No al carbone Alto Lazio

21 ottobre 2007

ddl R.F.Levi imbavaglia-web

Parentesi più che necessaria: dedichiamo la nostra attenzione a un Disegno di Legge che rappresenta un insulto alla democrazia. Il buongiorno si vede dal mattino: il Disegno di Legge in questione è stato presentato il giorno 03/08/2007: guarda caso in un momento in cui sarebbe passato (come è passato) del tutto inosservato. Per riassumere:

"...un disegno di legge in base al quale tutti i blog dovrebbero essere registrati presso un’Autorità appositamente costituita (ROC) e, a quanto pare, avere anche alle spalle un direttore responsabile, sceglibile all’interno dell’elenco dei pubblicisti, e una società editoriale..."(Solignani blog)

"...In questo Disegno c'è la possibilità di porre lacci, norme e vincoli a chiunque apra bocca in qualche modo su internet [...], laddove esistono già norme ben codificate: da anni, su Internet, ognuno è responsabile di quello che dice [...] La resposabilità penale è personale [....] esiste già la responsabilità di chi commette l'illecito [...] basta applicare la normativa esistente, il diritto copre già i problemi in oggetto" (V.Spataro)

"...Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato...." (B.Grillo)

Questo è un vero tentativo di imbrigliare la libertà d'espressione in rete.

Per approfondire:
Punto Informatico/ Valentino Spataro
Adnkronos
Punto Informatico
Beppe Grillo 20/10/07
Beppe Grillo 19/10/07
Per il testo integrale del disegno di legge, vedi nella sezione "Materiali" il file: "DDL Editoria"


Si può scrivere al responsabile di questo oltraggio: levi_r@camera.it


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19 ottobre 2007

Vari comunicati sulla morte di M. Cozzolino a TVN

Enrico Luciani, presidente della Commissione Mobilità della Regione Lazio:

"Questo è l'epilogo di una situazione che si trascina da due anni. Il lavoro incessante che l''Enel ha imposto per portare a termine in tempi brevi la realizzazione della Centrale a carbone è un dato appurato. I sindacati e le imprese implicate nella costruzione, già da tempo avevano denunciato i ritmi serrati a cui gli operai sono sottoposti, anche a fronte degli incidenti accaduti in precedenza. Ma, oggi una vita si è spenta definitivamente. Una morte annunciata che deve farci riflettere su quale prezzo siamo costretti a pagare. Mentre, l'Enel con l'appoggio di una parte delle forze politiche continua a spadroneggiare propinando quest'opera come sinonimo di sviluppo, eccone i risultati.
Auspico che questo drammatico episodio sia da monito ai responsabili affinchè prevalga la consapevolezza che questa centrale a carbone lascerà un segno indelebile sul territorio, sia dal punto di vista umano che ambientale.
Questo è un giorno che sarà tristemente ricordato da tutta la cittadinanza di Civitavecchia. Mi unisco al dolore della famiglia Cozzolino, gettata improvvisamente nella disperazione per la perdita di Michele. Una situazione a cui non avremmo mai voluto assistere."

SINISTRA EUROPEA - Nodo Ambientalista:

