No al carbone Alto Lazio

20 gennaio 2010

I De Sio passano, la nostra terra resta



Apprendiamo dalla stampa che sull'ex sindaco di Civitavecchia, Alessio De Sio, pende una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione relativamente al parere favorevole reso in favore della riconversione a carbone della centrale di Torrevaldaliga Nord; richiesta scaturita dalle indagini avviate a seguito della denuncia del nostro movimento nei confronti di Pierluigi Bersani, allora Ministro delle Attività Produttive.

Un fatto grave, che, se appurato, dimostrerebbe come salute e ambiente, nel nostro territorio, non siano stati affatto tutelati, come d'altronde denunciamo da anni, e come, stando a quanto riportato dalla stampa, il parere favorevole alla riconversione sia stato espresso piuttosto che in base ai doveri di correttezza e imparzialità imposti dalla gestione della cosa pubblica, che avrebbero presupposto una scelta ponderata e adeguate verifiche tecnico ambientali, in base a specifici interessi personali.

E d'altronde quanto si legge in relazione all'archiviazione delle accuse nei confronti dei cinque tecnici istruttori della commissione per la Valutazione d'impatto ambientale (Via), inizialmente indagati per falso e abuso d'ufficio, ovvero che "benché riscontrate una serie di lacune, è difficilmente sostenibile l'ipotesi di una volontà dei tecnici a procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale all'Enel " conferma la giustezza delle nostre denunce.
Come sancito a suo tempo dalla perizia effettuata dal tribunale di Civitavecchia "Gli elementi disponibili per la valutazione dell'impatto del progetto sulla qualità dell'aria e della salute della popolazione non sono sufficienti per un giudizio di non nocività date le carenze riscontrate nella procedura d'impatto ambientale".

Confidiamo nel valore della legalità e della giustizia e siamo convinti che, nonostante i potenti mezzi di ENEL, alla fine la verità verrà a galla, cosi come accaduto per l'autorizzazione integrata ambientale (AIA) che abbiamo dimostrato necessitare di rinnovo, come è stato per l'Emas che abbiamo dimostrato non essere inerente alla centrale a carbone, e come, ne siamo convinti, sarà per le altre denunce da noi effettuate.


Se l'ex sindaco ha di che difendersi lo faccia, come è giusto che sia, ma eviti parole accusatorie che hanno il sapore dell'intimidazione, come quelle a suo tempo lanciate contro la cittadina di Tarquinia che si ritrovò con un processo a carico, per aver detto una parola al posto di un'altra. Collaborare con la giustizia è dovere civico di ogni cittadino e De Sio, che ha assolto ed assolve a compiti istituzionali, dovrebbe averne la consapevolezza ed esserne il primo sostenitore.

La nostra comunità conosce bene il danno ambientale e alla salute arrecati dall'uso dissennato di combustibili inquinanti in un territorio, provato da decenni di servitù energetiche, non vi è famiglia che non abbia, purtroppo, il suo pegno da pagare a malattie gravi e disturbi cronici; questo è l'unico motivo di tanta resistenza, questo il motivo per cui non ci saranno intimidazioni che potranno fermarci.
I De Sio passano, ma la nostra terra rimane e vorremmo cercare di consegnarla ai nostri figli il meno avvelenata possibile.

Movimento No coke

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13 gennaio 2010

Seminario sul diritto ambientale WWF

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11 gennaio 2010

Secondo Battilocchio è l'ora di un giusto riconoscimento a Craxi

Un post off-topic a commento della dichiarazione del noto saltafossi.
Eccolo qua il tributo che Bottino Craxi si merita: "LADRO, CORROTTO, LATITANTE"



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5 gennaio 2010

Di inceneritori si muore, ma i dati vengono falsificati

Riportiamo la lettera dell'oncologa P. Gentilini pubblicata sul blog di B. Grillo

"Sono Patrizia Gentilini, un medico, un oncologo, appartengo all’Associazione dei Medici per l’Ambiente e sono qui per spiegare il nostro comunicato stampa del 25 novembre scorso, in occasione del nostro ventennale. Vogliamo portare alla conoscenza di tutti e denunciare il fatto che sono stati modificati i risultati di studi scientifici in documenti in uso ad associazioni pubbliche, per attestare la presunta innocuità degli impianti di incenerimento dei rifiuti.
Ci rifacciamo a un documento: il Quaderno N. 45 di ingegneria ambientale. Il documento

