No al carbone Alto Lazio

10 dicembre 2007

Bersani, Enel, carbone: le vignette satiriche di Lorenzo Fortunati

Una breve galleria di vignette satiriche per chi non disdegna il riso amaro...









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9 dicembre 2007

Veltroni parla di rinnovabili...


Sul sito di Repubblica (vedi qui) leggiamo:
"Veltroni: dobbiamo assumere la sfida delle rinnovabili"

"Un Paese come l'Italia e un continente come l'Europa hanno il dovere di assumere la grande sfida sull'energia rinnovabile". Lo dice, dal palco del congresso di Legambiente, il segretario del Pd, Walter Veltroni, che si rifa' alle parole dettegli dal premier spagnolo Zapatero nel corso del loro ultimo incontro. In quella occasione, riferisce Veltroni, "Zapatero mi ha detto di essere contrario all'energia nucleare e di voler andare in un'altra direzione, quella dell'energia solare, eolica e fotovoltaica". Un problema che si pone anche per il nostro Paese, ed infatti Veltroni bacchetta le scelte fatte finora: "E' mai possibile che abbiamo cento pannelli solari per metro quadro contro i trecento della Grecia? E' mai possibile che tutti i nuovi edifici non possano avere una percentuale di energia rinnovabile?". Questa, per Veltroni, e' "la nuova sfida" che bisogna assumersi".


Innanzitutto speriamo che l'errore del "cento pannelli solari per metro quadro contro i trecento della Grecia" sia da imputare a chi ha trascritto l'intervento, e non a Veltroni.

Bene, molto bene, sul "no al nucleare".

Qualcuno potrebbe iniziare a gioire: il leader del futuro PD sembra avere le idee piuttosto chiare in materia. Eppure chi quelle idee le conosce più a fondo, sa che c'è poco da attendersi da parte di Veltroni, circa una seria sterzata pro-energie rinnovabili nella politica energetica italiana.

Basta sfogliare la sua ultima opera editoriale: in sostanza non vi si trova nient'altro che una ben poco coraggiosa attestazione su quelle che sono le linee generali già espresse dall'UE per la politica energetica dei prossimi 13 anni.

Inoltre c'è molto da sospettare quando simili affermazioni vengono lanciate in un congresso di Legambiente. Altra cosa sarebbe ascoltarle da sedi istituzionali più "compromettenti", e mediaticamente più "hot". Insomma Veltroni ci pare qui impegnato nella sua strategia tipica, ovvero "retorica da manovra ad ampio raggio".

Caro Veltroni, la attendiamo alla prova dei fatti. Ma sarà un'attesa inutile?

Cominciamo a parlare di qualcosa di molto vicino a lei: la riconvertenda centrale a carbone di Civitavecchia. Cos'ha fatto, finora, come sindaco di Roma, per contrastare l'uso del carbone? NULLA. Come al solito, Veltroni e la sinistra vogliono raschiare i voti degli ambientalisti della domenica: tanti, in crescita, e male informati. Un bacino elettorale perfetto.

Ce lo dica lei, Veltroni, qual'è la sua ricetta: un pannello solare sul tetto e centrali a carbone fuori casa?



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7 dicembre 2007

altri 105 morti nelle miniere di carbone cinesi


Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La polizia cinese ha arrestato questa mattina due dirigenti della miniera Rui Zhiyuan, nei pressi della città di Linfen (Shanxi, Cina centrale), distrutta ieri da un’esplosione che ha ucciso fino ad ora 105 persone. I due sono accusati di aver cercato di insabbiare l’incidente, sprecando tempo utile per le ricerche ed i soccorsi ai minatori intrappolati.

Vedi qui per l'articolo intero

Sono 310 morti ogni mese, nell'ultimo anno, almeno secondo le stime ufficiali. Quelle non ufficiali ne triplicano il numero.
"Carbone pulito".