Vogliamo esprimere tutto il nostro dolore e la nostra indignazione per l’ennesimo incidente sul lavoro nel cantiere per la riconversione a carbone della centrale di TVN, questa volta, purtroppo, con esiti mortali.
Una tragedia annunciata dalle innumerevoli denunce dei sindacati e dei lavoratori che, a più riprese, e da svariato tempo, avevano espresso le proprie preoccupazioni riguardo la sicurezza, legate ai serrati ritmi lavorativi imposti e alla sovrapposizione di operazioni lavorative di vario e diverso genere, oltre al non controllo di maestranze fortemente variabili e precarizzate, nella totale latitanza dell’Enel che, in qualità di committente, avrebbe dovuto garantire l’andamento in sicurezza del cantiere.
Era, invece, troppo impegnata nelle operazioni di marketing pubblicitario per far ingoiare la pillola amara della riconversione a carbone alle popolazioni da sempre contrarie.
In tale contesto indignano ancora di più le vergognose parole dell’ente energetico che parla di “accidentalità assoluta” e, nel tentativo di trovarsi un alibi, comunque non plausibile, afferma che” Quello di oggi è il primo incidente mortale e veramente grave dall'apertura del cantiere di Torrevaldaliga Nord nel marzo 2004 e dopo un monte di 8 milioni di ore lavoro”, come se uno o più infortuni, una o più vite fossero un prezzo già messo in conto e quindi poco rilevanti.
Una ulteriore dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, dell’arroganza con cui l’Enel ha colonizzato il nostro territorio, considerandone cittadini e lavoratori semplici variabili dipendenti, a volte, peraltro, sacrificabili alla propria ricerca smodata di profitto, e di come l’inerzia, quando non proprio la subalternità, delle istituzioni, Comune in testa, abbia consentito che ciò avvenisse.
Di questa gravissima morte, come di quelle che saranno conseguenti l’avvio della centrale a carbone, riteniamo responsabili l’Enel, i massimi rappresentanti delle istituzioni, primo fra tutti il Sindaco, ed anche il nostro “illuminato” ministro Bersani, ai quali,senza ombra di dubbio,la popolazione chiederà conto.
Nel frattempo ci aspettiamo che il Consiglio Comunale, in qualità di massima assise rappresentativa della popolazione, si costituisca parte civile nell’eventuale processo che verrà intentato per stabilire le responsabilità di questa tragedia.

Lettera aperta -
Gianni Naggi, responsabile energia del PRC

Ho saputo da Liberazione che è morto Michele, operaio di 35 anni, nel cantiere della centrale ENEL di Valdaliga nord. Il primo istinto è di essere triste e non dire nulla per non strumentalizzare la morte di uno dei tanti che insanguinano i luoghi di lavoro d’Italia e del mondo. Per non fare retorica. Ma poi mi viene da pensare che povero Michele non potrà nemmeno essere ricordato come un eroe del lavoro, caduto per il bene della collettività. Perché quella collettività di Civitavecchia e dintorni, da quella centrale a carbone, quando entrerà in funzione, riceverà altre morti e danni alla salute. Perché sappiamo e l’abbiamo scritto nel Programma del governo, quella centrale non dovrebbe essere messa in funzione. Perché sappiamo che il nostro paese è fortemente in ritardo in efficienza energetica, solare, eolico, maree ecc. da cui trarre energia e tanto altro lavoro diverso. Perché sappiamo che ogni giorno la nostra atmosfera si riempie di altra CO2, di cui le centrali a carbone sono le maggiori emettitrici, e il clima diventa invivibile.
Ciò che più mi fa incazzare è che anche il ministro Bersani lo sa, ma continua a sostenere il volere di ENEL, e così Michele è morto aggiungendosi alle molte migliaia di morti che ogni anno produce il ciclo del carbone, sporco o pulito che sia, primi fra tutti le molte migliaia delle miniere da dove lo si estrae (almeno 4.000 ogni anno in Cina). Anche là a causa della scarsa sicurezza per ridurre i costi, così l’ENEL può dirci che il carbone costa poco.


CONFEDERAZIONE COBAS:

