No al carbone Alto Lazio

1 novembre 2007

OTHER EARTH! Roma, 8-15/11/07

"OTHER EARTH"
presso la Città dell’altra economia, Largo Dino Frisullo, Campo Boario, Testaccio (metro Piramide)
Roma 8/10/11/12/13/14/15 Novembre 2007


Dall’11 al 15 novembre, si tiene a Roma il 20° Congresso mondiale dell’energia, organizzato dal World Energy Council (www.worldenergy.org), dedicato a prefigurare i futuri scenari energetici globali, centrati ancora sulle fonti energetiche fossili (carbone, petrolio ecc..), sul rilancio del nucleare, sull’alta velocità e sul massimo profitto. Un appuntamento triennale ospitato per la prima volta in Italia, che torna a svolgersi in Europa dopo 15 anni e che vede la partecipazione massiccia di tutte le multinazionali dell’energia e delle grandi imprese di stato, dei governi e del sistema bancario-finanziario. In questo Summit i grandi della terra, governi multinazionali e banche, ratificano un modello di sviluppo che sfrutta le risorse ambientali e territoriali per creare il profitto di pochi. Un modello che ha ricadute concrete e ben visibili: rigassificatori, alta velocità, inceneritori, centrali a carbone e le centrali nucleari... In questi anni in numerosi parti d’Italia (come fortunatamente avviene in diverse zone del mondo) movimenti nati spontaneamente dal basso si sono opposti alla costruzione di tali infrastrutture ed opere. I grandi media hanno provato a disegnare queste proteste semplicemente come una forma di egoismo (il c.d. nymby), ma la realtà è un’altra: dalle realtà territoriali viene la prima critica radicale ad un modello di sviluppo dannoso per l’ambiente e per la salute delle persone e la promozione della difesa dei beni comuni. Non a caso, anche la difesa dell’acqua pubblica, la contrarietà alla costruzione della base di Vicenza, il diritto all’abitare sono diventati parte integrante di questo ragionamento. Una critica che non ci interroga solo su come conciliare ricchezza, qualità della vita e rispetto dell’ambiente, ma anche su che cosa è la democrazia. Non è democrazia decidere nelle segrete stanze con multinazionali e banche i nostri destini. E’ democrazia porre le comunità locali nelle condizioni di decidere all’interno di una discussione condivisa ed informata il proprio futuro. In questo quadro ed utilizzando questa occasione di mobilitazione, invitiamo a Roma tutte le realtà territoriali, i comitati e le associazioni che lottano per la difesa dei beni comuni ad un incontro, la mattina dell' 11 novembre alle ore 10.00, presso il villaggio “OtherEarth”, per sviluppare una discussione tra i movimenti territoriali su come mettere in comune gli strumenti di democrazia che abbiamo costruito e su quale idea di sviluppo immaginiamo e pratichiamo nei diversi territori. Per noi vuole essere un modo per preparare un cammino verso azioni comuni e vertenze nazionali segnalando le motivazioni profonde dei movimenti e il collegamento tra le vertenze territoriali e le decisioni dei governi e delle multinazionali. Infine vogliamo sfruttare questa occasione di incontro per affrontare in maniera coordinata le prossime scadenze già in calendario, dalla mobilitazione per l’acqua pubblica alla manifestazione di Vicenza.
Nel costruire questo evento vorremmo riproporre la modalità aperta e in rete che caratterizza i movimenti e la relazione tra loro, invitiamo tutti ad inviarci materiali video delle singole lotte locali per poter preparare del materiale a disposizione dei partecipanti che parli di come si liberano i territori e le energie. Nel pomeriggio di domenica 11 novembre in concomitanza con l'innaugurazione del Summit ci muoveremo dalla sede di OtherEarth verso il Summit. Invitiamo tutti a partecipare alla mobilitazione e al presidio.


Per adesioni e per inviare i materiali: bartolomancuso@tiscali.it

Programma dettagliato (click per ingrandire):

