No al carbone Alto Lazio

28 maggio 2008

"Io c'ero!" Un contributo di Patrizio Carlini


Pubblichiamo una lettera di Patrizio Carlini. (enel non può vincere, ha già perso, nemica della democrazia. Dovesse infine essere accesa la centrale, sarebbe un suggello definitivo sulla sua sconfitta.)

Eccomi di nuovo qui a scrivere per te, cara redazione.
Negli ultimi tempi ho latitato non poco, lo so, ma altre pressanti incombenze hanno occupato il mio tempo.
Veniamo al dunque: Negli ultimi tempi s'è assistito ad un' escalation di pareri sulla riconversione a carbone di tvn. Personaggi piu' e meno accreditati hanno sentito il bisogno di dire la loro sulla spinosa questione, riaprendo un dibattito mai terminato. Solo che se fino a qualche mese fà i toni erano sfumati, quasi spenti, mentre oggi sembrano montare due maree ideologiche contrarie ed antagoniste. Quella contro il carbone ed a favore di un nuovo, reale rinascimento ideologico, morale ed alfine energetico (la nostra, la mia) e quella potente, arrogante direi, economicamente soverchiante ed in taluni casi
ignobile dell'enel, orientata al massiccio e continuato sfruttamento del nostro territorio per generare utile. Utile d'impresa e, quindi, dividendi ai suoi azionisti di maggioranza.
Queste due maree, ormai è chiaro, non possono piu' convergere perchè in antitesi tra loro, ma sottomettersi l'una all'altra, in quanto agiscono per
motivi differenti e perseguendo fini contrapposti. Quali possono essere gli scenari successivi?
Se vince l'enel: E' fin troppo facile vedere questo territorio in ginocchio, tradito dalle false promesse di uno sviluppo che non c'è mai stato (sfido chiunque a dire il contrario, tanto piu' una volta che il cantiere di Tvn sarà chiuso) e violato nelle sue piu' profonde radici, con la popolazione umiliata nel diritto piu' fondamentale di qualunque società di diritto: La salute. La propria stessa vita. L'enel sarà sicuramente piu' ricca, ed i suoi azionisti piu' contenti, perchè avrà visto fruttare l'ingente investimento che non ha fatto, essendo stati noi contribuenti a finanziare Tvn con la famosa ecotax, vedendo in questo un doppio quadagno. Far investire tutti per far guadagnare i pochi. Robin Hood versione confindustria.
Se vince la battaglia contro il carbone. E se vincessimo la nostra battaglia? Questa è davvero una bella domanda. C'è chi ritiene (è il caso di alcuni comunicati dei lavoratori della centrale enel successivi alla manifestazione di sabato scorso a Tarquinia) che il futuro del mondo sia il carbone, e che la battaglia degli "eco-bugiardi" vada contro il progresso e lo sviluppo, costringendo addirittura l'italia a rimanere (parole loro) al freddo e al buio. Ridicolo, eh?!?!
Io non credo che la maggior parte dei lavoratori enel la pensi cosi, ed anzi credo che siano i primi a conoscere, nel loro animo, la verità. Detto questo: La nostra battaglia (se cosi la si vuol definire) è invece quella di gente responsabile(fin troppo) per il proprio futuro e per quello dei propri figli. Perchè no: anche di quello di chi ha firmato quel comunicato dato con tanta solerzia ai media. Perchè tutelare l'ambiente dove tutti noi viviamo e lavoriamo significa tutelare la salute di tutte le persone che "respirano" quest'aria, mangiano i prodotti della nostra terra e lavorano in questo territorio. Mentre per cio' che riguarda il futuro, beh, io non credo si rimarrà al buio. Sono io ad essere ottimista o quel comunicato è semplicemente...
criminale? Dire che Tvn sia la soluzione al problema(?) energetico nazionale è come cercare di dimostrare che pescare con le bombe a mano è la soluzione definitiva alla carenza di pesce del nosro mare(a proposito di pesce morto ritovato alla frasca).
Detto questo torno a ripetermi: L'enel "occupa" da 40 anni, in maniera diretta o indotta, metà del litorale di civitavecchia e diverse centinaia di
ettari di suolo comunale. Se si "convertisse" tutto quel territorio con produzioni integrate (del tipo: turistico ricettivo la costa ed energetico col solare,eolico e simili il resto del territorio) sono convinto che ci sarebbe molta(ripeto: molta!!!) piu' occupazione ed una qualità della vita
infinitamente (ripeto: infinitamente!!!) migliore.
E' chiaro che oggi non posso portare dati a favore di questa tesi (ma non è detto che non lo faccia, in futuro), la mia vuole però essere una provocazione. Un motivo di riflessione per chi crede che a questa situazione non ci sia alternativa. In realtà noi "eco-bugiardi" diciamo no al carbone non già perchè
disfattisti cronici ma, al contrario, proprio perchè vediamo tante differenti alternative a questo, e tutte migliori per tutti quanti. Si, anche per gli stessi lavoratori enel. Noi non riusciamo ad avercela con loro, nonostante tutto il veleno che ci hanno tirato addosso (non ultima la manifestazione di aprile a roma quando ci hanno chiamato "pecorari"), ci sentiamo vicini al loro futuro quanto a quello dei nostri cari. L'aria che respiriamo è la stessa.
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Infine: Forse le mie rimarranno solo parole al vento. Che andranno ad ammucchiarsi e mescolarsi alle altre migliaia dette su quest'argomento. Ciò che invece veramente importa (almeno per me) è continuare ad esserci. A cercare di sensibilizzare chi, come chi ora legge, preferisce non vedere, non sapere o semplicemente ignorare la verità. Io non mi sento contro il carbone, non nel senso che l'enel cerca di dargli. Io mi sento molto piu' alternativo al carbone, certo che questo termine non possa essere travisato.
Sabato alla manifestazione di Tarquinia io c'ero, e con me mia moglie ed i miei due figli (il secondo sta per nascere). Il futuro purtroppo non lo conosco, ma voglio essere certo che, una volta grandi, apprezzino quello che io e mia moglie avremo fatto per loro, oggi. E non tanto per ciò che materialmente gli diamo, ma per aver cercato di lasciare loro un mondo migliore di quello che ci è stato consegnato.
Ripeto: Io c'ero!!!
P.s. Dati non ne ho, se non questo: *Carlo Rubbia ha dichiarato che n anello grande quanto il G.R.A. di Roma coperto di pannelli solari permetterebbe di produrre energia (dal sole!!! Quindi pulita!!!!)* *sufficiente a tutto il nostro paese. Chiaro no?!?!?*
Seconda cosa, una domanda: Ma noi viviamo in una città di mare? No perchè non mi pare che C.vecchia abbia una spiaggia che possa dirsi tale. Ieri ho provato a scendere alla marina...e penso che 200 mt di sabbia, sassi e detriti attaccati al porto croceristico piu' movimentato (e meno male!!) d'Europa siano davvero il degno monumento alla vocazione turistico balneare
auspicata da tutti noi.
Con preghiera di cortese pubblicazione.
Patrizio Carlini