"Lavoro in nero e caporalato, turni sovrapposti, lavoro di notte e nei giorni festivi, appalti ai massimi ribassi possibili, fretta di terminare i lavori.
Questo( incidente!??) ” Michele Cozzolino 31 anni, moglie e 1 figlia ed un altro in arrivo, lavorava alla Ceit , una delle tante ditte di appalto nella riconversione a carbone della centrale Torvaldaliga Nord di Civitavecchia.”
Morto sul lavoro non è da imputare alla condotta degli operai che lavorano all’interno del cantiere di Tvn, ma alla gestione di Enel Produzione e delle ditte appaltatrici, su cui la stessa ente energetica dovrebbe vigilare. Non serve alla tutela dei lavoratori l’ennesimo ed inutile tavolo delle trattative. Basterebbe il rigoroso rispetto delle leggi vigenti in materia di sicurezza sul posto di lavoro e la tutela dei diritti sindacali riconosciuti. Per questo suonano come estremo esercizio di gratuita cinicità le dichiarazioni del direttore di Enel Produzione Sandro Fontecedro che, poche ore dopo la tragedia (peraltro già annunciata da innumerevoli incidenti più o meno denunciati), correva ai ripari tentando di scagionare l’ente elettrico da ogni responsabilità.
A lui vorremmo ricordare che la responsabilità diretta di tutto ciò che accade all’interno del cantiere è innanzi tutto del committente – e quindi proprio del partito trasversale Enel Spa. In questo caso la mancanza di reti di protezione (già richieste da tempo) e la sovrapposizione delle fasi lavorative hanno determinato direttamente l’accaduto. Evocare il fato per pulirsi la coscienza risulta essere soltanto una fastidiosa provocazione ad una cittadinanza che già ha pagato caro il prezzo della dipendenza da questa azienda. Quante altre vittime sacrificali bisogna ancora immolare sull'altare del profitto prima che la Regione Lazio, la Provincia di Roma, i vari Comuni decidano di intervenire drasticamente ?
E’ per questo che rivolgiamo un appello ai lavoratori di Tvn ed alla cittadinanza affinché non vengano ripresi i lavori di riconversione fin quando non sia garantito il massimo livello di sicurezza.
Non un ora di lavoro senza sicurezza!

Civitavecchia,19 Ottobre 2007 "

"Non un'ora di lavoro senza sicurezza?" Viene da pensare che Enel stia lavorando consapevolmente, in realtà, in perfetta coerenza coi propri fini. Come può occuparsi della sicurezza dei propri operai, quando agisce contro il pubblico dirito alla salute?

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"Greenpeace oggi a Rovigo per Porto Tolle"




Leggi qui
il comunicato di Greenpeace

"...Il carbone è il combustibile fossile con le più alte emissioni di gas serra, tre volte tanto il gas naturale. Con la sola conversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle, si avranno circa 11 milioni di tonnellate di nuove emissioni di CO2 in atmosfera, mentre dovremmo abbatterne 100 milioni per rispettare Kyoto. Oltre Porto Tolle e Civitavecchia, dove Enel sta già procedendo con i lavori di conversione, sono a rischio carbone anche altri impianti in Sardegna. [...] Fonti rinnovabili e misure di efficienza energetica sono la vera soluzione per abbattere emissioni e favorire l’indipendenza energetica del Paese. Secondo lo stesso “Piano Nazionale per l’efficienza energetica” di Confindustria in Italia si potrebbero risparmiare entro il 2014 oltre 13 miliardi di kilowattora (TWh) con interventi di efficienza per l’illuminazione solamente nel settore terziario, più di quanta energia produrrà un domani il nuovo impianto dell’Enel a Porto Tolle, circa 12 TWh."

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Stoccaggio di CO2 nel sottosuolo: una scusa per rinviare gli investimenti nelle rinnovabili

"In Germania arrivano al pettine i nodi della CO2 capture and storage": così titola Greenreport, con un articolo piuttosto interessante, visibile a questo link

"...in Germania (ed anche in Italia, diverse associazioni ambientaliste) Bund, Greenpeace e Germanwatch, un’associazione che si occupa di riscaldamento climatico, sollevano molti problemi sull’efficacia - CO2 capture and storage - e sulla sua sicurezza per l‘ambiente e la salute per i rischi di fuga di gas e dei trasporti di CO2. Ma le perplessità sono soprattutto sul modello energetico che la Ccs sottintende con l’argomentazione della tecnologia provvisoria fino a che le energie rinnovabili non saranno in grado di coprire i bisogni di energia. «La Ccs - dicono le tre associazioni ambientaliste tedesche - permette di proseguire la produzione di energia a carbone e ritarda ancora l’espansione delle energie rinnovabili. In più il costo di ogni tonnellata di CO2 stoccata è valutata tra i 40 e i 60 euro, mentre i fornitori di energia da carbone si sono visti allocare quote di emissioni di CO2 gratuite che offrono loro un margine di manovra supplementare»..."

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Convegno "MAREMMA S.O.S.: TANTI PERICOLI E ORA ANCHE LA CENTRALE A CARBONE!"