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I veri ecobugiardi Vol.II: il caso Marrazzo


Secondo appuntamento con la rubrica "I Veri Ecobugiardi".
La prima è stata dedicata alle ecoballe di Sorgenia (VEDI QUI) , spacciate nelle sue ingannevoli pubblicità, a danno dei cittadini/consumatori.
Stavolta protagonista di questo spazio è il Presidente della Regine Lazio Piero Marrazzo, ex Narciso-RobinHood del tubo catodico. Dopo aver incassato i voti delle popolazioni dell'Alto Lazio con le promesse contro il carbone, la sua amministrazione ha sostanzialmente latitato quanto al mantenimento delle stesse.
I piani di sfruttamento del territorio dell'Alto Lazio da parte di Enel non sono mai stati contrastati se non attraverso piccole azioni di opposizione che -ora sappiamo- servivano solo ad alzare la posta delle compensazioni. Stessa tattica usata dal centrosinistra tutto nelle ultime elezioni provinciali dello scorso maggio, il quale ha addirittura cavalcato, nel Lazio, la protesta dei Nocoke.
La cavalcata ha pagato due volte: prima evitando la disfatta elettorale, e ora con le varie amministrazioni locali che tendono il piattino dell'elemosina ad Enel per tentare di ottenere compensazioni economiche come "risarcimento" per la presenza di impianti di produzione energetica tossici e inquinanti.

Ma non è finita: notizia del 5/12/2007 "A Civitavecchia una centrale a idrogeno".
Leggiamo su Civonline.it (vedi qui per l'articolo intero):

Il presidente del Lazio Piero Marrazzo commenta la firma del protocollo d’intesa con il Ministro dell’Ambiente Previsto anche un impianto per la produzione di energia solare termodinamica a concentrazione. Tutto, però, dopo il carbone. Gasbarra su Tvn: «Facciamo in modo che dall’Enel non ci venga data questa sòla obsoleta»

Da quanto si evince dalle dichiarazioni, si possono individuare elementi positivi per il futuro del territorio che tenta di accumulare ulteriori motivi per scacciare finalmente la venefica presenza di Enel; in un futuro, però, tutt'altro che prossimo.
Il punto è che in tutto questo, l'unico punto fermo resta il carbone. Prima il carbone, poi gli investimenti nelle energie pulite. Con Gasbarra presidente della Provincia di Roma che -secondo un copione ormai consolidato- gioca a far sponda ai cittadini contro il carbone, per evitare l'approfondirsi di ormai evidenti rotture rispetto al bacino elettorale della sua compagine.
La dinamica politica non presenta novità, insomma: l'"ossatura" gelatinosa del "progetto" energetico italiano (un ectoplasma) viene costruita attorno alle esigenze di lucro di giganti come Enel, nonostante tutto.
Mentre a livello locale la sinistra governativa cerca -e in parte riesce- a intercettare il consenso di quanti hanno a cuore le sorti del proprio ambiente di vita, e spingono vero una svolta per un futuro realmente Possibile.
Francamente, il "no al carbone" di Gasbarra in un congresso di Legambiente, ci pare tutt'altro che rilevante, anzi: MOLTO sospetto.

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Inquinamento e nascite premature

Studiosi della UCLA School of Public Health (USA) hanno rilevato che le donne in stato di gravidanza che vivono in aree inquinate hanno un aumento del rischio del 10 - 25 % di dare alla luce bambini prematuri rispetto alle gravide che vivono in zone meno inquinate (1).

Lo studio effettuato nella Contea di Los Angeles, la più popolata degli Stati Uniti, ha preso in esame 2.500 donne che avevano partorito nel 2003. I ricercatori hanno accuratamente separato altri fattori di rischio di parto prematuro, come il fumo di sigaretta ed il consumo di alcool, dall’esposizione ad inquinanti quali le polveri fini e l’ossido di carbonio. In particolare, i risultati di questa ricerca hanno messo in evidenza come l’aumento del rischio nelle gravide esposte fosse soprattutto evidente se l’esposizione era avvenuta nel primo trimestre di gravidanza o nelle ultime settimane prima del parto.