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Sistematicamente disinformati.

Un piccolo articolo comparso su "Il Venerdì", e messo in evidenza da Beppe Grillo. Una lettura molto istruttiva, anche per comprendere la "buona fede" con cui sistematicamente si disinforma la popolazione. Lo stesso metodo utilizzato per il carbone da enel e compari.

“Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.
Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale PubMed che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione ala capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali.”
(Il pezzo non è firmato ma sta all’interno di una specie di box dentro un articolo di Arnaldo D’Amico.)

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Ad Augusto Battilocchio (quando il potere è l'unico fine)

Una lettera amara, di accusa e denuncia contro il sindaco di Allumiere Augusto Battilocchio.

GRUPPO CONSILIARE "UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE"
Caro Augusto,
dal giorno 24 Maggio, data della manifestazione a Tarquinia contro la riconversione a carbone di Torre Valdaliga Nord, alla quale il Comune di Allumiere non solo non ha partecipato in forma ufficiale con il gonfalone o la fascia tricolore del Sindaco, ma addirittura non ha nemmeno aderito, seppur sollecitato dal nostro gruppo e dai promotori, noi sottoscritti consiglieri comunali Carlo Amici e Manrico Brogi non ci rivolgeremo più a te chiamandoti Sindaco perché non ti riconosciamo più il diritto di rappresentarci. Vogliamo ricordarti che la lotta dei cittadini del Comune di Allumiere contro la riconversione a carbone di Torre Valdaliga Nord è iniziata nel lontano 2001, diventata patrimonio collettivo ed atto istituzionale, primo paese del comprensorio, con Delibera Consiliare nel 2002, punto di programma fondamentale della nostra coalizione alle ultime elezioni comunali del 2007 che, anche grazie a questo
gravoso e difficile impegno preso con i cittadini di Allumiere, abbiamo vinto.
Già nel Consiglio Comunale del 15 febbraio 2008, al momento della discussione sulla partecipazione o meno al famigerato Tavolo della Salute, dello Sviluppo e dell'Ambiente del "falegname" Marrazzo (traduzione in volgare: prendere i soldi dall'Enel e tacere sulle conseguenze della riconversione a carbone) noi non ti abbiamo concesso la nostra delega e quella dei cittadini contrari alla riconversione che abbiamo la "presunzione" di rappresentare, ed abbiamo rimesso nelle tue mani tutti gli incarichi che avevamo (la carica di Vice Sindaco ed Assessore all'Urbanistica – Carlo Amici - e la carica di Presidente della Commissinione Bilancio in Comune e Vice Presidente della Comunità Montana - Manrico Brogi), considerando le argomentazioni da te sostenute (la centrale è fatta, tanto vale prenderci un risarcimento in danaro - senza tenere nella dovuta considerazione tutte le malattie, i tumori, i danni alla nostra economia ed al nostro futuro che la riconversione produrrà) arzigogolio e arrampicamento sugli specchi.
In ogni caso abbiamo voluto credere, sforzandoci non poco, alla tua dichiarazione di contrarietà alla distruzione del nostro futuro da parte dell'Enel ed abbiamo mantenuto un profilo "basso" verso l'operato dell'Amministrazione, facendo per così dire "la minoranza della maggioranza" e non l'opposizione nell'istituzione comunale.
Oggi non possiamo non prendere atto che l'unico interesse che ti muove è quello, parafrasando Woody Allen, "PRENDI I SOLDI E SCAPPA". La non adesione e partecipazione alla manifestazione del 24 a Tarquinia lo dimostra in modo inequivocabile.
Il Sindaco di Tarquinia Mazzola, se pur della tua idea (infatti non ha accettato il punto della piattaforma presentata dal movimento NO COKE di non prendere soldi sporchi di carbone) è stato presente per tutto il giorno ed ha difeso le sue posizioni "sul campo", non è sparito nel nulla.
Il "silenzio assordante" dell'assenza del Comune di Allumiere conferma, purtroppo, la subalternità della tua amministrazione agli interessi dei poteri forti ed all'arroganza dell'Enel, nonché una concezione della politica e dell'amministrazione di basso profilo, che tende all'accaparramento di risorse, da qualunque parte vengano e per qualsiasi motivo siano concessi, per la realizzazione di opere pubbliche che generano soltanto cementificazione, spreco di danaro pubblico, falso benessere, clientele di vario genere.
Noi riteniamo che la politica, anche e di più quella istituzionale, deve tendere a soddisfare i bisogni reali e i diritti delle persone e promuovere i valori di democrazia, partecipazione e solidarietà. La salute dei cittadini e dell'ambiente è un "bene indisponibile" e va salvaguardata e difesa sempre e comunque, contro tutto e contro tutti, SENZA SE E SENZA MA.
Per tutto questo noi non ti consideriamo più nostro Sindaco.
Con amarezza
Allumiere, lì 26 Maggio 2008
Carlo Amici Manrico Brogi
Sul medesimo argomento anche civonline.it "Carbone, Battilocchio sulla graticola"