Riceviamo e pubblichiamo:

Autostrada, edilizia selvaggia, i rischi del polo energetico Montalto-Civitavecchia fra i più grandi d’Europa, e ora ..... anche la centrale a carbone di Civitavecchia e un nuovo inceneritore a Scarlino?

Convegno di studio – Capalbio, 27 ottobre 2007
Sala Tirreno, Borgo Carige

h. 9,30 Presentazione del convegno
Nicola Caracciolo, presidente Italia Nostra Toscana e Maremma Tuscia

h. 9,45 Linee guida per il governo del territorio e dell’ambiente
Lucia Biagi, sindaco di Capalbio

h. 10,00 Capalbio: contraddizioni in atto. Il Piano Strutturale e il progetto SAT-Regione Toscana per il corridoio tirrenico
Valentino Podestà, vicepresidente Italia Nostra Toscana e Maremma Tuscia

h. 10,15 Il cogeneratore di Scarlino e i danni alla salute. Un’altra politica dei
rifiuti è possibile.
Roberto Barocci, vicepresidente Italia Nostra Grosseto

h. 10,30 La centrale a carbone di Civitavecchia
Simona Ricotti, Movimento No-Coke Alto Lazio
Giovanni Ghirga, portavoce Medici per l’Ambiente e la Salute Alto Lazio
Roberto Musacchio, vicepresidente Commissione sul cambiamento climatico
e membro della Commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza
alimentare del Parlamento Europeo

h. 11,45 La posizione della Regione Toscana
Riccardo Conti, Assessore Regionale al territorio e alle infrastrutture

h. 12,00 Agricoltura di qualità e agriturismo: uno sviluppo possibile.
Tavola rotonda : Esterino Montino, Paolo Veronesi, Mauro Del Vecchio,
Rodolfo Bilotta – produttori
Giovanni Cerretelli – agronomo, Coordinamento Toscano Produttori Biologici
coordina Corinna Vicenzi

h. 13,00 Proposte: un dialogo fra Alberto Asor Rosa, Gianni Mattioli,
Nicola Caracciolo, Lucia Biagi

h. 13,30 Buffet con offerta di prodotti locali


Italia Nostra, Sezione Toscana, Sezione maremma-Tuscia


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18 ottobre 2007

Lettera a Moscherini da un cittadino di Tarquinia

Riceviamo e pubblichiamo la lettera pervenuta qualche giorno fa:

"Si va in scena: Moscherini e la Commedia per l'assunzione di 30 operai a TVN"

Sostenitore del carbone?
Finalmente il sindaco del comune di Civitavecchia gioca a carte scoperte, comincia a sentirsi fiero dell’elemosina che gli fanno. Proprio lui dice “non significa elemosinare soldi o svendere salute e ambiente per quattro spiccioli, ma fare in modo che Enel collabori allo studio, alla cultura, all'arte, alle infrastrutture dei comuni. Carissimo sindaco,Guardi la sua città,da sempre ha avuto i soldini delle elemosine da spendere ma non hanno mai risolto i problemi della città.
Lo dice proprio lei” Abbiamo reti fognarie e idriche colabrodo”, come? Con tutti i soldi che le società elettriche hanno guadagnato in 50 anni il comune non è riuscito neanche ad avere i servizi essenziali. Ecco perché le fanno la carità. La verità è un’altra, tutti i sindaci che la pensano come lei,fanno la stessa fine,gestire un sacco di promesse senza dare migliorie alla propria città. Dove è finito lo splendore che ha circondato la sua campagna elettorale,se già è a caccia di elemosine.
Ci sono inoltre due episodi di recente cronaca che ai cittadini di Tarquinia gli hanno mostrato il vero volto del sindaco di Civitavecchia.
La prima è La campagna colonialistica verso Tarquinia con la richiesta dell’ aeroporto. Ancora una volta chiariamo le idee al sindaco di Civitavecchia,Tarquinia non vuole svendere il proprio territorio ai favori di chi gli vuole male ed è incapace di capire che la ricchezza di un territorio è proporzionata alla fierezza di possederlo senza sudditanze e servitù,l’inquinamento di un’ereoporto è per noi,produttori agricoli, e operatori turistici è una bestialità. Non esiste una città al mondo che abbia avuto i benefici da una servitù di un aeroporto lowcost,basta andare a Ciampino,il resto sono chiacchiere e speculazioni.
La seconda è L’iniziativa promossa anche dal comune di Civitavecchia,tristissima, dove vedeva alcune hostess davanti agli scali croceristici con la missione di far desistere i turisti nella scelta dell’escursione a Roma,convincendoli invece con depliants descrittivi di Civitavecchia a rimanervi. Fiumi di croceristi scendono a Civitavecchia e non si fermano?? Moscherini non ci avevi fatto caso?? Che cosa dovrebbero visitare le centrali elettriche di Torrevaldaliga sud oppure quella bellissima di Torrevaldaliga nord o meglio ancora dovrebbero rimanere estasiati dal fetore inquinato del suo meraviglioso porto!!! Un grande manager come lei che non sa come catturare il turismo croceristico! Non ci crediamo,lo sa benissimo come fare,bisogna partecipare alle borse sul turismo croceristico e offrire pacchetti allettanti. Forse la sua città,intasata di fonti inquinanti non è possibile metterla in un pacchetto.
Siamo stanchi di ascoltare bugie. Quelle che raccontano a lei sull’abbattimento delle emissioni del carbone nero e sporco di TVN, se le tenga per quando tornerà ad allungare la mano per l’elemosina.