a firma di Umberto Veronesi, Michele Giugliano, Mario Grasso e Vito Foà, è stato ripreso dalla Regione Sicilia e da altre Regioni, quali la Regione Toscana e altre Province in Italia. L’impatto sanitario è sviluppato a pag. 54/55 a firma di Vito Foà, nel documento sono presi in esame 4 studi, tutti riportati in maniera non corretta. In particolare per lo studio condotto in Inghilterra, di Elliot, in prossimità di 72 inceneritori, è riferito che non è stata trovata alcuna diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7,5 chilometri di raggio circostanti gli impianti di incenerimento e in pratica non si è riscontrata nessuna diminuzione nel rischio mano a mano che ci si allontanava dalla sorgente emissiva.
Quello scritto nel lavoro originale di Elliot è esattamente il contrario, perché viene riportata, per l’esattezza, una diminuzione statisticamente significativa, mano a mano ci si allontanava dall’impianto di incenerimento per tutti i cancri: il tumore allo stomaco, al colon retto, al fegato e al polmone, quindi mano a mano che ci si allontanava dagli impianti il rischio diminuiva.
Nella versione italiana è stata aggiunta una negazione in modo da capovolgere il significato del lavoro.
Un altro esempio è lo studio condotto in prossimità dei due impianti di incenerimento di Coriano a Forlì e anche in questo caso è riportata solo la frase iniziale delle conclusioni, in cui si dice che lo studio non ha messo in evidenza eccessi di mortalità generale e di incidenza per tutti i tumori, è un’interpretazione molto parziale. Vi spiego come stanno le cose: lo studio di Coriano è stato condotto valutando l’esposizione a metalli pesanti, secondo una mappa di ricaduta di questi inquinanti, questa è la mappa che riguarda lo studio di Coriano (vedi video) fatta per valutare le ricadute sulla popolazione in base alle emissioni dei due impianti di incenerimento. I due inceneritori sono questi due continui al centro (vedi video) : 1) per i rifiuti urbani; 2) per rifiuti ospedalieri; è stata considerata l’emissione di metalli pesanti in aria e la loro ricaduta nel territorio. L’area più scura è dove è massima la ricaduta, poi via, via i livelli sfumano, fino a un colore giallo più chiaro preso come livello di riferimento.
E’ stata analizzata la popolazione residente per circa 14 anni, dal 1990 al 2003/2004, e i risultati che ci sono stati sono stati estremamente importanti per quanto riguarda le donne. Nel grafico ho riportato l’andamento della mortalità per cancro nel sesso femminile in funzione dell’esposizione, quindi in funzione dei livelli della mappa precedente.
In pratica questo è l’andamento del rischio di morte in funzione del livello di esposizione (vedi video), questo è l’andamento della mortalità per tutti i tipi di tumore nel loro complesso nel sesso femminile, che arriva fino a un aumento del 54%, questo l’andamento della mortalità per cancro alla mammella, al colon retto, per cancro allo stomaco, vedete che c’è una coerenza innegabile tra aumento del rischio e aumento del livello di esposizione, questo risultato certamente molto importante viene sottaciuto nel paragrafo che riguarda l’impatto sanitario dell’incenerimento, in modo da sottostimare questo rischio che è di fatto assolutamente di rilievo.
Cosa vogliamo dire con il nostro documento e con il nostro comunicato stampa? Abbiamo voluto ricordare la nascita delll’Associazione dei Medici per l’Ambiente, che la nostra associazione ha come finalità di fornire strumenti di conoscenza al servizio di tutti i cittadini e di essere coerenti in questo, seguendo il nostro grande maestro, purtroppo scomparso: Lorenzo Tomatis che ci ha insegnato che medicina e scienza devono essere al servizio dell’uomo, della salute e non degli interessi economici. Abbiamo voluto ricordare che non è la prima volta che l’uso pure artefatto, strumentale degli studi scientifici è servito e ha costituito l’alibi per non adottare delle misure di protezione della salute pubblica, con un carico di sofferenze, di morti, malattia che si poteva evitare. Noi non vogliamo che questo si ripeta anche con l’incenerimento dei rifiuti che è una pratica assolutamente da bandire, dobbiamo riciclare, recuperare la materia e non bruciarla.
Vorrei ricordare che la nostra associazione è indipendente, non è necessario essere medici, tutti possono iscriversi, potete andare sul nostro sito, tutti possono associarsi, non godiamo di finanziamenti da parte di terzi, ci autososteniamo. Nell’ambito del tema della gestione dei rifiuti, vorrei ricordare un nostro libro come strumento di conoscenza per le amministrazioni, per i cittadini, le associazioni. Nessuno di noi ha diritti, quindi non è una promozione commerciale.
Come associazione siamo interessati a una variegata presenza di problemi come per esempio: telefonini, Ogm, pesticidi, inquinamento dell’aria. Problemi cruciali per la salute di tutti, siamo convinti che solo con la conoscenza, con la partecipazione e con l’impegno di tutti, si riuscirà a trovare soluzioni per la tutela della salute, della vita e del futuro di tutti noi." Patrizia Gentilini