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28 ottobre 2007

Greenpeace in azione per l'efficienza energetica

Comunicato stampa

Il 27 ottobre Greenpeace ha effettuato un blitz dimostrativo a Roma, presso il centro commerciale di Auchan Casal Bertone (via Pollio), per chiedere al Gruppo di rimuovere le lampadine incandescenti dagli scaffali dei propri punti vendita in Italia, come misura per limitare le emissioni di gas serra responsabili dei cambiamenti climatici.
Le tradizionali lampadine incandescenti disperdono sotto forma di calore oltre il 90% dell’energia elettrica consumata, e solo il 10% si trasforma in luce. È un enorme spreco di energia che potrebbe essere evitato utilizzando invece lampade fluorescenti compatte ad alta efficienza che permettono di abbattere i consumi dell’80%.
“I cambiamenti climatici sono la più grave crisi ambientale di oggi e occorrono misure concrete e immediate per fronteggiare il fenomeno” spiega Maria Stella Carbone, coordinatore del gruppo locale di Greenpeace a Roma. “Puntare sull’efficienza è il modo più economico per limitare i consumi energetici e ridurre le emissioni di gas serra. Chiediamo ad Auchan di prendere un impegno concreto per la salvaguardia del clima e rimuovere le lampade incandescenti dai propri scaffali al più presto”.
La semplice messa al bando delle incandescenti nel settore residenziale in Italia permetterebbe di risparmiare 5,6 miliardi di chilowattora all’anno, pari a circa 3 milioni di tonnellate di anidride carbonica in meno. Sarebbe una misura a costo nullo per lo Stato, con risparmi in bolletta per i consumatori pari a circa 1 miliardo di euro all’anno.
“La vera soluzione per fronteggiare i cambiamenti climatici e migliorare la sicurezza energetica del Paese è l'efficienza, altro che carbone e nucleare” conclude Maria Stella Carbone. Il rapporto di Greenpeace “La rivoluzione dell’efficienza” indica che tramite misure di efficienza energetica in tutti i settori, e non solo nell’illuminazione, si potrebbero risparmiare al 2020 circa 100 miliardi di chilowattora all’anno, pari alla chiusura di 15 centrali da 1000 MW.
27/10/2007

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27 ottobre 2007

"Più soldi per gli inceneritori": è la politica energetica Bersani-Prodi

EMENDAMENTO DEL GOVERNO ALLA FINANZIARIA


Nella sezione materiali abbiamo inserito un documento, contenente un Emendamento del Governo Prodi alla Legge Finanziaria, che dimostra come la formulazione di "Norme per l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili" serva come occasione per far passare anche nuovi, consistenti investimenti per la costruzione di, chiamiamoli col loro nome, impianti di incenerimento di biomasse.

"Il Senatore Fernando Rossi (Movimento Politico dei Cittadini) ha presentato oggi un sub-emendamento per tentare di bloccare un articolo emendativo inserito, all'ultimo momento dal Governo sulla sua stessa Finanziaria.

Il Senatore Fernando Rossi (Movimento Politico dei Cittadini) ha presentato oggi un sub-emendamento per tentare di bloccare un articolo emendativo inserito, all’ultimo momento dal Governo sulla sua stessa Finanziaria.

“In zona Cesarini il Ministro Bersani ha infilato la sua polpetta avvelenata”.
Così Rossi definisce l’emendamento 30 bis.
“Gli incentivi vengono così previsti per l’energia elettrica prodotta da ‘impianti che impiegano anche altre fonti energetiche non rinnovabili’ , e nella tabella relativa alle fonti rinnovabili compaiano anche rifiuti biodegradabili, biomasse e biogas alimentanti impianti di cogenerazione ad alto rendimento, gas di discarica e gas residuati dai processi di depurazione nonché biogas diversi da quelli indicati” .
Rossi sottolinea il fatto che,mescolando fonti energetiche non rinnovabili come fanghi/ceneri e/o i rifiuti urbani con materiali a più elevata combustione, cioè con biomasse (mais e legno), l’impianto di smaltimento dei rifiuti (inceneritore-termovalorizzatore) diventa inquadrabile come centrale “a biomasse”, (quindi fonte definita rinnovabile). Ma le emissioni nocive non sparirebbero cambiando loro il nome, e si disperderebbero come inquinanti gassosi nell'ambiente, insieme ad anidride carbonica, micro e nanopolveri, particolati secondari, pesticidi, diossine e molte altre sostanze tossiche.”
Il Senatore evidenzia anche il passaggio con il quale si prevede che “per i soli impianti così alimentati sotto la voce biomasse, l’accesso agli incentivi previsti dall’emendamento del Governo è cumulabile con altri incentivi pubblici: nazionali, regionali, locali o comunitari. Mentre tale ‘privilegio’ è addirittura escluso per le fonti davvero rinnovabili: eoliche, solari, geotermiche, idrauliche e da moto ondoso.”
“Auspico che a fronte di una simile trappola vi sia un soprassalto di coerenza da parte dei Verdi e della sinistra di Governo– conclude Rossi – a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini”.