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26 maggio 2008

Presidio permanente sulla Statale Aurelia

foto: www.maremmaoggi.it

Presidio permanente sulla Statale Aurelia in attesa di risposte in merito alle richieste fatte pervenire al Governo tramite il Prefetto di Viterbo dopo la manifestazione contro la riconversione a carbone della centrale di TVN a Civitavecchia che ha visto la partecipazione di migliaia di persone con oltre cento istituzioni pubbliche e strutture associative.

Il presidio è formato da commercianti, agricoltori, operatori turistici e semplici cittadini e si trova a ridosso della Statale Aurelia, nella zona commerciale urbana di Tarquinia, dove in queste ore sta giungendo la solidarietà di numerose personalità. Tra queste anche politici, di tutti i partiti, come quelli dell’attuale maggioranza di governo, perché il cancro del carbone, che può attaccare l’economia e la salute, non ha colore politico. Tutti portano la loro solidarietà ad una popolazione laboriosa, unita contro chi ne minaccia il futuro e contro chi le nega il diritto alla salute e al lavoro. Una popolazione che trae sostentamento dai tesori di questa terra: campi fertilissimi, mare, boschi, bellezze architettoniche e naturali, oltre a tesori archeologici di rilevanza mondiale, patrimonio dell’umanità, unici siti etruschi dell’UNESCO.
Sull’Aurelia, all’interno del presidio, visibili alcuni trattori vista la forte preoccupazione degli agricoltori, non solo della Tuscia, ma anche della Toscana e della Maremma. Infatti, oltre al carbone di Civitavecchia, temono che sia riconvertita con il più dannoso ed inquinante dei combustibili fossili anche la centrale di Montalto di Castro, costruita durante la “prima repubblica” in zona sismica.
Questa sera, presso il presidio, saranno accese le fiaccole della legalità affinché, intanto, si inizi a far piena luce sulla riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia.
Comitato “Cittadini Liberi”.

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Sinistra Democratica su centrali e insediamenti

Riceviamo e pubblichiamo.
Qui, sul nostro territorio, a dispetto delle popolazioni, va avanti la riconversione della centrale elettrica di Civitavecchia con i pifferai magici che raccontano la favoletta del carbone pulito sapendo che nella realtà spariranno dalla Maremma laziale l’agricoltura e il turismo di qualità e peggiorerà la salute dei cittadini.
Intanto a Viterbo si vuole realizzare in piena area termale, a due chilometri dal centro storico, un aeroporto che sopporti un traffico quadruplicato rispetto ai cinque milioni di passeggeri che hanno sconvolto l’area dei Castelli romani e stanno minando la salute fisica e mentale degli abitanti di Ciampino, Marino e Roma sud-est senza che la traccia dei low-cost lasci nel territorio alcun beneficio economico.
Il nuovo ministro delle infrastrutture Matteoli rilancia l’autostrada tirrenica, mentre (vera ciliegina sulla torta) non ci si risparmia da parte di qualche politico lungimirante l’idea di rilanciare pure la produzione di energia nucleare nella centrale Alessandro Volta di Montalto di Castro.
Ma davvero si pensa che lo sviluppo della Maremma e della Tuscia possa essere così, nel giro di pochi anni, sottoposto ad una tale torsione senza pagare dazio sul piano ambientale e sociale? Che un territorio agricolo a vocazione turistica possa essere ridotto a concentrato di servitù energetiche e di comunicazione ancor più pesanti di quelle attuali?
Qui la Sinistra deve saper giocare tutte le sue carte. Noi partiremo da queste vertenze territoriali per rilanciare il progetto di quel soggetto unitario e plurale della sinistra e degli ecologisti del quale crediamo ci sia necessità. Ma nel frattempo facciamo appello alle amiche ed agli amici che si definiscono “ambientalisti del Pd”: se ci siete battete un colpo, ora ce n’è bisogno! Solo da qui, da questi fatti concreti che interessano le persone e toccano nel profondo le loro vite e il loro futuro può ripartire un cammino comune per un nuovo centrosinistra.
Valerio De Nardo
Coordinamento provinciale
Sinistra Democratica - Viterbo

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"Il carbone delle meraviglie", intervento del Dott. M. Di Gennaro (UDC)

Riportiamo un intervento del dott. Marco Di Gennaro (UDC) pubblicato quest'oggi da www.centumcellae.it