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26 dicembre 2009

Per una nuova legge regionale sui rifiuti

Comunicato - riceviamo e pubblichiamo

"La Campagna pubblica Non Bruciamoci il Futuro annuncia che oggi procederà a depositare le firme raccolte in tutto il Lazio nei sei mesi che hanno visto progressivamente crescere l’interesse ed il coinvolgimento di centinaia di associazioni, comitati, movimenti civici e forze politiche regionali nel sostenere e concorrere alla prima vittoria alla battaglia per un nuovo ciclo dei rifuti:
circa 12.000 cittadini nel Lazio, oltre altre migliaia di firme che stanno arrivando a tempo scaduto, che sostengono una nuova ed alternativa legge regionale, scritta dai cittadini stessi.

Le motivazioni della Proposta di una nuova Legge regionale sui rifiuti nel Lazio sono diverse e fondamentalmente riconducibili all’attuale illegittimità di una “decotta” normativa regionale del 1998 ancora in vigore che la attuale maggioranza non è stata in grado di cambiare, soprattutto alla luce degli obblighi di legge previsti dal Testo Ambientale nazionale in vigore dal 2006 e dalla prossima introduzione delle norme contenute nella Direttiva CE 2008/98.

Nel Lazio risultano ancora quasi sconosciute le fasi della Prevenzione e Riduzione dei rifiuti, del Riuso di prodotti riparabili , del Riciclo con particolare riferimento alla raccolta porta a porta e del Recupero con trasformazioni in materiali nuovi riciclati, puntando per l’85% solo sullo Smaltimento in discarica od nei nuovi inceneritori oltre ad aver raggiunto un misero 18% di raccolta differenziata invece del 45% previsto dalle norme.

La nostra proposta di una nuova legge regionale sui rifiuti si basa quindi:

1. Sulla dichiarazione di rifiuto dell’incenerimento come sistema di smaltimento dei rifiuti accettabile dal punto di vista dell’enorme danno ambientale e sanitario, della appurata inefficienza industriale, dello sperpero di risorse pubbliche e dei costi a carico degli utenti,
2. sulla applicazione della “Gerarchia di trattamento” in linea con le norme in vigore,
3. sull’obbligatorietà della raccolta differenziata porta a porta invece della raccolta stradale con i cassonetti, con un periodo di massimo due anni per la riconversione,
4. sullo scioglimento del monopolio dei rifiuti esistente di fatto, separando per legge chi gestisce raccolta e riciclaggio da chi gestisce smaltimento con discariche ed inceneritori,
5. sull’introduzione di una tassa “contro l’usa e getta” e nel contempo di una incentivazione economica ai materiali comportabili e riciclabili,
6. sull’introduzione di un processo di reale partecipazione/informazione dei cittadini e dei Comitati ed associazioni locali alle decisioni in materia di gestione del ciclo dei rifiuti ed alle verifiche dei dati di inquinamento sugli impianti esistenti.


Campagna pubblica Non Bruciamoci il Futuro

Il Portavoce
Massimo Piras

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Il Premio Nobel C. Rubbia: "L'errore nucleare. Il futuro è nel sole"

Da Repubblica.it - 29/11/2009

"Parla il Nobel per la Fisica: "Inutile insistere su una tecnologia che crea solo problemi e ha bisogno di troppo tempo per dare risultati". La strada da percorrere? "Quella del solare termodinamico. Spagna, Germania e Usa l'hanno capito. E noi..." di ELENA DUSI


Carlo Rubbia

ROMA - Come Scilla e Cariddi, sia il nucleare che i combustibili fossili rischiano di spedire sugli scogli la nave del nostro sviluppo. Per risolvere il problema dell'energia, secondo il premio Nobel Carlo Rubbia, bisogna rivoluzionare completamente la rotta. "In che modo? Tagliando il nodo gordiano e iniziando a guardare in una direzione diversa. Perché da un lato, con i combustibili fossili, abbiamo i problemi ambientali che minacciano di farci gran brutti scherzi. E dall'altro, se guardiamo al nucleare, ci accorgiamo che siamo di fronte alle stesse difficoltà irrisolte di un quarto di secolo fa. La strada promettente è piuttosto il solare, che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo e dimostra di saper superare gli ostacoli tecnici che gli capitano davanti. Ovviamente non parlo dell'Italia. I paesi in cui si concentrano i progressi sono altri: Spagna, Cile, Messico, Cina, India Germania. Stati Uniti".

