No al carbone Alto Lazio

11 febbraio 2011

Procedura di infrazione europea e Piano Rifiuti Regione Lazio

Dall'associazione "Non Bruciamoci il Futuro" riceviamo, e pubblichiamo:

"Il 9 febbraio a Roma si sono riuniti associazioni, comitati territoriali e forze politiche, uniti dal comune intento di preservare l'ambiente e la salute, che hanno concordato di sottoscrivere l’esposto alla Commissione Europea, promosso dall'Ass. Non Bruciamoci il Futuro (NBF), e predisposto con l’avv. Pietro Adami, contro il piano rifiuti presentato dall'attuale Giunta Regionale, intervenendo così nella procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea, nei confronti della Regione Lazio, ed oggi in corso di svolgimento a Bruxelles.

La CE valuterà anche la conformità del nuovo piano rifiuti della Regione Lazio alla normativa comunitaria. Secondo i firmatari il piano è ancora una volta

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9 febbraio 2011

Civitavecchia, Gianni Moscherini, Terminal Cina

Nel prossimo 10/02/2011 avverà a Roma all'interno del convegno "Piattaforma logistica Italia" la presentazione del megaprogetto della cinese HNA Group riguardante Civitavecchia e dintorni, e comprendente terminalCina, aereoporto e altre enormi porcherie, insomma un goloso piatto da spartire per politica deviata e mafie. Il tutto gestito dai cinesi, senza troppi controlli o "interferenze" italiane.




In occasione dell'incontro riprendiamo un articolo uscito circa un anno fa, che illustra cosa gira attorno ai megaprogetti riguardanti Civitavecchia e dintorni.

"Civitavecchia, porto che Scotti" di Andrea Cinquegrani (03/10/2010)

Per la prima volta viene alla luce l'incredibile scenario affaristico che si muove lungo la costa laziale. Un super mix a base di cosche, politica made in tangentopoli e interessi massonici, in prima fila l'ex P2 Elia Valori. Al centro dei business da miliardi c'e' lo scalo portuale. Ma anche la centrale a biomasse, il cementificio e tutto quanto fa appalto. Ecco nomi, sigle e cifre in ballo.
* * *
Suscita appetiti smisurati e scatena una furia assassina un piccolo porto come puo'

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Cresce la convenienza dell'eolico

Da Repubblica.it
"Il crollo nel prezzo delle turbine eoliche sta spingendo il costo della produzione di energia eolica a livelli molto vicini a quelli del carbone. Ora, sostiene l’agenzia Bloomberg New Energy Finance, il rapporto nelle aeree particolarmente adatte allo sfruttamento dei venti è di 69 dollari scarsi per megawattora eolico contro i 67 dollari delle centrali che bruciano carbone e i 56 degli impianti a ciclo combinato a gas.

Per la prima volta dal 2005, ovvero per la prima volta da quando l’eolico ha

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8 febbraio 2011

Ticino, carbone a Lunen: il no incondizionato dei Verdi


Da RSI
"I Verdi, promotori dell'iniziativa "per un'AET senza carbone", hanno rigettato il controprogetto promosso dal PPD che prevede l'uscita dagli investimenti nella centrale di Lünen nel 2035 e investimenti compensativi nel settore delle energie rinnovabili.

Nell'incontro avuto oggi con una delegazione della speciale commissione energia del Gran Consiglio, gli ecologisti (il cui testo, che ha già raccolto circa 12'000 firme, si oppone alla partecipazione dell'Azienda elettrica ticinese nel progetto di impianto a carbone tedesco, dandole tempo fino al 2015 per cedere le sue quote) sono rimasti sulle proprie posizioni, giudicando che si è ormai fuori tempo massimo per eventuali compromessi.

Il Gran Consiglio discuterà nella sessione di febbraio se sottoporre entrambe le proposte al popolo."