Il carbone non finisce mai di stupire, chiaramente in negativo. Un recente studio pubblicato nel settembre 2007 su Lancet, una delle più importanti riviste scientifiche del mondo, analizza gli effetti sulla salute derivanti dall’utilizzo di vari combustibili per la produzione di elettricità in Europa.
Si viene così a sapere che il carbone comincia a fare vittime prima ancora di essere usato; per ogni TWh prodotto ( Terawattora = 10 miliardi di Kw ) il carbone causa, infatti, per la sua estrazione 100 volte più morti rispetto al gas ( 0.10 contro 0.001).
Se si considera che TVN produrrà ogni anno circa 14 TWh si evince che ciò equivale a 2 morti per anno.
Ancora più drammatiche sono le cifre relative ai danni per la salute derivanti dall’inquinamento dell’aria causati dal carbone e che sono calcolate pari a:
morti/anno 325, malattie serie/anno (infarti, malattie respiratorie, ictus cerebrali, scompenso cardiaco etc.) 3150, malattie minori/anno (tosse, peggioramento dell’asma, della bronchite cronica etc.) 150.000.
La gravità di una tale prospettiva per la salute è ancora più evidente se confrontata con i dati relativi all’utilizzo del gas per la produzione di energia elettrica. Il gas determinerebbe, infatti, oltre ad un migliore rendimento energetico, una riduzione di circa 10 volte di tali numeri.
In altre parole, per provocare i danni derivanti da una centrale a carbone non sarebbero sufficienti neanche dieci centrali a gas della stessa potenza e poste tutte nello stesso sito.
Ancora migliore sarebbe la situazione con l’utilizzo delle energie rinnovabili.
Il messaggio derivante da questi dati è, secondo gli autori, chiarissimo non solo dal punto di vista della salute e dell’ambiente ma anche dal lato economico. I combustibili fossili vanno abbandonati a favore delle energie rinnovabili il cui aumentato utilizzo porterà ad un ulteriore potenziamento della efficienza tecnologica ed ad una riduzione dei costi migliorando ancora di più quella equazione costo / beneficio già oggi favorevole alle energie rinnovabili se si tengono nel debito conto, come la Comunità Europea richiede, i costi per riparare i danni alla salute ed all’ambiente causati dai combustibili fossili ed, in primis, dal carbone.
Dott. Marco Di Gennaro - Udc

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Tarquinia 24/05/2008

Tarquinia, in piazza G. Matteotti

Alcune immagini che ritraggono momenti della manifestazione di sabato 24/03/2008. Chi fosse in possesso di altre foto significative e volesse vederle pubblicate su questo blog, può scriverci tramite il form presente sulla colonna destra, e sarà ricontattato.



la partenza da Tarquinia (I)la partenza da Tarquinia (II)

lo sgombero dei manifestanti
Presidio permanente sull'Aurelia

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25 maggio 2008

2011-2050: negli USA il 69% del fabbisogno energetico dal Sole

"Arrivare a soddisfare il 69% del fabbisogno elettrico degli Stati Uniti d'America con l'energia solare entro il 2050. Tre esperti americani spiegano come è possibile in un servizio apparso su Scientific American e Le Scienze." (clicca per scaricare il pdf)

Fantascienza? Tre esperti americani, Ken Zweibel, James Mason e Vasilis Fthenakis, pensano di no e illustrano il loro piano per un'America in cui al 2050 il solare copra il 69% dell’elettricità e il 35% della sua energia totale (inclusi i trasporti, quindi).
Come? Realizzando megaimpianti fotovoltaici, sia con moduli convenzionali che a concentrazione, per una superficie occupata pari a 120.000 chilometri quadrati nei territori desertici del sud-ovest del paese, costruendo una nuova infrastruttura di trasmissione ad alta tensione in corrente continua e mettendo in atto sistemi di immagazzinamento dell’energia come quello di comprimere l’aria in cavità sotterranee.
Un piano che farebbe diminuire le emissioni di anidride carbonica degli Stati Uniti del 62% rispetto al 2005, e che richiederebbe 420 miliardi di dollari di investimenti. Soldi che comunque secondo i tre esperti verrebbero ripagati da un futuro energetico con costi ambientali ma anche politico-militari convenienti per gli Stati Uniti. I particolari dello studio in un servizio che alleghiamo, apparso in Italia su Le Scienze e che contiene anche un intervento di Gianni Silvestrini sul futuro energetico dell'Europa. (Fonte)

Vedi anche l'articolo di ZeroemissionTV

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Presidio permanente finché non otterremo risposte dal governo

Presidio permanente sulla statale Aurelia in attesa che il prefetto di Viterbo sensibilizzi l'esecutivo e il ministro dello Sviluppo economico in merito alle richeiste avanzate dai liberi cittadini e dal Movimento Nocoke. Nell'attesa di un comunicato ufficiale riportiamo quanto pubblicato dalle agenzie (vedi qui).

Roma, 24 mag. (Apcom) - E' questo il risultato della manifestazione di protesta contro la riconversione della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord, svoltasi oggi a Tarquinia, nel viterbese, alla quale hanno partecipato numerosi cittadini e rappresentanti del mondo istituzionale ed economico.
Gli organizzatori annunciano che è stato costituito un presidio permanente formato da commercianti, semplici cittadini e diversi agricoltori, con i loro trattori, a ridosso della statale Aurelia, nella zona commerciale urbana di Tarquinia. "Passeremo, a turno, il nostro tempo qui fino a quando non ci sarà data una precisa risposta", dicono.
Inoltre, due torri di avvistamento con delle bandiere recanti il simbolo del colibrì sono state costruite all'inizio della strada Civitavecchia-Roma e l'altra allo svincolo sud della Aurelia in direzione Tarquinia. "Serviranno a tenere alta l'attenzione sul tema", spiegano gli organizzatori del Comitato cittadini liberi e del comitato No-Coke.
"Il prefetto - concludono - ha promesso che si farà carico di sensibilizzare il governo sul problema dell'inquinamento da carbone e, inoltre, sul perché alcuni organi di stampa locali non danno il giusto risalto a questo tipo di notizie".

