Un sito web tutto da vedere: http://www.greenpeace.it/enel/
Leggi anche qui: http://www.greenpeace.org/italy/news/enel-sito
17 dicembre 2009
enel clima killer. Il sito web
"NON CI FACCIAMO INTIMIDIRE DA enel" (minuscole sempre d'obbligo)
Da Greenpeace.it, 9/12/2009
Roma, Italia — Confermiamo le notizie di stampa anticipate questa mattina dal Financial Times. Enel, il più grande emettitore di CO2 in Italia, alla vigilia del summit di Copenhagen, ci ha chiesto 1,6 milioni di euro per le azioni di protesta dei nostri attivisti presso le centrali a carbone.
Il carbone è la fonte energetica con le maggiori emissioni di CO2, sia in assoluto che in termini relativi, e i piani di Enel di espandere la produzione a carbone non faranno altro che accelerare i cambiamenti climatici.
Se Enel pensa di intimidirci o mettere pressione perché abbassiamo il tono della nostra campagna su quella che è la principale questione ambientale globale, i cambiamenti del clima, si sbaglia di grosso.
Invece di investire massicciamente in fonti rinnovabili, l'Enel è in Italia di gran lunga il primo produttore a carbone e solo il terzo nell'eolico (nel 2008, addirittura, si è classificato solo quinto).
Chiedere soldi a Greenpeace per aver protestato è come chiedere soldi al sindacato quando c'è uno sciopero. Abbiamo il diritto di protestare, a maggior ragione quando chiediamo misure per proteggere il pianeta, che è di tutti.
È il commento del nostro direttore esecutivo, Giuseppe Onufrio.
Gran parte della richiesta di risarcimento dell'Enel (80 per cento circa) è motivata da perdite di profitto dovute all'uso – al posto del carbone – di olio combustibile, che Enel sostiene di aver dovuto utilizzare durante le azioni condotte presso la centrale di Brindisi Cerano nel 2007 e nel 2009.
Pensiamo che se c'è qualcuno che deve pagare, in questa vicenda, è l'Enel, i cui piani di espansione del carbone ci porteranno ancora più vicini alla catastrofe climatica.
16 dicembre 2009
"Moscherini ha omesso di porre in atto interventi amministrativi e tecnici di prevenzione e controllo dell’ambiente e della salute collettiva"
"Perché omette i controlli su salute e ambiente?" Comunicato del Movimento civico
"Il Sindaco esercita la funzione pubblica di “responsabile governativo della tutela sanitaria e ambientale” (binomio inscindibile) attuando iniziative concrete volte alla salvaguardia dei diritti esplicitati dall’art.32 della Costituzione.
Nell’esercizio di tale funzione primaria Egli recepisce il supporto di altre Istituzioni pubbliche e della “società civile” secondo il concetto basilare della sussidiarietà e si uniforma al Principio di precauzione che è eticamente cogente (Corte Costituzionale).
Ogni omissione nell’ottemperanza a tali principi va a ledere il dovere ineludibile di promozione di tutti i mezzi finalizzati alla migliore qualità di vita della collettività.
Ogni omissione, quindi, si connota come penalmente rilevante e tale dovrebbe essere considerata dall’Autorità giudiziaria (art.328 C.P.).
I fatti eclatanti comparsi in cronaca locale (depositi di materiale inquinante all’interno di Tvn; denuncia –anche se anonima - di esistenza di una discarica interrata abusiva; disseminazione di “cenerino” inquinante nel luogo di lavorazione del carbone; trasporto di rifiuti tossici fuori dal rispetto di ogni prescrizione legale; notizia – da Lei pronunciata - che fino al giugno 2010 il nostro comprensorio rimarrà senza controlli e senza rispetto delle prescrizioni; depotenziamento delle funzioni scientifiche dell’O.A. comprensoriale, ridotto a mera fotocopia dell’Arpa etc…) dimostrano che Lei ha reiteratamente omesso di porre in atto interventi amministrativi e tecnici di prevenzione e controllo dell’ambiente e della salute collettiva.
Infatti Lei:
1° non ha vigilato sull’opificio energetico di Tvn eludendo gli obblighi di controllo delle attività all’interno della centrale elettrica onde evitare che il materiale inquinante (polveri macroscopiche e microinquinanti correlati; metalli e metalloidi con potenzialità cancerogena) fosse trasportato e depositato in barba ad ogni norma di legge, cioè contro il Decreto Marzano e l’Accordo Pincio-Enel del 2003;
2° non ha posto in essere la doverosa richiesta di supporto tecnico da parte dell’Arpa Lazio: organo deputato al controlli delle emissioni al camino e alla valutazione delle ricadute al suolo con l’installazione di una rete di centraline funzionante in tempo reale;
3° non ha sensibilizzato - con atti amministrativi imperativi - l’intervento metodico delle Autorità sanitarie locali, provinciali e regionali onde monitorare l’incidenza percentuale delle patologie correlate all’inquinamento e istituire (finalmente!) i registri dei tumori, delle malattie cardiorespiratorie, delle malattie professionali, delle sindromi degenerative del sistema nervoso centrale e periferico;
4° ha concorso ad affossare la costituzione d’un Osservatorio ambientale a valenza scientifica: cioè un’istituzione squisitamente tecnica, affidata ad ingegneri-impiantisti e a medici-epidemiologi e clinici di chiara e specchiata capacità professionale…..sganciati dai partiti politici, arruffoni e inaffidabili!
5° ha pervicacemente voluto – in sintonia con l’ex Presidente Marrazzo – l’inconcludente e pletorico “Tavolo regionale dell’Ambiente e della Salute” (da Lei definito” il vero Osservatorio Ambientale”) che si sta dimostrando un nuovo porto delle nebbie dove le competenze e le responsabilità personali (secondo il vecchio metodo dello scaricabarile) sono già talmente incomprensibili e caotiche da creare il “nulla” operativo che permetterà ogni abuso “personalistico e lobbystico”;
6° non ha tenuto fede al Suo stesso programma elettorale che tuona: “Qualora si verifichino situazioni d’inquinamento lesivo della salute pubblica il Sindaco s’impegna ad ordinare la chiusura definitiva della centrale”.