Sen. Fernando Rossi
Gruppo Misto – Movimento Politico dei Cittadini..."


Fonte: politicamentecorretto.com

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Combustione di biomasse e inquinamento atmosferico

Riceviamo e pubblichiamo:

WHO air quality guidelines
global update 2005
Report on a Working Group meeting,
Bonn, Germany, 18-20 October 2005
http://www.euro.who.int/Document/E87950.pdf

(il documento in oggetto si trova anche nella sezione Materiali di questo blog. NdR)

Nonostante siano passati anni dalla segnalazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del fatto che anche la combustione del legno e di altre biomasse può essere una causa importante di inquinamento atmosferico esterno, tutti i soggetti interessati fanno finta di non sapere.

L’OMS segnala che la maggior parte del materiale particolato che si libera con questo combustibile ha un diametro inferiore ai 2.5 μm (PM 2.5), vale a dire le polveri più tossiche. Sebbene siano pochi gli studi epidemiologici che paragonino gli effetti tossici del PM 2.5 emesso dalla combustione delle biomasse da quello causato dai combustibili fossili, danni simili sono stati riscontrati in numerose città anche con caratteristiche diverse, sia nei paesi in via di sviluppo che non. Sembra logico quindi considerare che gli effetti tossici del PM 2.5, anche se proviene da fonti diverse, siano gli stessi (1).

La mortalità totale, cardiovascolare e per il cancro al polmone, correlata con il PM 2.5, si riduce con l’abbassamento dei suoi livelli (AJRCCare Me Vol 173. pp. 667-672, 2006).

Ignorare, dunque, queste informazioni significa non voler ridurre la mortalità causata dal PM 2.5 emesso dalla combustione delle biomasse.

Il bisogno di posti di lavoro non può e non deve essere un freno alla riduzione delle emissioni di PM 2.5.

Nel suo documento American Energy, il Worldwatch Institute, un famoso istituto americano di ricerca su temi ambientali, afferma che le energie rinnovabili creano più posti di lavoro di quelli prodotti sfruttando i combustibili fossili. In teoria, c’è talmente abbastanza vento nel Kansas, nel Nord Dakota e nel Texas che, se si sfruttasse a pieno l’energia eolica, si potrebbero risolvere tutti i problemi energetici del paese.

Coordinamento dei Comitati dei Medici dell’Alto Lazio per l’Ambiente e la salute

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26 ottobre 2007

Convegno "Maremma SOS" - 27/10/07

Toscana e Alto Lazio contro il carbone

“Maremma sos : tanti pericoli ed ora anche la centrale a carbone” è il titolo del convegno organizzato da Nicola Caracciolo, Presidente per la Toscana di Italia Nostra, in programma sabato 27 ottobre a Capalbio. Durante l’incontro non solo si parlerà dei rischi causati dal polo energetico Civitavecchia-Montalto di Castro, (il più grande d’Europa), ma anche degli altri problemi legati all’ambiente e alla salute dei cittadini.