La vena di amarezza che ha nella voce Carlo Rubbia quando parla dell'Italia non è casuale. Gli studi di fisica al Cern di Ginevra e gli incarichi di consulenza in campo energetico in Spagna, Germania, presso Nazioni unite e Comunità europea lo hanno allontanato dal nostro paese. Ma in questi giorni il premio Nobel è a Roma, dove ha tenuto un'affollatissima conferenza su materia ed energia oscura nella mostra "Astri e Particelle", allestita al Palazzo delle Esposizioni da Infn, Inaf e Asi.

Un'esibizione scientifica che in un mese ha già raccolto 34mila visitatori. Accanto all'energia oscura che domina nell'universo, c'è l'energia che è sempre più carente sul nostro pianeta. Il governo italiano ha deciso di imboccare di nuovo la strada del nucleare.

Cosa ne pensa?
"Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c'è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano".

Lei è il padre degli impianti a energia solare termodinamica. A Priolo, vicino Siracusa, c'è la prima centrale in via di realizzazione. Questa non è una buona notizia?
"Sì, ma non dimentichiamo che quella tecnologia, sviluppata quando ero alla guida dell'Enea, a Priolo sarà in grado di produrre 4 megawatt di energia, mentre la Spagna ha già in via di realizzazione impianti per 14mila megawatt e si è dimostrata capace di avviare una grossa centrale solare nell'arco di 18 mesi. Tutto questo mentre noi passiamo il tempo a ipotizzare reattori nucleari che avranno bisogno di un decennio di lavori. Dei passi avanti nel solare li sta muovendo anche l'amministrazione americana, insieme alle nazioni latino-americane, asiatiche, a Israele e molti paesi arabi. L'unico dubbio ormai non è se l'energia solare si svilupperà, ma se a vincere la gara saranno cinesi o statunitensi".

Anche per il solare non mancano i problemi. Basta che arrivi una nuvola...
"Non con il solare termodinamico, che è capace di accumulare l'energia raccolta durante le ore di sole. La soluzione di sali fusi utilizzata al posto della semplice acqua riesce infatti a raggiungere i 600 gradi e il calore viene rilasciato durante le ore di buio o di nuvole. In fondo, il successo dell'idroelettrico come unica vera fonte rinnovabile è dovuto al fatto che una diga ci permette di ammassare l'energia e regolarne il suo rilascio. Anche gli impianti solari termodinamici - a differenza di pale eoliche e pannelli fotovoltaici - sono in grado di risolvere il problema dell'accumulo".

La costruzione di grandi centrali solari nel deserto ha un futuro?
"Certo, i tedeschi hanno già iniziato a investire grandi capitali nel progetto Desertec. La difficoltà è che per muovere le turbine è necessaria molta acqua. Perfino le centrali nucleari in Europa durante l'estate hanno problemi. E nei paesi desertici reperire acqua a sufficienza è davvero un problema. Ecco perché in Spagna stiamo sviluppando nuovi impianti solari che funzionano come i motori a reazione degli aerei: riscaldando aria compressa. I jet sono ormai macchine affidabili e semplici da costruire. Così diventeranno anche le centrali solari del futuro, se ci sarà la volontà politica di farlo".

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Centraline di monitoraggio dell'aria - un caso emblematico



Riceviamo e pubblichiamo

"Comunicato stampa Agenzia Europea Ambiente. Dopo l’inganno le beffe!

Anna Gasquet dell’Ufficio Comunicazione dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) risponde ai Cittadini ed al WWF con una breve nota di spiegazioni su quanto denunciato nei giorni scorsi circa l’approssimazione insolita di un sito web gestito proprio dall’Agenzia stessa.