Le chiediamo di convocare una pubblica assemblea o una conferenza –stampa ufficiale per spiegare alla cittadinanza le motivazione che l’hanno indotta ad affrontare il drammatico problema della tutela della salute e dell’ambiente con sussiego e scarsa sensibilità civica. La preghiamo di considerare questo nostro documento come una denuncia dello sconcerto che il Suo comportamento ha indotto in tutta la cittadinanza che noi ci pregiamo di rappresentare. Valga – questo documento – come formale diffida.
I referenti del Movimento civico a difesa dei diritti costituzionali violati a causa delle Sue omissioni
MAXI BLITZ delle forze dell'ordine a Torrevaldaliga nord - enel
Da Maremmaoggi.it
Maxi blitz nel cantiere Enel di Civitavecchia dove si stanno ultimando i lavori della centrale a carbone di TVN. Almeno un centinaio dei carabinieri della locale caserma, agenti di Polizia, della Direzione investigativa antimafia della Guardia di Finanza e del Gico della stessa arma hanno passato al setaccio il cantiere controllando e identificando centinaia di operai . Bocche cucite da parte degli inquirenti che non confermano e non smentiscono il fermo di quattro persone. Secondo quanto si apprende il controllo interforze è stato disposto dalla Prefettura di Roma nell'ambito dei controlli, previsti per i cantieri che ricadono nelle Grandi Opere. Con le forze dell’ordine anche numerosi ispettori del lavoro.
15 dicembre 2009
Corridoio tirrenico - Dalla Provincia di Vt un NO unanime per preservare la Maremma
Perchè, invece, non viene resa sicura l'Aurelia dove si continua a morire?
Da Maremmaoggi.it
I consiglieri provinciali di Viterbo all'unanimità hanno deciso di dire "no" alla dannosa autostrada che devasterà la Maremma con danni, non solo alla salute, ma alle fonti di reddito di questi territori, alle numerose famiglie che vivono di agricoltura e turismo.
Il punto all'ordine del giorno del consiglio provinciale aperto sull'autostrada, è stato illustrato dal consigliere Fortuna:
"Prima di iniziare vorrei sapere se sono stati invitati gli assessori regionali, che più volte si sono dichiarati favorevoli. Francamente non sono d'accordo. Oggi sono qui i movimenti cittadini per presentare un'eleborazione. C'è abbastanza condivisione credo sul documento che i cittadini presenteranno. Però auspico che il documento, una volta letto e approfondito, possa essere condiviso da tutto il consiglio. Come sempre è accaduto quando si parla di salute e di tutela del territorio".
Ernesto Cesarini del comitato cittadini liberi di Tarquinia. "Inizio ringraziando il consigliere Fortuna per aver fatto propria questa voce. Noi a Tarquinia stiamo subendo da tempo una situazione che dire catastrofica è poco. L'autostrada è parte di questa catastrofe . Nel documento ci sono elementi concreti. Questa autostrada nella sua formulazione passerà dentro il centro abitato di tarquinia. E' un atto di barbarie. A Tarquinia è stata approvata una zona industriale. Su questa c'era un carbonile. Adesso è in itinere una via per aumentare il volume e la proprietà sta insistestendo per volerlo a cielo aperto. Oltre a questo sta arrivando un cementificio. L'autostrada si calerà in questo territorio, dove ci sarà un impianto per rifiuti non pericolosi che si andrà a sommare a tutto il resto. Noi vi diciamo che dovete votare no all'autostrada. Ma lo diciamo noi".
Luigi Ambrosini presidente del comitato amici della maremma. "La maremma tosco-laziale è un territorio di particolare pregio, c'è turismo a livello internazionale. E' quindi un territorio da salvaguardare. Solo nel tratto Capalbio-Tarquinia vengono sventrati 250 poderi. Solo a Capalbio vengono abbattuti 47 fabbricati rurali. L'intento è quello di far diventare l'Aurelia strada parca e di fare un'autostrada a 4 corsie. L'opera è stat aanche giudicata antiecomica, tanto è vero che nemmeno le banche sono completamente d'accordo perché non sono convinte della previsioen fatta. Qui si va a distruggere un territorio che effetti che incideranno nei secoli successivi. In questo modo tutto il territorio della provincia sarà messo in una riserva indiana. Rischiamo l'isolamento. Con questo tracciato non portiamo gente ma la allontaniamo".
Il consigliere Miccini. "Sembra ci sia un accanimento su quel territorio.E' singolare che andiamo a cercare mare e aria pulitica, quando un tempo ce l'avevamo a casa. La politica si deve fermare, ragionare sullo sviluppo".
Il consigliere Novelli. "Come amministratore avrei voluto preservare il territorio da ogni rischio. Poi ci siamo scontrati con altre situazioni, strutture, impianti. QUindi devo dire grazie a voi perché con questa mozione avete a cuore quello che ho anch'io per il mio territorio".
Il consigliere Santucci. "Diamo la nostra disponibilità a votare il documento presentato dai cittadini. Credo che le infrastrtture vadano fatte. Ma sono altrettanto convinto che vadano fatte nel rispetto del territorio. Che la fascia costiera del Lazio sia devastata è un fatto conclamato. Credo che vada fatto un ragionamento su questo. Sul cementificio dovremmo fare un discorso a parte perché quello sì che è veramente grave. Soprattutto le dimensioni".
Il consigliere Bigiotti. "Voterò il documento, ma alcuni chiarimenti occorre averli. Questo consgilio ha messo nell'ultimo bilancio fondi per la creazione di un rgistro tumori. Credo quindi sia bene metterli a frutti affinché questo registro diventi realtà. Bene ha fatto poi Fortuna ha stigmatizzare l'assenza dalla Regione, è grave anche l'assenza dei sindaci del comprensorio interessato".
Il consigliere Manglaviti. "Dobbiamo tenere presenti le richieste dei cittadini di quel comprensorio. Che chiedono attenzione e il diritto alla salute. Il documento proposto ci chiede di ribadire con forza il diritto 32 della costituzione. E di non stravolgere la loro zona. Il consiglio provinciale ha quindi il dovere di rispondere a questi cittadini".
Ernesto Cesarini. "Preciso che il tratto laziale è ancora in discussione. Per questo chiediamo a voi di dire no a un progetto che vuole un'autostrada in mezzo alle nostre case".
Il consigliere Equitani. "Questa provincia ha già data molto dal punto di vista ambientale, forse troppo. Pensare a un'ulteriore messa in crisi del sistema ambientale ci preoccupa. E questo problema riguarda tutti, i fumi non seguono i perimetri comunali. Dobbiamo essere pronti a fare una battaglia sul cementificio, perché non è più tollerabile. Invito il presidente del consiglio a farsi interprete per capire, magari convocando anche il sindaco di Tarquinia. Dobbiamo sostenere i comuni in questa vicenda. Simo vicini ai comitati perché siamo convinti ambientalisti".