Il titolo del convegno di Capalbio, -dice Caracciolo- rende l’idea del nostro stato d’animo: il polo energetico Montalto-Civitavecchia (il più grande d’Europa) e ora anche il carbone a Civitavecchia e un inceneritore a Scarlino, autostrada, edilizia selvaggia. E poi un gigantesco e inutile aeroporto che si vuole costruire a Sovicille, presso Siena, in un incantevole antico paesaggio, tra splendidi monumenti medioevali. D’accordo, non è Maremma, ma ci siamo ben vicini. È la classica cattedrale nel deserto.E che dire degli altri punti all’ordine del giorno? Gli inquinamenti della centrale a carbone di Civitavecchia colpiscono l’Alto Lazio ma anche la Toscana meridionale. E così, su scala più ridotta, per l’inceneritore di Scarlino.Altro tema tradizionale della nostra azione è l’autostrada tirrenica: per l’economia turistica e agricola del capalbiese sarebbe un disastro.Va dato atto a Lucia Biagi, deciso e coraggioso sindaco di Capalbio, d’essersi sempre opposta a questo devastante progetto, così come si sta adoperando per mettere ordine all’edilizia nel comune.Italia Nostra in Toscana critica molto e protesta molto. Forse un po’ troppo, ci vien talvolta rimproverato. Però, osservo, è questa la nostra tradizione e la nostra gloria. Trovo in un Bollettino dell’Associazione del 1961: «Ma dove hanno la testa gli sciagurati che sovraintendono alla tutela delle bellezze naturali italiane? Non hanno mai riflettuto che il reato che compiono le ciminiere vomitanti fumo e polvere si chiama furto? I produttori di acciaio e cemento sono scorrettamente avvantaggiati perché nei bilanci non si tiene conto del costo di rimangiarsi fumo e polveri. Eppure questo costo c’è e acciaierie e cementerie preferiscono accollarlo al pubblico, cioè agli innocenti. È fatto illecito di attentare alla pubblica felicità e alla pubblica salute solo per tener bassi i prezzi». Una denuncia chiara e la firma di un autorevole simpatizzante di Italia Nostra: l’ex presidente e senatore a vita della Repubblica, Luigi Einaudi.Dunque, lo scontro muro a muro, che ci ha visto su posizioni critiche rispetto alle pubbliche autorità e alla Regione Toscana, fa parte del nostro Dna: è destinato a continuare? Al convegno ci saranno ambientalisti come Asor Rosa, Gianni Mattioli e Valentino Podestà. Poi le sezioni di Italia Nostra di Capalbio, di Grosseto, di Siena, di Castiglion della Pescaia, il Regionale Toscano, i Comitati della rete toscana di Asor Rosa, quelli contro il carbone di Tarquinia e Civitavecchia.Ma avremo anche un ospite di riguardo: Riccardo Conti, assessore toscano al territorio. È autore di un bel libro-intervista - “L’identità toscana” - in cui dimostra un’approfondita conoscenza dei classici del pensiero progressista contemporaneo. Come Italia Nostra Toscana dobbiamo a Riccardo Conti se abbiamo sempre un dialogo - pur nella differenza di opinioni - con il governo della Regione. Ripeto: critiche e polemiche fanno parte del nostro Dna. Ma dopotutto nel Dna della sinistra oggi, non solo in Italia ma nel mondo, c’è l’ambientalismo. Spero di tutto cuore che in un futuro non troppo lontano si possa in Toscana, andare oltre al dialogo. Avviare cioè una qualche forma di collaborazione. Sarebbe una tragedia per tutti se questo non avvenisse.

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Firme contro il progetto biomasse - Gualdo Cattaneo

Riceviamo e pubblichiamo
Comunicato stampa
Il Comitato per l'Ambiente di Gualdo Cattaneo intende informare i cittadini circa l'andamento della raccolta di firme contro il progetto biomasse, che sta superando ogni aspettativa, e circa le proprie intenzioni, indefesse ed immutabili, circa la pretesa che la Regione ricusi il progetto stesso, considerando il parere negativo espresso dal Consiglio Comunale di Gualdo Cattaneo ed anche le dichiarazioni del Dott. Massimo Bruno di ENEL S.p.A. il quale, convocato dal Sindaco Giancarlini per essere informato circa l'esito del pronunciamento consiliare, ha pubblicamente affermato che l'Azienda non è interessata alla produzione energetica mediante l'uso di biomasse, specificando che la cosa era da loro intesa come un "servizio al territorio". Il Comitato dichiara che qualora dovesse emergere che in Regione qualcuno tenti di "forzare la mano" in direzione dell'approvazione del suddetto progetto, metterà in atto forme di protesta clamorose, sia pure estremamente civili e non volente, in grado da attirare l'attenzione dell'opinione pubblica nazionale ed internazionale su quanto sta accadendo a Gualdo Cattaneo, ovvero nel cuore della zona DOCG del Sagrantino. Il Comitato aggiunge che andrà avanti nella propria missione fino al raggiungimento del proprio obiettivo, ovvero la chiusura della Centrale a carbone di Ponte di Ferro oppure la sua conversione con fonti energetiche realmente ecosostenibili quali eolico, solare termodinamico o fotovoltaico. In tal proposito il Comitato ribadisce la necessità di una rivisitazione del progetto del parco eolico dei Monti Martani, cui si era opposto il Consiglio Comunale di Giano dell'Umbria con in testa il Sindaco Morbidoni: definire le biomasse "un'opportunità per il territorio" e bocciare il parco eolico non appare una scelta coerente. Per questo il Sindaco Morbidoni, in occasione dell'ultima riunione del Consiglio dei Comuni, è stato insignito dal Comitato del prestigioso "tapiro di biomassa", premio che, ci auguriamo, gli sarà utile per eventuali spunti di riflessione.