In prossimità dell’Edipower nel comprensorio del Mela (Messina) non ci sono centraline di monitoraggio che trasmettono dati della qualità dell’aria al sito Eye on Earth. L’autore

del comunicato stampa (WWF), per affermare che l’Agenzia definisce “Ottima” la qualità dell’aria nella zona di ASI, deve aver utilizzato i dati del modello il quale procura valori approssimativi per superfici molto estese di territorio. Come tutti i modelli, sembra ingiusto imputare all’Agenzia colpe di mancata accuratezza: specialmente in una zona di superficie così limitata come nel caso del sito Edipower. Eye on Earth, nella sezione “Aiuto”, procura indicazioni molto chiare su la differenza tra dati della qualità dell’aria, effettivamente misurati sul territorio, e quelli che risultato da calcoli del modello di previsione della qualità dell’aria. Il comunicato afferma che il sito Edipower si vede solo in Google Earth ma non nelle mappe dell’Agenzia. Ciò è vero. I governi hanno in genere regole diverse nel consentire la pubblicazione di immagini aeree di zone ritenute sensibili dal punto di vista di sicurezza nazionale. Particolarmente quando queste sono acquisite dallo spazio aereo da essi controllato. E’ possibile che il governo italiano abbia identificato dei dettagli nelle immagini ad alta risoluzione della Microsoft che non potevano essere mostrati per motivi di sicurezza nazionale. Allora perché è diverso in Google? Bene, Google utilizza immagini satellitari raccolte al disopra dello spazio aereo controllato dove il diritto nazionale d'Italia non si applica.”
Anna Gasquet - European Environment Agency Communications.


Avevamo ragione! L’EEA ha confermato i sospetti circa l’approssimazione delle rilevazioni e i segreti di Pulcinella che sono alla base delle false comunicazioni ai Cittadini. In questo caso la Salute ed il diritto alla informazione sono mero appannaggio di opportunismo economico quali i diritti di pubblicazione di un sito web piuttosto che un altro. E mentre continuano le pericolose fumate della Centrale Edipower (le immagini allegate sono del 15/12/2009 alle ore 7.20), si assiste alla indecorosa battaglia verbale che il Consiglio comunale di Milazzo sta diluendo nel tempo per poter giungere ad un “documento di condanna” per chi inquina. La verità è che non si ha il CORAGGIO di denunciare gli inquinatori e di prendere le difese dei Cittadini senza mezze misure. Nei giorni scorsi c’è stata una importante riunione a Palermo all’Assessorato Territorio ed Ambiente per definire alcune regole importanti volte alla regolamentazione dell’installazione di nuovi impianti ed è stato ufficialmente detto che il “Piano di Risanamento” del Comprensorio del Mela è pronto dal 2008 ma NESSUNO ne tiene conto per adottare i provvedimenti suggeriti!

Milazzo li 19/12/2009

Referente regionale aree industriali a rischio
Dr. Giuseppe Falliti

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22 dicembre 2009

Moscherini: regali per enel, merda sui cittadini

Riportiamo da civonline.it

“Come spesso accade il sindaco inventa – ha aggiunto il consigliere di opposizione – in questa come in altre occasioni non ci si può girare intorno o trovare sotterfugi: il parco in quel modo e in quell’area è una “prescrizione”, non ottemperarle significa incorrere in sanzioni. Lo scorso aprile, prima della lettera del sindaco (che è di settembre) il Ministero dell’Ambiente aveva già sollecitato in questo senso evidenziando la mancata ottemperanza e quindi la realizzazione dell’area boscata”


Una lettera del sindaco Moscherini cambia lo "spirito" della mozione presentata dalla minoranza sul verde. Nella missiva il primo cittadino propone di "sparpagliare" i 40 ettari di bosco che da prescrizione VIA sarebbero dovuti sorgere a ridosso di Tvn.


CIVITAVECCHIA - È durata circa due ore e mezzo la discussione in consiglio comunale della mozione presentata dai consiglieri di opposizione Guerrini, Piendibene, Cosimi , Porro, Gatti e Gaglione “inerente la problematica che impegna il verde pubblico della città”. Un dibattito alla fine risultato poco produttivo: l'argomento della mozione è stato sospeso e rinviato in altra sede, nella prossima seduta dei capigruppo, dalla quale se usciranno spunti o soluzioni concertate verranno eventualmente inserite all'odg del prossimo consiglio comunale utile.