Il consigliere Gemini. "Non trovo difficoltà a dichiarare che in questa sede ci siamo sempre schierati a favore della tutela del territorio. Tradiremo il nostro mandato se da politici non ci facessimo interpreti di queste esigenze. Per essere sinceri con i cittadini dovremmo fare qualcosa di più. Che questo consiglio si faccia carico di questo problema, mettendo insieme i soggetti coinvolti per fare qualcosa di operativo".
Il consigliere Fortuna. "E' un momento importante e mi rimpie di soddisfazione. Non è stata smentita una linea condivisa per tutta la consigliatura".
Si vota: il consiglio approva all'unanimità.
Il consiglio è sciolto.
Torrevaldaliga Sud (Tirreno Power / Sorgenia) a carbone: rabbrividiamo?
Invece di smantellare le esistenti, portiamo altre e più nuove fabbriche di morte sul nostro territorio? Da TrcNews
"La temuta richiesta di autorizzazione da parte di Tirreno Power al Comune di dotarsi anch’essa di un gruppo a carbone appare sempre più plausibile. Lo scrive in una nota il consigliere comunale del Pd, Mauro Guerrini, facendo riferimento alle voci di allarme che si sono levate e che sono state seguite da silenzi che definisce inquietanti.
Secondo Guerrini ci troviamo di fronte ad una situazione analoga a quella che ha portato alla riconversione di Torre Valdaliga Nord e per questo il consiglio comunale deve esprimersi subito ed una volta per tutte con una mozione apposita contro l'incremento in città dell'utilizzo del carbone per la produzione di energia elettrica. Per Guerrini bisogna anche mettere in atto urgentemente un sistema di controllo serio ed efficace che possa monitorare istantaneamente la qualità delle emissioni, in modo da consentire alle istituzioni il blocco immediato della produzione qualora si riscontrassero anomalie di funzionamento."
14 dicembre 2009
Niente violenza, niente dittature
Tirava una brutta aria.
Gianfranco Fini, nella famosa registrazione fuorionda della settimana scorsa, affermava che Berlusconi farebbe meglio a non scherzare col fuoco, poiché è facile, come monarca assoluto perdere la testa.
L'atmosfera già pesante s'era ancor più inasprita negli ultimi giorni, e certi proclami simil-dittatoriali del Premier hanno fatto rabbividire l'Italia.
Se è risaputo che le personalità eminenti evitano occasioni di contatto con la folla, e la storia è piena di casi di attentati e ferimenti in simili situazioni, a maggior ragione il Cavaliere, con la sua personalità e i suoi modi, dovrebbe praticare in modo sistematico questo tipo di attenzione.
In considerazione delle condizioni appena esposte: vi sembra che fosse questo il momento adatto per un bagno di folla di Berlusconi? Non è un caso che nei commenti dei media Statunitensi, ad esempio, sia stata bene evidenziata questa mancanza di cura per la sicurezza del Premier.
Il narcisismo e il culto di se stesso del signor B bastano a giustificare le condizioni in cui s'è verificato il suo ferimento? La realtà supera sempre la fantasia, ogni dubbio pare lecito. Stiamo a vedere cosa accadrà: nulla di buono, presumibilmente.
--
Comunque la si voglia vedere, ci pare che la spiegazione di questo fatto di cronaca possa trovarsi meglio in un testo plurimillenario che nelle cronache del presente.
13 dicembre 2009
Osservatorio ambientale: indagini della Procura e cancellazione all'orizzonte
La Procura indaga sui due milioni di euro spesi dal Comune in passato per le attività dell'Osservatorio (Quali? Si chiedono anche i cittadini), e sugli altri quattro che sarebbero da destinarsi alle medesime attività, provenienti da enel (parte dell'elemosina per la quale siamo stati venduti assieme alla nostra salute).
Si affaccia all'orizzonte la possibilità che l'organismo sia del tutto cancellato dalla prossima Finanziaria.
Vedi trcnews
11 dicembre 2009
"Lettera aperta a Moscherini"
Comunicato del "Coordinamento dei Comitati contro il carbone", 08/12/2009
"Egregio signor Sindaco,
recentemente Lei ha affrontato sui Media lo spinoso problema dell’Osservatorio Ambientale.
Le esprimiamo le nostre perplessità riguardo alla pessima piega che sta prendendo la questione vitale delle croniche omissioni e delle elusioni alle prescrizioni previste dal Decreto Marzano (dicembre 2003)che obbliga la Regione Lazio ad Istituire un Osservatorio Ambientale per il controllo d’un maxipolo energetico definito “ a rischio “ da tutti gli esperti del settore energetico e sanitario (Rubbia compreso).
Da quando la politica energetica ha coinvolto il maxipolo Civitavecchia-Montalto (1999) abbiamo subìto le decisioni improvvide dei Sindaci Tidei, De Sio, Commissari di governo, Saladini :alcune miopi, altre ciniche, tutte poco sensibili al dissesto ambientale e sanitario. Noi del Coordinamento dei comitati contro il carbone ci rivolgemmo a Lei fin dal 2007 per stigmatizzare il caos e la mostruosità giuridico-tecnica dell’Osservatorio Ambientale civitavecchiese che dal 2004 ha ingurgitato sei milioni di Euro ,elargiti dall’Enel ,senza che si sia svolta alcuna attività di controllo e di prevenzione come previsto sia dall’Accordo Pincio –Enel sia dalla VIA inclusa nel decreto Marzano. Lei sembrò recepire le nostre istanze volte a revisionare l’organigramma troppo politicizzato e poco tecnico , con grave nocumento al diritto della cittadinanza ad essere protetta contro l’inquinamento ambientale e la patogenicità delle sostanze tossiche immesse in atmosfera e al suolo.