Comitato per la salvaguardia dell'Ambiente e della Salute Pubblica di Gualdo Cattaneo e Giano dell'Umbria (PG)
ID Skype: comitatoambientegualdocattaneo
E-mail: comitato.ambiente.gualdo.cattaneo@gmail.com
Blog: http://comitatoambientegualdocattaneo.blogspot.com

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25 ottobre 2007

"No al carbone!" - Goletta Verde nel Lazio

La Goletta Verde nel Lazio a Civitavecchia
Domenica 28 Ottobre alle 11.00
molo n. 6 (Michelangelo)

“No al carbone!”

in barca fino alla centrale Torre Valdaliga Nord
in occasione del passaggio della
Goletta Verde nel Lazio
un’ uscita in barca insieme alle imbarcazioni
dei pescatori fino davanti alla
centrale di Torre Valdaliga Nord
per ribadire il NO AL CARBONE!

Al ritorno della passeggiata in mare si potranno degustare
i prodotti tipici di Tarquinia
offerti dai produttori agricoli che da sempre lottano contro la riconversione a carbone di Civitavecchia.

La Goletta Verde nel Lazio di Legambiente è la campagna regionale di informazione e analisi sul litorale e il mare del Lazio, organizzata da Legambiente Lazio con il contributo della Regione Lazio –Assessorato all’Ambiente e alla Cooperazione tra i popoli.

Sono invitati le Amministrazioni Comunali, gli Enti Locali, le Università Agrarie

Una giornata organizzata da Legambiente Lazio e Movimento No-Coke
www.nocoketarquinia.splinder.com nocoketarquinia@yahoo.it

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Il 10 novembre a Roma, contro carbone e nucleare

Riceviamo e pubblichiamo
20 anni senza


L’8 e 9 novembre del 1987 con il referendum sul nucleare 21 milioni di italiani, pari all’81 % dei votanti, dissero no alle centrali nucleari. Un grande successo che portò l’Italia fuori dal nucleare da fissione e fuori dall’incubo degli incidenti nucleari.
20 anni dopo quella importante vittoria alcune forze politiche ed economiche Più arretrate vorrebbero riaprire all’energia nucleare senza che ad oggi sia stato risolto il problema delle scorie radioattive e della sicurezza.
In questi anni persino la Germania, la Svezia, l’Olanda e il Belgio hanno deciso di avviare un programma di abbandono del nucleare e di puntare sulle politiche del risparmio ,dell’ efficienza energetica e delle energie rinnovabili.
Riteniamo che la grande questione dei cambiamenti climatici debba essere affrontata attraverso una profonda riconversione ecologica del modo di produrre. Ecco perché riteniamo che il Patto per il Clima, lanciato da migliaia di cittadini rappresentativi del mondo della politica, del sindacato, della cultura, della scienza e della ricerca, dei comitati e delle associazioni sia lo strumento per dare una risposta efficace e strutturale nella lotta al riscaldamento globale.
Va superato l’attuale modello economico basato sull’uso del petrolio e più in generale delle fonti fossili e su un consumo senza limit­i delle risorse naturali che hanno generato nel pianeta povertà, squilibri ,precarietà del lavoro, conflitti sociali e guerre. Il futuro energetico del mondo non è l’attuale nucleare con il drammatico problema delle scorie radioattive e della sicurezza e nemmeno il carbone con il suo forte impatto ambientale e sanitario provocato dalle emissioni di CO2 e delle polveri sottili. Una nuova politica energetica deve basarsi sulle rinnovabili, a partire dal sole, sul risparmio e l’efficienza , su una rete energetica intelligente per ridurre al minimo gli sprechi, puntando fortemente sulla ricerca e l’innovazione tecnologica che consenta tra l’altro di utilizzare l’idrogeno e le bionergie prodotte su filiera corta. L’energia del futuro sarà democratica,decentrata, distribuita e fonte di richhezza per i cittadini. Tutto ciò è indispensabile per costruire una società più giusta, sostenibile e senza guerre.
Per questi motivi abbiamo deciso di ricordare l’anniversario di quell’importante vittoria del referendum sul nucleare, organizzando una manifestazione-festa che si terrà a il prossimo 10 novembre a Roma a Piazza Farnese a partire dalle ore 16.00. All’iniziativa vi saranno le testimonianze di coloro che hanno combattuto la battaglia nel comitato anti-nucleare, le istituzioni e i tanti cittadini che allora vissero quel delicato momento storico.