In realtà la discussione del provvedimento, illustrato da Mauro Guerrini, ha focalizzato l’attenzione del consiglio circa un particolare aspetto del “verde pubblico”, ovvero la realizzazione così come previsto dal decreto 680 del 2003, di un parco di 40 ettari a ridosso di Tvn come compensazione all’inquinamento dell’impianto.”È assurdo che la prescrizione dal 2003 non sia stata ancora ottemperata – ha commentato Guerrini – anche perché a breve ci troveremo a vivere l’incredibile avventura di una centrale potentissima che brucerà 20mila tonnellate al giorno di carbone (7 milioni in un anno) ogni giorno verranno prodotte 1000 tonnellate di scorie che per spostarle saranno necessario 100 autotreni al giorno (365mila in un anno). Serve un parco immediatamente. Chiediamo al Comune di mettere in mora Enel per non avere ancora adempiuto alla prescrizione e chiediamo al sindaco di fornire dati e date certe circa la realizzazione e la gestione di quest’area verde”. Guerrini ha infine infine tirato in ballo Tirreno Power e sull’impianto di Tvs, alimentato a metano ma che nella sua storia è “sempre stato visto come una sorta di problema minore benché con le stesse pecche e livelli di inquinamento

L’intervento del consigliere di maggioranza Vitali ha però decisamente cambiato lo “spirito” della mozione, soprattutto oggettivamente. Il provvedimento infatti non “era al corrente” di una lettera datata 23 settembre del 2009 firmata in calce dal sindaco e inviata ai vari ministeri, Regione Lazio, Provincia ed Enel. Il consigliere di An ha tirato fuori l’atto rendendolo pubblico al consiglio. Sostanzialmente nella lettera il sindaco propone, dato che sono cambiate le condizione rispetto alla soluzione prospettata da Enel, di “spostare” l’area verde sparpagliandola più in prossimità della città. “Si potrebbe avviare un’opera di rimboschimento – ha letto Vitali – di alcuni fossi torrentizi anche a scopo di prevenzione del degrado idrogeologico. Anche perché l’area dei serbatoi, dove doveva nascere il “Parco dei Serbatoi” nell’attuale Piano Regolatore Generale è destinata ad usi industriali in quanto “sulla stessa insisteva il parco serbatoi di olio combustibile che alimentava la vecchia centrale”. Quelle aree inoltre, come si legge nella lettera, potrebbero essere “più proficuamente destinate ad usi produttivi legati all’esercizio della centrale (riutilizzo del gesso per manufatti edilizi, sperimentazione e cattura Co2). Una lettera che di fatto contiene “una proposta” coma ha ribadito nel suo intervento il presidente Cappellani anche perché “l’isola verde in quell’area fa comodo sola ad Enel. “Quale sarebbe l’utilità di un parco in quella zona – ha ribadito Cappellani – sarebbe più giusto rimboschire e riqualificare i parchi cittadini ma anche valutare azioni più utili in termini di “verde” in altre zone, ad esempio la valle di Fiumaretta se si salverà dal progetto Bretella A12-porto”. Questi elementi di novità e la necessità di concertare l'argomento più accuratamente (magari cercando la "solidarietà" della maggioranza) sono stati gli elementi che hanno fatto sorgere qualche dubbio nell’opposizione. Per Alessio Gatti il problema è addirittura antecedente e da ascrivere a quanto contenuto nell’accordo Comune-Enel. “Quell’accordo fu finto – ha aggiunto il consigliere di minoranza – senza obblighi da parte dell’Enel. Fu un accordo sbagliato fino ad un certo punto, sicuramente fatto nell’interesse di pochi. Non si riesce ancora a capire il perché furono fatti quei tipi di consorzi quando gli unici che servivano per lavorare nel cantiere erano quelli “di settore” per tutelare le imprese civitavecchiesi. La città ha preso solo subappalti e si è impoverita”. Gatti ha poi incalzato in merito all’ipotesi di una conversione a carbone del 4°gruppo di Tvs. “ Sarebbe una richiesta legittima - ha aggiunto – in questo senso: sullo stesso territorio c’è una concorrente che produce energia sul mercato a metà del costo, perché Tirreno Power non dovrebbe essere messa nelle stesse condizioni”.

Petrelli (AeL) sarebbe anche disposto ad accettare la “proposta” di dislocare in polmone verde qua e la nella città ma “a patto che vengano piantate le 1500 specie arboree previste dalla prescrizione”. Parco a ridosso di Tvn senza sé e senza ma per Roberto Cosimi (Pd) perché “in politica e in città c’è una cattiva interpretazione degli elementi che verranno bruciati a Tvn. In un paese se non c’è la salute non c’è libertà”.