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Primi resoconti sulla manifestazione

Riportiamo tre dei primi articoli apparsi in rete sulla manifestazione avvenuta sabato 24 maggio a Tarquinia, contro la riconversione a carbone della centrale TVN di Civitavecchia. (Presto pubblicheremo immagini dall'evento.)
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Da Civonline.it (link)
TARQUINIA - E’ tornata in piazza, come promesso, la protesta dei cittadini dei comuni dell’Alto Lazio contro il progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord di Civitavecchia.
Un cordone umano di oltre 3mila persone. All’inizio in piazza Matteotti, a Tarquinia, c’erano circa mille persone. Poi, quando il lungo cordone umano ha iniziato a sfilare per le vie della città, dirigendosi verso la statale Aurelia, la quantità di manifestanti ha raggiunto oltre tremila persone: tra agricoltori, politici, di destra e sinistra, mamme, papà, nonni e bambini seguiti da decine di trattori con le bandiere della Coldiretti e della Cia. Alla protesta, organizzata dai comitati no-coke, hanno aderito quasi tutti i sindaci del TARQUINIA MANIFESTAZIONE NO CARBONE MAZZOLAcomprensorio, c’era il sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta, quello di Cerveteri, Gino Ciogli, la Provincia di Viterbo e di Roma, gli assessori regionale e provinciale Luigi Nieri e Massimiliano Smeriglio, la Coldiretti, la Confesercenti e l’Ascom e una lunga lista di associazioni e movimenti. C’erano anche tanti esponenti del centrodestra, come la senatrice Laura Allegrini, i rappresentanti dell’opposizione di Tarquinia, Marco Fiaccadori di Fi e di Montalto di Castro, Fabiola Talenti (An).
Le richieste dei no coke. Sul palco di piazza del Comune hanno parlato prima i no coke che in breve hanno illustrato i punti salienti della piattaforma programmatica, ribadendo che i cittadini «rifiutano i soldi o qualunque altro accordo compensativo che non preveda il blocco della riconversione a carbone della centrale, e chiedendo al ministro Scajola di bloccare i lavori già in corso». In aggiunta anche altre tre richieste: quella di effettuare una nuova Via, quella di creare un registro dei tumori e quella all’Authority per la pubblicità, affinché venga sanzionato l’uso dell’aggettivo pulito in riferimento alla parola carbone.
La rabbia di Mazzola. Il primo ad arrivare in piazza Matteotti, pochi minuti prima delle nove, è stato il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola che con un’azione di coraggio degli ultimi tre giorni, ha deciso di scendere in campo e fare la battaglia contro il carbone al fianco dei suoi cittadini. Fischi dalla piazza nei confronti del sindaco di Tarquinia, che secondo i manifestanti: «non ha mantenuto un comportamento coerente con le promesse di lotta contro la riconversione della centrale fatte in campagna elettorale». Colto dalla rabbia, Mazzola si è sfilato la fascia tricolore ed è salito sul palco di piazza Matteotti, inveendo contro i no coke che non avevano nominato il Comune di Tarquinia tra gli aderenti alla manifestazione. Mazzola ha stigmatizzato l’assenza di tanti primi cittadini e speso parole di fuoco contro «la facile strumentalizzazione politica». Il primo cittadino etrusco ha poi attaccato il sindaco di Civitavecchia, Gianni Moscherini, accusandolo di «connivenza con l’Enel». «Noi siamo per la tutela della salute e dell’ambiente - ha urlato a gran voce il sindaco di Tarquinia - quindi contro ogni forma di inquinamento. Facciamola finita con le strumentalizzazioni. Se l’obiettivo è unico, percorriamolo insieme. Noi siamo contro la centrale e siamo contro tutto quello che inquina, anche contro la centrale di Montalto, contro Tirreno Power e contro il porto. Io sono con i cittadini, mi dicano quello che devo fare e io faccio». Mazzola ha poi ribadito la richiesta di un incontro con il ministro Scajola.
Grillo e il bluff del carbone. La protesta è poi proseguita con un intervento via web del comico genovese Beppe Grillo che ha ribadito: «Il carbone pulito è un bluff, non esiste. Non fatevi infinocchiare. In tutto il mondo i governi stanno riducendo la produzione di energia con il carbone e stanno studiando strade alternative, solo da noi si vuole incrementare l’uso di un prodotto micidiale per la salute dei cittadini. Attraverso l’uso del carbone l’Enel, con la complicità dello stato e dei poteri forti, si accinge a devastare le produzioni agricole e le vocazioni turistiche dei territori». Il comico ha anche TARQUINIA MANIFESTAZIONE NO CARBONE MAZZOLAcriticato i provvedimenti del governo su Napoli.
Il caso di Gualdo Cattaneo. Sul palco degli interventi hanno preso la parola anche Raoul Maltini che ha testimoniato le gravi condzioni della comunità di Gualdo Cattaneo, in Umbria, dove è stata realizzata una centrale a carbone «nonostante le proteste di metà popolazione». «Questo è stato possibile – ha detto Maltini – grazie alla connivenza con l’Enel dell’allora sindaco Becchetti che ignorò le firme. Adesso il nostro comune è l’unico in Umbria che si sta spopolando».
Gli altri interventi. Hanno preso la parola anche l’assessore della Provincia di Viterbo Picchiarelli e l’ex ministro all’Ambiente Willy Bordon: «Da ex uomo di governo e da ex sindaco – ha detto - quindi abituato a conoscere le procedure, vi dico che l’autorizzazione concessa all’Enel per l’uso del carbone a Civitavecchia è illegittima e inaccettabile. Il governo deve disporre, una nuova Via». Bordon ha sostenuto che le affermazioni dell’Enel, secondo le quali con l’uso del carbone le emissioni verrebbero ridotte dell’85%, «non bastano a tranquillizzarci, l’abbattimento deve essere del 100%».
La battaglia contro l’Enel. «Boicottare l’Enel scegliendo un altro gestore per la fornitura di energia elettrica grazie alle possibilità offerte dalle privatizzazioni nel settore dell’energia». È questa la proposta avanzata dagli organizzatori del corteo.
Il blocco dell’Aurelia. Intorno alle 11 il corteo si è avviato verso l’Aurelia, scortato da un ingente spiegamento di forze dell’ordine: polizia di stato, stradale, carabinieri, finanza e polizia locale. Il traffico automobilistico è stato deviato all’altezza della località Spinicci. I manifestanti hanno percorso la statale per un chilometro e mezzo in direzione Civitavecchia, poi il corteo si è fermato all’incrocio con Villa Bruschi Falgari. I trattori hanno continuato il loro percorso fino all’imbocco dell’autostrada poi sono tornati indietro. Alle 17 la strada era ancora bloccata. I no coke hanno chiesto un incontro in strada con il prefetto di Viterbo Giacchetti che però gli ha dato appuntamento in Comune.
Lo sgombero forzato. I manifestanti hanno continuato a desistere: «Rimarremo qui fino a che il prefetto non scenderà in strada. Dall’incontro deve scaturire una nota ufficiale nella quale venga riconosciuto che non esiste carbone pulito». Le forze di polizia hanno poi iniziato a sgomberare la strada. Circa una sessantina di no coke che si erano seduti per terra, sono stati portati via di peso. «Se non hanno risposte convincenti ribloccheremo ancora l’Aurelia».
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Da il manifesto.it