Gli autori concludono che i governi DOVREBBERO effettuare una valutazione costi/benefici quando si prende in esame la necessità di ridurre l’inquinamento. Tale valutazione dovrebbe essere fatta non solo in termini economici ma, soprattutto, in rapporto ai gravi danni alla salute causati dagli inquinanti.

I risultati di un recente studio patrocinato dall’ACI elaborando dati istituzionali, ha confermato in Italia quello che accade in Europa, vale a dire che solo una percentuale inferiore al 30 % delle polveri fini rilevate nelle città italiane viene prodotta dal traffico stradale (2,3). La produzione di energia, le industrie ed gli inceneritori, complessivamente, sono responsabili dell’emissione in aria di una quota di polveri fini superiore a quella prodotta dal traffico (2,3).
B. Ritz, M. Wilhelm, K.J. Hoggatt, J. Kay, C. Ghosh. American Journal of Epidemiology, online publ.
European Commission: Airborne particles and their health effects in Europe. Brussels, ENV.C1/AZr March (2003).
TNO, 1997, Particulate Matter Emissions (PM 10, PM 2.5, PM 0.1) in Europe in 1990 and 1993, TNO Report No TNO-MER-R96/472, The Netherlands.

Giovanni Ghirga
Medici per l’Ambiente dell’Alto Lazio

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4600 MW dal risparmio energetico

da: La Repubblica del 05.12.07, di VALERIO GUALERZI
"Con un miliardo di investimenti in efficienza si evita di sprecare circa 4.600 megawatt.L'a.d. di Terna Cattaneo: "Via cavi e tralicci in quantità tre volte superiore a quelli previsti dalle nuove infrastrutture"

Esulta Pecoraro Scanio: "E' come se avessimo costruito il super impianto di Civitavecchia"
ROMA - Del risparmio ottenuto in bolletta se si sostituiscono in casa le lampadine ad incandescenza con quelle a basso consumo o se siscelgono elettrodomestici di classe A al posto di quelli energivori si sa ormai praticamente tutto. Ma cosa succede se a puntaresull'efficienza energetica è un colosso come Terna? Accade che il risultato è straordinario e si può fare a meno di costruire cinque o seinuove centrali di grossa taglia.

La società che gestisce la rete elettrica nazionale ha presentato oggi a Roma dieci progetti in via di realizzazione che permetteranno direcuperare circa 3.500 megawatt di energia (l'equivalente di 300 milioni di kilowattora, tanti quanti ne cosumano centomila famiglienell'arco di un anno) e di immetterne oltre mille ottenuti da fonti rinnovabili, in particolare dall'eolico, che pone problemi particolariper quanto riguarda i picchi di produzione. Un piano benedetto dal ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, intervenuto allapresentazione del pacchetto di interventi. "La ristrutturazione avviata da Terna sulla rete elettrica libera 4600 MW, più del doppio dellamega centrale di Civitavecchia", ha esultato Pecoraro. E' questa, ha aggiunto, "l'imprenditoria del sì, la cultura dell'impresa e lacultura della programmazione", che si contrappone a quella "dell'incassare". "Quando si parla di efficienza energetica - ha ricordatoancora il ministro - dobbiamo riferirci anche e soprattutto all'efficienza delle infrastrutture di trasporto dell'energia" perché"l'energia in Italia c'è, ma la bruciamo e poi la buttiamo".

A illustrare nel dettaglio i dieci progetti è stato l'amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo. L'azienda, ha spiegato, "hastanziato un investimento di un miliardo di euro per razionalizzare e sviluppare in modo compatibile con l'ambiente la rete elettrica aalta tensione in Italia". Se il tornaconto ottenuto nel campo dell'efficienza con la rimozione degli "imbottigliamenti" è il più immediatoe apprezzabile, i "10 progetti per uno sviluppo sostenibile" messi in cantiere avranno anche diverse altre ricadute positive.