Savona, convegno nazionale sul carbone


Venerdì 18 febbraio, una serata… fin troppo importante per chi si occupa di ambiente e salute e per chi vuole risposte sui due “temi caldi” savonesi, ovvero centrale a carbone e piattaforma Maersk: infatti sono stati organizzati contemporaneamente due appuntamenti, il convegno al Chiabrera sul carbone (organizzato da Uniti per la Salute Onlus in collaborazione con la libreria UBIK) e quello alla SMS Baia dei pirati di Vado ligure sulla piattaforma (organizzato da Amare Vado).
Sicuramente una “svista” organizzativa, considerando il fatto che il target è quasi completamente sovrapponibile, perché quasi tutti i cittadini interessati a un argomento lo sono anche all’altro: ci auguriamo quindi che “Amare Vado” riesca a

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Romania, cinque minatori morti in miniera di carbone

Continua la scia di morte che collega le miniere di carbone di tutto il mondo. Da ANSA:

(ANSA) - BUCAREST, 6 FEB - Cinque uomini sono morti ieri per un incidente avvenuto a 440 metri di profondita' in una miniera di carbone nella valle di Jiu, in Romania. Lo ha reso noto il portavoce della societa' pubblica che gestisce l'impianto. Le vittime sono quattro elettricisti e un ingegnere che erano impegnati in lavori di manutenzione programmati per il fine settimana quando le attivita' minerarie sono sospese. La natura dell'incidente non e' ancora stata chiarita.

6 febbraio 2011

Ombre sotto la nube di TVN

Riceviamo e pubblichiamo:
"Ho letto con interesse, il 18.I.u.s., su una testata locale , un comunicato del Movimento No Coke Alto Lazio in cui veniva presentata ed analizzata , in chiave “prospettica” ed in maniera compiuta , la vicenda giudiziaria della Centrale ENEL di Porto Tolle. Ho atteso , ma purtroppo invano, che una qualche “autorevole” voce politica si levasse per commentare , in qualsivoglia maniera , il quadro e le prospettive illustrate nell’interessante comunicato , al fine di aprire un pubblico dibattito sulla questione: solo un

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5 febbraio 2011

La mafia cinese interessata al carbone

Riportiamo un articolo da Antimafia Duemila

"Un imprenditore e quattro minatori saltano in aria su più di un quintale di tritolo. La "Società nera", organizzazione mafiosa, si espande nell'industria mineraria.

Piccole mafie crescono in Cina, anche se è ancora prematuro parlare di organizzazioni criminali ben strutturate e amalgamate al sistema politico, come lo sono ad esempio la mafia italiana o russa.
Il recente caso di omicidio del proprietario di una cava di carbone nella provincia sud-occidentale dello Yunnan, assieme ad un gruppo di lavoratori, non è altro che l'ennesimo vagito di una baby-mafia cinese che sta nascendo e che cresce al ritmo frenetico di un'economia che non conosce limiti.

La mattina del 18 novembre scorso Zheng Chunyun, proprietario di alcuni giacimenti di carbone nei pressi della cittadina di Luxi, muore in una esplosione assieme ad

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Civitavecchia, inquinamento da carbone: la disinformazione mirata di enel

"Non sappiamo se le inquietanti fumate che hanno oscurato i cieli di Civitavecchia negli ultimi tempi siano il frutto di un qualche malfunzionamento nel sistema di filtraggio dei fumi e/o dipendano da un qualche altro problema strutturale; sarà la Magistratura, che su tale fatti ha avviato un'inchiesta e che in questa sede vogliamo ringraziare per la solerzia, ad accertare la verità.

Ciò che invece è certa è la sistematica azione di disinformazione posta in essere dall'azienda elettrica ogni qualvolta si affronta un qualsivoglia aspetto del (mal)funzionamento della centrale o degli effetti della stessa sul territorio.

Affermare, infatti, che le fumate sono il semplice pennacchio termico delle percentuali di acqua presenti nelle emissioni è fornire una rappresentazione quanto mai parziale della realtà omettendo di dire che quei 6.300.000 mc di emissioni ogni ora (perché tante sono) che fuoriusciranno dalla ciminiera di Torrevaldaliga nord conterranno, oltre al vapore ed indipendentemente dalla loro visibilità, 3450 t/a di ossidi di azoto, 2.100 t/a di ossidi di zolfo, 260 t/a di polveri sottili (nelle quali non sono considerate le ben più pericolose polveri ultrasottili di cui non è stimabile la quantità), 24 t/a di metalli pesanti quali mercurio, vanadio, nichel, cadmio, cromo, ammoniaca, etc, 8.400 t/a di monossido di carbonio (in deroga alle norme vigenti) e ben 10.300.000 t/a di anidride carbonica.

Quali siano gli effetti di tali emissioni sulla salute della popolazione è cosa nota ed evidente ad ogni cittadino che sta verificando sulla propria pelle l'aggravarsi della già pesantissima percentuale di patologie tumorali, respiratorie e cardiocircolatorie in atto da circa un anno.