Un cittadino di Tarquinia

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Enel: "morti bianche", coscienze sporche.

Il profitto è l'unico parametro che Enel ritiene opportuno monitorare.
Sulla nostra pelle. E' "l'energia che ti ascolta", baby.

Sulla tragica morte di Michele Cozzolino nel cantiere di TVN, vedi i link:
Lavoro in nero e caporalato, turni sovrapposti, lavoro di notte e nei giorni festivi, appalti ai massimi ribassi possibili, fretta di terminare i lavori. Ovviamente gli sgherri dell'Enel si affrettano a comunicare che si tratta di un caso del tutto accidentale. Ma su questo è inutile commentare, chi vive in questa città sa bene come stiano le cose.

Interviene sulla faccenda anche l'ipocrita
"...Presidente del Consiglio comunale, Francesco Cappellani, evidenzia le critiche espresse nei giorni scorsi "sulla politica spregiudicata dell'Enel nella gestione del cantiere di Tvn, improntata e gestita secondo una logica di frettolosità per arrivare alla accensione del primo gruppo". "La fretta – ha commentato – è nemica delle sicurezza: oggi emerge che a Tvn si lavora la notte e i giorni festivi; questa impostazione dissennata ed irresponsabile ha portato alla tragedia di oggi. A questo punto il cantiere si deve fermare e la riconversione della centrale va fermata e vanno rinegoziati e garantiti i massimi standards di sicurezza per tutti gli operai. Non c'è più tempo da perdere, questa città è stufa di pagare tributi all'Enel....."
Fonte:
"Centumcellae.it" (II)


Lucro, ad ogni costo, e non è un paradosso, poiché chi paga, siamo noi. Oppure lo è? Enel è un'azienda per la maggior parte parte pubblica. Come si può ammettere tutto questo?

Tranquillizziamoci pure, si tratta di una morte che rientra ampiamente nel progetto di Enel. Così come il problema dell'impatto del carbone sulla nostra salute è stato messo in conto (meglio sarebbe dire: liquidato), giudicato pegno ragionevole (comunque necessario) per la realizzazione di questo business. Con la benedizione ed il sostegno più che attivo dei nostri "rappresentanti" politici.

"...Le chiamano "Morti Bianche" come se il tutto fosse frutto della casualità e della sfortuna.
Le chiamano morti bianche quasi non ci fossero dei responsabili dietro gli omicidi che si compiono ogni giorno sui posti di lavoro..." Da "Nomortilavoro"

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17 ottobre 2007

Petizione: servirebbero altri zeri ma...

Petizione online contro il carbone: siamo a 999 firmatari..Chi vuol essere il millesimo?

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La diffusa preoccupazione per la politica energetica del PD

Interessante articolo su Aprile Online. Vedi qui

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"NOCOKE, AVANTI TUTTA!"