"Saranno eliminati cavi e tralicci in quantità tre volte superiore a quelli previsti dalle nuove infrastrutture - ha sottolineato ancoraCattaneo - 1200 chilometri di linee da smantellare a cui saranno sostituiti 450 chilometri di nuovi elettrodotti". A guadagnarne sarannoquindi anche il paesaggio e l'estetica, con l'abbattimento di 4.800 tralicci per l'alta tensione, 161 dei quali in cemento armato.Materiale per oltre sessantamila tonnellate che verrà avviato al riciclo. Inoltre saranno liberati circa 4 mila ettari di territorio.

I nuovi tralicci e le nuove infrastrutture saranno messe a disposizione per altri usi, come il monitoraggio degli incendi e la diffusionedella rete wi-fi, evitando quindi inutili raddoppi e sovrapposizioni. Si cercherà anche di realizzarle con il massimo dell'attenzioneall'integrazione paesaggistica e allo scopo Terna ha già lanciato alcuni concorsi internazionali d'architettura per ottenere piloni etralicci "esteticamente sostenibili".

Le regioni interessate dai progetti sono undici: Lombardia, Piemonte, Veneto, Umbria, Abruzzo, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata,mentre il raddoppio del collegamento attraverso lo Stretto di Messina riguarda sia la Calabria, divenuta esportartice di energia, e laSicilia. In tutti i casi, ha rivendicato Cattaneo, è stata cercata e trovata l'intesa con le amministrazioni locali adottando i criteridella Vas, la "valutazione ambientale strategica". Un risultato ottenuto - e questa è forse la più sorprendente di tutte le cifre fornitedal manager - attraverso 40 mila ore di concertazione con enti locali ed istituzioni.

E anche questo è stato un aspetto sottolineato con soddisfazione da Pecoraro Scanio. "Pianificazione e concertazione - ha osservato ilministro - sono le strade maestre da seguire per ottenere risultati importanti, esattamente il contrario di quanto stabilisce la leggeobiettivo, che infatti non è riuscita a far approvare neppure l'1% dei suoi progetti".

SE TUTTO QUESTO E' VERO, COME E' VERO DEL RESTO CHE LA BUFALA DELL'EMERGENZA ENERGETICA ITALIANA E' STATA SMASCHERATA, NON E' PARADOSSALE CHE SI INVESTNO SOLDI IN IMPIANTI COME CENTRALE A CARBONE ENEL DI CIVITAVECCHIA?

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Comunicato Nocoke Brindisi su Enel

Brindisi, 5/12/2007

"Le gravissime affermazioni dell'ENEL contro il Presidente della Provincia di Brindisi, che nella battaglia contro il carbone interpreta i sentimenti della cittadinanza brindisina e la volontà di tutte le forze politiche provinciali, sono un'offesa alla comunità brindisina tutta.
Siamo certi che, a differenza di quanto pensi l'ENEL, le parole di Errico non siano "l'ultimo atto". E ricordiamo le parole del Sen. Eupreprio Curto che in Consiglio Provinciale ha affermato che a Brindisi non si può parlare di legalità senza risolvere il problema ENEL.
Proprio perchè l'ENEL è quotata in Borsa, è bene che il mondo finanziario sappia che giganteschi profitti sono conseguiti a Brindisi per la esternalizzazione di costi ambientali (emissioni in atmosfera di gas inquinanti e clima-alteranti, scarichi in mare di acque calde e inquinate, polvere di carbone) che Brindisi non ha più intenzione di subire a favore di quei profitti.
Proprio perchè l'ENEL è partecipata dallo Stato, la politica nazionale deve sapere quale impatto ambientale un'azienda dello Stato produce in una sfortunata parte del territorio nazionale.
La riduzione delle emissioni, il progetto di copertura del carbonile e il cristallizzatore, tanto sbandierati dall'ENEL negli ultimi tempi, sono proprio il risultato della forte pressione degli Errico e dell'opinione pubblica.
Ci aspettiamo che la politica brindisina non chini il capo, e con la massima durezza inchiodi l'ENEL alle sue responsabilità, coinvolgendo il Ministero dell'Ambiente in questa battaglia di civiltà."