Ci eviti, quindi, l'ing. Molina quel buonismo mieloso con cui ci comunica la grande attenzione di ENEL per l'ambiente e la salute della popolazione tanto da aver predisposto una procedura interna per verificare eventuali sforamenti delle emissioni.

L'attenzione all'ambiente, alla salute ed alla sicurezza sul lavoro di ENEL hanno avuto già la loro controprova nelle svariate inchieste avviate dalla Procura e dalle perizie effettuate in vari procedimenti (valgano per tutti la perizia sulla morte di Capitani e quella disposta dal Tribunale Civile di Civitavecchia sulla nocività della centrale nell'ambito della causa n° 521/04 intentata dal Comune di Ladispoli e dalla Provincia di Roma.).

Abbia il coraggio l'ing Molina di affermare che i bilanci aziendali di ENEL sono la priorità dinanzi alla quale scompare ogni forma di tutela dell'ambiente e della salute della popolazione; ciò certo non gioverà alla nostra salute ma, se non altro, sarà meno offensivo per le nostre intelligenze.

Simona Ricotti
Responsabile locale Forum Ambientalista

comprendere il problema energia

Un interessantissimo articolo da Greenreport
"Se un avatar di second life consuma più energia di un africano...

In varie occasione, nelle pagine di questa rubrica, ho semplificato le sfide dovute alla complessità delle relazioni tra specie umana e sistemi naturali, ricordando la famosa equazione dell'impatto che il grande ecologo Paul Ehrlich ed il noto esperto di questioni energetiche John Holdren, sintetizzarono agli inizi degli anni Settanta del secolo scorso, sulle pagine della prestigiosa rivista scientifica "Science" (e che furono oggetto di un interessante dibattito tra lo stesso Paul Ehrlich ed un altro grande studioso dei sistemi naturali, Barry Commoner sul valore da fornire ai diversi fattori considerati). L'equazione, come ricorderete, è I = P x A x T. I sta per impatto, P

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1 febbraio 2011

"Se la situazione è davvero così grave, perché non ne parla nessuno?"

Da Savonaeponente.com
di VALERIA ROSSI, in rappresentanza dell’U.C. Savona – Qualche lettore, commentando articoli che su questo giornale accusano la centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure di inquinare causando gravi danni alla salute, ogni tanto ci chiede: “Ma se la situazione fosse davvero così grave, perché non ne parlerebbe nessuno?”
Ecco: oggi ve lo spieghiamo, il perché.

25 gennaio 2011
L’Unione Cittadini e Comitati savonesi, dopo aver presentato esposto alla Procura di Savona, pensa sia necessario fare un ulteriore passo per spiegare


Se faticaste a leggere il testo, visto che i caratteri appaiono molto piccoli, potete cliccare qui per scaricare il .pdf del formato originale.

Come crediamo sia evidente, non si trattava di insulti, né di incitamento alla violenza o di terrorismo: neppure di “terrorismo ambientalista” (termine tanto caro ai nostri potenti “avversari”).
Era solo un invito ai cittadini a non lasciarsi più prendere in giro, ad informarsi, a capire quello che sta succedendo nella nostra provincia (TUTTA, perché le ricadute delle emissioni interessano un raggio di 50 km e quindi interessano praticamente tutti i comuni da Albenga a Varazze, entroterra ampiamente compreso).
Era un tentativo di far sorgere gli stessi nostri dubbi e le stesse nostre domande in chi non se li è mai posti solo perché è stato tenuto all’oscuro del problema dai media (salvo poi dare, su tutti i giornali, immenso risalto ai risultati dello studio IST/ARPAL, che non ha MAI studiato la correlazione tra inquinamento e salute ma che è stato ingannevolmente spacciato come se li avesse a) esaminati, b) ritenuti soddisfacenti. QUELLO sì, che ha ottenuto i paginoni. E pure gratis).

Terrorismo? “Procurato allarme”? (perché ci hanno accusati pure pure di questo).
NO!
Semmai allarme vero, reale e concreto.
Un tentativo di informare migliaia di cittadini quotidianamente esposti ad emissioni venefiche a loro insaputa.

Certo, il “procurato allarme” è un reato e il “mancato allarme“, penalmente, no (o almeno, non per i giornali: per le istituzioni lo è): ma è sicuramente un vero e proprio “delitto” morale, etico, civile, sociale.
E’, che so, come vedere un principio di incendio e voltarsi dall’altra parte.
Come venire informati che sono state spedite mille lettere all’antrace rivolte a mille cittadini savonesi, e TACERE.
Il mancato allarme, di fronte a una vera e propria strage che si sta consumando quotidianamente sotto i nostri occhi, è una responsabilità terribile.