Vi aspettiamo in tanti e per chi volesse aderire all’appello può inviare un’email a info@20annisenza.org
o inviare un fax a 06.42004600 presso federazione dei Verdi

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ddl Levi-Prodi sul palcoscenico internazionale


(E' evidente a chi si siano ispirati gli autori di The Matrix per dare un volto al malvagio Agent Smith)
(It seems evident how the Matrix creators have been inspired by the evil Ricardo Levi to choose the face of "Agent Smith" )

Anche grazie all'eco mediatica delle denunce di Beppe Grillo, il ddl imbavaglia-web Levi-prodi si guadagna un palcoscenico internazionale.

Lo stesso Beppe Grillo torna sull'argomento: vedi qui
Speriamo piuttosto che questa notizia, diffusa fuori dei nostri confini, non ingolosisca la mente torbida di qualche altro legislatore...

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24 ottobre 2007

Nuova interrogazione del sen. F. Rossi

riceviamo e pubblichiamo:

Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02900

Atto n. 4-02900

Pubblicato il 18 ottobre 2007
Seduta n. 234

Senatore Fernando ROSSI - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -

Premesso che:

la mattina del 18 ottobre 2007 è deceduto un operaio di 32 anni, Michele Cozzolino, mentre lavorava alla costruzione della centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia (Roma). Il giovane è stato colpito da un tubo caduto da un altezza di 70 metri;

da tempo i sindacati e le imprese coinvolte nella costruzione avevano denunciato i ritmi serrati cui gli operai sono sottoposti, a causa del lavoro pressante che l''Enel ha imposto per concludere in tempi brevi la realizzazione della citata centrale a carbone;

l’interrogante ha già presentato un’altro atto di sindacato ispettivo (l'interrogazione 4-02841) nel quale erano posti in evidenza i danni, per la salute e l’ambiente, derivanti dalla conversione della centrale di Torre Valdaliga Nord,

si chiede di sapere:

se il Governo intenda attivarsi presso i servizi competenti al fine di ottenere un'urgente verifica del rispetto delle norme anti-infortunistiche messe in atto presso la centrale di Torre Valdaliga Nord;

se si ritenga necessaria ed urgente una rivalutazione delle proprie politiche energetiche, disincentivando il ricorso all'utilizzo di sistemi di produzione di energia non assimilabili strettamente a quelli da “fonti rinnovabili, dal momento che, come nel caso illustrato in premessa, pur di raggiungere urgentemente una operatività molto redditizia, le aziende tendono a soprassedere in materia di sicurezza sul lavoro.

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Ciclo del carbone e morti nere

LETTERA AL PORTAVOCE DEL MINISTRO BERSANI
di Gianni Naggi . responsabile Energia del PRC/SE

Omicidi bianchi. Ma di lavoro si continua a morire.

Caro direttore, ti scrivo in merito alla lettera del portavoce del ministro dello Sviluppo Economico, pubblicata il 20 ottobre, a proposito della mia in merito alla morte dell'operaio cantierista nella centrale di Torrevaldaliga nord. Mi stupisce la necessità di sottolineare che l'operaio è morto in «un incidente in nessun modo riconducibile all'uso di un combustibile piuttosto che un altro». In nessun modo ho addebitato la morte all'uso diretto del carbone, visto che la centrale è ancora in costruzione. Bensì lo collegavo alle altre morti presenti nel ciclo del carbone, richiamando direttamente quelle nelle miniere cinesi, anche là non addebitabili all'uso diretto del carbone. Il portavoce del ministro ricorda l'impegno del governo per aver varato un nuovo testo per la sicurezza, cosa che ritengo utile, ma non sufficiente. Non risolveremo certo il problema delle morti sul lavoro solo con le norme, è fondamentale mettere in discussione i criteri di appalto e l'abuso di subappalti frequentemente in nero, fondamentale per rimuovere le principali cause d'infortuni, altrimenti finiremmo per dire che tutta la colpa della morte di Michele è dell'operaio che ha lasciato cadere il pezzo di tubo che l'ha ucciso. Del resto per quel cantiere sono già state presentate alcune denunce da parte della Fiom locale, a causa della grande quantità di manodopera irregolare e quindi senza tutele, che certamente si guarda bene dal denunciare gli incidenti che accadono. Voglio ricordare che l'Enel è ancora per il 30% proprietà dello Stato. In conclusione, se mi è permesso, ricordo al portavoce del ministro Bersani, che da nessuna parte è scientificamente riconosciuta l'esistenza del "carbone pulito", come egli cita, tanto meno per l'impianto che si sta costruendo a Civitavecchia. Forse sarà la messa in dubbio di questo dogma a infastidire tanto il ministro?

Gianni Naggi


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