Ci fidammo di Lei che – invece – nel frattempo ,“flirtava “ con i Sindaci del Comprensorio ( un redivivo pentapartito ) e con la plenipotenziaria Enel in cambio di aiuti economici ( le orrende “ compensazioni “ ) e di una politica ambientalista soft e inconcludente a scapito del diritto ad una decorosa qualità di vita e alla salute psicofisica dei suoi amministrati….il tutto sotto la “copertura “ della Regione Lazio la quale istituiva il fantomatico e zoppicante “ Tavolo regionale dell’ambiente e della salute “ : Organismo che Lei ha recentemente definito “ il vero Osservatorio ambientale “! Ne deriva che il Consorzio comprensoriale penta -comunale per la gestione dell’Osservatorio Ambientale ( prima civitavecchiese , ora tarquiniese ) sia da considerare poco più che una finzione giuridico- amministrativa finalizzata a “premiare “ i cinque alter-ego dei sindaci del comprensorio con prebende d’oro( sfido , io , che il milione di euro non basta! ).
E ci chiediamo , preoccupati e sdegnati :
1°se l’O.A. comprensoriale deve soltanto affiancarsi all’ARPA ( già presente al Tavolo regionale ) per l’installazione e la diretta gestione di QUATTRO delle dodici centraline di rilevamento degli inquinanti perché non sopprimerlo e destinare il milione di euro annui dell’Enel al funzionamento di tutta la rete delle centraline ?
2°se nello Statuto dell’Osservatorio Ambientale non è previsto un Comitato dei Garanti chi “osserverà criticamente “ l’operato dei “ limitatissimi specialisti veri del settore “ assunti alla chetichella , senza una selezione congrua (…specialisti di cui nessuno conosce né i nomi né le referenze scientifiche ! )?
A riprova che questa metodologia “politichese “ di affrontare un problema squisitamente scientifico (ingegneristico-impiantistico e sanitario ) è errata alla radice sta il fatto che :
a)non esiste un registro pubblico e trasparente dei controlli in tempo reale dei livelli di impatto dei vari inquinanti (effluenti al camino e ricadenti al suolo );
b)non esiste un registro pubblico sull’andamento cronologico dell’incidenza delle malattie correlate all’inquinamento ( registro dei tumori e delle patologie cardiorespiratorie e professionali );
c) non esistono rilievi sulla compromissione qualitativa delle caratteristiche merceologiche dei prodotti agricoli DOC , ittici,animali che entrano nel nostro ciclo alimentare umano .
Continuiamo a vivere sotto una cappa di omertà tecnico-economico-politica che dissipa le già scarse risorse mentre il nostro territorio ( fino al giugno 2010 …così ha detto Lei ) rimarrà senza controlli e senza rispetto delle prescrizioni , in attesa che qualche politico illuminato o qualche Magistrato sensibile al dettato dell’articolo 32 della Costituzione si svegli dal sopore e inizi una stagione di moralizzazione della vita pubblica .
Restiamo in attesa d’una Sua risposta - scritta o mediatica - indirizzata a tutta la popolazione che Lei ha l’onore e l’onere di governare e di tutelare , essendo Lei la massima autorità governativa di garanzia dei propri amministrati ,soggetta anche ai dettami della legge.
Il Coordinamento dei Comitati contro il carbone.
Civitavecchia 8.12.2009
10 dicembre 2009
l'Osservatorio ambientale è nato per restare paralizzato
La vecchia telenovela per dementi dell'Osservatorio ambientale, organismo-bufala per costituzione, continua attraverso le dichiarazioni del "prima-NO-poi-SI-al-carbone" Manrico Coleine
Potete leggere qui.
8 dicembre 2009
TVN - enel, carbone: nuova indagine sulla movimentazione delle polveri.
"I Carabinieri sono di nuovo tornati nella centrale di Torre Valdaliga Nord, ma questa volta non nella zona di cantiere. Nei giorni scorsi, infatti, i militari dell'Arma hanno effettuato una serie di verifiche, sembra sulla movimentazione del materiale pulverulento. Non solo. Sulla questione sarebbero già state sentite alcune persone e sarebbe in fase di valutazione una serie di documenti. Dopo l'inchiesta della Procura sulla presunta discarica abusiva nell'ex area di cantiere, gestita dal comitato interimprese, adesso le indagini arrivano quindi direttamente all'interno dell'impianto."
Per leggere tutto l'articolo clicca qui
GRAVISSIMO: polveri cancerogene dai nastri della centrale a carbone enel TVN.
No, non godiamo affatto nel dire "ve lo avevamo detto". Ma questa è oggi la realtà.
Da Civonline.it
Tvn. Un operaio intento a liberare il nastro trasportatore del carbone che si è inceppato. Pala alla mano, l’uomo, senza alcun tipo di protezione, scaraventa di sotto da 30 metri d’altezza quantità ingenti di materiale. Sono le immagini contenute in un cd che insieme ad una lettera è stato recapitato da un anonimo operaio di una ditta civitavecchiese nella cassetta della posta del ‘‘solito’’ Angelo Pierotti. Le riprese, effettuate probabilmente con un telefonino, mostrano chiaramente ciò che accade.
«Ho trovato la busta mercoledì 25 novembre – riferisce l’esponente dei Riformisti di sinistra – ma come espressamente richiesto dall’anonimo lavoratore che ha scritto la lettera, ho aspettato dieci giorni. Ora è necessario che la città venga informata di quello che sta realmente accadendo». Nella lettera che accompagna il video, il misterioso operaio chiede a Pierotti di portare il materiale direttamente in Procura, senza diffonderlo a mezzo stampa perché, testuali parole, «se venisse fuori questa cosa in centrale pulirebbero tutto e tutto finirebbe così». Poi l’operaio aggiunge ironicamente: «Spedire comunicazioni in questo modo va di moda». L’uomo spiega le motivazioni che lo hanno spinto ad effettuare le riprese oltre a fornire a Pierotti una dettagliata descrizione di ciò che accadrebbe nel cantiere e nell’impianto. «Quel signore che si vede è un collega della ditta Magaldi – prosegue – impegnato a spalare a mano il cenerino, ovvero il carbone bruciato che non dovrebbe in teoria (e come previsto dal progetto) mai vedere la luce del giorno ed essere respirato, perché è la sostanza più cancerogena di tutto il ciclo. Dovrebbe viaggiare sui nastri ed arrivare fino al molo, che però non è stato ancora completato». Un racconto inquietante fatto con dovizia di particolari, perché chi scrive è probabile che compia quotidianamente le operazioni accanto alle caldaie nei pressi della ciminiera. L’operaio racconta che il carbone combusto uscirebbe in maniera anomala e pericolosa dai nastri e dalle tramogge. «Se venisse fatto un controllo - si legge nella lettera – l’impianto verrebbe chiuso. Il cenerino dal cielo caldaia cade di sotto, sollevando un gran polverone. A terra c’è una ditta che con gli “aspirapolveri” cerca di raccogliere il materiale». Chi scrive la lettera ha fretta di porre fine alla grave situazione che si starebbe verificando a Tvn, e sembrerebbe molto attento anche ai recenti fatti di cronaca che hanno interessato l’impianto. «Le dico, signor Pierotti – dichiara l’operaio – che quella storia dell’immondizia di qualche giorno fa è vera. Nell’area dove sorgevano i vecchi serbatoi, sottoterra c’è una discarica. Sono i rifiuti seppelliti durante la costruzione del nuovo gruppo». Pierotti si pone degli interrogativi: «Chi avrebbe dovuto controllare, cosa ha fatto fino ad oggi?».