Tagliente e puntiglioso l’intervento di Manuedda (Verdi) ha parlato di “atteggiamento creativo del sindaco nei confronti della Pubblica Amministrazione”. “Come spesso accade il sindaco inventa – ha aggiunto il consigliere di opposizione – in questa come in altre occasioni non ci si può girare intorno o trovare sotterfugi: il parco in quel modo e in quell’area è una “prescrizione”, non ottemperarle significa incorrere in sanzioni. Lo scorso aprile, prima della lettera del sindaco (che è di settembre) il Ministero dell’Ambiente aveva già sollecitato in questo senso evidenziando la mancata ottemperanza e quindi la realizzazione dell’area boscata”. Manuedda ha infine citato il contenuto di un’altra missiva del Ministero per i Beni culturali nella quale l’ente preciserebbe che “la semplice richiesta inoltrata dal Comune di Civitavecchia non può consentire la sospensione della realizzazione di un progetto che risulta già approvato” (nota del 17.11.209). Non risulterebbe idoneo a modificare una prescrizione ministeriale quindi.“Non mi risultano infatti ad oggi – ha concluso Manuedda – prescrizioni ministeriali Via (valutazione impatto ambientale) modificate successivamente all’approvazione. Può anche essere che si possa fare, ma significa avere gli alberi piantati tra molti anni”. Insomma una discussione che è rimasta nel vuoto, o meglio maggioranza e opposizione hanno lasciato nell’aria, che attende già da troppo tempo di essere arricchita di ossigeno pulito. Il parco non può certo risolvere i problemi ambientali di Civitavecchia, ma sicuramente è meglio che ci sia.

Mat. Mar.

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Inquinamento acustico da Torrevaldaliga Nord

Da qualche tempo molti cittadini lamentano i loro sonni disturbati da un rumore cupo durante la notte. L'origine pare essere la "fabbrica d'aria pulita", la pluri inquisita piaga a carbone di enel.
Vedi qui

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Proposta per la raccolta di materiali ferrosi

Lettera a Moscherini dal
Coordinamento Cittadino per il Sì alla raccolta differenziata “porta a porta”


“Caro Sindaco, come Lei certamente saprà, nel mese di novembre c.a., nei giorni 20, 21 e 22, si è svolta nella nostra città una raccolta straordinaria di materiali ferrosi e non. L’iniziativa, denominata “Civitavecchia Differente”,

è stata organizzata da un gruppo di cittadini che aderiscono al Coordinamento che chiede l’attivazione della raccolta differenziata domiciliare dei rifiuti denominata “porta a porta”. L’evento ha avuto un grande successo. Moltissimi i cittadini che hanno conferito i materiali di scarto presso la piattaforma allestita dal Coordinamento. Ben 3 800 chilogrammi di rifiuti sono stati sottratti alla discarica diventando una vera e propria risorsa. Infatti dalla vendita dei materiali ad un’impresa locale si è ricavata la somma di ben 700,00 euro. Interamente devoluti all’ As.S.Pro.Ha, un’associazione cittadina che si occupa di sostegno all’handicap. Ma il successo dell’evento sta a testimoniare una grave situazione sotto il profilo della gestione dei rifiuti. Da quasi un anno la città è priva dell’isola ecologica. L’assenza di uno spazio attrezzato, imposto dalla normativa vigente (decr. lgs n. 152 del 2006 – D.M. 08/04/2008), priva i cittadini di conferire alcune tipologie di rifiuti in modo corretto. Ciò dà luogo a smaltimenti illegali delle stesse, causando il proliferare di discariche abusive. Visto dunque il risultato dell’iniziativa di cui sopra; considerato che la città non dispone ancora dell’isola ecologica, rilevata l’assenza della raccolta differenziata “filo strada” dei materiali ferrosi e non, Le chiediamo di attivarsi quanto prima al fine di dotare la città di piattaforme di raccolta dei materiali sopra detti. La raccolta potrebbe avere cadenza mensile. In questo modo i cittadini disporrebbero di spazi di conferimento vicini alle loro abitazioni. Come sopra dimostrato, i materiali a cui ci si riferisce sono fonte di ricavi rilevanti. Ricavi che possono essere ottenuti conferendo ai Consorzi di filiera oppure alle imprese locali che lavorano nel settore specifico. Visto il risvolto remunerativo dell’iniziativa che Le stiamo proponendo, La invitiamo a valutare l’idea di sostenere il lavoro delle associazioni di volontariato locali che operano egregiamente in molti settori sociali. Infatti, le somme ricavate dalla vendita dei materiali raccolti potrebbero essere totalmente o in parte destinate a finanziare quelle attività di volontariato che non di rado sopperiscono alla mancanza di servizi pubblici mirati. Certi di un Suo pronto interessamento Le porgiamo cordiali saluti”.

