleno e bugie che la città è chiamata a bersi, secondo il primo cittadino e Tirreno Power.

Sulla vicenda intervengono Freedom (vedi l'articolo) e SeL (vedi l'articolo)

Porto di Civitavecchia, d'inverno

Beh, il porto di Civitavecchia d'inverno, ha lo stesso aspetto del porto di Civitavecchia d'estate.

Foto: comitato "Nessun dorma"

22 novembre 2011

I costi del carbone, nuovo studio: "Ogni dollaro speso in carbone ne causa due di danni"

Nuovo studio sui costi esterni del carbone, di solito tralasciati dal bilancio costi/benefici. Fonte: Qualenergia

"Ogni dollaro speso in carbone ne causa 2 di danni e, senza contare l'impatto sul clima e le relative conseguenze, le centrali a carbone Usa costano all'ambiente e alla salute degli statunitensi circa 53 miliardi all'anno.

Il carbone è una fonte di elettricità economica solo perché i danni che provoca all'ambiente, al clima e alla salute umana vengono scaricati sulla collettività. A sostegno di questo concetto sono stati pubblicati diversi studi che cercano di quantificare economicamente le esternalità negative di questa fonte.

L'ultimo, intitolato “Environmental Accounting for Pollution in the United States Economy”, arriva appunto dagli Usa ed è stato pubblicato sull'American Economic Review di agosto. Le conclusioni del report (che prendiamo sintetizzate da Think Progress e da Legal Planet, blog di

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19 novembre 2011

Scandaloso Moscherini: si brucino i rifiuti di Roma a Civitavecchia

NB: col termine 'biomasse', specialmente nello slang politichese, si indicano in modo subdolo anche i rifiuti provenienti dai centri abitati.

Nuova sortita del sindaco Moscherini sul futuro del gruppo in dismissione di Torrevaldaliga Sud, rispetto alla quale è bene mantenersi vigili e pronti all'azione:

Auspico pertanto che il futuro energetico del nostro territorio sia proiettato verso lo sviluppo dell’energia a biomasse e mi auguro che durante il prossimo incontro, previsto il 21 novembre in merito al futuro del quarto gruppo di Torre Valdaliga Sud, venga avanzata una proposta in tale direzione, altrimenti saremo contrari ad ogni tipo di istallazione mista olio, gas, cdr, ribadendo l’indirizzo e il parere già espresso nel consiglio comunale
Fonte

Per chi conosce il cinico Moscherini queste parole si leggono chiare come il cristallo, a nulla valgono le sue ripetute dichiarazioni di non essere favorevole ai rifiuti bruciati negli impianti di Civitavecchia. Sappiamo bene che si tratta solo di strategie per imbonire il popolino e alzare la posta nel mercanteggio.

Il tutto va collegato alla proposta-ricatto di TirrenoPower (azienda di proprietà di Sorgenia): "O biomasse o 60 posti di lavoro tagliati", leggi l'articolo su Centumcellae.it.
Ma quale sprovveduto può credere che un gruppo intero di TVS possa essere alimentato con scarti di lavorazione del legno provenienti nientepopodimeno che -DALL'AUSTRALIA!
Evidentemente per mandare avanti l'impianto si integrerebbe il tutto con rifiuti provenienti dalla Capitale, in piena emergenza per la chiusura di Malagrotta e l'incapacità di attuare piani sostenibili di gestione dei materiali post-consumo.


Infine, se fosse il caso di ricordarlo, questo territorio va BONIFICATO, nessun tipo di nuovo inquinamento può essere aggiunto alle tante fonti che già gravano col loro velenoso apporto sulla nostra salute e futuro.
Aggiungiamo una lettura consigliata: "La combustione di biomasse è cancerogena", del dott. G. Ghirga (ISDE)

Coira, successo dell'iniziativa popolare "energia pulita senza carbone"

Dal Corriere del Ticino
"I grigionesi potranno esprimersi sui contestati piani del gruppo energetico Repower relativi alle centrali a carbone. L'iniziativa popolare «Sì all'energia pulita senza carbone» è infatti riuscita, ha comunicato oggi il governo cantonale.
Secondo l'Esecutivo, delle 4427 firme inoltrate 4366 sono valide. Erano necessarie 4000 firme da raccogliere entro il prossimo 10 febbraio. La proposta è stata sostenuta da quattordici organizzazioni e partiti tra cui WWF, Pro Natura, Partito socialista, Gioventù Socialista Grigioni, Verdi liberali e Verdi. Essa prevede che alle aziende controllate dal Cantone sia impedito di investire in centrali a carbone.
Concretamente i promotori mirano a bloccare i progetti di Repower nel settore in Italia, a Saline Joniche (Calabria), e nella Germania settentrionale, a Brunsbüttel, che - rilevano - genererebbero una quantità di emissioni di CO2 pari al 40% di quelle dell'intera Svizzera o 14 volte quelle dei Grigioni.
Con una quota del 46%, il cantone dei Grigioni è il maggiore azionista del gruppo energetico con sede a Poschiavo."

"All’ombra delle ciminiere", storia del carbone a Vado Ligure

E' uscito nelle librerie “All’ombra delle Ciminiere” di Giovanni Borrello, storia della centrale a carbone di Vado Ligure.

A questo indirizzo alcuni estratti dal testo.