Per sapere se quanto scritto nella lettera corrisponde al vero occorreranno solo pochi giorni: pare infatti che i carabinieri abbiano già disposto ed effettuato i primi controlli, sui quali vige il massimo riserbo.
Riprendiamoci il diritto alla salute. CODACONS: "avvisi di garanzia per inquinamento"
Riportiamo dal Blog di Beppe Grillo
Per l'inquinamento dell'aria, a Milano (e non solo) i cittadini muoiono di tumore ai polmoni, i bambini di leucemia infantile, i vecchi di complicazioni ai bronchi. A Milano (e non solo) centinaia di persone affollano i pronti soccorso per i danni causati dall'inquinamento. 73 persone al giorno vengono ricoverate in ospedale OGNI GIORNO a Milano per l'aria mefitica. L'inquinamento è la nuova peste e gli amministratori comunali, regionali, provinciali fino all'ultimo assessore per il traffico o per la salute sono responsabili.
Mortizia Moratti, sindaco di Milano per censo, e Formigoni, presidente della Regione Lombardia per Comunione e Liberazione, hanno ricevuto un avviso di garanzia per l'inquinamento a Milano. Basterebbero poche misure, come le targhe alterne, le piste ciclabili in tutta la città, i mezzi pubblici elettrici, il centro chiuso, per fare respirare Milano (ma non solo). Se saranno condannati quanti morti e malati avranno sulla coscienza? Nessuno. Mortizia sarà impegnata a comprare le nuove scarpe in via della Spiga. Formigoni a parlare di giustizia a orologeria. Qui di orologeria c'è solo la morte dei cittadini. Da Milano in tutta Italia: RIPRENDIAMOCI L'ARIA! Avanti con le cause. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
Intervista a Marco Maria Donzelli, presidente del CODACONS.
"Sono un avvocato, mi chiamo Marco Maria Donzelli e sono presidente del Codacons. A seguito di due esposti, ma per la verità sono venti anni di denunce da parte del Codacons rivolte alla Procura della Repubblica di Milano, siamo arrivati a questa situazione, per cui ci sono degli avvisi di garanzia. In realtà il Pubblico Ministero che si era occupato della vicenda aveva chiesto l’archiviazione, come altre volte: in questo caso, come negli altri, abbiamo fatto opposizione all’archiviazione e un G.I.P. - il Pubblico Ministero si chiama Benedetti, invece il G.I.P., che ha vantato e deciso sull’opposizione e l’archiviazione, si chiama Zelante, ha deciso che obiettivamente gli elementi costitutivi della denuncia non potevano dare origine a un’archiviazione, in quanto vi è una violazione delle leggi, del DM 60/2002, ci sono degli studi gravissimi sull’impatto dell’inquinamento e, da ultimo, uno studio presentato dal Comune di Milano nel quale si riferisce che 73 persone al giorno, secondo i dati di cinque ospedali milanesi, vengono ricoverate per il problema dell’inquinamento atmosferico.
In questo caso abbiamo un procedimento penale, per cui abbiamo due avvisi di garanzia nei confronti di Moratti e di Formigoni, e del presidente della Provincia Podestà. Non sappiamo bene, in realtà, per quale motivo sia stato tirato in ballo, forse perché comunque è un riferimento normativo che riguarda anche le strade della Provincia, che dovrebbero essere interessate dal blocco nel caso di chiusura del traffico, ma in ogni caso sono due avvisi di garanzia che, nel territorio fiorentino, si sono invece tramutati in richieste di rinvio a giudizio nei confronti dell’ex sindaco Dominici, il quale attualmente sta affrontando un processo per questo tipo di reato, che è un reato, ricordiamo, contravvenzionale, di scarsa entità, ma poco ci importa dell’aspetto penale. Quello che ci interessa è che venga sollevata la questione, vengano individuate le responsabilità degli amministratori che, nella fattispecie, sono riferite al superamento per oltre 35 volte del PM10. La legge, il Decreto Ministeriale 60/2002, che recepisce numerose direttive comunitarie, sancisce che, superato per 35 volte il livello uguale del PM10, il sindaco o il presidente della Regione devono intervenire per far cessare gli effetti di un inquinamento atmosferico così alto, così elevato.
Così non è, perché dopo i 35 giorni di superamento ce ne sono stati altri 60, negli anni scorsi stesso discorso e le misure antinquinamento non hanno assolutamente raddrizzato la questione. Inoltre, se la questione deve essere spostata in ambito politico, ricordiamo che il Codacons è un’associazione apolitica, che i procedimenti penali non sono di questo periodo, ma nel 2007, del 2009, fin dai tempi del sindaco Formentini, per cui stiamo parlando di 10/15 anni fa, che la vicenda che ci interessa riguarda un procedimento penale delle contestazioni del reato, in realtà, che si risolvono con una condanna all’acqua minerale. Ma quello che rileva è l’accertamento della responsabilità dei pubblici amministratori, che può dare seguito poi a delle azioni di risarcimento da parte di tutti i cittadini, che sono vittime dell’inquinamento atmosferico. Ricordiamoci che non possiamo andare ai funerali e domandarci: “poverino, gli è venuto il cancro, un tumore” e dire: “speriamo che non tocchi a me”, sono sempre di più le persone tra i 60, 70, 80 anni che muoiono di tumore e ci dobbiamo interrogare per quale motivo queste persone muoiono di tumore. Uno di questi motivi gli scienziati - l’Istituto dei Tumori di Milano - ritengono che possa essere l’inquinamento atmosferico.