Riceviamo e pubblichiamo:

"A fine luglio Bersani ha detto: Enel hai sbagliato a non informare le popolazioni sul trattamento da carbone a Civitavecchia, come gesto riparatore devi ridurre le emissioni della nuova centrale.

Tempo una manciata di giorni ed Enel ha trovato nuovi filtri a manica che abbattono gli inquinanti del 30%. Vuol dire alcune vite salvate, Bersani ha salvato delle vite!

Ma quanta gente invece non si salverà e creperà se Bersani non impedisce che la centrale inizi a funzionare? I morti da carbone si possono contare prima, senza aspettare i decessi; per il calcolo si applica una procedura basata sulle caratteristiche della centrale e del territorio d'impatto, è solo questione di quantità: più o meno; i morti sono certi. Bersani non può non saperlo e bene ha fatto la Ministra Turco a metterlo di fronte alle sue responsabilità, chiedendogli una nuova valutazione d'impatto ambientale della centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord. Ma lui non intende.

I cittadini che hanno fatto lo sciopero della fame lo denunceranno per questo.

Agli abitanti del comprensorio, che vogliono sapere se il Movimento No Coke è stanco diciamo che il Movimento non molla, è in prima linea e va avanti. Chi ha responsabilità antiche o recenti non deve dormire sonni tranquilli. Nonostante lo sgambetto subito a Tarquinia con la rimozione dei cartelli e degli striscioni i No coke stanno preparando un'agenda fitta d'iniziative.

L'obiettivo è uno solo: fermare il carbone.

I fronti aperti sono molteplici, due in particolare richiedono attenzione in questo momento: compensazioni e osservatorio ambientale.

Le compensazioni si esplicitano in vario modo: Enel attiva nel risanamento ambientale, Enel che s'impegna per le fonti alternative, Enel e le biomasse, Enel che sostiene finanziariamente la progettualità dei Comuni.

Dopo il pronunciamento dei Ministri dell'Ambiente e della Salute l'unico risanamento ambientale sarebbe fermare la riconversione a carbone e ridurre le taglie della centrale a olio (dei peggiori sul mercato) di Torrevaldaliga sud e quella di Pian dei mangani a Montalto (terza in italia per emissioni co2)

Gli enti che producono energia sono ostili allo sviluppo delle fonti alternative con autoproduzione di energia. È ovvio che la loro diffusione comporta la perdita di contratti per chi vende energia.

Le biomasse promesse agli agricoltori da un colosso energetico sono la negazione dell'unica forma ambientalmente compatibile di biomassa, quella che usa scarti agricoli e forestali ed è adatta ad un bacino rurale per la propria autonomia energetica. L'esempio di Guessing in Austria è esemplare e merita di essere conosciuto. Le biomasse che destinano la produzione agricola primaria ad essere incenerita sono una bestialità.

Il sostegno finanziario ai Comuni è un prezzo; che cosa si vende? Dopo le verità dichiarate dai Ministeri dell'Ambiente e della Salute l'attività mercantile è chiara, si vende e si compra la vita di una parte consistente di popolazione per i lucrosi affari del carbone.

Infine l'osservatorio ambientale. I lupi restano lupi, se diventano agnelli c'è di che temere.

Su Rai Utile, durante un confronto svoltosi a metà estate tra il Prof. Mattioli e l'Ing.Arrighi, uno dei padri della centrale a carbone di Civitavecchia, garanti la sen. De Petris dei Verdi e l'on. Fabio Rampelli di Alleanza Nazionale, sono stati dichiarati i dati che seguono.

Se il carbone venisse trattato con le migliori tecnologie possibili, che comunque non impedirebbero la fuoriuscita delle nanopolveri e delle micropolveri generatesi per condensazione dopo che il fumo è uscito dalla ciminiera, Enel dovrebbe investire, rispetto al costo iniziale d'acquisto e combustione il 50% in più per il filtraggio. Il costo complessivo del Kwh salirebbe in tal modo oltre 7 centesimi e costerebbe più del Kwh prodotto a gas-ciclo combinato. Enel invece ha scelto di produrre a carbone con un costo inferiore di quello a gas-ciclocombinato prevedendo per il filtraggio un investimento rispetto alla base iniziale, per ammissione dell'Ing.Arrighi, del 15%, optando quindi per un carbone inquinante.