NO COKE BRINDISI

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5 dicembre 2007

Manovra sospetta della Soprintendenza dei beni architettonici - Lazio

"Stop alla installazione degli impianti fotovoltaici nel Lazio. Lo ha di fatto provocato, attraverso una circolare, la Soprintendenza dei Beni architettonici per il Paesaggio del Lazio, adducendo come motivazione la mancanza di una norma d'indirizzo nazionale. La notizia ha generato l'immediata reazione dell'assessore regionale all'Ambiente Filiberto
Zaratti, il quale non ha mancato di manifestare la propria preoccupazione ed il proprio dissenso. "Comportamenti come questi devono essere ragionati fondo - ha commentato - perché rischiano di minare la fase di star up delle rinnovabili e di creare inutili allarmi
sull'impatto ambientale delle energie pulite. In tema di energia solare è necessario fare molta attenzione nel fluidificare le procedure per l'installazione dei sistemi energetici, specialmente per quelli di piccole dimensioni che sono utilizzati dai cittadini."

Nessuno avrebbe a stupirsi se si venisse a sapere che che dietro questo provvedimento ci sia la pressione delle lobbies energetiche.

Che si affronti immediatamente questa iniziativa indecente.

vedi anche: Qualenergia.it





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Nuovo incidente a TVN, la vita degli operai a rischio


Torna alto l'allarme al cantiere per la riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord dove ieri mattina si è verificato l'ennesimo incidente. Un tirante di oltre cento chili di peso è precipitato da settanta metri di altezza finendo a poca distanza da
alcuni operai.
Lo riferisce in una circostanziata nota stampa il partito della Rifondazione Comunista che precisa come solo per una pura fatalità sia stata scongiurata l'ennesima tragedia. Per il partito è inconcepibile che a un mese e mezzo di distanza dalla morte di Michele Cozzolino non si sia registrato alcun serio progresso in materia di sicurezza ed entrare nel cantiere di Torre Nord per lavorare è come giocarsi la vita. Anche per questo secondo il Prc la
questione del cantiere più grande d'Italia non può restare un fatto di carattere locale ma occorre portare la situazione ad una gestione superiore, con il coordinamento di Comune, Provincia e Regione, con un rallentamento dei tempi di realizzazione dell'impianto, e con la pretesa di controlli sistematici, mentre vanno rimossi i responsabili in una situazione ormai insostenibile. In caso contrario vuol dire che l'amministrazione comunale sta solo facendo melina negli interessi di Enel, che certamente è disposta a pagare anche molti
milioni ma non a farsi legare le mani.

Sullo stesso argomento vedi anche:

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Senatore Fernando Rossi (Movimento Politico dei Cittadini): "Le scelte energetiche oggi? Una condanna a morte"

Roma, 4/12/2007

Forte condanna delle scelte di politica energetica da parte del Senatore Fernando Rossi (MPC), quest'oggi in apertura di seduta.

"Il nostro paese ha svolto una meritoria opera di sostegno per ottenere un voto dell'ONU per la moratoria sulla pena di morte. Nei giorni scorsi ho visitato il quartiere S. Giovanni di Napoli e mi chiedo perché, con l'autorizzazione a realizzare un impianto Turbogas, si sia deciso di applicare la pena di morte ad un imprecisato numero di abitanti di quella città, addirittura senza nemmeno applicare una parvenza di tutela della salute rappresentato dalle procedure obbligatorie di Valutazione Impatto Ambientale. Sono lavori illegittimi ed in violazione di ogni elementare regola di tutela della salute dei cittadini.

Altrettanto avviene a Modugno (BA), dove gli stessi EE. LL. rinunciano a verificare l'osservanza delle, pur labili, disposizioni da loro emanate.