Se non applichiamo il principio di precauzione, ovverosia che bisogna salvaguardare la salute delle persone e fare sì che gli inquinanti che assumiamo non superino un certo valore, perché non si sa in che modo influiranno sulla nostra salute, se non applichiamo il principio di precauzione ci ritroviamo a avere dei mali inspiegabili a una certa età, il proliferare di malattie, oppure più semplicemente vediamo i nostri bambini che per un mese non escono di casa perché hanno sempre la tosse e non riescono a guarire; oppure vediamo i cardiopatici e gli anziani che vengono ricoverati negli ospedali per un semplice raffreddore, perché poi dopo ci sono tutte delle concause gravi che determinano l’insorgenza di numerose patologie. La legge prevede che debbano cessare gli effetti dell’inquinamento e politiche di disinquinamento come quelle dell’Ecopass non rientrano nei criteri stabiliti dalla legge, perché l’Ecopass non è una misura di disinquinamento, antinquinamento, ma è una misura nella quale chi desidera usare la macchina e quindi vuole inquinare lo può fare, pagando un biglietto. Per cui non si può ritenere che questo sia il centro della politica antinquinamento, di cui spesso i politici parlano, su cui spesso i politici si accapigliano e su cui alcuni politici reclamano una certa immunità: l’immunità di disinquinamento e di ambiente salubre non può derivare da una misura risibile come l’Ecopass, che trasferisce l’inquinamento dalla zona centrale alle zone periferiche.
Per quanto riguarda il governatore della Regione Lombardia, si tratta di una reazione da politico e non da pubblico amministratore, conoscendo le iniziative del Codacons sa benissimo che non sono di natura politica: c’è una violazione di leggi sull’inquinamento conclamata.
Per quanto riguarda il sindaco Moratti, ci dice: “ma come, proprio io che dal primo giorno che sono venuta qui ho fatto di tutto per disinquinare e per combattere l’inquinamento?!”, a parole i politici dicono questo, nei fatti risulta che, da quando è subentrato il sindaco Moratti nella gestione del Comune milanese, l’inquinamento non è diminuito, conseguentemente le persone che si ammalano sono sempre le stesse, se non di più e i problemi di inquinamento sono evidenti a tutti coloro che transitano nella zona di Milano o risiedono in Regione Lombardia.
Per chi sente questo messaggio e vuole fare qualcosa riguardo il problema dell’inquinamento, può inviare ogni giorno una raccomandata, oppure una volta ogni tanto, oppure quando ne ha voglia, alla Procura della Repubblica dicendo: “sono inquinato, vivo a Milano, fate qualcosa!”, magari ricevendo una denuncia al giorno la Procura della Repubblica si sensibilizzerà al problema, perché chi dovrebbe essere sensibile a questo problema, cioè i politici, gli amministratori della città, purtroppo non fa niente e ai cittadini non rimane altro che rivolgersi all’autorità giudiziaria."
Marco Maria Donzelli, presidente Codacons
2 dicembre 2009
TVN, discarica abusiva nel cantiere enel: confermato il sequestro da parte del Gip
Fonte: trcgiornale.it/news
Rifiuti a Tvn, il gip conferma il sequestro dell'area
L'area del cantiere della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord resta sotto sequestro. Il giudice per le indagini preliminari ha infatti confermato i sigilli posti dalla procura della Repubblica nella zona del cantiere dove un video aveva evidenziato la presenza di una vera e propria discarica al suo interno.
[...]
La magistratura inquirente ha quindi aperto un'indagine sulla vicenda, che ha portato come detto al sequestro, dopo una prima ricognizione aerea eseguita dai carabinieri con un elicottero. Nel frattempo sono scattati anche i controlli, effettuati dai carabinieri del Noe e dal personale dell'Arpa Lazio. E' stato controllato il terreno su cui presumibilmente sorgeva la discarica, per verificare la presenza o meno di rifiuti inquinanti o peggio ancora tossici. Adesso invece, a quanto pare i controlli sarebbero più concentrati sotto l'aspetto della documentazione relativa ai permessi sulla movimentazione dei rifiuti interna a quell'area.
30 novembre 2009
Convegno "Le mafie si impadroniscono anche del Lazio"
Relatori:
On. Giuseppe LUMIA -Vice Presidente della Commissione parlamentare antimafia-
Ignazio CUTRO'- imprenditore contro la mafia.
"Carbone a Tvs: un silenzio ambiguo"
Da Centumcellae.it
Si è chiusa ieri alle 12:00 si è chiusa la ricerca di mercato di Tirreno Power per realizzare una conversione del quarto gruppo della centrale di Torrevaldaliga sud a carbone con la co-combustione di Cdr e Biomasse.
La notizia era stata resa noti nei giorni scorsi dalla lista civica Ambiente e lavoro, che torna sulla questione per evidenziare come, alla luce dei fatti, nessuno abbia smentito il progetto di Tirreno Power.
"Abbiamo già censurato il comportamento del sindaco e di coloro che hanno responsabilità competenti di governo e lo ribadiamo nuovamente perché non sono giunti riscontri ufficiali che garantiscano la collettività ed il Territorio, che possono infondere quella sicurezza che tutto è sotto controllo, che ogni nuova iniziativa industriale viene concessa nell’ottica di un minor pressione ambientale. Poi dell’Osservatorio neanche a parlarne osserva altre cose...impegnata a stipulare contratti" afferma il consigliere comunale Vittorio Petrelli, che censura anche il comportamento di Tirreno Power "che non ha sentito il bisogno di intervenire nonostante fosse chiamata in causa". "Il loro atteggiamento è lontano dai principi dello Sviluppo Sostenibile – aggiunge - Una conferma che Tirreno Power è avulsa dal contesto del territorio, che si chiude all’interno della sua proprietà, che non si preoccupa di promuovere lo Sviluppo con le istituzioni. Qualche timido passo (sponsorizzazione di quale società sportiva e ristrutturazione del sottopasso) è stato fatto ma è sempre poco per la presenza ingombrante e la strada ad altre vie di sviluppo che preclude una realtà termoelettrica come quella. Tant’è che ha sempre evitato di legarsi a qualche convenzione con la complicità delle Amministrazioni in particolare quella di Moscherini nonostante fosse stata indicata tra gli obiettivi principali degli indirizzi generali di governo.
Inceneritori - termovalorizzatori: dati mistificati per dimostrarne l'innocuità
Comunicato stampa della Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia - 25/11/2009
Oggi, 25 Novembre 2009, ricorre la Giornata Internazionale dei Medici per l’Ambiente: si costituiva infatti a Cortona (AR) il 25 Novembre 1990 l’International Society of Doctors for the Environment - ISDE.