No coke contro il carbone: «Il futuro sono le fonti rinnovabili»
Migliaia di persone a Tarquinia per dire no anche al nucleare. Beppe Grillo interviene al telefono: «La politica energetica italiana è grottesca»
Giacomo Russo Spena
Tarquinia (Roma)
«Negli ultimi anni sono cresciute patologie respiratorie, allergie e tumori. I più colpiti sono i giovani». La popolazione di Tarquinia è «indignata» per la riconversione della centrale a carbone, di proprietà dell'Enel, nella vicina Civitavecchia. E ieri ha protestato: una manifestazione convocata dal movimento no coke (che tiene dentro associazioni, ambientalisti, produttori agricoli e tantissimi singoli) culminata con l'occupazione della strada statale Aurelia. «La nostra - spiegano i promotori - è una battaglia che va avanti da tempo. Diciamo no all'uso del carbone». Un rifiuto non ideologico ma scientifico: i danni alla salute, spiegano, sono provati.
Un'iniziativa cominciata alle 9 del mattino, nel centro di Tarquinia, con un dibattito tra i cittadini. «E' un grande successo - dichiara dal palco un no coke - la partecipazione è sorprendente». In queste zone non si vedono tutti giorni sfilare migliaia di persone. E in un modo così determinato. Presenti per l'occasione vari esponenti del Prc, l'ex senatore Rossi, Bordon dei Consumatori e la grillina candidata a sindaco di Roma Simonetta Monti. All'iniziativa fa una visita telefonica lo stesso Grillo: «La vostra è una protesta giusta. Rappresentate il futuro. La politica energetica del nostro paese è invece grottesca, sta ancora al carbone e al nucleare». E giù applausi.
Poi il corteo inizia a sfilare, caratterizzato da una partecipazione variegata: Coldiretti, Cia, Cobas, scolaresche con insegnanti, famiglie, tantissime donne e associazioni. Centinaia le bandiere «No carbone». Ad aprire e a chiudere la manifestazione i trattori degli agricoltori. Molti esponenti del movimento no coke indossano provocatoriamente la fascia tricolore: «Ci rappresentiamo da soli - spiegano - perché le istituzioni non lo fanno». La polemica è con il sindaco della città, reo di «non prendere una posizione netta». La fermezza con cui lo dicono i manifestanti fa intravedere una comunità «stanca di non esser ascoltata» dalle istituzioni: «Preferiamo autorganizzarci dal basso». Poi dai megafoni dicono che il loro no al carbone è affiancato al rifiuto del nucleare: «Il futuro sono le fonti rinnovabili». E molti di loro annunciano la presenza anche alla manifestazione milanese del 7 giugno per un nuovo clima.
Nessuna contrapposizione nemmeno coi lavoratori dell'impianto di Civitavecchia, «la soluzione è la conversione, non la disoccupazione». Gli agricoltori della zona invece restano i più danneggiati economicamente: uno studio dell'Enel, confermato dal governo, ha dimostrato la tossicità dei prodotti coltivati a meno di 60 km dall'impianto. Ai proprietari è stato «consigliato» la produzione no food, come i fiori. Belli ma poco redditizi. Un uomo alla guida del trattore ci dice: «Così non si può andare avanti. Oggi vogliamo smascherare anche la bugia sull'esistenza del carbone pulito». Intanto i manifestanti occupano l'Aurelia per qualche ora, con la polizia ferma a guardare. Poi ognuno a casa, con la consapevolezza che sconfiggere il gigante economico Enel non sarà facile. E di mobilitazioni toccherà farne molte altre.
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Da maremmaoggi.it (link originale)
TARQUINIA - E’ tornata in piazza, come promesso, la protesta dei cittadini dei comuni dell’Alto Lazio contro il progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord di Civitavecchia.
Un cordone umano di oltre 3mila persone. All’inizio in piazza Matteotti, a Tarquinia, c’erano circa mille persone. Poi, quando il lungo cordone umano ha iniziato a sfilare per le vie della città, dirigendosi verso la statale Aurelia, la quantità di manifestanti ha raggiunto oltre tremila persone: tra agricoltori, politici, di destra e sinistra, mamme, papà, nonni e bambini seguiti da decine di trattori con le bandiere della Coldiretti e della Cia. Alla protesta, organizzata dai comitati no-coke, hanno aderito quasi tutti i sindaci del comprensorio, c’era il sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta, quello di Cerveteri, Gino Ciogli, la Provincia di Viterbo e di Roma, gli assessori regionale e provinciale Luigi Nieri e Massimiliano Smeriglio, la Coldiretti, la Confesercenti e l’Ascom e una lunga lista di associazioni e movimenti. C’erano anche tanti esponenti del centrodestra, come la senatrice Laura Allegrini, i rappresentanti dell’opposizione di Tarquinia, Marco Fiaccadori di Fi e di Montalto di Castro, Fabiola Talenti (An) Maeco La Monica e Consolata Piras di FI.
Le richieste dei no coke. Sul palco di piazza del Comune hanno parlato prima i no coke che in breve hanno illustrato i punti salienti della piattaforma programmatica, ribadendo che i cittadini «rifiutano i soldi o qualunque altro accordo compensativo che non preveda il blocco della riconversione a carbone della centrale, e chiedendo al ministro Scajola di bloccare i lavori già in corso». In aggiunta anche altre tre richieste: quella di effettuare una nuova Via, quella di creare un registro dei tumori e quella all’Authority per la pubblicità, affinché venga sanzionato l’uso dell’aggettivo pulito in riferimento alla parola carbone.
La rabbia di Mazzola. Il primo ad arrivare in piazza Matteotti, pochi minuti prima delle nove, è stato il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola che con un’azione di coraggio degli ultimi tre giorni, ha deciso di scendere in campo e fare la battaglia contro il carbone al fianco dei suoi cittadini. Fischi dalla piazza nei confronti del sindaco di Tarquinia, che secondo i manifestanti: «non ha mantenuto un comportamento coerente con le promesse di lotta contro la riconversione della centrale fatte in campagna elettorale». Colto dalla rabbia, Mazzola si è sfilato la fascia tricolore ed è salito sul palco di piazza Matteotti, inveendo contro i no coke che non avevano nominato il Comune di Tarquinia tra gli aderenti alla manifestazione. Mazzola ha stigmatizzato l’assenza di tanti primi cittadini e speso parole di fuoco contro «la facile strumentalizzazione politica». Il primo cittadino etrusco ha poi attaccato il sindaco di Civitavecchia, Gianni Moscherini, accusandolo di «connivenza con l’Enel». «Noi siamo per la tutela della salute e dell’ambiente - ha urlato a gran voce il sindaco di Tarquinia - quindi contro ogni forma di inquinamento. Facciamola finita con le strumentalizzazioni. Se l’obiettivo è unico, percorriamolo insieme. Noi siamo contro la centrale e siamo contro tutto quello che inquina, anche contro la centrale di Montalto, contro Tirreno Power e contro il porto. Io sono con i cittadini, mi dicano quello che devo fare e io faccio». Mazzola ha poi ribadito la richiesta di un incontro con il ministro Scajola.