Altro che nuova generazione di filtri a manica, sono tutte scelte industriali: da una parte quanto s'investe per pulire il carbone, che sempre nero resta, e dall'altra la quantità variabile di morti che la centrale lascerà dietro di se. La recente concessione di un ulteriore abbattimento del 30% di alcuni inquinanti abbasserà di poche unità la quantità di morti. Per ora spetta a Bersani l'onere di fermare questo meccanismo perverso e denunciamo lui. Un istante dopo l'eventuale accensione della centrale metteremo in mora il Ministro della Salute e il Sindaco di Civitavecchia per spegnere la centrale, se non lo faranno denunceremo anche loro e tutti quelli che avranno il potere reale di fermarla e non lo faranno..

A questo punto è ovvio, Sindaco Moscherini, che l'Osservatorio Ambientale è una farsa, a cui alcuni esponenti del movimento che si oppone al carbone parteciperanno, per avere comunque informazioni in più ed essere più efficaci con le denunce.

Nessun impianto in Italia è stato,mai,fermato dagli osservatori,sono sempre arrivati a farlo le sentenze dei tribunali,civili e penali.

Ma sul fatto che il carbone è una macchina della morte non c'è bisogno che lo dica l'Osservatorio fra qualche anno. Lo sappiamo già e non vi molleremo.

nocoketarquinia.splinder.com

nocoketarquinia@yahoo.it

I contatti telefonici ufficiali sono sul sito del gruppo.

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“Chiediamo ai sindaci dell’alto Lazio di scendere al nostro fianco contro il carbone”

COMUNE DI LADISPOLI

Provincia di Roma

COMUNICATO STAMPA

"Chiediamo ai sindaci dell'Alto Lazio di scendere al nostro fianco contro il carbone"

Rinnoviamo l’invito a tutti i sindaci del comprensorio di scendere al nostro fianco nella battaglia contro la riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia perché la salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente non ha prezzo”. Con queste parole il sindaco di Ladispoli, Crescenzo Paliotta, ha annunciato l’intenzione dell’Amministrazione comunale della città balneare di ripresentare il ricorso per la tutela della salute dei cittadini che la sentenza della Corte costituzionale ha spostato per competenza dal tribunale civile al Tar del Lazio.

Al nostro fianco – ha proseguito Paliotta – abbiamo già la Provincia di Roma. L’assessore al lavoro, Gloria Malaspina, ha dichiarato tutto il suo appoggio. I nostri legali, insieme a quelli di Palazzo Valentini, sono già al lavoro per valutare quale iter adottare per riprendere la causa intentata nel 2005 da Ladispoli al Tribunale civile di Civitavecchia contro la riconversione a carbone della centrale elettrica civitavecchiese. Seguiremo le indicazioni della sentenza della Corte Costituzionale che ci ha invitato a rivolgerci al Tar Lazio per tutelare il diritto alla salute. Quindi ripartiremo dai dati contenuti nella perizia effettuata dai tre consulenti tecnici nominati dal giudice del tribunale di Civitavecchia Cecilia Pratesi prima che il comma 552 della legge finanziaria 2005 le impedisse di arrivare a sentenza spostando la competenza in materia ambientale e di salute dal tribunale ordinario al Tar. A questo aggiungeremo nuovi ed interessanti studi. Per fare sentire più forte la nostra voce, però, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Per questo motivo chiediamo a tutti i comuni dell’alto Lazio di seguire le nostre orme e di partecipare, attraverso un formale passaggio in Giunta o in Consiglio Comunale, al ricorso presso il Tribunale amministrativo del Lazio”.

Come amministratori e come cittadini – ha concluso Paliotta – dobbiamo impedire che, solo per opportunità, venga realizzato un progetto che danneggerebbe per anni l’ambiente dell’Alto Lazio con l’emissione delle polveri della lavorazione del carbone”.

L’Ufficio stampa

Ladispoli 16.10.07


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