ISDE è un’Associazione apartitica, senza scopo di lucro, articolata anche sul territorio nazionale italiano, riconosciuta da Agenzie quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. Tra le sue finalità primarie vi sono quelle della promozione e della diffusione delle conoscenze, nonché l’organizzazione di iniziative finalizzate, primariamente, alla protezione dell’ambiente e della salute.
In questo quadro assume fondamentale rilievo una corretta informazione di cui devono beneficiare sia i cittadini che le istituzioni e quanti hanno comunque responsabilità pubbliche a tutti i livelli e nelle principali sedi decisionali. Con questo comunicato intendiamo pertanto non solo ricordare il ventennale della nascita dell’Associazione, ma celebrarlo ottemperando le finalità con la divulgazione di una notizia che riteniamo di cruciale importanza.
Possiamo affermare che sono stati modificati i risultati di studi scientifici per attestare innocuità degli inceneritori e supportare la scelta dell’incenerimento dei rifiuti in documenti ad uso delle Amministrazioni!
L’articolo è comparso sui Quaderni di Ingegneria Ambientale - Parte II “L’Impatto Sanitario” N. 45 pag. 54-55, 2007, e successivamente è stato ripreso in un documento ufficiale della “Regione Sicilia - Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque” sul “Recupero di energia dai rifiuti - Parte II”. L’autore cita il lavoro di Elliot P. et al (Elliot P., Shaddick G, Kleinschmidt I. Cancer incidence near municipal solid waste incinerators in Great Britain, British Journal of Cancer 1996, 73, 702-710), nel seguente modo: “La conclusione degli Autori è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza dall’inceneritore per tutti i tumori…”. Nel lavoro originale Elliot ha scritto: “Observed-expected ratios were tested for decline in risk with distance up to 7.5 km... Over the two stages of the study was a statistically significant (P<0.05) decline in risk with distance from incinerators for all cancers combined, stomach, colorectal, liver and lung cancer”, quindi esattamente il contrario di quanto riportato dall’autore.
Nello stesso articolo, il medesimo cita altri due studi: Franchini M., Health effect of exposure to waste incinerator emissions: a review of epidemiological studies in Ann. Ist. Sup. Sanità 2004; 40 105- 115 e Hu S.W. Health effects of waste incineration: a review of epidemiological studies in J. Air and Waste Manag. Assoc. 2001; 51 1100-1109 ed Enhance Health Report finale http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_doc/rifiuti/inceneritori/enh_relazione_finale.pdf
fornendo un’interpretazione diversa da quanto riportato dagli Autori, modificando o citando parzialmente i risultati emersi, sempre al fine di supportare le proprie tesi circa l’assoluta innocuità della pratica di incenerimento dei rifiuti. Una segnalazione di quanto sopra, sottoscritta da numerosi medici e ricercatori italiani e stranieri fra cui i Prof. Dominique Belpomme e Paul Connet è stata oggi inviata al British Medical Journal, ove era stato pubblicato l’ articolo originale di P. Elliott. L’International Society Doctors for Environment (ISDE) Italia stigmatizza e censura come assolutamente riprovevole il fatto che si stravolgano i risultati provenienti dalla letteratura scientifica e si forniscano ai decisori politici ed alle popolazioni informazioni erroneamente rassicuranti in spregio a valori che dovrebbero essere a fondamento dell’opera di ogni Medico, quali l’autonomia e la correttezza.
L’International Society Doctors for Environment, coerentemente con l’insegnamento del suo Ispiratore e Maestro Lorenzo Tomatis, fa appello affinché il mondo dell’Informazione e della Scienza non sia succube di interessi che nulla hanno a che fare con la difesa della Salute.
Già in passato l’utilizzo artefatto o strumentale dei risultati di alcuni studi scientifici ha costituito l’alibi per non adottare misure di protezione della Salute Pubblica, determinando di fatto esposizioni indebite di lavoratori e cittadini ad agenti tossici che hanno causato gravi sofferenze per mortalità e malattie che si sarebbero potute evitare.
Arezzo, 25 Novembre 2009
Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia
Via della Fioraia n.17/19
52100 Arezzo
Tel. 0575-22256 - Fax. 0575-28676
www.isde.it; isde@ats.it
Porticciolo alla Frasca: tutto un bluff
da Trcgiornale.it - Sabato 28/11/2009
Il “gioco delle tre carte sul porticciolo alla Frasca” - come detto stamattina in conferenza stampa - portato avanti per anni dal sindaco Moscherini, con la recente sponda del presidente dell'Autorità Portuale, Fabio Ciani, alla fine è stato svelato. E se già c'era stato un pare della Regione alla (discutibile) conferenza dei servizi convocata dal Comune a mettere un pietra tombale su altre colate di cemento a nord di Torre Valdaliga, oggi passa l'angelo e dice amen.
Lo hanno spiegato questa mattina, carte alla mano, a nome di tutta l'opposizione consiliare, i consiglieri Alessandro Manuedda (Verdi) e Vittorio Petrelli (Ambiente e Lavoro) insieme all'ex consigliere del Prc, Roberto Bonomi, che aveva assiduamente seguito la vicenda.
Ma che cosa è successo di tanto importante? “Si è appreso che lo scorso 5 ottobre il Ministero dell'Ambiente – ha spiegato Bonomi – ha di nuovo scritto al Ministero per i Beni Culturali, Autorità Portuale e Regione, ribadendo che l'unica previsione riguardante porticcioli in zona Enel è quella data dalla prescrizione Via del decreto autorizzativo di Tvn. Il Ministero dice anche che una struttura portuale turistica davanti alla pineta della Frasca necessiterebbe di variante di Prp e relativa procedura di Via, determinando peraltro la sospensione dell'attuale procedura di valutazione per il Prp 2004, con dentro darsena grandi masse e, impropriamente, porto storico”. Ma Come mai il Ministero sente l'esigenza di scrivere questa lettera? Nella famosa conferenza dei servizi convocata dal Comune sul porticciolo della Frasca era intervenuta anche la Sovrintendenza, organo del Ministero dei Beni Culturali.