Coordinamento Cittadino per il Sì alla raccolta differenziata “porta a porta”

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21 dicembre 2009

"Un altro regalo di Moscherini all'Enel"

"Enel se la ride beata: ma dove lo trova un altro Sindaco così! Uno che non solo non reclama minore inquinamento, uno che non solo non ficca il naso in centrale, ma che oltretutto, imbeccato a dovere, si fa pure in quattro per riconsegnare ad Enel un’area di molte decine di ettari."


L'area dell'attuale Parco nafta, su cui secondo prescrizioni ambientali doveva sorgere l'ormai famoso parco con boschetto realizzato dall'Enel, sarebbe stato restituito dal Comune all'azienda elettrica. E' quanto denuncia Rifondazione comunista che parla di un ennesimo regalo alla Spa attaccando duramente il primo cittadino richiamandolo al rispetto di quanto prescritto dal Ministero dell'Ambiente con l'autorizzazione alla riconversione di Tvn. Di seguito l'intervento integrale del Prc a firma dell'ex consigliere comunale Roberto Bonomi.

Da Centumcellae.it


Per la verità, pensavamo che l’Amministrazione avesse verso l’azienda elettrica tutt’altre priorità, qualcosa che ad esempio avesse a che fare con i problemi occupazionali. O con la sicurezza delle attività. O con la lotta al lavoro nero. O con i controlli agli scarichi, al trattamento dei rifiuti, alla movimentazione dei materiali pulvirolenti e alle attività di dragaggio. O ancora, per dirne un’altra, con i lusinghieri limiti fissati per la centrale a carbone Enel di Porto Tolle – gemella di Torrevaldaliga Nord – visto che lì gli amministratori veneti sono riusciti a spuntare un taglio del 30 % per ossidi di zolfo e polveri: il tutto scritto nero su bianco già nel decreto di autorizzazione, che naturalmente è qualcosa di ben più consistente del generico impegno ad un minore inquinamento concessoci da Enel.
Ma come, si sono allora chiesto in molti, ci sono tutti questi problemi sul tappeto e l’Amministrazione non fa nulla? Non interviene? Non è possibile, il Sindaco deve reagire!!!
E infatti il Sindaco ha reagito. Solo che invece di rivendicare soluzioni favorevoli alla comunità, invece di mostrarsi furibondo verso Enel e ministeri, il Nostro ha preso carta e penna e con polso fermo ha avanzato la sua inedita trovata: riconsegnare alla stessa Enel l’ex Parco nafta, realizzando il parco lì previsto in altre aree comunali. Che piglio! Che inarrivabile genio! Che condottiero indomabile!
Enel se la ride beata: ma dove lo trova un altro Sindaco così! Uno che non solo non reclama minore inquinamento, uno che non solo non ficca il naso in centrale, ma che oltretutto, imbeccato a dovere, si fa pure in quattro per riconsegnare ad Enel un’area di molte decine di ettari. Un regaluccio da diversi milioni di euro per la povera multinazionale che formalmente non chiede alcunché: per carità, al lavoro sporco ci pensa l’Amministrazione locale che, se qualcuno l’ha dimenticato, senza i soldi Enel avrebbe già dichiarato bancarotta. Roba da Tapiro d’oro.
Ora, precisato che la realizzazione del cosiddetto Parco dei Serbatoi è una prescrizione ministeriale, e sottolineato altresì che l’autorizzazione alla riconversione di Torrevaldaliga Nord è “subordinata al rispetto delle prescrizioni formulate dalle Amministrazioni” (art. 2 decreto n. 55/2003 del Ministero Attività Produttive), vorremmo ricordare al Sindaco e all’Enel che il parco previsto deve essere almeno in parte realizzato “prima della chiusura del cantiere della centrale” (Decreto VIA n. 680/2003 del Ministero dell’Ambiente). Altro che spostarlo altrove: piaccia o non piaccia deve rimanere lì. E vorremmo inoltre ricordare che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, a fronte della istanza avanzata dall’Amministrazione di soprassedere alla realizzazione del parco, ha esplicitamente dichiarato che “la semplice richiesta inoltrata dal Comune di Civitavecchia non può consentire la sospensione della realizzazione di un progetto che risulta già approvato” (nota del 17.11.209). E’ sufficiente?
Se Enel vuole donare qualche area verde alla città ha tutte le risorse per farlo. E per la verità ne avrebbe il dovere. In tal senso, se ritiene opportuno faccia dunque la sua offerta, ma non cerchi di pretendere in cambio ciò che ha già concesso per realizzare il proprio impianto>

Roberto Bonomi - Rifondazione comunista

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