Quello delle Turbogas è un businnes osceno, che l'Organizzazione Mondiale della Sanità, pur fermandosi alle PM 10 (e quindi non calcolando il devastante impatto delle nanopolveri), stabilisce portatore di morti, malattie invalidanti e danni permanenti al sistema cardiovascolare, alle vie respiratorie ed all'apparato digerente.

Ho già presentato, in data 16 maggio, una interrogazione sull'incredibile immissione in atmosfera di diossina all'Ilva di Taranto (90,3% del totale nazionale), una sulla centrale a carbone di Civitavecchia (il 17 ottobre), una su Modugno e oggi stesso ne presenterò una su Napoli, ma i tempi delle risposte sono lunghissimi e lo diventano ancor più quando di mezzo c'è la vita delle persone."

Rossi ha poi rivolto un accorato appello al Presidente del Senato: "Mi rivolgo quindi a lei, che è la seconda carica dello Stato, augurandomi che voglia far sentire la sua autorevole voce presso il Governo, e presso tutte le sedi competenti; ma se anche questo risulterà inutile, a causa delle buone protezioni politiche di cui godono le grandi società coinvolte nell'affare delle Turbogas, ....non ci resterà che rivolgerci alla Magistratura per bloccare i lavori e per ottenere, nonostante i tempi lunghi, la condanna dei responsabili.....sempre che il potere politico non decida di intervenire per sbarrarle la strada."

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4 dicembre 2007

Enel, nuove modifiche al progetto TVN: ma Gasbarra ribadisce il NO AL CARBONE

Gasbarra: "LA PROVINCIA HA GIA’ VOTATO CONTRO LA RICONVERSIONE DI TVN CON VOTO PIENO DI DUE ASSEMBLEE"

Roma, 4/12/07.
Al termine dell'incontro organizzato presso la Regione Lazio per discutere sulla riconversione a carbone della centrale Enel di Torre Valdaliga nord a Civitavecchia, il Presidente della Provincia di Roma E. Gasbarra ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Abbiamo deciso di avviare una sorta di controllo, di monitoraggio dell'area dal punto di vista dell'inquinamento ambientale che e' stato da tutti condiviso prevede di affidare alla Regione Lazio e al suo Presidente Marrazzo il coordinamento di tutti quegli enti preposti al controllo della salute. Io stesso rispetto a incombenze ambientali tipo questa sono disposto a trasferire in questa fase e in quel territorio fondi e ruoli per la Regione Lazio". Lo ha detto Enrico Gasbarra,
All'incontro era presente il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e i rappresentanti di una decina di comuni della zona.
"E' stato un tavolo tecnico interessante, -ha proseguito Gasbarra- nel quale i sindaci hanno ribadito, salvo piccole defezioni, la loro contrarieta' al processo di riconversione a carbone per la centrale di Torre Valdaliga nord. Pare ci sia una novita' nel progetto Enel, ma non c'e' stata su questo nessuna comunicazione ufficiale. La comunicazione verra' eventualemnte data al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo che la inviera' alle istituzioni degli enti locali".
"Per quanto ci riguarda -ha concluso Gasbarra- se il progetto sara' il miglioramento della proposta della centrale a carbone avra' il voto contrario della mia amministrazione. La mia istituzione e' infatti contraria al carbone e lo ha dimostrato gia' con un voto pieno delle due assemblee, se invece sara' una proposta completamente nuova la valuteremo".

Secondo quanto riporta RomaOne.it (vedi qui):


"L'Enel ha modificato il progetto e ora la riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord passa nelle mani del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Il governatore ieri aveva convocato il Tavolo regionale dopo la lettera con la quale il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani lo informava della disponibilita' di Enel a ridurre ulteriormente l'impatto della centrale sul comprensorio di Civitavecchia. Il progetto, dunque, subirà delle correzioni e sarà inviato alle istituzioni locali per una valutazione..."



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