Ed è proprio da qui che il 7 luglio parte una nota all'indirizzo del Ministero dell'Ambiente, che viene informato sugli edificanti intendimenti che a Civitavecchia si hanno rispetto alla Frasca. Così il 3 agosto l'Ambiente – avendo appreso “di straforo” che cosa si vorrebbe fare alla Frasca - scrive ad Authority, Regione e Beni Culturali, chiedendo chiarimenti su qualcosa che sembra essere fuori ogni procedura. L'Autorità Portuale risponde che “alcune società private hanno presentato istanza di concessione per un porto turistico nell'area della centrale Enel” e che “il comune ha indetto apposita conferenza dei servizi” precisando che “la zona non ha a che vedere con il Prp”. Il cerchio, come detto, si chiude il 5 ottobre con l'ulteriore nota dell'Ambiente spiegata da Bonomi, nota talmente inequivocabile che anche la Regione con nota del 4 novembre “concorda” con il Ministero. “Ci risulta che anche l'Autorità Portuale abbia dato la stessa risposta” hanno detto ancora i tre consiglieri stamattina. Alla buon'ora. E allora delle due l'una: o le istituzioni pubbliche – Comune e Authority - si dimostrano competenti e capaci di seguire le procedure previste, oppure troppa insistenza su alcune interpretazioni rischia di connotarsi in altra maniera. Intanto, in attesa che si risolva un problema sui parcheggi per il progetto di riqualificazione della Frasca all'attenzione della Regione (prescrizione che attende di essere attuata dal 1997), si aspetta anche “la fine dei lavori alla banchina ceneri, dove secondo prescrizione è previsto il porticciolo, per vedere se si andrà alla progettazione definitiva dell'unica struttura ammissibile” ha precisato sempre Bonomi.
"Osservatorio Ambientale: considerazioni e alcune novità"
Intervento di Alessandro Manuedda, Consigliere Comunale, Civitavecchia
Proprio ieri sera - nel corso dell’interessante Convegno organizzato dal Comitato “No al Carbone” e da Legambiente sul tema del mancato rispetto delle prescrizioni e della carenza di controlli in relazione alla centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord – mi è capitato di ribadire quanto più volte evidenziato, da me in Consiglio Comunale e dai No Coke nelle sedi più disparate, Ministeri compresi, ovvero il fatto che l’Osservatorio Ambientale - nelle varie forme assunte finora, in primis quella attuale – rappresenta di per sé una violazione delle prescrizioni contenute nel Decreto di Valutazione di Impatto Ambientale.
È notizia di oggi (o meglio di ieri) il fatto che la mancata rispondenza dell’Osservatorio Ambientale alle prescrizioni VIA - e quindi a tutt’oggi la sua inesistenza – è dichiarata dal Ministero dell’Ambiente [All.1] che per la necessità di “provvedere alla istituzione dell’Osservatorio Ambientale ai sensi del citato decreto VIA 680/2003” ha indetto una riunione – con una certa urgenza, direi – per il prossimo 2 dicembre.
Mi piacerebbe esibire un britannico distacco e limitarmi a fornire la notizia, ma, sarà per la mia origine mediterranea, non riesco ad esimermi da alcune considerazioni.
1) Mi sembra indiscutibile, a questo punto, la nullità della costituzione del Consorzio per la “Gestione del Nulla Cosmico” che è stata deliberata dal Comune di Civitavecchia e dagli altri Comuni del comprensorio agganciati alla locomotiva kamikaze rappresentata dal sindaco Moscherini – con l’aggravante della consapevolezza del mancato rispetto della prescrizione VIA ribadita da vari consiglieri a Civitavecchia e negli altri Comuni nelle rispettive sedi istituzionali prima del voto. Nulle sono le tutte le nomine del Consorzio, prima fra tutte quella del Presidente, Manrico Coleine, così come sono nulli gli organi consortili e nulle le decisioni che impegnano - così come è stato per gli anni scorsi – risorse economiche che dovevano essere destinate ad una struttura mai costituita – ovvero l’Osservatorio previsto dal decreto VIA 680/2003. È opportuno che i comuni si attivino celermente per l’annullamento in autotutela degli atti deliberativi di costituzione e provvedano a sciogliere il "carrozzone"; in tal senso chiederò formalmente al Ministero di commissariare con urgenza il consorzio nelle more della costituzione del vero Osservatorio, al fine di procedere alla stipula del protocollo d’intesa con Arpalazio che consentirà, finalmente, di avere dati ufficiali dalla rete di monitoraggio della qualità dell’aria – come chiarito nel convegno di ieri.
2) Emerge, ancora di più, in tutta la sua enormità, la falsità della dichiarazione del sig. Moscherini contenuta nella lettera del 7 aprile 2008 [All. 2] nella quale – appena una settimana prima di chiudere il nuovo accordo da 40 milioni di euro e “spiccioli” con l’Enel – negava a nome di tutti i civitavecchiesi, senza sapere nemmeno di cosa stesse parlando, la necessità di qualsiasi nuova autorizzazione per la centrale, vantandosi dell’esistenza dell’Osservatorio Ambientale che non è mai esistito, cosa che lui stesso appena insediato aveva pubblicamente riconosciuto. Ritengo, a questo punto, necessaria un’integrazione all’esposto presentato in quell’occasione alla Procura della Repubblica di Roma [All. 3].
Continuo a pensare che le leggi esistenti - certo migliorabili, come, del resto, qualsiasi cosa - se applicate, siano sufficienti a garantire la salute dei cittadini e per questo non ho mai accettato l’idea di fare da cavia per un osservatorio figlio della centrale a carbone, anche perché, quelle stesse leggi, se applicate, avrebbero impedito la riconversione.
Rimane il fatto che quell’osservatorio è comunque definito da una prescrizione e, pertanto, il rispetto della legalità vuole che sia istituito correttamente.
Continuo a pensare che un’Amministrazione Comunale che vive grazie ai soldi erogati da un inquinatore, in questo caso l’Enel, non possa esercitare la propria sovranità in materia della tutela di salute e ambiente e questo generi un clima di illegalità diffusa in cui tutti si sentono autorizzati ad emettere veleni o a progettare riconversioni a carbone e rifiuti, come nel recentissimo caso di Tirreno Power a Torrevaldaliga Sud.
Lo stesso clima e lo stesso silenzio nel quale, il prossimo giorno di Natale, la centrale di Torrevaldaliga Nord festeggerà un anno di esercizio in assenza di autorizzazione.
Chissà che Babbo Natale non ci porti un'altra lettera?
Alessandro Manuedda
CLICCA PER SCARICARE L'ALLEGATO