Grillo e il bluff del carbone. La protesta è poi proseguita con un intervento via web del comico genovese Beppe Grillo che ha ribadito: «Il carbone pulito è un bluff, non esiste. Non fatevi infinocchiare. In tutto il mondo i governi stanno riducendo la produzione di energia con il carbone e stanno studiando strade alternative, solo da noi si vuole incrementare l’uso di un prodotto micidiale per la salute dei cittadini. Attraverso l’uso del carbone l’Enel, con la complicità dello stato e dei poteri forti, si accinge a devastare le produzioni agricole e le vocazioni turistiche dei territori». Il comico ha anche criticato i provvedimenti del governo su Napoli.
Il caso di Gualdo Cattaneo. Sul palco degli interventi hanno preso la parola anche Raoul Maltini che ha testimoniato le gravi condzioni della comunità di Gualdo Cattaneo, in Umbria, dove è stata realizzata una centrale a carbone «nonostante le proteste di metà popolazione». «Questo è stato possibile – ha detto Maltini – grazie alla connivenza con l’Enel dell’allora sindaco Becchetti che ignorò le firme. Adesso il nostro comune è l’unico in Umbria che si sta spopolando».
Gli altri interventi. Hanno preso la parola anche l’assessore della Provincia di Viterbo Picchiarelli e l’ex ministro all’Ambiente Willy Bordon: «Da ex uomo di governo e da ex sindaco – ha detto - quindi abituato a conoscere le procedure, vi dico che l’autorizzazione concessa all’Enel per l’uso del carbone a Civitavecchia è illegittima e inaccettabile. Il governo deve disporre, una nuova Via». Bordon ha sostenuto che le affermazioni dell’Enel, secondo le quali con l’uso del carbone le emissioni verrebbero ridotte dell’85%, «non bastano a tranquillizzarci, l’abbattimento deve essere del 100%».
La battaglia contro l’Enel. «Boicottare l’Enel scegliendo un altro gestore per la fornitura di energia elettrica grazie alle possibilità offerte dalle privatizzazioni nel settore dell’energia». È questa la proposta avanzata dagli organizzatori del corteo.
Il blocco dell’Aurelia. Intorno alle 11 il corteo si è avviato verso l’Aurelia, scortato da un ingente spiegamento di forze dell’ordine: polizia di stato, stradale, carabinieri, finanza e polizia locale. Il traffico automobilistico è stato deviato all’altezza della località Spinicci. I manifestanti hanno percorso la statale per un chilometro e mezzo in direzione Civitavecchia, poi il corteo si è fermato all’incrocio con Villa Bruschi Falgari. I trattori hanno continuato il loro percorso fino all’imbocco dell’autostrada poi sono tornati indietro. Alle 17 la strada era ancora bloccata. I no coke hanno chiesto un incontro in strada con il prefetto di Viterbo Giacchetti che però gli ha dato appuntamento in Comune.
Lo sgombero forzato. I manifestanti hanno continuato a resistere: «Rimarremo qui fino a che il prefetto non scenderà in strada. Dall’incontro deve scaturire una nota ufficiale nella quale venga riconosciuto che non esiste carbone pulito». Le forze di polizia hanno poi iniziato a sgomberare la strada. Circa una sessantina di no coke che si erano seduti per terra, sono stati portati via di peso. «Se non hanno risposte convincenti ribloccheremo ancora l’Aurelia».
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Da Alice News (link originale):
Roma, 24 mag. (Apcom) - E' stata una protesta pacifica ma decisa per dire "no" al carbone. In 4mila hanno manifestato a Tarquinia, in provincia di Viterbo, contro la riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord. La manifestazione, autorizzata come corteo fino alle 13.30, si è prolungata nel tempo diventando un presidio che ha bloccato per ore la statale Aurelia. La polizia, intorno alle 17, ha sgomberato la strada, dove la circolazione lentamente è ripresa. Gli agenti sono intervenuti per far alzare i molti manifestanti che si erano sdraiati sull'asfalto. Nessuna tensione.
La manifestazione ha avuto una ulteriore parentesi istituzionale nella sala consiliare del comune di Tarquinia dove il Prefetto e i rappresentanti degli operatori turistici e degli agricoltori che hanno partecipato alla manifestazione si sono incontrati. L'obiettivo è ottenere "un incontro con il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola", e una precisa presa di posizione sul fatto che alla centrale del territorio di Civitavecchia "non si usa il carbone 'pulito' - spiegano gli organizzatori - ma il carbone". Gli organizzatori non vogliono che la centrale a carbone sorga in un territorio in cui sono presenti due tesori dell'archeologia etrusca, patrimonio dell'Unesco, come Cerveteri e Tarquinia.
Secondo gli organizzatori del Comitato cittadini liberi, oltre ai 4mila manifestanti hanno preso parte anche circa 250 trattori in rappresentanza delle associazioni agricole del territorio. Le adesioni, tra enti e associazioni, sarebbero circa 100, tra cui le Province di Roma e di Viterbo, i comuni di Cerveteri, Ladispoli, Tarquinia. Hanno aderito alla manifestazione, organizzata anche dai comitati No-Coke, anche Confcommercio e Confesercenti, ma anche esponenti politici in quella che, a detta degli organizzatori, è stata una solidarietà "trasversale". Durante la manifestazione, il sindaco di Tarquinia, Maurizio Mazzola, ha dichiarato la sua netta contrarietà al carbone.
Per l'occasione è stata lanciata l'iniziativa "Buon Viaggio Enel", con cui si invitano i cittadini a staccarsi dall'Enel come fornitore di energia e a scegliere un gestore che non utilizzi il carbone sporco
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23 maggio 2008