Possibile che a nessuno importi nulla, di questo?
Possibile che contino solo i soldi?

Evidentemente, in Italia, sì.
Ed avendolo già intuito, ci eravamo detti: PAGHIAMO anche noi, di tasca nostra, per poter esprimere la nostra opinione (che in realtà non è solo un “opinione”, essendo basata su fatti inconfutabili e dati scientifici certi).
Paghiamo di tasca nostra per diffondere – almeno a grandi linee, nel poco spazio che ci possiamo permettere – le informazioni in nostro possesso; ma anche per riuscire a spiegare, per esempio, ai lavoratori della Tirreno Power che NON abbiamo mai voluto la chiusura della fabbrica (come qualcuno vorrebbe far loro credere); che NON siamo i loro nemici, che vorremmo un dialogo con loro, per provare a cercare insieme soluzioni (che ESISTONO) capaci di salvare contemporaneamente lavoro e salute.

Ora abbiamo scoperto che NON SI PUO’ fare neanche questo, perché NON PAGHIAMO ABBASTANZA!
Perché la miliardaria Tirreno Power (ovvero Sorgenia, ovvero Gruppo CIR di De Benedetti) ha molti più soldi di un gruppo di normali cittadini e lavoratori.
E non importa che l’azienda ottenga regolarmente a pubblicazione di quello che noi riteniamo essere l’ESATTO CONTRARIO DELLA VERITA’, ovvero pagine e pagine di pubblicità che parlano di green economy e di energie rinnovabili come se fossero tra le loro priorità (poi vai a leggere il bilancio ufficiale pubblicato sul loro sito, e leggi: investimenti nell’anno 2009, euro ZERO) e di “carbone pulito” (la cui esistenza stessa è smentita dalla scienza ufficiale).
No, non importa.
Perché pecunia non olet.

Chi paga molto viene non solo pubblicato, ma anche sostenuto, appoggiato, addirittura osannato (perché se gli dici un solo “ba” contro, c’è il rischio che non paghi più…).
Chi paga poco viene censurato.

E non importa se oggi o domani (ma più probabilmente mai) la Publikompass ci darà una motivazione diversa da questa: visto come si sono svolti i fatti, non ci crederemo mai. E speriamo davvero che non ci creda nessun altro.

Speriamo che tutti vedano, invece, che tutto questo è incostituzionale, oltre che moralmente perverso.
Perché la Costituzione Italiana, all”art. 21, stabilisce che:

* Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
* La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

E forse la seconda frase, volendosi arrampicare sugli specchi, si potrebbe intendere come riferita solo agli “organi” di stampa propriamente detti: quindi “non dovrebbero essere censurati” solo gli articoli dei giornalisti propriamente detti (cosa che peraltro succede in continuazione: ma viene raramente denunciata, con la scusa del “tengo famiglia”): ma la prima frase è cristallina, limpida, inequivocabile.
TUTTI hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con “ogni mezzo di diffusione”. Ivi compresa, si presume, la pubblicazione a pagamento di notizie che non si riescono a far emergere semplicemente “comunicandole” a chi non vuole diffonderle.
O a chi riceve pressioni per non diffonderle e magari, con questo, si ritiene sollevato da ogni responsabilità.
Ma non è così, non sarà MAI così.
Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti.


NOTA: Il presente articolo è di libera pubblicazione e diffusione: anzi, chiunque lo desideri è pregato di diffonderlo il più possibile, perché quello che è successo ieri a Savona succede continuamente in ogni parte d’Italia, a chiunque si sforzi di far conoscere i risultati della scienza su centrali a carbone, inceneritori e tutte le altre forme di inquinamento che stanno causando vere STRAGI un po’ ovunque.

NON SI PUO’ PIU’ SOGGIACERE ALLA CENSURA DEI POTERI FORTI SU CHI VUOLE SEMPLICEMENTE TUTELARE LA PROPRIA SALUTE E QUELLA DEI SUOI FIGLI.
CHIUNQUE POSSA FARLO, E IN QUALSIASI FORMA – ANCHE SOLTANTO CON LA DIFFUSIONE – PER FAVORE
CI AIUTI A COMBATTERE QUESTA PREVARICAZIONE.

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