Beppe Grillo apre la manifestazione.


Mentre compaiono comunicati dai contenuti colmi di arroganza e spirito antidemocratico da parte del gigante nudo golia-enel e delle sue milizie mercenarie, BEPPE GRILLO ha comunicato che aprirà con un suo intervento la manifestazione di domani sabato 24 a Tarquinia contro la riconversione a carbone di TVN - Civitavecchia.

"Michele Santoro ad Annozero ,che come le altre reti televisive ha ospitato i coraggiosi cittadini di Tarquinia e Civitavecchia , durante il lungo sciopero della fame,è di nuovo intervenuto sul tema della centrale. Infatti il noto conduttore, in chiusura di trasmissione, ha parlato dell'iniziativa popolare che si terrà domani a Tarquinia ,citando che si tratta di una manifestazione trasversale contro la riconversione a carbone della centrale di Torrevaldaliga nord .
La giornata di domani sarà aperta da Beppe Grillo che già lo scorso anno si era recato a Tarquinia elegiando i valorosi cittadini come fecero anche Maurizio Costanzo e Paolo Mieli e tante altre personalità in occasione del lungo e sofferto digiuno.
Con un collegamento web dal palco il famoso comico darà il suo contributo parlando dei problemi di questo territorio,per una informazione meno legata ai poteri forti.
Il carbone pulito non esiste,esiste un territorio meraviglioso e generoso,patrimonio dell'Unesco,da millenni votato all’agricoltura di qualità e al turismo,che và difeso dall’aggressione dell’inquinamento."
www.nocoketarquinia.splinder.com
nocoketarquinia@yahoo.it

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